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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘chiusura’

Roma: Chiusura dell’Ippodromo di Capannelle

Posted by fidest press agency su domenica, 23 dicembre 2018

Fabrizio Santori, dirigente regionale della Lega Lazio e Alessandro Conte delegato alle Politiche del Lavoro per il territorio di Roma e Provincia dichiarano in una nota: “Apprendiamo con grande rammarico dagli organi di stampa che la società di Gestione del Parco e della struttura dell’ippodromo di Capannelle ha comunicato ufficialmente la chiusura delle sue attività dal primo gennaio 2019 a causa delle condizioni di incertezza che da due anni ha dovuto subire da parte del comune concessore dell’area.Il problema della gestione dell’ippodromo si è protratto per anni senza nessuna volontà di comprendere le difficili condizioni in cui versa il settore dell’ippica, non riconoscendo gli investimenti che il concessionario ha dovuto effettuare per seguire le richieste di riorganizzazione degli ippodromi richiesta dall’amministrazione a seguito della chiusura dell’impianto di Tor di Valle e senza dare nessuna risposta alle richieste del concessionario in termini di contratto e investimenti, arrivando all’aumento del canone retroattivo di concessione di 2,5 milioni di euro annui.Con la chiusura di Capannelle la città perde un pezzo di storia, l’impianto aperto nel 1881 viene chiuso mestamente nel 2019 a causa dell’immobilità del campidoglio e della politica di riordino degli impianti sportivi. La chiusura dell’impianto avrà serie ripercussioni sui dipendenti che lavorano nell’ippodromo, sulla manutenzione e gestione di un parco centenario, sulla gestione delle scuderie che ospitano da decenni le squadre più importanti della regione.Chiediamo all’assessore Daniele Frongia di spiegare come si è arrivati a questa situazione e ci auguriamo che sia molto chiaro all’amministrazione capitolina quanto sia complessa la gestione di un ippodromo e ci auguriamo che l’assessorato abbia un progetto concreto per Capannelle che sia in grado di preservare il valore storico dell’impianto, i posti di lavoro e la salute degli animali ospitati nella struttura.

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Scuola: E’ possibile procedere alla chiusura degli istituti non sicuri

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 novembre 2018

Il dirigente scolastico ha il compito di garantire la sicurezza all’interno del proprio istituto, tutelando da un lato l’integrità psico-fisica dell’alunno e vigilando dall’altro sui soggetti a cui è demandato il compito di garantire la sicurezza, adottando misure atte a prevenire eventuali rischi all’interno delle istituzioni scolastiche. La principale responsabilità in capo al dirigente scolastico è pertanto quella di eliminare qualsiasi fonte di rischio, adottando i necessari provvedimenti organizzativi nei limiti fissati dalle norme per la sicurezza nelle scuole. Secondo l’art. 17 del D.Lgs. 81/2008, qualsiasi datore di lavoro ha due obblighi non delegabili: la valutazione di tutti i rischi con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’art. 28; la designazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Incendi. Le responsabilità e gli obblighi del dirigente scolastico, in termini di protezione e prevenzione della sicurezza sui luoghi di lavoro, sono a tutti gli effetti paragonati a quelle di un generico datore di lavoro; infatti il dirigente scolastico gestisce le risorse finanziarie e può adottare provvedimenti di gestione economica per garantire la sicurezza nella propria scuola di competenza. Pertanto deve prevedere misure riguardanti lo stanziamento di risorse per la costituzione del servizio di “sicurezza, protezione e prevenzione” (SSP). Nello specifico, il dirigente scolastico può stanziare risorse finanziare per: avvalersi di tutte le figure professionali esterne o interne alla scuola previste dalla legge sulla sicurezza sui luoghi di lavoro ed effettuare limitati ma urgenti interventi di adeguamento e messa in sicurezza della scuola.
L’ingegnere Natale Saccone, impegnato come formatore nei seminari, ha illustrato la procedura sulla chiusura degli istituti scolastici non sicuri, “il dirigente scolastico può, individuato il rischio che deve essere alto e tale da farsi sì che se si continuasse l’attività didattica ci potrebbero essere delle perdite di vite umane, disporre il provvedimento inibitorio di un intero plesso solo a tempo determinato. Nel dettaglio deve: valutare il rischio nell’immediatezza e prendere la decisione di una chiusura temporanea; pensare alla possibilità, se può, di dispone i doppi turni in altro plesso; dato che nessuno è nel plesso ed ha così salvato le vite umane, chiedere, all’RSPP ed all’intero SPP, una relazione interna formale che confermi il provvedimento inibitorio; comunicare, ai sensi dell’art. 18 comma 3, all’ente locale proprietario dell’immobile ed al prefetto il provvedimento di inibizione temporanea in attesa che si possano compiere gli interventi atti a rideterminare le condizioni minime di sicurezza nel plesso. Congiuntamente bisogna chiedere un incontro formale in prefettura con gli enti competenti al fine di redigere un verbale prefettizio in cui il DS mette in evidenza le azioni intraprese e demanda l’adozione di una chiusura a mezzo ordinanza prefettizia che può essere a tempo indeterminato; protocollando agli atti d’istituto il verbale prefettizio il DS vigila affinché nessuno entri nel plesso, in attesa degli interventi indefettibili di messa in sicurezza”.

