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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘children’

Ebola: Save the Children

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 aprile 2019

Nella Repubblica Democratica del Congo, nelle ultime due settimane l’epidemia di ebola ha fatto registrare un record di nuovi casi. Sono stati, infatti, 57 nella prima e 72 nella seconda per un totale di 1.100 casi segnalati fino ad oggi. I bambini morti a causa malattia sono già 100. La scorsa settimana, più della metà delle morti di ebola si sono verificate al di fuori dei centri di trattamento, aumentando in modo rilevante la possibilità di contagio. A rendere ancora più drammatica la situazione, ci sono i crescenti conflitti che ostacolano la lotta alla diffusione della malattia. È l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, che sta cercando di combattere la disinformazione e le ostilità formando circa 1.200 operatori sanitari e 1.000 capi di comunità.“Le sfide che devono essere affrontate per debellare la malattia sono enormi. Sono stati fatti progressi, ma questo picco di casi mostra che qualsiasi passo avanti potrebbe essere vanificato. Con l’approccio sbagliato, la paura e il sospetto potrebbero ancora sopraffare la lotta contro l’Ebola” dichiara Heather Kerr, direttore di Save the Children nella Repubblica Democratica del Congo.“Save the Children lavora 24 ore su 24 all’interno e a fianco delle comunità per combattere la malattia, per garantire che le persone sappiano come proteggersi e per far sì che si sentano supportate nella terribile esperienza di aver contratto la terribile malattia in casa propria” prosegue Kerr che aggiunge che il conflitto che affligge da tempo l’area combinato con la diffusione dell’ebola getta i bambini in un costante stato di paura e di sconforto” prosegue Kerr.Il picco dei casi arriva poco dopo le segnalazioni di quattro attacchi in sole due settimane alle strutture di trattamento dell’ebola o a quelle di transito.“I bambini sono arrabbiati per ciò che gli sta accadendo. Per anni hanno dovuto assistere a vicini, persone care e amici uccisi brutalmente nel conflitto mentre lavoravano nei campi o camminavano per le strade. E ora l’ebola non si sta solo prendendo altre vite, ma sta anche distruggendo la relazione tanto necessaria per i bambini con le loro famiglie e con i loro amici, perché non possono toccarsi o confortarsi a vicenda. Vivono nella costante paura di contrarre la malattia ma anche di essere attaccati da gruppi armati” conclude Kerr.
Sono più di un milione le persone raggiunte da Save the Children che hanno ricevuto informazioni sulla malattia. Il lavoro dell’Organizzazione include la creazione di strutture di screening e l’individuazione delle persone che sono entrate in contatto con il virus per evitare una diffusione ulteriore. Il team dell’Organizzazione nel Nord Kivu sottolinea che la sfiducia diffusa nei confronti degli sforzi per arginare la malattia rende più difficile combattere l’epidemia e raggiungere i minori che hanno più bisogno di supporto.L’Organizzazione sta attualmente supportando 39 strutture sanitarie nel Nord Kivu e a Ituri e 44 strutture sanitarie a Petit North Kivu (Goma e aree limitrofe) per la prevenzione e il controllo delle infezioni, per la formazione degli operatori sanitari e per le aree di triage.

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Bologna Children’s Book Fair

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 febbraio 2019

Per il nono anno consecutivo torna a Bologna Facce da Libri in città. Da lunedì 1° a mercoledì 3 aprile gli editori per ragazzi di AIE – Associazione Italiana Editori organizzano in collaborazione con la Fiera del libro per Ragazzi di Bologna, Bologna Fiere, il Comune di Bologna e l’Istituzione Biblioteche di Bologna l’iniziativa di promozione alla lettura pensata per far incontrare studenti e autori nelle biblioteche dell’Istituzione Biblioteche di Bologna, in concomitanza con la Bologna Children’s Book Fair.Vivere a contatto con i libri e le storie è indispensabile per creare nuovi lettori ed è essenziale il coinvolgimento delle scuole e delle biblioteche per formare i più giovani perché siano lettori consapevoli, curiosi e appassionati. Per questo il Gruppo di Editori per Ragazzi di AIE promuove Facce da Libri in città, tre giorni in cui gli autori e i giovani lettori sono i protagonisti assoluti degli appuntamenti nelle biblioteche bolognesi, in modo da creare un’empatia forte che stimoli la curiosità verso il mondo dei libri e dell’editoria libraria.
L’edizione 2019 di Facce da libri coinvolge 15 marchi editoriali, 10 biblioteche di Bologna e oltre 20 istituti aderenti con più di 1.000 studenti delle scuole materne, primarie e secondarie di primo grado, per 21 incontri di cui due “corali” dedicati ai temi dell’amicizia e dell’avventura.Nei tre giorni di appuntamenti i ragazzi delle scuole del capoluogo emiliano scopriranno cosa c’è dietro un racconto o un romanzo e le facce di chi i libri li scrive e li fa.

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Parliament as a global actor for children’s rights

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 febbraio 2019

Children´s rights coordinator Ms Corazza-Bildt will go to the USA to meet key stakeholders, including the UN and UNICEF, to step up children’s rights globally.The main objective of this mission to New York City and Washington DC is to establish official partnerships and structural dialogues between the UN, and particularly UNICEF, and the European Parliament.EP’s coordinator for children’s rights Anna Maria Corazza-Bildt said: “The European Parliament is committed to put children’s rights at the heart of our policies and legislation. It is important to build institutional partnerships with the UN family and develop a structural dialogue to strengthen our cooperation globally. In the European Parliament, we strongly stand for multilateralism to address global challenges. Together, we must put an end to all forms of violence against children, increase child safety online and protect the most vulnerable children – such as migrant children – across Europe and globally. Together, we want to give a voice to children and make sure their voice is heard in all decision that concern them”.From Monday to Thursday, she will meet UN special representatives on violence against children and children in armed conflicts, UN Global Compact programme chief, UN General Assembly president as well as UNICEF deputy executive director, Congressional Children’s Rights Caucus co-chairs and World Bank vice-presidents.The mandate of the coordinator for children´s rights covers both the internal and external dimension of the EU policy and aims also at positioning the European Parliament as a global actor to advance children’s rights globally.

