Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘circolazione’

Quali sono i migliori corrieri in circolazione?

Posted by fidest press agency su sabato, 31 agosto 2019

Il nostro modo di fare acquisti sta rapidamente cambiando e la tendenza, che vede un ampio aumento dello shopping online, è sotto gli occhi di tutti. A confermare questa percezione ci sono i dati che ci dicono che nel 2018 lo shopping online è aumentato dell’8% rispetto all’anno precedente arrivando a valere 27,5 miliardi di euro[1]. I pacchi movimentati sono aumentati del 40% passando da 340 milioni l’anno nel 2015 a 480 milioni nel 2018[2]. Quando si parla di acquisti sul web bisogna inevitabilmente fare i conti con i servizi di consegna tramite corriere. Un business – quello dei servizi di consegna – che ha visto un aumento dei ricavi dal 7,3% nel 2018 rispetto al 2017 e addirittura del 22,7% rispetto al 2015 (da 3,5 miliardi a 4,3 miliardi di euro all’anno).Altroconsumo ha intervistato oltre 3.000 persone per analizzare la loro esperienza con le consegne nel corso dell’ultimo anno. L’indagine – pubblicata sul numero di settembre di Altroconsumo Inchieste – ha restituito una fotografia della situazione nel nostro Paese. Mediamente ogni persona riceve almeno 7 pacchi l’anno; con il 10% di persone che ne ricevono oltre 15. Il 62% degli intervistati non ha ricevuto il pacco nel giorno previsto: il 39% in ritardo, il 23% in anticipo (un punto negativo quanto la consegna in ritardo).
Il 12% dichiara di aver ricevuto il pacco danneggiato, nel 10% dei casi il danno era importante. L’indagine ha consentito anche di stilare una classifica di soddisfazione degli utenti rispetto ai principali spedizionieri.In base all’indagine di Altroconsumo i corrieri con cui si ricevono più consegne sono Bartolini (26% dei pacchi), Poste (22%), e Sda (19%), controllata da Poste italiane. E proprio Sda e Poste Italiane si attestano fanalino di coda nella classifica di soddisfazione degli utenti. Sda ha il numero più elevato di pacchi arrivati danneggiati: 18% rispetto alla media del 12% degli altri corrieri. Poste si posiziona molto bassa in classifica anche per quanto riguarda i pacchi mai arrivati con il 7% (superata solo dall’8% di Nexive). Eppure, proprio Poste Italiane punta a diventare leader di mercato entro il 2022, forte della propria capillarità e visto il calo degli altri servizi legati alla corrispondenza. Per raggiungere l’obiettivo sta lavorando su una serie di nuovi progetti, in cui rientra anche il grande centro di smistamento nel bolognese recentemente inaugurato.
Il colosso Amazon – che non è in classifica perché ha iniziato da poco ad operare come corriere – dal canto suo, non poteva restarne fuori: dopo la multa da 300mila euro ricevuta nel 2017 dall’Agcom, per aver esercitato l’attività postale in maniera abusiva, da novembre 2018 è a tutti gli effetti un corriere espresso autorizzato.Un settore in grande fermento che vede gli operatori alle prese anche con nuove sfide e alla ricerca di nuove soluzioni: dai droni (già utilizzati ad esempio in USA, UK e Cina) all’utilizzo di mezzi ibridi e di piccole dimensioni adatti a circolare anche nei centri storici e meno inquinanti.La soddisfazione media è indicata con un punteggio su 100, calcolato in base ai giudizi dati dagli intervistati su una serie di parametri quali: facilità degli ordini, varietà delle tariffe, tempi di consegna, rispetto dei tempi, condizioni dei pacchi consegnati, tracciamento e costi.

