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Posts Tagged ‘ciclisti’

Manifestazione salva ciclisti

Posted by fidest press agency su domenica, 6 Mag 2012

Bicycle of "bersaglieri ciclisti" (I...

Bicycle of “bersaglieri ciclisti” (Italian army) World War I Italiano: Bicicletta dei bersaglieri ciclisti, Prima guerra mondiale (Photo credit: Wikipedia)

Giusto una settimana fa, a Roma, alcune decine di migliaia di persone si sono date appuntamento da tutta Italia ai Fori Imperiali, rispondendo all’appello lanciato attraverso il manifesto #salvaiciclisti, per chiedere una politica concreta a favore della sicurezza stradale di ciclisti e pedoni.Una manifestazione simile nel nostro Paese non ha precedenti. Dovrebbe essere un segnale molto forte ed inequivoco, tale da scuotere una politica intorpidita, spesso distaccata dalla realtà quotidianamente vissuta da milioni di cittadini e abituata a coltivare propri riti di conservazione. Di fatto, all’appello hanno aderito anche molti sindaci di grandi città italiane (fra cui Milano, Torino, Firenze, Roma) e rappresentanti di diversi schieramenti politici. Sappiamo che è importante, ma non basta! Occorre che la politica per la mobilità sostenibile sia fatta di impegno e concretezza e che non si limiti a sottoscrivere degli appelli o a una semplice adesione “di facciata”, solo per essere politically correct.

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Strage ciclisti sulle strade

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

2.000 ciclisti continuano a morire ogni anno sulle strade dell’Unione europea investiti da veicoli pesanti: i loro conducenti non riescono a vedere le biciclette in affiancamento a causa dei cosiddetti “angoli ciechi”. Le norme per aumentare la dotazione di specchi sui veicoli pesanti non hanno risolto completamente il problema. Una soluzione,  oggi pratica e conveniente grazie ai progressi della tecnologia, è quella di installare sensori e telecamere sui mezzi pesanti. Per questo alcuni parlamentari europei hanno messo a punto una proposta di dichiarazione scritta del Parlamento europeo, la n. 81/2010, sulla sicurezza stradale di ciclisti e pedoni, per l’eliminazione dei cosiddetti “angoli ciechi” dei veicoli commerciali pesanti. La FIAB, in adesione ad una richiesta pervenuta dall’Europaen Cyclists’ Federation, ha chiesto a tutti gli Europarlamentari italiani di firmare quell’atto entro il 17 febbraio prossimo, per porre fine a incidenti tragici ai danni di chi si sposta in bicicletta. Nella sua nota il Presidente della FIAB, Antonio Dalla Venezia, sottolinea che: “Camion e autocarri sono coinvolti ogni anno in un numero estremamente elevato di collisioni. Il problema sta negli “angoli ciechi” dei lati frontali e laterali che rendono ciclisti e pedoni invisibili al conducente del mezzo. Le norme per aumentare la dotazione di specchi sui mezzi pesanti, evidentemente non sono stati sufficienti a debellare il problema: vanno installati sensori e telecamere su quei veicoli ed introdotti tutti i provvedimenti possibili che la tecnologia mette oggi a disposizione, per porre fine alle stragi di ciclisti sulle strade”. Ma cosa dice la Dichiarazione scritta n. 81/2010 messa a punto per iniziativa di alcuni proponenti ma che ha bisogno del maggior numero di sottoscrittori? Innanzitutto sollecita la Commissione Europea a prendere urgentemente in esame l’argomento e ad assumere provvedimenti per disporre l’installazione di dispositivi di allarme attivi, dispositivi avanzati di frenata d’emergenza e sistemi d’avviso di deviazione dalla corsia. Inoltre chiede di accelerare la valutazione della direttiva 2007/38/CE e di riesaminarla ai fini di un suo allineamento ai progressi tecnologici e alle più recenti norme in materia di dispositivi per la visione indiretta per autocarri di nuova immatricolazione allo scopo di garantire un livello di sicurezza ottimale. Infine il documento chiede che non siano previste esenzioni dal montaggio obbligatorio di dispositivi avanzati di frenata d’emergenza e sistemi d’avviso di deviazione dalla corsia conformemente al regolamento (CE) n. 661/2009 sulla sicurezza generale.

