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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 275

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Convegno dell’Associazione cinese di medicina integrativa

Posted by fidest press agency su martedì, 13 agosto 2019

Essendo uno dei maggiori innovatori al mondo nei settori della cosmesi e della vendita diretta di prodotti per la cura della pelle, Mary Kay continua a tener fede al suo impegno decennale verso la ricerca scientifica sulla salute della pelle presentando i risultati emersi da uno studio incentrato sul miglioramento della funzione della barriera cutanea e dell’arrossamento del volto al Convegno annuale del Comitato di dermatologia organizzato dall’Associazione cinese di medicina integrativa. L’eventa svoltosi dall’8 all’11 agosto a Lanzhou nella Provincia di Gansuce in Cina era sponsorizzato in parte anche da Mary Kay.
La D.ssa Jenny Jiang, responsabile senior della divisione Affari medici presso Mary Kay China, ha presentato i risultati della ricerca sulle strategie per migliorare la funzione della barriera cutanea e l’arrossamento del volto. Tali risultati potrebbero fornire importanti intuizioni in materia di pelle sensibile. All’evento hanno partecipato alcuni dei massimi esperti del ramo della dermatologia del Paese, nonché rispettati dirigenti di diverse società cosmetiche.Il team della divisione Ricerca e Sviluppo di Mary Kay comprende rinomati scienziati titolari di dottorato e altri titoli accademici avanzati in un’ampia gamma di discipline, tra cui: biologia cutanea, biologia cellulare, chimica, biochimica e altro ancora. Questo team di scienziati è impegnato nella conduzione costante di attività di ricerca avanzata e nella condivisione dei risultati con un potenziale d’impatto significativo sulla salute della pelle con la comunità scientifica e gli operatori del settore dei prodotti di bellezza in generale.Ogni anno Mary Kay conduce centinaia di migliaia di test scientifici su prodotti e ingredienti per accertare i massimi standard di sicurezza, qualità e prestazionali. Mary Kay possiede più di 1.500 brevetti per i prodotti, le tecnologie e gli imballaggi facenti parte del suo portafoglio globale. L’anno scorso la società ha aperto un centro di produzione e ricerca e sviluppo all’avanguardia a Lewisville, Texas, da più di 100 milioni di dollari.

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“Il tempo per risolvere il problema della bolla del debito cinese sta per scadere”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 luglio 2019

A cura di Paul Smillie, Analista senior della Columbia Threadneedle Investments. Nelle ultime settimane, i timori di una guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sono balzati alla ribalta delle cronache, spaventando gli investitori. Ciò è apparso particolarmente evidente in Cina, dove lo Shanghai Composite Index ha ceduto il 10% circa a maggio rispetto ai livelli di aprile in seguito al deteriorarsi delle trattative commerciali tra i due paesi.Considerate le minacce del Presidente statunitense Donald Trump di autorizzare una nuova tranche di dazi (pari al 25% sui restanti USD 300 miliardi di importazioni cinesi, mentre la Cina prende in esame eventuali contromisure), l’impatto negativo di una guerra commerciale sull’economia cinese potrebbe rivelarsi significativo.Il prospettarsi di un conflitto commerciale è sicuramente preoccupante, ma riteniamo che i mercati stiano sottostimando altri rischi sistemici potenzialmente più gravi per l’economia cinese, ovvero la rapida e preoccupante espansione del credito negli ultimi anni.La crescita cinese va indebolendosi ed attualmente è scesa al di sotto del 7% da oltre il 14% annuo registrato prima della crisi finanziaria, evidenziando una contrazione molto marcata per la seconda economia mondiale in termini di dimensioni. Le autorità cinesi hanno reagito aprendo i rubinetti del credito al fine di stimolare l’economia favorendo il ricorso a prestiti. Il problema è che quanto più si prolunga l’espansione creditizia, tanto meno efficace diviene questa strategia.Nel 2008, il rendimento sul credito, che misura l’efficacia del nuovo credito nello stimolare la crescita, si attestava intorno allo 0,75. Questo significa che ciascun CNY di credito generava CNY 0,75 in termini di prodotto interno lordo (PIL) nominale. Dal 2014, questo rapporto è sceso in media allo 0,25.
L’aumento dei rischi estremi è ancora più preoccupante. Comunque la si guardi, la massiccia espansione del credito cinese negli ultimi anni dovrebbe far suonare campanelli di allarme. I principali parametri della crescita del credito indicano non solo che l’attuale tasso di espansione è insostenibile, ma anche che causerà un forte aumento dei prestiti in sofferenza, che non mancherà prima o poi di avere enormi ripercussioni negative sui mercati obbligazionari e azionari cinesi.Prendiamo il rapporto credito/PIL, che misura il livello del credito rispetto alle dimensioni dell’economia. Includendo sia il credito a bilancio che quello fuori bilancio, alcuni stimano che tale rapporto sia salito al 300% circa dalla crisi finanziaria, partendo da una base di quasi il 150%. Ciò segnala a nostro avviso una chiara crisi del settore bancario cinese.
La buona notizia è che i livelli dei prestiti cinesi in valuta estera sono bassi, fatta eccezione per il settore aziendale. È quindi improbabile che in Cina si assista a una replica della crisi asiatica del 1997, innescata dall’elevato indebitamento in dollari.
Includendo tuttavia gli attivi fuori bilancio, i patrimoni bancari cinesi ammontano all’incirca a USD 45.000 miliardi. Secondo le stime, il paese detiene USD 3.000 miliardi di riserve valutarie, che potrebbero rapidamente esaurirsi in seguito a prelievi di capitale di entità anche contenuta. Qualora si rendesse necessario sostenere le banche, le autorità cinesi si vedrebbero costrette a ricorrere a provvedimenti più radicali. Il governo potrebbe ricapitalizzare il settore bancario, una mossa che, secondo i nostri calcoli, potrebbe far schizzare verso l’alto il rapporto ufficiale debito/PIL del paese, portandolo dall’attuale 48% circa a oltre il 70%. Tale livello sarebbe ancora in linea con quelli di molti governi occidentali, ma non si tratterebbe di una mossa di poco conto.
Cinque anni fa eravamo del parere che una rapida espansione del credito in Cina avrebbe potuto essere gestita senza causare gravi turbolenze sui mercati. Non siamo più di questo avviso.La Cina potrebbe diventare la prima nazione in grado di assorbire una tale espansione del credito senza accusare problemi, tramite un’abile riduzione dell’indebitamento in un contesto di rallentamento della crescita, svalutando la propria moneta o, più probabilmente mediante una costosa ricapitalizzazione del settore bancario. Non si può tuttavia escludere il rischio di un improvviso e doloroso scoppio della bolla del credito cinese, con gravi ripercussioni per la crescita globale data l’importanza del paese per l’economia globale.In ogni caso, gli investitori possono aspettarsi oscillazioni dei mercati azionari e obbligazionari ancora più marcate di quelle causate dagli attuali timori della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

