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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘chirurgia plastica’

Chirurgia Plastica Estetica e la liposuzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 settembre 2018

Al rientro dalle vacanze c’è l’esigenza di rimettersi in forma, rimediando agli eccessi e alla sregolatezza del proprio regime alimentare durante il periodo estivo. Così, quando la dieta e la palestra non sono sufficienti a cancellare gli inestetismi dovuti al grasso in eccesso, molti italiani scelgono di affidarsi alle mani del chirurgo per un intervento di liposuzione. Stando ai dati raccolti dall’Asaps-American Society for Aesthetic Plastic Surgery relativi al 2016, la liposuzione è sul primo gradino del podio degli interventi di chirurgia estetica negli USA, registrando un incremento del 16,5% rispetto al 2015, che arriva addirittura al 58% se si considera il numero di interventi registrati negli ultimi 5 anni.
Oltreoceano la situazione non cambia, anzi segna un ‘più’ verso il ‘sesso forte’, poiché in Italia le richieste più frequenti di interventi di chirurgia estetica sono proprio relative alla liposuzione, con un numero maggiore da parte degli uomini: stando ai dati forniti dalla Società Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (SICPRE) nel 2014 sono stati circa 44.000 gli uomini e le donne che hanno scelto di farsi aspirare il grasso, in particolare da ventre, cosce e glutei. Per favorire un recupero rapido della forma fisica anche nella fase postoperatoria, l’esperto suggerisce di “utilizzare delle guaine compressive e di effettuare dei massaggi”, mentre rileva altresì che “sono necessari 4-6 mesi per una completa retrazione cutanea e un riassorbimento totale del gonfiore postoperatorio”.

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Chirurgia plastica: al via il 6° congresso Aicpe

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 marzo 2018

Firenze venerdì, 23 marzo, (23-24-25 marzo 2018) Palazzo Affari, via Adua 1 – Firenze il sesto congresso di Aicpe, l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica. Tra le novità in programma, si segnala la partecipazione di numerosi ospiti stranieri e di una delegazione di chirurghi plastici cinesi. Nella tre giorni dedicata alla chirurgia estetica si affronteranno alcuni dei trend del momento, in particolare: medicina rigenerativa; addominoplastica, dalle problematiche del post parto al rimodellamento dell’ombelico; lifting per l’interno cosce; nuove protesi per il seno; lipolisi e tecniche per eliminare il grasso in eccesso; rinoplastica secondaria.In alcune sessioni specifiche saranno presenti ospiti internazionali e associazioni di settore per approfondire al meglio alcuni tematiche. Quest’anno interverranno la neonata Associazione Diastasi Italia ODV e l’Associazione italiana di chirurgia estetica e funzionale della faccia (Aiceff).Sono previste poi due tavole rotonde: una per discutere della controversa applicazione dell’IVA alle prestazioni di chirurgia estetica, grazie all’intervento di professori ordinari ed esperti di diritto tributario e una sul consenso informato dopo le nuove norme di giurisprudenza con magistrati, avvocati e medici legali.Durante il congresso si svolgerà anche l’assemblea dei soci durante la quale sarà eletto il nuovo direttivo Aicpe, che resterà in carica per i prossimi due anni. Nata nel 2011, Aicpe (www.aicpe.org) raggruppa oltre 300 specialisti che si dedicano prevalentemente alla chirurgia plastica a scopo estetico: per accedere all’associazione è necessario superare un rigido percorso di selezione. Rivolgendosi ai soci di Aicpe, il paziente ha quindi la garanzia di scegliere tra medici selezionati.

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Chirurgia plastica, l’intervento per rifarsi il naso diventa smart

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 gennaio 2018

medicoÈ uno degli interventi di chirurgia estetica più eseguiti, negli ultimi tempi sempre più richiesto grazie ad alcuni miglioramenti introdotti: è la rinoplastica, l’operazione di rimodellamento del naso
che può essere eseguita in versione “smart”. “Molti pazienti decidono di operarsi al naso per ragioni estetiche, altri per ragioni funzionali, altri ancora per entrambi i fattori: – dice Pierfrancesco Bove, chirurgo estetico socio della Federazione Italiana Medici Estetici con studi a Milano, Roma, Napoli, Lecce e Salerno -. La smart-rinoplastica mette in pratica tutti gli accorgimenti necessari per ottenere un ottimo risultato estetico senza soffrire”. Ecco le cose da sapere sulla smart-rinoplastica:
1) Accurata visita pre-operatoria. “La visita è fondamentale per comprendere le aspettative dei pazienti e il risultato desiderato – afferma Bove -. Bisogna eseguire una TAC per evidenziare il difetto da correggere, sia che si tratti di deformazioni estetiche, congenite o causate da incidenti o traumi, sia che siano presenti problemi respiratori come setto deviato e turbinati ipertrofici che costringono il paziente a respirare a bocca aperta”.
2) Il candidato ideale. Il naso ha un ruolo importantissimo nell’armonia totale del volto. “La rinoplastica rimodella un dorso prominente o una punta troppo larga: con piccoli ritocchi si può
ritrovare un aspetto gradevole e armonioso. Inoltre, si possono risolvere problemi funzionali di natura respiratoria” spiega ancora Bove.
3) L’intervento. “La rinoplastica rimodella la struttura ossea e cartilaginea del naso alla quale poi si adatterà, senza subire alcun tipo di cambiamento, la cute sovrastante” afferma il chirurgo
plastico. L’operazione si esegue in anestesia locale o totale, secondo il tipo di intervento, e dura da 45 minuti a 2 ore.
4) Niente più tamponi. “I tamponi, utilizzati per fermare il sanguinamento, non hanno certo una buona fama e, anzi, sono uno degli aspetti più temuti – dice Bove -. Oggi non servono più: con la
smart-rinoplastica si usano garze iodoformiche che possono essere rimosse dopo 24/48 ore in modo del tutto indolore”.
5) Post-operatorio. Il post-operatorio è considerato, erroneamente, l’aspetto più critico del rifacimento del naso: “Basta rivolgersi al chirurgo giusto e utilizzare alcuni accorgimenti per renderlo meno traumatico – afferma Bove -. Dopo l’intervento si applica sul dorso del naso una medicazione rigida in silicone, molto più confortevole dei gessetti utilizzati fino a qualche tempo fa, che bisogna tenere per solo 4 giorni. Quindi si usano semplici cerotti chirurgici per
altri 6 giorni”.
6) I campi elettromagnetici. Si utilizza un dispositivo medico che, grazie a un campo elettromagnetico pulsato, aiuta la guarigione delle cellule danneggiate. “Dopo l’intervento di smart-rinoplastica si applica un apparecchio che permette una guarigione più rapida e indolore grazie ai campi elettromagnetici. L’utilità di questi ultimi è testata da decenni, ma solo da poco si dispone di apparecchi miniaturizzati che li rendono disponibili ai pazienti anche durante laterapia domiciliare” spiega il chirurgo plastico.
7) Nessun dolore. Contrariamente a quanto si pensa, la smart-rinoplastica è un intervento indolore. “L’unico fastidio potrebbe essere la comparsa di edemi o lividi, comunque molto ridotti, sul naso o attorno agli occhi. Un consiglio è dormire in posizione semi-seduta nelle due notti successive all’intervento, applicando ghiaccio sulla parte operata, per limitarne la comparsa. La ripresa è comunque lampo, anche se per vedere il risultato definitivo del proprio naso bisognerà attendere qualche mese” aggiunge Bove.
8) Quando operarsi. L’inverno è la stagione preferita per chi si sottopone a rinoplastica: “Non esistono particolari controindicazioni per operarsi al naso in qualsiasi periodo dell’anno, tuttavia molti approfittano dei mesi freddi in quanto nei giorni successivi all’intervento è sconsigliata l’esposizione prolungata al sole per evitare problemi di cicatrizzazione” dice Bove.
9) Niente più selfie con mano davanti al viso. “Molti pazienti mi mandano le foto che si scattano dopo l’intervento: alcuni mi hanno confessato che prima pubblicavano sui social solo immagini in cui
coprivano il naso, ora invece sorridono felici senza più nascondersi” conclude il dottor Bove.

