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Il Cinema come ponte tra due Isole: Cuba e Isola Tiberina

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

Roma. Dal 18 al 21 Agosto 2019 Isola Tiberina.Organizzata dall’Ambasciata di Cuba in Italia e da Joana Ginori, curatrice della sezione Isola Mondo, la mostra di cinema cubano avrà luogo all’Isola Tiberina, in collaborazione con l’Archivio audiovisivo del movimento operaio e democratico (AAMOD). La rassegna si svolgerà tra due sale, Cinelab e Schermo Tevere, dal 18 al 21 agosto, proponendo alcuni classici imprescindibili, come il documentario breve Now di Santiago Álvarez e Fragola e Cioccolato di Tomás Gutiérrez Alea e Juan Carlos Tabío. Tutte le proiezioni saranno ad ingresso gratuito.
Si inizia il 18 agosto con un doppio appuntamento al Cinelab: alle ore 21.15 con il documentario di Octavio Cortàzar, Por la primera vez, che racconta l’esperienza di una comunità rurale delle montagne orientali di Cuba, dove arriva “per la prima volta” il cinema, grazie ai cinema itineranti creati a tale scopo dalla Rivoluzione Cubana. Attraverso il ricorso al metacinema, lo spettatore viene coinvolto nelle emozioni che il pubblico di campagna riceve dalla visione del primo film della loro vita: “Tempi Moderni” di Charlie Chaplin; segue, alle ore 21.30, Lucia di Humberto Solas che narra tre episodi differenti della storia cubana: la guerra di Cuba per l’indipendenza dalla Spagna, la decade del 1930 e la decade del 1960, attraverso gli occhi di tre donne che hanno in comune solo il nome, Lucia.
La stessa sera, il 18 agosto, alle ore 21.45, presso lo Schermo Tevere la rassegna propone La bella del Alhambra di Enrique Pineda Barnet, tratto dal romanzo “Canzone di Rachel” di Miguel Barnet, ricostruisce la Cuba degli anni ’20. Rachel sogna di diventare una vera artista, ma fa la corista ed è costretta a prostituirsi. Il suo traguardo sarà il teatro Alhambra, dove sta nascendo un’espressione teatrale critica e picaresca. Rachel, divisa tra amore e fama, diventerà la bella dell’Alhambra.
Il 19 agosto, ore 21.30, al Cinelab, Fresa Y Chocolate di Tomás Gutiérrez Alea e Juan Carlos Tabío è la storia di un omosessuale, colto ed emarginato, che conosce un giovane studente universitario, tra i due si instaura un rapporto di amicizia che fa crollare incomprensioni, pregiudizi e intolleranze.
Sempre il 19 agosto, ore 21.15, allo Schermo Tevere, El Benny è un film di genere biografico, musicale del 2006, diretto da Jorge Luis Sánchez, sulla vita di uno dei più importanti musicisti cubani del XX secolo: Bartolomé Maximiliano Moré Benitez detto ‘Benny Morè, El barbaro del ritmo’. Accanto alla ricostruzione degli eventi della sua vita privata e alla composizione della sua musica, vengono mostrati i momenti dolorosi che portarono alla fine della Repubblica cubana.
Il 20 agosto, ore 21.30, al Cinelab José Martí El Ojo Del Canario, definito dal regista, il maestro Fernando Pérez, più che una biografia, un percorso spirituale, compiuto da Josè Martì (Eroe nazionale di Cuba), tra i 9 e i 17 anni, quando conobbe da vicino la sua patria, imparando ad amarla e comprenderla, per realizzare la magna opera che ha occupato il resto della sua vita.
Il 20 agosto allo Schermo Tevere sono in programma due proiezioni: alle ore 21.45 Oslo, il cortometraggio di Luis Ernesto Doñas racconta l’ossessione di Amanda di conoscere la neve, che la porta ad assurdi tentativi, fino a spingere suo marito a portare l’inverno in casa; alle ore 22.00 sarà invece la volta di Suite Habana, altra opera firmata Fernando Pérez, che si apre con l’alba e narra di una semplice giornata di dieci abitanti comuni, attraverso immagini, suoni e musica esprime il quotidiano di una realtà così unica.Il 21 agosto, ore 21.15, al Cinelab, il documentario Now di Santiago Álvarez, considerato il primo videoclip della storia, è ambientato negli anni ’60 e affronta il tema della lotta contro la discriminazione razziale del Nord America, accompagnato dalla canzone Now.
Seguirà alle ore 21.30, sempre al Cinelab, Memorias de Subdesarrollo, diretto da Tomas Gutierrez Alea, che dimostra come le contraddizioni di un intellettuale borghese riflettano quelle della società, durante la Rivoluzione Cubana. Sergio, un aspirante scrittore, decide di trascorrere un periodo di tempo a Cuba. Sergio inizia ad analizzare i cambiamenti di Cuba dal periodo della Rivoluzione di Castro, fino alla crisi missilistica, il modo di vivere in un’isola sottosviluppata e le sue relazioni amorose con le sue fidanzate, Elena e Hanna.Si conclude così l’edizione 2019 di Isola Mondo, la sezione dedicata all’incontro con la cinematografia internazionale, che in questo ultimo appuntamento propone un ciclo corposo, ricco e interessante offrendo il meglio della cinematografia cubana.

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Van Gogh e il Giappone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

I prossimi 16, 17, 18 settembre (elenco sale a breve su http://www.nexodigital.it) la nuova stagione della Grande Arte al Cinema di Nexo Digital. Diretto da David Bickerstaff, il docufilm propone un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam.Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo, intenso legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro. Oltre a indagare la tendenza del japonisme, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all’Occidente, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe colorate impresse con matrici di legno chiamate ‘ukiyo-e’ (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”). Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.Nel 1888, del resto, Parigi era diventata per Vincent una città troppo frenetica. Per questo il pittore decise di partire per il sud della Francia, alla ricerca di nuovi spunti e di una vita a più stretto contatto con la natura. In Provenza, Van Gogh scoprì un paesaggio magnifico, una luce potente, una popolazione dai costumi tradizionali e per certi versi “esotici”, capaci di dialogare con la sua visione idealizzata del Giappone e con il suo “sogno” giapponese. Quelli che seguirono furono per lui anni prolifici, ma anche estremamente travagliati, che diedero linfa vitale ad alcune delle opere più iconiche della sua intera produzione, come I Girasoli e i suoi celebri ritratti.
Spiega il regista David Bickerstaff: “La cosa stupefacente nel lavorare a un film su Van Gogh è la ricchezza delle intuizioni che emergono dalle sue lettere o anche solo osservando da vicino le sue opere. Pensi di conoscerle, perché sono famosissime, ma ogni “visione” rivela qualcosa di nuovo. L’intensità del sentire di Van Gogh mentre lotta con la sua arte è messa a nudo con ogni segno che marca sulle tele. È la ricerca di una semplicità potente che ha attratto Vincent van Gogh verso l’arte del Giappone”.