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Yemen: Save the Children, 1,5 milioni di bambini sfollati nel Paese

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

A causa della brutale guerra che dura ormai da quattro anni in Yemen, 1,5 milioni di bambini, pari ad almeno 1 bambino su dieci, sono stati costretti a lasciare la propria casa, esponendosi così a gravi rischi come fame, malattie e violenza. È l’allarme lanciato da Save the Children, l’Organizzazione che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro.Solo nel governatorato di Hodeidah, teatro di alcuni dei peggiori combattimenti nel paese Negli ultimi sei mesi, in sei mesi sono stati più di mezzo milione i bambini sfollati. Una media di oltre 2000 bambini ogni giorno da giugno dello scorso anno.
I civili in fuga dalle violenze affrontano viaggi in cui la loro vita è costantemente a rischio. Il pericolo più immediato è la morte o il ferimento a causa di armi esplosive che sono state usate indiscriminatamente da tutte le parti in conflitto, con scarso rispetto degli obblighi di legge previsti per proteggere la popolazione civile.Il 23 agosto dello scorso anno, 22 bambini e quattro donne sono stati uccisi da un attacco aereo che ha colpito il loro veicolo mentre cercavano di fuggire dai combattimenti a Hodeidah. Più recentemente, almeno otto civili sono stati uccisi in un centro per famiglie sfollate a Hajjah, apparentemente a causa di schegge da bombe cadute nelle vicinanze. Solo nella seconda metà del 2018, sono stati registrati almeno 25 attacchi contro gli sfollati interni.Se le famiglie sfollate riescono a sopravvivere ai loro pericolosi viaggi ed evitano attacchi aerei e bombardamenti riuscendo a raggiungere zone relativamente sicure, affrontano ulteriori difficoltà nelle comunità di accoglienza o nei campi, privi di adeguate scorte di cibo e di servizi igienico-sanitari di base. Questo mette i bambini a rischio di malnutrizione e malattie in un paese in cui il sistema sanitario è quasi collassato e circa 14 milioni di persone sono sull’orlo della carestia. Save the Children stima che 85.000 bambini sono già morti per fame estrema dal 2015.

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Save the Children: emergenza abitativa

Posted by fidest press agency su domenica, 13 gennaio 2019

Un bambino su 7 (il 14%) in Italia, anche quest’anno affronta l’inverno in una condizione di grave disagio abitativo e il 15,2% delle famiglie non riuscirà a riscaldare adeguatamente la propria abitazione, con un picco del 27,8% tra le famiglie con figli minori in povertà relativa.È l’allarme che Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro, lancia in questi giorni di emergenza gelo su tutto il territorio nazionale per sollecitare interventi urgenti ed adeguati per contrastare la grave condizione di povertà abitativa che spesso pregiudica la crescita di molti bambini ed adolescenti.In un Paese dove ben 1.2 milioni di minori e 702.000 famiglie con figli minorenni (10,9% della popolazione), vivono in povertà assoluta, quasi 1 minore su 6 (il 15,4% di bambini e adolescenti), vive in case con problemi strutturali quali umidità, tracce di muffa alle pareti, soffitti gocciolanti, infissi rotti, contro una media Ue del 14,3%.Sempre in merito al disagio abitativo, sono ben 650mila le famiglie iscritte da anni alle graduatorie per ottenere un alloggio di residenza pubblica e altrettanti nuclei familiari che versano in situazioni di estremo bisogno o che sono da tempo sotto sfratto. Nel solo 2017, il 90% delle quasi 60mila sentenze di sfratto aveva come motivazione la “morosità incolpevole” e in 32mila sfratti è intervenuta la forza pubblica. Sono moltissimi i bambini che, tra sfratti e sgomberi, hanno vissuto il trauma dell’allontanamento da casa, alla ricerca di un rifugio da parenti o in alloggi di fortuna, separati a volte da uno dei genitori, dagli amici, dalla scuola, dai giochi.Una situazione talmente critica da sollecitare l’intervento della Garante per l’infanzia e l’adolescenza Filomena Albano, che recentemente ha raccomandato che fosse garantito a bambini e ragazzi il diritto all’unità familiare, alla sicurezza sociale, legata alla disponibilità di un’abitazione alternativa adeguata, alla tutela della loro salute e del loro interesse alla continuità scolastica.Save the Children sottolinea anche, come le politiche abitative in Italia assorbano appena lo 0,1% della spesa sociale (rispetto al 2,1% della Germania e al 2,6% della Francia), un investimento troppo basso che non potrà sollevare una situazione di profonda sofferenza sociale che, da Nord a Sud, compromette le opportunità di crescita di migliaia di bambini e adolescenti.“Nei giorni scorsi è giustamente stato sollevato il problema delle scuole dove i bambini e i ragazzi sono lasciati al freddo. È bene ricordare che, per alcuni di loro, il problema della mancanza di riscaldamento riguarda anche la casa, con conseguenze gravi per la salute, le performance scolastiche, le relazioni familiari e sociali, influendo negativamente sulla loro crescita” sottolinea Raffaela Milano, Direttrice dei programmi Italia Europa di Save the Children. “È necessario attuare misure di sostegno abitativo a favore, in primo luogo, di famiglie con minori e soggetti vulnerabili, come ad esempio rendere disponibili alloggi sfitti o inutilizzati, investire nella manutenzione, nella gestione e assegnazione delle case di edilizia pubblica, riutilizzo a fini abitativi del patrimonio immobiliare demaniale, fondo sociale per aiutare gli inquilini in affanno per pagare l’affitto. È inoltre indispensabile garantire l’accesso ai servizi sociali, sanitari ed educativi a tutti i bambini e la fornitura delle utenze quali acqua ed energia elettrica” conclude Raffaela Milano.