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Bellezza, i 7 trend 2017 per la medicina estetica e la chirurgia plastica

Posted by fidest press agency su martedì, 20 dicembre 2016

bassa_bove_rausoTante novità nelle tecnologie, nei materiali e nelle formulazioni attendono le pazienti che nel 2017 opteranno per un intervento di chirurgia plastica o un trattamento di medicina estetica. Il macro-trend del “no”agli eccessi e dei trattamenti poco invasivi, continuerà a lungo perché nelle mani dei medici stanno arrivando strumenti sempre più sofisticati, da utilizzare con un approccio integrato, con una programmazione di diversi trattamenti nel tempo, per ottenere e mantenere un risultato fresco e naturale. Parola di Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, chirurghi plastici del surgery network ChirurgiadellaBellezza, con sedi in Lombardia, Lazio, Campania e Puglia. «Nell’anno che verrà ci saranno alcune new entry, alcuni ritorni e un consolidamento di diversi trattamenti viso e corpo–dicono Bove e Rauso–. La mano di un buon chirurgo sarà fondamentale per sfruttare tutte le potenzialità di queste nuove tecniche». Ecco quindi i 7 trend per il 2017.
Arriverà finalmente in Italia Belkyra, l’iniezione sciogli grasso che sta andando fortissimo negli Stati Uniti (dove è commercializzato con il nome di Kybella). «Una novità importante che arriva dopo anni di ricerca –spiegano Rauso e Bove–. Se manterrà le promesse, avrà un impatto paragonabile a quello della tossina botulinica in campo estetico. Per ora l’approvazione riguarda solo il grasso del sottomento, ma è probabile che, dopo gli opportuni studi scientifici, sarà estesa anche ad altre zone». Come funziona? «Belkyra è un farmaco sintetico che simula il comportamento di un’altra sostanza naturale presente nell’organismo, l’acido desossicolico, che degrada il grasso che viene ingerito nel nostro corpo. Il farmaco svolge un’azione citolitica, cioè rompe la membrana della cellula quando interagisce con essa. Il risultato è quindi quello di “sciogliere” il grasso che si riassorbe nell’organismo, lasciando la pelle più tesa e il sottomento più definito» spiegano sempre Bove e Rauso.
Novità e ritorni nel mondo dei filler. Mini-invasivi e molto utilizzati nei trattamenti viso, per spianare le rughe o dare volume alle labbra, i nuovi filler sono formulati per essere più duraturi, naturali e anche meno dolorosi. «Radiesse, uno dei migliori filler a base di idrossiapatite di calcio disponibili, arriva in una nuova formulazione contenente lidocaina, un anestetico locale per minimizzare il dolore durante il trattamento –annunciano i chirurghi–. Si consolida inoltre l’uso dell’acido ialuronico, in particolare per naso e occhiaie: è un filler morbido perfetto per trattare queste zone ottenendo risultati paragonabili a quelli che si avrebbero con un intervento chirurgico».
Si ampliano gli usi per il botulino. La tossina botulinica impiegata per uso estetico ha sempre avuto indicazioni mediche precise in Italia, inizialmente solo per le rughe glabellari (quelle che compaiono fra gli occhi, alla radice del naso); pochissimi anni fa c’è stata l’estensione al trattamento delle “zampe di gallina”, ma solo nel 2016 il Bocouture (una delle tre marche di botulino autorizzate in Italia), ha ottenuto anche l’autorizzazione anche per la fronte, il cui utilizzo sarà così “on label”, sebbene fosse già effettuato con ottimi risultati nella sua forma “off label” –spiegano Bove e Rauso–.E in generale si stanno ampliando le vari applicazioni della tossina, come con il Microbotulino, che rinfresca viso, collo e decolleté agendo anche sulle rughe più piccole».
Tornano i peeling per migliorare l’aspetto della pelle. Se negli anni scorsi si era assistito a un sorpasso da parte dei laser, adesso la tendenza sembra essersi invertita a giudizio di Bove e Rauso: «Si riscontra in particolare un aumento dell’uso dei peeling per il trattamento del crono aging nonché delle macchie cutanee; tuttavia l’avvertenza è quella di affidarsi sempre a un chirurgo estetico esperto per questi trattamenti, in quanto l’utilizzo improprio di questi acidi può portare a complicanze catastrofiche».
La carbossiterapia dà il meglio di sé con un approccio integrato. Usata per la biostimolazione facciale e il trattamento della cellulite, la carbossiterapia è uno step importante nel programmare nel tempo gli interventi per ringiovanire e il mantenimento dei risultati. «Per i trattamenti viso, in particolare per eliminare le occhiaie scure, la carbossiterapia si può associare con ottimi risultati all’acido ialuronico –spiegano Bove e Rauso–. Per rimodellare il corpo e trattare la cellulite, la carbossiterapia è straordinaria se abbinata alla dieta e alla stimolazione tissutale con la tecnica vacum ed apparecchiature elettromedicali dedicate».
Ultrasuoni focalizzati per il lifting non chirurgico. Il collo e il terzo inferiore del volto sono zone sulle quali è difficile lavorare. «A venire in aiuto delle pazienti ci sono le tecniche a base di ultrasuoni focalizzati –affermano Rauso e Bove–: questi sfruttano il calore per produrre coaguli a diverse profondità, determinate in modo molto preciso per intervenire solo dove serve. Il calore causa una contrazione del collagene che si traduce nel rimodellamento, sollevamento e rassodamento dei tessuti, con risultati che durano a lungo». Un trattamento che lavora in profondità e che dà risultati eccellenti se combinato anche con trattamenti “di superficie” come peeling e biostimolazione con acido ialuronico.
Per il seno tornano le protesi tonde, ma con gel ergonomici e micro o nano testurizzate. «Al successo delle protesi anatomiche si affianca il ritorno delle “vecchie” protesi tonde, ma in una veste nuova –rivelano Rauso e Bove–: sono realizzate con gel più ergonomici, che si ridispongono in base alla posizione del corpo. L’utilizzo di questi gel rende non più necessaria una testurizzazione importante, e le protesi tonde micro o nano testurizzate danno meno problemi di contrattura capsulare e sieromi, perché viene minimizzato lo sfregamento della protesi con i tessuti». Chirurgo e paziente hanno così una possibilità di scelta sempre più ampia per individuare la soluzione più adatta, in termini di risultato ricercato e compatibilità con lo stile di vita. «Le protesi anatomiche, modellate su forme più naturali, sono sempre molto apprezzate –spiegano Rauso e Bove–. Ma anche le classiche protesi tonde si sono evolute e si rivelano consigliabili per chi fa una vita molto attiva. I minimi problemi di sfregamento le rendono adatte alle pazienti che fanno sport: una categoria di donne che è sempre in aumento».
ChirurgiadellaBellezza (www.chirurgiadellabellezza.it) è un surgery network che si occupa di Medicina e Chirurgia Estetica in Lombardia, Toscana, Lazio e Campania. L’équipe, guidata dai chirurghi plastici Raffaele Rauso e Pierfrancesco Bove, è composta da anestesisti, infermieri e personal assistant. Gli standard che garantisce sono elevatissimi in tutte le città in cui opera. La filosofia di ChirurgiadellaBellezza si basa non solo sulla ricerca di risultati armonici e naturali, ma anche sull’assistenza costante al paziente prima, dopo e durante l’intervento. (foto: bassa_Bove_Rauso)

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Chirurgia plastica: l’Italia è il nono Paese al mondo per numero di trattamenti estetici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 agosto 2016

chirurgia esteticaL’Italia è il nono Paese al mondo per trattamenti eseguiti. La tossina botulinica è regina incontrastata dei trattamenti estetici, mentre l’aumento del seno si conferma l’intervento di chirurgia estetica più praticato. Sono questi alcuni dei dati emersi dal sondaggio condotto dalla International Society of Aesthetic Plastic Surgery (Isaps), la più grande associazione al mondo di chirurghi plastici estetici, che anche quest’anno ha realizzato un’indagine sui principali trattamenti estetici realizzati nel 2015. «La ricerca Isaps è la più completa a livello mondiale, anche se sono molti i limiti di una ricerca condotta su così ampia scala – dice Eugenio Gandolfi, presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) -. Il sondaggio offre tuttavia una panoramica su quello che sta accadendo nel campo dell’estetica a livello mondiale».In tutto nel 2015 sono stati eseguiti 9 milioni 641mila interventi di chirurgia estetica e 21 milioni 696mila trattamenti di medicina per un totale di 31 milioni 610mila, un milione in più rispetto al 2014. Il trattamento più eseguito in assoluto è la tossina botulinica che continua a sovrastare gli altri sia tra gli uomini sia tra le donne con oltre 4.6 milioni di trattamenti. In medicina estetica, molto popolare è anche l’acido ialuronico (2 milioni 800 mila interventi, secondo posto), che ha registrato una crescita del 6.5% dal 2014 al 2015. In chirurgia invece l’aumento del seno continua a essere il più eseguito tra le donne (quasi un milione e mezzo di interventi), con una crescita del 10.4% rispetto al 2014, mentre la blefaroplastica risulta essere la più amata dagli uomini.Tra i Paesi che hanno effettuato il maggior numero di trattamenti, al primo posto c’è la conferma degli Stati Uniti, con oltre 4 milioni di interventi, il 18,6% del totale, seguita da Brasile (poco più di 2 milioni e 300mila, 10.7%) e Sud Corea (un milione 150mila, 5,3%). L’Italia è nona con 418.760 interventi, l’1,9% del totale.L’altra tendenza che emerge dai dati Isaps è l’aumento della presenza maschile negli studi medici dei chirurghi plastici. Pur essendo il mondo della bellezza ancora dominato dalle donne, (oltre 8 milioni di interventi, l’84.7% del totale), quasi un milione e mezzo di trattamenti estetici e operazioni hanno riguardato gli uomini, pari al 15,3% del totale: nel 2014 erano il 13.7%
Per quanto riguarda l’aumento del seno in ragazze minorenni, l’Italia è l’unico paese tra quelli nella top ten a non averne eseguiti. Anche negli altri Paesi la ragione principale dell’intervento è sempre dovuta a qualche motivo congenito, ma non manca chi l’ha fatto per motivi cosmetici: il 37.9% in Brasile, il 44.7% in Messico e il 4111.8% negli Stati Uniti.L’indagine Isaps fornisce dati anche per quanto riguarda il turismo medico nel 2005: in Italia un paziente su 10 proviene da un altro Paese, in particolare Russia, Romania e Svizzera. «L’Italia è considerata un punto di riferimento mondiale nella chirurgia estetica, come dimostrano i pazienti che arrivano anche da lontano per farsi operare dai nostri specialisti. Resta sempre la raccomandazione a rivolgersi a professionisti qualificati: Aicpe ha siglato con Isaps una “aesthetic alliance” per lo sviluppo di una chirurgia estetica di qualità e sensibile al tema fondamentale della sicurezza del paziente» dice ancora il presidente di Aicpe, Gandolfi.I dati del sondaggio Isaps sono stati raccolti grazie a un questionario inviato ad circa 35.000 chirurghi plastici di tutto il mondo . Le risposte analizzate da Industry Insight, azienda statunitense indipendente specializzata in queste ricerche da oltre 15 anni, sono state 1.398.
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l’unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza.

