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Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 19

Posts Tagged ‘cetacei’

Perù, svelata l’origine di uno dei più grandi giacimenti di fossili di cetacei al mondo

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 luglio 2021

La bassa concentrazione di ossigeno al fondo, il rapido seppellimento delle carcasse e la precipitazione di minerali come l’apatite e la dolomite subito dopo il seppellimento delle ossa, insieme alla ricchezza biologica originaria. Queste le condizioni che sarebbero all’origine di uno dei più grandi giacimenti di fossili di vertebrati marini del mondo. Si trova in una delle aree più aride del pianeta, il Deserto di Ica del Perù meridionale, ed è un giacimento così eccezionale perché ospita migliaia di reperti fossili di balene, delfini, foche, squali ed altri pesci, uccelli e rettili risalenti ad un intervallo di tempo compreso tra 14 e 6 milioni di anni fa (un’epoca che i geologi chiamano “Miocene”). Il gruppo di ricercatori di Milano-Bicocca (Giulia Bosio ed Elisa Malinverno), di Camerino (Claudio Di Celma) e di Pisa (Giovanni Bianucci, Alberto Collareta, Anna Gioncada e Karen Gariboldi), in collaborazione con studiosi di vari istituti di ricerca esteri, ha svelato le cause dell’origine di questo straordinario sito paleontologico grazie allo studio di quasi 900 reperti, spesso eccezionalmente conservati, in un articolo dal titolo “Taphonomy of marine vertebrates of the Pisco Formation (Miocene, Peru): Insights into the origin of an outstanding Fossil-Lagerstätte”, appena pubblicato sulla rivista PLOS ONE.«Dove oggi c’è un deserto che si estende per centinaia di chilometri lungo la costa del Perù – spiega il geologo Claudio Di Celma – in passato si trovava un grande bacino marino, il Bacino di Pisco, caratterizzato da una grande abbondanza di nutrienti e una ricca biodiversità». «Gli abitanti di questa antica baia si sono conservati per milioni di anni e sono oggi esposti nei dintorni di Ica grazie al sollevamento tettonico e all’erosione nell’ambiente desertico attuale. L’assenza di vegetazione che caratterizza l’area facilita inoltre enormemente la scoperta dei reperti» continua la paleontologa Elisa Malinverno.E’ stata quindi una concomitanza di diverse condizioni favorevoli alla fossilizzazione che ha dato origine a questo straordinario giacimento, come spiega la paleontologa Giulia Bosio dell’Università di Milano-Bicocca, prima autrice dell’articolo: «La bassa concentrazione di ossigeno al fondo, il rapido seppellimento delle carcasse e la precipitazione di minerali come l’apatite e la dolomite subito dopo il seppellimento delle ossa, insieme alla ricchezza biologica originaria hanno permesso la formazione di questo importante giacimento, portando alla fossilizzazione di migliaia di esemplari». Particolarmente interessante risulta il riconoscimento di alcuni scheletri di balene la cui disposizione e le cui relazioni con le rocce incassanti suggeriscono che la carcassa sia andata incontro ad un meccanismo di “autoseppellimento”. Lo studio è stato portato avanti, con numerose campagne di prospezione e scavo, dai ricercatori delle università di Milano-Bicocca, Pisa e Camerino, coordinati dal paleontologo Giovanni Bianucci dell’Università di Pisa, in collaborazione con l’Institut Royal des Sciences Naturelles de Belgique (Bruxelles, Belgio), il Museum of New Zealand Te Papa Tongarewa (Wellington, Nuova Zelanda), l’University of Otago (Dunedin, Nuova Zelanda), il Muséum national d’Histoire naturelle (Parigi, Francia) e il Museo de Historia Natural (Lima, Perù).

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Monitoraggio cetacei nelle bocche di Bonifacio

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2011

Comincia a giugno 2011 il monitoraggio sistematico, utilizzando una nave come piattaforma opportunistica di osservazione, di un transetto marino che dalla Sardegna arriva alla Corsica all’interno delle Bocche di Bonifacio. Il transetto si trova nel limite meridionale del Santuario dei mammiferi marini Pelagos. Il progetto, che al momento vede coinvolti Accademia del Leviatano ed il Bottlenose Dolphin Research Institute (BDRI), è in via sperimentale e proseguirà per tutta l’estate. Scopi principali della ricerca sono quelli di valutare gli indici di abbondanza dei cetacei nel sistema sardo-corso, di analizzare le interazioni dei cetacei con il traffico marittimo, e di aggiungere informazioni sulle rotte migratorie delle balenottere del mediterraneo ed in particolare intorno alla Sardegna. Il monitoraggio viene realizzato con le stesse metodologie ed in contemporanea con il network nazionale ISPRA di monitoraggio cetacei da transetto fisso. http://lericerchedelleviatano.blogspot.com/