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Lombardia. Biglietterie treni. “No alla chiusura, devono essere potenziate”

Posted by fidest press agency su sabato, 2 giugno 2018

Così il M5S Lombardia nel depositare un’interrogazione all’Assessore regionale ai Trasporti Claudia Terzi con i portavoce regionali Di Marco, Fiasconaro, Fumagalli e Mammì.
L’interrogazione chiede conto della pubblicazione (il 2 maggio scorso) di una gara da oltre 15 milioni di euro per il “Servizio di attivazione e sviluppo di una rete di punti vendita di titoli di viaggio di Trenord”. Al contempo Trenord ha presentato alle organizzazioni sindacali il piano “Progetto New Dial, il rilancio della rete di vendita e di assistenza” che prevede la chiusura di 25 punti vendita e 46 ricollocamenti.
Nicola Di Marco, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “L’Assessore Terzi deve chiarire, da una parte si avvia una gara da 15 milioni per lo sviluppo, dall’altra si chiudono le biglietterie.
Regione Lombardia deve scongiurare le chiusure e potenziare le biglietterie, anche con un ampliamento dell’offerta di altri servizi. Le biglietterie possono diventare veri e propri hub per il cittadino e unire al servizio di biglietteria quello di prenotazione per eventi, alberghi o di informazione nell’ambito dei servizi di pubblica utilità.
È assurdo pensare di desertificare le stazioni. Molte stazioni locali sono terra di nessuno e le biglietterie aperte costituiscono anche un utile presidio contro il degrado. Trenord deve offrire servizi ai cittadini e facilitare l’accesso al trasporto pubblico, non ostacolarlo”.

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La biblioteca Rispoli non aprirà più?

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 luglio 2017

biblioteca rispoli“Da gennaio la storica biblioteca Rispoli di piazza Grazioli è chiusa per lavori agli impianti. Ora la notizia che chiuderà del tutto per risparmiare i costi della locazione. Si fa economia sulla cultura e si chiude uno spazio del centro storico che non ha eguali.
L’ irritazione più grande è che in questi mesi nessun dipartimento del comune si è preoccupato di ricollocare la biblioteca in uno dei tanti locali a disposizione del patrimonio comunale. Si tratta di un danno enorme per centinaia di utenti, studiosi e giovani universitari che quotidianamente frequentavano un luogo simbolo della cultura nel centro storico di Roma e che attendevano la riapertura della biblioteca. Restano 38 mila volumi impacchettati, tra cui molti di particolare valore e in cerca di collocazione. Finisce la mediateca, i corsi per stranieri e gli incontri con gli autori. Resta la desolazione di aver per perso l’ennesimo luogo della cultura. Non vorremmo che per sciatteria e disinteresse che hanno più volte contraddistinto l’azione amministrativa di chi governa il Campidoglio, si rinunci per sempre alla ricerca di eventuali alternative. Confidiamo nell’attenzione e nella sensibilità del presidente di Istituzioni biblioteche, Paolo Fallai, certi che non sarà lui a recitare il ‘de profundis’ per la biblioteca Rispoli.” Così in una nota il consigliere del PD capitolino Marco Palumbo.

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Celebrazione di chiusura del Giubileo del Perdono

Posted by fidest press agency su giovedì, 20 luglio 2017

Perdono assisiAssisi. Si terrà alle ore 11.00 del 2 agosto 2017, presieduta da S. Em. Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità, in diretta da Padre Pio TV (presente sul digitale terrestre nazionale al canale 145 e sulla piattaforma gratuita Tivùsat al canale 445), con diffusione mondiale grazie all’emittente Maria Vision Italia. Altra particolarità di quest’anno, ad evidenziare il legame di tutta la Famiglia francescana con una festa nata dalla geniale intuizione del comune Fondatore, Francesco d’Assisi, sarà il Triduo di preparazione predicato dai Ministri generali dei tre Ordini maschili (per i Frati Minori Cappuccini presiederà il Vicario generale). Questa condivisione si pone in perfetta continuità con il cammino intrapreso e fin’ora culminato nel Capitolo generalissimo celebrato insieme dalle Famiglie francescane.
Alle ore 11.00 del 1° agosto p. Michael A. Perry, Ministro generale dei Frati Minori, presiederà la solenne celebrazione eucaristica che terminerà con la Processione di “Apertura del Perdono”: così detta perché da quel momento, cioè dalle 12 del 1 agosto, fino alle ore 24 del 2 agosto l’Indulgenza plenaria concessa alla Porziuncola quotidianamente si estende a tutte le chiese parrocchiali sparse nel mondo, e anche a tutte le chiese francescane.
Nel pomeriggio i Primi Vespri saranno presieduti, al termine del pellegrinaggio della Diocesi di Assisi, dal Vescovo S.E. Mons. Domenico Sorrentino. Seguirà, come di consueto, l’offerta dell’incenso da parte del Sindaco di Assisi Stefania Proietti. La Veglia di preghiera serale, con processione aux flambeaux, sarà guidata da S.E. Mons. José Rodriguez Carballo, Segretario della Congregazione degli Istituti di Vita Consacrata.
porziuncola assisiIl 2 agosto sarà un giorno di grande festa: celebrazioni eucaristiche quasi ad ogni ora, tra cui quelle presiedute dal Card. Parolin, dal Vescovo Sorrentino e da p. Claudio Durighetto, Ministro provinciale dei Frati Minori dell’Umbria. L’arrivo di migliaia di giovani della XXXVII Marcia francescana “Un passo oltre”, che insieme a frati e suore giungeranno in Porziuncola per gioire della Misericordia del Padre. Un concerto, in serata, della Banda della Gendarmeria Vaticana a cui seguirà uno spettacolo pirotecnico in piazza Porziuncola. Naturalmente poi c’è la festa di chi riceve il Perdono: decine e decine di confessori accoglieranno senza sosta tutti coloro che vorranno permettere a Dio di fare ancora qualcosa di nuovo nella loro vita.Oltre alle celebrazioni in Basilica, il cui programma dettagliato è disponibile sul sito http://www.assisiofm.it, sono previste anche le seguenti iniziative:
Martedì 1 agosto 2017 – ore 16.40
ORA DI SPIRITUALITÀ su Radio Maria, in diretta dal Santuario della Porziuncola
Mercoledì 2 agosto 2017 – ore 14.30
ARRIVO DELLA XXXVII MARCIA FRANCESCANA “UN PASSO OLTRE”
Mercoledì 2 agosto 2017 – ore 20.00
Concerto della banda della Gendarmeria Vaticana, piazza Porziuncola
Mercoledì 2 agosto 2017 – ore 22.00
SPETTACOLO PIROTECNICO, piazza Porziuncola
23 luglio – 15 settembre 2017
A DUE A DUE, Kenosis e Perdono
Museo della Porziuncola
Mostra di arte contemporanea di Arturo Casanova e Rossella Vasta, a cura di Barbara Rose
(Inaugurazione 23 luglio 2017, ore 17.30)
Padre Pio TV, oltre alla diretta della celebrazione eucaristica, con cui si chiuderà l’VIII Centenario del Perdono di Assisi, seguirà tutti i momenti principali dando la possibilità, anche a chi non potrà esserci di persona, di sentirsi un po’ più vicini ad Assisi.

