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11° Congresso della Funzione Pubblica Cgil

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 novembre 2018

Perugia da mercoledì 28 novembre a sabato 1° dicembre presso l’Hotel Giò Wine e Jazz Area in via Ruggero D’Andreotto 19 11° Congresso della Funzione Pubblica Cgil dal titolo: ‘Il lavoro nei servizi pubblici è. Per tutti, tutti i giorni’. Una quattro giorni che metterà al centro il valore dei servizi pubblici, e di coloro che li garantiscono nel pubblico e nel privato, guardando ai processi di innovazione e al bisogno di un piano straordinario di occupazione.
Oltre 500 tra delegate e delegati, studiosi di fama internazionale e autorevoli ospiti, insieme ad una rappresentanza del governo, nonché della Cgil nazionale, ruoteranno nel corso di questi quattro giorni e che si concluderanno con l’elezione del segretario generale della Fp Cgil. Tra le presenze al Congresso: la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, e il sottosegretario al Ministero della Pubblica Amministrazione, Mattia Fantinati, entrambi previsti per mercoledì 28 novembre, giorno d’apertura, e che interverranno subito dopo la relazione introduttiva della segretaria generale uscente della Fp Cgil, Serena Sorrentino. Insieme ai segretari generali di Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, e al segretario generale di Epsu, Jan Willem Goudriaan, anch’essi previsti per il 28 novembre.
Il giorno dopo, giovedì 29 novembre, inframezzeranno il dibattito congressuale gli interventi della europarlamentare, Cécile Kyenge, e del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini. Previste poi le relazioni del professor Nicolò Giangrande sul tema ‘Perimetro pubblico, disuguaglianze e crescita economica’ e del ricercatore dell’Inail, Emanuele Gruppioni, su ‘La Ricerca Pubblica fa bene alla Salute’.
Venerdì 30 novembre interverrà Rosa Pavanelli, segretaria generale di Psi, il famoso epidemiologo britannico, il professor Michael Marmot, con una relazione su ‘La Salute diseguale’ e il professor Enrico Giovannini su ‘Diseguaglianze e sostenibilità sociale’. Sempre venerdì verrà presentata la ricerca sul lavoro nelle pubbliche amministrazioni, condotto da Marta Fana e dalla Fondazione Di Vittorio, dal titolo ‘Piano Straordinario per l’Occupazione nelle Pubbliche Amministrazioni’. Infine, le conclusioni della giornata con l’intervento del segretario confederale della Cgil, Franco Martini.
Per chiudere, sabato 1° dicembre, ultimo giorno del Congresso, sono previste le elezioni del comitato Direttivo e dell’Assemblea generale della Fp Cgil. Infine, intorno alle ore 12, l’elezione del segretario generale, con la chiusura dei lavori prevista per le ore 13.30.

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Contratti: Fp cgil, siglato rinnovo Agenzia del demanio

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 agosto 2018

È stato siglato il rinnovo del contratto dell’Agenzia del demanio valido per il triennio 2016-2018. Un contratto che coinvolge circa un migliaio di lavoratori e che prevede ampi margini di miglioramento nella parte economica e in quella normativa, tra i quali un incremento salariale di 105 euro medi.Secondo la Funzione Pubblica Cgil il nuovo Ccnl “riconosce al personale un più ampio e ricco ventaglio di opportunità e pone molta attenzione al welfare aziendale. Concretizza, infatti un importante incremento economico dei tabellari mantenendo, al tempo stesso, la parte stipendiale legata agli scatti biennali. Ma il miglioramento interessa anche la parte normativa. Le politiche di valorizzazione e sviluppo del personale sono divenute parte integrante del contratto: valorizzazione delle competenze e professionalità, oltre che delle prestazioni (attraverso passaggi di livello, superminimi e una-tantum). Ampio spazio è stato dato, infine, alla conciliazione vita-lavoro, un aspetto che sarà agevolato dalla flessibilità in entrata/uscita, da permessi lavorativi e dal potenziamento dei congedi legati alla genitorialità”.“Gli strumenti introdotti nel contratto per il triennio 2016/2018 vanno nella direzione auspicata e pongono le basi per il rinnovo seguente, tracciandone già il percorso. Restano ulteriori margini di potenziamento sui quali lavoreremo a partire da subito”, conclude la Funzione Pubblica Cgil.

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La Cgil cambia pelle?

