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Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky

Posted by fidest press agency su domenica, 8 settembre 2019

Verona Lunedì 9 settembre, alle 9, il call center di Linea d’ombra (0422.429999, http://www.lineadombra.it) comincerà a essere preso d’assalto. Da quel giorno e a quell’ora iniziano, infatti, le prenotazioni per la grande mostra. Il tempo di Giacometti da Chagall a Kandinsky. Capolavori dalla Fondazione Maeght che Linea d’ombra e Comune di Verona, in accordo con la Fondazione Maeght di Saint-Paul-de-Vence, propongono alla Gran Guardia dal prossimo 19 novembre al 5 aprile 2020, con il fondamentale supporto del Gruppo Baccini, main sponsor dell’iniziativa. Già molti sono i segnali che indicano come intorno a questa affascinate rassegna l’interesse del pubblico stia lievitando in modo sensibile. È afferma il curatore della mostra, Marco Goldin – un’occasione imperdibile per conoscere uno dei momenti più straordinari dell’intera arte del Novecento. Una mostra ampia, forte di un centinaio di opere, che unisce una vera e propria antologica dedicata ad Alberto Giacometti, il più importante scultore del XX secolo, ma anche strepitoso pittore nonché disegnatore, ai quadri, spesso di grande formato, di alcuni autori che gravitarono attorno a Giacometti e alla Galleria Maeght nella Parigi degli anni precedenti o successivi il secondo conflitto mondiale. Per cui si vedranno capolavori da Kandinsky a Chagall, da Miró a Braque solo per citarne alcuni.
Goldin anticipa anche alcune caratteristiche di un allestimento che si preannuncia molto originale: Le splendide e ampie sale della Gran Guardia faranno da sfondo a un allestimento di poetica suggestione, con le grandi sculture di Giacometti, a cominciare dal celeberrimo L’uomo che cammina, che quasi galleggeranno sul pavimento su cui verrà stesa una speciale moquette scura, sulla quale si staglieranno le basi in pietra bianca su cui si poseranno poi le sculture stesse. Questo per seguire il volere di Giacometti che privilegiava proprio l’’utilizzo del bianco. Mentre sulle pareti attorno verranno appese sequenze mozzafiato di capolavori di Miró, Kandinsky e tutti gli altri, in un dialogo quasi teatrale tra colori accesi e monocromia delle statue, il tutto esaltato dallo studiatissimo apparato illuminotecnico che isolerà le singole forme nello spazio.

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Chagall: Colore e magia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 settembre 2018

Asti 27 settembre 2018 – 3 febbraio 2019 arriva ad Asti il mondo elegante e utopistico di Marc Chagall. Con un percorso che indaga aspetti inediti della vita e della poetica di Chagall – attraverso una selezione di opere uniche presentate di rado al pubblico perché provenienti da importanti e inaccessibili tesori privati – la mostra giunge ad Asti dopo la tappa coreana al M Contemporary Museum di Seoul dove sta ottenendo un grandissimo successo di pubblico.
Un grande progetto che rappresenta il punto di partenza di un’importante collaborazione tra Arthemisia e il Comune di Asti che, a Palazzo Mazzetti, ospita opere di varie epoche della vita di Chagall: dai suoi primi lavori degli anni ’20 alla fuga traumatica dall’Europa durante la seconda guerra mondiale fino agli ultimi anni trascorsi dall’artista negli Stati Uniti.
Un mondo intriso di stupore e meraviglia; opere nelle quali coesistono ricordi d’infanzia, fiabe, poesia, religione e guerra; un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi popolati da personaggi, reali o immaginari, che si affollano nella fantasia dell’artista.Opere che riproducono un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine tra realtà e sogno, lo stesso mondo che Chagall raffigura nei suoi libri di incisioni.Con oltre 150 opere, un percorso espositivo diviso in 7 sezioni e curata da Dolores Durán Úcar, Palazzo Mazzetti ospita Chagall. Colore e magia, una mostra organizzata dalla Fondazione Asti Musei, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e dal Comune di Asti, con il patrocinio di Regione Piemonte e Provincia di Asti, in collaborazione con Arthemisia.