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5° edizione di “Uno Sguardo Raro”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 luglio 2019

È online sul sito di “Uno sguardo Raro” (www.unosguardoraro.org) il bando per partecipare alla 5a edizione di “Uno Sguardo Raro” – the Rare Disease International Film Festival, il festival di cinema internazionale sul tema delle malattie rare 2020. Il 30 novembre 2019 è la scadenza entro la quale sarà possibile caricare le opere sulla piattaforma FilmFreeway (https://bit.ly/2ltPIMv).Nato per raccontare cosa significhi vivere con una malattia rara o con abilità diverse e per stimolare, attraverso la narrazione cinematografica, una riflessione su come sia possibile affrontare questi temi con registri di comunicazione innovativi e ad alto impatto emotivo, il Festival rappresenta la sfida – raccolta da giovani filmaker di tutto il mondo, da malati rari, da associazioni pazienti e da chi vive con loro – di raccontare questa realtà da un punto di vista diverso, con “Uno Sguardo Raro”. L’appuntamento con il Festival è a Roma dal 9 al 15 marzo 2020, in diverse sedi.
Come sempre, uno degli obiettivi più importanti di Uno Sguardo Raro è quello di coinvolgere sempre più giovani, studenti universitari e allievi delle scuole di cinema, arte e comunicazione, per interessare le nuove generazioni al tema delle malattie rare con l’auspicio che queste possano non solo raccontarlo al pubblico attraverso il proprio lavoro, ma stimolare anche una maggiore inclusione sociale per questa comunità. Saranno selezionate le migliori opere video sul tema delle malattie rare, video di sensibilizzazione e sull’importanza dell’inclusione sociale, ma anche opere che parlano di disabilità, empatia, resilienza, o della capacità di superare i propri limiti, questo per celebrare le qualità che le persone con limitazioni di qualunque tipo mettono in campo per vivere appieno la loro vita. Uno Sguardo raro vuole creare un punto d’incontro solidale tra il mondo del cinema e questa realtà ricca di spunti narrativi intensi ed emozionanti con la speranza di aumentare la consapevolezza dell’opinione pubblica su questi temi e sull’impatto che le malattie rare e la disabilità hanno sulla vita quotidiana delle famiglie. I lavori saranno giudicati e premiati una Giuria di Qualità composta da professionisti del cinema, della comunicazione, del mondo scientifico e della comunità dei rari. A questi viene affiancata anche una Menzione Speciale Giuria Popolare decretata dalle votazioni del pubblico. Uno Sguardo Raro è felice di annunciare che quest’anno i vincitori riceveranno un premio di € 500,00 per 4 categorie in concorso: Miglior Cortometraggio Italiano, Miglior Cortometraggio Internazionale, Miglior Corto di Animazione, Miglior Documentario. In tema di novità, quest’anno il Premio Comunicazione realizzato con FERPI entra ufficialmente nelle categorie in concorso ed è aperto sia ad Associazioni Pazienti che ad Aziende Farmaceutiche che possono presentare video di sensibilizzazione o che incoraggino un cambiamento di comportamento. Anche il Corto/Spot di Comunicazione in Sanità e relativa campagna social in collaborazione con PA SOCIAL è parte delle categorie in concorso ed è aperto a Ospedali, ASL, Associazioni pazienti che operano in ospedale che possono partecipare con prodotti video di servizio rivolti sia al pubblico che al personale interno. Questa è una novità assoluta per il nostro Festival.
Conferma per il Premio HEYOKA, un fuori concorso nato dall’incontro di Uno Sguardo Raro con la Community di Heyoka Empath, progetto di Ability Channel, storica testata on line dedicata alla disabilità “positiva”. Heyoka Empath stimola le persone a “Spezzare le catene, andare oltre i propri limiti, essere d’esempio”. Tra tutte le opere ricevute da Uno Sguardo Raro, la giuria del Premio HEYOKA selezionerà opere che rispondono al tema dell’empatia e dell’inclusione e le farà votare dalla propria community.
Si definisce RARA una malattia che colpisce meno di 5 persone su 10.000. Le patologie rarissime ne colpiscono meno di una su un milione. Ma sono rare le malattie, non i pazienti. Infatti, secondo la rete Orphanet, i malati sarebbero oltre il milione e mezzo in Italia e EURORDIS, la rete delle alleanze europee delle MR, stima in 30 milioni i pazienti in EUROPA.
Macchina organizzativa del Festival l’associazione “Nove Produzioni”, libera associazione di fatto, apartitica e apolitica e senza scopo di lucro, fondata dalla Presidente Claudia Crisafio nel 2017 con il sostegno di soci appartenenti al mondo del cinema e alla comunità dei malati rari, per organizzare la manifestazione cinematografica Uno Sguardo Raro.

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Tre giorni alla scoperta dell’Australia

Posted by fidest press agency su martedì, 9 luglio 2019

Roma 9 luglio 2019 dalle ore 18 alle ore 02 Isola Tiberina (Piazza San Bartolomeo all’Isola). Si inizia martedì 9 luglio, con una serata evento a inviti e la proiezione del film, tratto dal libro The Women in Black di Madeleine St John, LADIES IN BLACK, la commedia diretta dal regista di A spasso con Daisy, Bruce Beresford, uno dei maggiori registi australiani, che sarà presente in sala. Alle ore 21,30 presso l’Arena Groupama verrà presentata in anteprima una storia di donne e immigrazione, sullo sfondo delle trasformazioni sociali e culturali dell’Australia. La vicenda è ambientata nell’estate del 1959, quando Lisa, che vorrebbe frequentare l’Università di Sydney, decide di cimentarsi in un lavoro estivo presso un grande magazzino. Qui lavora fianco a fianco con un gruppo di commesse che le permetteranno di formarsi, crescere e aprire gli occhi su un mondo che va molto al di là della sua esistenza protetta.
Mercoledì 10 luglio, sempre alle ore 21,30 all’Arena Groupama, si rimane sempre in Australia con l’anteprima internazionale di una commedia romantica TOP END WEDDING di Wayne Blair. Lauren e Ned sono fidanzati e innamorati, ma prima di coronare il loro sogno d’amore devono per ritrovare la madre di lei, scomparsa da qualche parte nel remoto nord dell’Australia, e hanno solo dieci giorni di tempo per riunire i genitori di Lauren e celebrare finalmente il loro matrimonio.
Giovedì 11 luglio il viaggio in Australia termina in bellezza con il famoso, irriverente ed esilarante THE ADVENTURES OF PRISCILLA, QUEEN OF THE DESERT di Stephan Elliot, vincitore di un Premio Oscar per i costumi, sempre all’Arena Groupama alle ore 21,30, con ingresso gratuito. Gli eccentrici Felicia, Mitzi e Bernadette, nomi d’arte di Ralph, Tick e Adam, sono in viaggio, nel mezzo del deserto australiano, per andare ad esibirsi in un cabaret. Felicia e Mitzi sono due travestiti, Bernadette è transessuale. Il viaggio con un vecchio e appariscente torpedone rosa shocking di nome Priscilla è il pretesto per una esibizione del kitsch e di molti calcolati isterismi, con parentesi di umanità, tra disavventure, ricordi d’infanzia, confidenze, solitudini e legami indissolubili. Il film è stato d’ispirazione anche per un musical teatrale che è andato in tournée internazionale.
Le sale dedicate alle proiezioni, agli incontri e agli eventi collaterali sono cinque.
Nella sala Arena e Cinelab si accede con un biglietto a pagamento. La sala Schermo Tevere e la Sala dell’Assunta sono spazi gratuiti. Biglietti: La Biglietteria per le sale Arena e Cinelab è UNICA, si trova presso la Sala Arena ed è aperta tutti i giorni dalle ore 20.00 alle ore 22.30. Il costo dei biglietti è di 6 euro (Arena) e 4 euro (Cinelab)

