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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

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Sistemi informativi SPID e CIE nella pubblica amministrazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 8 marzo 2021

Il 28 febbraio rappresentava il termine ultimo previsto dal Decreto “Semplificazioni” entro il quale le pubbliche amministrazioni italiane avrebbero dovuto integrare nei propri sistemi informativi SPID e CIE come unici sistema di identificazione per l’accesso ai servizi digitali, cessando contestualmente il rilascio di credenziali differenti da questi due strumenti (fermo restando la possibilità di utilizzare le credenziali già rilasciate, anche se non oltre il 30 settembre 2021); integrare la piattaforma pagoPA nei sistemi di incasso per la riscossione delle proprie entrate; avviare i progetti di trasformazione digitale necessari per rendere disponibili i propri servizi sull’App IO. Come è andata? La rilevazione condotta da FPA dimostra che buona parte delle amministrazioni non sono riuscite a rispettare la deadline che, nelle intenzioni del governo, avrebbe dovuto rappresentare un vero e proprio punto di non ritorno verso quello switch off digitale da tempo auspicato. Ad oggi[1] le amministrazioni che consentono l’accesso ai servizi online anche attraverso SPID sono poco meno di 6.300, su una platea complessiva di oltre 20.000 enti pubblici. Un dato che, come noto, non tiene in considerazione il numero effettivo di servizi SPID erogati dai diversi enti, per cui tra le amministrazioni “attive” vengono ricomprese anche quelle che hanno attivato un solo servizio, con il solo obiettivo di rispondere all’adempimento minimo.Più alto il dato relativo alle amministrazioni attive su PagoPA, poco più di 18.000, corrispondenti a quasi circa l’80% degli enti in perimetro. Anche qui, però, occorre considerare che gli enti “attivi”, ovvero le PA che hanno riscosso pagamenti su pagoPA per almeno un servizio, sono poco meno di 8.800.Più complicato calcolare il numero di enti presenti sull’app IO. Tra gli enti centrali risultano sicuramente attivi i servizi di ACI (AvvisACI, Bollo Auto, Certificati di proprietà, Comunicazione istituzionale), Agenzia delle Entrate (Bonus Vacanze), Ministero dell’Interno (Richiesta di cittadinanza) e MEF (Cashback), mentre l’elenco degli enti locali che hanno integrato i propri servizi sull’app è attualmente in fase di aggiornamento.Ecco cosa ci dicono i numeri, in questo caso: a febbraio le identità digitali SPID hanno superato i 17,5 milioni (erano 15,5 milioni a fine 2020), mentre le CIE attivare risultano più di 19,3 milioni; le transazioni su PagoPA sfiorano già i 28 milioni, per un valore complessivo di oltre 4,7 miliardi di euro, con previsioni per la fine del 2021 di quasi 172 milioni di transazioni (sono state 101 milioni a fine 2020) per un valore che sfiora i 33 miliardi di euro; l’app IO ha raggiunto i 10,4 milioni di download, spinta soprattutto dal Cashback, a cui ad oggi hanno aderito quasi 7,8 milioni di cittadini, con oltre 280 milioni di transazioni elaborate e più di 14 milioni di strumenti di pagamento attivati.

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Minniti e i CIE: un fallimento annunciato