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Children’s Hospital Los Angeles ‘From Paris With Love’

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 ottobre 2018

In recognition for their compassion and dedicated support of Children’s Hospital Los Angeles (CHLA), late night talk show host and comedian Jimmy Kimmel, legendary Dodgers play-by-play announcer Vin Scully and global play and entertainment company Hasbro were awarded the Courage to Care award at CHLA’s ‘From Paris With Love’ gala Saturday. More than 1,400 prominent philanthropists, local dignitaries and supporters gathered at The Event Deck at L.A. LIVE for an event that raised $5.5 million to support the patient care and medical research that children who visit the hospital need.“We won’t rest until every child has access to the care they need to set them on the path to a healthy and successful life,” Children’s Hospital Los Angeles President and CEO Paul S. Viviano told the audience. “Children’s Hospital Los Angeles is incredibly grateful to each of you for your support, which helps our hospital provide transformative compassionate care at more than half a million patient visits per year.”Late night talk show host and comedian Jimmy Kimmel touched millions of viewers around the world when he bravely shared the story about his son, William “Billy”, who was 3 days old when he received open-heart surgery at CHLA for tetralogy of Fallot with pulmonary atresia, a rare congenital heart defect. Kimmel has been a stalwart advocate for health care coverage for all children and families in America.Billy’s surgeon, Vaughn A. Starnes, MD, was the evening’s special guest and mission ambassador. Dr. Starnes, co-director of the Heart Institute and founder of the Division of Cardiothoracic Surgery at Children’s Hospital Los Angeles, lauded the Kimmel family for their “bravery and sense of purpose” during Billy’s health challenges.
For 67 years Vin Scully delighted baseball lovers with his one-of-a-kind play-by-play for the Los Angeles Dodgers. Since retiring in 2016, Scully has gained a new generation of listeners at CHLA by reading storybooks to patients in the hospital’s Literally Healing room. He’s also the voice of public service announcements supporting Proposition 4, the bond initiative to raise funds for children’s hospitals throughout California.
Emmy-nominated actor Jesse Tyler Ferguson hosted the event, which celebrated the ongoing support from the evening’s honorees. Entertainment included Foo Fighters, who performed “Learn To Fly,” “My Hero,” and “Times Like These,” and Pharrell Williams, who concluded the evening with a set that included hit songs “Get Lucky,” and “Happy.” Williams danced onstage with 9-year-old CHLA patient Eliana Georges, who basked in the moment with her favorite singer, whispering in his ear and sharing a warm, tearful embrace.Each honoree was presented with a one-of-a-kind hand-blown artisan glass award created by Cheryl Saban, PhD, an honorary director of the hospital’s Board of Directors and a member of the Foundation Board of Trustees. Television personality Mary Hart, an honorary director of the hospital’s Board of Directors and a member of the Foundation Board of Trustees, presented the award to Scully; Bob Iger, chairman and CEO of The Walt Disney Company, presented to Kimmel; and Jennifer Page, a member of the Foundation Board of Trustees, presented to Hasbro.They were joined at the event by Heidi Klum, Josh Gad, John Stamos, Teri Hatcher, Megan Henderson, Nikki DeLoach, Jamie-Lynn Sigler, Daisy Fuentes, Richard Marx, Luc Robitaille, Dustin Brown, Victoria Arlen, Mark Hoppus, Malin Akerman, Italia Ricci, Robbie Amell, Alex Meneses, Colleen Ballinger, Lake Bell, Heather Parry, president of Live Nation Productions, and Jeff Shell, chairman of NBC Universal Filmed Entertainment Group.

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Yemen: Save the Children, decine di bambini uccisi nell’attacco a Saada

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 agosto 2018

Decine di bambini tra i 6 e i 14 anni sarebbero stati uccisi e molti altri sarebbero stati feriti quando un bus scolastico è stato colpito, probabilmente da un attacco aereo, nella città di Dhahyan, nel governatorato di Saada, nel nord dello Yemen. Gli operatori di Save the Children hanno riferito che, quando è avvenuto l’attacco, gli studenti stavano tornando a scuola dopo pranzo ed erano sul bus momentaneamente in sosta, anche se al momento è impossibile verificare i dettagli dell’accaduto. “Questa è un’altra palese evidenza delle violazioni della legge internazionale sui diritti umani a cui assistiamo in Yemen ormai da tre anni, dagli attacchi sproporzionati e indiscriminati sui civili al rifiuto dell’accesso per gli aiuti umanitari e all’utilizzo della fame come arma di ricatto, e sono le persone, non i combattenti, a pagare il prezzo più alto,” ha dichiarato Sylvia Ghaly, Direttore Advocay in Yemen di di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro. Save the Children condanna questo attacco orrendo e chiede un’inchiesta indipendente immediata su questo ed altri recenti attacchi sui civili e su edifici pubblici come scuole e ospedali. Abbiamo assistito ad un crescendo di incidenti senza che alcuno venisse ritenuto responsabile. Anche nella capitale, Saada, ci sono stati duri combattimenti nelle ultime 24 ore, con attacchi aerei che hanno colpito anche in prossimità del nostro ufficio costringendoci a fuggire in cerca di un rifugio.“Non c’è alcuna soluzione militare possibile per questo conflitto. Solo una soluzione politica può porvi fine e ristabilire la pace in Yemen. Chiediamo a tutte le parti di sospendere immediatamente i combattimenti per tornare al tavolo e trattare un cessate il fuoco collaborando con l’Inviato Speciale delle Nazioni Unite Martin Griffiths. Risparmiamo altre morti e la miseria al popolo Yemenita.”

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Povertà: Save the Children

Posted by fidest press agency su sabato, 4 agosto 2018

Più di 1 bambino su 2, in Italia, non può trascorrere le vacanze lontano da casa; per 3 adolescenti su 5 il motivo è di natura economica.
Più della metà dei bambini e degli adolescenti, in Italia, non può fare una vacanza di almeno quattro giorni lontano da casa e oltre 3 ragazzi su 5 tra i 15 e i 17 anni di età, quasi il doppio rispetto al 2015, non possono permettersi, per motivi economici, periodi ricreativi e di svago neanche più brevi.
Questa la denuncia di Save the Children – l’Organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro – che attesta, nel nostro Paese, un incremento negli ultimi anni delle disparità economiche che impediscono ai minori di usufruire di opportunità ludiche, ricreative e formative durante l’estate, quando in molti casi sono costretti a rimanere in città. Nel 2017, infatti, oltre 5,7 milioni di bambini e ragazzi – più del 56% del totale – non hanno potuto trascorrere una vacanza di almeno quattro giorni, un dato percentuale costantemente cresciuto rispetto ai due anni precedenti e che ha subito un’impennata fortissima rispetto al 2008, quando i minori in questa condizione non superavano il 40%.
In particolare, motivi di carattere economico hanno rappresentato la causa principale che ha impedito a più del 61% dei ragazzi tra i 15 e i 17 anni, nel 2017, di andare in vacanza anche per periodi più brevi, un dato quasi raddoppiato rispetto al 2015 (35%) allorché i ragazzi della stessa età che non potevano permettersi di andare in vacanza a causa della condizione economica delle proprie famiglie erano poco più di 1 su 3.

