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Posts Tagged ‘chirurghi’

1500 Chirurghi in congresso

Posted by fidest press agency su sabato, 20 maggio 2017

montesilvanoMontesilvano (Pescara) 20-24 Maggio 2017 Pala Dean Martin- Centro Congressi Montesilvano. Domenica 21 maggio 2017 Sala Plenaria Cerimonia inaugurale del Congresso 16:30 Presentazione del Congresso: Massimo Basti (Pescara), Vincenzo Vittorini (Popoli PE) Saluti delle Autorità Apertura Congresso: Diego Piazza (Catania) Consegna del Premio intitolato a Marco Barreca 19:00 Rapporto Medico-Paziente: ne parla lo sceneggiatore Enrico Vanzina 19:30 Cocktail di benvenuto.
Legge Gelli: cosa ci aspetta? 16:30 Intervista a Federico Gelli (Deputato della Repubblica) e Giuseppina Maturani (Senatrice della Repubblica) Animatore: Oliviero Bergamini (Giornalista e scrittore) (Roma) Partecipano: Pasquale Fimiani (Magistrato presso la Corte di Cassazione) (Pescara), Guido Locasciulli (Avvocato)
La Fondazione Chirurgo e Cittadino onlus organizza la passeggiata in bicicletta “Pedaliamo insieme” percorso cittadino su pista ciclabile pianeggiante (circa 9 km) da Montesilvano a Pescara lunedì 22 maggio 2017 dalle 18.30 alle 19.30 Meeting point ore 18.00 Grand Hotel Adriatico – Montesilvano
Temi principali del congresso saranno, dal punto scientifico, la formazione dei chirurghi e soprattutto dei giovani, l’innovazione tecnologica, la robotica e la chirurgia mininvasiva, l’aggiornamento delle linee guida. Sul fronte politico e sociale, saranno affrontati i temi della sostenibilità del Ssn e del ruolo delle società scientifiche, della comunicazione medico-paziente, dei rapporti con il sindacato e delle novità apportate dalla legge Gelli nel campo della responsabilità professionale. Ampio spazio al confronto internazionale perché nell’ambito del congresso Acoi si svolge anche il diciassettesimo spring meeting del Mmesa (Mediterranean&Middle Estern Endoscopic Surgery Association), società scientifica internazionale che raccoglie il meglio della chirurgia endoscopica dei paesi del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente.
All’interno del congresso non solo formazione per la chirurgia, ma anche per i giornalisti, con una sessione – lunedì 22 maggio h 8,30-13,00 – dedicata alle modalità di comunicazione in ambito sanitario.

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Sanità: una legge che avvicina i cittadini alla professione medica

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

montecitorio“Alla Camera diventa legge, finalmente, un provvedimento importante e atteso da molti, frutto di un lungo lavoro, una delle poche leggi di iniziativa parlamentare, che ha visto il contributo significativo di tante associazioni, operatori, professionisti del mondo della sanità. Una legge di grande equilibrio che vuole ricostruire un rapporto di fiducia tra cittadini e mondo della sanità e garantire la salute degli utenti e allo stesso tempo tutelare l’esercizio della professione medica e sanitaria. In altre parole questo provvedimento legislativo riconduce ad un sistema organico e armonico le questioni che riguardano il contenzioso in sanità superando la logica di interventi settoriali fino ad oggi perseguita”. Lo dice la senatrice Giuseppina Maturani, vice presidente del gruppo Pd al Senato commentando l’approvazione definitiva alla Camera del provvedimento sulla responsabilità delle professioni mediche.”Sulla sicurezza delle cure – spiega Maturani – Il provvedimento completa quanto già anticipato nella legge di stabilità del 2016. In particolare per quanto riguarda le misure che potenziano le attività di prevenzione e gestione del rischio clinico nelle strutture sanitarie e sociosanitarie. Ciò consentirà – aggiunge la senatrice Pd – di promuovere e calibrare nei contesti organizzativi e professionali specifici, attività educative e formative sulla sicurezza e la qualità delle cure. La trasparenza dei dati relativi al contenzioso sarà poi strumento di miglioramento delle capacità, per il cittadino, di orientarsi sulle scelte e, per le organizzazioni, di migliorare le proprie performances”.
“Sotto il profilo giuridico – continua la Maturani – queste norme toccano anche l’ordinamento penale: viene introdotta una profonda innovazione della responsabilità civile in ambito sanitario sia delle strutture sanitarie e socio sanitarie che dei professionisti che rispondono per fatto illecito e viene invece previsto il tentativo obbligatorio di conciliazione con la possibilità che la lite possa risolversi al di fuori del processo e in tempi rapidi e certi. Una riforma di sistema del contenzioso sanitario che affronta in modo organico gli obblighi assicurativi e le garanzie per le strutture, gli esercenti, le professioni sanitarie e che alleggerirà il problema dei premi assicurativi dei medici e allo steso tempo permetterà ai pazienti di far causa qualora ritengano di aver subito un danno per colpa grave del medico o dell’operatore sanitario”.
“Possiamo essere soddisfatti – conclude la senatrice del Pd – di aver messo a disposizione di tutti una legge che e offre soluzioni equilibrate a problemi da troppo tempo irrisolti e che stavano aggravando di costi inappropriati il nostro SSN, logorando la fiducia tra cittadini, professionisti e istituzioni sanitarie”.