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 gennaio 2017

corte di giustizia europeadi MoVimento 5 Stelle. Aprire un CIE per regione, come propone il Ministro Minniti, rallenterebbe solo le espulsioni degli immigrati irregolari e non farebbe altro che alimentare sprechi, illegalità e mafie con pesanti multe (pagate dai cittadini italiani) per la violazione di sentenze della Corte di Giustizia Europa e della Corte Costituzionale in materia di diritti umani. È necessario identificare chi arriva in Italia, scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno, senza parcheggiarli in inutili CIE spesso gestiti dalle mafie, accogliere chi ha diritto d’asilo ed integrare seriamente gli immigrati regolari.
Sono cose che il M5S afferma con buonsenso da anni. Per far questo serve prima di tutto un governo credibile e in grado di farsi rispettare dai partner internazionali. Condizione necessaria affinchè si stipulino tutti quegli accordi bilaterali che ci permetterebbero di espellere gli immigrati irregolari che, come certificato dalla stessa UE, sono l’80% di chi è giunto in Italia negli ultimi anni.
In assenza di questi accordi però, l’Italia ne può espellere solo poche migliaia degli oltre 75.000 che risiedono sul nostro territorio.
Da mesi dai territori della Penisola arrivano disperati appelli. L’ultimo, è quello del prefetto di Reggio Emilia che ha dichiarato che “sono raddoppiati i richiedenti asilo, non sappiamo più dove metterli ed il rischio è che molti non abbiano diritto agli aiuti”.
L’allarme è stato portato subito all’attenzione del Parlamento, dove abbiamo rilanciato le nostre proposte, inclusa quella di assumere migliaia di laureati in discipline giuridiche che possano identificare al più presto chi ha diritto all’asilo e chi no. Gli irregolari identificati dopo questo processo vanno subito rimpatriati, altro che riaprire i CIE che piacciono a ‘Mafia capitale’!
L’ex presidente USA, il premio Nobel per la Pace Barack Obama, tanto osannato dai “democratici” di casa nostra, durante il suo mandato ha espulso 2,5 milioni di irregolari, una media di 300-400mila ogni anno.
Con la proposta di abolizione del reato d’immigrazione clandestina votata dagli iscritti del M5S (reato inutile che ancora non è stato cancellato dal governo Pd-Ncd) miravamo a rendere più snelle le espulsioni, diminuire i costi a carico dei cittadini e facilitare il duro lavoro di magistrati e forze dell’ordine.Già nel 2008 le forze di Polizia denunciavano l’inefficienza di questa norma propagandistica voluta dalla Lega che nel 2010 ha bloccato l’espulsione dell’89% dei clandestini come ricordavano i sindacati di polizia.
Parliamo della stessa Lega e dello stesso PD che hanno firmato il Regolamento di Dublino III che fa sì che l’Italia si debba accollare tutti i migranti che giungono nel nostro Paese come primo approdo. Regolamento di Dublino che il M5S, per primo, ha proposto di modificare.Il Movimento 5 Stelle ha le idee molto chiare in tema immigrazione, soluzioni concrete che metterà a punto, in rete, con il voto degli iscritti certificati. Un serio programma sull’immigrazione che coniugherà buonsenso, rispetto ferreo della legalità e diritti umani.

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Clandestini: Proroga permanenza nel Cie

Posted by fidest press agency su sabato, 18 giugno 2011

“E’ assolutamente irragionevole e pericolosa la scelta di prolungare fino a 18 mesi il periodo di permanenza dei clandestini nei centri di identificazione ed espulsione”. Lo afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP, il Sindacato Indipendente di Polizia. “Anziché far fronte alle inefficienze organizzative – prosegue Maccari – e potenziare le strutture chiamate ad affrontare l’emergenza immigrazione, si istituzionalizza il problema lasciando liberi di circolare nel territorio migliaia di clandestini, con tutto ciò che questo comporta in termini di sicurezza per i cittadini. Inoltre si continua a sovraffollare strutture inadeguate e già sature – alcune delle quali già finite sotto i riflettori mediatici per le vergognose condizioni igienico-sanitarie in cui versano – nelle quali si verificano continui incidenti tra appartenenti alle diverse etnie e rivolte contro le stesse Forze dell’Ordine chiamate a garantire pur minime condizioni di sicurezza”.

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Chiudere il Cie di palazzo San Gervasio

Posted by fidest press agency su domenica, 12 giugno 2011

“Chiudere immediatamente il Cie di Palazzo San Gervasio!”. Lo chiede a gran voce Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, dopo la pubblicazione sul sito internet del Gruppo Repubblica – Espresso, di un’inchiesta giornalistica dalla quale emergono le reali condizioni del centro in cui sono rinchiusi decine di giovani tunisini. “Il servizio, che dipinge il Cie come una sorta di Guantanamo italiana – prosegue Maccari – non fa che confermare ciò che andiamo sostenendo da tempo: la situazione assolutamente scandalosa di alcuni Centri per immigrati sparsi per il territorio nazionale, che rappresentano delle vere bombe ad orologeria pronte ad esplodere. Strutture malsane e fatiscenti, in cui clandestini e profughi vengono reclusi in maniera incivile e disumana, e che sono continuamente teatro di violenze e disordini di cui a fare le spese sono sempre gli Operatori delle Forze di Polizia. Quanto denunciato dal reportage giornalistico su Palazzo San Gervasio non ci sorprende affatto: come Coisp abbiamo denunciato più volte al Ministero dell’Interno l’inadeguatezza e la scarsa sicurezza della struttura, in cui si verificano continue fughe corredate da assalti ed aggressioni alle Forze dell’Ordine. Il ministro Maroni, anziché limitare il diritto-dovere della stampa di informare i cittadini, faccia chiarezza, assumendo tutti gli urgenti e opportuni provvedimenti, su quanto si verifica all’interno di queste tendopoli trasformate in moderni lager, in cui viene continuamente messa a rischio l’incolumità degli ospiti, ma soprattutto delle Forze dell’Ordine chiamate a mantenere la sicurezza. Una situazione che appare incomprensibile, anche alla luce delle somme enormi che vengono spese per finanziare la gestione dell’accoglienza degli immigrati e le opere di manutenzione e adeguamento delle strutture”.