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A Hong Kong l’industria 4.0 parla italiano

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

C’è una componente italiana nel progetto di re-industrializzazione che vuole trasformare Hong Kong in un hub internazionale di innovazione. La prima linea industriale basata sulla smart production della regione amministrativa speciale cinese sarà infatti realizzata da NiRoTech, società di elettronica di cui è co-fondatore l’imprenditore italiano Roberto Leone. Originario del Bellunese, residente in Cina da oltre 17 anni, Managing Director di un’azienda che fattura 24 milioni di USD e dà lavoro a 42 persone, Leone ha infatti stretto un accordo con un ente semi-governativo locale per costruire un impianto industriale ad altissimo grado di automazione, basato sull’integrazione tra robot, intelligenza artificiale, IoT e cloud. La nuova linea sarà pronta a ottobre 2019: per la prima volta dopo decenni Hong Kong tornerà ad avere un’industria manifatturiera. «E sarà un’industria 4.0 – commenta Roberto Leone –, cioè quel’industria automatizzata e interconnessa che rappresenta il futuro, e che per l’Asia è già il presente. La nuova linea realizzata da NiRoTech permetterà non solo di aumentare la capacità produttiva e ottimizzare i costi, ma soprattutto di ottenere prodotti finiti ad alta tecnologia e di qualità superiore».La linea “smart”, che si sviluppa a L per 40 metri e impiega una decina di robot che operano in autotuning, permette di raddoppiare la capacità produttiva rispetto a un impianto tradizionale, nonché di sviluppare contemporaneamente sei modelli, invece di uno solo. Tutto questo con il lavoro di quattro o cinque persone, «quando lo stesso tipo di produzione in Cina ne richiederebbe 25» spiega sempre Leone.NiRoTech comincerà in autunno a produrre sistemi elettronici per il controllo accessi destinati a clienti europei. Le schede SMD, «componenti relativamente semplici che da anni in tutto il mondo si producono in modo automatizzato» spiega Leone, saranno realizzate da NiRoTech in Vietnam; poi il prodotto semifinito sarà completato e testato a Hong Kong, dove avviene anche la gestione di logistica e spedizioni. L’ottimizzazione dei costi e il controllo totale sulla qualità sono permessi dal particolare modello di filiera che caratterizza NiRoTech: l’azienda, fondata nel 2013, si basa infatti su un network di fornitori affidabili e controllati in Cina e Vietnam, con i quali vengono sviluppati progetti ad alto grado di personalizzazione. Inoltre, negli ultimi anni NiRoTech si è preparata alle sfide dell’automazione digitalizzando completamente il proprio sistema di gestione dei dati, e ora è pronta a integrare produzione e logistica in modo da avere un controllo real time e previsioni affidabili su tutti i processi coinvolti.«Questo a Hong Kong è il primo sito produttivo interamente di proprietà di NiRoTech, 2500 metri quadri con una decina di persone al lavoro, ed è un passo fondamentale per avere una supply chain completamente smart – sottolinea Leone –. Si tratta di un investimento importante che ci permetterà crescere e posizionarci in un settore strategico».
La Cina infatti è decisamente avanti sulla strada dell’automazione: viene considerata la soluzione ai problemi di manodopera, sempre più costosa e sempre più scarsa. A Hong Kong, in particolare, negli anni il manifatturiero è progressivamente scomparso, mentre i costi dei terreni e degli immobili sono lievitati tanto da rendere impensabile sviluppare siti industriali. Il governo però vuole invertire la tendenza e spingere un “Made in Hong Kong” basato su innovazione e tecnologia. «La chiave per essere competitivi è proprio questa, puntare sullo smart manufacturing per realizzare prodotti di qualità eccelsa e ad alto valore aggiunto – conclude Roberto Leone –. Ed è un modello che a mio avviso è estremamente interessante anche per noi europei. Infatti, se l’esperienza con questa nuova linea a Hong Kong sarà positiva, non escludo che in futuro potremo replicarla anche in altri.

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Moda, cinema e letteratura

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 giugno 2019

Roma il 19 luglio alle ore 21:30 Libreria in Itinere presso Lungo il Tevere… Questi i tre grandi argomenti trattati nel libro dell’ormai famoso regista Luca Pizzurro.
Una raccolta di tre testi teatrali: Dante Restart, Gabrielle, che parla della vita di Coco Chanel e A man story che narra della vita di Charlie Chaplin.Nello scenario della città eterna Franco Oppini e Patrizia Pellegrino leggeranno dei passi del libro di Luca Pizzurro: un viaggio lungo un sogno, quello che il Sommo Poeta percorre nella sua Divina Commedia per arrivare a parlare di Coco Chanel, la donna di ferro amata dalle donne, che ha rivoluzionato definitivamente il mondo della moda, stravolto i canoni estetici del ‘900; nel guardarla da vicino è molto diversa dalla donna consacrata, dal mito che tutti conoscono. In questo libro, infatti, svanisce l’immagine autoritaria e dispotica racchiusa nella sua magrezza nervosa ed appare quella Chanel che forse nessuno ha mai visto e conosciuto: fragile e pura.“Infine si parlerà dell’uomo che ha rivoluzionato la storia del cinema: Charlie Chaplin.
Luca Pizzurro decide di indagare nella vita dell’uomo, in questo caso Charlie Chaplin, dapprima bambino povero ed estremamente sofferente per i colpi che la vita gli aveva assestato, fino al raggiungimento del suo successo. Ed è solo a questo punto che l’autore decide di creare una sospensione della narrazione, abbandonando quindi la carriera, nota oramai a molti, per entrare all’interno della sua bellissima casa in Svizzera dieci giorni prima della morte dell’attore.È quì che la lente d’ingrandimento della storia indaga con sorprendente lucidità il Charlie Chaplin padre, un uomo, che al mondo appariva in modo assolutamente diverso da quello che i figli e, in particolar modo Jane Chaplin, la figlia, riscontrava dentro una casa dove regnava il silenzio e l’anaffettività, al punto da spingerla a definirsi figlia di un’icona e orfana di padre.Si parlerà di tre grandi artisti dal punto di vista umano e non da celebrità per cui si parlerà delle fragilità, dei tormenti, ma anche dei momenti di felicità di questi personaggi che tutti quanti considerano dei miti, ma in fondo, togliendo quella patina mitologica, sono delle persone “comuni” come tutti noi!La presentazione sarà accompagnata da un flash mob organizzato dagli attori del teatro del Torrino decisamente tutti vestiti e truccati, creando un effetto in bianco e nero per catapultare il pubblico presente in una cornice storica non tanto lontana dai nostri giorni ma sicuramente unica ed irripetibile!Vi aspettiamo in tanti a Porto di Ripa Grande, con ingresso a Lungo il Tevere… Roma da Ponte Sublicio!

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China, Hong Kong & Taiwan Cinema Industry 2013-2018 & 2019-2023

Posted by fidest press agency su sabato, 8 giugno 2019

The “Cinema Industry Research China, Hong Kong & Taiwan” report has been added to ResearchAndMarkets.com’s offering.The fast growing Chinese market has dominated the global exhibition sector for the past decade, with film distributors and equipment suppliers equally chasing the bonanza represented by rapidly rising ticket sales and breakneck theatre construction. Although growth is now slowing Chinese box office remains on schedule to overtake the United States by 2022 or 2023, an event which will change the international film market forever.This report slices through the opaque structure of this market to examine some of the main players and the all-important role of official intervention. Also considered are the other Chinese language markets of Hong Kong and Taiwan. As well as comprehensive historical data, there are five year forecasts of screen numbers, admissions and box office for all three territories.

