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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 255

Posts Tagged ‘Chiese’

A proposito dell’apertura delle chiese al culto

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

La decisione dei vescovi, in Italia e in Francia, di intervenire su Conte e su Macron per una deroga a favore della Chiesa cattolica alle norme sul confinamento, ai fini di radunare il popolo per l’Eucaristia, ha suscitato un dissenso profondo non solo da parte di “cristiani critici” pronti e forse adusi a dar sulla voce alle gerarchie, ma anche da parte di teologi autorevoli, intellettuali, vescovi. Così la messa che è la grande istituzione per l’unità – la “comunione” – dei fedeli, è diventata causa di divisione.
Si è perfino sostenuto che emergessero due Chiese, una nella tradizione dei sacramenti e del culto, l’altra del Vangelo. In ogni caso la Chiesa di tutti, la Chiesa dei poveri ama tutte e due, anche perché esse non sono così nettamente distinte tra loro e c’è molto traffico di frontalieri attraverso i loro confini.
Neanche noi abbiamo condiviso la rivendicazione dei vescovi e motivi validissimi ne sono stati recati e messi in circolazione da molti. Ciò che soprattutto ci ha turbato è stata la ragione, un po’ ultimativa, addotta dai funzionari di un ufficio della CEI, secondo la quale con meno messe ci sarebbe stato meno servizio ai poveri, alla comunità; come a dire niente sacramento niente lavanda dei piedi, l’una cosa essendo alimento dell’altra, e ciò come se la messa, e solo lei, fosse un distributore di benzina o una centralina per il rifornimento di elettricità, senza cui la macchina non va. È verissimo che per servire i poveri, lavarsi i piedi l’un l’altro, essere cristiani ci vuole una ingente energia, ma, a non essere pelagiani, si sa che questa energia viene dallo Spirito del Signore, e ci mancherebbe altro che lo Spirito Santo si facesse interdire dalla scarsità di messe in tempi di pandemia o in regioni amazzoniche, sarebbe come tagliare la luce al palazzo occupato, che l’Elemosiniere del papa, il divino elettricista, è andato a riattaccare.Per uscire dalla controversia, se essa non vuole essere tenuta in vita e strumentalizzata ad altri scopi, basterebbe rifarsi alle parole di Gesù quando ha dato il suo pane, ed ha detto: “fate questo in memoria di me”. Dunque il pane, che poi i teologi hanno spiegato come transustanziazione, è il mezzo, il fine è ricordarsi di lui. E qui il mezzo non è il messaggio, il fine è superiore al mezzo. Per questo abbiamo sempre pensato che sarebbe bello che I cristiani si ricordassero di lui ogni volta che spezzano e mangiano il pane, cioè sempre, tanto più se condiviso; e infatti c’è un’antica tradizione popolare secondo cui a tavola il padre, o la madre, o uno degli altri, benedice il pane prima che tutti lo mangino.È bello che il pane sia legato alla memoria, per questo le celebrazioni della Parola che si fermano alle letture prima della consacrazione, come si usava a Bologna nell’entusiasmo della riscoperta della Bibbia dopo il Concilio, in questo mancano, nel rendere visibile la memoria. Per questo non c’è mai stata più memoria di Gesù in questi tempi, di quanta c’è n’è ora intorno alla messa di Papa Francesco, che grazie al virus è trasmessa e “vista” in TV ogni mattina da Santa Marta. E se il pane rende visibile la memoria e la fa anche cibo, epidemia permettendo, la memoria del Signore non vive di solo pane. E se no, come sarebbe giunta fin qui?