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Salute: Acoi, ok a legge responsabilità professionale è vittoria di civiltà

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 marzo 2017

robot chirurgico“L’approvazione definitiva della legge sulla responsabilità del personale sanitario, il Ddl Gelli, è una vittoria di civiltà, giuridica e medica. Ringraziamo il relatore Gelli, il Parlamento e le forze politiche che hanno saputo ascoltare le ragioni dei chirurghi e di tutti i professionisti del mondo sanitario. Questa legge, attesa da anni, mette finalmente ordine in un settore che, a causa di pochi personaggi senza scrupoli che volevano lucrare sulla pelle dei pazienti, ha rischiato di essere sopraffatto dalle conseguenze nefaste della medicina difensiva. Una vittoria in primis per i cittadini, che ora potranno rivolgersi a medici più sereni nel loro lavoro, senza la spada di Damocle del contenzioso medico-legale sulla testa. Un passo avanti per tutto il sistema sanitario nazionale, che non perderà più ogni anno oltre dieci miliardi di euro per effetto delle cause di risarcimento. Effetto importante sarà l’aumento della qualità e dell’efficacia delle prestazioni sanitarie negli ospedali italiani, a tutto vantaggio dei pazienti. Una soddisfazione enorme anche per l’Acoi che per anni si è impegnata nelle sedi istituzionali per sollecitare l’approvazione di questa legge. La dimostrazione che le società scientifiche svolgono un ruolo di cerniera fondamentale sulle grandi questioni di interesse collettivo”. Lo affermano Diego Piazza e Pierluigi Marini, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani).

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Terremoto: chirurghi in prima fila

Posted by fidest press agency su martedì, 30 agosto 2016

“Come chirurghi italiani vogliamo innanzitutto esprimere tutta la nostra solidarieta’ alle popolazioni colpite dal sisma. Siamo stati impegnati in prima linea nella gestione di questa drammatica situazione. La rete delle emergenze-urgenze del servizio sanitario nazionale, in particolare nel Lazio e nelle Marche, ha saputo rispondere con grande professionalità. Un ringraziamento ai tanti colleghi che hanno lavorato con dedizione per garantire la migliore assistenza possibile. E’ la migliore dimostrazione dell’indispensabilità di un buon servizio sanitario nazionale pubblico”. Lo afferma il vicepresidente Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani) Piero Marini.

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Vocazione Formazione Futuro: Obiettivo o “chimera” per i giovani chirurghi?