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 giugno 2016

landini-300x198Roma L’Unione Sindacale di Base parteciperà all’Assemblea indetta a Roma l’11 giugno prossimo da Sergio Bellavita e numerosi altri ex Cgil, che si terrà dalle ore 10.00 presso il Centro Congressi Cavour. L’involuzione politica e la trasformazione genetica della Cgil è ormai arrivata al punto di non ritorno e la necessità di uniformarsi alle politiche di Confindustria, Governo, Cisl e Uil sta portando la Camusso e la Fiom ad una “pulizia etnica” senza precedenti. Ridotte le “differenze” tra Confederazione e Fiom, attraverso un accordo di potere le cui conseguenze e condizioni stiamo scoprendo giorno dopo giorno; azzerata di fatto l’opposizione interna al Congresso; messo alla porta Sergio Bellavita, storico leader dell’area di opposizione “Il sindacato è un’altra cosa”; condotta una durissima battaglia interna contro le RSA Fiom della FCA (Fiat) attraverso una delegittimazione politica senza precedenti, Camusso e Landini hanno ormai cambiando del tutto la pelle della Cgil. E’ quindi naturale e scontato che coloro i quali in questi anni hanno ritenuto possibile costruire un’opposizione in Cgil, ed in tal senso hanno lavorato, si ritrovino oggi a riconsiderare la loro collocazione sindacale per continuare a lottare per la costruzione di un vero sindacato conflittuale, di massa e di classe.
Dopo l’uscita dalla Cgil di Giorgio Cremaschi solo un anno fa e l’entrata progressiva in USB di un numero sempre maggiore di iscritti, delegati e sindacalisti precedentemente militanti in quella organizzazione – primi fra tutti Maurizio Scarpa, già vicepresidente del Direttivo nazionale Cgil e Franca Peroni, già componente la segreteria nazionale della Funzione Pubblica – la scelta di Sergio Bellavita e di tanti altri rappresentanti e delegati dell’Area di opposizione “Il sindacato è un’altra cosa” di lasciare la Cgil rappresenta ora un fatto politico e sindacale importante, che prelude una ancor più accentuata crisi di rappresentanza della Cgil.
Ma ancor più importante ed urgente è il rafforzamento di una alternativa sindacale credibile, coerente e democratica, che rivaluti complessivamente il rapporto tra sindacato e lavoratori ed avvii un processo di ricostruzione del sindacato e del conflitto sociale in questo Paese.

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Rappresentanza sindacale: Fiat e altrove

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 gennaio 2011

“La CGIL si accorge solo ora che ne è toccata in un importante settore che in Italia esiste un problema di democrazia sulla rappresentanza sindacale. Nel Pubblico Impiego alle ultime elezioni r.s.u. insieme alle altre due confederazioni hanno cambiato le regole del gioco, con l’appoggio del Governo Prodi, poche ore prima dell’inizio delle elezioni. Si pensi che a stabilire chi è o meno rappresentativo è un comitato centrale rappresentato per tre quarti dalle tre confederazioni. Possono essere dei sindacati concorrenti a decidere se un altro è al 4,8 % e quindi escluso o al 5% e quindi rappresentativo ? E’ come se a decidere chi vince le elezioni in Italia fosse solo uno dei partiti contendenti, certe cose le faceva solo Ceausescu in Romania !!” ha dichiarato Alessandro Marchetti, Segretario Generale aggiunto SULPM commentando la dichiarazione della CGIL sulla rappresentatività nella FIAT “Si pensi ad esempio che nel Comparto Regioni-Autonomie Locali il Comitato elettorale dove hanno i tre quarti dei componenti decise di escludere il sindacato CSA” ha proseguito Marchetti “e ci è voluto un Giudice per decidere che era stato fatto un abuso a farlo fuori. Ulteriore dimostrazione che la rappresentatività sindacale è falsata ovunque.”  “La CGIL se vuole essere credibile apra invece il confronto” ha concluso Marchetti “su tutta la rappresentatività sindacale nel mondo del lavoro privato e pubblico smettendola di lamentarsi solo dove pensa di subire torti. Altrimenti da solo l’idea di fare come quel famoso detto toscano dei ladri di Pisa che ‘il giorno litigavano e la notte andavano a rubare insieme'”. (A. Procopio)

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Metalmeccanici: Sciopero generale