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Chagall: Love and Life

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

Marc ChagallThe Lovers, 1954-55India ink, wash, and watercolor, 530 x 470 Gift of  Jan Mitchell, New YorkThrough the America-Israel Cultural FoundationB69.192Coll. IMJ

Marc ChagallThe Lovers, 1954-55India ink, wash, and watercolor, 530 x 470 Gift of Jan Mitchell, New YorkThrough the America-Israel Cultural FoundationB69.192Coll. IMJ

Marc ChagallPair of Lovers and FlowersColor lithograph, 1949, 555 x 410 Gift of  Ida Chagall, ParisM408-5-51

Marc ChagallPair of Lovers and FlowersColor lithograph, 1949, 555 x 410 Gift of Ida Chagall, ParisM408-5-51

Catania fino al 14 febbraio 2016 Castello Ursino. Dalla collezione dell’Israel Museum di Gerusalemme giungono per la prima volta a Catania, presso il Castello Ursino – oggi sede del Museo civico della città etnea – 140 lavori di Marc Chagall, il cui linguaggio è così universale da essere amato da tutti e da tutti conosciuto e riconosciuto e che, tra tutti gli artisti del secolo scorso, è rimasto fedele a se stesso pur attraversando guerre, catastrofi, rivoluzioni politiche e tecnologiche. Dopo il successo della mostra nella sede romana del Chiostro del Bramante che ha totalizzato oltre 140.000 visitatori, Catania ospita l’esposizione e torna finalmente a respirare aria di cultura attraverso disegni, olii, gouache, litografie, acqueforti e acquerelli di uno degli artisti più amati del Novecento.
La mostra racconta la poetica dell’artista ebreo, influenzata dal grande amore per la moglie Bella e dal dolore per la sua morte prematura avvenuta nel 1944, ripercorrendo la sua vita e la sua arte che fu commistione delle maggiori tradizioni occidentali europee – dall’originaria cultura ebraica a quella russa, all’incontro con la pittura francese delle avanguardie.
Le 8 sezioni tematiche della mostra disegnano una mappa artistica e spirituale complessa e caleidoscopica che sta a fondamento del profilo apolide dell’artista; l’originalissima lingua poetica di Chagall nasce infatti dall’assimilazione delle tre culture cui appartiene: la cultura ebraica (dalla cui tradizione visiva dei manoscritti ornati egli trae gli elementi espressivi, non prospettici a volte mistici della sua opera); la cultura russa (cui attinge sia attraverso le immagini popolari dei luboki che attraverso quelle religiose delle icone); la cultura occidentale (in cui assimila grandi pittori della tradizione, da Rembrandt agli artisti delle avanguardie che frequenta con assiduità).Ma l’opera di Chagall è anche altro, perché la sua meraviglia di fronte alla natura, il suo stupore di fronte alle creature viventi conferisce quell’arcaicità quasi medievale alla sua poetica novecentesca. La mostra raccoglie in particolare lavori grafici e ripercorre i temi fondamentali della produzione di Chagall: dalle radici nella nativa Vitebsk (Bielorussia), descritta con amore e nostalgia nella serie Ma vie (My Life), all’incontro con l’amata moglie Bella Rosenfeld, della quale illustrò i libri Burning Lights e First Encounter, pubblicati dopo la morte prematura dell’amata.
Un’intera sezione è dedicata alle illustrazioni della Bibbia con temi che esercitarono sempre un grande fascino su di lui e che rivelano un’interpretazione straordinariamente “umanista” delle Scritture come il ciclo d’incontri storici tra l’uomo e Dio, interpretazione dell’Antico Testamento.Oltre alla varietà di temi molto più ampia rispetto alla maggior parte dei suoi contemporanei, molti erano i campi nei quali Chagall esprimeva la sua arte quali la pittura, la scultura, il mosaico, la scenografia, la scrittura e l’incisione: quest’ultima è ampiamente approfondita nel percorso espositivo che mostra le peculiarità delle opere eseguite con le diverse tecniche litografiche e di incisione. Nella terza sala una gigantografia riproduce anche l’ambiente della celebre stamperia Mourlot di Parigi con i suoi antichi torchi dove lavorava Chagall, stamperia frequentata anche da Picasso, Matisse, Braque e Giacometti.La rassegna mette in luce anche il rapporto esistente nell’opera di Chagall tra arte e letteratura, tra linguaggio e contenuto. I lavori esposti riflettono l’identità poliedrica dell’artista, che è al tempo stesso l’ebreo di Vitebsk (in mostra Sopra Vitebsk), autore e illustratore che correda di immagini i libri dell’amata sposa, artista che illustra la Bibbia (in mostra L’angelo caduto, gouache del 1924), originale pittore moderno che attraverso l’iconografia cristiana piange la sorte toccata al popolo