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Campidoglio: via libera alla nuova rete di bus notturni

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 Mag 2019

Una nuova rete di linee notturne e un servizio più capillare per tutti gli utenti del trasporto pubblico di Roma: a partire da lunedì 3 giugno Atac aumenterà e trasformerà l’offerta di bus così da garantire il servizio sull’intero territorio capitolino. Il nuovo piano sarà diviso in due parti: nasceranno la Night to 2 (Nto2), con alcune linee diurne che prolungheranno il servizio fino alle 2 di notte, e la Night to 5 (Nto5) – attiva da lunedì 10 giugno – con linee in strada dalle 23.30 alle 5.La Nto2 sarà composta in primo luogo da 15 linee diurne che avranno l’orario di esercizio esteso fino alle 2. Questi collegamenti avranno la duplice funzione di supportare la rete notturna servendo zone attualmente non coperte nelle ore notturne e quella di garantire, il venerdì e il sabato, il collegamento con le stazioni metro la cui ultima corsa è in programma all’1.30.La Nto5 prevede tre 3 nuove linee (N543, N74 e N075) e la modifica e il potenziamento di 13 linee: tutte inizieranno il servizio alle 23.30 e proseguiranno fino alle 5 del mattino.“Roma si dota di una rete capillare di linee notturne, dal centro alle periferie. Nuove connessioni che ci permettono di garantire un servizio importante a tutti i cittadini e utenti del trasporto pubblico. Un servizio pensato per venire incontro alle esigenze di chi vive la nostra città anche di notte, per lavoro o semplicemente per svago”, afferma la Sindaca di Roma Virginia Raggi.La rimodulazione porterà per gli utenti numerosi benefici:
• servizio potenziato nella fascia oraria 23:30-2:00. Ossia quella che, dai monitoraggi, risulta essere la più frequentata soprattutto dal Centro verso la periferia della città;
• collegamenti notturni estesi, sfruttando le linee diurne che prolungano l’orario, anche a zone periferiche densamente popolate che ne erano prive;
• tre nuove linee che aumentano i collegamenti da e verso la periferia: la N543 che prende il posto delle corse prolungate della linea N12; la N075 che collega largo Preneste a Colle degli Abeti servendo la parte esterna di via Prenestina, Torre Angela e Ponte di Nona; la N74 che collega la stazione Laurentina a Tor Pagnotta;
• offerta di trasporto potenziata a supporto della metropolitana il venerdì e il sabato quando il servizio metro è prolungato fino all’1.30;
• potenziamento dei punti di interscambio della rete notturna;
• nuova denominazione dei collegamenti per una maggiore riconoscibilità e leggibilità della rete.

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Campidoglio: dal primo novembre scatta divieto circolazione diesel Euro 3 all’interno dell’Anello ferroviario

Posted by fidest press agency su domenica, 12 Mag 2019

Roma. Dal primo novembre 2019 entrerà in vigore il divieto di circolazione permanente dei veicoli Diesel Euro 3 nella Ztl Anello Ferroviario, area che include le zone centrali e semicentrali della Capitale. Il divieto, come previsto dalla delibera di Giunta approvata ieri, sarà in vigore nei giorni dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi infrasettimanali.Si prevede inoltre la progressiva limitazione, all’interno delle diverse Ztl, alla circolazione dei veicoli più inquinanti, secondo la programmazione che verrà definita nell’ambito del quadro di interventi del Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (Pums), la cui approvazione è prevista entro il mese di agosto 2019. Sono escluse dal divieto alcune categorie di veicoli come quelli muniti del contrassegno per persone invalide.Obiettivo è prevenire e contenere l’inquinamento atmosferico e salvaguardare la salute dei cittadini, in linea con gli impegni già assunti da Roma Capitale nel quadro della lotta ai cambiamenti climatici.Secondo la Sindaca di Roma Virginia Raggi questo provvedimento è un passo importante verso l’eliminazione del diesel dal Centro storico entro il 2024 a tutela della salute di tutti e dell’ambiente.Per l’assessora alla Città in Movimento Linda Meleo il provvedimento si unisce al Piano urbano della mobilità sostenibile, un programma utile a realizzare forme di spostamento alternative all’auto privata, a incentivare l’uso dei mezzi pubblici e per migliorare la qualità dell’aria a Roma.Per i veicoli adibiti al trasporto merci è previsto un periodo transitorio dal primo novembre 2019 al 31 marzo 2020 durante il quale il divieto per i Diesel Euro 3 sarà in vigore dal lunedì al venerdì, ad eccezione dei festivi infrasettimanali, nelle fasce orarie 7:30-10:30 e 16:30-20:30.