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Chirurgia plastica umanitaria in Togo

Posted by fidest press agency su martedì, 5 luglio 2016

togoC’è Martine, una bambina di 3 anni con le manine chiuse da cicatrici retraenti alle mani, mai curate; c’è Nestor, un altro bimbo di 6 anni che ne dimostra la metà e ha il naso strappato dal morso di un cane: lo ricostruiranno utilizzando un lembo cutaneo ruotato dalla fronte. Molti hanno sul corpo esiti da ustioni curati solo da sciamani, causati dal fatto che spesso i piccoli sono lasciati soli davanti ai fuochi. E poi ci sono neonati nati con malformazioni come labbri leporini o sindattilie (la fusione di due o più dita delle mani): tutte patologie risolvibili con la chirurgia, ma che in Africa rischiano di diventare un vero problema, perché nei villaggi chi ha delle anomalie fisiche è considerato vittima di un maleficio. Sono solo alcuni dei casi che AicpeOnlus, sodalizio no profit che si dedica alla chirurgia plastica umanitaria, ha trattato durante l’ultima missione all’ospedale Saint Jean de Dieu di Afagnan in Togo. L’equipe era composta dai chirurghi plastici Adriana Pozzi, vice presidente della Onlus, Nicola Monni, Claudio Bernardi responsabile del progetto, da due studentesse al quarto anno di medicina, Greta e Marialuisa, quest’ultima figlia della dottoressa Pozzi, e Marie Cristine Laporte, che lavora per la Fao e per The Alliance Against Hunger and Malnutrition (AAHM) .
A parte Claudio Bernardi, alla sedicesima missione umanitaria, per gli altri medici era la prima esperienza di volontariato di questo tipo. «Abbiamo visto casi clinici disperati, mai visti – afferma Adriana Pozzi, che lavora come chirurgo plastico in Emilia Romagna -. Per noi è stato tutto una scoperta, un’esperienza incredibile in un mondo molto lontano dal nostro. A cominciare dalla strada che dall’aeroporto ci porta ad Afagnan: una mezz’ora di strada “normale”, che loro chiamano “autoroute”, due ore di sentiero di terra rossa battuta, pieno di buche, ma sempre da preferire alla strada asfaltata che corre parallela e che è in condizioni ancora peggiori».Una volta arrivati, l’ospedale, sembra un paradiso in mezzo al nulla. «L’aria è calda e umida, dalle cinque e mezza del pomeriggio si sente un canto di pipistrelli che dura per tutta la notte. I pazienti arrivano da villaggi lontani, percorrendo ore a togo1piedi in occasione del nostro arrivo: ci salutano con un sorriso e con il rispetto di chi ha la fiducia assoluta nei dottori. Operiamo tutto il giorno, dall’alba al tramonto, con la collaborazione delle infermiere di sala, Felicienne e Agnese, e con la supervisione di suor Simona, responsabile dell’ospedale. La sala operatoria è un ambiente di lavoro spartano, ma famigliare ed accogliente. Ed è anche l’ambiente dell’ospedale in cui si sta meglio, grazie all’aria condizionata che aiuta a sopportare il caldo soffocante. Quando passiamo per le medicazioni, nelle stanze della pediatria le mamme dormono con i loro bambini, sdraiate sul pavimento, sui loro drappi colorati. Al nostro passaggio molte sorridono e altre continuano a riposare, con i più piccoli avvolti nei manti di cotone. Nel reparto pediatrico esiste anche una piccola aula scolastica, dove Marie Christine insegna il francese ai bambini».L’ospedale Saint Jean de Dieu di Afagnan è stato costruito 50 anni fa dall’Ordine religioso dei Fatebenefratelli, conta quasi trecento posti letto ed ha degli ottimi standard per il luogo.Nei 9 giorni di missione, i chirurghi italiani visitano anche i villaggi dei dintorni, dove si distribuiscono alle mamme i farmaci per curare le infezioni intestinali. Le famiglie vivono in capanne con tetti di paglia dove non ci sono latrine, ci sono moltissimi bambini. Il gruppo visita anche la Casa della Felicità, istituto che la suora ha fatto costruire, grazie anche agli aiuti della nostra Onlus, per accogliere bambini con situazioni familiari difficili.
Durante la missione, l’èquipe incontra anche il consigliere del presidente del Benin, attraversando il nuovo ponte costruito sul confine fra Togo e Benin, e gettando le basi per una futura collaborazione tra AicpeOnlus e questo paese. Il Benin potrebbe diventare il quarto paese del mondo in cui AicpeOnlus effettua missioni dopo Togo, Guatemala e Paraguay.
AICPE onlus: è la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza ed al volontariato. Nata nel 2013 con l’intento di sostenere in modo concreto i soci che sono impegnati in prima persona in progetti no profit in giro per il mondo, AICPE onlus raccoglie e gestisce i fondi in rapporto ad esigenze specifiche, ma in particolare organizzando missioni periodiche di chirurgia plastica umanitaria. Attualmente è presente in Paraguay, Guatemala e Togo. (foto: togo)

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Chirurgia plastica: nuovo reality show sui “bisturi trip” al via in Nuova Zelanda tra le polemiche

Posted by fidest press agency su martedì, 28 giugno 2016

nuova_zelandaNuova Zelanda. Un reality show sui cosiddetti “bisturi trip”, ossia quei viaggi fatti per sottoporsi a interventi di chirurgia plastica in paesi in cui il costo è minore rispetto al paese d’origine. Succede in Nuova Zelanda, dove dal 30 giugno andrà in onda sul canale TVNZ “Beauty and the Beach”, programma che seguirà la storia di 17 donne australiane e neozelandesi nel loro viaggio verso il ritocchino. E c’è già chi si oppone alla messa in onda dello show, nel timore che possa incentivare questo tipo di turismo. A farlo sono soprattutto i parenti di alcuni pazienti deceduti in seguito a interventi di chirurgia plastica low cost eseguiti in Malesia.«Il fenomeno del turismo sanitario è presente anche in Italia, in particolare per gli interventi di chirurgia plastica, e non è esente da rischi – afferma Pierfrancesco Cirillo, segretario dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) -. Il trend, nato negli anni ’80, è diventato più florido grazie a internet. Molti pensano di poter unire l’utile con il dilettevole, ossia una vacanza di piacere con un intervento, e si fanno convincere dal prezzo più basso. Oltretutto il viaggio è spesso un ottimo pretesto per chi non vuol far sapere a colleghi e amici del ritocchino: si parte per una vacanza e si torna ringiovaniti o dimagriti, senza dover dare troppe spiegazioni. In realtà, le incognite di farsi operare all’estero sono numerose: si rischia non solo di non raggiungere il risultato desiderato, ma anche di trovarsi a fronteggiare un lungo calvario per porre rimedio alle complicazioni».Ecco quindi i principali problemi del turismo sanitario low cost secondo Aicpe.
1) Comunicazione. «Uno degli aspetti più critici della chirurgia plastica è capire quali aspettative ha il paziente sull’intervento: la visita accurata è un elemento fondamentale e non sempre è facile capirsi tra paziente e dottore già quando si parla la stessa lingua. Se a questo si aggiungono i problemi linguistici e di differenze culturali, la situazione è ancora più complicata e cresce il rischio del paziente di non raggiungere il risultato desiderato» spiega Cirillo.
2) Rischi sanitari. I paesi che hanno costi inferiori rispetto all’Italia, hanno anche standard sanitari più bassi. «Nei Paesi in cui la chirurgia plastica è low cost non si può avere la sicurezza che siano rispettati tutti gli standard garantiti in Italia. Non si ha la certezza che i requisiti richiesti per una chirurgia sicura non siano rispettati, che il materiale utilizzato, ad esempio le protesi, sia di qualità scadente, ma anche che il sangue non sia sottoposto ai necessari controlli. Si rischia così di contrarre infezioni o malattie come l’epatite B».
3) Assistenza pre e post operatoria. Operandosi all’estero, di solito si incontra il medico per la prima volta poco prima dell’intervento e per l’ultima subito dopo. «Il paziente ha poco tempo per valutare i pro e i contro dell’operazione o per fare eventuali accertamenti pre-operatori. L’assistenza “post”, invece, si interrompe con la partenza, che di solito avviene un paio di settimane dopo l’intervento. Di solito i chirurghi plastici includono nel costo dell’operazione una serie di visite successive, per accertarsi che la delicata fase post operatoria proceda per il meglio e non ci siano complicazioni» spiega Aicpe.
4) Chirurgo plastico e assicurazione. Quando si sceglie un medico in Italia è possibile verificarne le credenziali, la formazione e l’aggiornamento e giudicare dopo una prima visita se è la persona a cui ci si vuole affidare, nonché ci si può accertare circa la sua assicurazione professionale. La chirurgia plastica italiana tra l’altro ha raggiunto un livello tra i più elevati al mondo, che non ha nulla da invidiare ad altri Paesi occidentali, come dimostrano gli scambi reciproci con società scientifiche straniere.
5) Costi. Il prezzo è sicuramente un elemento importante per decidere a quale chirurgo plastico affidarsi, ma non deve essere l’unico criterio. «Un intervento di chirurgia estetica non è come un vestito o una borsa, che se sono di cattiva qualità si possono buttare via senza grosse conseguenze – aggiunge il segretario Aicpe -. Qui si rischia non solo un intervento deludente dal punto di vista estetico, ma anche complicanze gravi. Bisogna considerare che un secondo intervento per rimediare al primo non solo non è sempre possibile, ma sicuramente avrà un costo più elevato e non sarà sempre risolutivo».
6) Vacanze. Molti pazienti pensano di poter abbinare l’intervento di chirurgia plastica con la tintarella. «Inutile scegliere località esotiche per pensare di godersi il mare dopo l’operazione – spiega Cirillo -. In realtà non è così perché non ci sono operazioni che consentono di andare in spiaggia o in un museo dopo 24-48 ore».
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l’unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE hanno aderito oltre 300 chirurghi in tutta Italia: oggi è una delle tre società di chirurgia plastica estetica più grandi d’Europa ed è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo.