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Migranti: risposte chiare dall’Ue o blocco dei porti

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

porto palermo“Abbiamo chiesto il blocco dei porti per tutte quelle navi che trasportano disperati, clandestini, e che non battano bandiera italiana. L’abbiamo chiesto, il governo ha dato la sua disponibilità, stiamo aspettando che il governo applichi questa sua volontà, questo suo indirizzo”. Lo ha detto Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, parlando con i giornalisti in sala stampa a Montecitorio. “Pare che il governo aspetti il Consiglio di Tallin di giovedì prossimo, quando si riuniranno i ministri degli Interni. O in quella data ci sarà una risposta seria, determinata, chiara da parte dell’Unione europea, oppure noi chiediamo che il governo attui immediatamente il blocco dei porti per tutte quelle navi che non battendo bandiera italiana trasportano in maniera connivente disperati, e che distruggono non solo la vita di questi disperati ma la società e l’economia italiana. Diamo ancora fiducia al governo per una settimana, ma non bastano le prese in giro della Merkel, le fughe di Macron o le miopie e gli egoismi del governo maltese, come di quello spagnolo, come di tutti gli altri governi dei Paesi che si affacciano sul mediterraneo e non. Noi vogliamo risposte chiare, altrimenti blocco dei porti e si apra una vertenza con l’Europa e a livello internazionale con le Nazioni Unite per blocchi navali sulle coste libiche.Non possiamo mettere in crisi il nostro Paese in ragione di questa invasione senza fine. Ribadiamo, l’abbiamo chiesto per primi: blocco dell’ingresso delle navi delle Ong che trasportano disperati nel nostro Paese al ritmo di 5000 al giorno. Il nostro Paese non può sopportare una pressione di questo tipo, vediamo cosa farà il governo, vediamo cosa farà l’Europa, nel frattempo noi continuiamo a mantenere la nostra pressione. Lo diremo in Aula mercoledì prossimo, quando il ministro Minniti verrà, su nostra richiesta, a riferire in merito a questa situazione, che è di una gravità mai vista per il nostro Paese”.

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Emigranti: chiudere i porti italiani

Posted by fidest press agency su venerdì, 30 giugno 2017

sicilia“Apprendiamo con soddisfazione la notizia secondo la quale il governo italiano sta valutando in queste ore la possibilità di negare l’approdo nei nostri porti alle navi che effettuano salvataggi dei migranti davanti alla Libia ma battono bandiera diversa da quella italiana.Lo abbiamo chiesto, con forza e determinazione, già nella giornata di ieri e siamo felici che il nostro appello al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e al ministro dell’Interno, Marco Minniti, sia stato accolto e preso in seria considerazione.
Il nostro Paese non può da solo e nell’indifferenza dell’Europa farsi carico di decine e decine di migliaia di disperati che ogni settimana giungono dal Nord Africa sulle nostre coste. Anche gli altri Paesi che si affacciano sul Mediterraneo devono fare la loro parte e, più un generale, servono risposte concrete e immediate da parte dell’Unione europea in merito alla gestione di un’emergenza che nei mesi estivi sarà sempre più drammatica.
L’Ue non può limitarsi a concorrere al giusto e doveroso salvataggio di vite umane, ma deve adoperarsi per gestire il post, per coinvolgere tutti i Paesi comunitari, per bloccare le partenze negli Stati di origine, così come riuscì a fare il presidente Silvio Berlusconi negli anni dei governi del centrodestra in Italia.Già nei mesi scorsi avevamo chiesto chiarezza sul ruolo delle Organizzazioni non governative e sulla loro ‘mission’, alcune volte portata a termine con opacità e zero trasparenza. Occorre un approfondimento, serve fare chiarezza una volta per tutte per estirpare possibili connivenze tra Ong e mercanti di esseri umani. Stop lassismo, stop buonismo. Pretendiamo risposte immediate dall’Europa. Il governo non arretri di un millimetro e difenda l’Italia e i cittadini italiani”.