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 gennaio 2011

28 gennaio. Lo sciopero del 28 è uno sciopero sacrosanto a tutela della categoria dei metalmeccanici ma non può essere scambiato per quell’azione generale che da mesi la Fiom, e non solo, richiedono alla Cgil.  Le lotte che in questi mesi precari, lavoratori pubblici, operai, immigrati, licenziati, cassaintegrati, sfrattati hanno messo in campo necessitano di un momento di sintesi generale e generalizzato che non può essere surrettiziamente agitato sovrapponendolo allo sciopero dei metalmeccanici.
L’Unione Sindacale di  Base dà indicazione a tutte le sue strutture della categoria di aderire allo  sciopero per impedire che la  ‘dottrina Marchionne’ passi e si estenda, auspicando al contempo l’apertura di un confronto immediato tra tutte le componenti del sindacato conflittuale per decidere un vero e proprio Sciopero Generale e Generalizzato, da collocare tra la fine di febbraio e la prima decade di marzo.   Un’azione che coinvolga tutti, i sindacati di base ed indipendenti, aree Cgil non genuflesse ai voleri della Camusso, i movimenti che operano nei territori, le organizzazioni degli studenti, dei disoccupati, dei precari, dei migranti e dei pensionati. Un movimento di massa e di popolo che, partendo dai problemi del lavoro, ponga come centrali la questione sociale, il reddito, il salario, la buona occupazione, la casa, i beni comuni, la democrazia e la rappresentanza sindacale.

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Susanna Camusso segretaria Cgil

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 novembre 2010

«L’elezione di Susanna Camusso alla guida della Cgil è un motivo di grande gioia. E’ il giusto riconoscimento per una  riformista che potrà dare un contributo importante a cambiare il sistema delle relazioni sindacali nel nostro paese, in modo da renderlo più capace di rispondere alle nuove sfide dell’economia. E lo è ancor di più perchè si tratta della prima volta di una donna alla guida del primo sindacato italiano. Nonostante il machismo del premier, che offende i gay per nascondere le sue frequentazioni a pagamento, le donne continuano a farsi strada nel nostro Paese, dimostrando di avere le qualità e il coraggio necessari a non farsi frenare da un contesto che resta in buona parte maschilista». Così Alessia Mosca, deputato del Pd, segretario della Commissione Lavoro e vice presidente di TrecentoSessanta, l’Associazione che fa riferimento a Enrico Letta.

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Cgil: contenzioso del lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 ottobre 2010

Nota dell’Ufficio giuridico della Cgil: “Il 29 settembre scorso l’Aula del Senato ha approvato in sesta lettura il disegno di legge n. 1167 B-bis recante, com’è noto, alcune disposizioni incidenti sul contenzioso del lavoro (artt. 30-32). Abbiamo già avuto modo più volte di intervenire sui molteplici passaggi parlamentari che il disegno di legge ha attraversato, sfociando poi nell’intervento di rinvio alle Camere del Capo dello Stato Napolitano. A seguito delle osservazioni di quest’ultimo, il Parlamento è quindi ritornato ad esaminare il provvedimento con altre due letture, l’ultima delle quali è quella di cui stiamo parlando. Occorre subito dire che, se pur propagandate come ossequiose nei confronti delle osservazioni del Presidente della Repubblica, le modifiche apportate dalla maggioranza non hanno in realtà eliminato i motivi di preoccupazione che in più di un’occasione la CGIL ha espresso nei confronti di questo vero e proprio disegno controriformatore del processo e del diritto del lavoro. Rinviando, quindi, alle osservazioni già svolte, occorre mettere in luce i punti sui quali è  intervenuta l’ultima lettura del Senato:
A) Arbitrato secondo equità (art. 31): è stata confermata la modifica tendente a circoscrivere i confini del giudizio di equità, nel senso del “rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento e dei princìpi regolatori della materia, anche derivanti da obblighi comunitari”. La modifica sembrerebbe piuttosto incisiva se solo si consideri che tra i principi generali (e regolatori) dell’ordinamento lavoristico vi è senz’altro quello della inderogabilità dei diritti derivanti da norme di legge e di contratto collettivo. Ma allora non si vede quale sia la “ratio” di una modifica di tal genere, se non quella di confondere ancora di più le idee agli interpreti.
B) La sottoscrizione della clausola compromissoria (art. 31, comma 10): com’è noto, nel corso della precedente lettura alla Camera, era stato approvato un emendamento proposto da Cesare Damiano che imponeva la verifica della volontà di devolvere ad arbitri la controversia solo al momento dell’insorgere della stessa (quindi non, preventivamente, all’atto della stipula del contratto di lavoro). La modifica, di grande rilievo, è stata però cancellata da quest’ultima lettura. Si ritorna quindi alla sottoscrizione della clausola compromissoria in un momento antecedente l’insorgere della controversia stessa.
C) Momento in cui sottoscrivere la clausola compromissoria: siamo in presenza di una vera e propria ipocrisia. Di fronte ai penetranti rilievi del Presidente della Repubblica, che aveva fatto notare come la sottoscrizione della clausola nel momento di massima debolezza contrattuale (ovvero l’assunzione) fosse assolutamente da cambiare, la maggioranza ha avuto la brillante idea di spostare la stipula della clausola arbitrale dopo il periodo di prova o, in mancanza di quest’ultimo, dopo 30 giorni dalla stipula del contratto. Come a dire che il lavoratore, superato il periodo di prova o dopo 30 giorni dall’assunzione, ha maturato un tale potere contrattuale da consentirgli liberamente di devolvere le future controversie ad arbitri… Regime delle decadenze (art. 32, commi 1 e 2): due sono le novità, anche piuttosto importanti. La prima riguarda l’estensione del lasso di tempo a disposizione del lavoratore per depositare il ricorso giudiziario (a partire dall’impugnazione del provvedimento), che passa da 6 a 9 mesi e la possibilità di “produrre nuovi documenti formatisi dopo il deposito del ricorso” stesso. La seconda modifica, assai più incisiva, è quella riguardante l’esclusione dei licenziamenti “orali” dalla disciplina delle decadenze introdotta dal disegno di legge in commento. Viene così meno, fortunatamente, una disposizione che avrebbe permesso ai datori di lavoro un utilizzo di massa del licenziamento orale in forza dell’imposizione di un termine decadenziale il cui dies a quo sarebbe stato difficilmente individuabile. Ma c’è da dire che, se pur importante, questa modifica non scalfisce minimamente la portata devastante dell’introduzione del termine decadenziale in parola. C’è infatti da ricordare che il nuovo regime da una parte ha una portata amplissima (applicandosi non solo ai licenziamenti, ma anche ai contratti a termine, ai trasferimenti etc…), dall’altra, pur non applicandosi più ai licenziamenti orali, rimane in piedi (odiosamente) per tutte le fattispecie di “invalidità” dei licenziamenti, ovvero anche per quelli nulli perché discriminatori o per violazione di norme imperative di legge (v. i licenziamenti delle lavoratrici madri, quelli per causa di matrimonio etc…)