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Monitoraggio di cetacei

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2010

Parte a luglio 2010 il monitoraggio di cetacei lungo i circa 700 chilometri della rotta dell’autostrada del mare da Catania a Civitavecchia. Ricercatori dell’Associazione Ketos (http://www.ketos.sicily.it/) e dell’Università di Catania, imbarcati a bordo delle navi della Grimaldi Lines esploreranno una delle regioni marine meno conosciute in Italia, scopo principale della campagna di monitoraggio è, infatti, quello di incrementare le conoscenze delle popolazioni di cetacei del mari dell’Italia meridionale. Molte specie di cetacei che vivono nei nostri mari sono protette da leggi nazionali o accordi internazionali. Queste normative richiedono informazioni e programmi di monitoraggio anche al fine di attivare azioni specifiche di tutela e conservazione. Il gruppo di ricerca entra così nel network Italiano di monitoraggio coordinato dall’ISPRA. Dal 2007, infatti, il Dipartimento Difesa della Natura, ha attivato un network con una rete di enti per realizzare un progetto di monitoraggio dei cetacei in simultanea e su larga scala che copre ad oggi i mari che vanno dal Tirreno al Mar Ligure occidentale. I diversi gruppi di ricerca, che sono responsabili per una o più tratte, sono: Università di Genova e Fondazione CIMA per la Savona-Bastia e Nizza-Calvi; Università di Pisa per la Livorno-Bastia; Accademia del Leviatano-CARICIV, Università La Sapienza di Roma per la Civitavecchia-Golfo Aranci. La rete in Italia è destinata ad ampliarsi e parteciperà al network europeo condividendo  metodologia e dati raccolti. Il progetto si avvale della preziosa collaborazione della Corsica-Sardinia Ferries e, dal luglio 2010, della Grimaldi Lines che ospitano i ricercatori a bordo delle proprie navi; anche Confitarma ha una parte attiva nel programma. Il metodo è relativamente semplice ed economico ma efficace: dai 2 ai 4 ricercatori esperti si imbarcano settimanalmente su alcune rotte fisse trans-regionali percorse da navi o traghetti di linea registrando la presenza delle diverse specie di cetacei incontrate, tutti i dati ambientali ed il traffico nautico. I risultati disegnano nel tempo tanti fotogrammi, che indicano quali specie sono più frequenti e dove e come cambia la situazione nel corso dei mesi e degli anni. Informazioni che permettono di “monitorare” sincronicamente e spazialmente lo stato delle popolazioni, correlandolo ai diversi fattori antropici ed ambientali che possono influenzare la presenza di questi animali, i loro ritmi migratori ed il loro diverso utilizzo degli habitat. Inoltre, il monitoraggio permette di individuare, lungo le principali rotte commerciali (le autostrade del mare) quali sono le aree ad alta densità di cetacei. La mappatura di queste aree permetterà, insieme a indicati comportamenti di navigazione, di prevenire collisioni le navi e le grandi balene. Sarà possibile seguire gli avvistamenti di cetacei sul blog: http://lericerchedelleviatano .blogspot.com/ (stenella)