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Chirurgia plastica: effetti sulla salute

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 maggio 2016

sorrentoSorrento. La pancetta affligge gran parte della popolazione di tutte le età e quello addominale risulta un grasso resistente, difficile da debellare, tanto che l’intervento di rimodellamento è al 5° posto dei più richiesti negli Stati Uniti (con l’Europa che segue a ruota nel trend). In crescita rispetto all’anno precedente del 9% così come calcolato dall’ASPS (American Society of Plastic Surgeons) nell’ultimo report.
Inestetismo democratico che risente di età, fattori ereditari, gravidanze, scarsa attività fisica, fluttuazioni del peso, esiti di chirurgia addominale e bariatrica, errori alimentari. Insomma una pletora di fattori che allunga le fila delle sale operatorie. La buona notizia è che esiste una tecnica che aumenta e massimizza il risultato dell’addominoplastica tradizionale e che oggi è possibile ricorrere anche a tecniche mini invasive. E’ uno dei temi del meeting in corso a Sorrento in cui ci si è concentrati sulle più recenti tecniche di miglioramento e rimodellamento corporeo.
Come spiega il dottor Marco Moraci, Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica e ricercatore all’Università di Napoli: “una pancia piatta non è solo un vezzo estetico ma è un vero e proprio indicatore di salute, sappiamo infatti che il grasso addominale è un tessuto che secerne ormoni e sostanze infiammatorie ed è particolarmente subdolo perché anche nelle persone apparentemente in forma, si può annidare tra i visceri ed esercitare i suoi effetti negativi. Tanto che la misurazione del girovita è parzialmente indicativa per individuare un rischio in questo senso. Certamente le persone si sottopongono ad una addominoplastica per migliorare il proprio aspetto ma questo ha nell’90% dei casi un effetto collaterale positivo, ossia di indurre e motivare ad uno stile di vita più sano, a tenere sotto controllo il peso per mantenere il più a lungo possibile gli effetti positivi dell’intervento.
Comunemente si interviene con l’addominoplastica tradizionale ossia tirando la pelle in accesso verso il basso a partire da una sutura nascosta sotto la linea dello slip, ma questo intervento talvolta rende necessario riposizionare anche l’ombelico e non risponde all’esigenza di eliminare la lassità cutanea della parte al di sopra di esso, un problema che interessa circa il 15% di coloro che richiedono un rimodellamento della zona addominale.
La lassità della parte superiore dell’addome si riconosce per la forma tipica dell’ombelico, che, schiacciato dal peso della pelle assume l’aspetto di una bocca imbronciata.
Questo problema trova oggi la soluzione nell’ utilizzo di una tecnica molto utilizzata negli Stati Uniti . Tale tecnica , chiamata addominoplastica INVERSA capovolge letteralmente il razionale chirurgico. In pratica l’incisione viene effettuata al limite inferiore del solco mammario e la pelle tirata verso l’alto dopo aver eliminato la parte in eccesso. In questo modo l’ombelico rimane intatto e le cicatrici sono poco visibili perché nascoste nei solchi sottomammari. In questa procedura, ancora poco diffusa in Italia , si eseguono delle suture di sollevamento per ancorare la pelle in modo che resista alla fisiologica forza di gravità. L’intervento si esegue in anestesia generale e dura circa 2 ore durante le quali viene inciso il lembo di cute in eccesso che viene scollato e riposizionato dopo averne eliminato l’eccesso. Il decorso post operatorio dura un paio di settimane durante le quali si consiglia di indossare un indumento compressivo e stare a relativo riposo mentre per attività fisica e sollevamento di oggetti pesanti è bene avere pazienza per un periodo che va dalle 4 alle 6 settimane.
L’addominoplastica è spesso effettuata insieme ad intervento di liposuzione laddove è presente grasso in eccesso. Il grasso rimosso non verrà più gettato ma riutilizzato per rimodellare altre parti del corpo come glutei, seno, viso etc. Quando si effettua una liposuzione oggi il grasso si riutilizza sempre per rimodellare altro a differenza del passato. Oggi i tessuti autologhi vengono conservati o riutilizzati e mai rimossi. Da qui nasce il concetto di “BODY CONTOURING”
Nonostante non sia ancora un intervento di routine e che non sia adatta a tutti i casi il grande vantaggio è che può essere abbinata ad una addominoplastica ‘bassa’ (in cui si interviene, se necessario, anche sui muscoli retti dell’addome che vengono uniti e suturati insieme) per perfezionarne il risultato. Nella scelta è fondamentale la visita medica e l’analisi delle cause: può esserci una presenza di grasso dato da cattiva alimentazione o scarsa attività fisica, oppure un rilassamento cutaneo a causa di una perdita di peso, ma anche una o più gravidanze con il cedimento della massa muscolare che rappresenta una sorta di ‘pavimento’ addominale con rilassamento di tutte le strutture sottostanti. L’accesso sottomammario ha due importanti implicazioni: è adatto se la paziente ha già avuto un intervento di mastoplastica in modo da non creare nuove cicatrici e può essere utilizzato per un intervento combinato nel caso in cui la persona voglia eseguire una additiva con protesi e ricorrere quindi ad un make over completo.
Ne beneficiano anche pazienti che abbiano subito un intervento di chirurgia bariatrica o by pass gastrico e in cui vi sia un eccesso di pelle solo nella parte frontale del corpo (mentre se l’eccesso interessa anche la schiena di consiglia il più invasivo lifting ‘circonferenziale’). Per coloro che preferiscono evitare l’approccio chirurgico o il cui problema è lieve o moderato esistono soluzioni meno invasive, purché si tratti solo di lassità e cedimento cutaneo. I fili di sospensione rappresentano oggi una soluzione non chirurgica per quei casi di lieve lassità cutanea in persone molto magre.
Questi fili sono composti di acido polilattico, un materiale completamente riassorbibile che grazie a dei coni si agganciano ai tessuti molli permettendo di riposizionali laddove serve. Dopo 4 settimane questi fili si riassorbono ma la trazione dei tessuti rimane grazie ad un naturale processo di fibrosi sottocutanea provocato dai fili stessi. La durata di questa trazione e’ di circa 1 anno e mezzo. Tale metodica può essere combinata con lipofilling per correggere eventuali inestetismi dovuti a deficit di tessuti molli.Tale metodica , semplice, veloce e priva di rischi , è una buona soluzione per quei casi che hanno piccole lassità cutanee e non vogliono ancora sottoporsi ad un vero e proprio intervento chirurgico.

