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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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“In Italy Festival 2019. Culture del cibo e dell’ospitalità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 maggio 2019

Perugia Dal 15 al 17 maggio a palazzo Gallenga. Si chiama “In Italy Festival 2019. Culture del cibo e dell’ospitalità”, l’evento presentato alla stampa a palazzo Gallenga dell’Università per Stranieri di Perugia, dalla prof.ssa Giuliana Grego Bolli, rettrice dell’Ateneo internazionale insieme al prof. Giovanni Capecchi, presidente del corso di laurea in Made in Italy, cibo e ospitalità (MICO), Mauro Cesaretti della Fondazione Cassa di Risparmio Perugia; Maurizio Beccafichi, nella doppia veste di rappresentante di Confcommercio Umbria e dell’Università dei Sapori; e Diego Furia, direttore regionale della Coldiretti Umbria. Si tratta della prima edizione di una tre giorni, a palazzo Gallenga dal 15 al 17 maggio, dedicata alle culture del cibo e dell’ospitalità. Una kermesse ricca e variegata di appuntamenti, tra lezioni, tavole rotonde, cooking show, presentazioni di libri, proiezioni di film, laboratori, workshop. “Questo festival – ha detto la rettrice Giuliana Grego Bolli – rappresenta una sinergia importante fra istituzioni che si occupano di formazione e il territorio con un obiettivo di una promozione reciproca. L’Umbria ha la fortuna di avere molte realtà vocate all’alta promozione che deve trovare con queste istituzioni, uno strumento di sviluppo che non è solo culturale, ma anche sociale ed economico. Credo che la Stranieri – ha aggiunto la rettrice – abbia da sempre svolto una funzione importante in questo cento anni di nostra storia che festeggeremo nel 2021. Questo palazzo per due giorni intensi sarà un luogo di incontro e di confronto, che conferma il ruolo che la Stranieri ha sempre avuto e vuole continuare ad avere: un Ateneo internazionale aperto all’approfondimento culturale e al dialogo”.Per Mauro Cesaretti della Fondazione della Fondazione Cassa di Risparmio Perugia si tratta “di un progetto condiviso da molte realtà non solo umbre ma anche su scala nazionale. La Fondazione non ha voluto far mancare il proprio sostegno a questo nuovo progetto della Stranieri. Siamo di fronte ad un esempio di sperimentazione e innovazione didattica che coniugando innovazione e tradizione cultura scientifica e cultura umanistica avesse tutte le caratteristiche per offrire il bagaglio formativo trasversale necessario per formare professionisti in grado di promuovere e valorizzare uno dei settori trainanti dell’economia italiana”.
Un progetto dalla duplice valenza secondo Diego Furia, direttore regionale della Coldiretti Umbria: “perché da una parte può formare professionisti che possono portare il vero Made in Italy nel mondo – ha affermato – e dall’altra formare e promuovere figure per diffonderlo nel nostro territorio. La nostra presenza in questo festival è significativa perché porta alla ribalta quello il made in Italy rappresenta come vetrina da diffondere e custodire”.
Maurizio Beccafichi, in veste di rappresentante di Confcommercio Umbria e dell’Università dei Sapori, ha ribadito l’importanza della condivisione fra realtà culturali innovative che promuovono idee brillanti e che le trasformano in concrete opportunità per gli studenti.
Il festival, in partnership con Coldiretti Umbria, Confcommercio Umbria e Università dei Sapori, è realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
L’Università per Stranieri di Perugia ha istituito un nuovo corso di laurea triennale su “Made in Italy, cibo e ospitalità” (MICO). Il corso, che è iniziato il 1° ottobre 2018, unisce due classi di laurea (Scienze del turismo e Scienze culture e politiche della gastronomia) ed è incentrato sul Made in Italy, con particolare attenzione a cibo, turismo e ospitalità. L’Università per Stranieri, che è nata per diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo, ha così aggiunto un nuovo tassello alla sua missione: quello di conoscere e raccontare l’Italia attraverso i suoi prodotti, il suo paesaggio, le sue eccellenze enogastronomiche. Strettamente collegato al corso MICO, nato in partnership con Coldiretti Umbria, Confcommercio per l’Italia e Università dei Sapori, è il progetto IN-ITALY: un festival dedicato alle culture del Made in Italy, del cibo e dell’ospitalità, con cadenza annuale, aperto a tutti e gratuito, realizzato grazie al sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. Tra gli eventi da non perdere si segnala quello di giovedì 16 maggio, alle 21.30, alla Sala Raffaello delll’ hotel Brufani, sul cibo e altre storie, un incontro con Simonetta Agnello Hornby; e quelli di Palazzo Gallenga di venerdi 17 maggio, (sala Goldoni, ore 16.30) con Allen J. Grieco, professore emerito dell’Harvard University Center of Italian Renaissance Studies – Villa I Tatti, (aula magna, ore 17.30); la “Storia dei sentimenti umani”, un incontro con Oscar Farinetti, fondatore di Eataly.

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“Abbandonare il sistema consumistico per riscoprire il vero valore del cibo”

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 dicembre 2018

“Le strategie di alcune corporation mondiali del cibo e un certo tipo di assetto capitalistico hanno prodotto un percorso di omologazione che annulla le differenze e hanno prodotto una massificazione dei consumi snaturando il valore del cibo”. A denunciarlo è Antonio Rosati, presidente di Arsial (Agenzia regionale per lo Sviluppo e Innovazione dell’Agricoltura del Lazio) intervenuto al convegno “Attorno al cibo per costruire dialogo, incontro, confronto e pace” organizzato a Roma in collaborazione con l’associazione di giornalismo ambientale Greenaccord Onlus.“Per fortuna da un decennio si sta diffondendo una nuova consapevolezza sull’importanza del cibo” aggiunge Rosati. Una tendenza che va aiutata in un modo ben preciso: difendendo il reddito degli agricoltori. “La grande sfida della sostenibilità ambientale passa per gli uomini che stanno materialmente sulle terre. Questo vuol dire consentirgli di vivere. Un discorso che vale per l’Italia ma anche per il resto del mondo. Dobbiamo imparare a mangiare di prossimità, con meno chimica, leggere le etichette, essere soggetti attivi. Scegliere cosa mangiare ogni giorno è un gesto politico che può aiutare a costruire un nuovo ordine sociale”.In tal senso essenziale il ruolo delle istituzioni pubbliche del territorio: “Essenziale fare politiche concrete per la difesa del reddito degli agricoltori, per diffondere i mercati contadini. E poi mano tesa per distribuire terre pubbliche, dando opportunità ai ragazzi per entrare in questa filiera, diffondere nell’opinione pubblica la consapevolezza che la possibilità di un mondo diverso passa per un cibo coltivato e consumato in un modo diverso”.

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Il Diritto al cibo è un pilastro fondamentale del diritto umano alla vita

