Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 316

Posts Tagged ‘circolare’

Agricoltura, l’economia circolare supera la “crisi concime”

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 agosto 2022

L’economia circolare per superare la crisi che sta colpendo l’agricoltura: davanti a una carenza di fertilizzante, con conseguente aumento esponenziale dei prezzi, arriva la risposta del Greenway Group. La realtà friulana, che raccoglie la Greenway Agricola, la San Daniele Bioenergie (entrambe con sede a Codroipo – UD) e la Greenfirm di Pordenone, ha concretizzato da tempo i principi di quella transizione ecologica diventata oggi linea guida di sviluppo. Come? «Avviando una vera economia circolare a carattere territoriale», spiega il presidente Marco Tam alla guida del gruppo insieme con Gabriele Gardisan. «Dalla coltivazione dei campi alla produzione di biogas, fino a ottenere il digestato: un residuo della fermentazione delle biomasse vegetali agricole che è ad altissimo valore agronomico e viene utilizzato nei campi in sostituzione dei concimi cimici». Attraverso i propri impianti di Bertiolo e San Daniele del Friuli, il Greenway Group riesce ad arrivare a una produzione di circa 28 mila tonnellate di digestato all’anno «che ci permette di sostituire quasi interamente il ricorso ai concimi chimici per la coltivazione di quasi 700 ettari di terreno», prosegue Tam. «Questo ci consente ad oggi di non essere dipendenti dai fertilizzanti e dalle materie prime necessarie – come ad esempio l’azoto – per la concimazione che provengono dall’est Europa e i cui costi, a causa del conflitto russo-ucraino in corso e delle tensioni internazionali, sono aumentati esponenzialmente negli ultimi mesi, aprendo una pesante crisi sul fronte agricolo».La filiera circolare del Greenway Group parte dai campi. «Sono circa 700 gli ettari dedicati per il 75% alle colture energetiche, per la produzione di biomasse, e per il restante 25% alle colture di uso umano e animale, prevalentemente soia, colza e girasole», prosegue il presidente del Greenway Group. «Altri 45 ettari sono destinati alla coltivazione della vite. Da queste uve ricaviamo vino che viene commercializzato attraverso la Greenfirm con il nostro marchio “Filare Italia”. Tutte le coltivazioni beneficiano di quel digestato, un fertilizzante organico con una parte liquida e una frazione solida e completamente inodore, ottenuto negli impianti di biogas». E proprio da questi impianti arriva la produzione di energia elettrica che permette di soddisfare il fabbisogno di circa 20.000 persone.

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Una transizione circolare per la plastica

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 luglio 2022

A cura di Olivia Watson, Analista senior investimenti tematici, Investimenti Responsabili di Columbia Threadneedle Investments. La plastica rappresenta un problema ambientale in aumento e costituisce sempre più un punto di riferimento per le politiche a livello nazionale e internazionale. Negli ultimi mesi l’ONU ha accettato di elaborare un trattato globale sulla plastica che potrebbe includere tagli della produzione di plastica vergine, nonché crescenti infrastrutture di raccolta e riciclaggio[1]. A livello nazionale, ad aprile il Regno Unito ha introdotto una tassa sulla plastica che prevede il prelievo di GBP 200 per tonnellata di imballaggi in plastica che contengono meno del 30% di plastica riciclata. Anche l’interdipendenza tra l’inquinamento dovuto alla plastica e altri temi ambientali è sempre più riconosciuta. Ad esempio, la bozza della prossima COP (Conferenza delle Parti) delle Nazioni Unite sulla biodiversità prevede l’obiettivo di “eliminare la dispersione di rifiuti plastici” nell’ambito del quadro globale sulla biodiversità del 2030. Nel contesto degli obiettivi di azzeramento netto, le ONG e gli stakeholder continuano inoltre a richiamare l’attenzione sul contributo della produzione, dell’utilizzo e del riciclo della plastica, nonché dei relativi rifiuti, alle emissioni globali di gas serra. Ci aspettiamo che questi fattori continueranno a creare slancio a favore di una transizione verso una plastica più circolare, che includerà: riduzione dell’uso di plastica vergine; aumento dell’uso di plastica riciclata e materiali alternativi; creazione di diversi modelli di consegna dei prodotti, nonché potenziamento dell’infrastruttura di raccolta di plastica e delle tecnologie di riciclaggio. In seguito alle precedenti ricerche da noi svolte sui beni di consumo e sui confezionatori, abbiamo esteso la nostra attenzione ai produttori di plastica e alle società di rifiuti attraverso una tavola rotonda con analisti fondamentali del settore azionario e creditizio per discutere dei rischi e delle opportunità di questi sviluppi.La maggior parte della plastica viene prodotta da una manciata di aziende petrolchimiche globali. Lo sviluppo del settore ha fornito benefici alla società migliorando la conservazione degli alimenti e introducendo prodotti leggeri, tra le altre cose, ma così facendo ha anche introdotto una dipendenza dalla plastica vergine a basso costo nella vita quotidiana delle persone di tutto il mondo attraverso abbigliamento, automobili, elettronica e imballaggi alimentari, con gran parte di questi materiali destinata a diventare rifiuti. I produttori di plastica si trovano ora nelle prime fasi di un cambiamento strutturale che accrescerà la domanda di plastica riciclata (soprattutto per gli imballaggi monouso, ma anche per i prodotti più durevoli) via via che aziende come Renault, LG, Vestas, Inditex, Adidas e molte altre definiranno obiettivi per l’utilizzo della plastica riciclata. Tali obiettivi si aggiungono ai requisiti normativi e agli impegni già assunti dalle società di beni di consumo e imballaggi per aumentare il consumo di plastica riciclata entro il 2025. La nostra analisi si è conclusa con il riconoscimento della necessità di un monitoraggio continuo alla luce dei rapidi sviluppi relativi a questo tema. La ricerca, la collaborazione e l’engagement continui tra i team d’investimento fondamentale e d’investimento tematico responsabile ci aiuteranno a individuare possibili vincitori e vinti e a incoraggiare le società a continuare a sviluppare le loro strategie di circolarità.

