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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘cessione’

La maggior parte delle aziende perde valore con la cessione di asset

Posted by fidest press agency su martedì, 19 marzo 2019

Secondo il Divestment Performance Monitor di Willis Towers Watson, realizzato in collaborazione con Cass Business School, più della metà delle aziende che hanno effettuato cessioni di asset dal 2010 a oggi hanno perso valore azionario.Il nuovo database globale analizza l’andamento del prezzo delle azioni delle aziende che cedono asset, da sei mesi prima dell’annuncio dell’operazione fino a sei mesi dopo il completamento.Matteo Fiocchi, Head of Executive Compensation and Strategic Reward di Willis Towers Watson, ha dichiarato: “Le cessioni rappresentano una parte cruciale, ma spesso trascurata, della definizione del portafoglio di attività di un’azienda, offrendo un’opportunità reale per conseguire una redditività più alta grazie a un’assegnazione migliore dei capitali, una maggiore attenzione sulle attività principali e più fondi da investire per crescere. Tuttavia, i nostri dati mostrano che le aziende che cedono asset continuano a faticare nella creazione di valore per gli azionisti, in quanto spesso gli investitori tendono a valutare negativamente le aziende che non hanno strategie di lungo termine convincenti”.
Lo studio di Willis Towers Watson, che prende in esame le aziende che cedono alcuni asset sia a aziende quotate sia a compratori privati, ha rilevato anche che:
· Le difficoltà nel creare valore a valle delle cessioni nel corso dell’ultimo decennio sono state riscontrate in tutte le aree geografiche, a prescindere dalle dimensioni degli accordi e dai settori di attività.
· Un’analisi dello studio ha mostrato che il valore creato dalla minoranza di aziende che hanno effettuato le cessioni con successo (2.000 miliardi di dollari di performance sopra la media dal 45% di aziende cedenti) ha superato marginalmente la performance negativa della maggioranza che ha chiuso in perdita (1.900 miliardi di dollari dal 55% di aziende cedenti).
· Tra il 2010 e il 2018, le cessioni verso gli acquirenti private equity, con un calo del 3,3%, hanno vissuto una performance peggiore di quelle verso le aziende acquirenti, calate del 2,2%. Questo può essere in parte spiegato dal fatto che gli acquirenti private equity si rivolgono ad aziende cedenti con maggiori difficoltà, e che dunque possono avere rendimenti più bassi; inoltre, i team di negoziazione degli acquirenti private equity tendono ad avere team per le transazioni più specializzati e che trattano un flusso maggiore di accordi, permettendo loro di negoziare con maggiore aggressività. Al fine di ottimizzare il valore e garantire che gli acquirenti non vincano a loro spese, riteniamo che le aziende cedenti trarrebbero vantaggio da una pianificazione più accurata e dalla preparazione delle attività per la vendita.Lo studio mostra anche che molte delle cessioni con migliori prestazioni sono state spin-off, che sono spesso giustificate dalla volontà di separare un’azienda di successo dalla casa madre per mettere in risalto il suo valore come azienda indipendente. Secondo Willis Towers Watson, questo dimostra l’importanza della preparazione pre-deal e dell’impegno dei business leader, all’interno e all’esterno dell’aziende, nel promuovere le ragioni della vendita e dimostrarne così il valore e le prospettive anche per l’attività che non viene ceduta.Matteo Fiocchi, Head of Executive Compensation and Strategic Reward di Willis Towers Watson ha dichiarato: “La creazione di valore dagli accordi di cessione non è automatica. In condizioni di mercato difficili, quanto un’azienda possa guadagnare o perdere dipende molto da quanto l’approccio all’operazione sia ponderato. Lato vendita, investire le giuste risorse per eseguire la due diligence, preparare l’attività per la cessione e costruire una solida impalcatura logica che motivi l’operazione è fondamentale per attirare migliori potenziali acquirenti. Questi faranno offerte migliori per un accordo che ritengono possa creare più valore per loro, e saranno in una posizione meno forte nelle negoziazioni con un’azienda cedente che si sia preparata con cura. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di acquirenti private equity, che vantano notevoli competenze in materia di fusioni e acquisizioni e un’esperienza nelle negoziazioni aggressivUna volta identificato un potenziale acquirente per la cessione, è altrettanto importante mantenere motivati i manager comunicando il loro valore per l’azienda, rafforzando la sensazione di opportunità derivante dall’operazione e infondendo la massima fiducia possibile tramite il giusto riconoscimento della loro performance. Ciò avrà un impatto positivo sull’organizzazione e sul successo dell’operazione”. (by Daniela Pradella)