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 ottobre 2018

Eppure come hanno denunciato alla FAO oltre 300 rappresentanti di 12 milioni di contadini, pescatori, comunità indigene a Roma per la celebrazione della Giornata mondiale del cibo, 821 milioni di persone nel 2017 hanno sofferto la fame o l’insicurezza alimentare. I Governi delle Nazioni Unite, tra cui l’Italia, pur essendosi impegnati a raggiungere entro il 2030, tra gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile (SDGs), quello della “Fame zero”, in realtà non stanno rispettando questa decisione. Il 2018, infatti, risulta essere il terzo anno consecutivo in cui il numero degli affamati nel mondo è cresciuto: dal 2016, quando se ne registrarono 804 milioni, ce ne sono 13 milioni in più.
Una tendenza negativa che sembra confermata, tanto che il Meccanismo della Società civile (Civil Society Mechanism – CSM), che la rappresenta all’interno del Comitato per la sicurezza alimentare (CFS), non solo indica il diritto umano al cibo come quello più violato al mondo nel 2018, ma denuncia anche un forte peggioramento a causa della restrizione degli spazi democratici e della repressione contro chi tenta di rivendicarlo o farlo rispettare. Anche in Italia il diritto al cibo non è scontato nel 2017, 1 milione e 778 mila famiglie (6,9% del totale), di cui fanno parte 5 milioni e 58 mila individui (l’8,4% del totale degli italiani residenti), si trovavano in condizione di povertà assoluta, secondo l’Istat. Due decimi di punto in più rispetto al 2016. Ci sono ancora 768 milioni di persone che non hanno a disposizione una fonte d’acqua potabile sicura e 185 milioni di persone costrette ad abbeverarsi alle fonti di superficie, come fiumi e laghi. Le politiche commerciali promosse in ambito dell’Organizzazione mondiale del Commercio (WTO), ma anche dall’Unione Europea in tutti i suoi trattati bilaterali, in primis il trattato di liberalizzazione commerciale con il Canada (CETA), antepongono gli interessi delle grandi aziende al diritto al cibo, alla salute e alla lotta contro i cambiamenti climatici che aggrava la crisi alimentare. A 14 anni dall’approvazione in ambito FAOdelle Linee guida per il Diritto al Cibo, il CSM ha presentato a Roma un Rapporto di monitoraggio della loro implementazione in tutto il mondo. Anche la società civile italiana vorrebbe portare avanti un’analisi condivisa su cosa succede nel Belpaese: per questo le associazioni italiane che partecipano ai lavori del CFS, come Action Aid, Terra Nuova, Crocevia, il Forum italiano dei Movimenti per l’acqua e la Campagna Stop TTIP italia con l’associazione Fairwatch e Attac Italia, hanno invitato alcuni rappresentanti dei movimenti per il Diritto al cibo e il Diritto all’acqua pubblica per descrivere i problemi aperti e presentare alcune raccomandazioni emerse nell’ambito del Forum in corso alla FAO.

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Nuovo corso di laurea in “Made in Italy, cibo e ospitalità”

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 luglio 2018

Perugia Lunedì 16 luglio, ore 11 Sala Goldoni – palazzo Gallenga. All’Università per Stranieri di Perugia sarà attivato il nuovo corso di laurea in Made in Italy, cibo e ospitalità. Il corso, nato da un progetto comune con Confcommercio e Coldiretti, è l’unico in Italia a fondere insieme il percorso e gli obiettivi formativi di due classi di laurea: Scienze del turismo e Scienze, culture e politiche della gastronomia. Attraverso l’interclasse, il corso intende offrire una formazione culturale riguardante il Made in Italy nel suo complesso e una formazione tecnico-pratica che consenta di operare nell’ambito delle imprese del made in Italy e nei settori del cibo, della gastronomia e dell’ospitalità.
I dettagli saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa in programma lunedì 16 luglio, alle ore 11, presso la Sala Goldoni di palazzo Gallenga. All’incontro interverranno, insieme al rettore, prof. Giovanni Paciullo, il prof. Giovanni Capecchi, presidente del nuovo corso di laurea; la professoressa Giovanna Zaganelli, direttore del Dipartimento di Scienze Umane e Sociali; Anna Rita Fioroni, presidente dell’Università dei Sapori; Vasco Gargaglia, direttore di Confcommercio Umbria; Diego Furia, direttore di Coldiretti; Albano Agabiti, presidente di Coldiretti Umbria. Saranno, inoltre, presenti rappresentanti ed esponenti del mondo della scuola, e dell’imprenditoria umbra.

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Girolio d’Italia celebra l’Anno del Cibo

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2018

Lecce. “La tappa di Girolio della Puglia è stata voluta nel Salento, in un momento di indubbia difficoltà del settore, per mettere al centro della discussione il valore dell’olivicoltura nel nostro territorio. È evidente, infatti, che l’agricoltura e la coltura dell’olivo rappresentano un tratto essenziale della nostra economia che va sostenuta in modo competitivo ed imprenditoriale – ha dichiarato il sindaco di Caprarica di Lecce Paolo Greco – Il nostro territorio necessita di una riflessione collettiva sulle potenzialità ed opportunità turistiche e paesaggistiche e su quanto esse si leghino indissolubilmente alla vocazione agricola del nostro territorio”.
Dal 25 al 29 aprile è previsto un ricco programma di eventi: fiere dedicate all’olio e ai prodotti tipici, degustazioni, visite a parchi e frantoi ipogei, concerti, show cooking, mostre, presentazioni di libri e perfromance teatrali. Nella giornata di apertura – il 25 aprile – nell’atrio del Comune, sarà allestita la mostra dell’artista Oronzo De Matteis, contemporaneamente il centro storico ospiterà “FERA una volta”, uno spazio dedicato al cibo e all’artigianato con stand delle Città dell’Olio, area degustazioni a cura “Oltregusto” e “Per…Bacco” ed iniziative speciali come la gara di campanelli ed ai tradizionali fischietti e lo spettacolo equestre a cura di Equi-Salento.
Nel cortile del Palazzo Baronale si terranno le performance teatrali a cura del Fondo Verri, la rassegna di poesia per bambini Voci D’Ulivo- Premio A. Verri, la mostra di scultura di Marjan Asadi e le visite guidate ai frantoi ipogei a cura di Terracunta. In Via Madonna del Carmine si potrà assistere alla performance artistica e pittorica ispirata ad Antonio Verri a cura degli studenti del Liceo Artistico “Ciardo – Pellegrino” di Lecce guidati dal prof. Massimo Marangio. Nell’intera area verranno esposti 20 pannelli illustrati dell’opera Bucherer l’Orologiaio di A. Verri, realizzati da vari artisti italiani che poi saranno collocati in diverse zone del centro della città. Nel primo pomeriggio (ore 15.30) sul prato di Masseria Stali, accanto ad uno degli olivi più antichi di Caprarica, ai piedi del Parco della Serra, si terrà “Ulia” il concerto di musica tradizionale e folkloristica.
Dalle 17.00 in poi ci sarà la possibilità di partecipare alla visita guidata nel Parco Kalòs (www.parcokalos.com), il più grande Museo a cielo aperto d’Italia, immerso tra gli olivi della Serra di Caprarica e assistere a spettacoli ispirati alla vita dei Messapi e alla civiltà contadina. Nella prima parte della serata alle 19.00 ancora musica e teatro nel Cortile del Palazzo Baronale con lo spettacolo ‘Canti di Donna, Terra e Sale’, seguirà lo show cooking a cura del Direttore dell’Accademia dei Tipici – enogastronomia ed oli EVO di qualità – Paolo Leoci. Ultimo appuntamento in programma – giovedì 26 aprile alle 18.00 all’ex Convitto Palmieri – l’incontro sul tema del paesaggio olivicolo, inserito nel programma di eventi di Olié, il Salone degli Olii EVO, in corso fino al 29 aprile. Il 26 Aprile alle ore 18 si terrà un incontro organizzato da Olié – Salone degli Olii EVO – all’ex Convitto Palmieri sul tema del paesaggio olivicolo, con il coinvolgimento degli ordini degli agronomi, periti agrari, agrotecnici ed architetti. Con la partecipazione di ANCO, Coldiretti ed Aprol dal titolo UN’ECONOMIA DA SALVARE E UN PAESAGGIO DA RICOSTRUIRE. Dal 27 al 29 Aprile ci sarà al castello Carlo V di Lecce Olié – Salone degli Olii EVO. Caprarica sarà presente con un proprio stand e con la presentazione dei prodotti del nostro territorio.