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Economia circolare, Italia prima in Europa

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 giugno 2022

Cresce esponenzialmente nel nostro Paese la «finanza alternativa green», sostenuta e rappresentata dall’ormai consolidata piattaforma Ener2Crowd.com, la prima ed ancora unica in Italia a specializzarsi nel lending crowdfunding ambientale ed energetico.Insieme al GreenVestingForum.it, il forum della finanza alternativa verde, la piattaforma ha potuto osservare che il nostro Paese è leader in Ue in quanto a «produttività d’uso delle risorse». Vero è infatti che —a parità di potere d’acquisto— per ogni chilo di risorsa consumata, l’Italia genera 3,65 euro di PIL, contro i 2,90 euro della Francia, i 2,50 euro della Germania ed una media Ue ancora più bassa, pari a 2,30 euro.Nel suo insieme, però, l’Unione Europea rimane ancora oggi il terzo emettitore di Co2 al mondo. Per ridurre queste emissioni del 55% entro il 2030 ed arrivare alla neutralità carbonio nel 2050, la Commissione ha messo a punto un programma di investimenti sul green che sta diventando un punto di riferimento per gli investitori che vogliono guardare oltre il Covid.D’altra parte, la green economy —declinata nella modalità del lending crowdfunding ambientale ed energetico alla maniera di Ener2Crowd.com— è anche in grado di garantire un ritorno del 5,80-7% sull’investimento a fronte di rischi vicini allo zero: ad oggi, infatti, il 100% delle rate di finanziamento sono state ripagate puntuali (95,1%), in anticipo (4%) o con un ritardo di appena 9 giorni (0,9%).Insomma un ritorno altamente sicuro ed esponenzialmente più alto rispetto al “Rendistato”, il rendimento medio ponderato del paniere di titoli di Stato calcolato dalla Banca d’Italia, che nella “fascia di vita residua a 12-18 mesi” registra a maggio 2022 un rendimento dello 0,460% (ad aprile 2022 era addirittura più basso, attestandosi allo 0,057%). Per non parlare dei BOT che per tutti i mesi già trascorsi di quest’anno registrano un rendimento negativo (-0,385% a maggio 2022). Certo è che negli ultimi 12 mesi la raccolta green è più che raddoppiata, grazie anche ad un numero crescente di GreenVestors che cercano rendimenti medio-alti e nel contempo stabili e resilienti rispetto ad esempio all’andamento del mercato azionario o immobiliare.A trainare la classifica per spesa capex è ancora una volta il Nord Italia con la Lombardia che è prima con il 36%, seguita da Veneto con il 15%, Emilia-Romagna con l’11% e Piemonte con il 9%.Il Lazio con il 6% si posiziona quindi al quinto posto e poi seguono Liguria al 3% e Toscana al 2,8%, regione quest’ultima a maggiore partecipazione dal basso, distinguendosi per la quantità di partecipanti rispetto ai volumi.Poi ancora ci sono Campania al 2,5% e Sicilia al 2,3% dove le grandi utility hanno maggiormente sperimentato modelli di coinvolgimento delle comunità locali attraverso progetti per lo sviluppo di impianti agrivoltaici. Il resto delle regioni è invece sotto al 2%. Sul podio dell’Unione Europea si classificano: 1) Danimarca con un 66% di virtuosismo medio nei 5 ambiti; 2) Paesi Bassi con il 64%; e 3) Finlandia con il 62%.Sempre a livello dell’Unione Europea seguono: 4) Francia al 61%; 5) Germania al 61%; 6) Svezia al 61%; 7) Belgio al 60%; 8) Irlanda al 59%; 9) Spagna al 58%; 10) Polonia al 56%; 11) Italia al 55%; e 12) Portogallo al 55%. E poi ancora, sotto al 50%, si classificano: 13) Grecia; 14) Austria; 15) Ungheria; 16) Bulgaria; 17) Repubblica Ceca; 18) Lussemburgo; 19) Slovacchia; 20) Romania; e quindi —non presi in considerazione dal Mit Techonology Review—: 21) Malta; 22) Cipro; 23) Croazia; 24) Estonia; 25) Lettonia; 26) Lituania; e 27) Slovenia.

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Viticoltrici delle Langhe per un’economia circolare e pulita

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 giugno 2022

Coltivano la vigna, producono vino e sono sensibili ai temi ambientali: nelle loro aziende riciclano e riutilizzano tutti gli scarti di lavorazione. È la nuova associazione L’Anello Forte, fondata da 14 donne imprenditrici vinicole di Monforte d’Alba, nelle Langhe, di cui la metà ha meno di 35 anni. Il loro obiettivo è creare «una virtuosa economia circolare di prossimità, mantenendo la memoria contadina che non ha mai sprecato nulla». La nuova Associazione senza scopo di lucro ha fatto il suo debutto il 4 giugno 2022 in occasione di Spazzamondo e della degustazione di Barolo annuale organizzata da Barolo Boys, ma è nata ufficialmente il 30 gennaio 2021 nella cantina Domenico Clerico. La prima iniziativa realizzata da L’Anello Forte è una scatola per le bottiglie di vino interamente fatta con scarti prodotti nel Comune di Monforte d’Alba: «Grazie alla collaborazione con FAG, azienda di packaging di Dogliani, e Osson che si occupa di recupero dei materiali – spiega Vezza – siamo riusciti a realizzare il sogno di produrre scatole per il trasporto del vino con cartone riciclato dalle nostre colline. È totalmente riciclabile e conforme alla nostra filosofia». Altro progetto che sta coinvolgendo tutta la comunità di Monforte è il recupero dei tappi di sughero, che vengono poi conferiti alla comunità Arti e Mestieri e destinati a una nuova vita nel settore edilizio. L’Anello forte è un libro di Nuto Revelli (1919-2004), scrittore e partigiano cuneese, in cui racconta la campagna piemontese del dopoguerra attraverso la voce delle donne. Fu pubblicato da Einaudi nel 1985. Il figlio Marco e l’editore hanno concesso all’associazione di utilizzare il nome.