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Mostra “Risonanza Cinese”

Posted by fidest press agency su martedì, 17 luglio 2018

Jin Shangyi_Huang BinhongRoma Dal 19 luglio al Complesso del Vittoriano – Ala Brasini va in scena Risonanza Cinese, la più importante e ricca mostra di pittura a olio cinese mai allestita a Roma. Il Vittoriano torna a ospitare un evento che porta per la prima volta nella Capitale i più rappresentativi maestri cinesi del ‘900, sulla base del rapporto consolidato tra Arthemisia e l’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia e dopo il grande successo ottenuto nel 2017 dalle rassegne dedicate all’arte contemporanea cinese come la collettiva “Arte e Pace. L’arte contemporanea cinese” e le monografiche “Epos. La lirica della luce” di Chao Ge, “The timeless dance. Beyond the mountains” di Mao Jianhua e “The eternal melody of chubby lady” di Xu Hong Fei. Dopo il grande successo di pubblico di Parigi al Palais Brongniart e in Cina presso il Museo dell’Accademia di Belle Arti di Cina (Hangzhou), con oltre 150 opere e 62 diversi artisti, la mostra Risonanza cinese – curata dallo storico dell’arte e saggista Claudio Strinati, dal critico d’arte editore e direttore di Segni d’Arte Nicolina Bianchi e da Zhang Zuying, Direttore dell’Istituto di Pittura a olio dell’Accademia Nazionale cinese di Pittura – offre una panoramica completa sulla pittura a olio contemporanea cinese e sulla sua progressiva evoluzione, favorita anche grazie alla decisa azione riformatrice e strutturale che ha visto la Cina protagonista negli ultimi 30 anni. Il percorso espositivo, contraddistinto da una sequenza interrotta da capolavori assoluti, oltre che specchio di una civiltà in continuo fermento, simboleggia il tracciato vivido di profondi cambiamenti sociali e culturali che hanno segnato la storia di una Nazione. La mostra Risonanza Cinese con il consenso del Ministero della Cultura della Repubblica Popolare Cinese, con il Patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese in Italia, della Regione Lazio e di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale, è organizzata dall’Accademia Nazionale Cinese di Pittura e dalla Fondazione Letteraria ed Artistica Cinese, realizzata dall’Istituto di Pittura a Olio dell’Accademia Nazionale Cinese di Pittura. L’esposizione gode del supporto accademico dell’Accademia Nazionale di San Luca, dell’Accademia di Belle Arti di Roma e dell’Accademia di Belle Arti di Firenze, con la collaborazione della Casa Editrice Conoscenza Mondiale, della Galleria d’Arte Han Yuchen di Handan, di Comunicazione e Cultura Jiarun Srl di Weihai e di Comunicazione e Cultura Shihua Srl. Gestione e organizzazione Complesso del Vittoriano – Ala Brasini a cura del Gruppo Arthemisia.

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Apre la sede romana della Galleria TRIPHE’ con la mostra personale dell’artista cinese: Ma Lin

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 marzo 2017

Ma LinMa Lin1Roma venerdì 10 marzo 2017 ore 19,30 (10 marzo-22 aprile 2017) Via Delle Fosse di Castello, 2- Roma (Castel Sant’Angelo –San Pietro) inaugurazione su invito mostra a cura di: Maria Laura PERILLI, con il patrocinio dell’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della R.P. Cinese in Italia. La mostra personale dell’artista MA LIN, patrocinata dall’Ufficio Culturale dell’Ambasciata della R.P. Cinese in Italia. Sintetizza un percorso artistico autonomo e peculiare, una sintesi di due linguaggi, figurativo e concettuale, resi con una tecnica frutto della duplice formazione dell’artista presso l’Accademia d’arte di Hubei, in Cina, e l’Accademia di Bologna. L’artista esalta il corpo, i volti e le espressioni per sottolineare la centralità, tutta rinascimentale dell’uomo, unita ad uno status di leggerezza e immediatezza zen, tipico della cultura orientale. In mostra saranno presenti 18 opere, realizzate in gran parte con tecnica mista e installate all’interno di vere e proprie tavole in legno, di provenienza cinese. Sono creazioni che hanno la Ma Lin2capacità di comunicare pensieri profondi, personali e sociali; il linguaggio, solare e stimolante, intercetta un range generazionale ampio che lo rende ancor più interessante ed apprezzabile. Il concettuale, nato negli anni 60 con lo scopo di affermare che l’idea ed il concetto dovevano prevalere sul risultato estetico e sensoriale dell’opera, rischia di scadere in una estetica del disgusto ‘banale ed ovvia’; l’arte figurativa, invece, come semplice rappresentazione della realtà, rischia di essere relegata in una stantia parafrasi del visibile. E’ necessario, quindi, un nuovo percorso in grado di fondere entrambe le correnti superandone contrasti generazionali e di tempo. Le tavole dell’artista, in legno, vogliono rappresentare, anche, una sorta di ponte, di apertura verso ciò che è diverso, con l’intento di educare all’accoglienza, letta come opportunità di crescita, umana e culturale, pur nel rispetto di origini, tradizioni e identità.
Per questo, la scelta della titolare della Galleria, Maria Laura Perilli, di inaugurare un nuovo spazio artistico in Roma, è ricaduta su MA LIN, in quanto ponte artistico dei due linguaggi, figurativo e concettuale, esempio di una vita vissuta per creare sinergia tra Oriente ed Occidente.
Orari: dal martedi al venerdi (10.00-13.00 16.30-19.30) il sabato ( 16,30-19,30) http:// http://www.triphe.it/ (foto:Ma Lin)