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16esimo Congresso Nazionale Cgil

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Mag 2010

Al centro dell’attenzione politica e delle parti sociali e imprenditoriali italiani vi è la relazione del segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani. Per il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia l’unico aspetto positivo è quello che si è espressa la volontà di ritornare al tavolo della trattativa. Per il resto la ricetta Epifani è quella di chi guarda al futuro pensando al passato. Non sono pochi quelli che pensano ad una Cgil che è “invecchiata” con le sue idee e non riesce a ritrovare la strada giusta per essere più aderente alla realtà del momento. La sfida è grande. Ci troviamo con un disagio della classe operaia crescente e che si associa a quello del settore impiegatizio e dei piccoli imprenditori. In tutti questi ambiti si ha netta la consapevolezza che vanno cambiate le regole del rapporto lavorativo e dell’impatto imprenditoriale a fronte di sfide che vengono da lontano ma che possono travolgerci come le economie aggressive dei paesi asiatici. Costoro puntano su bassi salari, quasi totale assenza di previdenza e di assistenza per i lavoratori e su queste basi puntano ad attrarre capitali ed industrie dall’estero e a mettere in ginocchio le economie degli altri paesi con esportazioni a prezzi decisamente più bassi di quelli richiesti dalle produzioni locali. Lo fanno in agricoltura come nelle produzioni artigiane e industriali. E se nel contempo il potere d’acquisto della maggioranza delle popolazioni occidentali si riduce, è facile essere attratti dai prodotti orientali tanto competitivi anche se possono presentare rischi per la salute. Il tutto diventa una spirale fatale se non corriamo ai ripari presto e bene.(ar)

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Ires – Cgil: “Salari in crisi”

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 marzo 2009

Venerdì 27 marzo, alle ore 10.30, presso la sede della Cgil (Sala Santi) in Corso d’Italia 25, a Roma, in conferenza stampa si farà il punto su salari, produttività e distribuzione del reddito. Presenti Agostino Megale, segretario confederale Cgil e presidente Ires, Riccardo Leoni, Professore di Economia del lavoro presso l’Università degli studi di Bergamo e Guglielmo Epifani, segretario generale Cgil. L’onda recessiva che si sta abbattendo sull’economia mondiale rischia di aggravare nel nostro paese una situazione già critica, a partire dalla questione salariale. Siamo in una fase di pesante recessione in cui sono cresciute le diseguaglianze sociali, a partire da quelle redistributive della ricchezza. Nel corso della Conferenza sarà presentato il IV rapporto delI’Ires l’Istituto di ricerche economiche e sociali della Cgil: “Salari in crisi” edizioni Ediesse.