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Cessione della Roma Giardinetti al Comune di Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 5 luglio 2018

“La cessione della Roma Giardinetti al Comune di Roma è una vittoria per tutti i cittadini. Ora ci aspettiamo che la Regione mantenga le promesse sulle ferrovie ex concesse. Oggi in Commissione Trasporti alla Pisana abbiamo ottenuto un importante risultato che avevamo chiesto sin dal nostro insediamento”. “Ora il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti mantenga le promesse fatte all’incontro con la Sindaca di Roma, Virginia Raggi, anche per la cessione della Roma-Lido e della tratta urbana della Roma-Viterbo. I tempi sono maturi per stabilire una tabella di marcia definita e puntuale, indicando le attività necessarie a presentare i nostri progetti di riqualificazione per le altre due linee. Indispensabile in questo senso un passaggio con il Ministero delle Infrastrutture dei Trasporti per mettere sul tavolo i progetti già pronti e ottenere i necessari finanziamenti”. Così in una nota l’Assessore alla Città in Movimento di Roma, Linda Meleo.

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Interporto di Venezia: firmati i contratti per la cessione a Orlean Invest Holding Ltd

Posted by fidest press agency su domenica, 14 gennaio 2018

veneziaPer un valore complessivo pari ad Euro 68.077.186,00 (sessantottomilioni settantasettemilacentoottantasei/00), ORLEAN acquista la proprietà dei beni immobili e/o diritti attivi in capo alle società Interporto e Sonora, nonché la società TIA, con impegno di procedere all’estinzione di tutti i crediti garantiti ipotecariamente sui beni delle società Interporto e Sonora.L’esecuzione degli accordi sottoscritti in data 12 gennaio 2018 tra CIA, INTERPORTO, SONORA e ORLEAN, avverrà non appena rilasciati gli atti amministrativi da parte dell’Autorità Portuale di Venezia per la formale concessione ed autorizzazione in capo alla nuova compagine sociale di TIA, nonché – oltre alla sanatoria di alcuni vizi formali afferenti gli immobili – alla efficace acquisizione dal ceto bancario dei crediti ipotecari vantati verso le società in concordato. Con gli accordi sottoscritti con ORLEAN, che ha creduto sin dall’avvio della procedura competitiva nel buon esito dell’operazione, i liquidatori giudiziali Umberto Lago e Roberto Reboni, unitamente al liquidatore sociale di CIA, Daniele Granzotto ed al Presidente del Consiglio di Amministrazione di Interporto, Armando Bonetto, sotto il controllo del Tribunale di Venezia, portano a compimento una importante operazione liquidatoria, mirata a salvaguardare il valore dell’infrastruttura e dell’azienda in continuità, mantenendo i posti di lavoro e la concessione portuale, permettendo così di non vanificare gli sforzi di tutti gli stakeholders.Nella complessa operazione conclusasi dopo oltre 2 anni dall’omologa dei concordati, ORLEAN è stata assistita dall’advisor finanziario Savio&Partners con un team coaudiuvato dal partner dr. Bruno Savio e dall’associate dr. Fabio Di Maio, e dall’advisor legale studio legale avv. Giuseppe Iannaccone e Associati nelle persone del partner avv. Giacomo Fenoglio e dell’associate avv. Andrea Becheroni, mentre le società in concordato sono state assistite dallo Studio La Scala, con un team della sede di Milano e Venezia, guidato dal partner Riccardo Bovino responsabile del team Corporate-M&A, con gli avvocati Giada Salvini (senior associate) e Matteo Marciano (associate).