Posted by fidest press agency su giovedì, 10 marzo 2016

chirurgia esteticaRoma dal 9 all’11 marzo 2016 sesto Congresso C.O.R.T.E. presieduto dal prof. Nicolò Scuderi presso il Palazzo dei Congressi di Roma Eur. Intervista al prof. Emanuele Cigna. Le premesse, per comprendere se questo sia ancora, nello scenario attuale, un obiettivo possibile, non sono delle migliori: come far innamorare qualcuno di un mestiere stancante, logorante, difficile, pericoloso e non più remunerativo? “E questa è la parte, se vogliamo, più facile – spiega Emanuele Cigna, presidente dei giovani chirurghi – perché l’amore non accetta regole né confini. Fortunatamente l’amore nasce ‘da dentro’ e la chirurgia è ricca di fascino, si lascia amare”. Il problema sorge dopo, ed è enorme: “oggi ci sono ben 5 mila posti meno del necessario per l’accesso alle Scuole di specializzazione – aggiunge Cigna – scuole che troppo spesso ‘non formano’ vista l’impossibilità di eseguire gli interventi in prima persona; cinque, anche sei anni di vita passata a fare i segretari, i burocrati, anche i portantini”. Si sopporta, si soffre, tutto per assecondare quella voglia di raggiungere l’amata chirurgia, “che ci spinge ad andare ancora avanti, almeno ancora per un poco…”. E poi? E poi la fine: precariato, assenza di concorsi, premi assicurativi alle stelle, nessuna tutela, nessun modo di fare esperienza. “Siamo davvero arrivati alla fine? Forse ancora no – commenta il presidente dei giovani chirurghi – ma siamo molto, molto vicini! Ed in questa profonda desolazione (desolazione, sì!) si inserisce con difficoltà, pochi soldi e tanta voglia il lavoro della nostra Società Polispecialistica dei Giovani Chirurghi: una società di giovani per i giovani. E si inserisce con forza: un Congresso nazionale di tre giorni, in una delle sedi più prestigiose della capitale e a contatto di gomito con i nostri maestri, gli ‘esempi’ di quello che dovremmo, e vorremmo, essere domani. Un congresso con 5 sessioni plenarie, 18 sessioni specialistiche, 45 corsi di formazione teorica e pratica. Con la forza della simulazione, anche virtuale, dell’attività chirurgica, e delle migliori giovani menti oggi disponibili e con l’aiuto appunto, dei maestri illuminati, che fortunatamente ancora ci sono”.Non sarà la Società Polispecialistica Italiana dei Giovani Chirurghi, da sola, a rappresentare e trovare la soluzione del problema, ma sarà sicuramente un ingranaggio-chiave nel motore che farà ripartire il mondo della chirurgia in Italia. La soluzione? Per quanto ci riguarda è semplice e la conosciamo già: Vocazione, Formazione e Futuro. Serve solo la forza di metterla in pratica. E la nostra Società questa forza ce l’ha”.

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Salute: Acoi, bisturi in Italia non tagliano più

Posted by fidest press agency su martedì, 26 gennaio 2016

chirurgia estetica“I bisturi in Italia non tagliano più. È quanto emerge da una nostra inchiesta tra i soci Acoi – Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani- che ha coinvolto migliaia di chirurghi in tutta Italia. Una situazione che è diventata nel corso degli anni preoccupante, nonostante il progressivo deterioramento della qualità’ dei dispositivi medici sia stato denunciato da tempo, a tutti i livelli, anche dalla nostra società’ scientifica. La continua ricerca del prezzo di mercato più basso, con criteri di valutazione spesso discutibili da parte delle commissioni regionali, ha determinato un livellamento verso il basso della qualità. Il prezzo non può e non deve essere l’unico criterio di valutazione, a scapito della qualità e della sicurezza. I cittadini pazienti hanno diritto, come peraltro stabilito dalla Carta della Qualità in Chirurgia già nel 2007, alla tecnica chirurgia più appropriata secondo gli studi di evidenza scientifica. La mediocre qualità dei bisturi utilizzati oggi ha conseguenze sia estetiche, perché il taglio perde la famosa precisione chirurgica, sia infettive, perché, aumentando il trauma cutaneo per incidere una superficie, si aumenta il rischio di contaminazione batterica della ferita. E’ evidente che, dovendo aumentare la forza per incidere una superficie, si rischia di tagliare oltre le intenzioni dell’operatore. Quanto ai costi, possiamo affermare che si tratta di una scelta antieconomica, perché per uno stesso intervento può essere necessario utilizzare più bisturi, cosa che non si verificherebbe con un buon bisturi che, al contrario, potrebbe essere utilizzato più volte durante lo stesso intervento. Per questi motivi è indispensabile che le società scientifiche di chirurgia siano parte attiva nel processo di selezione e scelta dei dispositivi medici. Se continuiamo a privilegiare il prezzo a scapito della qualità, fino a fare scomparire quasi del tutto le caratteristiche minime di funzionalità del prodotto, addirittura dei dispositivi medici ad elevata tecnologia il cui malfunzionamento può avere affetti letali, che tipo di sicurezza e qualità forniamo ai nostri pazienti?”. Lo afferma Diego Piazza, presidente dell’Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani).