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Imprese: verso un’economia più circolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 16 Maggio 2022

Nell’ambito delle attività previste dall’accordo siglato lo scorso mese di dicembre tra Confindustria Macerata e l’Università di Camerino, con il sostegno di BPER Banca, volto alla realizzazione di attività di collaborazione per accompagnare e supportare le imprese nella transizione verso un’economia più circolare e sostenibile, sta per essere avviata una azione di Circular Education attraverso il corso di formazione su “Strategie di Economia Circolare”, che prevede la partecipazione in qualità di docenti di esperti Unicam, Enea e Manifaktura, una start-up innovativa, nata nel 2020, con l’obiettivo di facilitare tutte quelle organizzazioni che intendono avviare un percorso d’innovazione, attraverso progettazione, capitale relazionale, gestione e formazione, in particolare sui temi legati all’economia circolare e industria 4.0 “Con questa iniziativa – ha dichiarato l’ing. Francesco Balducci, referente Unicam per l’accordo e Ceo di Manifaktura – avviamo concretamente le attività di formazione previste nell’accordo di collaborazione. Il corso, rivolto ad imprenditori e loro collaboratori che intendono conoscere ed applicare strategie e perseguire azioni di economia circolare, valutare nuovi modelli di mercato e rendere i propri prodotti e servizi maggiormente competitivi e sostenibili, si articolerà in 5 appuntamenti, che potranno essere seguiti sia on line che in presenza”. Il primo incontro sarà incentrato su “Introduzione all’economia circolare: una visione generale di questo nuovo paradigma” e si terrà presso la sede di Confindustria. Si proseguirà venerdì 27 maggio con “Gli strumenti di valutazione ambientale di prodotto: LCA (valutazione del ciclo di vita di un prodotto) e PEF (Product Environmental Footprint)” presso il ChIP Unicam. “Regolamenti CAM (Criteri Ambientali Minimi), Mappature LEED e Calcolo della Circolarità di un Prodotto” saranno ala centro dell’incontro del 17 giugno presso la sede di Confindustria Macerata. Il ChIP Unicam ospiterà il 15 luglio l’incontro “Come caratterizzare i materiali compositi innovativi in un’ottica di economia circolare”. Il percorso formativo si concluderà il 23 settembre con l’incontro su “Etichette ambientali (ecolabel, EPD, Green Made in Italy) e comunicazione delle asserzioni ambientali per evitare Green Washing” presso la sede di Confindustria.

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Economia circolare: Italia sul podio per recupero e riciclo di alluminio

Posted by fidest press agency su martedì, 19 aprile 2022

Negli ultimi anni l’Italia ha dato prova di avere un sistema produttivo all’avanguardia dal punto di vista del riciclo dell’alluminio, grazie alla capacità di recupero e riutilizzo del 70% del metallo utilizzato nelle diverse applicazioni, e per questa caratteristica divenuto sempre più importante per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione e di sostenibilità del nostro comparto industriale. Un dato, quello italiano, che supera la media europea che si attesta al 60% di reimpiego del “metallo del futuro”, così definito per la sua flessibilità tecnologica e la capacità appunto di essere riutilizzato all’infinito. Nonostante le difficoltà dovute al caro energia, alla scarsità produttiva dell’alluminio primario in UE ed ai problemi di accesso e di approvvigionamento della materia prima, quella dell’alluminio è la filiera che, dal punto di vista della sostenibilità, proietta l’Italia sul podio dei paesi più virtuosi per riciclo di alluminio, il nostro Paese è terzo al mondo[1] assieme alla Germania dopo Stati Uniti e Giappone.Le sfide globali che il settore si ritrova ad affrontare saranno oggetto di approfondimento e confronto per tutti gli attori della filiera dell’alluminio in occasione della nuova edizione di METEF, l’expo internazionale per l’industria dell’alluminio, della fonderia e pressocolata, delle trasformazioni, lavorazioni, finiture ed usi finali, che si svolgerà a BolognaFiere dal 9 all’11 giugno 2022. La manifestazione, organizzata da Senaf, si terrà in contemporanea a MECSPE, il più importante appuntamento dedicato alle innovazioni per l’industria manifatturiera.Da 25 anni METEF mette in luce le principali novità legate al settore del metallo leggero a livello internazionale, attraverso un fitto programma di convegni, eventi, iniziative speciali e attività dimostrative. In particolare, tutte le tematiche legate al riutilizzo del “metallo del futuro” in ottica di economia circolare ed efficienza energetica saranno discusse in due momenti imperdibili per la filiera. Il Convegno sull’Alluminio Verde, organizzato da METEF, si sdoppia in due tappe: la prima che si terrà il 4 maggio nella sede di Confindustria Brescia, e la seconda il 9 giugno a Bologna, nell’ambito di METEF. In entrambe le occasioni verranno illustrate, con testimonianze di altissimo livello, le principali qualità e utilizzazioni dell’alluminio ecosostenibile, di produzione primaria e secondaria, e verrà approfondito il ruolo decisivo che questo metallo avrà nella decarbonizzazione italiana ed europea.