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Cessione del quinto dello stipendio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

Sebbene la neo regolamentazione della cessione del quinto sia uno strumento utile per le ricadute positive che può avere sul rilancio dei consumi e la maggiore sostenibilità economico – finanziaria delle banche e delle assicurazioni, le quali stanno attraversando un periodo terribile a tutto danno del risparmio nazionale e del suo Pil. Mai si deve comunque cadere nella tentazione di trasformare tale riforma in un mero rafforzamento delle facoltà del creditore, come purtroppo prevede la proposta presentata, che non riforma nulla se non nella forza contrattuale del finanziatore.
All’art. 3 comma 2, si prevede che il lavoratore possa dedicare al proprio indebitamento non più un quinto dello stipendio, ma un terzo. Aspetto fondamentale: la misura del quinto fu decisa dalla esperienza e quindi saggezza pluridecennale che ha insegnato che quella misura garantiva il massimo possibile di compressione del reddito disponibile (a vantaggio dei finanziatori) garantendo un dignitoso residuo liberamente disponibile.
Quindi variare questa proporzione è possibile solo in caso di sufficiente capienza del reddito residuo. Purtroppo si rende superfluo argomentare sull’inesistenza di tale condizione, che è lontana anni luce dall’essere garantita in costanza della precarietà diffusa in ogni segmento occupazionale.Quindi l’allargamento di tale proporzione è da rigettare senza dubbi e non esiste regolamentazione che possa garantire il finanziatore del rientro puntuale e completo.Se poi tale allargamento in certi casi perviene addirittura alla sottrazione della metà dello stipendio netto (art. 3 comma 5) ci troviamo di fronte ad una palese lesione dei diritti dei cittadini di chiedere aiuto per vie legali a chi di dovere, nel caso di bisogno di credito.Lesione dei diritti ulteriormente aggravata se si leggono i commi 11 e 12 art.3 e il comma 3 art. 4 che coinvolgono anche il Trattamento di fine rapporto (Tfr) e la previdenza complementare.
Quindi siamo davanti ad argomenti che, per chi crede e si batte per la tutela del consumatore, sono improponibili.
I rischi naturalmente connessi all’attività creditizia in caso di perdita del lavoro, riduzione di stipendio o morte, purtroppo per tutti noi, sono casi classici che giustificano parte del rendimento preteso dal prestatore e che rendono lecito per quest’ultimo rivolgersi ad una compagnia assicurativa trasferendole parte dei propri rischi, ovviamente pagando il premio relativo.È però singolare pretendere che tale premio venga pagato dal mutuatario fuori ed oltre rispetto all’interesse pattuito a meno che quest’ultimo venga fortemente ridotto in ordine alla riduzione del servizio offerto.
Oltre la incredibile bizzarria finanziaria v’è la questione del merito: chi ha interesse a creare tutte le condizioni per una compressione duratura delle capacità di consumo e risparmio del debitore? Chi ha interesse a creare tutte le condizioni che porteranno alla inadempienza? Se si eroga pochissimo il mutuatario dovrà indebitarsi per una somma molto più alta di quella che gli serve condannando il consumatore per anni a rinunzie certamente non coerenti con l’obiettivo di espandere consumi e risparmio, che certamente è alla base del nostro discorrere. Possiamo solo concludere affermando che la prassi di avanzare delle proposte, senza la attiva collaborazione delle Associazioni dei Consumatori per poi chiederne il placet, sia probabilmente superata per ragioni culturali.