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Children must not be detained for immigration purposes, Parliament says

Posted by fidest press agency su sabato, 5 maggio 2018

Bruxelles. All unaccompanied children should get guardians upon their arrival Enhanced cooperation to find missing children and identify victims of trafficking and abuse.  Full access to education under the same conditions as local children All migrant children and families with children should be housed in non-custodial facilities while their immigration status is processed, MEPs insisted on Thursday. “Children shall not be detained for immigration purposes” and the EU Commission should act against EU member states “in instances of protracted and systematic immigration detention of children and their families”, Parliament stated in a non-legislative resolution passed by show of hands.According to the latest data from the EU Fundamental Rights Agency (FRA), in September 2016, Bulgaria was the country with the most migrant children in detention, while there were also high numbers of detained children in Greece, Hungary, Poland and Slovakia. No children were detained on the days when on-the-spot checks were carried out in Cyprus, Denmark, Estonia, Germany, Ireland, Italy, Malta, Spain or the United Kingdom.
The resolution notes that there are an estimated 5.4 million migrant children living in Europe, making it home to 1 out of 6 of the world’s child migrants (UNICEF data). Almost half of those who arrived in recent years were unaccompanied or separated children. MEPs underline that the lack of reliable information, and lengthy family reunification and guardian appointment procedures, together with the fear of being detained, sent back or transferred, is resulting in children absconding, leaving them exposed to trafficking, violence and exploitation.Parliament urges national authorities to speed up procedures for appointing guardians for unaccompanied children, who should also be hosted in separate facilities from adults in order to avoid any risk of violence and sexual abuse.MEPs call for the relocation of the remaining unaccompanied children from Greece and Italy to be prioritised and ask that all pending family reunification procedures proceed without delay.
The Chamber underlines the importance of establishing a robust identification and registration system to make sure that children enter and stay in national protection systems. It also demands enhanced cooperation among law-enforcement and child-protection authorities to find and protect missing children.MEPs are particularly worried about the exploitation of girls for prostitution and ask member states to step up efforts and cross-border cooperation to identify child victims of trafficking, abuse and all forms of exploitation.Regarding age assessment procedures, the resolution stresses that medical examinations of children should always be carried out “in a manner that is not intrusive and respects children’s dignity”. Parliament also rejects the use of coercion for taking children’s biometric data.

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EU countries must step up fight against sexual abuse of children, say MEPs

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

european parliamentTake measures against new forms of online crime, such as revenge porn and sexual extortion. Strengthen police and judicial cooperation to protect migrant children. EU member states must work more closely with each other and with Europol and the IT industry to fight sexual abuse and exploitation of children, said Parliament on Thursday.MEPs approved a non-legislative resolution assessing the implementation of the 2011 EU directive on combating sexual abuse of children. The text, drafted by Anna Maria Corazza Bildt (EPP, SE), was passed by 597 votes to 6, with 20 abstentions. Web pages containing child sexual abuse material must be quickly removed and, when this is not possible, member states should block access to those pages for users within their territory, MEPs say.
National authorities should enhance cooperation with the IT industry, as well as with third countries and Interpol, to speed up notifying and take-down procedures, in the cases where illegal content is made available from abroad, the text adds. It suggests drawing up blacklists of web sites containing child sexual material, to be shared among member states and with Europol and Interpol, and communicated to internet providers. Adequate financial and human resources, reinforced cross-border information exchange and updated digital investigative techniques are key to protecting children against sexual abuse and exploitation, they insist. MEPs worry about the threats and risks to which children are exposed online, particularly recruitment. They also demand specific measures to combat new forms of crime online, such as revenge porn and sexual extortion. Member states that have yet to do so, should criminalise online grooming, cyber stalking and luring children online, they add. MEPs highlight the special vulnerability of migrant children to abuse, trafficking and sexual exploitation and call for stronger police and judicial cooperation, and rapid exchange of information, to trace missing children. The resolution urges member states to introduce mandatory criminal background checks for persons applying or volunteering for activities or jobs with access to children, and to “systematically exchange information on individuals posing a risk to children”. MEPs want to prevent sex offenders moving unnoticed from one member state to another to work with minors.
Parliament notes that most cases of sexual abuse and sexual exploitation of children are not reported and calls on member states to develop or reinforce child helplines, which should be free, confidential and available round the clock, to provide help and support for victims and ensure their fundamental right to be heard. Finally, MEPs urge member states to ensure that victims receive legal aid, psychological support and assistance. Anna Maria Corazza Bildt (EPP, SE), rapporteur, said: “”Member states must do more, better and faster to ensure zero tolerance against child sexual abuse online and offline. The focus should be on removing illegal material at source and blocking when this is not possible, with faster procedures and safeguards. We also urge the internet industry to take their share of responsibility for working out innovative solutions to protect children”.

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Nutrition advice aimed at children also improves parents’ diets