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Progetto di economia circolare

Posted by fidest press agency su domenica, 27 marzo 2022

RiVending, il progetto di economia circolare promosso da CONFIDA (Associazione Italiana Distribuzione Automatica), Corepla e Unionplast, dopo il successo e l’esperienza presso l’Università di Parma – città in cui l’iniziativa è nata nel 2019 – verrà presentato in 10 atenei italiani grazie alla partnership stretta con #NonCiFermaNessuno Italia TALK 2022, la campagna sociale nelle Università ideata da Luca Abete, lo storico inviato di Striscia la Notizia: i valori dell’eco sostenibilità ambientale della campagna verranno espressi attraverso Rivending (ECO PARTNER dell’iniziativa), con l’obiettivo di sensibilizzare gli studenti al corretto smaltimento di bicchieri, palette e bottiglie in plastiche prelavati dai distributori automatici di bevande. Grazie al Tour, RiVending ha fatto tappa presso gli atenei di Torino (Politecnico di Torino, 24 marzo) e a seguire: Reggio Calabria (Università degli Studi di Mediterranea, 31 marzo), Roma (Dipartimento di Economia de La Sapienza, 5 aprile), Camerino (Università degli Studi di Camerino, MC, 13 aprile), Milano (Politecnico di Milano, 21 aprile), Firenze (Università degli Studi di Firenze, 27 aprile), Parma (Università degli Studi di Parma, 3 maggio), Chieti-Pescara (Università degli Studi G. D’Annunzio, 5 maggio), Bari (Politecnico di Bari, 10 maggio), Napoli (Università degli Studi Federico II, 18 maggio)

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Come l’economia circolare può cambiare produzione e consumo

Posted by fidest press agency su lunedì, 31 gennaio 2022

“Delivering on Circularity”, il nuovo White Paper di DHL Global Forwarding, analizza le sfide da affrontare per approdare a un futuro più sostenibile e mostra come un approccio all’Economia Circolare può aiutare le aziende e le realtà industriali ad assumere comportamenti di produzione e consumo in linea con gli obiettivi posti dal Cop26. Dallo studio è emerso che i settori del Fashion e del Consumer Electronics sono quelli che emettono, insieme, più del 6% di gas serra (GHG) a livello globale, dovendo sfruttare molte risorse non rinnovabili come terre rare e metalli. Per estrarre le materie prime, queste industrie sono responsabili di uno sfruttamento massivo della superficie terrestre (l’equivalente dell’area della Germania e della Svizzera), di un consistente consumo di acqua (equivalente al 40% del consumo idrico annuale dei cittadini americani) e produzione di rifiuti (pari a circa il 50% dei rifiuti annuali degli europei). Durante tutto il ciclo vitale, i prodotti del fashion e del Consumer Electronics producono l’80% di emissioni: per questo estendere il più possibile la vita del prodotto è fondamentale. Ad esempio, prodotti rigenerati riducono le emissioni del 60-75% rispetto a quelli nuovi prodotti da materie vergini. Lungo la catena di valore del prodotto, DHL ha individuato tre catalizzatori di base e dieci aree di lavoro che possono condurre ad una transizione di successo da supply chain a supply loop: dai materiali innovativi e il design alla produzione on-demand, dai resi dei prodotti smart, gli imballaggi riutilizzabili e i nuovi modelli di utilizzo, fino alla raccolta e al riciclaggio dei beni.

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Economia circolare e riciclo plastiche RAEE

Posted by fidest press agency su martedì, 30 novembre 2021

Coniugare competenze ed esperienze per dar vita a programmi di tutela dell’ambiente e di promozione di uno sviluppo sostenibile. Nasce con questo intento il tavolo di lavoro tra il Consorzio nazionale dei Rifiuti dei beni in Polietilene Polieco e il Consorzio nazionale per la gestione dei Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE) Ecoped. Lo scorso mese di maggio i due Consorzi hanno siglato un protocollo d’intesa sottoscrivendo una convenzione volta a implementare l’attuazione dei rispettivi statuti e delle normative vigenti con riguardo ai beni in polietilene ricadenti nel campo di applicazione dell’art. 234, d.lgs. 152/2006. Un protocollo che segue in realtà un percorso di confronto avviato proficuamente già nel 2016 e recentemente arricchitosi di un addendum che riporta nel dettaglio le azioni di singola competenza dei due consorzi. L’obiettivo primario dell’intesa è il corretto avvio al riciclo delle plastiche contenute nei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche attraverso il loro inserimento nella filiera Polieco, così da superare le difficoltà che il sistema RAEE spesso riscontra nell’ avviare a riciclaggio le plastiche provenienti dai propri impianti di recupero. L’inserimento di quantità sempre più elevate di plastiche dei rifiuti Raee nella filiera virtuosa del riciclo, passa necessariamente per l’adempimento delle imprese alle proprie obbligazioni ambientali. A tal proposito, il consorzio Ecoped, nel tendere ad un paradigma di un efficiente riciclo, a partire dalle prossime settimane, avvierà, presso le proprie imprese consorziate, una campagna di adesione al protocollo di intesa Ecoped-Polieco. Polieco a sua volta ammetterà tali imprese alla procedura di regolarizzazione prevista dallo Statuto, attuando l’applicazione delle misure di agevolazione previste dalla normativa. Al fine di incrementarne la raccolta, Ecoped si attiverà promuovendo presso i propri consorziati e clienti, il ritiro ed il riciclo di rifiuti di beni in polietilene provenienti dal recupero Raee prevedendone l’avvio a piattaforme di trattamento Polieco. Un’attività che Polieco ed Ecoped sosterranno con una sperimentazione che punta a target elevati e a un riciclo sempre più spinto.