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Le balene del Tirreno

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 giugno 2010

Si è svolto presso l’Aula consigliare del Comune di Civitavecchia incontro pubblico dal tema: “I cetacei del Mar Tirreno Centrale”. Sono stati presentati i risultati di tre anni di ricerca e monitoraggio di balene e delfini realizzati dall’associazione Accademia del Leviatano lungo il tratto di mare tra Civitavecchia e Golfo Aranci. utilizzando traghetti di linea come punti di osservazione. Le autorità hanno sottolineato come per le diverse specie di cetacei che vivono nei nostri mari, pur essendo tutte protette da leggi nazionali o accordi internazionali, si conosce ancora molto poco del loro habitat e delle loro migrazioni. Dal 2007, grazie alla stretta e proficua collaborazione di una compagnia navale, di una rete di enti, è partito un progetto di monitoraggio che copre i mari che vanno dal Tirreno centrale al Mar Ligure occidentale. ISPRA coordina questa innovativa ed efficiente rete di monitoraggio A tre anni dall’inizio del progetto è emerso un quadro interessante della distribuzione delle specie di cetacei all’interno di un’area protetta specificatamente istituita per la protezione dei cetacei, il Santuario Pelagos, e subito a sud del suo confine orientale. Nel corso dell’incontro sono state anche mostrati diversi hot spot che si incontrano lungo le rotte percorse. In queste aree è auspicabile una ridotta velocità ed una particolare attenzione durante la navigazione. Scopo del network, infatti, è anche quello di mappare i principali hot spot, lungo le rotte delle previste le autostrade del mare.  Nel corso dell’incontro è stato anche presentato il questionario sulla percezione e sensibilità ambientale, nei confronti dell’ambiente marino, da parte dei passeggeri imbarcati su navi e traghetti. Visti i risultati ottenuti, il network di ricerca si augura di poter presto estendere il monitoraggio anche nel Mar Tirreno meridionale

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Le balene del Mar Tirreno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2010

Civitavecchia 3 giugno 2010 alle ore 17.00 presso l’Aula Pucci del Comune di in Piazza Guglielmotti. si terrà  un incontro pubblico sulla la nuova stagione di ricerca sui cetacei appena iniziata. Sarà l’occasione per conoscere i dettagli di questo progetto e capire qualcosa di più dei cetacei che vivono nei nostri mari. All’incontro interverranno diversi esperti che approfondiranno le tematiche relative a come è cambiata in un ventennio la presenza e la distribuzione delle diverse specie di cetacei nel Tirreno centrale, qual è il quadro attuale, a larga scala, dei cetacei, all’interno del Santuario dei cetacei Pelagos e subito fuori dei suoi confini. Si parlerà anche di come poter mitigare l’impatto che il traffico navale, soprattutto lungo le “Autostrade del mare”, potrebbe arrecare alle popolazioni di cetacei. Infine, verrà presentata una indagine sulla percezione ambientale, nei confronti dei cetacei, da parte dei passeggeri imbarcati su navi e traghetti.
Dal 2007 l’Accademia del Leviatano Onlus monitora settimanalmente le acque fra Civitavecchia e Golfo Aranci da Maggio a fine Settembre per avvistare i cetacei. Il transetto fa parte di una rete di monitoraggio, coordinata da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale), che vede impegnati diversi enti nel monitoraggio dei cetacei in tutto il Tirreno e Mar Ligure utilizzando traghetti di linea (Corsica Sardinia Ferries). L’Accademia del Leviatano non è nuova a questo tipo di ricerche: già negli anni dal 1989 fino al 1992 i ricercatori dell’associazione percorrevano lo stesso tratto di mare segnalando presenza, abbondanza e distribuzione delle diverse specie di cetacei. I nuovi dati ci forniscono quindi un quadro di lungo termine e di larga scala di come questi affascinanti animali vivano nei nostri mari.

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Nuove ricerche per ascoltare i cetacei

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

Pavia dal 10 al 13 settembre nell’Ateneo pavese, un importante appuntamento: due workshops internazionali organizzati dal Centro Interdisciplinare di Bioacustica e Ricerche Ambientali (CIBRA) che si svolgono:  4th International Workshop on Detection, Classification and Localization of Marine Mammals Using Passive Acoustics e 1st International Workshop on Density Estimation of Marine Mammals Using Passive Acoustics. Il CIBRA, il Centro Interdisciplinare di Bioacustica e Ricerche Ambientali del Dipartimento di Biologia Animale che si occupa soprattutto di ricerca e conservazione orientata ai mammiferi marini, anche quest’anno partecipa e organizza una importante serie di attività con collaborazioni prestigiose e strumenti all’avanguardia. Nell’ambito di un progetto di monitoraggio delle popolazioni di cetacei dei mari italiani finanziato dal Ministero dell’Ambiente, oltre che gestire la Banca Dati Nazionale sugli Spiaggiamenti, il CIBRA sviluppa strumenti e promuove azioni di ricerca per meglio comprendere la reale situazione dei mammiferi marini che popolano i nostri mari con particolare attenzione per quelle specie che più di ogni altre appaiono sensibili all’impatto delle attività umane.  Il progetto è condotto dall’Università di Pavia con la collaborazione del Museo di Storia Naturale di Milano e l’Università di Padova che ospita una Banca di Tessuti di Cetacei e una speciale unità per le necroscopie per studiare gli animali che si spiaggiano.

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