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73a Conferenza del Traffico e della Circolazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 novembre 2018

Genova 30 novembre ore 11,30 presso il Palazzo della Meridiana (Salita San Francesco 4): l’appuntamento clou per la mobilità, organizzato dall’Automobile Club d’Italia, quest’anno è dedicato al tema strategico delle infrastrutture, con particolare attenzione alla rete viaria secondaria e alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli.
“Il fabbisogno di manutenzione della rete viaria secondaria” è appunto il titolo dei lavori, che si apriranno alle ore 10:00 con l’intervento del Presidente dell’ACI, Angelo Sticchi Damiani e i saluti delle Autorità nazionali e territoriali, e continueranno con la presentazione dello studio della Fondazione Filippo Caracciolo dell’ACI, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre. Alla Conferenza parteciperà anche il Presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, Jean Todt.
Il rapporto della Fondazione Caracciolo stimolerà il dibattito nella tavola rotonda in programma.

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«L’amministrazione capitolina è consapevole di quello che accade sulle strade?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 ottobre 2018

A Roma chiunque può fare qualsiasi cosa, certo dell’impunità. Nel frattempo continuiamo a registrare morti sull’asfalto – anziani, donne e bambini – e incidenti con numeri da brividi. La stragrande maggioranza dei guidatori chatta al volante, per il semplice fatto che nessuno controlla, ergo: nessuno multa. I vigili urbani sono scomparsi dalle strade: il Campidoglio li ha probabilmente trasferiti in blocco ad altre mansioni. A Roma non esistono limiti di velocità, né articoli del Codice. Se le osservi, le norme, vieni considerato un marziano e spernacchiato, sulla falsariga del racconto di Flaiano Ci sono macchine e furgoni in doppia e tripla fila che intralciano il traffico tutti i giorni negli stessi punti, peraltro nevralgici. I semafori non danno il tempo alle persone di attraversare le strade. La capitale è l’unico posto la mondo dove i pedoni ringraziano gli automobilisti che hanno almeno rallentato mentre sono sulle strisce. E noi non ci rendiamo conto della follia di tutto ciò». Lo ha dichiarato Antonello Palmieri, presidente dell’associazione ROMANUOVA. «A Roma la situazione è degenerata. A questo punto è essenziale aprire una grande stagione volta alla sicurezza stradale, cominciando dal primo, indispensabile passo: il ripristino dei controlli», ha concluso Palmieri. (n.r. I nostri centri Studi avevano elaborato un progetto per migliorare la circolazione stradale nella capitale già alcuni anni fa. Da allora abbiamo avuto da Alemanno ad oggi nessun riscontro da parte dei competenti uffici della capitale. La ricetta era semplice: perseguire severamente tutti gli automobilisti che sostano in seconda fila, in specie lungo i percorsi degli autobus, una revisione generale dei divieti di sosta per renderli più funzionali alle attuali esigenze, una più efficace politica di interscambi tra mezzo pubblico e privato intensificando i parcheggi e vietando la circolazione dei furgoni per la fornitura ai negozi nella fascia oraria dalle 10 alle 19. Questa serie di iniziative permetterebbero, tra l’altro la velocità media di scorrimento dei mezzi dell’Atac passando dagli attuali 10Km ora agli undici e forse anche a 12 con la conseguente maggiore frequentazione degli stessi.)