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Prima edizione de Il Cinema in Tasca

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 giugno 2019

Roma. Giovedì 6 giugno dalle ore 20.00, la Scuola Regina Margherita di Roma Via Madonna dell’Orto – Trastevere ospiterà l’appuntamento conclusivo della prima edizione de Il Cinema in Tasca, progetto-laboratorio a cura dell’Associazione Offf, finanziato dal Miur e dal Mibact, rivolto agli studenti delle medie, per un uso consapevole e creativo dello smartphone attraverso la creazione di brevi video, con il coordinamento artistico del regista Andrea Jublin.Tutti i lavori montati in successione, verranno proiettati in una performance collettiva fruibile sullo schermo del cinema della scuola. L’iniziativa, non a caso, ha trovato casa nell’istituto scolastico di Trastevere, poiché l’edificio, prima scuola pubblica dell’Unità d’Italia, agli inizi del ‘900 è stato anche il primo ad avere una sala di cinema interna, da poco ristrutturata. Grazie alla sensibilità ed alla volontà della dirigente Pasqualina Mirarchi e della docente Cinzia Russo, la scuola ha tra i tanti fiori all’occhiello, quello di aver proposto sezioni legate all’arte, tra cui quella specifica ad indirizzo cinematografico.
Ambasciatore del Cinema in Tasca è Ivan Cotroneo, scrittore, sceneggiatore e regista, che col suo ultimo film “Un Bacio”, ha incontrato più di 30.000 ragazzi nelle scuole di tutta Italia, per sensibilizzare i giovani su temi quali l’amicizia, la diversità, il dialogo e soprattutto la lotta al bullismo. Da segnalare, tra i docenti del progetto, un altro nome importante come quello di Pippo Delbono.
L’idea del laboratorio nasce da una semplice riflessione. L’utilizzo dello smartphone “a fini didattici” è sdoganato purché opportunamente guidato, ma l’uso che i ragazzi ne fanno in privato rimane escluso dagli obiettivi educativi scolastici e spesso sottovalutato dall’educazione familiare. Eppure, l’età della scuola media è quella dove più frequente è l’insorgenza del bullismo, che da fisico diventa spesso digitale. Ma è anche l’età in cui si forma la consapevolezza della propria immagine, in cui si anticipa l’ingresso nel mondo dei social, in cui ci si avvicina a una narrazione della quotidianità non solo soggettiva, ma anche legata alla società e agli eventi.
Il progetto partito a febbraio, ha compreso la visione di alcuni grandi classici come E.T. e Stand by me, seguita da una sperimentazione individuale, seppur guidata, in cui è stato chiesto ai ragazzi di pensare, scrivere, girare, recitare e montare filmati, utilizzando le conoscenze acquisite nel corso. Il piano di lavoro ha avuto diverse fasi di realizzazione attraverso un percorso formativo composto dai seguenti moduli: GUARDARE, analisi di grandi film a confronto; RACCONTARE, da dove nasce una storia, come si sviluppa e in che modo finisce; RECITARE, GIRARE e MONTARE, i diversi mestieri del cinema; UN PERCORSO ALTERNATIVO: LA VIDEOARTE, espressione artistica che ha indagato le potenzialità espressive dei nuovi mezzi. La seconda edizione del laboratorio partirà a settembre 2019, con la riapertura della scuola, e si concluderà a dicembre 2019 replicando un nuovo evento con proiezione di nuovi video.
Regista, attore e sceneggiatore, Andrea Jublin è diplomato alla scuola di recitazione del Teatro Stabile di Genova. In seguito, ha studiato al corso di sceneggiatura Rai, a Roma. Da diversi anni insegna Narrazione Cinematografica alla Scuola Holden di Torino.

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Nuovo Cinema Ebraico e Israeliano: XII edizione