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Alleanza blockchain per la sicurezza del cibo in Cina

Posted by fidest press agency su sabato, 16 dicembre 2017

pechinoPechino. Walmart (NYSE: WMT), JD.com (NASDAQ: JD), IBM (NYSE: IBM) e il laboratorio ingegneristico nazionale di tecnologie E-commerce dell’Università di Tsinghua hanno annunciato che lavoreranno insieme a una blockchain per la sicurezza alimentare, il cui primo passo vedrà una collaborazione atta a ottimizzare la tracciabilità e la sicurezza del cibo in Cina e a ottenere una maggior trasparenza nell’ambito della supply chain alimentare. Le quattro aziende lavoreranno insieme per creare un metodo basato su standard di raccolta dati circa l’origine, la sicurezza e l’autenticità del cibo, utilizzando la tecnologia blockchain per fornire tracciabilità in tempo reale attraverso la supply chain. Ciò favorirà l’affidabilità e darà ai fornitori, ai regolatori e ai consumatori una miglior comprensione e trasparenza relativamente a come il cibo è gestito dal produttore al consumatore. Ciò è stato tradizionalmente una sfida a causa di sistemi di condivisione dati complessi e frammentari che sono spesso cartacei e soggetti a errore.
Walmart, JD, IBM e l’Università di Tsinghua lavoreranno con i fornitori e i regolatori della supply chain alimentare per sviluppare gli standard, le soluzioni e le collaborazioni per abilitare la creazione ad ampio raggio di un ecosistema di sicurezza alimentare in Cina. IBM fornirà la propria piattaforma Blockchain e la propria esperienza, mentre l’Università di Tsinghua fungerà da consulente tecnico, mettendo a disposizione le proprie conoscenze nelle tecnologie chiave e nell’ecosistema di sicurezza alimentare in Cina. IBM e Tsinghua collaboreranno con Walmart e JD per sviluppare, ottimizzare e distribuire la tecnologia a fornitori e rivenditori che si uniscano all’alleanza.
Da leader mondiale nella sicurezza alimentare globale, Walmart lavora a stretto contatto con fornitori, regolatori, partner industriali e la comunità di ricerca in tutto il mondo. In Cina investe molto nella ricerca sulla sicurezza alimentare attraverso il Centro di Collaborazione e Sicurezza Alimentare Walmart e ha promosso la sicurezza alimentare sia tramite la propria rete di fornitori sia lavorando con JD, che ha una ricca esperienza su tutti i canali di commercializzazione alimentare. I due sono stati in grado di fare leva sull’esperienza di JD nell’impiego di intelligenza artificiale (IA), Blockchain, Big Data e altre nuove tecnologie a protezione dei consumatori. Questa collaborazione, segue l’annuncio fatto nell’agosto scorso tra IBM e Walmart circa un nuovo consorzio a favore della sicurezza alimentare, e porta l’esperienza di IBM relativa alla blockchain nella sicurezza alimentare fino in Cina. IBM, Walmart e l’Università di Tsinghua hanno testato l’utilizzo della blockchain per tracciare prodotti alimentari, come la carne di maiale in Cina e il mango negli Stati Uniti, lungo tutti i loro spostamenti attraverso la supply chain per raggiungere gli scaffali dei negozi. Un recente collaudo di Walmart ha mostrato che l’applicazione della blockchain ha ridotto il tempo necessario a tracciare il percorso di una confezione di mango dalla fattoria al negozio da giorni o settimane a due secondi. “L’Università di Tsinghua si impegna nella ricerca approfondita sulla sicurezza alimentare -una delle aree più importanti per migliorare la qualità della vita in Cina e anche nel resto del mondo. Stiamo già lavorando con IBM e Walmart per creare un nuovo modello di tracciabilità del cibo, utilizzando blockchain per favorire la trasparenza e l’affidabilità della supply chain e vediamo questa nuova cooperazione come un passo importante in questo tentativo”, ha detto il Professor Yueting Chai dal Laboratorio Ingegneristico Nazionale per le Tecnologie di E-Commerce, Università di Tsinghua.
La collaborazione è atta ad assicurare la privacy dei dati dei proprietari dei marchi, mentre li si aiuta ad integrare la loro tracciabilità online e offline per la sicurezza alimentare e i canali di gestione della qualità. Le aziende che si uniscono all’alleanza saranno in grado di condividere informazioni utilizzando la tecnologia blockchain, e i piani includono la libertà di scelta della soluzione di tracciabilità basata sullo standard che più si confaccia ai propri bisogni e sistemi legacy. Ciò porterà a sua volta maggior trasparenza alla supply chain e introdurrà nuove tecnologie per il settore della vendita al dettaglio, progettate per creare un ambiente alimentare più sicuro e ottimizzare l’esperienza del consumatore. Gli spunti tratti dal lavoro in Cina faranno luce su come la tecnologia blockchain possa aiutare a migliorare processi, quali richiami e verifiche, e sviluppare la fiducia del cliente grazie alla maggior trasparenza. (fonte: https://ibm.co/2CbZruu)

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«I bambini cristiani nei campi profughi sudanesi sono costretti a recitare le preghiere islamiche per ricevere il cibo»

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 settembre 2017

sud sudanÈ quanto denuncia ad Aiuto alla Chiesa che Soffre una fonte in loco che per motivi di sicurezza preferisce rimanere anonima. Attualmente si stima che vi siano 700mila cristiani sudsudanesi rifugiati in Sudan, la maggior parte dei quali alloggia nei campi profughi. «Sono confinati in quei luoghi – continua la fonte – perché il governo non permette loro di andare più a nord e raggiungere le città». All’interno dei campi le condizioni sono invivibili e il cibo offerto dal governo insufficiente. La quantità fornita mensilmente alle famiglie dura a malapena per due settimane, perché, secondo la fonte di ACS, gli aiuti delle Nazioni Unite vengono in larga parte trafugati e poi venduti al mercato, spesso con ancora ben visibile il logo dell’agenzia Onu che li ha donati.Il governo impedisce alle organizzazioni umanitarie di vigilare sulla distribuzione degli aiuti e non permette alle associazioni legate alla Chiesa di offrire alcun sostegno ai rifugiati. All’interno dei campi i rifugiati cristiani, bambini inclusi, si trovano ad affrontare non soltanto la miseria, ma anche la discriminazione e la persecuzione. «Una piaga purtroppo diffusa in tutto il Paese – afferma il direttore di ACS-Italia Alessandro Monteduro – Nel Sudan guidato dal regime islamista di Omar al Bashir, in cui vige la sharia islamica, la persecuzione anticristiana ha raggiunto livelli gravissimi». Oltre a doversi conformare ai costumi islamici – continuano i casi di donne cristiane arrestate per “abbigliamento indecente” – negli ultimi mesi i cristiani hanno dovuto sopportare anche la demolizione di alcune chiese. «E molte altre rischiano di essere abbattute – continua Monteduro – La motivazione addotta da Khartoum è violazione dei piani regolatori, ma è ben noto l’intento di al-Bashir di eliminare la presenza cristiana dal Paese».

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Le strade di Cefalù si trasformano nella capitale mondiale del cibo di strada

Posted by fidest press agency su martedì, 8 agosto 2017

Street foodcefalùCefalù. (Palermo) Dal 9 all’11 settembre 2017 duecento aziende del food e del beverage provvederanno a esporre e a invadere positivamente le strade di Cefalù. Tre giorni di manifestazione che uniranno cibo e cultura. Sono numeri che pesano quelli che accompagnano il Sicily food festival.
La cittadina medievale sarà sezionata in aree tematiche dedicate al cibo e al made in Sicily in tutti i suoi aspetti: moda, musica, arte, artigianato, antichi mestieri, cultura, tradizioni e naturalmente il buon bere.Un evento dal sapore internazionale e che vedrà protagonista totale Cefalù, con i suoi paesaggi incantevoli, i suoi vicoli e il suo mare, che vedranno dividersi in: wine street, beer street, food street, sweet street e il nuovo fish street. Un percorso tra odori, sapori e colori, dove si sommano i confronti tra bartender, i cooking show con gli chef stellati, esibizioni di artisti di strada, concerti e appuntamenti tematici. Tra questi spiccano: il “Tramonto in bollicine” e il “Sigaro sotto le stelle”. Nei prossimi giorni sarà fornito il programma completo.
Sicily food festival è ideato dall’associazione KeFood, con il patrocinio del Comune di Cefalù. Tra gli sponsor dell’evento: Italkali, hotel Costaverde, Sagrim, Electrolux, Agenzia Cassata travel, Amacardo. L’ingresso è gratuito. (foto: Street food, cefalù)