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Forze dell’ordine: “Impensabile procedere alla chiusura dei presidi sul territorio”

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 giugno 2017

volanti-polizia-di-stato“L’ultimo sondaggio che vede ancora una volta le Forze dell’Ordine al primo posto nella classifica di gradimento delle Istituzioni da parte dei cittadini fornisce per l’ennesima volta una visione chiara e incontrovertibile di quali siano i sentimenti e i bisogni degli italiani. Una fiducia, la loro nei nostri confronti, dettata dal forte desiderio di sicurezza da una parte, e dalla concreta percezione della vicinanza di donne e uomini in divisa dall’altra, anche a fronte delle nuove minacce che aleggiano in questo momento storico. Il sempre vincente e attuale modello di Polizia di prossimità continua a dare i suoi ottimi frutti, non solo in termini di efficienza e di risultati operativi, ma anche e soprattutto di percezione della sicurezza da parte dei cittadini, e questo nonostante le carenze con cui ancora purtroppo facciamo i conti. Ecco allora che appare ancora più impensabile l’idea di procedere all’ulteriore taglio di presidi sul territorio, perché non c’è necessità di riduzione di spesa che valga la compressione del sacrosanto diritto della gente di vederci accanto a sé ogni giorno, in ogni angolo del Paese”.
Lo afferma Domenico Pianese, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, commentando i risultati dell’ultima ricerca che rivela come gli italiani pongano le Forze dell’Ordine al primo posto nella classifica di apprezzamento e fiducia nelle Istituzioni. “Per l’ennesima volta ribadiamo la nostra ferma opposizione ad ogni paventato ulteriore ridimensionamento di uffici e servizi sul territorio – conclude Pianese -, perché la sicurezza non può essere considerata un costo da abbattere, ma è un investimento irrinunciabile per uno Stato chiamato a fronteggiare sfide vecchie e nuove che necessitano di ogni ulteriore sforzo possibile in difesa della vita democratica e della legalità”.

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Orari chiusure negozi

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

negozioFeste, ponti e negozi. Un incubo per alcuni sindacati che non hanno mai voluto digerire la legge che consente agli esercizi commerciali di stare aperti quando lo vogliono. L’ultima spiaggia e’ lo sciopero proclamato nei giorni canonici, sciopero a cui i lavoratori sembra che non aderiscano, visto che quei negozi che hanno deciso di stare aperti, lo sono. Ricordiamo che se si dovesse dare retta a chi perora la chiusura obbligatoria, nei giorni cosiddetti festivi non ci dovrebbero essere treni, aerei, ristoranti, ospedali, forze dell’ordine, bar, servizi energetici e telefonici… e chi ne ha piu’ ne metta. Ma forse per qualcuno esistono lavoratori di serie A e quelli di serie B… lasciamo perdere, crediamo che il concetto sia chiaro. Oggi vogliamo invece soffermarci su una pubblicita’ che definiamo brutta, demagogica, finta e violentemente ideologica. E’ quella della Unicoop Firenze. Una pagina intera di giornale su sfondo tricolore nazionale con scritto: 25 Aprile 2017, Festa della Liberazione, Chiusi per scelta; e la loro firma. A parte il costo di una pagina intera di giornale che -crediamo- i consumatori avrebbero piu’ gradito se questi soldi fossero serviti a far costare meno i loro prodotti al dettaglio… ma ognuno sceglie cosa fare dei propri soldi, aspettandosi anche le critiche, speriamo. Quello che ci ha colpito e’ lo slogan “chiusi per scelta”. Lo comprendiamo dal loro punto di vista, ma noi abbiamo un’altra visione del concetto di festa, a maggior ragione quando si tratta di ricordare la liberazione del nostro Paese dal giogo nazi-fascista. Per noi festa civica e’ stare insieme alle persone care, e chi di piu’ caro -per una festa del genere- dei compagni, degli amici, delle persone che ci hanno aiutato a diventare una delle piu’ importanti democrazie del mondo, magari ben lontani dalle fanfare e dalle corone mortuarie, con tutti impettiti, delle celebrazioni ufficiali? E dove le incontriamo queste persone se non nei luoghi della nostra vita comunitaria, che si svolge molto nei centri commerciali? O forse -per restare nelle tipologia “comunista di un tempo che fu”- le persone con cui festeggiare si incontrano solo alla casa del popolo, dove tra l’altro i servizi -inclusi ristoranti e bar- sono garantiti da persone che stanno lavorando durante un giorno festivo… e forse quelli che lavorano per la casa del popolo non sono lavoratori come i dipendenti di un centro commerciale? C’e’ qualcosa che non torna. Perche’ non far diventare i centri commerciali buona occasione di incontro anche per il 25 aprile, per ricordarlo, festeggiarlo, farlo conoscere, divertirsi cosi’ come spesso fatto quasi tutti i consumatori che frequentano questi luoghi? No, la scelta di Unicoop e’ un’altra: e’, per l’appunto “chiusi per scelta”, Cioe’ chiusi alla comunicazione, all’informazione, all’incontro secondo i canoni vigenti del cittadino medio consumatore.Comunque, ognuno fa come crede. Anche per farsi male: politicamente ed economicamente, a nostro avviso. Noi non proclamiamo lo sciopero contro Unicoop, come fanno i sindacati loro amici contro i negozi che tengono aperte le serrande. E con calma, senza corsa, con piu’ tempo a disposizione per meglio scegliere e capire le offerte, si va a fare spese altrove. Grazie a chi ha scelto di aprire e farci godere un 25 aprile che e’ anche fatto di piu’ tempo per se’ stessi e per vivere meglio. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Le liberalizzazioni sfrenate ci stanno impoverendo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 19 aprile 2017