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Milano, Torino, Roma e Palermo – analizzate e comparate sul metro della mobilità sostenibile

Posted by fidest press agency su giovedì, 21 giugno 2018

È questo, in sintesi, il merito del rapporto “Living. Moving. Breathing. Ranking of 4 major Italian cities on Sustainable Urban Mobility”, realizzato dal Wuppertal Institute per conto di Greenpeace e diffuso dall’organizzazione ambientalista.Il rapporto è un approfondimento di uno studio già diffuso lo scorso maggio, nel quale si mettevano a confronto 13 città europee in materia di sostenibilità dei trasporti. Utilizzando la stessa metodologia, gli studiosi del Wuppertal hanno quindi comparato le 4 città italiane; i dati raccolti e utilizzati sono relativi al 2016 e provenienti da fonti pubbliche ufficiali o direttamente dalle amministrazioni cittadine. Milano, Torino, Roma e Palermo sono state “lette” attraverso la lente di 21 diversi indicatori, sintetizzati in 5 parametri: sicurezza stradale, qualità dell’aria, gestione della mobilità, trasporti pubblici, mobilità attiva. Secondo lo studio, la città dove la mobilità è più sostenibile è Milano, che in termini di punteggio stacca nettamente le altre tre. Tra queste ultime (Torino seconda, Roma terza e Palermo ultima) le differenze di punteggio complessivo non sono marcate; i punteggi specifici ottenuti sui diversi parametri, però, rendono un quadro più chiaro delle profonde differenze tra i vari contesti urbani.
Il risultato di Milano è determinato da buone performance in materia di trasporto pubblico e mobility management; si tratta degli stessi indicatori, specularmente, che hanno maggiormente determinato il risultato negativo di Palermo. In generale le città italiane mostrano tassi di mobilità attiva – uso della bicicletta e spostamenti pedonali – molto più bassi di quelli di altre città europee e un livello di sicurezza stradale molto lontano dagli standard di altri centri urbani del Continente. Torino è risultata essere la città con le strade più insicure, ovvero con il più alto numero di morti tra pedoni e ciclisti in rapporto alla popolazione; è risultata anche essere la città con l’aria più inquinata. Ma la situazione dell’inquinamento atmosferico è grave in ognuna delle città oggetto della ricerca: tutte e quattro superano, ad esempio, i livelli di concentrazione massimi previsti dalle normative per il biossido di azoto, un gas tipico delle emissioni dei veicoli diesel.
La Capitale mostra inoltre indirizzi molto deboli di mobility management, che disincentivano poco o affatto l’uso del mezzo privato. Ciò determina anche una mobilità fortemente congestionata, con un incremento di circa il 40 percento dei tempi di spostamento, causato dall’alto numero di automobili presenti sulle strade. A Palermo i livelli di congestionamento del traffico sono persino leggermente superiori. La disponibilità di servizi di bike e car sharing è buona a Milano, modesta a Roma (specie in rapporto alla superficie della città) e nel capoluogo siciliano.La qualità del trasporto pubblico è forse l’indicatore sul quale si registrano le distanze maggiori tra i quattro sistemi urbani: da Milano, che ha un TPL di livello “europeo”, a Torino, dove il servizio è già meno efficiente e utilizzato; fino alla crisi di ATAC a Roma, assurta alle cronache nazionali, e al bassissimo livello di utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei palermitani. Questi ultimi utilizzano un mezzo privato per il 75% degli spostamenti in città; i milanesi vi ricorrono invece solo nel 43% dei casi.
Per Greenpeace, la mobilità sostenibile ha un obiettivo chiaro: quello di superare quanto prima la mobilità privata a motore, un sistema fossile che danneggia il clima e peggiora drasticamente la vita nelle nostre città. Per questo l’organizzazione ambientalista sostiene gli indirizzi di Milano e Roma, in materia di limitazione della circolazione dei diesel, e chiede anche a Torino e Palermo di approntare presto piani di riduzione della mobilità privata, cominciando dai veicoli più inquinanti.