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 maggio 2019

Dal 4 al 9 maggio 2019 si terrà allo Spazio Oberdan di Milano la 12a edizione della rassegna del NUOVO CINEMA EBRAICO E ISRAELIANO, organizzata dalla Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – CDEC in collaborazione con Fondazione Cineteca Italiana, e dedicata alla cinematografia israeliana ed ebraica, curata da Nanette Hayon e Anna Saralvo con la consulenza artistica di Ariela Piattelli e Lirit Mash.Basata in buona parte sulla selezione operata da Ariela Piattelli e Lirit Mash, direttrici artistiche del Pitigliani Kolno’a Festival, la manifestazione “cattura” le opere più significative e che hanno riscosso maggior successo nei vari festival internazionali negli ultimi mesi.Gli argomenti attorno a cui ruotano le storie narrate nelle pellicole scelte per questa edizione ricalcano le peculiarità della produzione internazionale: l’identità di genere, il mondo delle persone con deficit motori o cognitivi e il multiculturalismo. Temi che i registi israeliani affrontano con realismo e ironia. Per il secondo anno consecutivo ci sarà uno spazio dedicato alla produzione artistica giovanile.
Durante la manifestazione verranno organizzati incontri con personalità della cultura e dello spettacolo per un approfondimento, insieme al pubblico, delle principali tematiche affrontate nelle pellicole. Segnaliamo sin d’ora la presenza di Karl Haim Farkash, testimone diretto della vicenda della nave Pentcho che verrà presentata in un documentario. Il nostro ospite arriverà direttamente da Israele per raccontare episodi che arricchiranno la proiezione.I film e i documentari vengono proposti in lingua originale, sottotitolati in italiano. La rassegna NUOVO CINEMA EBRAICO E ISRAELIANO si realizza grazie al fondamentale contributo di AcomeA (www.acomea.it).
Inoltre si ringrazia per la collaborazione “Il Pitigliani – Centro Ebraico Italiano”. La manifestazione gode del patrocinio di “Regione Lombardia”, “Comune di Milano”, “Ufficio culturale dell’Ambasciata di Israele a Roma”, “Comunità Ebraica di Milano” e “Associazione Amici del CDEC”.Tra i lungometraggi in programma:
Laces, di Jacob Goldwasser, basato sulla storia vera di un adulto-bambino con un leggero ritardo cognitivo. Il ruolo del padre è interpretato magistralmente dall’attore Dov Glickman che ha vinto, per questa interpretazione, il Premio Miglior attore non protagonista agli Ophir Awards israeliani.
Red Cow di Tsivia Barkai. Ambientato a Gerusalemme Est nei giorni precedenti l’assassinio di Rabin, parla di Benny, 16 anni, una ragazza ortodossa che vive sola col padre: una figura che suscita al contempo grande rispetto, ma anche grande scetticismo a causa del suo nazionalismo religioso e utopistico. Un film colmo di immagini potenti che descrivono al meglio le burrascose pulsioni della sua eroina. Premiato quale Miglior Film al 35° Jerusalem Film Festival.
Across the Line di Nadav Shlomo Giladi. Hananel, un giovane ebreo religioso, sta tornando a casa in fretta per l’avvicinarsi del sabato, il giorno di riposo. Un incontro inaspettato con un autostoppista palestinese, lo porta incontro a una serie di comiche peripezie che alla fine gli insegneranno amicizia, amore ed empatia.
The Other Story di Avi Nesher. Come nei suoi precedenti capolavori, il regista, esplora con ironia e passione uno dei noccioli della questione israeliana: una testarda giovane donna, interpretata dalla bravissima Joy Rieger, decide improvvisamente di sposare un ebreo ortodosso. Il nonno e i genitori, divorziati e laici, mettono in atto un piano per contrastare l’imminente matrimonio.
The Cakemaker di Ofir Raul Grazier. Thomas, un giovane pasticciere tedesco, ha una relazione clandestina con Oren, un israeliano sposato che viaggia spesso in Germania per lavoro. Quando Oren muore in un incidente stradale, Thomas parte per Gerusalemme in cerca di risposte sulla sua morte conoscendo così sua moglie Anat. Thomas decide di iniziare a lavorare nella caffetteria della vedova, ritrovandosi coinvolto in modo molto più profondo di quanto avesse mai potuto immaginare. La pellicola è stata selezionata per rappresentare Israele, nella sezione Miglior film in lingua straniera, ai Premi Oscar 2019.
Broken Mirrors di Aviad Givon e Imri Matalon. E’ la storia di una ragazza, una straordinaria Shira Haas, in un crescendo di insofferenza e ribellione nei confronti di un padre, ufficiale dell’esercito, che controlla ogni suo movimento e che la punisce ogni qualvolta commette uno sbaglio. Un terribile incidente le causa un insostenibile senso di colpa e, abituata a pagare duramente ogni suo sbaglio, deciderà di partire lontano, mettendosi sulla strada di una drammatica autopunizione.
Anche in questa edizione abbiamo inserito una selezione di interessanti documentari ai quali seguiranno approfondimenti e dibattiti:
Pentcho di Stefano Cattini. Il 18 maggio 1940, il Pentcho, un vecchio rimorchiatore, lascia il porto di Bratislava per arrivare a Sulina, sul Mar Nero. A bordo vi sono 520 ebrei in fuga – cechi, slovacchi, polacchi – protagonisti di una terribile odissea.
Etgar Keret. Based On a True Story di Stephane Kaas. Il regista olandese ha scritto la sceneggiatura con il suo vecchio compagno di scuola Rutger Lemm. Entrambi amano le novelle di Etgar Keret e 15 anni dopo decidono di realizzare un documentario sul celebre scrittore israeliano. Il risultato finale è un mix di documentario, fiction e animazione. Tra i molti premi: un Emmy Award nella categoria “Best Programming”, due premi al Master di Art-Festival in Bulgaria, due premi al Prix Italia a Capri e il premio come Miglior Documentario al Jewish Film Festival a Varsavia.
The Museum, di Ran Tal. È un elegante documentario sul Museo di Israele che, ospitando una delle più grandi collezioni di arte e antichità al mondo, rivela il suo ruolo centrale nella complicata storia della nazione.
Edoardo Volterra. La vita come dovere, lo studio come passione, di Andreina Di Bruno e Marco Visalberghi. La storia del Rettore che ha ricostruito l’Ateneo di Bologna Alma Mater Studiorum dopo la seconda guerra mondiale e dato lustro alla Facoltà Giuridica romana nella seconda metà del Novecento.
Una donna. Poco più di un nome, di Ornella Grassi. Un docufilm che racconta la storia della grande scienziata ebrea, Enrica Calabresi. La pellicola è montata in parte come una fiction, in parte da documenti visivi sulla vita in guerra, sulle leggi razziali, con testimonianze di persone che hanno vissuto quel periodo.
Cheese!, film realizzato dal giovane regista Nathan De Pas Habib, racconta il viaggio a Roma di ospiti e operatori della Comunità Psichiatrica Mizar di Milano avvenuto in occasione della II edizione della Dream World Cup, mondiale di calcio a 5, per persone con disabilità mentali.

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Cinema: I fratelli Sisters

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 maggio 2019

Dal 2 maggio 2019 arriva nelle sale italiane un film di Jacques Audiard con John C. Reilly, Joaquin Phoenix e Jake Gyllenhaal. Tratto dall’omonimo romanzo di Patrick deWitt
Far West, 1851. Tra le illustri dimore di Oregon City svetta la grande villa di un uomo potente dai tanti intrallazzi e dalle altrettante preoccupazioni. È noto come il Commodore poiché nessuno conosce il suo vero nome e, nella sua augusta dimora, dispensa le istruzioni per i «lavoretti» dei suoi sicari prediletti: Charlie ed Eli Sister, fratelli di sangue e di crimine. L’ultimo «lavoretto» riguarda un tipo bislacco, un cercatore d’oro chiamato Hermann Kermit Warm. Calvo, barba rossa incolta, il ventre strabordante di una donna incinta, Warm passa ore e ore nei saloon di San Francisco, pagando il whisky con polvere d’oro zecchino e dilettandosi con la stramba lettura di libri di scienza e di matematica.
Il compito dei fratelli Sister è chiaro: trovare Warm e accopparlo, a mo’ di monito per chiunque si azzardi a fare quello che Warm ha osato: derubare un uomo potente.
Irruento, attaccato alla bottiglia di whisky, duro di cuore, Charlie Sister non vede l’ora di mettere le mani sulla pellaccia del cercatore d’oro, anche perché accoppare qualcuno è una faccenda che non gli dispiace affatto. Scettico sui reali scopi del Commodore, sensibile come può esserlo un killer che non si diverte piú di tanto a far fuori il prossimo, Eli accetta, invece, il «lavoretto» a malincuore.
Anche perché l’incarico questa volta non è dei piú facili. Warm sarà pure un tipo bizzarro, ma gira armato di una piccola Colt appesa a una fascia legata in vita e ha tutta l’aria di voler difendere a tutti i costi il suo soggiorno in questo mondo. La strada per Sacramento, poi, dove il cercatore ha la sua miniera, è lunga e per niente agevole.
Avverando i timori di Eli, il viaggio dei Sister si rivela una vera e propria odissea. Lungo il sentiero per la California i due fratelli passano da una peripezia all’altra incontrando, tra gli altri, un sedicente dentista che cava denti dopo aver fallito negli affari sporchi e in quelli puliti, nell’amicizia e nell’amore; una strega; un grizzly; una tisica tenutaria di saloon di cui Eli si innamora perdutamente e una quantità di altri personaggi tra i piú folli del vasto campionario delle terre di frontiera.
Finalista al Booker Prize 2011, «saga di frontiera entusiasmante, comica e, inaspettatamente, commovente» (Publishers Weekly), I fratelli Sisters ha riscosso l’entusiasmo della critica e dei lettori inglesi e americani e ha rivelato sulla scena letteraria internazionale il talento di Patrick deWitt.