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Chirurgia plastica: è Eugenio Gandolfi il nuovo presidente Aicpe

Posted by fidest press agency su sabato, 26 marzo 2016

Eugenio GandolfiEtica, solidarietà e organizzazione. Sono queste le parole d’ordine di Eugenio Gandolfi, il nuovo presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), una delle tre più grandi associazioni di chirurghi plastici estetici d’Europa, eletto nel corso del Congresso nazionale, che si è tenuto a Firenze dal 17 al 20 marzo.«È un onore per me essere stato eletto presidente di questa associazione di cui sono stato tra i fondatori, cinque anni fa – ha affermato Gandolfi -. Aicpe è nata da un sogno, quello di riunire i professionisti che si occupano del lato estetico della chirurgia. Troppo spesso il ruolo del chirurgo plastico sembra essere quello del “divo” inavvicinabile e distante dalle pazienti, interessato solo al profitto, mentre moltissimi professionisti, la stragrande maggioranza, svolgono il proprio lavoro con professionalità e coscienza. Il quarto congresso Aicpe che si è svolto a Firenze, a cui hanno partecipato 300 professionisti anche stranieri, è servito proprio a ribadire l’altissimo livello raggiunto oggi dalla chirurgia plastica italiana nel mondo».Oggi Aicpe raggruppa i chirurghi plastici italiani che si dedicano principalmente alla chirurgia estetica. I soci sono più di 270 soci, un numero sicuramente più ristretto rispetto ai migliaia di medici che in Italia eseguono interventi estetici: «Per entrare a far parte di Aicpe è necessario superare un severo iter di selezione – spiega Gandolfi – Non ci sono solo requisiti di tipo professionale, ma bisogna condividere anche gli stessi ideali e valori. Aicpe vuole essere una garanzia di serietà per i pazienti in un settore in cui c’è molta confusione».Eugenio Gandolfi, classe 1961, di Como, ha le idee chiare sugli obiettivi da perseguire nel suo mandato: «Il mio obiettivo è valorizzare sempre di più il lavoro che noi chirurghi plastici estetici portiamo avanti con serietà e professionalità. Per farlo è necessario puntare sempre di più sull’aspetto etico: fin dalla sua nascita, Aicpe si è dotata di un codice etico che tutti i soci devono sottoscrivere e accettare, che integra e rafforza il Giuramento d’Ippocrate, e che disciplina il comportamento del chirurgo anche al di fuori dell’esercizio della professione. Ora vorrei renderlo più efficace e aggiornato. Un altro obiettivo è migliorare l’organizzazione, promuovendo strumenti per far conoscere il nostro lavoro, dando così anche ai pazienti una bussola per orientarsi. Infine, vorrei puntare sempre di più sulla solidarietà: proprio con questo obiettivo abbiamo fondato AicpeOnlus, sodalizio che ha lo scopo di organizzare e sostenere missioni nel mondo umanitarie dedicate alla chirurgia plastica ricostruttiva, come da ormai quattro anni fanno alcuni nostri soci, me compreso, in Togo, Guatemala e Paraguay. Il chirurgo plastico estetico non si occupa solo di chirurgia estetica, ma nella sua formazione ha anche un vero bagaglio di chirurgia ricostruttiva».Oltre al presidente Eugenio Gandolfi, il nuovo consiglio direttivo Aicpe è composto da Alessandro Casadei, vicepresidente, Pierfrancesco Cirillo, confermato nel ruolo di segretario, e Claudio Bernardi, tesoriere. I consiglieri sono: Alessandro Gualdi, Luca Piovano, Giovanni Salti, Paolo Vittorini e Gabriele Muti. I probiviri sono: Andrea Paci, Giovanni Brunelli e Pietro Lorenzetti. Il consiglio direttivo resterà in carica per i prossimi due anni.
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l’unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE hanno aderito oltre 270 chirurghi in tutta Italia: oggi è una delle tre società di chirurgia plastica estetica più grandi d’Europa ed è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo,. Membri Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, accomunati da un codice etico comportamentale che li distingue dentro e fuori la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime Linee Guida del settore, consultabili sul sito internet, che stabiliscono i fondamentali parametri operativi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici: disciplinando l’attività professionale con riferimento sia all’attività sanitaria, sia alle norme etiche; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. (foto: Eugenio Gandolfi)

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Chirurgia plastica, i dati della Gran Bretagna

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2016

chirurgia esteticaNel Regno Unito la chirurgia plastica sembra non sentire crisi, come dimostrano i dati della British Association of Aesthetic Plastic Surgeons (Baaps) relativi al 2015: «Anche i britannici continuano a sentire, sempre più forte, il richiamo della chirurgia estetica» afferma Pierfrancesco Cirillo, segretario dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), omologa della Baaps, realtà dedicate esclusivamente all’indirizzo estetico della chirurgia plastica.I dati della Gran Bretagna, che segnano una crescita del 12.5 nel 2015 rispetto all’anno precedente, sono un indicatore dell’andamento del settore nell’anno appena terminato anche se i dati relativi al mercato italiano nel 2015, realizzati come ogni anno da Aicpe, saranno resi noti a marzo in occasione del convegno nazionale dell’associazione che si terrà a Firenze. «Dalla Gran Bretagna arrivano segnali importanti – afferma Cirillo -. Come rileva la Baaps, il fatto che molte celebrities, tra cui Sharon Stone, Jamie Lee Curtis, Kelly Rowland e Jane Fonda, abbiano ammesso di essere ricorse al bisturi ha in parte sdoganato l’idea che i risultati della chirurgia plastica siano solo artificiali e hanno dimostrato che, se ben fatto, il cosiddetto “ritocchino” può dare risultati naturali e piacevoli».Ben 7 dei 10 interventi più popolari in Gran Bretagna, nel 2015 ha registrato una crescita a doppia cifra. Secondo il report britannico, l’aumento del seno (mastoplastica additiva) resta l’intervento più praticato con una crescita del 12% rispetto al 2014. «L’era degli eccessi sembra al tramonto: anche in Uk, così come in Italia, le pazienti sembrano preferire taglie più piccole e proporzionate» commenta Cirillo. In crescita anche il lifting facciale (+16%) e la liposuzione (+20%): «Un segno che, dopo anni di ricorso a trattamenti poco invasivi, i pazienti sono giunti alla conclusione che la medicina estetica ha risultati limitati e non comparabili con quelli del bisturi».Un altro trend è la crescita tra gli interventi in pazienti maschi: il lifting di viso e collo è cresciuto del 14%; la blefaroplastica del 15.5% e rinoplastica (+14%), oltre a un 20% di crescita per la liposuzione negli uomini e un aumento del 13% nella riduzione del seno maschile, la ginecomastia. «Come in Italia, anche in Gran Bretagna i pazienti maschi sono una minoranza – si parla del 9% del totale -, ma resta un fatto che stanno aumentando: secondo i dati Baaps gli uomini sono raddoppiati negli ultimi dieci anni» conclude il segretario Aicpe.
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l’unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 250 chirurghi in tutta Italia. Membri Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, accomunati da un codice etico comportamentale che li distingue dentro e fuori la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime Linee Guida del settore, consultabili sul sito internet, che stabiliscono i fondamentali parametri operativi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici: disciplinando l’attività professionale con riferimento sia all’attività sanitaria, sia alle norme etiche; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica.

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Chirurgia plastica, in Italia la nuova generazione di protesi al seno

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2015

protesi senoPiù tecnologiche, più sicure e più performanti. Sono una novità per l’Italia le protesi al seno con carta d’identità incorporata Motiva presentate durante il corso “World Symposium on Ergonomic Implants” che si è tenuto venerdì 25 e sabato 26 settembre alla clinica Villa Bella di Salò (Brescia), a cui hanno partecipato specialisti di tutto il mondo.«Queste protesi di nuova generazione sono le prime a contenere un microchip che racchiude una carta d’identità che il medico potrà “leggere” grazie a un apposito scanner. Si evita così il cartellino di riconoscimento cartaceo che, in precedenza, si consegnava alla paziente perché lo conservasse, con tutti i limiti che questo sistema presentava. Ma le novità non finiscono qui: il materiale utilizzato è innovativo e, oltre a offrire un risultato esteticamente migliore, ha anche più garanzie di sicurezza per la paziente, che può vedere come sarà il risultato finale in anteprima grazie a una simulazione in 3D» dicono Antonio Cella e Chiara Botti, chirurghi plastici a Villa Bella.Villa Bella è stata la prima clinica in Italia a utilizzare le protesi hi tech: «Da due anni utilizziamo le protesi Motiva: ne abbiamo impiantate circa un centinaio con ottimi risultati e soddisfazione da parte delle pazienti. Oggi realizziamo la maggior parte delle mastoplastiche additive con queste protesi» affermano i chirurghi plastici.Utilizzate all’estero già da qualche anno, le protesi Motiva hanno ottenuto tutte le approvazioni per il mercato europeo e sono state oggetto di diversi studi scientifici che ne assicurano la sicurezza.La nuova generazione di protesi al seno presenta sostanziali novità rispetto a quelle già in commercio: «La prima è che a sono le prime e uniche al mondo ad avere internamente un microchip che contiene una sorta di carta d’identità delle protesi – spiegano Cella e Botti -. Grazie a uno scanner sarà possibile in qualsiasi momento il riconoscimento della protesi dall’esterno e si potranno avere subito tutte le informazioni necessarie, come numero di serie, marca, volume e modello evitando cosi il cartellino di riconoscimento». Fino a oggi, infatti, quando una paziente si operava di mastoplastica additiva, riceveva dal medico un tagliando identificativo, con tutte le caratteristiche delle protesi impiantate, che doveva conservare. «Capita spesso però che, con il passare degli anni, la paziente perda il tagliando – dicono i medici -. Avere subito tutte le informazioni necessarie è invece molto utile sia per i controlli successivi, sia nel caso in cui insorgano eventuali problemi: quando scoppiò lo scandalo delle protesi francesi Pip, riempite in modo fraudolento con silicone industriale, molte donne avevano perso la documentazione ed era stato difficile sapere a distanza di anni che marca di protesi la paziente avesse dentro il corpo. Grazie al microchip questo problema è superato».Un’altra novità riguarda il materiale: le protesi sono riempite con un particolare gel di silicone che ha la caratteristica di dare una forma molto naturale e che, nell’ipotesi di rottura della protesi, resta localizzato senza il rischio di dispersione dei tessuti.
Terza innovazione, il fatto di essere ergonomiche pur essendo protesi rotonde: «Le protesi Motiva condensano in un unico modello le caratteristiche positive dei due tipi di protesi di solito utilizzati, quelle rotonde e quelle anatomiche – affermano i chirurghi di Villa Bella -. Pur appartenendo alla categoria di quelle rotonde sono ergonomiche, una caratteristica che di solito contraddistingue le protesi anatomiche. Questo significa che, una volta inserite dietro al muscolo, grazie al particolare gel che contengono, assumono una forma naturale. Allo stesso tempo non presentano alcuni “difetti” tipici delle protesi anatomiche, come la rotazione».Un altro elemento di novità è costituito dal fatto che le nuove protesi hanno un rivestimento che è più delicato e morbido al tatto rispetto alle tradizionali. Una caratteristica che ha come effetto quello di essere meno irritante per il corpo.Inoltre è possibile fare per la prima volta in Italia, una simulazione 3D con queste protesi e vedere il risultato immediatamente. «Grazie a un software e a una fotocamera per la simulazione 3D del risultato disponibili a Villa Bella, è possibile calcolare esattamente le misure e l’ammontare dell’eventuale asimmetria. In questo modo il chirurgo lavora più accuratamente e la paziente può subito avere un’idea concreta del risultato».Insomma, si tratta di un prodotto sicuro, che rappresenta il futuro delle protesi al seno. A conferma di questo, la ditta produttrice ha attuato forme assicurative e di garanzia più estese rispetto alle altre case di produzione. E il prezzo è allineato a quello delle protesi tradizionali.