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Milano: progressiva limitazione alla circolazione dei veicoli diesel

Posted by fidest press agency su domenica, 10 giugno 2018

Greenpeace apprende con favore quanto dichiarato oggi dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, riguardo la progressiva limitazione alla circolazione dei veicoli diesel sul territorio di Milano. «I provvedimenti annunciati oggi dal sindaco Giuseppe Sala vanno certamente nella giusta direzione specie se, come annunciato, l’orizzonte è una città “diesel free” al 2025», dichiara Andrea Boraschi, responsabile della campagna Trasporti di Greenpeace Italia. «Su questa materia Sala si dimostra un sindaco coraggioso e attento alla salute dei suoi cittadini. Da qui ai prossimi anni auspichiamo che gli sia presente un dato essenziale: i diesel euro 6, in alcuni casi, inquinano persino di più dei diesel euro 3 che intende giustamente vietare. Si tratta di numeri, non di opinioni, e la fonte è quello stesso istituto – l’International Council for Clean Transportation (Icct) – dalle cui ricerche emerse lo scandalo Dieselgate. Sala faccia presto e faccia con determinazione: Greenpeace è con lui», conclude Boraschi.Greenpeace dallo scorso ottobre ha lanciato una campagna che chiede ai sindaci di Roma, Milano, Torino e Palermo di vietare in tempi brevi la circolazione dei diesel nelle strade delle loro città. L’organizzazione ambientalista ritiene che i piani del Comune di Milano siano una risposta concreta e positiva alle sue richieste. (n.r. per quanto ci è dato sapere Roma tramite la sindaca Raggi si è già pronunciata in tal senso)

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La qualità dell’aria

Posted by fidest press agency su martedì, 30 gennaio 2018

Smog Journeys«I dati diffusi da Legambiente sulla qualità dell’aria sottolineano impietosamente le criticità che investono larga parte dei centri urbani del Paese. In assenza di una programmazione e di una visione di medio-lungo periodo, rimaniamo quasi esclusivamente legati a misure emergenziali: basti pensare alle domeniche ecologiche o al blocco totale o parziale della circolazione dei veicoli privati. Interventi prescritti dalla legge che servono solo ad arginare una contingenza, ma che non costituiscono una forma di prevenzione strutturale per questo tipo di problematiche».Lo dichiara l’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma e presidente di Sogeea SpA.«Il fatto che i temi ecologici siano tra i grandi assenti della campagna elettorale non fa certo sperare in un cambio di rotta a breve termine. A una manciata di settimane dal voto, l’attenzione delle forze politiche rimane catalizzata dai dibattiti su alleanze e liste di candidati, mentre sul fronte dei programmi si è detto molto poco e per lo più si è cercato di inseguire gli umori dell’elettorato. D’altronde usciamo da una legislatura in cui di ambiente si è parlato poco e concluso ancora meno: il naufragio in Senato della legge sul contrasto al consumo di suolo vale più di mille parole.Mentre a New York o a Londra vengono lanciati piani in grande stile per incrementare le aree verdi e migliorare la qualità della vita dei cittadini, in molte realtà italiane fatichiamo anche solo a tenere a freno la cementificazione e la dispersione urbana. Ci muoviamo per lo più in territori caratterizzati da un patrimonio edilizio a bassissima efficienza energetica, un trasporto pubblico costituito spesso da mezzi vecchi e inquinanti, un uso smodato di mezzi privati per gli spostamenti quotidiani. I temi ambientali, solitamente vissuti più come fastidi o intralci, devono necessariamente guadagnare un posto centrale nelle politiche nazionali e locali: tutelare la salute dei cittadini significa anche creare opportunità di sviluppo e di ricchezza per tutto il Paese».