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Il cinema nelle scuole italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 9 aprile 2019

“Finalmente, dopo tanti anni, entra dalla porta principale il cinema nelle scuole italiane di ogni ordine e grado. Un ritardo inspiegabile per una realtà culturale e cinematografica italiana che ha segnato e contaminato scuole e culture di ogni angolo del mondo. Come diceva un bravo docente nei primi anni di vita della televisione italiana, quando insegnava l’italiano agli spettatori, ‘non è mai troppo tardi’. Le sollecitazioni sono andate a buon fine ed eccoci, finalmente pronti per una nuova grande avventura che coinvolgerà milioni di studenti e docenti. Senza aspettare questo intervento recente del MIBAC e del MIUR, Giffoni Experience fin dal primo giorno di vita è entrato nelle classi e nelle scuole. Anzi, mi piace dire che è nato in una scuola di Giffoni. Tantissimi sono stati e sono i programmi riservati al mondo della formazione. Basti pensare solo agli ormai famosi Giffoni MOVIE DAYS, le giornate di cinema per la scuola ideate e promosse da Giffoni Experience, che hanno coinvolto nei cinema oltre 500mila studenti e 60mila docenti a Giffoni durante gli ultimi 24 anni.”Questa la forte dichiarazione del Direttore di Giffoni Experience Claudio Gubitosi, nel corso del suo intervento a Roma per la “Giornata Nazionale Cinema a Scuola”, ospitata nell’IPSEEOA “Gioberti”. Un incontro intenso – a cui hanno partecipato dirigenti scolastici, docenti e studenti – consapevoli anche della responsabilità di esserne il capofila.Giffoni Experience, appunto, è al primo posto con il suo progetto “School Experience”, festival itinerante realizzato nell’ambito del Piano Nazionale Cinema per la Scuola e promosso da MIUR e MIBAC che inizia quest’anno e coinvolgerà quattro regioni: Veneto, Calabria, Sardegna e Sicilia. Nato con lo scopo di sensibilizzare e formare studentesse e studenti di diverse fasce scolastiche (primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado) attraverso l’utilizzo del linguaggio cinematografico e audiovisivo, ecco gli appuntamenti in programma sul territorio nazionale: dal 21 al 25 ottobre a San Donà di Piave, dal 4 all’8 novembre a Cittanova, dal 18 al 22 novembre a Nuoro e dal 9 al 13 dicembre a Palermo, dove si concluderà con un evento finale di grande intensità e contenuti. Le iscrizioni termineranno alle ore 18:00 del 30 agosto 2019, ed entro il 5 settembre School Experience Festival pubblicherà l’elenco dei film selezionati che saranno proposti nel corso della rassegna. È POSSIBILE ISCRIVERE IL TUO FILM SULLA PIATTAFORMA:
https://filmfreeway.com/SchoolExperienceFestival

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Film: Ma cosa ci dice il cervello

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 aprile 2019

E’ un film di Riccardo Milano in programmazione dal 18 aprile nelle sale italiane con Stefano Fresi, Tomas Arana, Teco Celio, Remo Girone, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Ricky Memphis, Paola Minaccioni, Giampaolo Morelli, Claudia Pandolfi,Alessandro Roia, Carla Signoris
Nella tram del film Giovanna (Paola Cortellesi) è una donna dimessa, addirittura noiosa, che si divide tra il lavoro al Ministero e gli impegni scolastici di sua figlia Martina. Dietro questa scialba facciata, Giovanna in realtà è un agente segreto, impegnato in pericolosissime missioni internazionali. In occasione di una rimpatriata tra vecchi compagni di liceo, i gloriosi “Fantastici 5” (Stefano Fresi, Vinicio Marchioni, Lucia Mascino, Claudia Pandolfi), tra ricordi e risate, Giovanna ascolta le storie di ognuno e realizza che tutti, proprio come lei, sono costretti a subire quotidianamente piccole e grandi angherie al limite dell’assurdo. Con tutti i mezzi a sua disposizione e grazie ai più stravaganti travestimenti, darà vita a situazioni esilaranti che serviranno a riportare ordine nella sua vita e in quella delle persone a cui vuole bene.

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Il cinema svizzero contemporaneo a Milano

Posted by fidest press agency su domenica, 24 marzo 2019

Milano Dal 26 al 31 marzo, (orario con ingresso libero: Da martedì a giovedì dalle 15.00 alle 19.00 Venerdì dalle 15 alle 21 Sabato e domenica dalle 15.00 alle 19.00) presso il MIC – Museo Interattivo del Cinema,Viale Fulvio Testi 121, Fondazione Cineteca Italiana, con il sostegno del Consolato generale di Svizzera a Milano e in collaborazione con Istituto Svizzero e Cinema Svizzero a Venezia, presenta Il cinema svizzero contemporaneo a Milano
Film in anteprima per Milano (Fortuna di Germinal Roaux, Amur senza Fin di Christoph Schaub, Cercando Camille di Bindu De Stoppani e Chris the Swiss di Anja Kofmel); documentari appassionanti (Non ho l’età di Olmo Cerri e Calabria di Pierre-Francois Sauter); capolavori restaurati (Visages d’enfants di Jacques Feyder e La merlettaia di Claude Goretta) e un focus su Ursula Meier: questi gli ingredienti di una settimana dedicata al cinema svizzero contemporaneo capace di sorprenderci e di affascinarci con storie inaspettate.
Da segnalare l’incontro speciale con il regista di Non ho l’età, Olmo Cerri, che sarà presente in sala martedì 26 marzo alle ore 18.30, e quello con Lionel Baier, venerdì 29 marzo alle ore 19, in occasione della proiezione del suo film Prénom: Mathieu, che fa parte della quadrilogia Ondes De Choc.
Inoltre, da non perdere la proiezione del capolavoro restaurato ambientato sulle Alpi svizzere, Visages d’enfants, accompagnato dal vivo dal pianista Antonio Zambrini e dai suoi formidabili partners danesi, Jesper Bodilsen e Martin Andersen. Si ringrazia la Cinémathèque Suisse per il prestito della copia.Per questa iniziativa, si ringrazia Castellinaria, Festival internazionale del cinema giovane Bellinzona.

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E se invece dei Lumière fosse stato un italiano a ‘inventare’ il cinema?

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 marzo 2019

È uscito in questi giorni in home video il film documentario “Le origini della cinematografia”, prodotto dalla Delta Star Pictures e distribuito da Istituto Luce Cinecittà. L’opera introduce subito alle prime invenzioni che hanno contribuito all’evoluzione del cinema per poi raccontare anche degli uomini precursori di quest’arte. Diverse le sue preziosità, che vengono raccontate con un linguaggio limpido e coinvolgente da diversi esperti, studiosi e docenti universitari (tra cui Gianni Canova, Fabrizio Natalini, Alberto Manodori Sagredo, Kujtim Çashku, Carlo Alberto Zotti Minici). Fra le varie curiosità e chicche dell’opera, che tra l’altro ha vinto di recente in USA come Miglior Documentario 2018 al Nevada International Film Festival, ci si imbatte nella figura del cineasta Filoteo Alberini. Nato il 14 marzo 1867 in un piccolo comune del viterbese, a pochi chilometri da Roma, Alberini prima di dirigere alcuni storici film è stato in qualche modo il vero ‘inventore’ del cinematografo, molto prima che i vicini francesi Lumière proiettassero per la prima volta il loro film al pubblico. L’apparecchio per la ripresa e la proiezione inventato da Alberini ebbe infatti un intoppo burocratico (tipico del nostro paese, è il caso di dirlo) al Ministero dell’Industria e Commercio che concesse così il brevetto in ritardo.Molto interessanti sono anche le spiegazioni circa il funzionamento dei primi modelli di antenati del cinema, raccontati da Carlo Alberto Zotti Minici, direttore del Museo del Precinema di Padova.Il documentario “Le origini della cinematografia”, diretto dal regista Jordan River, tratta anche altri e numerosi aspetti, come per esempio la crescita di Hollywood e la nascita a Roma di Cinecittà, dove grandi registi come Federico Fellini, Alberto Sordi, Sergio Leone, Luchino Visconti, Ettore Scola, Roberto Benigni, Vittorio De Sica, Martin Scorsese e tantissimi altri hanno realizzato le proprie opere. Nel DVD vi sono poi alcuni contenuti speciali nella sezione Extra con un’interessane intervista a Gianni Canova (professore ordinario di Storia del cinema e Filmologia e membro del Consiglio Superiore per il cinema e gli audiovisivi istituito presso il MiBAC), il quale ripercorre brevemente i momenti d’oro del neorealismo italiano, nonché accenni sulla grammatica e sulla sintassi del linguaggio cinematografico. Nelle prossime settimane è infatti prevista presentazione anche in ambito accademico, in varie Università, a partire da quella di Padova, per poi proseguire con Roma, Milano, Cosenza, Tirana, Parigi, Los Angeles.Un’opera quindi davvero preziosa per tutti gli appassionati di cinema, ma anche per gli addetti ai lavori, che vedendola potranno ri-scoprire il fascino e la magia del cinema, che ancora oggi ci sorprende e ci fa apprezzare l’arte di raccontare emozioni e universi apparentemente impossibili, ma al contempo vicini alla vita di ogni giorno.