Posted by fidest press agency su sabato, 22 luglio 2017

sophia-antipolis

Sophia Antipolis. Nutrition advice aimed at children also improves parents’ diets, according to research published today in the European Journal of Preventive Cardiology. “Diets high in unsaturated fat and low in saturated fat have been associated with a reduced risk of cardiovascular events and death in adults,” said lead author Dr Johanna Jaakkola, a postdoctoral researcher at the University of Turku, Finland. “Very little is known about the long-term effects of nutrition advice for children on the diets and health of parents.” The longitudinal randomised Special Turku Coronary Risk Factor Intervention Project (STRIP) decreased the saturated fat intake and improved the cardiovascular health of children by recommending foods rich in unsaturated, instead of saturated, fat.The current study examined whether the long-term dietary intervention focused on children was also associated with parental dietary intake and cardiometabolic risk factors over two decades of follow-up.The primary results of the STRIP study have been previously reported.2,3 Briefly, the study included 1 107 infants and their parents who were recruited from well baby clinics in Turku, Finland, between 1989 and 1992. Families were randomly assigned to the dietary intervention (562) or control (545) groups.The intervention group received dietary counselling at least once a year by a nutritionist from the child’s age of eight months to the age of 20 years. Counselling was first given only to the parents, and from the age of seven years, the children were also met alone. The main focus of the dietary intervention was to reduce the child’s intake of saturated fat and concomitantly increase the child’s unsaturated fat intake.As previously reported, the repeated dietary counselling led to decreased saturated fat intake in the intervention children, and lower serum low-density lipoprotein (LDL) cholesterol concentration from infancy until 19 years of age. For the current study, parental dietary intake was assessed by a one-day food record biennially from the child’s age of nine to 19 years. Weight, height, blood pressure, serum lipids, glucose and insulin of the parents were measured repeatedly from the child’s age of seven months until 20 years.The investigators found that the child-oriented dietary counselling increased the intake of polyunsaturated and monounsaturated fats and decreased the saturated fat intake of intervention mothers and fathers compared to control parents between the child’s ages of nine and 19 years.In addition, the child-oriented dietary counselling tended to decrease serum total and LDL concentrations in intervention mothers compared to control mothers. There was a similar trend in fathers but it was not statistically significant.Dr Jaakkola said: “The child-oriented dietary intervention contributed advantageously to the parental diet in the long-term and tended to reflect lipid concentrations, particularly in mothers. Presumably all family members eat the same foods and thus child-oriented dietary counselling also affects parents’ diets.”“Dietary intake may have been more strongly associated with maternal than paternal serum lipids because mothers might have more actively participated in the study and complied better with the diet,” she continued. “There is also the possibility that the improvement in the fathers’ diets was not strong enough to cause a statistically significant difference in serum lipids.”Dr Jaakkola concluded: “Our study emphasises that long-term dietary counselling directed at children may be an efficient way to also improve the diets of parents. These findings could be used to plan public health counselling programmes.”

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G7: Save the Children, i leader hanno mancato ai loro impegni per i bambini su migrazione, nutrizione ed educazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 maggio 2017

migranti1Save the Children è profondamente delusa da un vertice in cui i leader del G7, pur riunendosi in un luogo simbolico come la Sicilia, cuore del flusso migratorio del Mar Mediterraneo, non sono riusciti ad impegnarsi su una visione comune sul tema della migrazione. L’Organizzazione internazionale dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e a promuoverne i diritti, accoglie con favore invece il riconoscimento da parte dei leader della necessità di proteggere i più vulnerabili tra i migranti, tra cui adolescenti, bambini e minori non accompagnati. Ma ancora una volta l’attenzione si sposta sui temi della sicurezza e del controllo delle frontiere, pregiudicando fortemente il primo dovere dei leader del G7 che è quello di proteggere i bambini dalla violenza, dagli abusi e dallo sfruttamento, incluso il traffico dei minori. I minori migranti hanno esigenze comuni e affrontano sfide comuni. L’opportunità persa del G7 significa che a pagarne il prezzo saranno 28 milioni di bambini che sono stati costretti a lasciare la propria casa, fuggendo dalla guerra e dalle violenze,“I leader G7 hanno fallito prima di tutto nei confronti dei bambini. Non sono stati all’altezza delle aspettative sia sulla migrazione che sull’educazione, la sicurezza alimentare e la nutrizione. Questo vertice finisce oggi lasciandosi alle spalle milioni di bambini vulnerabili. Siamo delusi perché i leader hanno semplicemente riaffermato principi esistenti senza assumere nuovi impegni”, denuncia Egizia Petroccione, portavoce di Save the Children al G7.I leader del G7 hanno ribadito i loro impegni sulla sicurezza alimentare e sulla nutrizione, che erano già stati concordati negli ultimi due vertici, ma hanno perso l’opportunità di tradurre queste promesse in azioni concrete. Save the Children accoglie favorevolmente l’appello delle Nazioni Unite per il Sud Sudan, Nigeria, Somalia e Yemen, ma sottolinea che i governi del G7 hanno concluso il vertice senza stanziare nuove risorse finanziarie né per interventi a lungo termine, che affrontino i temi dell’insicurezza alimentare e della malnutrizione, né per combattere le crisi umanitarie in corso. Sono 159 milioni i bambini affetti da malnutrizione acuta che ne subiranno le conseguenze.
I sette grandi della terra hanno anche dimostrato una mancanza di leadership sul tema dell’educazione e oltre ad aver rinunciato a impegnare nuove risorse, hanno anche deciso di non pubblicare l’Accountability Report del G7, che avrebbe potuto dare conto dei progressi del G7 a favore dell’educazione. Anche in questo caso saranno i bambini a pagare il prezzo di questo mancata azione politica, in particolare i 263 milioni di bambini che non hanno accesso alla scuola, di cui 3,7 sono rifugiati.

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EP urges EU countries to speed up relocation of refugees, particularly children

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 maggio 2017

parlamento europeoMEPs condemn that, despite having agreed to move 160,000 refugees from Greece and Italy by September 2017, EU member states have relocated just 11% of their total obligations (18,770 persons as of 16 May). They find the lack of solidarity and responsibility-sharing disappointing. In a resolution backed by 398 votes to 134 with 41 abstentions, Parliament urges EU countries to honour their commitments and prioritise the relocation of children without family and of other vulnerable applicants. MEPs point out that “only one single unaccompanied minor was relocated so far”.MEPs criticise a number of member states for “very restrictive and discriminatory preferences, such as granting relocation only to single mothers or excluding applicants from specific nationalities, such as Eritreans, and applying very extensive security checks”. Most countries still lag far behind their targets. Four have only been relocating on an extremely limited basis and two member states are still not participating at all, they add.Parliament makes clear that, even if they have not reached their relocation targets by September, EU countries will have to continue transferring eligible applicants. They also propose extending the relocation scheme until the new Dublin Regulation on asylum is adopted.Against the background of severe migration and refugee crises in the summer of 2015, the EU adopted two emergency decisions to relocate thousands of refugees. 160,000 asylum seekers with a high chance of being granted refugee status from Italy and Greece were to be relocated by September 2017 to other member states where their applications would be processed.In a subsequent decision approved by the Council in September 2016 – which was opposed by Parliament – member states agreed that 54,000 out of the 160,000 places could be used for the admission of Syrian refugees from Turkey, as part of the EU-Turkey migration deal, rather than from Italy or Greece.According to UNHCR data, around 50,000 asylum-seekers are still stuck in Greece, while Italy faced a new record in 2016 with 181.436 new arrivals.