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Trasporti urbani e ambiente nelle città italiane ed europee

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 gennaio 2018

atac-romaAttualmente i trasporti urbani di numerose città italiane ed europee utilizzano il biodiesel. Esso è un prodotto ottenuto dalla esterificazione di oli vegetali (colza, soia, girasole) e i loro derivati con alcoli inferiori (ad esempio alcol metilico). Costa quasi il doppio del gasolio, ma non contiene zolfo e quindi bruciando non emette anidride solforosa. Ma tutto sommato si è rivelato ben poca cosa per ridurre l’inquinamento atmosferico delle grandi città.
Ma i problemi che riguardano in particolare i centri storici, sono anche di manutenzione ordinaria e straordinaria. Ci troviamo a dover gestire abitazioni bisognose di opportuni rifacimenti interni ed esterni oltremodo costosi per garantire la migliore esposizione al sole dei locali, l’impiego dei materiali isolanti, i doppi vetri oltre alle varie innovazioni tecniche che vanno a toccare le strutture stesse dei fabbricati anche senza dover arrivare alla loro trasformazione con tetti dalla linea ad ala d’aereo per creare un microclima favorevole e l’autoventilazione estiva.
Ciò che intendiamo dire è che abbiamo inserito in maniera a dir poco sbrigativa edifici con tecniche di costruzione diversissima, a partire dai complessi dei centri storici, con il risultato che si sono trasformati in altrettante trappole per chi si è trovato a doverli utilizzare in epoche successive a cavallo tra il rispetto per i beni archeologici e la necessità di renderli funzionali alle esigenze dei giorni nostri.
I tetti delle nuove case di Amsterdam e Berlino, ad esempio, sono rivestiti con una particolare tegola fotovoltaico_altafotovoltaica che trasforma la luce in elettricità. L’alto costo di questa tegola viene sostenuto dal Land e dalla compagnia elettrica in cambio del diritto di usare l’energia eccedente a costo zero. Eppure in tutti questi processi di trasformazione e di adattamento alle nuove esigenze dell’uomo contemporaneo non si è tenuto nemmeno conto, se non in minima parte, dello sviluppo delle autostrade telematiche. In altri termini noi possiamo comunicare con il mondo esterno in due modi: o prendendo la macchina o i mezzi pubblici per andare al lavoro e per fare delle commissioni o collegandoci con la rete telematica. Quest’ultima può contemperare molte cose messe insieme: il lavoro, lo svago, lo shopping, la comunicazione e lo sviluppo dei rapporti sociali.
E’ un sistema, tutto sommato, che ha il vantaggio di ridurre il bisogno di mobilità all’interno della cerchia urbana per non parlare di quella esterna. Nello spirito di questa logica informatica Il cittadino potrà avere a domicilio servizi inediti: ottenere certificati e documenti, fare operazioni bancarie, prenotare biglietti per viaggi e spettacoli e lavorare su commissione. Se ad una determinata ora “X” in una metropoli introducessimo tutte insieme queste novità ci troveremo con un “centro storico” meta solo di turisti per visitare gli edifici, i musei e le sue bellezze architettoniche e per la restante parte della città ci imbatteremmo in una circolazione limitata e per lo più non inquinante e con il 30% della popolazione che preferisce non muoversi da casa poiché nella propria residenza può fare di tutto. Inoltre in queste magione – ufficio si può proprio dire che l’efficienza e la funzionalità è di …casa. Sono edifici che possono richiedere un 60% in meno di energia totale rispetto a quelli tradizionali e capaci di riciclare anche fino all’80% i rifiuti che produce. Inoltre si possono avere dei climatizzatori d’aria senza l’adozione dei cfc e per l’isolamento del tetto alla pavimentazione delle cantine si può far uso di materiali da costruzione riciclati o quantomeno prodotti con tecnologie rispettose dell’ambiente.
A loro volta gli interni sono dotati di un sistema di fotorivelatori e sensori di movimento in grado non solo di aggiustare la luminosità a seconda delle necessità ma addirittura di spegnere automaticamente le luci in una stanza quando non è più occupata. I risparmi di illuminazione e per gli usi domestici si riflettono doppiamente sui costi di gestione. Infatti ogni watt in meno, bruciato da una lampadina, significa anche una riduzione del lavoro dei sistemi di raffredda¬mento. Le finestre, a loro volta, con i doppi vetri ed imbottite di uno strato polimerico in grado di bloccare i raggi infrarossi, possono in estate riflettere gran parte del calore proveniente dall’esterno ed in inverno conservare il proprio calore con altri consistenti risparmi energetici.
I mobili sono anch’essi concepiti con l’intento di non causare la deforestazione ai tropici, le pia¬strelle sono prodotte con il vetro di lampadine rotte e il rivesti¬mento interno dei pavimenti in luogo dell’usuale compensato imbevuto di formaldeide è costituito da omasote, un materiale ottenuto dal riciclaggio dei giornali vecchi.