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Sicurezza stradale e ciclisti

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Mag 2010

Intervento della sen. Donatella Poretti, Radicali/Pd: “Oggi il Senato ha approvato le disposizioni in materia di sicurezza stradale e il Governo ha fatto proprio l’ordine del giorno che avevamo presentato in tema di piste ciclabili. Nel testo approvato, l’obbligo indiscriminato e generalizzato dell’uso del casco in bicicletta e’ stato mitigato dal relatore che l’ha ricondotto ai minori di 14 anni, ma non si prendono in considerazione che le principali fonti di pericolo per la circolazione risiedono nella cattiva manutenzione delle strade, nella citata penuria di piste dedicate e nella carenza di una coscienziosa educazione stradale. Per questo, con il sen. Marco Perduca, abbiamo impegnato il Governo ad: “assicurare finanziamenti adeguati ed aggiuntivi per la realizzazione di reti per percorsi integrati ciclabili e per la valorizzazione della mobilità ciclistica, anche agevolando la presentazione di richieste di appositi finanziamenti europei, al fine di costituire una delle soluzioni concrete e praticabili per alleggerire la congestione e la crescita del traffico motorizzato”.
“L’Italia, infatti, nonostante le condizioni climatiche favorevoli, è in forte ritardo rispetto alle altre nazioni europee per l’uso della bicicletta, a causa, oltre che di un diverso approccio “culturale”, di una strutturale carenza di percorsi ciclabili che permettano di spostarsi in condizioni di sicurezza. Un approccio punitivo sull’uso della bicicletta e’ rintracciabile nelle ultime leggi, con una generale trasposizione ai ciclisti delle fattispecie incriminatrici penali ed amministrative previste per gli autoveicoli a motore, compresa la possibilità di decurtare i punti della patente di guida anche nel caso di infrazioni commesse in bicicletta”.

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Casco obbligatorio per i ciclisti?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Mag 2010

Nel corso della discussione che si sta svolgendo in Commissione al Senato sulle nuove “Disposizioni in materia di sicurezza stradale”, che dovrebbero introdurre modifiche al Codice della strada in materia di limitazioni nella guida e di sanzioni per talune violazioni, il 15 aprile è stato approvato il seguente emendamento: «Durante la marcia ai conducenti di velocipede è fatto obbligo di indossare e di tenere regolarmente allacciato un casco protettivo conforme alla normativa tecnica europea in materia. (…)». La notizia, rimbalzata sui media, ha suscitato un certo clamore, giungendo fra l’altro del tutto a sorpresa. Firmatari dell’emendamento sono i senatori: Giaretta, Marco Filippi, Donaggio, Fistarol, Magistrelli, Morri, Papania, Sircana, Vimercati, Zanda. Il primo firmatario, senatore Paolo Giaretta, da noi direttamente interpellato, ha tenuto a chiarire che la sua proposta prevedeva in realtà solo l’obbligo delle bretelle riflettenti nelle ore serali (che difatti è rimasto nel seguito del testo approvato), per favorire la visibilità del ciclista sulle strade, ma non la norma sul casco, su cui lui stesso non è d’accordo, e che viceversa è stata inserita da uno dei firmatari, modificando l’emendamento senza consultare tutti gli altri sottoscrittori. A fronte della introduzione di un obbligo giuridico diventa infatti inevitabile valutare il rapporto costi / benefici da esso derivanti. Occorre avere ben chiaro che non è spostando gli oneri di protezione sull’anello finale della catena (il ciclista, in questo caso) che le nostre strade e le nostre città diventeranno più sicure. D’altro canto, in Europa, nei Paesi a più alta densità di traffico ciclistico (Francia, Germania, Olanda, Regno Unito, per citarne alcuni), non esiste una norma in questi termini. Si aggiunga che la protezione garantita al ciclista dall’uso del casco in caso di investimenti ad alta velocità è sostanzialmente ininfluente e crea anzi una falsa percezione di sicurezza che non corrisponde all’effettiva protezione, dato che i caschi sono omologati per reggere solo a cadute minori (impatti fino a 23 km/h, al contrario dei caschi per moto, profondamente diversi ma inutilizzabili in bici, che reggono a collisioni a velocità superiori). La Federazione Italiana Amici della Bicicletta sollecita pertanto le autorità e le pubbliche istituzioni a: – focalizzare gli interventi sulle misure che promuovono concretamente la cd. “mobilità dolce”;- assumere piena consapevolezza che la causa (o concausa) più ricorrente della pericolosità delle strade italiane, anche urbane, dipende innanzitutto dalla velocità dei mezzi motorizzati che vi circolano: occorre dunque che questo fattore di rischio sia ridotto e messo sotto controllo con tutte le iniziative possibili. Nell’approssimarsi della Prima Giornata nazionale della bicicletta, indetta dal Ministero dell’Ambiente per il prossimo 9 maggio, la FIAB chiede dunque ai parlamentari di tutti gli schieramenti di adoperarsi affinché una tale norma venga al più presto corretta, prima della sua definitiva approvazione in Aula e della conseguente trasformazione in Legge della Repubblica.

