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Osteoporosi e fratture vertebrali

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2010

Cremona il 25 settembre  presso la Sala Monteverdi dell’Hotel Impero. Il convegno, presieduto dal Prof. Giuseppe Galli, Direttore del reparto di Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera di Cremona, rappresenta l’occasione per informare i Medici di Medicina Generale sulle nuove tecniche di chirurgia mininvasiva vertebrale e proporre procedure condivisibili per avviare immediatamente i pazienti verso un corretto percorso di cura.
Ogni anno in Italia si verificano oltre 100.000 fratture vertebrali causate da osteoporosi. Il progressivo invecchiamento della popolazione, specie nei Paesi più sviluppati, unito alle aumentate esigenze funzionali, fanno sì che le problematiche mediche legate alle patologie della colonna vertebrale, in vertiginoso aumento, siano diventate uno dei principali problemi a cui devono far fronte le persone anziane. Nel corso del convegno verrà inquadrata l’osteoporosi da un punto di vista clinico ed eziopatologico, e si darà largo spazio al confronto tra le diverse procedure, attualmente in uso, di intervento mininvasivo  per le fratture vertebrali.
In particolare, compito del medico di base è quello di riconoscere immediatamente i casi da trattare chirurgicamente, abbattendo le naturali resistenze dei pazienti, soprattutto anziani, all’idea del bisturi. Per questo, un altro importante obiettivo del corso è informare i medici di famiglia delle procedure di chirurgia vertebrale mininvasive più innovative e sicure. Ad oggi i sistemi più utilizzati sono la cifoplastica con palloncino e la vertebroplastica. Entrambe le tecniche prevedono l’iniezione di cemento nella vertebra fratturata, ma la caratteristica che rende unica la cifoplastica è l’uso di un “palloncino” inserito per via percutanea, che una volta gonfiato, oltre a stabilizzare la frattura, risolleva la vertebra collassata posizionandola il più vicino possibile all’altezza originale. A questo punto, si procede con l’inserimento di un cemento sintetico o biologico.
La cifoplastica con palloncino è un intervento della durata di circa un’ora che viene eseguito in anestesia locale e sedazione o generale, a seconda del paziente. Dopo l’intervento, il paziente rimane in osservazione per un paio di giorni, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono nell’immediato. I vantaggi correlati a questa tecnica chirurgica sono numerosi: dalla rapidità con cui viene restituita la mobilità al paziente, ai notevoli risparmi economico-sociali rispetto alle cure tradizionali. Vengono infatti evitati i costi di ospedalizzazione, riabilitazione e cura farmacologica del dolore.
L’osteoporosi è un problema assai diffuso (in Italia ogni anno si verificano oltre 100.000 casi), in particolar modo tra le donne in età post-menopausale. La patologia si manifesta con un andamento cronico e con una elevata predisposizione alle fratture in quanto l’osso diminuisce di consistenza, diventa poroso e quindi fragile. Il progressivo invecchiamento della popolazione, specie nei Paesi più sviluppati, unito alle aumentate esigenze funzionali fanno sì che le problematiche mediche legate alle patologie discali abbiano subito un vertiginoso incremento in termini numerici e non solo.

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Quando la schiena fa “crack”

Posted by fidest press agency su venerdì, 27 agosto 2010

Ogni anno in Italia si verificano oltre 100.000 fratture vertebrali causate da osteoporosi. Basta spesso un gesto innocuo – un peso sollevato distrattamente o un movimento brusco – a far sì che possano provocarsi cedimenti o collassi di un corpo vertebrale, con conseguenti fratture dolorose, che provocano cambiamenti nell’aspetto e nella postura, mal di schiena e limitazioni nella mobilità.
Ha dichiarato il Dottor Stefano Astolfi, direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Vertebrale dell’Ospedale San Carlo di Nancy: “Il crollo è la classica manifestazione della demineralizzazione ossea tipica dell’età avanzata e si estrinseca con un cedimento strutturale in altezza di uno o più corpi vertebrali. Oggi – continua il dottor Astolfi – è possibile trattare tali sempre più frequenti patologie mediante moderne tecniche chirurgiche minivasive percutanee come la cifoplastica con palloncino che consiste nell’introduzione attraverso il peduncolo vertebrale di un cemento acrilico a presa rapida, con la possibilità di una espansione del soma vertebrale mediante apposito palloncino. Questa tecnica è stata ideata per ridurre prima e stabilizzare poi la frattura in modo controllato, correggere ove possibile le deformità della colonna vertebrale, prevenire l’insorgere di nuove fratture, alleviare il dolore in modo rapido e prolungato e migliorare la qualità della vita del paziente”.
Presso l’Unità Operativa di Chirurgia Vertebrale dell’Ospedale San Carlo di Nancy, l’equipe chirurgica ortopedica diretta dal Dottor Stefano Astolfi esegue di routine numerosi trattamenti di cifoplastica, su una casistica personale che comprende ormai oltre 580 procedure eseguite su 350 pazienti  affetti da crolli singoli o multipli del tratto dorsale e lombare della colonna vertebrale
La cifoplastica con palloncino è un intervento della durata di circa mezz’ora che viene eseguito in anestesia locale o generale, a seconda del paziente. Il palloncino viene inserito per via percutanea e, una volta gonfiato, può addirittura risollevare la vertebra fratturata restituendole la morfologia originale. A questo punto, si procede con l’inserimento di un cemento che può anche essere osseo, biologico, totalmente riassorbibile. Dopo l’intervento, il paziente rimane in osservazione per qualche ora, mentre i suoi sintomi dolorosi scompaiono nell’immediato. Finora, in tutto il mondo, sono state trattate con la tecnica della cifoplastica con palloncino più di 600.000 fratture su oltre 450.000 pazienti. Secondo un recente Studio pubblicato nel febbraio 2009 su The Lancet che ha coinvolto 300 pazienti di 21 centri clinici di otto Paesi, La frequenza di effetti avversi non ha presentato differenze fra i gruppi. Come confermato dalle radiografie effettuate a un anno di distanza, la cifoplastica con palloncino non ha comportato un aumento significativo di nuove fratture vertebrali rispetto al gruppo di controllo.

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