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150 milioni di veicoli elettrici in circolazione nel 2040

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 novembre 2017

auto futuroAvvenia (www.avvenia.com), uno dei maggiori player italiani nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, mette in evidenza come a livello mondiale le auto elettriche stanno segnando una crescita esponenziale.Lo scenario tracciato da Avvenia prevede un totale di 150 milioni di veicoli elettrici in circolazione nel 2040, contro l’1,3 milioni di auto elettriche di oggi, alimentate per il 37% da energie rinnovabili che invece oggi rappresentano il 23%.Elementi chiave per il futuro delle auto elettriche sono il cobalto ed il litio, elementi che sono già molto presenti in tutti i nostri dispositivi, dai telefoni cellulari ai computer, e che saranno essenziali per il futuro dell’auto elettrica. Il cobalto, in particolare, è indispensabile per riuscire ad estendere la durata delle batterie al litio da cui dipende l’autonomia delle auto elettriche. Gli esperti di Avvenia stimano che l’80% delle auto elettriche userà il cobalto per estendere l’autonomia delle loro batterie.In un prossimo futuro perderanno quindi valore petrolio, platino e palladio e si rivaluteranno invece cobalto e litio. Quello che è stato considerato fino da oggi «oro nero» perderà il trono a vantaggio del litio, che sta già guadagnando il soprannome di «petrolio bianco».Ma quali sono i numeri nel nostro Paese? «Nel 2016 sono state vendute 1.373 auto elettriche, pari allo 0,1% delle immatricolazioni complessive e di tutte le macchine oggi in circolazione un’auto ogni 5.000 è alimentata prevalentemente ad energia elettrica» risponde il dott. Alessio Cristofari, Direttore dello Sviluppo Business di Avvenia.Insomma in Italia i numeri faticano ancora a decollare del tutto, ma sono già di rilievo ed i risultati in termini di benefici per l’ambiente sono indiscutibili, grazie alla comprovata efficienza energetica ed all’affidabilità del motore elettrico rispetto a quello tradizionale.
«In effetti i gas serra si riducono di molto se consideriamo l’intero ciclo di vita della produzione elettrica: da 120 gCO2/km delle migliori EURO 6 a 40 gCO2/km delle auto elettriche» conclude il dott. Alessio Cristofari.

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Campidoglio, dal 1 novembre divieto circolazione veicoli più inquinanti

Posted by fidest press agency su sabato, 28 ottobre 2017

campidoglioRoma Sostenibilità ambientale e abbattimento dell’inquinamento atmosferico. E’ l’obiettivo alla base delle due ordinanze firmate dalla sindaca di Roma, Virginia Raggi, che riguardano la limitazione della circolazione in città dei veicoli più inquinanti.Dal 1 novembre 2017 al 31 ottobre 2018 sarà in vigore il divieto di accesso e di circolazione all’interno della ZTL “Fascia Verde” del PGTU, dal lunedì al venerdì, a esclusione del sabato, domenica e giorni festivi infrasettimanali alle categorie più inquinanti: autoveicoli benzina PRE-EURO 1; EURO 1 e diesel PRE-EURO 1; EURO 1; EURO 2. Le stesse limitazioni interesseranno anche i ciclomotori e i motoveicoli EURO 1 a due, tre o quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi che, dal lunedì al venerdì, non potranno più accedere all’interno della ZTL ANELLO FERROVIARO.Tra le esenzioni previste i veicoli muniti di contrassegno per persone invalide; le vetture adibite a servizio di polizia sicurezza ed emergenza e soccorso stradale, così come i mezzi per il pronto intervento per acqua, luce e gas. L’elenco completo delle deroghe sarà comunque consultabile sul sito di Roma Capitale. Le misure sono state adottate a salvaguardia della salute pubblica e riguardano i veicoli a benzina e diesel di vecchia generazione. La Polizia Locale di Roma Capitale dovrà provvedere alla vigilanza al fine di garantire l’osservanza del provvedimento di limitazione della circolazione da parte della cittadinanza.