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Rischi e opportunità del mercato azionario cinese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 11 gennaio 2017

pechinoLa valutazione attuale delle azioni A-shares dipende da tre fattori: 1) Il consolidamento economico nel breve termine e l’aumento degli utili delle imprese 2) una parziale diminuzione della liquidità anche se il volume complessivo resta relativamente ampio 3) i progressi nelle riforme dal lato dell’offerta domestica e delle aziende statali stanno ripristinando la propensione al rischio fino a un certo punto. Lo Shangai Composite Index ha recuperato il 20% dal minimo di 2638 registrato all’inizio dell’anno ed è entrato in una fase di bull market. Data la debole domanda dell’economia cinese, la strategia di investimento principale è ridimensionare l’indice e selezionare i leader di determinati settori industriali.
Dal punto di vista dell’aumento dei ricavi, con le ultime misure del governo – come il PPP (cioè le partnership tra pubblico e privato) – per consolidare l’economia e l’impatto della ricostituzione dell’industria domestica, l’economia cinese potrebbe continuare a crescere relativamente poco.In un tale contesto, c’è ancora molto spazio per migliorare i micro-utili delle azioni A-shares corporate quotate. In più, rimane lo slancio crescente delle industrie cicliche, che sono state interessate dalle riforme dal lato dell’offerta per ridurre il livello di produzione lo scorso anno. Andando al 2017, il settore farmaceutico offre buone prospettive visto il continuo miglioramento dei fondamentali e un importante cambiamento nel panorama della concorrenza dopo le politiche normative a riguardo.
Parlando invece della diminuzione di liquidità, è probabile che la scarsità di asset sarà il punto principale per la core strategy dell’asset allocation del mercato dei capitali cinese nel 2017, mentre i capitali a basso rischio favoriranno i titoli con un rating basso e dividendi alti. A partire dal 2016, il capitale dell’asset allocation è stato sempre canalizzato nel mercato obbligazionario, finendo per abbassare la curva di rendimento, mentre i credit spread e i rating spread hanno raggiunto il minimo storico. Al momento, la dimensione del mercato del risparmio gestito cinese ha raggiunto i 95 trilioni di RMB, e diventa sempre più necessario identificare gli asset con un margine di guadagno molto sicuro. Poiché il dividend yield del China Securities Bank Index ha raggiunto il 4.8%, risulta sicuramente più vantaggioso rispetto al rendimento dei titoli di stato decennali cinesi.
La caratteristica del mercato delle A-share è stata finora la distinzione tra il tabellone principale e l’SME (piccole e medie imprese). Da quest’anno, il valore dei titoli SME è continuato a diminuire, indicando una stretta della bolla durante la correzione di mercato. Al momento il PE (TTM, ovvero calcolato su dati relativi agli ultimi 12 mesi) del GEM (growth enterprise market) è di circa 45x, che è in linea con il livello della prima metà del 2014, mostrando un rapporto prezzo/performance migliore. Tuttavia, il PE (TTM) del GEM Composite Index è ancora alto circa 66x, indicando una chiara differenziazione. Sotto una supervisione sempre più rigida e il contrasto agli M&A intersettoriali, la performance dell’SME e del mercato GEM è stata debole nei primi nove mesi di quest’anno. Nonostante tutto, la crescita degli utili complessivi dell’SME e del GEM nei primi nove mesi del 2016 è stata notevole, con un rapporto prezzo/performance in crescita rispetto al tabellone principale. Con il lancio dello Shenzhen Hong Kong Stock Connect, ci aspettiamo che il valore dell’allocation del mercato GEM sarà sempre più confermato dal mercato. Per quanto riguarda l’attuale mercato azionario cinese, i maggiori rischi di investimento si concentrano su queste aree: 1. L’incertezza nei mercati esteri, soprattutto sull’andamento del tasso di scambio dell’RMB dopo le elezioni presidenziali. Potrebbe limitare ancora di più lo spazio per ulteriori allentamenti della politica monetaria cinese 2. I risultati effettivi della riforma dal lato dell’offerta per ridurre la capacità produttiva 3. Le severe normative sul real estate, che riguardano il limite di acquisto e di credito, potrebbero portare agitazione nella stabilizzazione dell’economia a breve termine. (fonte: Fullgoal Asset Management)

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Debito cinese: dalle stelle alle stalle