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Eurostat: il cibo in Italia è più caro rispetto alla media Ue

Posted by fidest press agency su martedì, 31 gennaio 2017

eurostat_logoCome di consueto, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, riporta le ultime rilevazioni Eurostat relative i prezzi provvisori al consumo e gli effetti sui consumatori nell’ultimo mese. Secondo l’ente statistico dell’Unione Europea, i prezzi medi per cibo, bevande non alcoliche e tabacco in Italia sono più alti del 9% rispetto alla media europea, sono superiori a quelli medi di Germania e Belgio mentre sono in linea con quelli francesi. È quanto emerge nelle statistiche dell’Eurostat appena pubblicate, secondo le quali nell’UE i prezzi più alti per cibo e bevande si pagano in Danimarca (145% rispetto al 100 della media UE a 28) e i più bassi in Polonia (63%). L’Italia, guardando al solo prezzo del cibo, è dell’11% sopra la media per tutti gli alimenti. Ma lo scarto diventa più alto, del 21% per il gruppo “latte, formaggio e uova” (121). Guardando fuori dall’Ue il Paese europeo più caro per i soli alimenti è la Svizzera, a quota 172 punti. “Dati preoccupanti –commenta Giovanni D’Agata, che manifestano l’aumento dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza dai consumatori e il contestuale impoverimento generale dei cittadini”.

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Progetto “Italia-Usa: cibo, lingua e cultura”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 dicembre 2016

camera-deputatiRoma. Venerdi, 16 dicembre, alle ore 13:00, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, in Via della Missione 4, sarà presentato il Progetto “Italia-Usa: cibo, lingua e cultura”, ideato dal Rotarian Gourmet – fellowship del Rotary International, con il decisivo contributo del MIUR attraverso il prezioso supporto dell’Istituto Alberghiero di Stato Pellegrino Artusi di Roma, dell’Istituto Agrario “Giuseppe Garibaldi” e della Scuola d’Italia G. Marconi di New York; con il sostegno dell’On. Fucsia Nissoli FitzGerald, eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Centro e Nord America.Il progetto getta un ponte tra il nostro Paese e gli USA, erogando borse di studio di carattere gastronomico e linguistico a giovani studenti italoamericani. Ai giovani americani viene offerta la frequenza di tre mesi nelle più importanti scuole italiane del settore, unitamente alle lezioni di lingua e cultura italiana. I primi due studenti sono attualmente impegnati presso l’IPSEOA “Pellegrino Artusi”di Roma e saranno presenti alla conferenza stampa.L’obiettivo del progetto è di rafforzare lo sviluppo degli scambi culturali tra i due Paesi, con particolare riferimento alla diffusione della lingua e della cultura enogastronomica italiana. L’unità di intenti tra pubblico e privato è stata resa possibile dalla sensibilità dimostrata dalle persone che hanno collaborato per il successo dell’iniziativa, che saranno presenti all’evento.Alla Conferenza stampa, moderati da Gianni Lattanzio, Segretario Generale ICPE, interverranno:
On. Fucsia Nissoli FitzGerald, eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Centro e Nord America
Ciriaco Acampa, Presidente Rotarian Gourmet
Giuseppe Marucci, Ispettore Tecnico Miur
Antonietta De Angelis, Dirigente scolastico dell’ Istituto Artusi di Roma
Franco Antonio Sapia, dirigente scolastico dell’ ITAS. “Giuseppe Garibaldi” di Roma. Saranno presenti due studenti beneficiari delle borse di studio “Rotarian Gourmet”

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Il clima, il territorio, il cibo raccontano le azioni degli uomini

Posted by fidest press agency su martedì, 19 luglio 2016

ciboNella storia della Terra, come dicono gli studiosi, tutto ha avuto un’origine e una fine, un processo segnato da cinque epoche, ognuna delle quali caratterizzata da un’estinzione di massa, con l’ultima (65 milioni di anni fa), quella che ha visto la scomparsa dei dinosauri.
Sempre a detta degli scienziati, la terra sta accelerando i tempi per arrivare alla sesta estinzione e questa volta, a differenza delle precedenti, è l’uomo la causa scatenante, il principale responsabile della forte accelerazione in atto. L’uomo che continua, senza sosta, a rubare, trasformare e distruggere le risorse primarie del pianeta che i differenti territori esprimono, nonostante gli impegni solenni presi dai rappresentanti della quasi totalità dei 196 Stati sovrani alla Conferenza sul clima tenutasi, lo scorso mese di dicembre, a Parigi.Anche i più distratti cominciano a percepire questo processo di accelerazione in atto, ma sono ancora pochi quelli che riescono a rendersi conto delle conseguenze di questi cambiamenti e della loro accelerazione che riguardano e rivoluzionano la vita di ognuno. Ecco che il clima, come il territorio e il cibo, racconta le azioni degli uomini, sia di quelli (pochi) che hanno in mano e decidono le sorti del pianeta, sia di quelli (la stragrande maggioranza) che subiscono gli effetti della voracità dei primi.
Un comportamento scellerato, quello che porta l’uomo a continuare nella sua azione di distruzione delle foreste pluviali; cementificazione e asfalto del territorio; accumulo di plastica e veleni negli Oceani; inquinamento delle acque e dei terreni con quantitativi crescenti di fertilizzanti e pesticidi; la perdita di biodiversità.
La verità è che anche quest’anno 17 milioni e più di ettari di foreste scompariranno per fare posto alle coltivazioni e ai pascoli, cioè alla produzione prevalente di cibo destinato agli allevamenti super intensivi (industrializzati) che danno carne a spese delle falde acquifere e della poca acqua potabile; del benessere degli animali allevati e, per colpa delle forti emissioni di CO2, del clima. E’ il territorio nel suo complesso, non solo le foreste, che viene ridotto secondo dopo secondo (l’Italia consuma 8mq. ogni secondo) e ciò fa pensare subito al grande rischio di non essere più nelle possibilità di dare il cibo necessario alle generazioni future, a una popolazione di oltre nove miliardi di persone che, secondo le previsioni, nel 2050 animeranno il pianeta.
Già oggi i governi sono nel pallone nell’affrontare il fenomeno degli immigrati non avendo idee di quale integrazione e, soprattutto, della necessità dell’inclusione di questi uomini, donne, bambini, che – c’è da ripeterlo a chi non lo sa – sono persone.
ambienteAumenta ogni giorno il numero di persone che vengono cacciati dai loro territori e spinti a rischiare il mare e/o a camminare, quando sotto il sole cocente e quando con il freddo o sotto la pioggia, per raggiungere quel nord che, con il passare dei giorni, diventa sempre più sud.E, tutto per colpa dei cambiamenti climatici, la riduzione di spazi di territorio e di biodiversità, la carenza di cibo. Una carenza, cioè, dell’energia primaria per gli uomini e gli animali che l’industrializzazione dell’agricoltura, della zootecnia e della pesca, non ha risolto ma aggravato, visto che essa rappresenta la seconda causa, dopo le energie fossili, dei problemi – solo accennati all’inizio – che vive il clima. Un processo di industrializzazione che insiste a emarginare i contadini, i pastori e i pescatori, cioè quelli che, toccando con mano la terra e il mare e conoscendo l’equilibrio fragilissimo della natura, hanno dato, con il senso del rispetto, alla terra e al mare quella sacralità che meritano.
La crisi che il mondo vive mostra chiaramente che è la conseguenza di uno sviluppo sbagliato, pieno di luci accecanti che hanno stordito tutti e lasciato al buio il futuro. Uno sviluppo che ha mostrato il suo fallimento e che il sistema vuole riproporre a tutti i costi sprecando, così, quel poco tempo che resta per invertire la rotta.
È tempo di uscire dallo spazio dello spreco, illuminato da queste luci abbaglianti e cercare di adattarsi al buio per ritrovare, tutt’insieme, la luce sulla strada che porta a vedere, conoscere e vivere il territorio e trovare in esso non solo i valori della nostra identità ma le risorse possibili per ripartire, progettando e programmando il futuro che appartiene a tutti, alle nuove generazioni in particolare. Il solo modo per salvaguardare, proteggere, spendere e valorizzare il territorio è conoscerlo e capire i valori e le risorse che mette a disposizione dell’umanità, come una straordinaria miniera che, se ben utilizzata, ha la capacità di rinnovarsi.(Pasquale Di Lena: L’articolo è in uscita sulla bella rivista “Oinos -viveredivino”, numero di Luglio) (foto: cibo, ambiente)