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ExpoBici

Posted by fidest press agency su martedì, 8 settembre 2009

Padova dal 19 al 21 settembre 2009 alla Fiera di Padova, rassegna dedicata al mondo della bicicletta di qualità Cycling Venice avrà luogo nella mattinata di domenica 20 settembre e sarà un evento sportivo atipico nel panorama delle manifestazioni ciclistiche: la magia del percorso e la location di arrivo rappresenteranno un ‘occasione unica per appassionati della bici e turisti, di vivere una giornata in cui la passione per le due ruote e l’occasione di godersi una delle zone di maggior interesse artistico e paesaggistico al mondo, si coniugheranno perfettamente.  La pedalata avrà due tipologie di partecipanti a seconda del livello tecnico e di preparazione consentendo di coinvolgere ciclisti amatori di vari livelli:  Speed forty: i ciclisti pedaleranno seguendo un testimonial che terrà un’andatura massima di 40km/h. Il gruppo sarà preceduto da staffette che apriranno la strada e sarà chiuso da un veicolo “scopa”.  Speed twenty: i ciclisti pedaleranno ad una velocità massima di 20Km/h, anche in questo caso il gruppo sarà preceduto da una staffetta e chiuso da un veicolo “scopa”.  Le strade di percorrenza verranno presidiate nei punti chiave, dallo staff dell’organizzazione.  http://www.expobici.it/cyclingvenice.html

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Multe ai ciclisti

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Viviamo in un Paese nel quale, salvo limitatissime eccezioni, non esiste una politica della mobilità ciclistica. Nel quale gli impegni a favore della mobilità sostenibile o non ci sono, o restano sulla carta. Un Paese che sembra ragionare solo in chiave “auto-centrica” relegando la promozione della mobilità dolce e leggera (come pure del trasporto collettivo) alle dichiarazioni di facciata, e talvolta neppure a quelle. Per rendersi conto delle differenze non occorre andare lontano: basta attraversare uno dei confini nazionali, verso la Francia, la Svizzera, l’Austria o la Germania. Senza scomodarsi ad arrivare sino al Nord Europa. Basta uno sguardo per capire, anche senza voler approfondire. E’ dunque davvero difficile, oggi, riuscire a far passare il provvedimento che sanziona i ciclisti equiparandoli agli automobilisti, ai fini della sanzione accessoria della decurtazione dei punti della patente, come un intervento serio, motivato, non demagogico, utile alla sicurezza stradale, giusto, ragionevole.. Cifre di una guerra sulle strade, che viene addomesticata con parole più o meno tranquillizzanti, espressione di fatalità ineluttabili: “incidenti”, in realtà spesso omicidi dolosi derubricati a colposi. Cinquemila morti l’anno sulle strade, anche urbane, più il carico di feriti, di invalidi, i costi individuali, familiari, sociali. Migliaia di caduti fra i quali vi sono innanzitutto pedoni e ciclisti. Come porre un freno? Spostando l’attenzione su altri obiettivi. Eccoli, allora, i nuovi pirati della strada: vanno in bicicletta. Non sfrecciano a 90 all’ora sulle strade urbane, ma sono assai più temibili, silenziosi, insidiosi, feroci. Ecco perché vanno sanzionati in modo esemplare. Comprensibile che faccia notizia, al pari dell’uomo che morde il cane. Ci sarà di che sbizzarrirsi, in queste prime settimane di applicazione delle nuove norme del Codice della strada in vigore da qualche giorno (art. 219 bis CdS). Dato che, come avevamo già chiarito all’indomani dell’approvazione della legge, non c’è da parte nostra alcuna rivendicazione di impunità o di immunità per una categoria di utenti delle strade, ma solo una esigenza di  maggiore ponderatezza nei provvedimenti legislativi, non si può sfuggire a  un nodo di sostanza: ci si rende conto che il Codice della strada prevedeva già obblighi e sanzioni anche per i ciclisti, che a qualcuno toccava farle rispettare, e che non erano per questo affatto necessarie nuove norme? La bicicletta continua ad essere vista dal legislatore nazionale come un “veicolo ibrido”, secondo le convenienze: sugli incroci si impone spesso al ciclista di trasformarsi in “pedone”, altre volte si impone di seguire il traffico veicolare a motore, in altri casi lo si induce ad inventarsi dei percorsi che non esistono, talvolta si pretende che utilizzi percorsi ciclabili oggettivamente inadatti e pericolosi, talaltra lo si costringe di fatto a rifugiarsi sui marciapiedi per proteggere la propria incolumità. Questo è “se vi pare” il ciclista urbano, in Italia. Sarebbe utile che legge e buon senso procedessero insieme, sempre. In questo caso, pare proprio che abbiano deciso di seguire strade diverse. (Eugenio Galli Responsabile Ufficio legale FIAB)

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Dove dormono i ciclisti?