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 novembre 2016

grafico-cinaLa Cina ha un problema di debito. Quello pubblico sarà ancora relativamente modesto, ma dalla crisi finanziaria globale quello del settore privato è quasi raddoppiato in proporzione al prodotto nazionale, fino a sfiorare il 205% del PIL. Quest’onere crescente, costituito soprattutto da finanziamenti alle imprese, offusca le prospettive del Paese e fa temere un’ondata di default che potrebbe provocare una crisi interna con effetti devastanti per il mondo intero.Il problema quasi sicuramente peserà sull’economia cinese, causando un rallentamento della crescita al di sotto del 5% annualizzato entro la fine del decennio, ma non dovrebbe rappresentare un rischio sistemico né entro né oltre i confini nazionali. Probabilmente, infatti, il governo spalmerà i danni nell’arco di parecchi anni.Tuttavia, molto dipende dalla velocità di riconoscimento dei crediti inesigibili, dalla definitiva allocazione dei costi e dalla capacità di Pechino di controllare il processo – il margine di errore è tutt’altro che trascurabile.
La soluzione del problema non può essere rimandata a lungo. A fronte di una crescita economica più lenta e degli inquietanti livelli di indebitamento delle imprese (168% del PIL a fine 2015, la percentuale più elevata fra i principali Paesi in via di sviluppo), i crediti inesigibili della Cina poterebbero lievitare in fretta.Particolarmente preoccupante è l’espansione del debito privato rispetto al trend di lungo periodo (debito in eccesso), oggi superiore al 30% del prodotto nazionale. Tal parametro si è dimostrato un indicatore attendibile di gravi problemi finanziari. L’esperienza dimostra che l’economia va molto male quando il debito in eccesso raggiunge il 10% del PIL.
Generalmente si osserva un crollo della crescita subito dopo il superamento di tale soglia, seguito da una ripresa con la stabilizzazione a un ritmo più lento. Le nostre ricerche evidenziano un calo del PIL reale annuo medio dell’1,3% nei sette anni successivi al raggiungimento della soglia del 10% rispetto ai sette anni precedenti. Inoltre, più sostenuta era la crescita prima del momento di crisi, maggiore è il rallentamento del PIL tendenziale. Il debito in eccesso della Cina ha superato il 10% del PIL nel secondo trimestre del 2012. Quando altri Paesi hanno raggiunto la stessa soglia, i loro tassi di crescita hanno evidenziato la tendenza a un forte calo. Nel caso della Cina la frenata è stata meno brusca, ma l’effetto netto è stato più drammatico: la crescita è passata da un tasso annuo medio dell’11% negli anni precedenti la soglia critica al 7% attuale. E la decelerazione continua. Secondo le nostre stime, l’espansione annua del PIL reale si ridurrà al 4-5% entro il 2020.Tale flessione è in parte la naturale conseguenza del precedente boom della Cina – più cresce l’economia, più è difficile mantenere il ritmo, ma è dovuta anche ai perniciosi effetti di cattivi investimenti.Negli ultimi dieci anni le autorità cinesi hanno spesso usato l’espansione del credito come stimolo economico. Ma il potere di ogni nuovo renminbi di debito si è affievolito. Oggi occorrono 3,7 renminbi di debito (per lo più di aziende grafico-cina1pubbliche o controllate dallo Stato – per generare un renminbi di PIL. Prima della crisi ne bastava 1,2 e, fra il 2000 e il 2010, 1,7 in media. Anche se la minore redditività è un normale sintomo di maturazione dell’economia, in Cina l’effetto è stato esacerbato dagli errori commessi nell’allocazione del capitale. La pianificazione centrale ha portato a un eccesso di capacità produttiva in alcuni settori, in particolare costruzioni, metalli e carbone. Le nuove città cinesi a oggi disabitate, come Ordos, e i progetti infrastrutturali rimasti cattedrali nel deserto hanno fatto notizia come esempi perfetti di investimenti sbagliati.
A nostro parere, comunque, le autorità cinesi potrebbero e probabilmente riusciranno a gestire il problema del debito delle aziende con una serie di provvedimenti. Una possibile misura consentirebbe il fallimento delle società improduttive ed eccessivamente indebitate, così da ridurre la capacità del mercato e aiutare le aziende superstiti a generare i profitti necessari al rimborso dei debiti. Attualmente il tasso di default delle imprese cinesi si attesta a un mero 0,3%. In generale, l’economia è in grado di sostenere un tasso di circa il 2% senza ripercussioni significative. Le banche in difficoltà a causa di tali insolvenze dovrebbero essere ricapitalizzate. Dopo tutto, sono per lo più istituti statali. Nello stesso tempo, circa due terzi del debito corporate in circolazione sono detenuti da aziende pubbliche. Per il governo sarebbe quindi naturale rifondere i crediti inesigibili di queste aziende.Il risultato sarà un drastico aumento del rapporto fra debito pubblico e PIL, che d’altra parte si attesta appena al 45%. Inoltre, l’esperienza recente di altri Paesi indica la sostenibilità di livelli molto elevati per un lungo periodo. Nella peggiore delle ipotesi, secondo noi, Pechino dovrebbe salvare metà delle aziende pubbliche, un’operazione che porterebbe il rapporto debito / PIL al 100%, al di sotto del 132% dell’Italia e del 248% del Giappone ma anche del 105% degli USA, stando agli ultimi dati dell’FMI. Peraltro, le autorità stanno già regolamentando il sistema bancario ombra del Paese, che rappresenta ormai una fonte di rischio sistemico, nonché i prodotti di gestione patrimoniale spesso opachi, un punto di riferimento per i risparmiatori retail. Nel frattempo, la liberalizzazione dei conti capitale sarà limitata nel timore di ingenti flussi.
Nel caso della Cina si sono verificate solo due di queste condizioni. Ad esempio, l’anno prima che la Thailandia fosse travolta dalla crisi finanziaria asiatica, il debito estero aveva raggiunto il 67% del PIL. Quello della Cina, invece, si attestava appena al 13,1% nella seconda metà del 2015. Nel periodo precedente la crisi finanziaria globale, USA, Spagna e Irlanda presentavano un tasso di risparmio privato di appena il 20% circa del PIL. Quello della Cina è ben al di sopra del 50%. Infine, i prezzi degli immobili hanno visto un’impennata nelle città più importanti, ma le distorsioni non si sono diffuse ad altre aree – le bolle immobiliari sono spesso associate a crisi finanziarie.(foto: grafico cina)

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Arriva il balletto cinese

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2015

balletto cineseMacerata. Domenica 7 giugno alle 21.30 allo Sferisterio – anticipa Carancini – va in scena un evento unico, realizzato dal Macerata Opera Festival, grazie ad importanti collaborazioni come quella del Comune, dell’Istituto Confucio, dell’Università di Macerata e dell’Amat”. Lo spettacolo, che cade nell’anno della presentazione della Nuova Via della Seta, è unico per il centro Italia, ed è realizzato in occasione di Expo. “È quasi impossibile – afferma Lacchè – vedere in Europa il corpo di ballo al completo con 60 ballerini cinesi, che solitamente si presenta con formazioni ridotte, mentre questa volta si tratta di un intero spettacolo della più grande compagnia della Cina. Il ponte verso l’Oriente iniziato da Padre Matteo Ricci si rafforza con numerose attività, grazie anche all’Istituto Confucio”. Prosegue Trentin, “Siamo di fronte a un evento straordinario che ha una valenza politica e culturale di altissimo livello”.La produzione è un’opera moderna, dedicata a Marco Polo. “È una prima commissione del NCPA & Song and Dance Ensemble del PLA Political Department – dichiara Messi – e vanta la presenza di artisti di rilevanza internazionale, tra cui il coreografo Chen Weiya, direttore artistico del China Oriental Performing Arts Group, premiato per la regia della cerimonia di apertura dei 16° Asian Games di Guangzhou, il pluripremiato drammaturgo Zhao Daming, il compositore Zhang Qianyi, tra più influenti compositori cinesi della nuova generazione, e il light designer Sun Nanpu. Per capire la sontuosità di questo spettacolo possiamo dire che rappresenta la Cina ad Expo 2015 e sarà messo in scena a Milano il 30 e 31 maggio”.Marco Polo, già più di 7 secoli fa pioniere della comunicazione tra la civiltà occidentale e l’Oriente, tenne un diario del suo viaggio lungo la Via della Seta fino in Cina che instillò il desiderio di partire alla scoperta del Regno di Mezzo in molte altre parti del mondo. Ben più di una balletto cinese1semplice messa in scena di questa cronaca, Marco Polo si approccia alla rigogliosa cultura cinese, dalle più eterogenee origini etniche, attraverso la narrazione di un giovane italiano del nostro tempo di un sogno ambientato nella Cina antica.Le musiche del balletto attingono alla tradizione musicale occidentale, alla musica di corte della Dinastia Yuan, al repertorio etnico mongolo e alla musica popolare della Cina meridionale. La magia delle scenografie multimediali di Sun Nanpu riporteranno un antico paese di pura bellezza alla vita. Tra le righe della drammaturgia, si intravede il credo profondo di pace e armonia, in cui i cinesi si riconoscono e che hanno perseguito lungo l’intera storia della loro civiltà. La Nuova Via della Seta, annunciata dal presidente cinese Xi Jinpingun, assieme alla nuova Via marittima della Seta definiscono un percorso di riattualizzazione della “cintura” di stati che anticamente collegavano, in un regime di mutui scambi e collaborazione, Cina e Occidente. Il progetto, denominato One Belt, One Road, mira a creare collegamenti migliori a livello di infrastrutture e di commercio fra la Cina e i Paesi coinvolti nel progetto, in Eurasia e Africa.
Biglietti già in vendita da oggi, da 5 a 30 euro con speciali promozioni per gli under30. (foto: balletto cinese)