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Sospendere legittimità Libia

Posted by fidest press agency su domenica, 27 febbraio 2011

Dichiarazione dei Senatori Radicali Marco Perduca e Donatella Poretti: “Oltre ai 20 milioni di Euro recuperabili dal decreto missioni stornando quanto destinato all’Unione del Mediterraneo e al pattugliamento congiunto coi libici, occorre da subito ipotizzare un accantonamento preventivo estraordinario dell’8×1000 che, tra gli altri fini, e’ fonte di finanziamento alle attività pei rifugiati. Lo Stato lanci subito campagna pubblicitaria per richiesta 8×1000 e contestualmente modifichi la denominazione dei Cie facedoli tornar a essere centri di permanenza temporanea. Resta pero’ il gravissimo problema del mantenimento della legittimita’ politica bilaterale – occorre congelare l trattato anche se, come dice La Russa al momento non e’ applicato – e unirsi agli USA nel richiedere la sospensione della Libia dal consiglio dei diritti umani dove e’ stata eletta l’anno scorso fino al 2013. Tollerare all’Onu di Ginevra la presenza di un governo che ammazza I propri cittadini ricorrendo a mercenari stranieri sarebbe l’ultimo atto del discreditamento del sistema delle nazioni unite in materia di diritti umani”.

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Dove costruire il Cie in Campania?

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 Maggio 2010

“Il Ministro Maroni ci dica dove si è scelto di costruire il Cie campano” è la domanda che l’on. Americo Porfidia rivolge al Ministro, “Dall’odierno question time – spiega Porfidia – apprendiamo dal Ministro Maroni che è intenzione del governo costruire 4 nuovi Cie entro il 2010, uno dei quali in Campania. Così come per il futuro della ex centrale del Garigliano il governo non si preoccupa di informare dettagliatamente i cittadini. Il Ministro ci dice che le aree che ospiteranno le nuove strutture sono state già individuate ma che parlerà con i presidenti di regione per definire le sedi più idonee. Non capiamo se la Regione parteciperà attivamente al processo decisionale o se sarà chiamata solo a prendere atto passivamente della scelta. Non vorremmo che i cittadini e gli enti locali siano nuovamente tenuti fuori da scelte così delicate per il territorio. Invitiamo il governo – conclude il deputato campano – a dire quanto prima e apertamente dove intende costruire il Cie campano affinché tutti gli organi competenti possano partecipare al dibattito riguardo alla sua eventuale e migliore ubicazione”

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No ai medici Asl al Cie di Ponte Galeria

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2009

Roma. “Decisione paradossale, invito l’Asl Roma D a riflettere su quanto annunciato. Sono in gioco vite umane, persone che hanno sofferto e che continuano a soffrire. Spero che il provvedimento non sia stato dettato da questioni puramente economiche. Se così fosse, invito i vertici della Regione a porre immediatamente rimedio “. Con queste parole il vicesegretario per il Lazio dell’Italia dei Valori, Oscar Tortosa, ha commentato la decisione da parte dell’Asl Roma D di interrompere le cure sanitarie prestate agli immigrati accolti all’interno del Centro di identificazione ed espulsione di Ponte Galeria. L’Asl ha giustificato la scelta appellandosi ad una nota della Prefettura di Roma del maggio 2009, secondo cui gli operatori devono essere dipendenti del Ministero dell’Interno. Da oggi gli ospiti più gravi del centro dovranno essere accompagnati all’esterno per ottenere assistenza medica adeguata, attraverso il rilascio di appositi permessi per via dello status giuridico dei trattenuti. “Invito giornali, televisioni e chiunque gestisca un mezzo d’informazione a non abbassare la guardia sulla tutela della salute dei cittadini immigrati e di continuare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’argomento – sottolinea l’esponente del partito guidato da Antonio Di Pietro –  Sarebbe indecoroso, in un paese civile come il nostro, calpestare i principali diritti posti a difesa dell’essere umano”.

