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Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista.A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua piena attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che appartiene alla nostra epoca, l’epoca della fine dell’etica del lavoro e della fiducia nel progresso sociale. Il narcisista, che ne emerge, non è un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io, ma un essere perseguitato dall’ansia, tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive, perciò, in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti, ma nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. Vive, così, in un mondo dell’eterno presente che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, un mondo che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico dell’etica del lavoro è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo che permea a tal punto la società contemporanea che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a sopravvivenze di tradizioni locali e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di «una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibri Pagine: 304 Tradotto da: Marina Bocconcelli Prezzo ebook: €9,99
Prezzo cartaceo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista.A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua piena attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che appartiene alla nostra epoca, l’epoca della fine dell’etica del lavoro e della fiducia nel progresso sociale. Il narcisista, che ne emerge, non è un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io, ma un essere perseguitato dall’ansia, tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive, perciò, in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti, ma nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. Vive, così, in un mondo dell’eterno presente che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, un mondo che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico dell’etica del lavoro è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo che permea a tal punto la società contemporanea che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a sopravvivenze di tradizioni locali e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di «una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibri Pagine: 304 Tradotto da: Marina Bocconcelli Prezzo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Libro. Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su martedì, 3 marzo 2020

Alla fine degli anni Settanta, dopo aver pubblicato una serie di libri dedicati alla crisi del liberalismo americano, Christopher Lasch dà alle stampe La cultura del narcisismo, l’opera che annuncia il tramonto dell’uomo economico, l’uomo che, con la sua fiducia nell’etica del lavoro e nel progresso sociale, aveva caratterizzato la modernità, e l’avvento di un nuovo tipo di uomo: il narcisista. A distanza di più di quarant’anni dalla sua pubblicazione, il libro non soltanto non cessa di parlarci, ma svela forse soltanto ora la sua estrema attualità. Mescolando analisi psicologica, sociologica, letteraria e filosofica, Lasch ritrae l’uomo che è tra noi, che, anzi, siamo noi oggi. Non, come un’interpretazione approssimativa vuole, un mero egoista in preda a uno stato mentale per cui il mondo non è altro che lo specchio dell’Io. Il narcisista, quale noi siamo oggi, è un uomo perseguitato dall’ansia, dunque tutt’altro che pago di sé. Esige una gratificazione immediata e vive in uno stato di inquietudine e di insoddisfazione perenne. Superficialmente tollerante, è in realtà privo di ogni solidarietà di gruppo e vede in ciascuno un rivale con cui competere. Si ritiene affrancato dai tabù, e non ha tuttavia alcuna serenità sessuale. Loda il rispetto delle norme e dei regolamenti nella segreta convinzione che non si applichino nei suoi confronti. Non ha interesse per il futuro, e nemmeno per il passato, che gli appare come un insieme di modelli superati, con mode e atteggiamenti antiquati. In virtù di questo, vive in un mondo che rispecchia pienamente la miseria della sua vita interiore, una società che fa della nostalgia «un prodotto commerciale del mercato culturale» e che «rifiuta immediatamente l’idea che in passato la vita fosse, per certi aspetti rilevanti, migliore di quella d’oggi». L’uomo economico è stato, insomma, sostituito da un tipo d’uomo che presenta tutti i tratti di un narcisismo patologico, un narcisismo a tal punto inarrestabile che l’unica speranza sembrerebbe quella di riuscire a sopravvivere al suo crollo. Per Lasch, tuttavia, la volontà di costruire un mondo migliore non è affatto estinta. Continua a sussistere insieme a «sopravvivenze di tradizioni locali, di self-help e iniziative collettive che hanno solo bisogno della prospettiva di una nuova società, una società decente, per riconquistare nuovo vigore».Collana: I Colibrì Pagine: 304 Traduzione dall’inglese di Marina Bocconcelli Prezzo: €18,00 Neri Pozza Editore.
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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Libro. Christopher Lasch: La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su martedì, 4 febbraio 2020

In questo saggio corrosivo Christopher Lasch esamina le manifestazioni ideologiche e pratiche di un individualismo esasperato che si diffonde a livello di massa e impregna stili e comportamenti della vita quotidiana. Lo scenario è l’America degli anni Settanta, una società che assiste al declino dei valori che avevano nutrito il suo vitalismo ottimista. Ma gli Stati Uniti rappresentano ancora una volta un modello cui vanno conformandosi i paesi sviluppati dell’Occidente: nell’inversione di tendenza della cultura americana risulta facile riconoscere molti dei tratti che qualificano il nostro contesto sociale.
Con continui slittamenti dalla fenomenologia del costume alla storia, dalla letteratura alla psicologia, Lasch argomenta con sferzante vivacità il rifiuto di ogni forma politica e la deriva narcisistica a cui hanno concorso i fallimenti dell’ideologia liberale da un lato e la massificazione degli slogans controculturali del permissivismo e dell’antiautoritarismo dall’altro. Un’attualissima, suggestiva e provocatoria critica della società. Pagine: 304 Traduzione dall’inglese di Marina Bocconcelli Prezzo: €18,00
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018). Neri Pozza editore)

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CHRISTOPHER LASCH, La cultura del narcisismo

