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La circolarità per le aziende

Posted by fidest press agency su sabato, 18 gennaio 2020

Londra. E’ di questi giorni la notizia del lancio di Circulytics, lo strumento di valutazione della circolarità messo a punto dalla Ellen MacArthur Foundation. Lo sviluppo di Circulytics, promosso come “lo strumento di misurazione della circolarità più completo a disposizione”, è stato reso possibile grazie al contributo di aziende che hanno partecipato attivamente alla fase di messa a punto della soluzione. Tra di esse ha giocato un ruolo fondamentale Brambles, leader nel settore della supply chain riconosciuta come modello di riferimento per quanto riguarda l’impiego di modelli circolari. Fino ad oggi nessuno era stato in grado di proporre una soluzione completa per la misurazione della circolarità. Lungi dal limitarsi alla misurazione dei flussi di materiali, questo nuovo strumento offre un quadro chiaro di tutte le attività circolari, segnala i settori che necessitano di miglioramenti immediati ed evidenzia le opportunità di innovazione strategica.Utilizzando dati e parametri che misurano la transizione all’economia circolare, Circulytics supporta le aziende che desiderano comprendere e monitorare meglio tale aspetto. Le imprese dispongono adesso di un quadro di riferimento per formulare strategie finalizzate a eliminare i rifiuti e garantire un impatto ambientale positivo, ottimizzando nel contempo la redditività e il valore dei rispettivi marchi presso gli stakeholder. Queste modalità di gestione dei dati consentono all’azienda di valutare in maniera tangibile la sua posizione corrente e i progressi futuri.L’economia circolare si propone di eliminare rifiuti e inquinamento e di mantenere in uso prodotti e materiali, rigenerando nel contempo i sistemi naturali. Grazie al modello di “condivisione e riutilizzo” utilizzato per gestire i suoi 330 milioni di asset di consegna, Brambles era impegnata a definire il concetto di economia circolare molto prima che diventasse un tema di tendenza, il tutto in un settore in cui la linearità rappresenta tuttora il modello operativo dominante.Il sistema di misurazione adottato da Circulytics tiene conto di quelli che vengono definiti rispettivamente “fattori abilitanti” e “risultati”. I primi consistono di elementi dell’azienda stessa, come strategia, personale, sistemi e processi, innovazione e relazioni esterne con clienti e fornitori, mentre i secondi fanno riferimento agli input (materiali ed energia) e al contributo degli output all’economia circolare sotto forma di prodotti o servizi. Ciò consente a un’azienda di valutare sia la circolarità dei costi di produzione che la propria catena del valore nella sua interezza. Le aziende ricevono un punteggio complessivo formulato in base a una gamma di fattori, informazioni e commenti personalizzati forniti dalla Ellen MacArthur Foundation.In uno scenario che vede cambiamenti climatici e problematiche ambientali acquisire un carattere di indiscutibile urgenza, l’introduzione di nuovi quadri giuridici e la pressione esercitata dalla società civile fanno sì che tutti gli occhi siano puntati sul settore aziendale in attesa di risposte. Le soluzioni dipendono da un riuscito passaggio all’economia circolare e le imprese hanno un ruolo cruciale da svolgere al riguardo.

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Circolarità delle persone, diffusione delle malattie, rischi alimentari, e pandemie possibili

Posted by fidest press agency su martedì, 21 agosto 2018

Tutto ciò impone la necessità di trasformare l’assistenza universale in prevenzione universale. Questo comporta, necessariamente, un cambiamento sia degli stili di vita sia un diverso rapporto con il sistema sanitario, nel suo complesso. Si deve partire con una rivisitazione del ruolo del medico di famiglia per meglio “personalizzare” il suo rapporto con gli assistibili di riferimento. Anche il sistema, a sua volta, deve assumere un diverso modus operandi prevedendo, ad esempio, il possesso, da parte di tutti, di una tessera sanitaria dotata di un chip dove siano estraibili sia l’anamnesi del paziente sia le cure e tutti gli accertamenti diagnostici effettuati e con aggiornamenti in tempo reale.
Si parte, quindi, dal medico di base poiché è più indicato nel conoscere la storia sanitaria del suo paziente e può evitare, al tempo stesso, che se è richiesta una visita specialistica non si debbano ripetere analisi, accertamenti ecc. sovente superflui ma semmai più validi se “preparati” dal medico di “famiglia” per offrire al collega tutti i possibili dati per addivenire ad una diagnosi accurata. D’altra parte è stato ripetuto più volte, in congressi medici, che “prevenire” è meglio che “curare” e che la prevenzione fa risparmiare tempo e denaro sia allo stato sia ai cittadini e alle famiglie, nel loro complesso. E questa possibilità non può essere rinviata sine die. E’ tempo di passare dalle parole ai fatti e di farlo subito. Mai come oggi è giusto il detto “il tempo è denaro”, e nella sanità vale doppio essendo, le risorse disponibili, sempre più scarse. La sanità pubblica, quindi, deve rispondere al dettato della qualità da una parte e, dall’altra, al miglior utilizzo dei suoi mezzi. Qui parliamo di una piccola torta (le risorse) che è tagliata con mani poco ferme, tanto da lasciare molte briciole, (gli sprechi) e fa sì che se ne faccia un utilizzo insoddisfacente. Vi è anche un segnale forte che è, al tempo stesso, scientifico e culturale.
Dobbiamo puntare, concretamente, sulla prevenzione perché essa può anche svolgere un ruolo educativo nella ricerca della conoscenza di se stesso e dei rischi che si possono correre se non si ha, in modo corretto, un rapporto con la medicina. Il servizio militare obbligatorio, ad esempio, era, anni addietro, per i giovani maschi italiani e degli altri paesi del mondo, che seguivano la stessa metodica, un modo per fare prevenzione. Oggi non lo è più e ne sanno qualcosa gli specialisti di quelle pratiche mediche più interessate a tale genere di accertamento: andrologi, urologi, fisiologi ecc.
Ho sostenuto da sempre, e riversato il concetto nei miei libri, che esistono dei diritti inalienabili che tutti dovremmo riconoscere e far rispettare e tra questi vi è la salute, in un ambiente sano e un’alimentazione preservata dagli inquinamenti. Lo dobbiamo al nostro presente e al futuro dei nostri figli e nipoti. Non si può, del resto, costruire le proprie fortune sui mali altrui e sul cattivo uso delle risorse che esistono in natura. (servizio fidest)

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