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Cibo e terapia anti-aging

Posted by fidest press agency su domenica, 1 novembre 2015

alleviamo saluteLa salute della pelle non è soltanto un fattore estetico. In effetti, la puliamo, la idratiamo, la coccoliamo con amore attraverso creme, massaggi, peeling e spiamo ogni suo segno, ruga, imperfezione. Ma per tenerla in forma perfetta, i trattamenti estetici non bastano. La miglior cura inizia a tavola.
E’ il tema del Corso Skineco ‘Belli mangiando’ che si tiene oggi a Roma che vede al tavolo dei relatori dermatologi e specialisti di medicina anti-aging. “La più recente e stimolante branca della genetica è quella che ha chiarito come il DNA non sia un elemento statico che rappresenta il nostro destino biologico, ma che al contrario è un sistema dinamico che dialoga, interagisce e reagisce agli stimoli ambientali. Questa branca di studi, l’epigenetica, ha aperto orizzonti inimmaginabili nella medicina e nelle possibilità di prevenzione, ma ha implicazioni anche sui processi di invecchiamento. Facendo le scelte giuste quindi possiamo accendere i geni buoni e spegnere quelli dannosi e influire sulla salute ma anche sulla longevità e sulla bellezza” sostiene il Dottor Filippo Ongaro medico e Specialista in Medicina Anti-aging . “Un esempio confermato da molti studi riguarda le sirtuine, proteine cellulari capaci di riparare i danni che si accumulano giorno dopo giorno e che vengono stimolate da interventi come la riduzione delle calorie o l’assunzione di particolari fitonutrienti come il resveratrolo. Questo è di particolare importanza per la pelle che fungendo da barriera e filtro con l’esterno è un tessuto dove i segni dell’età si accumulano con particolare facilità”.
“Parte del nostro elisir di lunga vita è in cucina” rinforza il concetto la Dottoressa Pucci Romano, Specialista in Dermatologia e Presidente Skineco “e il segreto risiede nelle radici ambientali, culturali e culinarie del nostro meraviglioso Paese. Pensiamo alle produzioni tradizionali: ulivi millenari per l’olio extravergine di oliva, una fonte di acidi grassi preziosissimi dal potere antiossidante, grassi vegetali buoni e poi l’uva sia da tavola che da vino, specialmente il rosso, un concentrato di polifenoli e resveratrolo dalla spiccata azione antiossidante e anti-aging. Una posizione geografica in cui siamo esposti al mare per tre quarti che significa pesce azzurro, un vero concentrato di omega 3 che proteggono il cuore ma non solo. Una dieta ricca di pesce significa una pelle più giovane così come testimoniato anche dalle popolazioni orientali che hanno nel pesce il loro ingrediente base. Purtroppo il link tra pelle e alimentazione è quello meno indagato e spesso usiamo il cibo come ‘medicina’ per migliorare i parametri ematochimici e limitare il rischio di alcune patologie, mentre dobbiamo iniziare a pensare alle centinaia di molecole degli alimenti come a preziose alleate della bellezza. Molecole che moltiplicano esponenzialmente le proprie qualità quando agiscono insieme, quelle sostanze che esercitano una funzione plastica, favorendo il rinnovamento cellulare, energetica nel senso di fornire carburante all’organismo ma anche regolatrice e protettiva dei processi metabolici”.
Nessun nutriente escluso dalla tavola – Nella ricetta di una pelle sana e giovane nessun nutriente deve mancare all’appello e nessuno deve essere escluso, come in una grande orchestra sinfonica ciascuno contribuisce alla perfezione dell’esecuzione.
Carboidrati – I Carboidrati sono la benzina del corpo, ma vanno scelti tra quelli più complessi e integrali, limitando i prodotti preconfezionati e di origine industriale. Questo perché proprio gli zuccheri semplici interagiscono negativamente con le proteine di supporto del derma, il collagene e l’elastina, che vengono danneggiate e perdono così la loro funzione di sostegno. Ecco allora come una dieta troppo ricca di carboidrati semplici corrisponda ad una cute lassa, rilassata, poco densa dall’aspetto precocemente invecchiato.
Cottura – Quando scegliamo il metodo di cottura di un cibo stiamo favorendo o contrastando rughe e invecchiamento. Lo sapevate? L’uso del forno ad alte temperature, grill, fritture e tutte le cotture a più di 120 gradi aumentano la presenza di prodotti di glicazione, molecole che derivano dal legame di zuccheri e proteine dannose per la cute e i tessuti. Danni impossibili da riparare e che devono quindi essere soggetti a intelligenti strategie preventive.
Indice glicemico – E’ la misura che indica la quantità di insulina secreta dall’organismo in risposta all’introduzione di un alimento necessaria per metabolizzarlo. Ogni alimento ha il suo indice che va da 100 dello sciroppo di glucosio al 15 delle zucchine. Ebbene è stato osservato che una dieta ricca di cibi con elevato indice glicemico è correlata ad un aumento dell’acne o al suo peggioramento.
Proteine – sono la struttura di sostegno e i costituenti essenziali di tutte le cellule e alcuni degli aminoacidi di cui sono composte possono essere introdotti solo con la dieta perché il corpo umano non è capace di sintetizzarle. Tra i più importanti per una azione anti-età la creatina che stimola la produzione di collagene ed elastina, cisteina per unghie e capelli, prolina per la sintesi delle proteine di sostegno. Ecco allora solo una dieta varia ci garantisce l’apporto di tutte queste magnifiche sostanze.
Grassi ‘buoni’ necessari – Preziosi e indispensabili per l’integrità della carriera cutanea, specialmente gli omega 3 e 6 che migliorano sia l’idratazione che l’elasticità della pelle. Ma anche il vituperato colesterolo ha la sua parte di meriti: è un precursore della vitamina D che costituisce un elemento fondante delle membrane cellulari. Come sempre, ogni elemento deve essere assunto senza eccessi preferibilmente da alimenti crudi. Al contrario i grassi idrogenati, ormai ubiquitari nei prodotti pronti, possono fare diversi danni: una recente ricerca ha ipotizzato che proprio questi siano responsabili dell’epidemia di smagliature che affligge le donne moderne, anche giovanissime e magre.
Alla ricerca delle vitamine – sono capaci di riparare i danni tissutali hanno una azione trofica e si accompagnano spesso agli antiossidanti e tutto è contenuto in alimenti deliziosi e freschi come frutta e verdura, da scegliere tra quelle di stagione per beneficiare del massimo contenuto anche in minerali. Una piccola quota di vitamina C perché solo con la sua presenza il tuo organismo riesce a convertire le proteine nel prezioso collagene. E a proposito di antiossidanti va precisato che quasi tutti gli alimenti ne contengono una quantità precisa, indicati con la sigla ORAC (Oxigen Radical Adsorbance Capacity) dei quali servono almeno 2000 unità al giorno per avere benefici. Nella nostra piramide alimentare famosa in tutto il mondo c’è un patrimonio di salute ma anche di longevità e bellezza.