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Sexual abuse and exploitation of children: committee hearing

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

european parliamentBruxelles Tuesday 25 April, 15.00 – 18.30 Paul-Henri Spaak building, room 3C050 MEPs will look at how EU rules to prevent sexual abuse and exploitation of children have been implemented by EU countries in a committee hearing on Tuesday afternoon. The Civil Liberties Committee hearing will look at how the current EU rules on combatting sexual abuse and sexual exploitation of children online and offline, adopted in 2011, have been implemented by EU member states and MEPs will debate potential gaps and best practices.
Experts from Europol, Eurojust, the judicial field and organisations supporting victims will give presentations on police and judicial cooperation, prevention and protection of victims of child sexual abuse and exploitation and paedophilia and child sexual abuse and child pornography online.The findings will feed into a set of proposals, now being prepared by Civil Liberties Committee MEP Anna Maria Corazza Bildt (EPP, SE).
The European Parliament and Council in December 2011 adopted directive 2011/93/EU on combatting sexual abuse and sexual exploitation of children and child pornography. The directive lays down minimum rules for defining criminal offences and sanctions in the area of sexual abuse and sexual exploitation of children, child pornography and solicitation of children for sexual purposes. The law introduced a new definition of child pornography, increased criminal penalties, made “grooming” an offence and laid down provisions on removing or blocking websites containing child pornography.

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Somalia: Save the Children, sull’orlo della carestia decine di migliaia di famiglie

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 febbraio 2017

rifugiati_01Decine di migliaia di famiglie colpite dalla siccità in Somalia stanno abbandonando le loro case in cerca di cibo, acqua e pascoli accessibili, dopo i segni evidenti dell’estensione della crisi alimentare che sta attanagliando la nazione.Le autorità governative locali e gli operatori di Save the Children segnalano l’arrivo di centinaia di camion ogni giorno nelle ultime sei settimane nella regione costiera del Puntland, carichi di famiglie e bestiame provenienti fin dal Somaliland, spinte semplicemente dalla notizia di leggeri piovaschi nella regione prima di Natale. Più a sud, nella Somalia centro-meridionale, le Nazioni Unite riportano un flusso in spostamento nella direzione opposta, con più di 100 rifugiati somali al giorno, dall’inizio di gennaio, che attraversano il confine con l’Etiopia per raggiungere il campo di Dollo Ado, una media mai registrato negli ultimi 4 anni.Nel Puntland, che sta soffrendo della più grave siccità che abbia colpito la regione dopo il 1950, i nuovi sfollati locali che hanno perso il bestiame si stanno raccogliendo in piccoli campi informali per cercare acqua, cibo e aiuti, ma le famiglie non riescono a sostenere la crescita del prezzo di acqua e cibo.
“I massicci spostamenti di persone tra Somalia e Somaliland, e attraverso il confine con l’Etiopia, è il segno che le pur forti famiglie rurali somale sono al limite,” ha dichiarato Hassan Noor Saadi, Direttore in Somalia di Save the Children, l’Organizzazione internazionale dedicata dal 1915 a salvare i bambini e promuovere i loro diritti.“Le condizioni di siccità attuali sono le peggiori degli ultimi decenni e il terreno è cosparso di carcasse delle capre. In alcuni posti, ci sono anche cammelli morti, che, di solito, sono il triste presagio della morte degli essere umani. Più di 360.000 bambini sotto i 5 anni soffrono già di malnutrizione acuta e in 71.000 sono ormai a rischio di perdere la vita.” “Sono gli stessi segni del 2011, quando più di 250.000 persone sono morte a causa della carestia perché il mondo non ha saputo rispondere tempestivamente. Non possiamo lasciare che accada lo stesso.”
Deeqa, una mamma di 37 anni, vive con 4 dei suoi 7 figli in un piccolo campo vicino a Bohol-Olodley, nel Puntland, raggiunto in cerca di un pascolo per il suo bestiame, ma quasi tutti i cammelli, capre e mucche che aveva sono morte. Lì non c’è scuola per i suoi figli e molti dei bambini che vivono nel campo sono ormai ammalati. “Se hai perso il bestiame e non vivi in una grande città, come fai a sopravvivere? Finché sei vivo puoi sperare di farcela, ma se non piove chi potrà sopravvivere? Saremo costretti a morire!”Nello stesso campo c’è anche Amina, 38 anni, che è fuggita dalla zona di Garowe con i suoi bambini, anche lei in cerca di pascoli. La sua famiglia ha già perso metà del bestiame, ma quello rimasto è in condizioni tali che non produce più latte. “Non ho mai vissuto o sentito di una siccità di queste proporzioni, non me la sarei mai potuta neanche immaginare.” Più di 6 milioni di persone in Somaliland, Puntland e nella Somalia centro-meridionale, per la metà bambini, hanno urgente bisogno di assistenza per poter sopravvivere. Con le pessime previsioni per la stagione delle piogge dei prossimi mesi, la Somalia è sospesa sul baratro di una nuova carestia se non verranno messe a disposizione le risorse necessarie per raggiungere con gli aiuti, acqua e medicine i più vulnerabili, e in particolare i bambini. Save the Children sta rispondendo alla migrazione forzata delle famiglie con l’intervento di unità mediche mobili e con il potenziamento dei suoi presidi sanitari nel Puntland, per il trattamento della malnutrizione infantile, delle patologie dovute all’acqua non potabile e di altre emergenze sanitarie. L’Organizzazione distribuisce inoltre l’acqua nelle zone abitate inaridite in Somalia e Somaliland, e fornisce voucher e micro finanziamenti per il cibo necessario alle famiglie.