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Il lato B di Andressa Urach in decomposizione

Posted by fidest press agency su domenica, 18 gennaio 2015

Andressa UrachLa notizia del suo lato B in decomposizione sta facendo il giro del mondo. La reginetta di bellezza brasiliana Andressa Urach sta infatti avendo una serie di problemi in seguito all’iniezione di idrogel unito al polimetil-metacrilato (PMMA), che ha provocato nella star uno shock settico di estrema gravità. A questo proposito l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) fa alcune considerazioni: «Si tratta di una sostanza che è vietata in Brasile e che in Italia è fuori produzione da parecchi anni –afferma Alessandro Casadei, chirurgo plastico tesoriere di Aicpe -. Il problema nel nostro Paese è piuttosto quello del silicone iniettabile, sostanza vietata dal 1995, che viene ancora iniettato nei glutei, talvolta da medici poco esperti e con pochi scrupoli, ma molto più spesso da personaggi disonesti o da praticanti stranieri che vengono in Italia a prestare la loro opera senza alcuna autorizzazione e clandestinamente. Non si tratta per fortuna di casi drammatici come quello della reginetta brasiliana, ma anche in Italia esiste la pratica di iniettare sostanze non autorizzate».
Nei glutei, essendo maggiore la quantità di prodotto iniettata, si rischiano problemi maggiori. Tra le sostanze autorizzate c’è l’acido ialuronico che lentamente viene riassorbito dal corpo, mentre tra gli interventi più richiesti c’è il “butt lift”, ossia il riempimento di natiche con il grasso precedentemente prelevato dalla stessa paziente. Un’altra alternativa è l’impianto di protesi, da usare con molto cautela e solo rivolgendosi a chirurghi esperti, in quanto la zona dei glutei rischia spesso di causare problemi.
«I fillers, ovvero le sostanze iniettabili, sono usate in Italia con estrema facilità, e molti pazienti, per ragioni di conoscenze, più spesso per spendere meno, si affidano a persone non abilitate a esercitare questi trattamenti o con scarsa preparazione in questo campo – prosegue Casadei -. A volte i rischi dei fillers sono addirittura più importanti di quelli conseguenti a impianti protesici, che, invece sono molto limitati. Nel caso in cui una protesi mammaria crei un infezione, il che avviene molto raramente, può essere facilmente rimossa con la completa guarigione della paziente, mentre rimuovere alcuni tipi di filler può essere addirittura impossibile». Aicpe esorta tutti i pazienti ad affidarsi soltanto a medici specialisti del settore anche per un solo trattamento con sostanze iniettabili e a farsi rilasciare l’etichetta del prodotto utilizzato. Tale documentazione deve essere conservata e sarebbe opportuno mostrarla al medico nei successivi trattamenti.
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, che è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria, sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

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Chirurgia plastica: i 10 miti da sfatare

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 settembre 2014

chirurgia esteticaTutti ne parlano, ma spesso in modo improprio. L’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica stila un decalogo sui luoghi comuni più diffusi. La chirurgia plastica è senza dubbio un argomento che fa discutere, anche se spesso se ne parla in modo improprio: per questo l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) ha stilato una lista delle convinzioni errate più diffuse sul tema.«La chirurgia plastica è spesso collegata agli eccessi, come quelli della donna-gatto o di vip che si sono fatti prendere un po’ troppo la mano – afferma il segretario di Aicpe, Pierfrancesco Cirillo -. In realtà la stragrande maggioranza dei pazienti che si rivolge a un chirurgo plastico è composta da persone equilibrate, che hanno il desiderio di stare meglio con il proprio corpo, senza esagerazioni. Rivolgersi a professionisti seri e qualificati è determinante».Ecco quindi il decalogo dei falsi miti della chirurgia plastica. Primo: i risultati sono facce gonfie e corpi artificiali. «La chirurgia plastica ben fatta dà risultati naturali e non artefatti – afferma Cirillo-. I cattivi esempi di chirurgia plastica molto spesso riconducibili a medici che non sono veri specialisti o che assecondano indistintamente le richieste dei pazienti». Secondo mito da sfatare: è troppo cara. «La chirurgia plastica non è più un lusso riservato a un’elite – prosegue il segretario di Aicpe -. Grazie alla tecnologia, ci sono molte procedure non invasive accessibili a più persone. Inoltre, complice la crisi, il prezzo di molti interventi si è abbassato rispetto al passato. Attenzione però a offerte speciali e prezzi troppo bassi, che vanno quasi sempre a scapito della qualità». Terzo: le minorenni fanno la coda dai chirurghi plastici. «In Italia le richieste di interventi per motivi estetici da parte di minorenni sono fortunatamente davvero rarissime – chiarisce il portavoce Aicpe -. Nel 2013 secondo i dati raccolti da Aicpe, solo lo 0,4% del totale degli interventi di chirurgia estetica in Italia ha riguardato minorenni. Tra questi nessuna mastoplastica additiva e nessuna iniezione di tossina botulinica, ma otoplastiche e interventi per correggere deformità o problemi di tipo funzionale». Una quarta credenza errata è che le cicatrici siano molto visibili. «Tutti gli interventi chirurgici lasciano delle cicatrici – spiega ancora il dottore -. I chirurghi plastici certificati, tuttavia, sono esperti proprio nell’aspetto estetico e quindi cercano di nasconderle e minimizzarle, qualunque sia la procedura. In caso di liposuzione, le cicatrici sono millimetriche e nascoste sotto la linea del bikini e degli slip; per il lifting si fanno coincidere con l’attaccatura dei capelli o dietro le orecchie; per l’aumento del seno nell’areola, sotto il seno o nell’ascella». Quinto: liposuzione uguale dimagrimento. «La liposuzione non è un’alternativa a una perdita di peso permanente, ma è un intervento che serve a ridefinire i contorni del corpo, eliminando il grasso in eccesso accumulatosi localmente. Se dopo l’intervento si riprende peso, si tornerà a ingrassare» precisa Cirillo. Sesto: un medico vale l’altro. Non tutti i medici che eseguono trattamenti di chirurgia estetica sono necessariamente chirurghi plastici. «In Italia è sufficiente la laurea in Medicina e Chirurgia per essere legalmente abilitati ad eseguire interventi di chirurgia plastica, ma tale titolo non garantisce che il medico abbia una preparazione adeguata». I soci Aicpe sono selezionati solo tra chi ha una reale esperienza e formazione nel settore. Altra notizia non corretta: le protesi al seno non sono sicure. «Ci sono diversi impianti con marchio CE approvati per uso medico e sottoposti a ricerche e test scientifici – afferma il segretario Aicpe -. I controlli sono frequenti e continui ed ormai è scientificamente dimostrato che non esistono relazioni con l’insorgenza di cancro o altre malattie, anche se i controlli di screening (con o senza protesi) sono sempre consigliati. Si dice inoltre che con le protesi non si può allattare al seno. «Molte donne allattano al seno anche con delle protesi, ma a volte, anche se non frequentemente, dopo l’intervento si può avere qualche difficoltà. Non ci sono invece evidenze scientifiche che hanno dimostrato l’eventuale presenza di silicone nel latte materno e non sono mai state riscontrate differenze rilevanti tra bambini allattati da mamme con le protesi e quelli senza» puntualizza. Altro falso mito è che la chirurgia plastica sia troppo rischiosa. Come tutte le procedure chirurgiche, non bisogna mai dimenticare che anche quelle di chirurgia plastica hanno dei rischi, che sono minori se ci si rivolge a un chirurgo plastico certificato. È possibile visitare il sito di Aicpe (www.aicpe.org) per consultare l’elenco dei chirurghi plastici certificati, o http://www.sicpre.it. Decimo punto, la chirurgia plastica è spesso considerata una cosa da donne. Oggi non è più così: negli Stati Uniti i dati dell’Asaps (American Society for Aesthetic Plastic Surgery) parlano di un aumento dal 1997 al 2013 del 273% dei pazienti maschi di chirurgia plastica estetica. Anche in Italia la chirurgia e la medicina estetica per l’uomo non sono più un tabù. Nel 2013, secondo l’indagine Aicpe, costituivano il 17,3% del totale dei pazienti. «Gli uomini sono sempre più attenti al loro aspetto e non disdegnano l’aiuto del chirurgo per piacersi di più» conclude Cirillo.
AICPE: L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE, che è gemellata con l’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo, hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