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Luigi Presenti nuovo presidente Collegio Italiano Chirurghi

Posted by fidest press agency su martedì, 3 novembre 2015

Luigi PresentiLuigi Presenti, 61 anni, romano, Direttore di Chirurgia nell’Ospedale di Olbia, già Presidente ACOI, è il nuovo Presidente del Cic (Collegio Italiano dei Chirurghi). “Il Collegio Italiano dei Chirurghi, come aggregazione di società scientifiche, deve essere la voce forte ed autorevole dei Professionisti di area chirurgica, per svolgere un ruolo da protagonista nel ridefinire i principi dell’attività medica in Italia, in un periodo particolarmente complesso. Abbiamo il dovere di avere una prospettiva strategica ed andare oltre il tema della responsabilità professionale, del contenzioso medico-legale, che va considerato un epifenomeno, della medicina difensiva, che è comunque una reazione aberrante al conflitto medico-paziente. La vera risposta parte dalla ri- professionalizzazione della nostra categoria a partire dalla formazione universitaria e post-universitaria che, nelle forme attuali, impedisce la crescita professionale dei giovani. Solo professionisti preparati possono affrontare le sfide della nuova sanità Deve essere questo il compito delle società scientifiche. Dobbiamo creare, insieme, una piattaforma di proposte concrete che nascono dalla nostra esperienza e dalla nostra competenza. Dobbiamo impegnarci nella stesura di linee guida autorevoli, nella definizione di standard di attività sempre più rigorosi, nell’innovazione tecnologica, che già tanti benefici ha prodotto anche in termini organizzativi, nella ricerca di equità nell’offerta di salute. Il nostro è un compito sociale essenziale perché, sembra banale dirlo, un paese sano è un paese che produce, che va avanti e può competere a livello internazionale. Se si tolgono risorse alla sanità noi non potremo garantire la stessa organizzazione e le stesse prestazioni che abbiamo garantito fino ad oggi. Dobbiamo avere la capacità di essere interlocutori forti: lavorerò affinché il Collegio rafforzi ancora di più la sua la capacità di essere interlocutore delle istituzioni più rappresentative in campo sanitario, dal Ministero della Salute all’Agenas, tenendo conto, naturalmente, dei contesti regionali”. Lo afferma il neo- presidente del Cic (Collegio Italiano dei Chirurghi) Luigi Presenti. Il Collegio Italiano dei Chirurghi riunisce quasi tutte le Società Scientifiche di Area Chirurgica che complessivamente raccolgono oltre 45.000 Medici di tutte le specialità chirurgiche (chirurghi generali, chirurghi specialisti, ginecologi, ortopedici, otorinolaringoiatri, ecc.), impegnati nelle Università e negli Ospedali pubblici e privati di tutto il territorio nazionale. (foto: Luigi Presenti)

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Medicina rigenerativa applicata allo sport: quando artroscopia e protesi non bastano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2015