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Number of children emerging as cardiovascular risk factor for both parents

Posted by fidest press agency su domenica, 5 febbraio 2017

cardiologiaSophia Antipolis Number of children is emerging as a novel factor that influences the risk for some cardiovascular diseases (CVD), and in some societies in both parents, according to Professor Vera Regitz-Zagrosek, chairperson of the European Society of Cardiology “management of CVD During Pregnancy” guidelines task force.Her comments come as new research published in Circulation found that experiencing multiple pregnancies increases a woman’s risk of developing atrial fibrillation (AF) later in life.1. “The authors describe a linear increase in AF with increasing number of children” said Professor Regitz-Zagrosek. “This is interesting by itself and an explanation could be given by biological and sociocultural factors.” A study of 0.5 million Chinese people found a statistically significant J-shaped relationship between number of children and risk of coronary heart disease and stroke.2 “It means that the risk decreases with one child, then increases with two or more children,” she said. “In the AF study, a J-shaped relationship was not statistically significant, but this may be because it was in around 34 000 women and relatively small in comparison with the Chinese study.” “The striking thing was that the Chinese study showed the same association for women and men,” said Professor Regitz-Zagrosek. “In a further study, they demonstrated the same J-shaped association between number of children and risk of diabetes in women and men.” “The authors believe that socioeconomic factors are the explanation,” she continued. “Having one child is protective because parents have social support in older age. But if they have a large number of children this benefit goes away because it increases the economic and social pressure on the parents.” “Number of children should be considered a new factor that may influence the risk for some cardiovascular diseases for women and men and included in research databases to be further investigated as a health indicator,” she added.
Professor Regitz-Zagrosek said further research should investigate biological and socioeconomic mechanisms to explain the relationship between number of children and cardiovascular risk. “There is evidence that pregnancy leads to alterations that change the body’s reaction to additional cardiovascular stressors,” she said, “And this may happen by epigenetic mechanisms. But the findings in Chinese men favour the socioeconomic explanation.” A separate study in Circulation found that delivering a premature baby may be associated with later cardiovascular disease, regardless of other risk factors.4 Researchers reviewed data on 70 182 women in the Nurses’ Health Study II and found that women who deliver a premature baby before 37 weeks gestation in their first birth have a 40% greater risk of later CVD compared to women who deliver at term, and those who deliver before 32 weeks are at twice the risk compared to full-term deliveries.Professor Regitz-Zagrosek said: “I fully agree that preterm delivery is a cardiovascular risk factor for women, just like preeclampsia or gestational diabetes. This study confirms the results of previous research and adds new findings: the increased risk from preterm delivery is not explained by previous lifestyle or coronary artery disease risk factors, and it’s also not accounted for by the development of risk factors after delivery.” “The paper’s weakness is that the only socioeconomic parameter it includes is parental education and we are not told if it is referring to the mother or father,” she added. “Again, socioeconomic mechanisms may be really important in this field.”

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New figures indicate 268 million school-aged children globally will be overweight by 2025

Posted by fidest press agency su sabato, 8 ottobre 2016

obeso220 million school-aged children (age 5.0 to 17.9 years) are overweight, and this will rise to 268 million by 2025 – of these 91 million will have obesity Approximately 80% of children who are overweight or obese live in low- and middle-income countries The WHO has published strong and comprehensive recommendations for actions that governments can take to end childhood obesity
Governments are urged to fulfil their commitments and take bold and urgent action to halt the rise in child obesityWorld Obesity Day 2016 takes place on 11th October with a focus on ending childhood obesity.New figures published by the World Obesity Federation in Pediatric Obesity for World Obesity Day 2016 suggest that if current trends continue, by 2025 some 268 million school-aged children (age 5.0 to 17.9 years) worldwide will suffer excess bodyweight including 91 million who will have obesity. This is an increase from 223 million in 2013, and is in addition to the estimated 41 million children under age 5 years who are currently affected by overweight or obesity.
The data has been published to mark this year’s World Obesity Day which takes place on the 11th October. This year the focus is on ‘ending childhood obesity’ with an emphasis on the need for urgent government action and leadership to tackle this unsustainable health concern. In addition to rising levels of overweight and obesity, the analysis also suggests large numbers of children globally will be affected by obesity-related diseases by 2025. This includes up to 28 million with hypertension, 39 million with fatty liver disease, 15 million with impaired glucose tolerance and as many as 4 million with Type 2 diabetes, a disease which usually affects older age groups. (Note some children will have more than one condition.)Perhaps of most concern is the fact that 80% of child overweight and obesity is expected to occur in low- and middle- income countries, where health systems will face rapid increases in demand for treating chronic diseases, and economic productivity will be reduced.
The President of the World Obesity Federation, Professor Ian Caterson from the Boden Institute at the University of Sydney, said “The obesity epidemic has reached virtually every country in the world, and overweight and obesity levels are continuing to rise in most places. It is of particular concern that it is the low- and middle- income countries who have the least resources to treat obesity are likely to have the greatest burden. Governments know the present childhood obesity epidemic is unsustainable and doing nothing is not an option. That’s why we are using World Obesity Day to call for urgent action.” In the last ten years, consumption of sugary drinks worldwide increased by a third (33%). More than half of the world’s population now live in urban environments, while 80% of young people aged 11-17 fail to get sufficient physical activity.In 2012 governments all around the world made a commitment to reduce the prevalence of young child and adolescent obesity to 2010 levels by the year 2025. In 2016 the governments of the World Health Assembly considered the report of the WHO Commission on Ending Childhood Obesity and resolved to develop national responses to implement the Commission’s recommendations. The World Obesity Federation are using World Obesity Day, 11th October, to remind governments of their commitment and to call for them to take urgent action.Dr Tim Lobstein, Director of Policy at the World Obesity Federation and author of the research commented “Soft drink and fatty food consumption have increased world-wide and children are becoming more sedentary. Junk food advertising continues to influence food choices, and increasing numbers of families live on low incomes in urban environments – a recipe for weight gain. Governments have pledged to reduce child and adolescent obesity to 2010 levels by the year 2025. Governments will utterly fail to meet this target unless they take strong action, including setting high standards for public sector food supplies, using public sector purchasing power, and introducing market interventions including taxation, labelling and advertising restrictions.” As part of World Obesity Day [3], World Obesity Federation is also urging health ministries to introduce and expand screening, weight-loss, weight-management and treatment services to meet the needs of all children who are already overweight or obese. There is a need to improve the delivery of weight management and treatment services to ensure access for every person who needs them, children and adults alike. Medical services will need funding, staff will need training, and proper care pathways must be developed to ensure everyone has access to the care they need.