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Il profilo del viaggiatore cinese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 luglio 2014

China-Eastern-AirlinesHotels.com, sito leader nella prenotazione di hotel online, svela il profilo del viaggiatore internazionale cinese secondo i dati emersi dall’ultima edizione del Chinese International Travel Monitor (CITM), analisi basata su un campione di oltre 3.000 viaggiatori cinesi e 3.000 albergatori in tutto il mondo che indaga aspetti in continua evoluzione dei comportamenti di viaggio della popolazione cinese e permette di scoprire come l’industria globale del turismo stia cercando nuove soluzioni per ottenere i massimi benefici da questo nuovo mercato.
In media, i viaggiatori cinesi stanno facendo più viaggi rispetto al passato: nel 2014 hanno infatti dichiarato di aver fatto in media 4,67 viaggi negli ultimi 5 anni, mentre nel 2013 dichiaravano di averne fatti 3,53.La spesa media durante i viaggi all’estero, escludendo il pernottamento, è, per il 15% degli intervistati, di più di 10.000 CNY al giorno (circa €1.200), mentre il 2% dichiara di spendere oltre 50.000 CNY al giorno (circa €6.000). La spesa media giornaliera si attesta sui 6.707 CNY (circa €805).I viaggiatori cinesi dichiarano che la durata media dei loro viaggi all’estero è di una-due settimane (51% degli intervistati); nel caso di viaggi per incontrare amici e parenti o per ragioni di studio, i soggiorni sono mediamente più lunghi (1,6 settimane), mentre i viaggi di piacere sono in genere più corti (1,4 settimane).Secondo gli albergatori, la durata media dei soggiorni dei viaggiatori cinesi è di 2-3 notti (58%), il 28% pernotta una sola notte, e solo l’11% prolunga il proprio soggiorno per 4-6 notti, segno evidente che i viaggiatori cinesi preferiscono visitare più di una destinazione in occasione dei propri viaggi all’estero.Il governo cinese, attraverso un piano strategico lanciato nel 2013, sta inoltre incoraggiando la popolazione a concedersi delle vacanze, rafforzando le leggi esistenti sul rimborso delle ferie. Questi provvedimenti, uniti alla maggiore capacità di spesa, potrebbero portare nei prossimi anni ad un cambiamento nelle abitudini di viaggio dei viaggiatori cinesi.Il CITM ha identificato anno dopo anno una tendenza crescente da parte dei viaggiatori cinesi a non unirsi a gruppi organizzati, ma a preferire viaggi indipendenti (lo dichiara il 67% del campione intervistato rispetto al 62% nel 2013). Questo cambiamento è rilevato anche dagli albergatori, che dichiarano che il 71% degli ospiti cinesi viaggia in modo indipendente.I viaggi con il partner e i figli sono l’opzione più popolare tra i viaggiatori cinesi (54%), seguiti da quelli in compagnia di membri della famiglia (46%) e amici (45%).

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Insegnare cinese nelle scuole

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 maggio 2012

Milano design week 2011 :: Università degli St...

Milano design week 2011 :: Università degli Studi di Milano (Photo credit: br1dotcom)

Milano Si svolge dal 25 al 29 giugno 2012 presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca la seconda edizione della Confucio Summer School, organizzata dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano in collaborazione con la Facoltà di Scienze della Formazione e il Dipartimento di Scienze Umane per la Formazione “Riccardo Massa” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e realizzata grazie al patrocinio e al sostegno di Hanban. Un corso intensivo (35 ore in aula in cinque giorni) di aggiornamento e formazione dei docenti di lingua e cultura cinese nelle scuole tenuto da docenti universitari italiani e cinesi altamente qualificati. Calendario dettagliato, regolamento e modalità di iscrizione in allegato. Candidature entro domenica 3 giugno.
Per ulteriori informazioni: Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano, tel. 02.50321675 (lunedì – venerdì, dalle 10.00 alle 15.00), info.confucio@unimi.it, http://www.istitutoconfucio.unimi.it.