luigi di maiodi Luigi Di Maio. Non è solo una questione economica. Ma di serenità familiare e di felicità personale. In questi giorni si discute degli orari di lavoro dei dipendenti dei centri commerciali, ed è giusto ricordare che anche i commercianti delle città italiane insieme ai loro dipendenti ormai sono costretti ad inseguire questo ritmo forsennato di lavoro, dettato dai megastore. Con l’eliminazione degli orari di chiusura degli esercizi commerciali ad opera di Monti e del Pd, si sono messe in competizione piccole botteghe e grandi centri commerciali, ognuno può restare aperto quanto vuole, scatenando una concorrenza al ribasso che ha ottenuto come unico risultato lo sfaldamento del nucleo familiare del negoziante e dei dipendenti, lontani dalla famiglia 7 giorni su 7.L’effetto sugli incassi è stato praticamente nullo, si sono spalmati gli stessi introiti su 7 giorni. Ma la qualità della loro vita è ulteriormente precipitata.Il Movimento 5 Stelle tre anni fa, ha fatto approvare alla Camera una Legge – a prima firma Michele Dell’Orco, sugli orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali, che cerca di ridare dignità a dipendenti ed esercenti.Una Legge promossa addirittura dalla Conferenza Episcopale Italiana e che istituisce giorni obbligatori di chiusura a settimana, riavvicinandosi a quello che accadeva prima. Il Partito Democratico la tiene bloccata al Senato e non ci permette di approvarla definitivamente.Le liberalizzazioni sfrenate hanno fallito, dovevano essere il volano dell’economia, ci stanno rendendo addirittura più poveri: i livelli di povertà relativa aumentano tra coloro che lavorano (sembra un paradosso) e tra questi ci sono tanti dipendenti dei centri commerciali e degli esercizi commerciali.
Al dibattito sul tema degli orari di apertura e chiusura, va anche affiancato il tema dell’e-commerce. E’ inutile finger di non vedere, presto la vendita online renderà questi megacentri commerciali sempre più inutili, e i loro dipendenti indirizzati verso altre mansioni, tra cui la consegna a domicilio. Il Senato approvi quanto prima la Legge Dell’Orco. Ricominciamo a mettere al centro delle politiche pubbliche la persona, non queste fallimentari teorie di mercato. (fonte il blog di 5 stelle)

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Sicilia Musumeci: “Una vergogna i parchi e i musei chiusi per Natale e Capodanno”

Posted by fidest press agency su domenica, 18 dicembre 2016

sicilia-regione-default-120718100156_big“A Natale e Capodanno in Sicilia tutti i Musei e i Parchi archeologici regionali saranno chiusi, tranne il Parco della Valle dei Templi di Agrigento e il Teatro antico di Taormina. Perché? Perché sono gli unici due siti dove è stata applicata la legge 20 del 2000 (la cosiddetta legge Granata) e quindi Istituiti i Parchi archeologici autonomi. Giudico scandalosa la condotta del governo regionale che continua a ritardare ancora nella sua piena applicazione”. Lo dichiara il deputato dell’opposizione e leader di “Diventerà Bellissima”, Nello Musumeci, secondo il quale si tratta di “una legge regionale sul Patrimonio culturale d’avanguardia ma applicata solo in minima parte, con l’alibi della mancata ricostituzione del Consiglio regionale dei Beni culturali sul quale il Governo, nonostante la riduzione dei suoi componenti, non riesce a procedere a causa dei contrasti nella maggioranza”. “Si blocca così la prevista autonomia finanziaria dei Parchi (estensibile anche ai musei) – spiega ancora Musumeci – che ne determina la scandalosa chiusura a Natale e Capodanno con un enorme danno di immagine verso gli stranieri presenti nell’Isola e di mancato introito, tenuto conto della tradizionale, massiccia presenza di turisti e visitatori nelle principali località turistiche siciliane”. Nel recente passato – conclude Nello Musumeci – la Sicilia è stata avanguardia nella legislazione sul Patrimonio culturale, ma la pochezza del governo Crocetta è oramai imbarazzante e non può più essere tollerata. Si costituisca immediatamente il Consiglio regionale dei beni culturali, lo si convochi e si approvi al più presto il sistema dei Parchi archeologici con autonomia finanziaria e organizzativa, al fine di assicurarne la piena e doverosa valorizzazione”.