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MediaAgency Provincia di Torino: approvato consuntivo 2011

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 aprile 2012

Il Consiglio provinciale ha approvato nel tardo pomeriggio il Bilancio consuntivo del 2011 e si appresta, a partire dall’inizio della prossima settimana, ad affrontare il dibattito e quindi la votazione del Bilancio di previsione di quest’anno. L’esercizio finanziario dello scorso anno si chiude con impegni di spesa per oltre 450 milioni di euro. In un periodo di crisi come quello attuale sono ancora le opere pubbliche a fare da volano all’economia locale, queste hanno registrato impegni per 45,7 milioni di euro.
“Sono note le difficoltà emerse in questi mesi di poter saldare i conti con le imprese – ha spiegato l’assessore provinciale al Bilancio Marco D’Acri durante l’illustrazione del documento – ma la Provincia di Torino, nonostante i vincoli imposti dal Patto di stabilità, è riuscita a pagare le ditte erogando oltre 93 milioni di euro di lavori portati a termine. A questi vanno aggiunti 23 milioni di cessioni di credito, un afflusso di liquidità alle imprese. Per quanto riguarda le opere pubbliche l’ammontare della liquidità alle imprese è pari a 116 milioni di euro. Nell’ottica del miglioramento dell’efficienza della propria organizzazione amministrativa, la Provincia ha ridotto il costo del personale di oltre 2 milioni.
Sono risultati in netto calo i trasferimenti regionali in particolare in materia di lavoro, formazione professionale. “La buona gestione dell’esercizio finanziario – ha sostenuto D’Acri – ha comunque consentito all’Ente di impegnare più di 35 milioni proprio nel campo del lavoro e 92 sulla formazione. Particolare attenzione è stata data, per quanto riguarda le spese in conto capitale, alla sicurezza del proprio patrimonio nonostante la crisi congiunturale”. Positiva la chiusura dell’esercizio: il consuntivo 2011 si chiude con un utile di 4 milioni di euro.

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Vaticano: compensazione Acquafredda

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 settembre 2011

Roma Aurea

Image by Giovy.it via Flickr

“Nonostante i tempi di ‘magra’ per il bilancio del Comune di Roma, i vantaggi per il Vaticano non mancano mai. L’ultimo è quello riguardante la concessione di 210 mila metri cubi di diriti edificatori, equivalenti a 1.000 appartamenti di circa 90 metri quadrati, che saranno realizzati in aree da individuare successivamente, in cambio della cessione di 60 ettari della Tenuta dell’Acquafredda, situata alle porte di Roma, tra la via Boccea e la Via Aurelia. Tale permuta, in gerco tecnico ‘compensazione’, è stata autorizzata con una delibera consiliare, approvata all’unanimità dei consiglieri presenti, con l’accordo tra PD e PDL e con il silenzio dei gruppi consiliari assenti, durante il mese di agosto, quando l’attenzione dell’opinione pubblica è per ovvi motivi più fievole “. E’ quanto dichiara Giovanni Barbera, membro della direzione romana del PRC- Federazione della Sinistra e presidente del Consiglio del XVII Municipio. “Peccato – continua Barbera – che tale operazione di ‘compensazione’ sia, ad avviso di molti, compresa Legambiente, in violazione dell’art. 14 delle norme tecniche di attuazione del PRG che limitano la possibilità di trasferire i diritti edificatori da una zona all’altra di Roma ai soli casi espressamente indicati nel suddetto articolo, in cui ovviamente non sono assolutamente ricompresi i terreni della Tenuta dell’Acquafredda. Per approvare la suddetta delibera sarebbe stato, pertanto, necessario procedere preventivamente ad una variazione delle norme tecniche del Prg, con un iter procedurale lungo e tortuoso, di cui non non c’è traccia. Senza considerare che non è neanche ben chiaro come si sia arrivati a riconoscere diritti edificatori per 210 mila metri cubi di residenziale, pari al valore economico di circa 400 milioni di euro, visto che i terreni che appartengono alla Tenuta dell’Acquafredda erano già classificati dal piano regolatore del 1965 principalmente come zona agricola e solo in parte come servizi pubblici generali”.
“Insomma – conclude Barbera – tale operazione appare come un grosso ‘regalo’ bipartisan del Campidoglio all’Amministrazione del patrimonio della Sede apostolica, di fatto l’immobiliare del Vaticano, in quanto tale permuta è stata non solo attuata in violazione delle norme del Prg, ma appare fortemente ‘squilibrata’ dal punto di vista urbanistico ed economico”.