Marc ChagallThe Lovers, 1937Oil on canvas, 108 x 85 cm Donated by Charles Bronfman from the estate of Sayde BronfmanB95.1011

Marc ChagallThe Lovers, 1937Oil on canvas, 108 x 85 cm Donated by Charles Bronfman from the estate of Sayde BronfmanB95.1011

ebraico (in mostra la Crocifissione, gouache del 1944), profondo conoscitore di Le Anime morte dello scrittore russo Nikolaj Gogol (in mostra il frontespizio eseguito da Chagall e 15 delle 96 tavole – acqueforti – del 1948) e francese di adozione che disegnò le illustrazioni delle favole di La Fontaine anch’esse in mostra (18 tavole tra acquerelli, acqueforti e gouache).
Artista grande conoscitore dell’anima “ritraeva le debolezze umane, senza emettere giudizi” (Susan Compton, dal catalogo della mostra alla Royal Academy of Art, 1985), Chagall celebra l’amore come dono divino (in mostra Gli amanti, olio del 1937, Coppia di amanti e fiori, litografia del 1949, Coppia di amanti con gallo, litografia del 1951, Gli amanti, gouache del 1954-55) e ritrae la famiglia, gli amici (in mostra Ritratto del Dottor I.A. Eliashev e quello di Ala Eliashev, entrambi grafite su carta del 1919) e se stesso (in mostra Autoritratto con sorriso e Autoritratto con smorfia, entrambi acquaforte del 1924-25) dimostrando di essere un maestro della linea e della superficie oltre che un eccellente colorista.La mostra Chagall. Love and Life attraverso le opere dell’Israel Museum illustra l’ arte e la poetica – tra le più innovative del Novecento – dell’artista ebreo più apprezzato e ammirato del secolo scorso.
Parafrasando il titolo del libro della moglie Bella, le luci di Chagall – colui che non è mai stato un “artista tormentato”, ma che ha mantenuto fino alla fine della sua lunga esistenza ottimismo e gioia di vivere – risplendono ancora. (foto: Chagall)

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Teatro del sogno da Chagall a Fellini

Posted by fidest press agency su martedì, 14 settembre 2010

Perugia 25 settembre – 9 gennaio 2011, Galleria Nazionale dell’Umbria a cura di Luca Beatrice  L’universo onirico è stato ed è il contenitore dal quale attingere per interpretare le utopie e le fantasie che hanno accompagnato i desideri e le sfide dell’uomo moderno. Con la psicanalisi di Sigmund Freud, il sogno, o meglio l’inconscio, diventa la modalità espressiva del pensiero irrazionale, ora esplicitato e analizzato nelle sue modalità latenti o manifeste, tra censure e incomunicabilità. Le sue teorie, riassunte in quello che viene definito il “testo d’avvio” della psicanalisi (L’interpretazione dei sogni, 1899), aiuteranno André Breton nella stesura del Manifesto (1924) del Surrealismo. Il sogno è il tema, il soggetto o il pretesto che ha invaso l’immaginario estetico degli artisti scelti da Luca Beatrice per costruire una mostra che intreccia il Simbolismo di inizio Novecento con l’arte contemporanea, i diversi “surrealismi” con alcune delle più suggestive espressioni del Cinema.  Nel percorso espositivo negli spazi della Galleria Nazionale dell’Umbria, allestito come dietro le quinte di un ideale palcoscenico, prendono posto oltre 100 opere di alcuni protagonisti assoluti delle arti figurative e del cinema dal primo Novecento al contemporaneo, rappresentati anche simbolicamente da Marc Chagall e Federico Fellini.
La mostra è promossa dal Comune di Perugia in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, la Regione Umbria, la Provincia di Perugia e la Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. L’organizzazione è affidata a Civita e la realizzazione del catalogo all’editore Giunti. (imageo1)

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