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Addio alla German Air Force dall’Aeroporto militare di Decimomannu

Posted by fidest press agency su venerdì, 16 dicembre 2016

decimomannu1Decimomannu. Ieri si è chiuso un libro di storia. La German Air Force lascia definitivamente dopo 60 anni l’aeroporto militare di Decimomannu in Sardegna. Da una parte il processo di razionalizzazione interno alle forze armate tedesche, dall’altra l’aumento del periodo di chiusura dei poligoni sardi sancito da un accordo tra il Sottosegretario alla Difesa Domenico Rossi e il Presidente della regione Sardegna Francesco Pigliaru nel gennaio del 2015 hanno portato ad una necessaria revisione dei piani di collaborazione tra l’Aeronautica Italiana e quella tedesca e ad un graduale ridimensionamento dell’impegno in terra sarda che si è concluso oggi con il ripiegamento della bandiera tedesca che spicca definitivamente il decimomannu-1volo dall’isola. Alla presenza dei rispettivi capi di Stato Maggiore, autorità, sindaci, rappresentanze militari e civili si guarda con un filo di malinconia al passato ma con ottimismo al futuro della base di Decimomannu. Progetti, idee e volontà politiche sono gli elementi emersi quest’oggi. Che ruolo voglia giocare la regione Sardegna resta un elemento ancora mancante ma urgente. Il tempo dei tentennamenti è finito. Servono risposte non più rinviabili per l’avvenire di tutti i lavoratori civili, militari e per le migliaia di famiglie che popolano la Sardegna e che senza un piano strategico di impiego delle basi rischierebbero seriamente il posto di lavoro. (Lo dichiara il Delegato del Cocer Interforze Antonsergio Belfiori) (foto: Decimomannu)

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Rom: chiudere i campi fatiscenti

Posted by fidest press agency su domenica, 17 luglio 2016

Catania. «Il rogo che ieri ha coinvolto il campo rom di Zia Lisa alla periferia di Catania ha drammaticamente acceso, ancora una volta, i riflettori della pubblica opinione sulla problematica presenza delle comunità nomadi nell’Isola e sulla fatiscenza dei loro insediamenti. L’Italia e la Sicilia sono in prima fila nelle politiche di accoglienza, ma tutto deve avvenire in una cornice di regole precise cui tutti lororom devono uniformarsi. Non è tollerabile sopportare la esistenza di un campo nel quale le condizioni minime di vita, di igiene e di sicurezza non sono rispettate, così come non è tollerabile sapere che gran parte di loro vive di attività illegali. Cosa intendono fare il Comune di Catania e la Prefettura? Ciascuno, nelle proprie diverse responsabilità, deve assumere una concreta iniziativa». Lo ha dichiarato il presidente della Commissione Antimafia dell’Ars, Nello Musumeci.
Secondo il parlamentare siciliano, «il tema annoso e insoluto dei campi rom coinvolge decine di Comuni nell’Isola. Ce ne ricordiamo quando accadono eventi tristi o quando se ne occupano i mass media. Noi riteniamo, invece, che il fenomeno vada affrontato senza giustizialismo e senza buonismo, tenendo conto che quasi sempre la convivenza dei rom con la popolazione locale produce insofferenza, a volte difficile da gestire. Il governo regionale deve costituire assieme all’Anci e al coordinamento delle Prefetture, prima dell’arrivo dell’autunno, un tavolo di lavoro che assegni funzioni e compiti precisi a ciascun soggetto istituzionale e che proceda, anzitutto, al primo vero censimento della popolazione nomade in Sicilia, presupposto essenziale per conoscere le dimensioni del fenomeno e per approntare i necessari provvedimenti».

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Chiusura spazio aereo a Roma

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 aprile 2016

aeroporto-romaRoma primo maggio. “La chiusura dalle 14 alle 24 dello spazio aereo decisa a Roma per il Primo maggio è senza precedenti, come sottolineano i parlamentari democratici Michele Anzaldi, Bruno Astorre e Claudio Moscardelli. Troppe ore di stop ai voli commerciali non di linea, con conseguenti cancellazioni e richieste di risarcimento, rappresentano un forte deterrente per il turismo e alimentano il fenomeno della fuga di molte aziende dal nostro paese. Ci domandiamo: esistono allarmi specifici per la sicurezza? Il Parlamento verifichi.” Lo dichiara, in una nota, il senatore del Pd Francesco Scalia, Segretario della Commissione Industria a Palazzo Madama.

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Yemen: si intensificano gli attacchi aerei a Sana’a, l’ospedale principale rischia la chiusura