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Roma calcio: nuova proprietà

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2011

«Ieri mattina ho avuto un nuovo contatto telefonico con Paolo Fiorentino, Chief Operating Officer di Unicredit, il quale mi ha confermato che la trattativa per la cessione della AS Roma sta proseguendo nel migliore dei modi. I rappresentanti di Unicredit si recheranno entro il 20 aprile negli Stati Uniti per sottoscrivere i contratti con i delegati della cordata americana. Il nostro auspicio è, quindi, che per il Natale di Roma la società giallorossa abbia una nuova proprietà». È quanto afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Credito Bergamasco: cessione partecipazioni

Posted by fidest press agency su martedì, 20 luglio 2010

Nella seduta odierna il Consiglio di Amministrazione del Credito Bergamasco (Gruppo Banco Popolare) – facendo seguito alle prodromiche determinazioni sul punto assunte nella riunione consiliare dello scorso 28 giugno e prontamente comunicate al mercato – ha deliberato la cessione alla Capogruppo Banco Popolare delle quote partecipative detenute in Aletti Gestielle SGR S.p.A. (pari al 12,99% del capitale sociale) e in Aletti Gestielle Alternative SGR S.p.A. (pari al 21,20% del capitale sociale). L’operazione, che si perfezionerà entro l’estate, consente il conseguimento da parte del Credito Bergamasco di una sempre migliore focalizzazione del patrimonio sul core business aziendale e la massimizzazione del rendimento economico del capitale investito. La cessione al Banco Popolare delle quote di Creberg rientra nel progetto di Gruppo volto al riassetto del comparto relativo all’asset management, con la rimodulazione delle linee di offerta. Trattandosi di cessioni infragruppo, anche ai sensi dell’art. 2391 bis del codice civile “operazioni con parti correlate”, il Credito Bergamasco ed il Banco Popolare si sono avvalsi della professionalità dell’advisor indipendente KPMG Advisory S.p.A. per ottenere una valutazione sul valore delle partecipazioni da cedere. Sulla base della perizia redatta dall’advisor, il prezzo per la cessione da Creberg a Banco Popolare del 12,99% del capitale sociale di Aletti Gestielle SGR e del 21,20% del capitale sociale di Aletti Gestielle Alternative SGR si è fissato complessivamente in 18,8 milioni di euro. In considerazione dei valori di libro delle citate quote partecipative, la loro cessione al suddetto corrispettivo consentirà al Credito Bergamasco di realizzare nell’esercizio 2010 una plusvalenza lorda globale pari a 6,389 milioni di euro.

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Su cessione ramo aziendale da Eutelia ad Agile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 gennaio 2010

“In questo paese, in cui ci si scontra sul colore dei calzini di un magistrato facendo finta che la crisi sia finita mentre ci sono lavoratori sui tetti a protestare, altri fanno lo sciopero della fame, sarebbe opportuno che la politica, quella con la P maiuscola, facesse la propria parte”. Queste le aspre dichiarazioni del responsabile per il Lavoro e l’Occupazione dell’Italia dei Diritti Giuseppe Criseo sulla vicenda dei lavoratori dell’ex Eutelia che hanno vinto una prima battaglia ottenendo dal tribunale la bocciatura della cessione del ramo aziendale IT alla società Agile. La Magistratura ha infatti giudicato antisindacale la condotta di Eutelia e ha stabilito la rimozione degli effetti di tale passaggio di proprietà. Nonostante la vittoria di questa prima lotta, madre di tante altre e simbolo della crisi, prosegue con toni duri l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro: “Gli scontri sono su altro, mentre i lavoratori assistono alla chiusura dei loro posti di lavoro oppure sono in cassa integrazione. Ci sono poi casi in cui il tribunale ha dato ragione ai dipendenti, vedi  vicenda Eutelia, bocciando la cessione del ramo d’azienda. Ci vorrebbe un intervento legislativo serio in materia, non le leggi ‘ad personam’ per non andare in galera. Nel frattempo – conclude Criseo – incoraggiamo e sosteniamo coloro che sono veramente in difficoltà, senza stipendio e prospettiva, i precari che non hanno visibilità: è di questi che occorre parlare, il paese attende risposte”.