Posted by fidest press agency su martedì, 11 agosto 2009

1.700 strutture ricettive elencate per regione e provincia, due milioni di pagine visitate nell’ultimo anno, un interfaccia bilingue semplice ed intuitivo, ecco dove i ciclisti di tutta Europa cercano gli alberghi, i campeggi o i B & B per passare le notti durante i loro viaggi. http://www.albergabici.it è il portale realizzato dalla FIAB Federazione Italiana Amici della Bicicletta Onlus, l’associazione che conta 12.000 soci in 113 associazioni in tutta Italia che si occupano della promozione della bicicletta, sia in ambito urbano che come strumento di turismo sostenibile. Albergabici ® è stato presentato nel 2003 e da allora il suo successo è stato continuo e la crescita inarrestabile. Chi ha intenzione di intraprendere un viaggio in bicicletta in Italia farebbe bene prima di tutto a visitare il sito che permette di verificare se nella zone che intende visitare ci sono strutture che permettono il pernotto per una sola notte, se c’è un posto sicuro e coperto dove sistemare la bici per la notte, se la struttura dispone di una piccola ciclofficina e soprattutto se hanno mappe e guide specialistiche che possono prestare o offrire al cicloturista. Molte di queste strutture offrono sconti interessanti ai soci FIAB e in questi tempi l’aspetto economico non è da sottovalutare. Non solo alberghi, infatti in Albergabici si possono confrontare campeggi, ostelli, rifugi, agriturismo e Bed & Breakfast ed ognuno può individuare la struttura che più risponde alle proprie esigenze. Il sito ha una sezione molto utile dedicata agli operatori turistici con consigli e documenti per la promozione del cicloturismo.

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Domenica 24 maggio è “BicItalia Day”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 Mag 2009

In attesa che anche nel nostro paese si realizzi ufficialmente una rete ciclabile nazionale al pari di quelle che si trovano in Austria, Svizzera, Inghilterra, Olanda, Danimarca e in molti altri paesi europei, la FIAB – Federazione Italiana Amici della Bicicletta onlus  organizza di sua iniziativa una giornata dedicata a BICITALIA (www.bicitalia.org), ovvero al progetto di Rete nazionale che non c’è, ma che FIAB sta cercando per tutto il territorio nazionale. Si tratta del “BicItalia Day”, giunta alla sua seconda edizione, che si terrà domenica 24 maggio. In tale occasione i soci dei gruppi FIAB pedaleranno lungo quelli che sono stati individuati come i principali itinerari cicloturistici nazionali. ”Stiamo lavorando ad una ipotesi di rete di percorsi di media e lunga percorrenza adatti alla bicicletta che attraversino tutto lo stivale da est a ovest e da nord a sud per circa 16.500 km (contro i circa 2000 km esistenti) sfruttando tutte le risorse disponibili, dagli argini dei fiumi e canali ai tratti ferroviari e stradali dismess”, dichiara Claudio Pedroni, Responsabile FIAB del progetto BicItalia. “Nel nostro paese ci sono esempi di reti cicloturistiche di tutto rispetto come ad esempio quelle della provincia di Trento o della provincia di Ferrara ma sono scollegate fra loro. Il nostro progetto vuole collegare l’esistente in una grande rete di percorsi privi di traffico e per questo sollecita anche provvedimenti legislativi nazionali in tal senso.” Nel BicItalia Day ci sarà anche l’occasione di pedalare per supportare vertenze interregionali quali ad esempio il riutilizzo in chiave ciclopedonale del sedime della ferrovia dismessa Treviso – Ostiglia (Ostiglia Day), oppure la conversione alla mobilità dolce della vecchia statale della Cisa, fra Parma ed il mare, quale asse portante del corridoio cicloturistico Brennero – Mar Tirreno (Cisa day). Il programma di queste ed altre iniziative si trova sul sito http://www.fiab-onlus.it Quest’anno collaboreranno al BicItalia Day anche i volontari di OpenStreetMap e la comunità di GFOSS, propugnatori della libertà dei dati geografici sulla rete internet. Questi stanno lavorando alla costruzione della grande banca dati geografici libera del mondo e in occasione della manifestazione FIAB raccoglieranno i dati dei percorsi delle ciclovie.

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Il Giro d’Italia del Centenario e la Provincia di Sondrio

Posted by fidest press agency su domenica, 26 aprile 2009

Milano 28 aprile 2009 alle ore 10,00, presso la Sala Riunioni 2 della Regione Lombardia  Assessorato allo Sport – Via Pola, 14/16 si terrà la preannunciata conferenza stampa di presentazione delle due tappe valtellinesi del Giro d’Italia 2009 (Innsbruck – Chiavenna del 15 maggio e la Morbegno – Bergamo del 16 maggio) e delle iniziative di comunicazione e di promozione ad esse legate. Alla conferenza stampa sarà presente come già anticipato il Direttore del Giro d’Italia Dr. Angelo Zomegnan oltre ad un rappresentante della stessa Regione Lombardia

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