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20 cent school intervention stops unhealthy weight gain in children

Posted by fidest press agency su sabato, 27 agosto 2016

cardiology congress-2016Rome, Italy 27 Aug 2016 Fiera di Roma (Ingresso Nord, Via Portuense 1645/1647) A school intervention costing less than 20 cents per child has stopped unhealthy weight gain. The randomised study is presented at ESC Congress 2016 today by Ms Daniela Schneid Schuh, a nutritionist at the Institute of Cardiology of Rio Grande do Sul in Porto Alegre, Brazil.1 “Obesity has reached a plateau in developed countries but continues to rise in many developing countries, such as Brazil,” said Ms Schneid Schuh. “Thus, it is necessary to develop low-cost methods to prevent people become overweight, starting in childhood.”Healthy School, Happy School was a randomised controlled trial designed to test the effectiveness of an intervention stop obesity in children. It was conducted in Feliz, Brazil.“Feliz is the Portuguese word for ‘Happy’, and the study name pays tribute to this small but very special town in South Brazil,” said Ms Schneid Schuh. “Mainly influenced by German immigration, Feliz has one of the highest human development indexes in the country.2 But health problems such as obesity, sedentarism, hypertension and other chronic diseases are aggravated by rising urbanisation and changing eating habits.”The research group in paediatric preventive cardiology in Porto Alegre recruited four public schools in Feliz with students of both genders, aged between five and 16 years. Schools were randomly assigned to one of two groups for nine months: the intervention group (two schools with 73 children), which focused on lifestyle changes at school and at home, or the control group (two schools with 140 riochildren), which only received the usual recommendations from the regular school curriculum. The interventions in the study were delivered by nutritionists in the Research Group on Cardiovascular Prevention in Childhood and Adolescence (PREVINA), nutrition graduate students, and psychologists and nurses employed by Feliz City Hall.Intervention activities occurred monthly in the schools’ multimedia room or sports court, with seminars and workshops about physical activities, healthy eating behaviours and bullying. This last topic was included after talking to children, who reported dissatisfaction with body image and suffering bullying from classmates for being obese. Afterwards, homework activities which required family interaction and commitment to accomplish the goals were proposed. In addition, schools promoted healthy eating by displaying posters and selling nutritious food in the snack bar.There was no difference between groups before the intervention. The average age was 9 ± 2 years, average body mass index (BMI) was 19 kg/m2 and 55.4% were girls. The children in the control group showed a significant increase in BMI after the nine months of the study (p ≤ 0.01). BMI in the intervention group remained the same, but there was a significant increase in fruit consumption and physical activity (p < 0.05).
Ms Schneid Schuh said: “The implementation cost of the intervention was very low, at less than USD $0.20 per student. This indicates that it could be reproduced in other low resource settings.” She concluded: “This intervention in the school environment was able to stop an increase in BMI. This is an encouraging finding since obesity is rising in Brazil in general, and in Feliz in particular. Most importantly, being able to increase physical activity and fruit consumption in childhood may be crucial for building a healthy and happy life in the long run.”

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Afghanistan: Save the Children chiede la fine dei matrimoni precoci

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2016

Afghanistan1Save the Children sta sollecitando il governo afghano affinché ponga fine alla pratica del matrimonio precoce, dopo che una ragazza di 14 anni è stata data alle fiamme la scorsa settimana e successivamente è morta in ospedale.Secondo quanto riportato dai media, Zahra – questo il nome della ragazza – era già sposata da anni ed era incinta di 4 mesi quando è morta.“Quella vissuta da Zahra è una situazione di incomprensibile sofferenza che va oltre ogni limite”, ha commentato Ana Maria Locsin, Direttore di Save the Children in Afghanistan.“La storia di Zahra rappresenta un caso estremo di ciò che può accadere quando una bambina viene fatta sposare forzatamente, ma sappiamo che il suo non è un caso isolato e che questa pratica è fin troppo comune in molte parti del Paese.”La legge afgana, infatti, stabilisce che l’età legale per il matrimonio sia 16 anni per le ragazze, ma il 15% delle donne afgane sotto i 50 anni si sono sposate prima del loro quindicesimo compleanno, mentre quasi la metà prima dei 18 anni.“Save the Children chiede al governo afgano di adoperarsi affinché ragazze come Zahra possano rimanere a casa con le famiglie di appartenenza, dove sono protette”, ha affermato Ana Maria Locsin.“I matrimoni precoci sono una violazione sostanziale dei diritti fondamentali di un bambino. Zahra e tante altre bambine che sono date in sposa in giovane età sono private del loro diritto all’istruzione, alla sicurezza e della possibilità di scegliere il loro futuro.“Il caso di Zahra deve diventare un catalizzatore per il cambiamento, in modo che nessun’altra bambina sia vittima di un destino simile.”Il matrimonio precoce in Afghanistan è anche fortemente legato all’accesso all’educazione. Le giovani donne senza un’istruzione, infatti, hanno una possibilità di sposarsi prima dei 18 anni tre volte superiore alle loro coetanee con un’istruzione secondaria o superiore.

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Fate of 10,000 missing refugee children debated in Civil Liberties Committee

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 aprile 2016

migrants05How to protect unaccompanied minors and cooperate across borders to find missing children fast were the key issues in an emotional Civil Liberties Committee debate on Thursday about the fate of 10,000 refugee children who have gone missing in Europe.
Representatives of the Europol law enforcement agency, the EU Fundamental Rights Agency and the NGO Missing Children Europe briefed MEPs on the numbers and reasons why the children are believed to have gone missing.It is feared that some of these children are being exploited by criminal gangs, due to the often close ties between human smugglers, who facilitate travel for around 90% of the migrants, and criminal networks. These children may be sexually exploited, used for begging or forced to commit crimes. However, children may also disappear in search of friends or family in other EU countries or out of sheer desperation caused by cumbersome asylum procedures or detention in reception centres. MEPs quizzed the invited speakers for facts and stressed the need to step up protection of unaccompanied minors so as to ensure their safety, as well as improving cross-border cooperation to find children who have gone missing and might have travelled on to another country.

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