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Cibo taroccato, danni per la salute e le imprese

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2015

alimentareFirenze Lunedì 19 ottobre 2015, ore 14,00 Casa delle Eccellenze Piazza San Firenze. Vino, olio, formaggio, pasta… il falso nel campo dell’alimentazione è la forma più subdola e nefasta di contraffazione. Per farne conoscere i rischi, l’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze in collaborazione con Coldiretti mette in mostra i prodotti alimentari taroccati alla Casa delle Eccellenze. Gli spazi dell’ex tribunale diventano così sede per una serie di iniziative di sensibilizzazione che saranno annunciate in una conferenza stampa-inaugurazione. Saranno presenti:
Claudio Bianchi, vicepresidente della Camera di Commercio di Firenze;
Franco Baccani, presidente dell’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze;
Roberto Nocentini, presidente Coldiretti Firenze;
Agatino Spoto, tenente colonnello dell’Arma dei Carabinieri e componente dell’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze;
Roberto Marinello, rappresentante di Coldiretti all’Osservatorio Anti-Contraffazione della Camera di Commercio di Firenze.

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ActionAid Day, Expo Milano 2015 sostiene la campagna “Cibo per tutti”

Posted by fidest press agency su giovedì, 8 ottobre 2015

cibo2Nutrire il pianeta significa nutrire tutti. Nessuno escluso. In occasione dell’ActionAid Day Expo Milano 2015 sostiene la campagna “Cibo per tutti” a favore dei progetti di ActionAid in Etiopia, India e Italia. Tante le sorprese e le iniziative speciali in programma. I visitatori possono scoprirle tra i padiglioni della grande esposizione che aderiscono all’iniziativa accompagnati da una guida d’eccezione: Veronica Maya, conduttrice tv e madrina dell’iniziativa.
“ActionAid contribuisce al tema di Expo 2015 con la grande campagna ‘Cibo per tutti’, che si pone l’obiettivo di coinvolgere il grande pubblico, le istituzioni e i media sull’esigenza di un cambiamento possibile, anche in questa Esposizione Universale, per ‘nutrire’ non solo il pianeta ma anche tutta la popolazione mondiale. Una grande sfida che invito tutti a sostenere”, dichiara Giuseppe Sala, Commissario unico delegato del Governo per Expo Milano 2015.“Promuovere il diritto universale al cibo all’interno della più grande esposizione mondiale dedicata all’alimentazione è un’occasione unica. Vogliamo far riflettere le persone sull’importanza che ognuno faccia la propria parte, ma anche proporre una visita originale dell’Expo con l’obiettivo di sensibilizzare e informare su questioni delicate in modo coinvolgente”, dichiara Daniele Fusi, direttore Marketing di ActionAid.Madrina dell’iniziativa è Veronica Maya, conduttrice televisiva di tante trasmissioni di successo: “E’ una giornata speciale anche per me. Come mamma di due figli, in attesa del terzo, sono molto sensibile ai temi che riguardano il cibo e la corretta alimentazione dei bambini. Il mio pensiero va in particolare a quelli che combattono ogni giorno contro la malnutrizione”. A partire dalle 11.30, la Maya visiterà i padiglioni partner dell’ActionAid Day e aiuterà i volontari dell’associazione. Infine, dalle 14.30, parteciperà ai laboratori didattici sul diritto al cibo organizzati da ActionAid per le scuole nel Conference Center di Expo.
È possibile sostenere la campagna “Cibo per tutti” dal 27 settembre al 18 ottobre donando 2€ tramite sms solidale da cellulare Tim, Vodafone, Wind, 3, Postemobile, Coopvoce e Tiscali, da telefono fisso Vodafone e TWT o scegliere di donare 2 o 5 € chiamando da telefono fisso Telecom Italia, Infostrada, Fastweb e Tiscali. Simbolo della campagna “Cibo per tutti” è un nodo rosso, che rappresenta il legame indissolubile che unisce i destini del Nord e del Sud del mondo.
I fondi raccolti saranno destinati ai progetti di ActionAid in Etiopia, India e Italia. In Etiopia, ActionAid lavora nell’area di Azernet Berberec per fornire acqua pulita, migliorare l’igiene, promuovere la produzione agricola e l’allevamento. In India, ActionAid interverrà a favore di migliaia di donne in 10 villaggi nei distretti di Vellore, Thiruvallur, Kancheepuram, Villupuram e Tamil Nadu. Tra le azioni previste, la fornitura di acqua potabile, la creazione di cooperative femminili e la formazione per la coltivazione organica. In Italia, la campagna CIBO PER TUTTI sostiene “Io Mangio giusto”, progetto contro gli sprechi alimentari per favorire la trasparenza e l’efficienza nelle mense scolastiche. Nel 2015 il progetto ha già coinvolto 24.300 bambini di 455 scuole in tutta Italia e oltre 2500 tra genitori e insegnanti.

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Mostra Cibi e pietanze nel mondo antico

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 ottobre 2015

museomuseo1Reggio Calabria. Sabato 3 ottobre 2015, alle ore 18.00, nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, verrà inaugurata la mostra Cibi e pietanze nel mondo antico: un viaggio tra quotidiano, rituali ed etnografia.
La mostra promossa dal Segretariato regionale della Calabria nella persona del Segretario dottor Salvatore Patamia in collaborazione con la Regione Calabria – Servizio1 “Programmazione Regionale, Settoriale e Territoriale” – nell’ambito del progetto Dall’Expo ai Territori. Viaggio nelle eccellenze d’Italia: piacere, gusto e salute – collaborazione siglata con apposita convenzione – si propone di trattare il tema del cibo attraverso testimonianze archeologiche ed etnografiche dal territorio calabrese con rimandi all’ area mediterranea ed europea. L’esposizione, ideata e curata da Rossella Agostino, funzionario archeologo del MiBACT e da Francesca Lugli, archeologa e presidente dell’Associazione Italiana di Etnografia, è un viaggio tra quotidiano, rituali ed etnografia che i manufatti archeologici di varie epoche, tipologie e provenienze documentano esaustivamente sia quando sono strettamente funzionali alla mensa ed alla preparazione dei cibi, sia quando, dando loro una valenza simbolica, l’uomo li ha destinati ad altra funzione.
E lungo il percorso espositivo, accompagnati idealmente da personaggi legati direttamente ed indirettamente alla città di Reggio antica come lo scultore Pythagoras di Rhegion o il filosofo Aristotele nella città di Calcide – la città dell’isola Eubea da cui provenivano i fondatori del centro coloniale di Rhegion – si illustra cosa avranno assaporato a tavola insieme ad altri commensali.
E tenuto conto che la cultura e le tradizioni alimentari dei Greci e dei Romani costituiscono ancora oggi buona parte di museo2museo3quelle attuali e che legati al cibo, sono sopravvissuti antichi saperi che affondano talvolta le proprie radici nella notte dei tempi, si è affiancato l’aspetto etnografico riproponendo manufatti e tradizioni ancora in uso non solo nel territorio regionale, ma anche in altri paesi. E’ il caso della preparazione della colatura di alici di Cetara che con ogni probabilità discende direttamente da quella del garum, salsa molto usata nella cucina romana, o della pesca del polpo negli orci forati delle coste Tunisine, retaggio di una antica tecnica di pesca.L’allestimento della mostra, curato dal Professor Rosario Brandolino, con un gruppo di lavoro di diverse professionalità, è stato immaginato e creato appositamente per accompagnare il visitatore lungo questo percorso della quotidianità nei secoli evidenziando la complementarietà tra archeologia ed etno-archeologia e come tutti i giorni sotto i nostri occhi si reiterino e si rinnovino
gesti antichi mascherati di modernità.La mostra Cibi e pietanze nel mondo antico: un viaggio tra quotidiano, rituali ed etnografia rimarrà aperta al pubblico fino al 31 ottobre 2015 e potrà essere visitata secondo il seguente orario: 9.00 – 19.00 (tutti i giorni escluso il lunedì) – ingresso gratuito (foto: museo)

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Cibo come medicina per il corpo, lo spirito e l’ambiente