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Un solo Dio per quattro chiese

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2020

Cristiani, arabi, ebrei e buddisti sono i portatori di quattro distinte Chiese monoteiste. Pur partendo da una comune radice etnica, si sono trovati, nel corso dei secoli che li hanno portati sino a noi, più impegnati a combattersi, e ad accrescere le rispettive rivalità religiose e politiche, che a trovare momenti di più attenta riflessione ed anche rispetto, per le scelte religiose che hanno, nel tempo, consolidato e si sono ritrovati a gestire. Hanno, alla fine, perso del tutto l’impareggiabile occasione di riprendere il dialogo sulle certezze.
Ricordiamo, tanto per la cronaca, che uno dei figli d’Abramo, che non fu capostipite del popolo ebraico come lo sarebbe stato Isacco, era nato da una schiava. Si chiamava Ismaele e si sa che apparteneva a una di quelle tribù beduine che diedero i natali, molti secoli dopo, a Maometto. Ismaele fu benedetto e salvato, secondo le sacre scritture, da Dio che accolse le preghiere della madre e si vuole che avesse detto ad Abramo, il padre naturale: “Io farò diventare una grande nazione anche il figlio della schiava, perché è tua prole”. Dio, quindi, benedisse entrambi i figli di Abramo e diede a essi pari dignità nel regno degli uomini come nel suo.
Ciò ci fa capire, da una parte, quanta pace e serenità regni, per la comune appartenenza etnica e religiosa dei popoli antichi, e quanta crudeltà ed egoismo alberga nei loro eredi allorchè persino la fede si trasforma in un’occasione di scontri, d’ingiustizie, e di genocidi. Il grande, spesso ignorato ed anche sottovalutato, pericolo è un altro: è l’indifferenza, l’agnosticismo, la rinuncia alla lotta per i valori. Non si possono sottacere le sofferenze umane e ancor peggio limitarsi a denunciare le infamie a parole. È il dolore di chi vede la violenza pubblica e privata seminare le sue vittime colpevoli solo d’essere diverse nella fede, nell’etnia, nel colore della pelle, nel proprio status fisico di anziano, di handicappato, di bambino.
È il dolore di chi assiste, impotente, alla miseria degli emarginati che albergano, per ogni dove, nel mondo e muoiono di fame e di sete. È il dolore che ci sovrasta là dove si coltiva la Fede, ma si permette nel frattempo che da essa non venga un messaggio forte di solidarietà e di sostegno per i più deboli.È il dolore per l’indifferenza altrui. Sta proprio in questa “indifferenza” il segno più tangibile del pericolo che ci sovrasta. Non è possibile cogliere con distacco tale e tanta sofferenza. Non è possibile nascondere il capo sotto la cenere per non vedere ciò che ci circonda. Non è possibile assistere indifferenti a tante asprezze della vita per un nostro comportamento egoistico. Se tutti noi, nessuno escluso, facessimo a meno del nostro superfluo e lo donassimo a chi non dispone nemmeno del necessario per vivere, la vita avrebbe di certo un senso più dignitoso e meno traumatico di quanto non lo sia oggi. O voi che credete! Date in elemosina una parte dei beni che vi abbiamo elargito, prima che venga il giorno in cui non ci saranno più traffici né amicizie, né raccomandazioni. (Riccardo Alfonso)

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Bari, Riccardi (Sant’Egidio): «Una svolta per le Chiese, unite sulla via della pace e della solidarietà»