Posted by fidest press agency su martedì, 1 settembre 2015

YemenL’ospedale principale di Sana’a, Al Sabeen Hospital, rischia la chiusura per mancanza di forniture mediche, mettendo a rischio la vita di tre milioni di yemeniti, molti dei quali bambini. E’ quanto ha appreso Save the Children dallo staff della struttura, che potrebbe chiudere tra 48 ore per mancanza di carburante e di forniture mediche a seguito dell’intensificarsi degli attacchi aerei su Sana’a da parte della coalizione guidata dai sauditi.L’ospedale, sostenuto da Save the Children, è la principale struttura sanitaria della zona per i bambini e le donne incinta. Prima della crisi faceva affidamento sul porto di Hodeida per il 90% delle forniture, ma dall’inizio del blocco de-facto le importazioni sono ormai prosciugate.Come racconta il vice direttore di Al Sabeen Hospital, Halel Al Bahri, sono rimasti senza anestetici, test per le trasfusioni, Valium per le crisi epilettiche e preparati alimentari per i trattare bambini malnutriti. Sono stati costretti a ricorrere a carburante proveniente dal mercato nero per far funzionare i generatori elettrici per altri due giorni. Se saranno obbligati a chiudere, centinaia di bambini attualmente ricoverati non riceveranno più le cure. “Ci stiamo coordinando con altri ospedali della città dividendoci i nostri stock in modo che ognuno abbia un po’ di tutto”, ha sottolineato Al Bahri. “Ma ormai siamo agli sgoccioli e non abbiamo abbastanza materiale per andare avanti.” “La situazione è molto critica. Non abbiamo più tempo per aspettare rifornimenti e carburante. Se questo ospedale chiude moriranno molte più donne e bambini di quanti restano uccisi dalle bombe e negli scontri armati”.
In Yemen, 15,2 milioni di persone non hanno accesso all’assistenza sanitaria di base, in aumento del 40% rispetto al mese di marzo. Da marzo ad oggi i ricoveri per malnutrizione sono aumentati del 150% e si stima che entro la fine dell’anno oltre di mezzo milione di bambini ne soffriranno. “I civili stanno pagando il prezzo della guerra in Yemen, che nel giro di cinque mesi ha portato il paese ad una devastante crisi umanitaria”, dichiara Edward Santiago, direttore di Save the Children in Yemen. “Con l’ondata di violenza e il blocco de-facto stiamo lottando per ottenere aiuti sufficienti per chi ne ha più bisogno. La chiusura dell’ospedale sarebbe davvero devastante per i bambini di Sana’a e per le aree circostanti, e questa è solo la punta dell’iceberg. E’ fondamentale che medicine, forniture e carburante possano entrare nel paese, in caso contrario il numero di bambini che moriranno per malattie altrimenti curabili non potrà che aumentare.”

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No chiusura Corti d’appello in Sicilia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 aprile 2015

sicilia-regione-default-120718100156_bigL’Assemblea regionale siciliana ha detto no alla paventata soppressione di Corti d’Appello in Sicilia da parte del governo nazionale, votando alla unanimità oggi pomeriggio la mozione della Commissione regionale Antimafia. “Suscita nell’Isola seria preoccupazione e allarme la previsione del governo Renzi e dimostra la totale incomprensione delle specificità e caratteristiche del territorio siciliano – ha dichiarato il presidente dell’Antimafia Nello Musumeci, illustrando la mozione. “Il progetto di revisione del ministro della Giustizia, peraltro, non fa cenno della specificità dei bacini di utenza che, in una Regione come la Sicilia, soffre di un grave deficit infrastrutturale cronico, come tristemente dimostra la cronaca di questi giorni. Qualcuno – ha aggiunto Musumeci -dovrebbe spiegare al ministro che la chiusura di due o solo una Corte d’Appello nella nostra Isola (le più a rischio sono quelle di Caltanissetta e Messina) non sarebbe una mera sottrazione aritmetica ma l’abbattimento di un presidio del servizio di giustizia, anche per l’impatto della criminalità organizzata per la conseguente soppressione degli uffici Dia e della Dda.”

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Chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 marzo 2015

ospedale-psichiatrico-giudiziario“Con la chiusura degli ospedali psichiatrico giudiziari si chiude anche una brutta pagina che riguarda sia l’amministrazione della giustizia che la psichiatria italiana. Abbiamo tutti negli occhi le immagini di profondo degrado degli ospedali giudiziari trasmesse con insistenza nei telegiornali e apparse in più di una inchiesta televisiva, fino a confluire in un docu-video di drammatica efficacia. Quelle immagini sono state il segno tangibile della indifferenza e della cattiva gestione della cosa pubblica, quando invece di farsi carico delle situazioni umanamente più fragili, le abbandona alla sciatteria di chi invece di prendersene cura, li punisce doppiamente come malati e come carcerati”. A dirlo è Paola Binetti, deputato del Gruppo Area Popolare (Ncd-Udc).
“Ben venga quindi – continua Binetti – la effettiva chiusura degli opg dopo i falsi annunci degli ultimi anni. Ma non possiamo sottovalutare che il problema non è solo chiudere gli opg ma prendersi cura di queste persone cercando di risolvere il dilemma: se e in che misura la malattia mentale sopprime la capacità di rendersi conto delle conseguenze delle proprie azioni, del danno che si fa ad altri, delle sofferenze che si occasionano alla società nel suo insieme. E’ mancato in questi anni un dibattito serio proprio su alcuni dei temi cruciali della psichiatria e il precipitare dell’aereo tedesco di pochi giorni fa ci restituisce la sensazione del mistero per cui il gesto di una persona con un malessere psichiatrico già documentato fa precipitare, in senso letterale, tanta gente nella follia incontenibile ed irreversibile di una morte inattesa”.E conclude: “chiudere gli opg e contestualmente riaprire un dibattito forte e scientificamente fondato sulla salute mentale e sulla malattia mentale, al di là delle ideologie, può essere un passo avanti importante sul piano del rispetto della dignità delle persone, purché si ricordi che la peculiarità di queste persone, la loro e la nostra vera sofferenza, sta proprio nella fragilità della capacità di valutare le conseguenze delle loro azioni. Servono investimenti seri sul piano della ricerca scientifica e sul piano dell’assistenza e della cura di queste persone, anche per garantire la loro e la nostra sicurezza; la loro e la nostra libertà. Dobbiamo tornare ad investire in un piano per la psichiatria, non solo ospedaliera, ma anche e soprattutto territoriale forte e deciso; un piano obiettivo che non ignori quanto e come sia difficile per la società sottrarsi alla follia lucida di persone, che magari cercano anche nella spettacolarità dei loro gesti di dare una risposta di senso alla propria vita. Più assistenza significa più risorse, più professionisti impegnati sul campo, psichiatri, psicologi, educatori, tecnici ed infermieri specializzati, strutture di accoglienza anche sotto forma di case-famiglia assistite, social day hospital. Tutto quanto può servire alla persona malata, colpevole di danni arrecati ad altri, ma anche al tessuto sociale in cui sono inseriti”.