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Economia circolare, un corso per passare dalla teoria alla pratica

Posted by fidest press agency su domenica, 19 settembre 2021

Aperte le iscrizioni: 42 ore in modalità online a partire dal 5 ottobre. Dal 5 ottobre, i martedì e i giovedì dalle 14 alle 17, la Camera di Commercio Pn-Ud, con i suoi uffici I.Ter-Formazione, organizza un corso, aperto a tutti, in modalità online di 42 ore complessive sul tema “L’economia circolare: dalla teoria alla pratica”. Il corso avrà infatti un risvolto molto operativo, andando ad approfondire tutti gli aspetti necessari a idee e progetti imprenditoriali per perseguire gli obiettivi ormai irrinunciabili di un’economia sostenibile ed efficiente in tutti i suoi aspetti.Si tratterà di analisi ciclo di vita (Lca – Life Cycle Assessment), di riduzione delle emissioni e della carbon footprint di organizzazione o di prodotto, ma si parlerà anche di coinvolgimento delle persone nella creazione di valore dell’azienda e di “Lean Thinking” e “Lean Green”, con i pilastri di sicurezza, costo, qualità, tempo, flessibilità, impatto zero. Saranno poi affrontati temi molto pratici di organizzazione del lavoro in azienda per rispondere a principi dell’economia circolare, dal riconoscimento ed eliminazione degli sprechi alla mappatura del flusso del valore, dalla ottimizzazione dei flussi informativi tra gli uffici a strumenti e tecniche di “agile management”, fino alla reputazione online, al design di prodotto e al content marketing. Per partecipare al corso o richiedere ulteriori informazioni è possibile inviare una mail a daniela.morgante@pnud.camcom.it con i propri dati e con allegato il curriculum.

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Le competenze dell’economia circolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 settembre 2021

“Designer circolare”, “gestore della logistica inversa”, “esperto di blockchain per la sostenibilità”, “tecnico di gestione della filiera”, “carrellista digitale”, passando per l’imprenditore e per gli ingegneri gestionali che dovranno guidare le aziende nell’innovazione. Sono oltre 200 (e in continua crescita) le nuove professioni dell’economia circolare, censite nella nuova indagine di Randstad Research, il centro di ricerca sul lavoro del futuro promosso da Randstad, che ha realizzato il primo repertorio in questo ambito come strumento di orientamento per le aziende e lavoratori.L’economia circolare è il paradigma chiave per una transizione alla sostenibilità ambientale e sociale, la sfida urgente e decisiva del post-Covid e di cui ormai sono sempre più consapevoli consumatori, imprese e gli operatori pubblici; è un paradigma in gran parte ancora da attuare, che punta a ridurre – fino ad eliminare – la produzione di scarti attraverso le innovazioni che ne consentano l’utilizzo e il riutilizzo. Le professioni coinvolte richiedono un mix di conoscenze “ibride”, sia tecnico-scientifiche specifiche dell’ambito di riferimento, sia trasversali, come la capacità di fare squadra, l’apertura al cambiamento, la capacità di aggiornarsi continuamente e doti relazionali, in connessione costante con i contesti in cui operano. Ed evidenziano un ostacolo che va superato: l’insufficienza di persone adeguatamente preparate per ricoprire questi ruoli, con il rischio di esasperare nei prossimi anni la cronica difficoltà di reperimento di personale.Le costellazioni rappresentano la metafora proposta da Randstad Research per disegnare le squadre che, in ogni ambito, devono affrontare gli aspetti specifici di questa sfida. Le nuove professioni ibride richiedono infatti una nuova organizzazione del lavoro. Il modello fordista, entrato in crisi dagli anni ’90, viene definitivamente superato nella circolarità, perché la segmentazione delle mansioni lavorative fa posto al collegamento tra queste. È scorrendo le diverse connessioni che si evidenziano delle vere e proprie “costellazioni” di professioni che viaggiano vicine, rapportandosi tra di loro e permeandosi di conoscenze le une con le altre.In questo senso, le competenze del curriculum di studi di ciascuna professione vanno integrate trasversalmente con quelle relative ai temi della circolarità e della sostenibilità, ed in secondo luogo con le conoscenze che permettono di rapportarsi con i “compagni di viaggio”. Nel repertorio aperto delle professioni dell’economia circolare, Randstad Research ha rappresentato 15 costellazioni, a cominciare per esempio da quella dell’agricoltura: per ogni professione viene segnalata la costellazione di riferimento, poi le professioni e le costellazioni con le quali si ibrida. Ogni costellazione è costituita da professioni centrali, professioni specialistiche (presenti solo in alcuni tipi specifici di aziende) e professioni emergenti trasversali. L’economia circolare richiede nuove professioni o la re-invenzione di professioni tradizionali. Innanzitutto, nel settore manifatturiero del riciclo (che conta in Italia 93.00 occupati), ma anche in molti altri. Ha bisogno di designer dei cicli di produzione e consumo, di imprenditori e di ingegneri gestionali che diano senso a questi processi, di operatori a tutti livelli chiamati a separare e ricombinare i prodotti e di molte professioni attigue, a seconda dell’innovazione introdotta. Dall’analisi delle competenze richieste, nelle oltre 200 professioni individuate, sono fondamentali principalmente le conoscenze tecnico-scientifiche, lo spirito di progettazione, l’attitudine al cambiamento, la capacità di gestione e di controllo, la conoscenza delle norme, la vocazione alla comunicazione e al coordinamento. E poi ci sono le competenze trasversali che variano a seconda della professione. Sono ricorrenti soprattutto la capacità di lavorare in squadra, di capire i trend emergenti, la flessibilità, la capacità di rapportarsi con persone interne ed esterne. Sono profili “ibridi” che richiedono conoscenze più ricche del comune e una maggiore capacità di mettersi “in connessione” con altre professioni.