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La moderna industria cartaria cinese

Posted by fidest press agency su domenica, 6 maggio 2012

Il XII Piano Quinquennale Cinese, recentemente approvato dall’Assemblea Nazionale del Popolo, ha stabilito obiettivi ambiziosi per l’avanzamento di un’economia domestica più bilanciata dichiarando ingenti investimenti in protezione ambientale e in energia sostenibile. Il focus del XII Piano Quinquennale (relativo al periodo 2011-2015) è teso al miglioramento del potere d’acquisto dei cittadini cinesi, attraverso l’attenzione ai salari e al rafforzamento del sistema di protezione sociale (sanità, istruzione, alloggi) e si orienta decisamente verso la green economy e l’alta tecnologia. In questo quadro si inserisce la nuova relazione “Paper Contract with China” di APP Cina che fornisce un’analisi del 12° Piano Quinquennale ed evidenzia come dal Piano emerga chiaramente quanto sia chiave il ruolo dell’industria cartaria cinese per l’economia del Dragone, il suo fondamentale contributo al PIL della Cina e il grande potenziale del settore cartario quale nuova fonte di crescita economica del Paese. In base alle cifre ufficiali, gli utili dell’industria cartaria cinese per il 2010 si sono attestati attorno ai 600 miliardi di RMB (95 miliardi di USD) con una crescita di oltre il 25% rispetto all’esercizio precedente. Questi dati dimostrano come l’industria cartaria sia diventata una delle componenti chiave dell’economia nazionale cinese. L’ascesa dell’industria cartaria cinese nell’economia della nazione si riflette anche nell’indotto e nelle economie locali. L’industria cartaria, che è al centro di una estesa filiera industriale, ha un profondo impatto sui settori correlati quali la selvicoltura, l’agricoltura, la protezione ambientale, stampa ed editoria, nonché i comparti della chimica, della meccanica, dell’automazione industriale e dei trasporti. Questo si traduce anche in un incremento dell’occupazione che nell’indotto, per il solo settore della selvicoltura, è stato stimato in 43.000 unità. Tuttavia, l’industria cinese, compresa quella cartaria, è stata colpita negli scorsi anni da problemi ambientali, causati dall’uso diffuso di tecnologie obsolete e da una mancanza di consapevolezza di attenzione all’ambiente. Il nuovo Rapporto “Paper Contract with China” evidenzia però come l’industria della carta in Cina oggi abbia intrapreso una completa trasformazione. Le imprese cinesi del settore della carta si stanno velocemente modernizzando adottando misure attive con l’impiego di risorse rinnovabili, all’interno di un processo di produzione più ecosostenibile, con l’introduzione di tecnologie avanzate e con un rapido e progressivo allineamento alle normative nazionali in termini di sostenibilità e, infine, con una maggiore consapevolezza della responsabilità d’impresa.
Questo trend rispecchia le linee-guida inserite nel 12° Piano Quinquennale della Cina, che identifica i pilastri dello sviluppo futuro dell’industria della carta nel Paese in: avanzata tecnologia, risparmio energetico e sviluppo ecosostenibile. Durante il periodo preso in considerazione dal nuovo Piano Quinquennale cinese, l’industria della carta intensificherà le sue attività in termini di sostenibilità per migliorare la sua competitività a livello mondiale, pur preservando le sue risorse e l’uso di energia, per fornire ai propri clienti i più alti prodotti di carta in termini di qualità, dando quindi un contributo sempre più importante all’economia della Repubblica Popolare Cinese.(Stefania Biagini)

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Agopuntura tradizionale cinese

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 marzo 2012

L’Istituto Omeopatico SIMOH ha attivato, a Roma, un SERVIZIO CLINICO DI AGOPUNTURA TRADIZIONALE CINESE, presso il Poliambulatorio Medico Chirurgico ”Samuele Hahnemann” di Via Giovanni Miani 8 (zona San Saba-Aventino).
L’iniziativa è frutto di un progetto di lavoro che la Scuola Italiana di Medicina Omeopatica Hahnemanniana (SIMOH) sostiene da diversi anni, nell’intento di realizzare un servizio clinico di Agopuntura che operi pienamente in conformità agli insegnamenti della tradizione cinese e nel rispetto dei principi della medicina omeopatica di Samuele Hahnemann.Nel corso degli anni il gruppo di lavoro che si è dedicato a questo progetto – sorto grazie al continuo impulso del prof. Antonio Negro e del Dr Sergio Mosso – ha sviluppato modelli di studio e di pratica terapeutica propri dell’Agopuntura tradizionale cinese, secondo le metodologie classiche applicate in Europa da oltre 100 anni.
Operando nel solco della tradizione classica degli agopuntori occidentali, la SIMOH con questa iniziativa intende promuovere la metodica agopuntoristica salvaguardando in toto la tradizione cinese e fornendo al contempo un contributo specifico nell’applicazione clinica al singolo paziente, alla luce delle conoscenze sviluppate in campo medico dall’omeopatia hahnemanniana.”L’Agopuntura tradizionale cinese – ha dichiarato la dr.ssa Maria Grazia Roncalli, coordinatrice del progetto – è la metodica terapeutica più originale della antica medicina cinese ed è unica nella storia della medicina. La sua origine risale agli albori della civiltà cinese ed è stata praticata e codificata da più di duemila anni in modo tale da poter essere configurata come atto clinico-terapeutico finale di un procedimento medico rigoroso”.”Nella metodologia agopunturistica – ha proseguito ancora la Dr.ssa Roncalli, specialista in anestesiologia e rianimazione e per oltre 10 anni Docente di Agopuntura cinese al Centro Suwen di Milano – la terapia riflette la complessità e la finezza delle cause scatenanti e prende in considerazione il modo in cui il disturbo si è manifestato oltre che il disturbo stesso, cercando di cogliere all’origine la deviazione dall’ordine”.
Stretta è, quindi, la correlazione esistente tra omeopatia e agopuntura cinese nello studio unitario e nella cura individualizzata del singolo paziente e ben si può dire che l’agopuntura costituisca il coronamento dell’atto clinico-terapeutico omeopatico. Essa tende, infatti, a riequilibrare le funzioni biologiche di un organismo, riportandolo al modo di funzionare che più corrisponde alle sue potenzialità di salute e con l’obbiettivo che il paziente si prenda lui stesso in carico, cioè sia lui stesso il primo responsabile della sua salute. Solo il paziente è artefice vero della sua guarigione, utilizzando l’aiuto del medico e della medicina quale mezzo, strumento per giungere ad uno stato di salute migliore.”L’agopuntura praticata secondo la tradizione cinese – ha aggiunto in tal senso il dr Mattia Canetta, coordinatore delle attività cliniche della SIMOH – è sinergica all’omeopatia hahnemanniana e mette a disposizione del medico omeopatico strumenti del tutto particolari per curare la singola persona umana, specifica, unica ed irripetibile in base alla sua costituzione, al suo vissuto, alla sua personale reattività. Possiamo dire – ha proseguito il dr Canetta – che l’agopuntura sostiene, protegge e riattiva il terreno biologico individuale con l’obbiettivo di evitare gli squilibri che facilitano la malattia; in questo senso essa ha un ruolo preventivo ben diverso dal modo corrente di vedere la prevenzione come diagnosi precoce”.”Gli aghi d’agopuntura – ha concluso, infine, la dr.ssa Roncalli – non veicolano alcuna sostanza estranea ma stimolano, attraverso i punti dei meridiani, la forza reattiva individuale. In tal modo l’Agopuntura risulta efficace nei “dolori” quando sono il campanello d’allarme di qualcosa che non funziona nell’organismo. In quali dolori? Qualsiasi dolore – risponde ancora la dottoressa – a patto che il medico sia disponibile a comprendere il paziente, a capire in modo unitario e sintetico come si è sviluppato in lui il disturbo e ne individui l’intervento terapeutico capace di farlo virare verso il “ben”essere.L’agopuntura, dunque, può essere d’aiuto non solo per il paziente affetto da cefalea, nevralgia del trigemino, algie della colonna, sciatica, dismenorrea, dolori articolari, ma anche nei momenti di “mal”essere generale, di alterazione dei ritmi e delle funzioni biologiche, come i disturbi del sonno, i disturbi alimentari e digestivi, e nei disturbi di relazione che si possono manifestare con turbe emozionali come ansia, tristezza, irascibilità e paura, o con turbe fisiche come le allergie e le intolleranze intestinali, respiratorie, cutanee.Allo stesso modo l’Agopuntura cinese può sostenere il paziente affetto da patologie gravi, stimolando, in termini fisiologici, ciò che c’è di sano nel paziente a isolare e a eliminare ciò che c’è di malato.Rivolgendosi alla Segreteria dell’Istituto Omeopatico SIMOH (Tel. 06.5747841), si potranno avere tutte le informazioni in merito all’iniziativa o prenotare delle visite e sedute di agopuntura. (Alessandro Cenci)