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Le giornate di cinema per la scuola realizzate da Giffoni Experience

Posted by fidest press agency su domenica, 17 febbraio 2019

Non sono mai state così coinvolgenti, intense ed emozionanti: i Movie Days arrivano alla 24esima edizione, e si preparano, a partire dal 18 febbraio 2019, a coinvolgere con 12 moduli dedicati migliaia di studenti, per la prima volta non solo nella Sala Truffaut della Cittadella del Cinema ma anche negli spazi all’avanguardia, inaugurati lo scorso luglio, della Multimedia Valley, tra le poche realtà italiane che possono vantare le straordinarie tecnologie Dolby Atmos e 4k. Nel corso degli anni i Movie Days hanno ospitato oltre 453.956 studenti e circa 40mila docenti, raggiungendo non solo tutte le province della Regione Campania, ma anche istituti scolastici provenienti da basso Lazio, Molise, Calabria, Basilicata e Puglia.
Continuano, infatti, le attività di Giffoni Experience per la scuola anche a seguito del Protocollo d’Intesa siglato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca con il Giffoni Film Festival: l’obiettivo è quello di portare avanti iniziative – tra cui i Movie Days – volte a promuovere il cinema quale strumento di conoscenza, apprendimento e crescita individuale.
“Abbiamo messo in relazione cinema e letteratura per ragazzi – ha spiegato il direttore Gubitosi – tenendo conto dei progetti dedicati alla continuità e all’orientamento e della necessità di non dimenticare la storia dell’Europa. E c’è anche un nuovo programma per l’infanzia e uno di carattere tecnico per la secondaria di secondo grado. Siamo certi che dirigenti scolastici e docenti troveranno tra le diverse proposte il programma su misura per la propria scuola, che potrà conquistare tutti gli studenti e divenire punto di partenza per nuovi percorsi didattici. Vogliamo che Giffoni Experience, infatti, possa essere un prolungamento dell’esperienza scolastica quotidiana, un luogo non solo fisico in cui studenti e professori possano sentirsi accolti, attesi e valorizzati”.
Gli incontri, dedicati agli studenti provenienti da istituti scolastici di ogni ordine e grado, proporranno grandi film, stimolanti dibattiti con ospiti esperti del mondo dell’infanzia e dell’adolescenza, approfondimenti, laboratori interattivi e momenti di puro divertimento. Un’opportunità unica per vivere la magia del Giffoni Film Festival non solo nel mese di luglio, che offrirà a bambini, adolescenti e ragazzi l’occasione di vestire i panni di giudici e critici dei film proposti, intervistando gli ospiti e realizzando foto, video e testi della giornata, come dei veri reporter. Ma non è tutto: ogni giorno, infatti, 2 studenti partecipanti verranno selezionati per far parte della giuria della 49esima edizione del Giffoni Film Festival.
Per la prima volta, inoltre, partner dell’evento Libraccio.it: durante ogni appuntamento la classe che avrà interagito di più e che si sarà distinta nei dibattiti riceverà in regalo un buono spesa del valore di 100€, che potrà utilizzare per acquistare testi, manuali, volumi didattici o film da proiettare in classe.
Filo conduttore degli incontri i temi dei 12 moduli (“Il cinema dei bambini e delle bambine”, “A scuola con i grandi”, “Un pianeta da salvare”, “Io sono speciale, e tu?”, “Classic”, “La grande storia tra cinema e letteratura”, “Percorsi di crescita”, “Io non ho paura”, “Movie Days Lab”, “Tutti nella stessa rete”), perfettamente in linea con i POF e le iniziative scolastiche relative allo sviluppo delle competenze sociali e civiche, o – come previsto anche nella nuova raccomandazione del Consiglio d’Europa – delle competenze personali, sociali e in materia di cittadinanza: amicizia, bullismo, percorsi di crescita, adolescenza, guerra, olocausto e ambiente. E molto altro ancora, come musica, teatro, storia dell’Europa e letteratura.
Una programmazione cinematografica, quella dei 24esimi Movie Days, ricca di straordinari titoli. Per i più piccini tematiche care all’infanzia con “Molly Monster” e “Rabbit School – I guardiani dell’uovo d’oro”.Spazio a storie di ecologia, inclusione e diversità per le scuole primarie, con titoli di animazione d’autore come “Zanna Bianca” – diretto dal regista premio Oscar Alexander Espigares – fino alle meravigliose immagini del documentario in 4k di “Earth – Un giorno straordinario”. E ancora sentimenti, riflessione e divertimento con “Ploey – You never fly alone”, “Little Miss Doolittle”, “Luis e gli alieni” e “Wonder”.Dedicati alle scuole secondarie di primo grado “Un sacchetto di biglie”, “Planet Heart” e “Ötzi e il mistero del tempo”, in cui si affrontano i temi della letteratura, della grande storia e dell’ecologia. Incentrate su percorsi di crescita e bullismo, invece, le proposte “La melodie” e “Rincoman”. Spazio anche a laboratori cinematografici con “La stanza delle meraviglie” e “Conta su di me”, mentre con “Tuo, Simon”, “Manuel”, e “Il maestro di violino” si analizzano cyberbullismo e storie profonde di crescita.