Posted by fidest press agency su sabato, 7 luglio 2018

«Bari rappresenta una svolta nella storia dell’ecumenismo», afferma Andrea Riccardi commentando l’incontro tra papa Francesco e i capi delle Chiese del Medio Oriente, che si è da poco concluso. «Non più solo incontri bilaterali o dialoghi teologici – continua il fondatore della Comunità di Sant’Egidio – ma quasi un “sinodo” tra il papa e i capi delle Chiese del Medio Oriente di fronte a un’emergenza terribile, quella della guerra in tanti suoi aspetti, e al crollo della presenza dei cristiani nella regione. Questa esperienza inaugura una nuova via che i cristiani possono percorrere in Medio Oriente e in altre regioni del mondo: un ecumenismo solidale e sinodale. Il dramma della guerra e della miseria spinge i cristiani a essere più uniti. Papa Francesco l’ha detto con chiarezza, ponendosi in mezzo e non sopra gli altri. Il patriarca di Costantinopoli Athenagoras diceva: “Popoli fratelli, Chiese sorelle”. L’amicizia tra i popoli spinge le Chiese a un lavoro più intenso per la pace. A Bari c’è stata una preghiera per la pace, ma anche un grido di pace da parte dei cristiani. Papa Francesco ha messo a frutto le relazioni con i capi delle Chiese: il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo, il patriarca copto Tawadoros, il patriarca di Mosca Kirill, il patriarca siriaco Efrem».
«Da questa rete di rapporti personali – conclude Riccardi – è scaturito un evento davvero originale e significativo, avvenuto proprio nel giorno in cui si ricorda la morte di un padre dell’ecumenismo, il patriarca Athenagoras, che fu interlocutore di Paolo VI a Costantinopoli nel 1964».

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Papa Francesco a Bari con capi delle Chiese del Medio Oriente

Posted by fidest press agency su sabato, 28 aprile 2018

La Comunità di Sant’Egidio si rallegra ed esprime vivo apprezzamento per la notizia che Papa Francesco si recherà a Bari, il prossimo 7 luglio, insieme ai capi delle Chiese cristiane del Medio Oriente per riflettere e pregare per la situazione drammatica della regione. Si tratta di un’iniziativa di pace particolarmente opportuna in un tempo difficile, che ha visto tanta sofferenza a causa dell’inasprimento della guerra in Siria. Numerosi saranno i frutti che scaturiranno dalla testimonianza di amicizia e unità tra i leader delle diverse confessioni cristiane, in un tempo di violenza diffusa. Ma sarà anche l’occasione per tutti di mostrare solidarietà alle antiche Chiese del Medio Oriente, la cui vita è segnata dalla sofferenza e i cui fedeli sono troppo spesso costretti all’emigrazione.

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Il patrimonio delle basiliche e chiese romane

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 dicembre 2015

basilica san giovanni romaRoma. Il 2 e il 3 dicembre 2015, alle 17,30, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) si terranno due conferenze con ingresso libero del musicologo Luca Della Libera.
Gli incontri, nell’ambito del Corso di alta formazione per Guide Turistiche, saranno sul tema “Il patrimonio delle basiliche e chiese romane”.
Le basiliche e chiese romane sono state da molti secoli centri di produzione musicale al servizio della liturgia. Con modalità e tempi diversi si sono dotate di formazioni musicali stabili (Cappelle musicali), composte da maestri di cappella, cantori e organisti che avevano il compito di sonorizzare la liturgia quotidiana, festiva, e per occasioni solenni.
Tali istituzioni costituiscono quindi uno straordinario patrimonio culturale nel senso più ampio, sia come luoghi nei quali si faceva musica, sia per l’enorme ricchezza del repertorio che è stato realizzato in questo contesto.
Nel corso degli incontri all’Università Europea di Roma sarà proposto un panorama sulla tipologia delle cappelle musicali romane e sull’enorme patrimonio musicale e documentario tuttora conservato nei loro archivi.

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Gruppi credenti omosessuali

Posted by fidest press agency su sabato, 17 dicembre 2011

Gay christians at the National Gay Pride march...