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Rivolta al CIE di Modena

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2009

“Ancora una rivolta, ancora minacce, ancora la rabbia che esplode irrefrenabile, ancora poliziotti esposti a rischi gravissimi. E’ l’ennesima tragedia sfiorata, e nessuno ancora interviene seriamente per trovare soluzioni efficaci e serie ad una situazione che presto sarà completamente fuori controllo e di cui, lo sappiamo, a farne le spese, in un modo o nell’altro, saranno i Servitori dello Stato”.  Così Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – Sindacato indipendente di Polizia, lancia nuovamente l’allarme sul problema sicurezza nei centri per immigrati, dopo la notizia dei gravi incidenti avvenuti al Centro di identificazione ed espulsione (Cie) di via Lamarmora a Modena, dove alcuni magrebini hanno dato il via ad una rivolta per non aver potuto utilizzare i telefoni cellulari nella struttura. Dopo che già la notte precedente altri ospiti avevano cercato di lasciare la struttura facendo un buco nel soffitto dello stabile, ieri gli stranieri hanno minacciato di dare fuoco ai materassi, e cinque di loro hanno tentato la fuga venendo poi bloccati da una Volante della Polizia. Due nordafricani sono stati arrestati e altri due trasferiti al Cie di Bologna. Risulta che i fuggitivi fossero tra gli extracomunitari trasferiti a Modena dal centro di Caltanissetta, dove nella notte tra il 13 e il 14 novembre scorsi un incendio aveva devastato l’edificio. “Ancora una volta – aggiunge il leader del Coisp – la preparazione e la professionalità dei poliziotti hanno consentito di risolvere, momentaneamente, la situazione. Ma non è giusto né tollerabile che le Istituzioni restino a guardare nell’immobilismo più assoluto, aspettando di vedere se la prossima volta saranno ancora i pochi colleghi schiacciati sotto il peso di un servizio disumano ad avere la meglio, o se magari resteranno vittime della violenza che ingiustamente si scatena contro di loro, o saranno costretti a gesti estremi. Abbiamo segnalato in ogni modo ed ogni settimana di questo lungo anno le condizioni assurde in cui la Polizia di Stato è costretta ad affrontare questo stato di cose nei centri per immigrati del Paese. Continuiamo a segnalare un rischio gravissimo che si concretizza giornalmente sotto gli occhi di tutti. Non vorremmo – conclude Maccari -, il giorno in cui si verificherà l’irreparabile, fra i litri di lacrime di coccodrillo che certamente saranno versati, dover fare la conta di quante volte abbiamo lanciato un monito: intervenire subito”.

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Sommossa nel Cie di Restino (Br)

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2009

Dichiara Franco Maccari:“A luglio, quando siamo stati in visita in quello che ancora era il Centro di Accoglienza e Riconoscimento di Asilo (C.A.R.A.) di Restinco (Br), quasi come se stessimo esprimendo una triste profezia avevamo detto che, per quanto buone e dignitose fossero le condizioni dei luoghi, ci sarebbe stato certamente bisogno di un incremento considerevole dei colleghi impegnati quando, di lì a poco, la struttura fosse divenuta un Centro di identificazione ed espulsione (C.I.E.). Oggi, purtroppo, registriamo l’ennesima conferma dell’attualità dei pericoli che i garanti della sicurezza corrono nell’espletamento dei servizi presso i centri per immigrati. Le proteste in questi luoghi, sempre più violente, scoppiano ad ogni piè sospinto, ed è ora che vengano assunti seri provvedimenti. Adesso, senza se e senza ma, senza attendere che ci scappi il morto per poi piangere litri di lacrime di coccodrillo”.  E’ grande la preoccupazione espressa da Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia -, a seguito della sommossa scoppiata alcune notti fa nel Cie di Restino, che ha coinvolto una cinquantina di extracomunitari, e si è e conclusa con quattro arresti (di un marocchino e tre tunisini) per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, nonché danneggiamento, ed una decina di clandestini fuggiti.

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