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2015

dieta mediterraneaNel convegno organizzato ad Expo dalla Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), alcuni Assessori di Regione Lombardia, Autorità istituzionali, amministratori locali, Rettori di università italiane, imprenditori e top manager della sanità pubblica e privata – hanno riaffermato la validità scientifica della Dieta Mediterranea sia sotto il profilo della salute che sotto quello ambientale. Fino agli anni ‘80, dei cosiddetti alimenti funzionali, ossia dei cibi capaci di influire positivamente su funzioni dell’organismo, non si parlava perché erano la prassi. Stessa cosa per i prodotti a chilometro zero.. Oggi, invece, tutto questo è considerato una conquista. In quest’ottica, un esempio di buona pratica è quello di Fondazione Sviluppo Cà Granda, che nell’ambito del Progetto di valorizzazione del proprio immenso patrimonio rurale, ha avviato un progetto di filiera corta volto ad utilizzare per le proprie mense riso e latte prodotti nei terreni agricoli della Fondazione IRCCS Cà Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, come era una volta. E’ diventato un traguardo da raggiungere anche la sostenibilità ambientale, intesa principalmente come valorizzazione delle distintive peculiarità dei territori e come tutela delle risorse naturali. Su questo tema, il WWF, Civil Society participant di EXPO 2015, collabora all’evento odierno portando la propria esperienza sulla sostenibilità e in particolare raccontando il Decalogo per il mangiare sostenibile (http://www.oneplanetfood.info/mipaaf), una vera e propria guida rivolta ai cittadini che chiama ad azioni di responsabilità anche gli agricoltori e l’industria. Dieci semplici regole per mangiare sostenibile, dal consumo di prodotti locali e di stagione all’acquisto di prodotti poveri di imballaggi che guardano all’ambiente e alla salute. Autorevoli esponenti del mondo cattolico e musulmano, quali Padre Giansandro Cornolti, Vice Presidente di OSF e l’Imam Yahya Pallavicini, Vice Presidente della Co.Re.Is., hanno sottolineato come il cibo, inteso come occasione di convivialità e fautore di aggregazione e buon umore, sia da intendersi anche come “medicina per lo spirito”. I 34 relatori presenti al convegno si sono fatti portavoce non di una teoria alimentare, ma di una sorta di appello alla comunità sia scientifica che sociale: la salute non è un patrimonio, perché si può anche nascere malati, ma l’ambiente lo è e, in quanto tale, va assicurato il più possibile. La conquista di un maggior stato di salute dipende dalla conservazione dei fattori ambientali che caratterizzano un territorio e da un’alimentazione che si potrebbe, quindi, definire ecologica. La scienza medica avanza continuamente nella cura delle cosiddette “malattie del benessere” – arteriosclerosi, diabete, ipertensione, obesità, per citare le principali; “occorre che l’intera società contribuisca a tale progresso con una nuova cultura della prevenzione, che non si esaurisca nella diagnostica, ma si concentri innanzitutto sugli stili di vita alimentari e ambientali – ha sottolineato il Prof. Alessandro Miani, Presidente di SIMA – che ha aggiunto – Ambiente è anche ciò che occupa gli spazi vuoti all’interno del nostro organismo: cavità buccale, esofago, stomaco, così come trachea, bronchi e polmoni. E’ quindi da considerarsi ambiente anche il cibo che mangiamo così come l’aria che respiriamo. In quest’ottica, seguire buone regole alimentari significa salvaguardare la propria salute ma anche quella del Pianeta”. Il Rettore dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, prof.ssa Cristina Messa ha sottolineato come il legame tra cibo e salute siano ampiamente studiati ma non così noti, soprattutto dalla popolazione che è sempre più anziana e non sempre ha un approccio psicologicamente corretto con l’alimentazione.
In uno studio condotto dal BCFN, è stato stimato come il 30% dell’impronta ecologica di una nazione come l’Italia sia connessa alla catena di produzione e al consumo di cibo. In sintesi, l’alimentazione ha un impatto rilevante sull’uso del territorio, oltre che sul consumo di risorse naturali. In quest’ottica, studi scientifici hanno dimostrato come la Dieta Mediterranea, che si distingue per un maggiore consumo di carboidrati, frutta e verdura, abbia un minor impatto ambientale, dal punto di vista dell’impronta ecologica, rispetto all’alimentazione nordamericana e a quella dei Paesi dell’Est Europa. Il vantaggio nell’adottare una dieta mediterranea si conferma anche sul versante economico; infatti, utilizzando i dati Istat, è stato calcolato il costo di entrambi i possibili menu: quello “mediterraneo” comporta una spesa giornaliera di circa 4 euro, mentre quello riconducibile allo “stile americano”, ha un costo di circa 6 euro.

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Food for Good

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2015

cibo2Mercoledì 22 luglio, a Milano, con inizio puntuale alle ore 11.00, all’Opera Cardinal Ferrari Onlus (via G. B. Boeri, 3), presentazione dell’importante progetto di recupero del cibo inutilizzato dei convegni FOOD FOR GOOD–From meetings to solidarity condotto congiuntamente da Federcongressi&eventi, Banco Alimentare ed Equoevento Onlus.Alla conferenza interverrà con la propria testimonianza la nota scienziata ambientale, blogger e scrittrice Lisa Casali, titolare del blog Ecocucina. I relatori sono: Mario Buscema, Presidente Federcongressi&eventi, che introdurrà l’evento e presenterà alcuni dati sui recuperi effettuati nei mesi scorsi in alcuni test per verificare la fattibilità della pratica; Giuliana Malaguti, Responsabile approvvigionamento Fondazione Banco Alimentare Onlus, che descriverà il progetto e illustrerà perché è importante recuperare il cibo in eccesso; Francesco Colicci, co-founder Equoevento Onlus, che spiegherà come aderire a Food for Good, elencando le linee guida; lo chef Cristian Pratelli di Summertrade, società di catering e banqueting del Gruppo Rimini Fiera, che guiderà i presenti dal suo punto di vista (cosa accade in cucina, come e perché recuperare il cibo); e infine Pasquale Seddio, presidente dell’Opera Cardinal Ferrari Onlus, che racconterà l’altro punto di vista, quello cioè di chi riceve le eccedenze alimentari: come vengono utilizzate e quanto sono importanti. Modera Gabriella Ghigi, delegata regionale di Federcongressi&eventi per la Lombardia.

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Spreco alimentare: cosa buttiamo e cosa possiamo recuperare

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2015

alimentareParma sabato 13 giugno alle ore 10 al Palazzo del Governatore, con il coordinamento di Arnaldo Dossena (Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università di Parma) e gli interventi di Stefano Sforza (Dipartimento di Scienze degli Alimenti, Università di Parma), Francesca Bigliardi (Kuminda) e Luca Sandei (Stazione Sperimentale per l’Industria delle Conserve Alimentari) si svolgerà l’incontro, intitolato “Spreco alimentare: cosa buttiamo e cosa possiamo recuperare”.
Nella prima sessione Stefano Sforza interverrà sul tema “Del maiale (e non solo) non si butta via niente. Il recupero dei sottoprodotti nella filiera di produzione alimentare”. Un’enorme quantità di materiale alimentare viene scartata durante i processi di produzione. Si stima che nella produzione di carne mediamente circa metà della massa iniziale dell’animale finisca sulle nostre tavole. Parti dell’animale vengono scartate perché tradizionalmente poco “nobili” o per processi di produzione poco efficienti, ma costituiscono spesso un materiale che, se opportunamente recuperato, può divenire nuovo cibo o nuovo mangime di ottima qualità per gli animali.
Nella seconda sessione Francesca Bigliardi terrà la relazione “Mostrami cosa sprechi e ti dirò chi sei. Culture e pratiche intorno al cibo e agli sprechi”. Gli sprechi alimentari parlano delle persone, del loro stile di vita, delle loro scelte rispetto a tutto ciò che è in relazione al cibo. Alcune esperienze virtuose in Europa di lotta agli sprechi e/o di redistribuzione degli sprechi dicono quale sia il nesso tra scelte personali di vita, modalità di consumo di cibo e partecipazione ad azioni di impegno e solidarietà verso chi non ha accesso al cibo.
Nella terza e ultima sessione Luca Sandei si occuperà invece di “Recupero e valorizzazione industriale dei sottoprodotti della filiera del pomodoro. Nuove materie prime per lo sviluppo di prodotti nutraceutici e funzionali”. L’Italia è uno dei principali produttori mondiali di pomodoro lavorato, con circa 5 milioni di tonnellate di prodotto fresco inviato alla trasformazione industriale. Il metodo convenzionale per la lavorazione industriale del pomodoro genera enormi quantità di sottoprodotti non sufficientemente valorizzati (bucce e semi). Attraverso lo sviluppo di nuove tecnologie biocompatibili è possibile estrarre sostanze bioattive naturali, che possono diventare materie prime per lo sviluppo di alimenti nutraceutici e funzionali, basi per coloranti naturali e altre applicazioni.
Gli incontri di “Nutrire il pianeta – I sabati di Unipr per EXPO” sono inseriti nel progetto “Unipr&Expo – L’Università di Parma per Expo 2015”, con il quale l’Ateneo mette in campo il suo patrimonio di saperi nelle tematiche legate all’alimentazione e al cibo, e in genere agli ambiti centrali dell’Esposizione Universale di Milano 2015.L’iniziativa è aperta a tutti i cittadini interessati, ed è rivolta anche alle scuole superiori di Parma.