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Primo laboratorio di innovazione circolare e Green Pie Award

Posted by fidest press agency su sabato, 5 giugno 2021

Torino City Lab (TCL), piattaforma dell’innovazione della Città (www.torinocitylab.it), si arricchisce di un nuovo prestigioso partner, Green Pea, il primo Green Retail Park al mondo dedicato al tema del Rispetto, simbolo di futuro e sostenibilità.Dalla collaborazione tra le due realtà nascono il primo laboratorio di innovazione circolare e Green Pie Award, un premio su scala nazionale per progetti ad alto impatto per la città intelligente. Green Pea è lo scenario perfetto per i progetti e i partner green & circular di Torino City Lab, un luogo innovativo dove sarà possibile raccontare il nuovo volto della smart city circolare e digitale. Con TCL e Green Pea innovazione e sostenibilità saranno al servizio dei cittadini e, in entrambi si potranno testare le soluzioni del futuro e valutarne ricadute e accettabilità/impatto sociale/ambientale.Il nuovo laboratorio di innovazione circolare di Torino selezionerà e sperimenterà progetti nazionali e internazionali basati su natural based solutions (NBS) e tecnologie emergenti così come evidenziato dalle linee guida europee e nazionali in merito a transizione verde e digitale nonché agli obiettivi delle Nazioni Unite 2030 (SDG2030).Il Green Pie Award premierà i migliori progetti del nuovo laboratorio suddivisi in due categorie: Impresa, (classe speciale del premio Ecohitech Award) in collaborazione con i partner di TCL Lumi 4 Innovation e Torino Wireless; Ricerca, in collaborazione con ICxT (Centro Interdisciplinare dell’Università di Torino per le imprese e il territorio) e il dottorato di ricerca in “Innovation for the Circolar Economy” di Unito.TCL ha già selezionato 12 progetti per il programma Green Pie che, dal mese di giugno a fine settembre 2021, avranno a disposizione, per una settimana ciascuno, uno spazio vetrina all’interno di Green Pea (corner gestito dalla Città di Torino e Turismo Torino e Provincia). Di questi, 4 sono interni al Lab Sharing & Circular (il living lab finanziato nell’ambito del Programma AxTO con cui la Città di Torino ha voluto cogliere le potenzialità dell’economia circolare e collaborativa), 3 sono promossi da partner TCL e 5 fanno parte dei Progetti Europei.I progetti ammessi saranno caratterizzati da 3 principi: – Economia circolare e collaborativa. Sperimentazioni orientate al co-sviluppo, testing di nuovi sistemi, strumenti, servizi – anche abilitati a soluzioni e/o piattaforme tecnologiche – che rispondano alle sfide sociali e di qualità della vita e che siano in grado di favorire la valorizzazione degli scambi sociali, il riuso di beni e risorse strumentali e forme sostenibili di consumo e organizzazione dei servizi di prossimità su scala di quartiere. – Natura. Proposte che utilizzino le nature based solution (NBS) e la natura come strumento attuativo al fine di raggiungere benefici ambientali, sociali ed economici. – Inclusione sociale. Idee che nelle diverse fasi di progettazione, realizzazione e fruibilità finale coinvolgano gruppi differenti di portatori di interessi. A ottobre si svolgerà la premiazione della prima edizione di Green Pie Award.

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Il nuovo Piano europeo per un’economia circolare al voto della plenaria

Posted by fidest press agency su domenica, 7 febbraio 2021

Il nuovo Piano europeo per un’economia circolare ha l’obiettivo di aiutare gli Stati membri a raggiungere elevati standard di riciclo e riutilizzo di prodotti e materiali esistenti, riducendo al minimo gli sprechi e, quindi, la produzione di rifiuti. La plenaria del Parlamento europeo discuterà il nuovo Piano europeo lunedì 8 febbraio dopo le 17 e lo voterà martedì 9 alle 13.In vista di questo doppio appuntamento il Parlamento europeo in Italia organizza un briefing stampa con Simona Bonafè, relatrice sul pacchetto legislativo sull’economia circolare nella scorsa legislatura e attualmente relatrice ombra per il gruppo S&D sul nuovo Piano europeo, e con Valeria Valotto, vice-presidente di QUID, impresa sociale del settore tessile profondamente ancorata al concetto di economia circolare e sociale.

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Recovery Plan: risorse insufficienti per la transizione italiana verso l’economia circolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 gennaio 2021

I fondi ad oggi previsti nella nuova architettura del Recovery Plan per l’economia circolare e la valorizzazione del ciclo dei rifiuti sono insufficienti a garantire la transizione del nostro Paese verso un modello di economia circolare e a colmare il gap impiantistico che ogni giorno ci costringe a esportare rifiuti, perdendo materia prima, energia e risorse economiche. L’attuale bozza di Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rischia di essere una clamorosa occasione persa, non individuando strumenti economici per rafforzare il mercato del riciclo e del riutilizzo. Servono misure di incentivazione, anche tramite credito d’imposta, all’utilizzo di prodotti “circolari”. Sono queste la denuncia e le proposte rivolte al Governo delle Associazioni FISE Assoambiente e FISE Unicircular che rappresentano il mondo delle imprese che raccolgono, gestiscono, riciclano e smaltiscono i rifiuti urbani e industriali del nostro Paese.