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Liberalizzazioni, le parafarmacie non chiudono

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 marzo 2012

Giudizio «nel complesso positivo» al Dl sulle Liberalizzazioni approvato dal Parlamento delle parafarmacie il cui Forum, in una nota, annuncia che il 29 marzo rimarranno aperte «le 4 mila parafarmacie italiane che si impegnano, ove necessario, a sostituirsi alle farmacie per il tempo che queste rimarranno chiuse». «Sebbene il nostro obiettivo resta la vendita della fascia C, senza ombra di dubbio il decreto, che a breve diverrà legge dello stato, è un primo passo verso una più adeguata distribuzione del farmaco, e assegna alle parafarmacie e ai farmacisti che vi operano la dignità professionale a lungo negata» commenta il presidente del Forum nazionale delle Parafarmacie, Giuseppe Scioscia. «Il decreto liberalizzazioni nel suo complesso produrrà effetti, sia pure non immediati, sulla crescita economica aumentando la concorrenza e garantendo una vita più facile alle imprese. Non sarà dunque lo sciopero contro il provvedimento indetto da Federfarma a stoppare questa salutare boccata di ossigeno», conclude Scioscia. (fonte frmacista33)

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Chiudere gli ospedali psichiatrici giudiziari

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 marzo 2012

Roma Venerdì 16 Marzo 2012 Santa Maria della Pietà. Sala Basaglia.
9.00 Introduzione Gianfranco Palma (DSM RM E) e Giuseppe Ducci (PreSaM e DSM RM E)
9.15-11.45 Chairman Alessandro Grispini (PreSaM e DSM RM E)Dipartimento di Salute Mentale e superamento della psichiatria penitenziaria: problematiche cliniche e psichiatrico-forensi derivanti dal DPCM 1.4.2008 e dal Decreto Legge 22 Dicembre 2011, n. 211, recante interventi urgenti per il contrasto della tensione detentiva determinata dal sovraffollamento delle carceri, convertito in legge il 14.2.2012.
Stefano Ferracuti (Università di Roma) Le iniziative della Commissione del Senato in tema di OPG e i cambiamenti determinati dal DL 211. Ignazio Marino (Senato della Repubblica) Verrà proiettato anche un breve video girato in occasione dei sopralluoghi della Commissione presso gli OPG italiani. La valutazione della psicopatia con la Hare Psychopathy Check List-Revised (PCL-R). Vincenzo Caretti (Università di Palermo)
12.00-13.30 Presentazione del libro “Matti in libertà” (Editori Riuniti, 2011) di Maria Antonietta Farina Coscioni (Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati). Intervengono: Pompeo Martelli (Centro Studi e Ricerche ASL RM E) e Gianluigi Di Cesare (PreSaM e DSM RM E)
14.30-16.30 Chairman Giuseppe Ducci (PreSaM e DSM RM E) Pericolosità sociale: tra paradigma sanitario e paradigma giuridico. Implicazioni organizzative. Gianfranco Rivellini (OPG Castiglione delle Stiviere)
La situazione del Lazio: quali sono gli interventi irrinunciabili? Gianfranco Palma (DSM RM E)

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Migliaia di farmacie a rischio chiusura

Posted by fidest press agency su sabato, 10 marzo 2012

Saranno «migliaia le farmacie che chiuderanno a causa del comma 17 dell’articolo 11 del Decreto Salva Italia in attesa di approvazione alla Camera e già licenziato dal Senato, che così recita: “la direzione della farmacia privata può essere mantenuta fino al raggiungimento del requisito di età pensionabile da parte del farmacista iscritto all’albo professionale”». Lo denuncia il Movimento spontaneo farmacisti italiani (Msfi), definendo «fuorviante» l’interpretazione data da Federfarma a tale norma. «Questa norma destabilizzante per tutto il sistema farmaceutico» afferma Msfi «è stata inserita all’ultimo momento senza averne valutato i devastanti effetti e senza trovare la giusta resistenza da parte dell’unico sindacato di categoria, che a nostro avviso ha diramato una circolare fuorviante per tutti quei farmacisti, quasi quattromila, che si vedranno togliere la direzione della farmacia per raggiunti limiti di età, 65 anni, e saranno costretti a chiudere». Federfarma sostiene, rileva Msfi, che «la norma in oggetto non si applica alla conduzione imprenditoriale economica e professionale del titolare di farmacia privata, che è da tenere distinta dalla “direzione della farmacia”. Pertanto, il titolare della farmacia non è obbligato a lasciare la conduzione imprenditoriale economica e professionale della farmacia al raggiungimento dell’età pensionabile». Affermazioni «fuorvianti, in quanto illudono il titolare di farmacia che nulla accade; ma essendo il suo ruolo, in quanto titolare di impresa individuale, imprescindibile dalla direzione della farmacia, e non potendo più esercitare quest’ultima, questi farmacisti saranno costretti a chiudere». «Riteniamo questa norma di dubbia costituzionalità, e stiamo valutando» conclude Msfi «la possibilità di chiedere un intervento del Presidente della Repubblica affinché non firmi la legge».(fonte farmacista33)

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