Ginocchio-sano-e-artrosicoCarrara fiera. Dal 21 al 23 ottobre 2015, chirurghi ortopedici di tutta Italia riuniti per fare il punto sui più recenti approcci terapeutici per la risoluzione di traumi/usura subiti dalle articolazioni Dai più recenti approcci chirurgici alle nuove terapie biologiche per il trattamento e la risoluzione di lesioni articolari dovute a usura o traumi che caratterizzano soprattutto gli sportivi. Questi i temi principali che verranno trattati nell’ambito del XXII Congresso Nazionale della Società Italiana di Artroscopia (SIA).“Le procedure chirurgiche attuali per il trattamento delle lesioni articolari, ginocchio e spalla in primis, hanno raggiunto un alto grado di avanzamento tecnologico: se fino a qualche anno fa un certo tipo di lesione comportava la fine di una carriera per uno sportivo, oggi possiamo parlare di un ritorno all’attività nel 90% dei casi anche dopo un danno particolarmente grave.”- dichiara Giancarlo Coari, Presidente del Congresso e Past President SIA – “Progressi scientifici di rilievo clinico si stanno inoltre verificando in un nuova branca di studio, quella della ‘medicina rigenerativa’ che utilizza le terapie biologiche per ricostruire, riparare o promuovere la rigenerazione di tessuti malati o danneggiati”. Quest’area di studio nata di recente e che sta vivendo una fase di crescita rapida e costante, riveste particolare importanza nella chirurgia ortopedica applicata allo sport che oggi, più che in passato, deve tenere conto, ai fini della pratica clinica, delle potenzialità della biologia per la riparazione dei tessuti. Numerosi i campi di applicazione, come la riparazione dei difetti cartilaginei articolari dovuti a traumi o usura, la riparazione dei menischi, muscoli o tendini danneggiati, la patologia della cuffia dei rotatori nella spalla. Un’area importante comprende le articolazioni precocemente artrosiche, spesso a seguito di attività legate allo sport, pregressi traumi o interventi in pazienti ancora giovani o attivi. Per questa tipologia di pazienti, che presenta complesse problematiche da risolvere e trattare e nei quali una semplice artroscopia o una protesi non sono risolutive, si stanno sviluppando approcci terapeutici che passano attraverso i nuovi derivati del sangue.

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“Il chirurgo per l’uomo, la mente. Le mani, il cuore”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2015

porto antico genovaGenova dal 24 al 26 giugno 1200 chirurghi prenderanno parte al congresso organizzato da Acoi (Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani). Il filo conduttore del congresso sarà la chirurgia mini-invasiva applicata alle diverse patologie . Un tema importante e innovativo, che significa, per il paziente, minore dolore postoperatorio, minor richio di complicanze aggiuntive, minore degenza in ospedale e precoce ritorno a casa ed alla propria attività. Anche migliore risultato estetico (preservazione dell’immagine corporea). Per il sistema sanitario: minori costi per degenze, farmaci, stop dell’attività lavorativa, ottimizzazione delle risorse per migliore utilizzo dei posti letto ospedalieri, quindi un più rapido turn-over.
Saranno discusse le ultime novità sulle protesi biologiche derivanti da tessuti animali, che danno risultati straordinari in termini di ripristino delle perdite di sostanza della parete e di assenza di reazioni di rigetto. Un’intera sessione verrà dedicata ad una Consensus Conference internazionale proprio sulla validazione delle applicazioni di questi materiali sull’uomo.
Ci saranno sessioni dedicate alla chirurgia dei linfonodi, che sempre più deve rispondere a criteri di radicalità nei suoi diversi campi di applicazione: mammella, patologia oncologica addominale. Grande rilievo il settore dei melanomi che richiedono un trattamento sempre più integrato e applicato al singolo caso, ed in cui le tecniche mini-invasive consentono di effettuare interventi radicali rispettando l’integrità del paziente e consentendo guarigioni più rapide. Spazio anche per la chirurgia bariatrica, cioè la chirurgia che mira a contrastare l’obesità patologica con interventi di tipo restrittivo della cavità gastrica.
Una sessione della Scuola ACOI di chirurgia robotica si occuperà di esporre e fare il punto sulle novità tecnologiche e sulle applicazioni presenti e future della chirurgia robotica con l’utilizzo del robot Da Vinci: i dati che abbiamo a disposizione a livello italiano ed internazionale ci dicono che la diffusione sul territorio di queste attrezzature altamente tecnologiche sta aumentando, così come lo skill degli operatori e che a questo corrisponde un incremento delle applicazioni e del numero e della tipologia degli interventi che si possono giovare dei vantaggi offerti dalla precisione e dalla duttilità degli strumenti gestiti dal chirurgo per il tramite delle “braccia” robotiche. Infine, alle diverse sessioni del congresso parteciperà la Fondazione chirurgo e cittadino, nata proprio per iniziativa di soci dell’ACOI, che ha lo scopo di creare un “ponte”tra chirurghi e cittadini utenti , con iniziative che mirano a far conoscere l’opera del chirurgo, con tutte le sue implicazioni umane, professionali e legali, e ristabilire un clima di fiducia , di condivisione e collaborazione tra coloro che curano e coloro che necessitano delle cure al di là di facili criticismi e per abolire incomprensioni che nascono da mancata conoscenza.