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Castelli e litorale: la Cgil al voto sull’accordo

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2009

Roma. Sono in pieno svolgimento le assemblee indette nei posti di lavoro pubblici dalla CGIL, per spiegare il NO della Confederazione alle modifiche sull’assetto contrattuale.  “Alle nostre assemblee – ci spiega Paolo Calvano, Segretario Generale della FP Pomezia-Castelli – partecipano lavoratrici e lavoratori anche iscritti ad altre sigle sindacali, o anche non iscritti, insieme ai precari ed agli “atipici”.  C’è molta attenzione nei confronti della nostra posizione ed un grande consenso. Questo significa che la CGIL sa interpretare gli interessi dei lavoratori, perché stiamo tra la gente, a contatto tutti i giorni con i problemi reali.  La nostra richiesta di indire un referendum su quell’accordo e sui contratti sinora firmati non è stata raccolta dagli altri sindacati, ci spiace per Cisl e Uil, comunque, noi il referendum lo facciamo lo stesso, ed allestiremo i seggi chiedendo a tutti i lavoratori ed ai pensionati di esprimersi.  Se vinceranno i sì, noi andremo a sottoscrivere quell’accordo. La democrazia è questa ed è un grave errore che altri non la vogliano esercitare.  Abbiamo indetto consultazioni anche sui rinnovi dei contratti pubblici non sottoscritti dalla CGIL e la stragrande maggioranza dei lavoratori li ha bocciati. Nel frattempo la crisi si aggrava ed il Governo continua a fare spot e garantire milioni di euro per fronteggiarla.  Peccato che questi soldi siano sempre gli stessi, mentre la disoccupazione aumenta. Oggi anche i dipendenti pubblici non si sentono al riparo dalla crisi, sopratutto con un ministro che continua a sputare sentenze su di loro.  Nei prossimi giorni tireremo le somme – conclude Calvano – e diffonderemo i dati delle partecipazioni  alle assemblee e degli esiti del referendum.  Senza dimenticare il nostro obiettivo: portare dai nostri territori migliaia di cittadini alla manifestazione del 4 aprile, che certificherà le nostre ragioni di fronte al Governo: questa crisi non possono pagarla solo quelli che pagano le tasse, i salariati ed i pensionati. Ma sopratutto che senza lavoro non c’è futuro. Per nessuno”.

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La Cgil sul piede di guerra

Posted by fidest press agency su sabato, 7 marzo 2009

cgil-calvanoL’attivo dei delegati del sindacato dei lavoratori pubblici Cgil dei Castelli ha deliberato una massiccia campagna di assemblee per permettere ai lavoratori di partecipare al referendum che la Cgil ha promosso sull’accordo separato sul modello contrattuale. Stagione che culminerà con la grandissima manifestazione prevista a Roma per il 4 aprile. “Stiamo vivendo – ha dichiarato Paolo Calvano, segretario generale della categoria – una stagione durissima, un inverno infinito, e non solo dal punto di vista del clima. La vicenda del consorzio Gaia è ancora lì, ed intanto ogni giorno si aprono nuove emergenze, anche nei settori pubblici, che dovrebbero essere i più garantiti, a detta del Ministro Brunetta.  I lavoratori precari,  ad esempio, rischiano seriamente di non essere confermati. Così il nostro territorio  perderebbe in un sol colpo centinaia di posti di lavoro, ma anche  servizi e professionalità al servizio dei cittadini, spesso i più deboli.Abbiamo avuto rinnovi contrattuali firmati da alcuni sindacati con aumenti irrisori, bocciati dai lavoratori stessi. Ed in questo quadro si è pensato bene di modificare le regole della contrattazione, naturalmente a danno dei lavoratori, che si vedranno sparire  soldi e diritti.Insomma, saranno loro alla fine a pagare la crisi.La CGIL non ci sta. Riteniamo grave e lesiva dei rapporti unitari la decisione di Cisl e Uil di non partecipare alla consultazione spiegando ai lavoratori le proprie ragioni e invitiamo tutti i lavoratori a votare e ad esprimersi contro un accordo sulle regole contrattuali che produrrà, nei prossimi anni, una riduzione del potere d’acquisto dei salari, un indebolimento del contratto nazionale e la cancellazione del principio per cui sono i lavoratori a poter decidere su ciò che li riguarda. E ci auguriamo che in queste settimane anche i media comincino ad interessarsi a questa iniziativa, magari partecipando a qualche assemblea e registrando quindi i pareri e le storie di queste lavoratrici e lavoratori. Da parte nostra approfondiremo le questioni, per far comprendere perchè la CGIL non ha firmato questo accordo.

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