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Programma Alimentare Mondiale uniscono le forze per arrivare a zero nuovi casi Ebola

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 marzo 2015

Onu palaceL’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) iniziano insieme una nuova partnership nei paesi colpiti da Ebola, Guinea, Liberia e Sierra Leone. L’accordo unisce la capacità logistica del WFP con l’expertise nella sanità pubblica dell’OMS per cercare di portare a zero casi l’attuale epidemia di Ebola in Africa Occidentale. La piattaforma stabilisce inoltre un’infrastruttura di allerta e di risposta in caso di future crisi. “Questa partnership potenzia le capacità di entrambe le agenzie di raggiungere, monitorare e rispondere ai bisogni delle persone colpite dal virus Ebola”, ha detto Margaret Chan, Direttrice Generale dell’OMS. “Ci aiuta a mettere in campo e mantenere l’expertise dei team tecnici nella prevenzione e nel controllo dell’infezione, nell’epidemiologia e nel tracciamento dei contatti, consentendo così agli operatori sanitari sul campo di fare al meglio il proprio lavoro. La partnership è anche un’opportunità per saperne di più in futuro, a beneficio delle nostre capacità di lanciare operazioni congiunte per le emergenze su larga scala”. “Nel corso degli ultimi sette mesi, le partnership sono state cruciali nel combattere questa devastante epidemia. Il WFP ha lavorato con i propri partner per rispondere ai bisogni essenziali delle comunità – assicurandosi che il cibo raggiunga ogni area colpita dal virus Ebola. Il nostro supporto logistico all’OMS e alla comunità umanitaria nel suo complesso ha permesso alle persone colpite di ricevere le cure urgenti e il sostegno di cui hanno bisogno”, ha detto la Direttrice Esecutiva del WFP Ertharin Cousin. “Stiamo facendo progressi, e ciononostante dobbiamo rimanere vigili. La crisi Ebola non finirà finché non identificheremo, raggiungeremo e cureremo con successo tutti i casi fino all’ultimo. Nel riconoscere questo obiettivo, la partnership OMS-WFP, una forza tecnica e operativa congiunta, continuerà a fornire l’aiuto necessario per arrivare a zero casi”.Adottando un approccio operativo congiunto, le due agenzie hanno concordato di mettere insieme le loro competenze in più di 60 distretti e prefetture prioritari in Guinea, Liberia e Sierra Leone, i tre paesi più colpiti da Ebola.Oggi, il numero del personale OMS che lavora nelle comunità per l’emergenza Ebola in Africa Occidentale è il più alto da quanto l’epidemia è cominciata. Oltre 700 persone sono attualmente in servizio nei paesi colpiti da Ebola. Nei distretti in cui il contagio da Ebola è in corso, il WFP fa in modo che gli ispettori dell’OMS abbiano le risorse necessarie – attrezzature per computer, telefoni e regolare connessione internet- per condividere le informazioni cruciali per tracciare e fermare il virus.Il WFP, inoltre, gestisce la flotta di veicoli 4×4 incaricati di trasportare antropologi sociali ed epidemiologi dell’OMS nei villaggi isolati, per continare a conquistarsi la fiducia delle comunità per identificare e seguire i contatti dei pazienti che hanno contratto il virus Ebola finché ogni caso non sarà risolto.La partnership risponde alla direttiva della Sessione Speciale del Consiglio Direttivo dell’OMS su Ebola, con il fine di sviluppare nuovi modi di rafforzare le operazioni di emergenza in ambito sanitario e fornire un modello di collaborazione per la risposta a future emergenze sul fronte della sanità.

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Cibo in cambio d’istruzione

Posted by fidest press agency su martedì, 28 ottobre 2014

cairoCAIRO – Il programma italo-egiziano Debt for Develompment Swap e il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) hanno oggi completato con successo la loro iniziativa “Cibo in cambio di istruzione” per ridurre la vulnerabilità alla fame e migliorare la nutrizione e l’educazione.
Il progetto quinquennale, avviato nel 2009 nei governatorati di Fayoum, Menia e Beni Suef prevedeva merende nutrienti quotidiane ai bambini nelle scuole. Queste hanno contribuito ad aumentare il livello di concentrazione degli studenti fornendo il 25% del loro fabbisogno nutrizionale giornaliero. Il progetto ha, inoltre, incoraggiato i genitori ad iscrivere i loro figli, in particolare le ragazze, a scuola, fornendo un incentivo sotto forma di razioni mensili di 10 kg di riso e di altre materie prime da poter portare a casa. Tale incentivo riguardava le famiglie dei bambini che frequentavano regolarmente la scuola.“L’Italia ha sostenuto gli sforzi per una alimentazione scolastica in Egitto negli ultimi 10 anni, con un contributo pari a circa 15 milioni di dollari attraverso il programma italo-egiziano Debt for Develompment Swap. Il programma di pasti scolastici fornisce sia benefici educativi che di tutela della salute per i bambini più vulnerabili in Egitto” ha dichiarato Maurizio Massari, Ambasciatore d’Italia in Egitto. “I tassi di iscrizione aumentano, diminuisce l’assenteismo e la sicurezza alimentare a livello familiare migliora attraverso l’alimentazione scolastica” ha aggiunto Massari.Gli insegnanti, i bambini e i genitori hanno anche partecipato a varie attività didattiche nutrizionali, un altro aspetto del progetto comune. Un risultato notevole dell’iniziativa di Cibo in cambio di Istruzione è lo sviluppo di un curriculum di educazione nazionale nutrizione prescolare e un programma di formazione per gli insegnanti adottato dal Ministero della Pubblica Istruzione.“Il WFP sostiene il governo egiziano nei suoi sforzi per migliorare l’accesso e la qualità dell’istruzione per migliorare la rete di protezione sociale per le popolazioni più vulnerabili. Le scuole comunitarie sono particolarmente importanti per attrarre i bambini, in particolare le ragazze, nel sistema di istruzione. Anche se il progetto si sta chiudendo, questi bambini continueranno a ricevere lo stesso sostegno da parte del governo e dal WFP attraverso fonti di finanziamento alternative” ha spiegato Lubna Alaman, Rappresentante del WFP e Direttore del WFP in Egitto.“Questo programma si inserisce all’interno del più ampio intervento promosso dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo nel settore alimentare e della nutrizione. E’ importante affrontare i problemi relativi al sostentamento attraverso una strategia integrata che colleghi le competenze e l’assistenza tecnica fornite dal Governo italiano e dalle organizzazioni internazionali di grande esperienza – come ad esempio il WFP – con le priorità, le strategie e le linee guida stabilite dal governo egiziano”, ha aggiunto Massari.

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