 

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Webinar di Lombardia Circolare

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 dicembre 2020

Si è concluso il ciclo di webinar di Lombardia Circolare, dedicati alle imprese lombarde, per favorire la transizione da un modello economico lineare a uno circolare, un vero e proprio “ecosistema” per la formazione e la qualificazione professionale sui temi dell’economia circolare e della gestione dei rifiuti che ha coinvolto Unioncamere Lombardia e le Camere di commercio lombarde con la collaborazione scientifica di Ecocerved, Enea e Fondazione Ecosistemi. Tra i principali risultati emersi dal confronto con le imprese c’è una forte consapevolezza che l’economia circolare è motore di sviluppo, per competere nel prossimo futuro.Per superare l’attuale situazione collegata all’emergenza sanitaria le imprese dimostrano infatti di aver compreso che l’economia circolare non è uno slogan, né qualcosa che possiamo permetterci, ma una scelta strategica.Questa consapevolezza è emersa chiaramente dal lavoro fatto nel corso dei seminari che hanno affrontato i temi dell’ecoprogettazione ed ecodesign, dei rifiuti, degli acquisti verdi, dei modelli di business sostenibile.I webinar di Lombardia Circolare in numeri: 19 webinar tematici 2 cicli formativi per responsabile gestione rifiuti in azienda Oltre 1.000 partecipanti coinvolti principalmente micro e piccole imprese 70 partecipanti in media per ogni webinar MUD e tracciabilità rifiuti (150), gestione dei rifiuti (101) e modelli di economia circolare innovativi (93) i temi più seguiti

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Rotta, “Indispensabile investire sull’economia circolare”

Posted by fidest press agency su giovedì, 26 novembre 2020

“E’ indispensabile investire sull’economia circolare dei rifiuti. E per farlo serve un cambiamento prima di tutto culturale”, così Alessia Rotta, presidente della Commissione Ambiente alla Camera, è intervenuta oggi all’evento web “Circular Economy: quale strategia per imprese, Ue, Governo e Parlamento”. “Oggi, come ci dice REF Ricerche, ci sono 2,1 milioni di tonnellate di rifiuti da avviare a recupero energetico o smaltimento e 14 regioni in deficit, costrette a portare fuori confini regionali i rifiuti urbani per lo smaltimento. Numeri eccessivi che chiedono un nuova strategia nazionale per la loro gestione, cogliendo anche le opportunità legate ai nuovi fondi europei e al Programma nazionale che deve necessariamente dettagliare al meglio gli incentivi e le penalità per le regioni, anche monitorando fino ad esercitare poteri sostitutivi per gli enti inadempienti. Nei casi di conclamata carenza di competenze tecniche e organizzative, potrebbe anche essere messa a disposizione, in un’ottica di sussidiarietà, una apposita struttura con competenze mutuate da ISPRA” In particolare, ha aggiunto la presidente Rotta, “fondamentale per l’implementazione dell’economia circolare, è aumentare la qualità della raccolta differenziata con finalità di riciclo. Inoltre, la realizzazione dell’impiantistica, come definito dal Programma nazionale rifiuti a cui il ministero dell’Ambiente sta lavorando coinvolgendo Regioni, Comuni e Ispra. Necessario intervenire anche sull’accelerazione dell’iter per la cessazione della qualifica di rifiuto e per la creazione del mercato di sbocco con i Criteri Ambientali Minimi (CAM), citati a livello europeo come best practice dell’economia circolare italiana”.

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Scuola: Informativa circolare nuove iscrizioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 novembre 2020

Si è svolto l’incontro al MI inerente alla prossima circolare ministeriale sulle nuove iscrizioni per l’a.s. 2021/2022. L’amministrazione ha riferito come la circolare conservi sostanzialmente l’impianto di quelle degli scorsi anni ma con alcune novità di rilievo: la tempistica in anticipo rispetto agli anni scorsi, previsione della opzione per le famiglie di indicazione della “scuola di prima scelta” che diventa una priorità in caso di iscrizioni in eccedenza; possibilità di scegliere le attività alternative alla Religione Cattolica non contestualmente all’iscrizione ma in un secondo momento tra il 31 maggio e il 30 giugno; impegno a consentire le iscrizioni on line anche per la scuola dell’infanzia ma solo a partire dal prossimo anno scolastico con una prima fase di sperimentazione; individuazione di un referente per le iscrizioni in ciascun UU.SS.RR con funzioni di raccordo con l’amministrazione centrale.“È necessario che venga espressamente prevista un’estensione delle tempistiche per le iscrizioni rispettando quanto è stato concesso negli anni passati ed esplicitando la possibilità di iscriversi sempre e comunque in deroga alla scadenza prevista del 22 gennaio” ha dichiarato Daniela Rosano “così come è necessario una estensione della tempistica per formulare la scelta sulle attività alternative alla religione”. Le famiglie potranno presentare le domande di iscrizione dal 4 al 22 gennaio 2021, in modalità online per tutte le classi iniziali delle scuole statali.