Image via Wikipedia

I gruppi di credenti omosessuali in Italia sono “una realtà in piena crescita. Dinamica, variegata, non priva di differenziazioni interne”. Questo è il quadro che emerge dall’inchiesta che Adista (www.adistaonline.it), il bisettimanale su mondo cattolico e realtà religiose, ha voluto dedicare ai circa 30 gruppi di omosessuali credenti presenti nelle varie realtà locali del nostro Paese. L’inchiesta curata da Marco Zerbino, pubblicata su Adista Notizie del 17 dicembre 2011, cerca di far luce soprattutto sui “rapporti dei gruppi con le comunità di credenti locali e con le parrocchie” dando sopratutto voce ai parroci e ai delegati vescovili che accompagnano questi inediti cammini, vera e propria “novità degli ultimi anni”. Attualmente sono molti “i gruppi di credenti omosessuali italiani hanno trovato accoglienza nelle parrocchie, e questo non solo in occasione delle veglie per le vittime dell’omofobia, ma anche per tenere i propri incontri e per organizzarne altri insieme alla più vasta comunità parrocchiale”.Per Adista “punta avanzata nell’accoglienza parrocchiale verso i credenti omosessuali è senz’altro Catania, dove da più di vent’anni il gruppo locale, I Fratelli dell’Elpìs, è inserito nelle attività della parrocchia del SS. Crocifisso della Buona Morte. «Inserito, non ospitato», ci tiene a precisare il parroco, don Giuseppe Gliozzo”.Un rapporto decisamente positivo “con la comunità parrocchiale di riferimento caratterizza anche il gruppo Emmanuele di Padova che, oltretutto, è anche rappresentato ufficialmente da un suo membro nel consiglio pastorale della chiesa della Madonna della Salute”.
Più recente è invece la relazione instauratasi fra la parrocchia della Madonna della Tosse di Firenze e il gruppo Kairòs. “L’incontro con queste persone”, racconta don Giacomo a Adista, «mi ha colpito per la serietà e la maturità della loro fede, e in tal modo ho potuto decostruire stereotipi e idee preconcette di cui, purtroppo, risentiamo un po’ tutti.” Ma l’accoglienza e il rapporto con le parrocchie non si limita ai queste realtà. Afferma Adista che “vengono regolarmente accolti in una parrocchia, ad esempio, anche il gruppo milanese La Fonte, quello bolognese In Cammino e il gruppo La Creta di Bergamo, mentre a Palermo il gruppo Ali d’Aquila di riunisce presso la comunità di San Francesco Saverio all’Albergheria”. L’inchiesta cerca di far luce anche sui rapporti che i vari gruppi sono riusciti a instaurare con le diocesi di appartenenza anche se ricorda che “di fatto, l’unica diocesi italiana ad avere avviato una pastorale di accoglienza per gli omosessuali è quella di Cremona (v. Adista n. 123/09)”, «un percorso iniziato a fine 2007»”. Mentre “un percorso simile a quello di Cremona potrebbe partire in futuro anche a Parma, dove il vescovo, mons. Enrico Solmi, ha da tempo stabilito un contatto con il locale gruppo di credenti omosessuali (v. Adista n. 64/10), e a Crema, dove mons. Oscar Cantoni aveva già cominciato a muovere i primi passi nella stessa direzione”. Invece un discorso “a parte merita infine la diocesi di Torino, per molto tempo una delle più aperte e sensibili su questi temi. Qui, a partire dal Torino Pride del 2006, si era costituito un gruppo di lavoro su fede e omosessualità che, nell’arco di qualche anno, aveva portato alla pubblicazione del volume di don Valter Danna intitolato Fede e omosessualità. Assistenza pastorale e accompagnamento spirituale (Effatà, 2009). Il processo in atto ha tuttavia subito una brusca interruzione” su cui l’inchiesta cerca di luce. Il dossier di Adista termina con una risposta, a più voci, alla domanda: “a cosa servono i gruppi di credenti omosessuali”.
A corollario del dossier una scheda su “Omosessualità e magistero ecclesiastico”, mentre nell’allegato di Adista Documenti, sempre del 17 dicembre 2011, segnaliamo due interventi: “Glbt: una partita da giocare all’attacco” di Franco Barbero e “Al di sopra di tutto l’amore” di don Alessandro Santoro, ampi stralci dei loro interventi alla conferenza europea su “Le persone omosessuali e transessuali e le Chiese cristiane in Europa: paure e opportunità per una piena accoglienza e inclusione” organizzata a Roma dai gruppi di credenti omosessuali italiani durante l’Euro Pride del giugno 2011.

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