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Corso di alta formazione in “Cinema documentario e sperimentale”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 febbraio 2019

Parma. Sta per prendere il via a Parma la terza edizione del corso di alta formazione in “Cinema documentario e sperimentale”, promosso dalla Cineteca di Bologna e dall’Università di Parma (CAPAS – Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo) con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Fondo Sociale Europeo, in collaborazione con il Comune di Parma.Dopo gli ottimi riscontri del 2017 e del 2018 via dunque all’edizione 2019, per la quale le iscrizioni sono aperte fino al 5 marzo. 18 i posti disponibili.
Importante attività del Distretto del Cinema, inaugurato nel 2017 dal Comune di Parma per far crescere la cultura delle arti audio visive e le professioni a esse collegate, il corso di alta formazione in “Cinema documentario e sperimentale” vede nello specifico la collaborazione del Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo (CAPAS) dell’Università, e fa parte dell’ampio ventaglio di proposte formative della Cineteca di Bologna realizzate grazie al sostegno della Regione Emilia-Romagna e del Fondo sociale Europeo. La Cineteca di Bologna offre infatti agli interessati una serie diversificata di corsi per sviluppare le proprie competenze professionali: dall’archivistica alla valorizzazione del patrimonio, dalla fotografia al restauro delle opere filmiche.
Il corso è pensato per un numero massimo di 18 studenti, che saranno selezionati sulla base di specifici requisiti minimi richiesti dal bando attraverso la valutazione dei documenti inviati, di un successivo test scritto di cultura generale audiovisiva e di un colloquio orale. Grazie al finanziamento regionale, i partecipanti potranno frequentare il corso gratuitamente. È indirizzato a persone residenti o domiciliate in Emilia-Romagna in possesso di diploma di scuola secondaria o di laurea triennale in qualsiasi ambito, con competenze in storia della tecnica del cinema e dell’audiovisivo.Si privilegerà la formazione tecnico-professionale degli studenti, senza trascurare le competenze produttive e distributive e la consapevolezza storico-teorica necessaria a garantire una piena autonomia d’azione.
Sono previste 730 ore di didattica (di cui 300 di lezioni frontali e 430 di project work), articolate in 9 moduli. Per partecipare alla selezione è necessario presentare la domanda d’iscrizione pubblicata sul sito della Cineteca di Bologna (www.cinetecadibologna.it/formazione)

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Cinema: Il professore e il pazzo

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

Il professore e il pazzo sarà distribuito in Italia da Eagle Pictures a partire dal 21 marzo 2019. Tratto dall’acclamato best-seller di Simon Winchester, unisce sullo schermo per la prima volta due pesi massimi del cinema mondiale: i premi Oscar Mel Gibson e Sean Penn. La storia, rimasta segreta fino a pochi anni fa, è quella di un’incredibile ed inaspettata amicizia tra il professor James Murray, filologo britannico a cui venne affidato l’incarico di redigere l’Oxford English Dictionary, e un colto e visionario assassino rinchiuso in un manicomio criminale londinese. Una storia leggendaria con due protagonisti straordinari, che intraprendono una collaborazione folle per la realizzazione di un’opera mai vista prima.
Nel cast anche Natalie Dormer (Hunger Games, I Tudors), Jeremy Irvine (Mamma Mia! Ci risiamo, Stonewall) e Steve Coogan(Philomena).
Il film è la storia vera del Professor James Murray (Mel Gibson) al quale viene affidata la redazione del primo dizionario al mondo che racchiuda tutte le parole di lingua inglese. Per far ciò il Professore avrà l’idea di coinvolgere la gente comune invitandola a mandare via posta il maggior numero di parole possibili. Arrivato però ad un punto morto, riceve la lettera di William Chester (Sean Penn) un ex professore ricoverato in un manicomio perché giudicato malato di mente. Le migliaia di parole che il Dr. Chester sta mandando via posta sono talmente fondamentali per la compilazione del dizionario che i due formeranno un’insolita alleanza che si trasformerà in una splendida amicizia.

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L’inedito: cinema Kosovaro

Posted by fidest press agency su domenica, 16 dicembre 2018

Milano Mercoledì 19 dicembre ore 17 MIC – Museo Interattivo del Cinema Viale Fulvio Testi 121 incontro organizzato in collaborazione con Consolato Generale della Repubblica del Kosovo a Milano, Consolato Generale della Repubblica d’Albania a Milano e Fondazione Ibrahim Kodra Swiss Foundation. Presenti in sala il Console Generale della Repubblica del Kosovo a Milano Adrian Andreja, il Console Generale Albanese Sig.ra Anila Pojani e la direttrice della Fondazione Kodra Sig.ra Maria Pacolli. Dopo un incontro in cui gli invitati rifletteranno sul cinema Kosovaro, si terrà la proiezione del cortometraggio Shok (2015) di Jamie Donoughue, candidato al Premio Oscar 2015 come Miglior Cortometraggio e tratto da una storia vera, la profonda amicizia fra due ragazzini che vivono il dramma della guerra in Kosovo mentre il loro paese è occupato dalla Serbia. Seguirà la proiezione di Vergine giurata (2015) di Laura Bispuri, liberamente ispirato all’omonimo romanzo di Elvira Dones, che racconta la storia di Hana, orfana albanese, che si trova a dover fare i conti con la cultura arcaica del luogo e a dover compiere una scelta drastica. Ingresso libero con prenotazione obbligatoria.

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Giornate del Cinema Portoghese

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 novembre 2018

Torino Sabato 3 Novembre ore 18,00 Cinema Massimo, Via Verdi 18, ingresso 4,00 Euro, ridotto 3,00 Euro In occasione di “Lusitania. Giornate del Cinema Portoghese”, l’Archivio Superottimisti organizza un appuntamento dedicato al formato ridotto e il Portogallo, attraverso la presentazione di due film che in maniera creativa reinterpretano il cinema di famiglia: Motu Maeva di Maureen Fazendeiro (Francia 2014, 42′) e Redemption di Miguel Gomes (P/F/I 2013, 27′), insieme a una selezione di materiali di famiglia dedicati al Portogallo selezionati dall’Archivio.

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Venezia 75: premio al cinema fair play

Posted by fidest press agency su domenica, 2 settembre 2018

Al via la seconda edizione del premio cinema Fair Play dedicato da Vivere da Sportivi, insieme ad Amova, al film in concorso che meglio tratta temi di attualità in chiave etico sportivo. Una giuria di esperti selezionerà la rosa dei film più Fair play.
Una Venezia 75 all’insegna del fair play non solo come valore educativo dello sport, ma come stile di vita rappresentato anche dalla forza empatica del cinema.Il riconoscimento Fair Play al cinema di Vivere da sportivi 2018, inserito nella sezione collaterale dei premi della 75. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica, verrà assegnato dalle due Associazioni, da sempre attive con iniziative, campagne e un video-festival, a sollecitare le giovani generazioni sull’importanza di trasferire i principi cardine dello sport in tutti i campi della vita, privata e collettiva.
“A sottolineare la potenza comunicativa che lega Sport e Cinema, un fil rouge sottile ma in grado di raggiungere i confini del mondo – dichiara Monica Promontorio, presidente di Vivere da sportivi (VDS), saranno i numerosi testimonial olimpici e gli eventi organizzati al Lido nei dieci giorni di kermesse festivaliera. Nell’attesa, buon fair play al cinema”.
VDS (Vivere da sportivi: a scuola di fair play), presieduta da Monica Promontorio, è un’associazione senza scopo di lucro; nasce nel dicembre 2013 per promuovere i valori etici dello sport con campagne di comunicazione, eventi e un video Festival annuale rivolto ai ragazzi degli istituti superiori italiani. L’associazione si avvale della testimonianza fair play di atleti e campioni olimpici per rafforzare comportamenti di rispetto, impegno, legalità, lotta alla discriminazione, integrazione, inclusione, fratellanza. http://www.viveredasportivi.it
A.M.O.V.A. presieduta da Michele Maffei è l’Associazione Medaglie d’Oro al Valore Atletico, benemerita del CONI, che racchiude e rappresenta a livello mondiale, i più grandi atleti nonché i massimi protagonisti dello Sport italiano. Oltre 2.000 campioni Olimpici con primati e medaglie mondiali. L’eccellenza atletica dei campioni è spesso usata per sensibilizzare i giovani. http://www.associazionemedagliedoro.it

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