Posted by fidest press agency su sabato, 14 dicembre 2019

In questo saggio corrosivo Christopher Lasch esamina le manifestazioni ideologiche e pratiche di un individualismo esasperato che si diffonde a livello di massa e impregna stili e comportamenti della vita quotidiana. Lo scenario è l’America degli anni Settanta, una società che assiste al declino dei valori che avevano nutrito il suo vitalismo ottimista. Ma gli Stati Uniti rappresentano ancora una volta un modello cui vanno conformandosi i paesi sviluppati dell’Occidente: nell’inversione di tendenza della cultura americana risulta facile riconoscere molti dei tratti che qualificano il nostro contesto sociale.
Con continui slittamenti dalla fenomenologia del costume alla storia, dalla letteratura alla psicologia, Lasch argomenta con sferzante vivacità il rifiuto di ogni forma politica e la deriva narcisistica a cui hanno concorso i fallimenti dell’ideologia liberale da un lato e la massificazione degli slogans controculturali del permissivismo e dell’antiautoritarismo dall’altro. Un’attualissima, suggestiva e provocatoria critica della società.Traduzione dall’inglese di Marina Bocconcelli Euro 18,00 304 pagine Neri Pozza editore
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo (Neri Pozza, 2018).

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CHRISTOPHER LASCH, Rifugio in un mondo senza cuore

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 ottobre 2019

Apparso per la prima volta nel 1977, questo libro, che affronta la disgregazione della vita familiare nella società contemporanea, fu accolto dalle recensioni entusiastiche della stampa di destra e dalla disapprovazione aperta degli ambienti della sinistra radicale, dai quali Christopher Lasch pure proveniva.
Per i primi, l’opera costituiva «una vivace difesa dei valori tradizionali» che, una volta fatta astrazione dalle «sciocchezze marxiste» che la puntellavano, ne faceva un «libro meravigliosamente reazionario». Per i secondi, l’opera mirava semplicemente a restaurare «la famiglia borghese», responsabile per eccellenza delle ingiustizie inflitte alle donne.
Nell’introduzione all’edizione tascabile del volume, apparsa nel 1978, Lasch non mancò di sottolineare l’assoluta incomprensione del testo che è alla base di simili interpretazioni, mostrando in primo luogo come la cosiddetta controcultura degli anni Sessanta fosse soltanto «un’immagine speculare del capitalismo consumistico» e come le legittime istanze del movimento femminista dovessero essere sostenute da una prospettiva, assai più radicale, di critica dell’organizzazione contemporanea del lavoro. La confutazione di queste interpretazioni è, tuttavia, contenuta nella maniera più chiara nello svolgimento dell’opera, dove destra e sinistra radicale appaiono soltanto in apparenza su posizioni opposte nell’interpretazione dell’origine della disgregazione della famiglia.
Per entrambe sono gli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso gli anni decisivi: magnifici i primi e catastrofici i secondi per la destra conservatrice, esattamente l’opposto per la sinistra radicale.
Lasch ha buon gioco nel mostrare come la lenta dissoluzione della famiglia abbia invece una storia più che secolare. La crisi dei divorzi, il femminismo e la rivoluzione giovanile iniziarono non con la fine dei «gloriosi» anni Cinquanta e l’avvento della cosiddetta «rivoluzione sessuale» nei Sessanta, ma… nell’Ottocento, con l’estensione della produzione industriale e del modello della «fabbrica» che si impadronirono di «attività un tempo delegate all’individuo o alla famiglia».
Libro insostituibile per comprendere le trasformazioni radicali del nostro tempo nei loro effetti sul singolo e sulla società, Rifugio in un mondo senza cuore è una di quelle opere che fa di Christopher Lasch non semplicemente un grande studioso, ma, come scrive Goffredo Fofi nello scritto che accompagna la presente edizione, un grande studioso militante che «ha capito più e prima di noi, e ci ha messo in guardia». Traduzione di Lucio Trevisan Euro 19,00 288 pagine. neri Pozza editore.
Christopher Lasch (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016), La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017), L’io minimo. Sopravvivenza psichica in tempi difficili (Neri Pozza, 2018) e La cultura del narcisismo (Neri Pozza, 2020).

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CHRISTOPHER LASCH: Rifugio in un mondo senza cuore

Posted by fidest press agency su sabato, 20 luglio 2019

La trama: Attraverso la ricostruzione storica della nascita della moderna famiglia borghese, l’autore porta alla luce le contraddizioni di una società che si era illusa di liberarsi, attraverso la negazione, dell’importanza delle relazioni familiari. La crisi della famiglia nella “società edonistica” si esprimerebbe nella diffusa affermazione di modelli di comportamento anafettivi ed egoistici. Lo studio critico delle teorie sulla famiglia elaborate nel nostro secolo evidenzierebbe come anche i nuovi modelli relazionali siano in realtà il frutto di un progetto generale di ordine costituito non meno repressivo del precedente.Traduzione dall’inglese di L. Trevisan Euro 17,00 230 pagine
CHRISTOPHER LASCH (1932-1994) è stato uno dei maggiori storici delle idee del Novecento. Tra le sue numerose opere ricordiamo: La cultura del narcisismo (Bompiani, 1981), Il paradiso in terra. Il progresso e la sua critica (Neri Pozza, 2016) La rivolta delle élite (Neri Pozza, 2017) e L’io minimo. Sopravvivenza psichica in tempi difficili (Neri pozza, 2018). Neri Pozza editore.

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