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Delegazione cinese di ingegneri idraulici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 gennaio 2011

Roma  7 gennaio 2011 dalle ore 14.00 alle ore 15.30 presso la sede dell’anbi in via Santa Teresa, 23 una delegazione cinese di ingegneri idraulici in missione in Italia, ha chiesto all’ANBI un incontro. Sarà un’interessante occasione di confronto con la realtà di un grande Paese, nel quale sono segnalate un migliaio di realtà consorziali mutuate, in particolare, dalle esperienze italiana e spagnola.  Lo Zheijang, la cui capitale è Hangzhou, si affaccia sul Mare Cinese orientale (a sud di Shanghai) e, con i suoi 47 milioni di abitanti su una  superficie di 101.800 chilometri quadrati,  è una delle province più prospere e dinamiche della Cina.

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Espansionismo cinese nel Mediterraneo

Posted by fidest press agency su domenica, 10 ottobre 2010

A fronte delle notizie su accordi e trattati fra la Regione Siciliana e le Banche e le “Istituzioni” della Repubblica Cinese, l’FNS “Sicilia Indipendente” lancia l’allarme rosso. Anzi l’allarme “giallo”. “Non si associa al trionfalismo manifestato dal Governo Regionale e dai rappresentanti dei Partiti italiani, autonomisti e non, dominanti in Sicilia, tutti d’accordo, in modo inciuciato e trasversale, nel  fingere di cantare vittoria per il fatto che il Drago Cinese, in versione capitalistica ed imperialistica, estenderà il proprio potere anche in Sicilia. E sulla Sicilia. A cominciare dal finanziamento delle grandi opere pubbliche. E dall’uso del territorio siciliano. Addirittura, si “festeggia” il fatto, – tutt’altro che esaltante, – che la Sicilia diventerà la “Piattaforma” al centro del Mediterraneo, dei grandi “Traffici Cinesi” nello stesso bacino del Mediterraneo, nel Nord-Africa ed, ovviamente, in gran parte dell’Europa. Vergogna! Assistiamo, cioè, alla replica della tragedia vissuta, dal 1860, che ha visto dare una risposta di servilismo e di autocolonialismo da parte della classe politica pseudo dirigente a tutte le avances imperialiste proveniente da poteri forti estranei (ed oggettivamente ostili) alla Sicilia. Ed al suo diritto ad un futuro di libertà e di creatività. Una “Replica” in grande stile, dunque, molto più pericolosa e forse devastante della prima (tragedia). L’F.N.S. precisa, altresì, che non vorrebbe parlare male della Cina (e, per la verità, neppure bene), ma che non può tacere di fronte alla realtà dell’invasione della Sicilia, “Programmata”, “Organizzata” e ricca di complicità locali. L’F.N.S. ci tiene inoltre a puntualizzare che nessuno è legittimato a tradire o, peggio, a vendere (o a svendere) la Sicilia ed i … Siciliani, con i rispettivi diritti, con la loro dignità, con le proprie speranze. L’esempio del “sorpasso cinese” avvenuto nella Città di Prato, in Italia, dovrebbe insegnarci qualcosa. E noi, Indipendentisti FNS, diciamo ciò nel rispetto della Comunità Cinese, che, per altri versi, stimiamo e talvolta ammiriamo. E con la quale condividiamo il lutto ed il dolore per le tre vittime del recente maltempo. La “legittima” difesa dei Diritti fondamentali del Popolo Siciliano, della sua economia, del suo territorio del suo diritto al futuro… è – tuttavia – un’altra cosa. Lo diciamo a noi stessi. Lo diciamo alla classe politica ed ai partiti dominanti in Sicilia. E lo diciamo ai nostri “fratelli” cinesi, dai quali pretendiamo comprensione avendo essi stessi subito, per secoli, le mortificazioni e i danni derivanti dalla condizione coloniale. Insomma: Cina über alles? no, grazie!”