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Dalla chirurgia plastica italiana un aiuto per le Filippine

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 gennaio 2014

filippineUn contributo per aiutare le Filippine a rimettersi in piedi dopo il devastante tifone che le ha colpite a novembre. È la prima buona notizia del 2014 di AicpeOnlus, la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza e al volontariato. «Nonostante anche in Italia si viva quotidianamente fra mille difficoltà, i problemi nostrani sono insignificanti se paragonati a quelli di chi ha davvero perso tutto: la casa, il lavoro e la possibilità di avere istruzione e cure adeguate – dice Claudio Bernardi, chirurgo plastico presidente di AicpeOnlus -. Per questo Aicpe si è impegnata a raccogliere fondi tra i propri soci, pur in questo periodo di grave crisi economica, raggiungendo un considerevole e concreto traguardo» Definito dagli scienziati una delle tempeste più forti che abbia mai colpito la terra, il tifone Haiyan ha causato 3.600 morti e lasciato milioni di persone senza casa e accertati il super tifone che ha colpito a novembre le Filippine. A due mesi di distanza dal cataclisma, il Paese sta cercando tra mille difficoltà di rimettersi in piedi. L’iniziativa promossa da AicpeOnlus ha permesso di raccogliere 10mila euro, che sono stati devoluti all’associazione No One In Need, attiva nella ricostruzione di case e scuole nelle Filippine. «Per avere la certezza che il denaro inviato venga utilizzato nella maniera migliore è stata identificata un’organizzazione molto seria e affidabile, già attiva localmente da molto tempo, grazie anche all’aiuto di chirurghi plastici filippini, con i quali siamo in costante contatto – afferma Marco Stabile, tesoriere di AicpeOnlus -. Nei prossimi mesi verrà fornito un graduale resoconto di come sarà utilizzato il denaro inviato». Questo progetto va ad affiancarsi ai numerosi altri che AicpeOnlus sta portando avanti da tempo in Africa, con missioni gestite in prima persona da medici che fanno parte dell’associazione.
AicpeOnlus: è la branca di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica) dedicata alla beneficenza ed al volontariato. Nata nel 2012 con l’intento di sostenere in modo concreto i soci che sono impegnati in prima persona in progetti no profit in giro per il mondo, AicpeOnlus raccoglie e gestisce i fondi in rapporto ad esigenze specifiche. Per il 2014 l’obiettivo è centrato nell’Ospedale Saint Jean de Dieu in Togo, Africa, dove si sta realizzando il primo progetto di chirurgia plastica umanitaria nei paesi in via di sviluppo, con tre missioni annuali. A questo si affiancano poi altre azioni di sostegno nella realizzazione di progetti insieme ad altre associazioni di volontariato.

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Chirurgia Plastica Estetica pubblica le prime linee guida del settore

Posted by fidest press agency su domenica, 20 ottobre 2013

Un documento ufficiale, il primo del settore, che definisce le linee guida dei principali interventi di chirurgia estetica. È quello realizzato dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), pubblicato sul numero di ottobre della rivista scientifica Minerva Chirurgica. Si tratta di un lavoro importante, che ha come scopo definire, per la prima volta in Italia, i punti essenziali per l’esercizio della buona pratica medica nel campo della chirurgia estetica: «Da tempo nel settore era avvertita la necessità di disporre di istruzioni chiare, da tener presenti nella pratica quotidiana e a cui riferirsi per chiarire ogni dubbio. Abbiamo deciso di colmare un vuoto, riassumendo i punti principali degli interventi più praticati» afferma il presidente di Aicpe, Giovanni Botti. Le linee guida sono un insieme di raccomandazioni sviluppate sistematicamente, sulla base di conoscenze continuamente aggiornate e valide, redatte allo scopo di rendere appropriata, e con un elevato standard di qualità, la condotta chirurgica di chi le applica: «Il documento è pensato per i medici chirurghi che devono affrontare un’operazione estetica e che potranno trovare un aiuto nel percorrere binari tracciati sulla base dell’esperienza pratica di professionisti esperti. Sono utili anche come punto di riferimento per i pazienti o per i tribunali, per verificare se l’iter seguito dal professionista è corretto» prosegue Botti. Caratteristica principale del documento è quella di nascere non a tavolino o dai libri, ma dall’esperienza pratica di medici che da anni esercitano tutti i giorni l’attività professionale, ponendo sempre il rispetto della sicurezza e della salute del paziente come principio prioritario e inderogabile. Numerosi chirurghi plastici, soci di Aicpe, hanno contribuito alla realizzazione delle linee guida, curando con impegno ed entusiasmo ogni dettaglio per arrivare alla stesura definitiva. La realizzazione di questo documento è un traguardo importante per Aicpe, associazione nata nel settembre 2011 per promuovere la formazione e la pratica della chirurgia plastica estetica, che ha tra gli innumerevoli scopi proprio anche l’elaborazione di linee guida condivise.La prima edizione delle linee guida definisce il modus operandi delle operazioni di chirurgia estetica più praticate, ossia: blefaroplastica; lifting del volto; addominoplastica; otoplastica; mastoplastica additiva; rinoplastica; lipoaspirazione; lifting/der-

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English: Gaspare Tagliacozzi – De curtorum chirurgia per insitionem – Illustration n. 8 Italiano: Gaspare Tagliacozzi – De curtorum chirurgia per insitionem – Illustrazione n. 8 (Photo credit: Wikipedia)

molipectomia della regione mediale delle cosce; mastopessi; mastoplastica riduttiva; ginecomastia (riduzione del seno maschile); chirurgia plastica estetica dei glutei.Per gli interventi è stata identificata dal coordinatore del progetto, Gianluca Campiglio, una griglia in 10 punti, così da avere un documento omogeneo: definizione del tipo di intervento, esami pre-operatori, se necessari; tipi di anestesia e conseguenti modalità di ricovero; profilassi antibiotica se necessaria; indicazioni cliniche; controindicazioni; alternative terapeutiche; esiti cicatriziali standard; prima medicazione e rimozione dei punti; gestione delle principali e più frequenti complicanze post-operatorie.
AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito più di 190 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica; elaborando linee guida condivise. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria

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Strumentazioni per chirurgia plastica

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 settembre 2013

Il recente acquisto, da parte della Sezione di Chirurgia Plastica del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Ateneo, diretto dal prof. Pier Franco Salcuni, riguarda una nuova strumentazione (Celltibator-Lipokit) della impresa coreana Medikan.La nuova apparecchiatura, del valore di circa 45.000 euro, sarà in uso all’Università di Parma per la prima volta in Italia, ed è stata acquistata grazie a uno sforzo economico congiunto del Dipartimento e della impresa stessa. Il sistema comprende una sofisticata centrifuga a circuito chiuso e shaker cellulare, tramite i quali è possibile, con le metodiche in uso, mediante una semplice liposuzione effettuata in anestesia locale, estrarre e purificare dal tessuto adiposo (grasso) sottocutaneo di un paziente quantitativi estremamente significativi di cellule staminali mesenchimali (fino a 4.500 volte quanto ottenibile da un aspirato di midollo osseo), immediatamente utilizzabili nello stesso paziente per fini terapeutici. Tali attrezzature, in dotazione alla ssd “Chirurgia della Cute ed Annessi, Mininvasiva, Rigenerativa e Plastica” dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma, di cui è responsabile il prof. Edoardo Raposio, del Dipartimento di Scienze Chirurgiche dell’Ateneo, saranno utilizzate per la terapia avanzata di ulcere cutanee (vascolari, diabetiche, da decubito, etc.), cicatrici, radiodermiti ed esiti di ricostruzioni mammarie.