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Centro carni dal comune Roma all’Ama

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2009

Roma. “In merito all’ordinanza cautelare della Seconda Sezione del TAR Lazio, n. 6097/09, riguardante il conferimento del Centro Carni ad Ama, l’Avvocatura del Comune di Roma rende noto che il Tar non ha impedito la cessione del Centro Carni dal Comune ad Ama ma ha disposto di non trasferire gli operatori che vi lavorano.  Più precisamente, tale provvedimento si è limitato a prescrivere l’obbligo per il Comune di “mantenere inalterata la destinazione del compendio per cui è causa” fino alla data dell’udienza pubblica di merito, prevista il 14 aprile 2010, senza incidere in alcun modo sulla delibera con cui è stata disposta il mutamento di natura giuridica del Centro Carni ed il suo conferimento ad AMA S.p.A.. Si deve osservare che il TAR ha ordinato in via cautelare il solo mantenimento dell’attuale destinazione del “Centro Carni”, senza affrontare la questione centrale del mutamento della sua natura giuridica disposto dal Comune, sebbene fosse proprio questo l’oggetto esclusivo del ricorso al tribunale. Se infatti il TAR avesse voluto bocciare anche la decisione comunale di far cessare il carattere demaniale del Centro Carni, si sarebbe semplicemente limitato a sospendere il provvedimento impugnato, visto che da ciò sarebbe conseguito anche il mantenimento dell’originaria destinazione d’uso. E neppure si può ritenere che la decisione del Tar circa il mantenimento della destinazione d’uso del Centro Carni abbia comportato l’implicita sospensione della delibera comunale di mutarne la natura giuridica, visto che è giuridicamente compatibile il mantenimento dell’originaria destinazione a pubblico servizio di un bene già appartenente al demanio comunale con la contestuale acquisizione della diversa natura di bene patrimoniale disponibile. Pertanto, non appare lecito l’assunto che sia stata sospesa dal Tar anche la deliberazione di mutare la natura del bene da conferire ad AMA S.p.A”. È quanto dichiara l’Avvocatura del Comune di Roma.

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AstraZeneca cede lo stabilimento di Caponago a ICIG

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

AstraZeneca Italia, consociata di AstraZeneca PLC, ha ceduto a Corden Pharma SpA, che fa parte dell’International Chemical Investors Group (ICIG), il sito produttivo di Caponago. L’accordo di cessione prevede, tra l’altro, che lo stabilimento continui ad essere fornitore del Gruppo AstraZeneca a livello mondiale.Le attività di Caponago presentano numerosi elementi di sinergia con le attività di ICIG nel settore farmaceutico: le capacità di Caponago di produrre farmaci iniettabili sono complementari alle capacità di produzione e confezionamento di farmaci solidi di ICIG, e completano l’offerta di servizi destinati a clienti importanti di ICIG nel settore farmaceutico.Caponago, diventerà un attore importante nella strategia di sviluppo di ICIG nei settori della chimica fine e dei farmaci. Questo sito è infatti uno dei centri produttivi all’avanguardia a livello mondiale, conforme alle norme GMP e che può contare su un team di professionisti di grande esperienza che ha sempre fornito risposte di qualità ai clienti, con capacità produttive consolidate. Il sito di Caponago opererà come entità giuridica distinta con la ragione sociale Corden Pharma SpA, in stretto collegamento con altre entità giuridiche facenti capo a ICIG. Il Sales Team di Corden Pharma ha ottimi rapporti con tutti i principali produttori di generici, in Europa e negli USA, e prevede di acquisire ulteriori attività di produzione farmaceutica secondaria.

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