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Economia circolare Com è online

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 ottobre 2020

L’Italia è al secondo posto in Europa per tasso di occupazione nel settore dell’Economia Circolare (riparazione, riutilizzo e riciclo), con il 2,06% rispetto al dato totale, preceduta dalla Polonia che registra il 2,2% (la media europea è dell’1,7%). Se ne parla su http://www.economiacircolare.com, il nuovo web magazine interamente dedicato alle sfide della transizione ecologica, realizzato da ERION – Sistema multi-consortile per la gestione dei rifiuti associati ai prodotti elettronici – in collaborazione con CDCA – Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali in Italia.Il nuovo progetto editoriale, promosso in partnership con ENEA, ISPRA, UNI, Poliedra, sarà declinato su diverse piattaforme: web, social e podcast. Il magazine, completamente gratuito per tutti i lettori, ospiterà articoli, inchieste, approfondimenti, rubriche e ricerche firmate da giornalisti di settore, economisti, studiosi autorevoli, al fine di creare un dibattito critico e consapevole sul processo di transizione, italiano ed europeo, verso l’Economia Circolare.In apertura di giornale il focus sulle opportunità dell’Economia Circolare a livello italiano e europeo, a cura di Antonio Carnevale. Nonostante l’ottima performance occupazionale, l’Italia si posiziona al 20° posto insieme a Repubblica Ceca e Malta nell’indice globale di sostenibilità ambientale. Il focus analizza la legge di bilancio 2020 e le prime misure del Green New Deal , tra cui l’istituzione di un fondo per gli investimenti pubblici pari a 4,24 miliardi di euro per il triennio 2020-2023, destinato a sostenere, tra l’altro, progetti per la decarbonizzazione dell’economia, la rigenerazione urbana e il turismo sostenibile.Il primo numero del magazine ospita, inoltre, l’intervento di Pascal Leroy, direttore generale del WEEE Forum, che evidenzia come nel prossimo decennio la media dei rifiuti elettronici prodotti a livello globale ammonterà a 9 kg a persona. Nasce da qui, sottolinea Leroy, l’urgenza di garantire corrette pratiche di smaltimento dei rifiuti elettronici e di riciclo delle materie prime in essi contenuti. Solamente nel 2019, questa vera e propria miniera urbana ha avuto, su scala globale, un valore stimato di 50,8 miliardi di euro, e un peso pari a quello di 2,9 milioni di auto elettriche. Sul versante ambientale, il riciclo di ferro, alluminio e rame dai RAEE ha contribuito al risparmio netto di 15 tonnellate di anidride carbonica, pari a 1,7 miliardi di uso di energia domestica in un anno. L’Europa poi, con la campagna “Right to Repair” obbligherà alcuni produttori di elettrodomestici (frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, monitor e prodotti di illuminazione) a fabbricare AEE con componenti sostituibili e riaggiustabili. Ne parla Ugo Vallauri, co-fondatore di “Restart Project”, comunità di riparatori volontari fra le più attive a livello internazionale, che ha promosso una petizione indirizzata al Ministero dell’Ambiente per chiedere al Governo di contrastare l’obsolescenza programmata dei beni di consumo (ancora in discussione).

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La sfida dell’economia circolare

Posted by fidest press agency su domenica, 18 ottobre 2020

Durante una diretta Facebook seguita e partecipata, sono stati toccati diversi punti interessanti. Ad aprire il convegno è stata l’onorevole Alessia Morani, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Presidente del Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti, dimostrando l’attenzione del Cncu per una tematica così importante e, al tempo stesso, alle istanze dei consumatori. Non meno preziosi sono stati i contributi di Giovanni Calabrò (Agcm), che nel suo intervento ha affrontato il tema delle regole attuali per la prevenzione e la lotta alle pratiche commerciali scorrette nell’economia circolare, e di Dimitri Vergne (Beuc), che ha portato il punto di vista dell’Europa soffermandosi sul Green New Deal. Il convegno è proseguito con gli interventi stimolanti di Desiree Giacomelli (Dottoressa di Ricerca in Management delle Imprese) sul ruolo delle imprese e degli stakeholder nell’economia circolare e di Carmine Laurenzano (Codici) sulla normazione attuale a livello europeo e nazionale.“Dobbiamo operare per la migliore efficienza – ha dichiarato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, nell’intervento che ha chiuso il convegno – nel rispetto del principio di sussidiarietà e nel rispetto della normativa europea, ma considerando che l’ambiente non è regolabile con i soli strumenti di mercato e che non necessariamente la competizione di molti soggetti potrebbe consentire di raggiungere il migliore equilibrio tra obiettivi di efficienza ambientale ed economica. È il tempo di una riflessione su come allargare il campo di applicazione della responsabilità condivisa, coinvolgendo nuovi soggetti, e su come e se allargare a nuovi settori il principio di responsabilità estesa con la creazione di nuove filiere in altri campi, come, sull’esempio francese, il settore moda e arredamento”.

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Crédit Agricole Leasing Italia e Nextchem insieme per lo sviluppo dell’economia circolare

Posted by fidest press agency su martedì, 13 ottobre 2020

Crédit Agricole Leasing Italia conferma il suo impegno nella promozione di iniziative sostenibili supportando NextChem in relazione alle attività della controllata MyReplast Industries, azienda specializzata nell’Upcycling dei rifiuti plastici attraverso un piano di leasing finalizzato all’acquisto di attrezzature e macchinari innovativi volti ad incrementare ulteriormente la performance produttiva dell’intero processo di Upcycling. “Siamo orgogliosi che il Gruppo Maire Tecnimont abbia scelto Crédit Agricole Leasing Italia ed il nostro Gruppo per investire in tecnologie innovative di Upcycling della plastica a fine vita, restituendo materiali con caratteristiche chimico-fisiche simili a quelle dei polimeri vergini – ha dichiarato Vincenzo Aloe, Direttore Generale di Crédit Agricole Leasing Italia. Crediamo fortemente nei progetti che contribuiscono all’economia circolare ed abbiamo portato avanti l’iniziativa con successo in sinergia con il nostro Gruppo ed in particolare con il Large Corporate di Roma. Una conferma della nostra volontà di creare maggiore valore attraverso la sostenibilità, in linea con quanto Crédit Agricole Leasing Italia sta promuovendo con il proprio progetto green CA GREENLEASE.”

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