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Primo Portale Italiano di Chirugia Plastica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 dicembre 2009

Deart Web Agency torinese leader nel settore della medico scientifico divulgativo presenta il primo portale italiano dedicato alle news e comunicati stampa provenienti esclusivamente dai settori della Medicina Estetica, Chirurgia Plastica, Beauty Farm & SPA è finalmente online. Scrivere comunicati stampa è utile a tutti gli operatori del settore per segnalare eventi, notizie, nuovi prodotti, nuove tecniche e attività e per promuovere gratuitamente il proprio sito internet: in ogni comunicato stampa si possono inserire fino a 2 link diretti, utili per accrescere il proprio PageRank e link popularity e per migliorare il posizionamento sui motori di ricerca. Sono anche disponibili, per chi lo desidera, delle sponsorizzazioni a pagamento e servizi pubblicitari specifici per accrescere la propria visibilità in un portale con un’utenza molto specifica e quindi di alto valore. http://www.chirurgiaricostruttiva.it

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Chirurgia plastica al Sud Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 8 agosto 2009

Non solo alimentari, arredamento e abbigliamento. Il “gap” dei prezzi tra Nord e Sud Italia comprende anche la chirurgia plastica. Sottoporsi a un lifting a Palermo, rispetto a Milano, può costare fino al 30% in meno. Una differenza sostanziale, già annunciata da recenti studi condotti da Banca d’Italia dove, sulle spese mediche, in particolare visite specialistiche, è stata rilevata una differenza che oscilla tra il 29 ed il 36 per cento.  Per quanto la chirurgia estetica possa rappresentare un settore del tutto particolare, non fanno eccezione a questa “statistica” i listini dei professionisti. «Per gli interventi di chirurgia estetica si spende dal 20 al 30 per cento in meno al Sud», afferma Alessandro Gennai, chirurgo plastico, socio della Eafps, European academy of facial plastic surgery. La differenza di prezzo però non comporta necessariamente anche differenza di pratica o tagli sulla qualità. «La professionalità del chirurgo viene sancita dal suo curriculum professionale che un paziente può, anzi deve, richiedere prima di sottoporsi ad un intervento chirurgico», precisa Gennai. Sul prezzo finale di un intervento chirurgico di tipo estetico agiscono però diversi fattori. «Innanzitutto il costo della sala operatoria: prezzo che, ricordo, deve essere sempre ben visibile sul preventivo sottoposto al paziente, e sul quale non si deve lesinare: occorrono strutture certificate e a norma. In secondo luogo la parcella del professionista, infine l’eventuale costo della protesi utilizzata».  Le differenze tra Nord e Sud non sono solo di prezzi, ma anche di preferenze. «Sembrerebbe che le donne del Sud siano più attente a intervenire per migliorare il proprio corpo – prosegue Gennai -, prediligendo soprattutto interventi come la liposuzione e la mastoplastica additiva. Al Nord, a fianco a questi due, c’è molta richiesta di lifting del viso, in quanto c’è meno pudore a far vedere che c’è stato un ritocchino».
Alessandro Gennai – Profilo professionale Laureato con lode nel 1988 in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Modena, Alessandro Gennai ha frequentato la Scuola Internazionale di Medicina Estetica alla Fondazione Fatebenefratelli di Roma e la specializzazione in Chirurgia Generale al Policlinico Universitario di Modena, per poi proseguire gli studi all’estero (Los Angeles, Chicago, Spagna, Brasile e Argentina). In particolare è stato negli Stati Uniti, dove ha appreso, primo fra gli italiani, la tecnica del lifting endoscopico dal suo “padre fondatore”, Nicanor Isse. Gennai è socio della Eafps, European Academy of Facial Plastic surgery. Lo studio si trova in via delle Lame a Bologna (www.gennaichirurgia.it).

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Congresso Soi e la chirurgia mini-invasiva

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2009

Caldo, bisturi e cicatrici non sono mai andati molto d’accordo, soprattutto nel campo della chirurgia estetica del volto. Oggi lo scenario è cambiato, grazie a tecniche mini-invasive già molto diffuse negli Stati Uniti, che consentono tempi di recupero ridotti e cicatrici invisibili. Le ultime novità nel campo della chirurgia mini-invasiva sono presentate da Francesco Bernardini, oculista specializzato in oculoplastica, unico membro italiano della ASOPRS, la società americana di oculoplastica, durante l’ultimo convegno del SOI, la Società oftalmologica italiana, in corso a Roma. «L’estate non è più considerato un limite alla chirurgia plastica dello sguardo, anzi: molti approfittano della pausa estiva per un ritocchino prima di partire per le vacanze – dice Bernardini-. Il merito è delle nuove tecniche mini-invasive, in uso ormai da anni negli Stati Uniti, che stanno lentamente prendendo piede in Italia, e che garantiscono cicatrici invisibili e tempi di recupero ridotti: è sufficiente un riposo di qualche giorno prima di esporsi al sole».  L’intervento non ha controindicazioni particolari, tranne una: affidarsi a un chirurgo esperto, dalla comprovata esperienza. Il “top” della categoria è il chirurgo oculoplastico, ossia un oculista specialista nella chirurgia delle palpebre.«Gli occhi sono una zona estremamente delicata -dice Bernardini- Un intervento chirurgico in questa zona può ringiovanire di parecchi anni l’aspetto di una persona, con risultati garantiti per 10 anni. D’altra parte, se eseguito da mani poco esperte, comporta rischi notevoli: può essere compromessa non solo l’estetica, ma anche la funzionalità dell’occhio». Con le tecniche endoscopiche di lifting alla fronte le cicatrici sono minime, nascoste dietro i capelli ed i pazienti possono esporsi al sole già dopo 5 giorni. La blefaroplastica superiore si esegue nascondendo la cicatrice nella piega naturale della palpebra. L’unica precauzione è evitare di prendere il sole con gli occhi chiusi per non esporlo ai rischi di una cicatrice più vistosa. Infine la blefaroplastica inferiore, per la rimozione delle borse palpebrali che danno un’aria stanca, viene normalmente eseguita per via trans-congiuntivale, ovvero dietro la palpebra, nel lato a contatto con l’occhio. La tecnica endoscopica è sicurissima per l’occhio, non lascia alcuna cicatrice visibile, e riduce fortemente i rischi della chirurgici della palpebra inferiore.  L’intervento. Si esegue in sala operatoria in un ambiente sterile alla presenza di un anestesista, che inietta al paziente una sedazione endovenosa per calmarlo. Il paziente resta così cosciente ma senza avvertire dolore, né durante né dopo l’intervento. L’operazione dura circa un’ora e mezzo, quindi il paziente resta un’altra mezz’ora in ospedale per sicurezza. La convalescenza è di 48 ore a letto o in poltrona, applicando impacchi di ghiaccio sugli occhi e mantenendo la testa un po’ sollevata (30 gradi) perché il vero rischio è che si formino edemi con l’effetto di occhi neri attorno agli occhi che comunque scompaiono dopo 7 giorni.
Francesco Bernardini Laureato con lode in Medicina e Chirurgia all’Università di Genova, ha conseguito il Diploma di specializzazione in Oftalmologia all’Università di Genova. Dopo l’abilitazione professionale per gli Stati Uniti (1996), ha ottenuto una fellowship clinica di 2 anni in Chirurgia oculoplastica, ricostruttiva e orbitaria all’Università di Cincinnati in Ohio, Stati Uniti. È socio della Società oftalmologica italiana (Soi), Società italiana di chirurgia oftalmoplastica (Sicop), American Academy of Ophtalmology (Aao), European Society Oculoplastic reconstructive surgery (Esoprs) e American Society Oculoplastic reconstructive surgery (Asoprs). Attualmente è libero professionista, consulente in diversi ospedali di Genova e Torino ed è professore a contratto per la chirurgia dell’orbita e delle palpebre all’Università di Genova. Ha partecipato come relatore a corsi e congressi internazionali in Italia e in tutto il mondo, ha organizzato 3 congressi internazionali in Italia e ha all’attivo una ventina di pubblicazione su riviste internazionali. I suoi studi privati si trovano a Genova e a Torino (www.oculoplasticabernardini.it).

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22 maggio: porte aperte in Chirurgia plastica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2009

Bergamo,   Il 22 maggio si terrà negli ambulatori del reparto di Chirurgia plastica degli Ospedali Riuniti di Bergamo (Ingresso  8)   l’Open   Day  di  chirurgia  plastica.  Gli  specialisti  saranno  a disposizione  dalle  14  alle  18  per  visite  gratuite  e  per  fornire  informazione sulla chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. “L’open  day è un’iniziativa su scala nazionale della Società italiana di  Chirurgia  plastica  Ricostruttiva  ed  Estetica  (SICPRE), a cui abbiamo deciso  di aderire perché crediamo sia una preziosa occasione di incontro  tra  gli specialisti e il grande pubblico – ha commentato Enrico Robotti,  primario  della Chirurgia plastica dei Riuniti -. La manifestazione nasce  dall’esigenza  primaria, da più parti richiamata, di riaffermare i valori culturali  scientifici  ed assistenziali della Chirurgia plastica e della società   scientifica   che   ne   rappresenta   le  diverse  componenti: ospedaliera,  universitaria e dei liberi professionisti. Le persone hanno talora   idee   confuse   sull’argomento  e  sulla  natura  stessa  della disciplina:  è importante  creare  dei  momenti  per  dare  informazioni corrette,  lontane  dal  clamore  dei media e  vicine alle esigenze del singolo. La mia équipe sarà a disposizione di tutti coloro che desiderano ottenere  risposte  chiare  riguardo  le  indicazioni  al trattamento, le tipologie  di  intervento  e  le finalità di tutela della salute pubblica  nell’ambito della chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.”

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