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Precetto cinese sul denaro

Posted by fidest press agency su domenica, 22 agosto 2010

Col Denaro puoi comprare una casa,
ma non una Famiglia.
Col Denaro puoi comprare un orologio,
ma non il Tempo.
Col Denaro puoi comprare un letto,
ma non il Sonno.
Col Denaro puoi comprare un libro,
ma non la Conoscenza.
Col Denaro puoi pagare un medico,
ma non puoi comprare la Salute.
Col Denaro puoi comprare una posizione ,
ma non il Rispetto.
Col Denaro puoi comprare il sangue,
ma non la Vita.
Col Denaro puoi comprare il sesso,
ma non l’Amore.
e comunque ricordiamoci che….
Chi trova un Amico trova un Tesoro.
E…chi trova un Tesoro trova molti amici…

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Pavia: prima laureata cinese

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Pavia 13 Luglio alle 14, in Aula Scarpa, si laurea in Psicologia la prima studentessa cinese dell’Università di Pavia Con una tesi dal titolo “Ricerca e analisi del Morbo di Alzheimer”.  Daniela, nome cinese Xu Danyi, è arrivata a Pavia nel Marzo 2007 con il primo gruppo di studenti cinesi che hanno aderito al progetto “Marco Polo”.  Non parlava quasi la lingua italiana quando è arrivata nel nostro Paese. Tra marzo e settembre Daniela ha partecipato il corso di lingua italiana organizzato dall’Ateneo pavese per gli studenti cinesi e nel settembre 2007, dopo aver superato l’esame di lingua italiana,  si è iscritta al corso di laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche. È riuscita a concludere il corso di laurea puntualmente, nei tre anni curricolari, e lunedì 13 luglio discuterà la tesi “Ricerca e analisi del Morbo di Alzheimer” in Aula Scarpa. Dopo la laurea, Xu Danyi intende iscriversi anche alla laurea Magistrale in Psicologia, sempre all’Università di Pavia. I tre anni trascorsi a Pavia l’hanno aiutata a migliorare molto la sua conoscenza della lingua italiana e le relazioni interpersonali. Per integrarsi nel campus e nell’ambiente universitario, Daniela ha partecipato a tante attività studentesche e sociali e lo scorso anno ha svolto anche uno stage in ambito  clinico-psicologico.

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Mafia cinese a Roma

Posted by fidest press agency su martedì, 29 giugno 2010

«Ringrazio la Guardia di Finanza per questa eccezionale operazione che ha permesso di far emergere robuste linee di collegamento della mafia cinese all’interno del territorio nazionale. Raccogliendo le denunce dell’onorevole Marsilio, avevamo più volte sottolineato la presenza di misteriosi traffici all’ingrosso all’interno della nostra città, in particolare nel Rione Esquilino, gestiti da immigrati di origine cinese. Oggi, questa operazione conferma questi sospetti e ci spinge a combattere ulteriormente contro traffici illegali, che spesso nascondono molto di più del semplice abusivismo. Tutto questo non deve essere frenato da una malintesa disponibilità all’integrazione e alla tolleranza delle comunità immigrate. L’illegalità va combattuta con la massima determinazione e senza fare sconti a nessuno proprio per consentire agli immigrati onesti di non essere confusi con coloro che vogliono invadere la nostra città attraverso l’illegalità». Lo afferma il sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

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Corso di calligrafia cinese

Posted by fidest press agency su martedì, 2 febbraio 2010

Milano serate del 4 e 18 febbraio 2010 alle ore 21.00, presso il Circolo Filologico Milanese, via Clerici 10, Milano (MM1 Cordusio) un laboratorio per sperimentare e conoscere i segreti della calligrafia cinese sotto la guida del pittore e calligrafo Zhou Zhiwei.  I caratteri cinesi sono gemme di scrittura il cui fascino suscita da sempre la curiosità di noi occidentali, trasportandoci in una dimensione onirica che può diventare viaggio.  E sarà un vero e proprio viaggio a ritroso nel tempo quello affrontato nei due incontri, dalle prime antichissime forme di scrittura su ossa bovine e su carapaci di tartaruga fino alla forma grafica attuale. Un affascinante percorso storico-culturale alla scoperta della civiltà cinese, di cui i caratteri sono l’essenza.  Nel corso del laboratorio, Clara Bulfoni presenterà l’evoluzione degli stili di scrittura attraverso i secoli con esemplificazioni eseguite dal calligrafo e pittore Zhou Zhiwei, che accompagnerà i partecipanti in prove di scrittura iniziandoli all’uso dei “quattro tesori”: pennello, carta di riso, inchiostro e pietra da inchiostro. Il materiale sarà messo a disposizione gratuitamente dall’Istituto Confucio dell’Università degli Studi di Milano.   Il numero massimo di partecipanti è di 20 persone per ciascuno degli incontri. Ci si iscrive segnalando nome, recapito telefonico e data prescelta.

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Nasce l’Accademia di Medicina Tradizionale Cinese

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Il Centro Studi So Wen ed il Gruppo di Studio Società e Salute, due delle scuole italiane di agopuntura di maggior esperienza e tradizione, hanno intrapreso un percorso comune, fondando l’Accademia di Medicina Tradizionale Cinese. L’Accademia nasce con lo scopo di ampliare nel nostro Paese lo studio e la pratica della Medicina Tradizionale Cinese in tutte le sue branche: non più solo agopuntura, ma anche fitoterapia, dietetica, massaggio, ginnastiche mediche, adeguatamente integrate tra di loro e nella formazione del medico occidentale. L’impegno dell’Accademia si caratterizza per due aspetti: formazione innovativa e pratica clinica. Nella formazione teorica molte lezioni vengono erogate mediante internet, una modalità in cui lo studente sceglie il luogo e l’orario della lezione, personalizzando il piano di studi in base alle proprie esigenze e preferenze, secondo un percorso certificato. Ma una formazione a distanza, per quanto di elevata qualità, non può sostituire il contatto diretto tra il docente ed il discente, ancor più essenziale in questa medicina che richiede una crescita esperienziale ancor prima che culturale e tecnica.  Purtroppo, il rapporto maestro / allievo e la pratica clinica hanno costituito fino ad oggi dei punti critici dell’insegnamento della MTC, in quanto la preparazione impartita da molte scuole è stata prevalentemente teorica e spesso spersonalizzata.  Per questo l’Accademia dedicherà la massima attenzione al rapporto interpersonale e alla pratica, condotta negli ambulatori scolastici, negli studi dei docenti e dei tutor, nei servizi ospedalieri svolti in convenzione dal Centro Studi So Wen e dal Gruppo di Studio Società e Salute e, infine, grazie ai viaggi di approfondimento in Cina presso le università gemellate. Didattica, pratica, ricerca, un impegno a tutto campo, aperto alla collaborazione con chi è animato dallo stesso entusiasmo, per diffondere questa medicina che ci appassiona. (Giorgio Di Concetto)

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