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Bisturi in fuga

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 ottobre 2014

sala operatoria1“Non è un paese per chirurghi” è l’esclamazione accorata del Professor Francesco Corcione, Presidente Eletto della SIC a Congresso a Roma “ormai formiamo risorse che cercano fortuna all’estero. Una lenta ma inarrestabile emorragia che presto mostrerà i suoi effetti”.
In Italia nel 2010 il numero di assunti di ruolo in chirurgia generale ha coperto solo il 10% del fabbisogno e il 20% nella chirurgia specialistica. Situazione analoga nei reparti dove nel 2011 mancavano all’appello 8800 medici che secondo alcune stime diventeranno 22mila nel 2018 e 34mila tra soli 10 anni .
“Le ragioni sono molteplici, da quelle personali e professionali a quelle organizzative” prosegue il Presidente Corcione “Le scuole di non riescono a riempire i posti a disposizione: negli ultimi anni abbiamo assistito ad un calo di iscrizioni del 30%. Diventare chirurgo non è più un sogno per i giovani medici: un laureato in medicina tra specializzazione e precariato inizia a guadagnare ben 10 anni dopo i suoi “colleghi” in ingegneria o giurisprudenza. Negli Stati Uniti il percorso formativo è più breve: 4 anni per la laurea, 5 di internato e 2 di specializzazione per diventare ‘chief resident’ (ce la fa uno su 10). Nel frattempo il giovane studente americano alla fine dei 7 anni trascorsi “sul campo” ha eseguito circa 2000 interventi con una rotazione obbligatoria nelle varie specialità”.
Uno specializzando italiano alla fine del suo processo formativo ha lavorato su cartelle cliniche, e interventi minori e si avvia una vita da “precario”. Per tacere il fatto che talora gli specializzandi vengono utilizzati per supplire alla carenza del personale di ruolo, esponendoli a rischi professionali. Questo perché vengono stipulati pochissimi contratti a tempo indeterminato (nel 2011 coprivano solo il 15% del fabbisogno) a causa di tagli, errate valutazioni del fabbisogno da parte delle Regioni e blocco dei contratti in quelle sottoposte al piano di rientro.
Anche a livello economico i medici e i chirurghi italiani non trovano vantaggi rispetto ai sacrifici richiesti: in Italia uno specializzando guadagna la metà di uno inglese, 1750 euro contro 2500 sterline, il quale ha anche la prospettiva di crescita importanti negli anni successivi e un medico della carriera che opera in un ospedale pubblico guadagna tra i 100 e i 250 mila euro l’anno.
Ricevere una denuncia nel corso della carriera è invece praticamente una certezza. Deve difendersi l’80% dei medici e 9 su 10 vengono assolti, il che dovrebbe suggerire che forse in Italia esiste una tendenza a tentare la denuncia nella speranza di un risarcimento.
“Un quadro già critico, il ‘paziente SSN’ è già in terapia intensiva, ma a farne le spese è sempre l’utente finale: tra 10 anni e con quasi 30mila medici in meno il sistema non sarà più in grado di rispondere alla domanda di assistenza, limiterà l’accesso alle cure e allungherà esponenzialmente le liste d’attesa. Il risultato? Entro 10 anni assisteremo ad un progressivo peggioramento della salute dei cittadini il che alimenterà a discapito delle fasce più fragili e povere come le famiglie con bambini, gli anziani, i soggetti con malattie croniche, le persone con bisogni speciali” conclude il chirurgo. Di questo passo tra 10 anni non avremo più chirurghi formati ed esperti e saremo costretti ad assumere chirurghi provenienti da paesi dell’est o dei paesi in via di sviluppo con conseguenze facilmente immaginabili”.
E mentre gli uomini abbandonano il bisturi sul tavolo operatorio e prendono valigia e passaporto emerge un piccolo esercito di “chirurghi in rosa”: in 10 anni infatti, le donne iscritte alle scuole di specializzazione in chirurgia sono aumentate dall’8 (2001) al 50% (2010). (fonte: Federspecializzandi)

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