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Viabilità a Roma: Preferenziale via Portonaccio

Posted by fidest press agency su domenica, 16 luglio 2017

vigili-urbaniRoma “Da maggio nella nuova corsia preferenziale tra via di Portonaccio e via Tiburtina sono state levate circa 200mila multe potenziali a danno di automobilisti ignari della nuova restrizione sulla viabilità. Molti hanno continuato per giorni a transitare in quel tratto di strada con la propria auto senza aver compreso la nuova circolazione per gli autoveicoli. E stato appurato che il pasticcio burocratico è sorto a causa dell’insufficienza della segnaletica apposta che non consentiva di rilevare la modifica apportata alla viabilità. Tra i cittadini, alcuni hanno già ricevuto anche 80 sanzioni e migliaia di euro di multa. E’ evidente come in questo caso sia la buona fede ad aver ingannato coloro che recandosi al lavoro giornalmente hanno continuato a fare lo stesso tragitto ignorando le modifiche alla circolazione che vietavano il transito agli autoveicoli privati. E’ un pasticcio che la Sindaca Raggi e la giunta M5S non possono continuare ad ignorare e di cui si debbono far carico. Da giorni i cittadini che abitano e lavorano in quel quadrante della città reclamano di essere caduti in una trappola dovuta alla scarsa informazione e alla carenza di segnaletica riconoscibile. Anche il Campidoglio dopo settimane ha dovuto ammettere l’insufficienza delle indicazioni apposte e della comunicazione effettuata. L’annuncio tardivo di provvedere ad un nuovo piano di comunicazione e a installare una maggiore segnaletica orizzontale e verticale non è sufficiente, soprattutto per chi potrebbe aver subito un danno economico corrispondente ad alcune migliaia di euro di multe. Da qui la necessità di una iniziativa mirata dell’Amministrazione Capitolina che scongiuri la penalizzazione di migliaia di automobilisti incolpevoli. Allo scopo di evitare una mole enorme di ricorsi e una ’ class action’ già preannunciata dagli sventurati automobilisti, questa mattina la commissione trasparenza da me convocata ha avanzato l’ipotesi di un avvio di procedura in autotutela dell’amministrazione relative alle sanzioni elevate alle auto private a partire dal 2 maggio scorso.” Così in una nota il consigliere del PD capitolino Marco Palumbo. (n.r. Abbiamo fatto una ricognizione lungo la via in questione e ci siamo resi conto che la segnaletica esiste ed è ben visibile ed è più volte ripetuta e che gli automobilisti ancora oggi, imperterriti, continuano a circolare.)

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Muoversi in bici: la classifica delle città più sicure fatta da chi pedala

Posted by fidest press agency su martedì, 30 Mag 2017

bici in cittàIl miglior amico di chi usa l’auto in città dovrebbe essere il ciclista. Sì, perchè il ciclista oltre a non inquinare, non crea congestione e non occupa parcheggio, rendendo di fatto più facile la vita anche all’automobilista: città come Amsterdam o Copenhagen, tra le più bike friendly del mondo, hanno i tempi di attraversamento in automobile più bassi in assoluto.E invece. E invece le tragiche notizie di questi giorni, amplificate dal coinvolgimento di vittime illustri (prima il ciclista Michele Scarponi, poi il pilota Nicky Hayden e la triatleta Julia Viellehner), ci riportano di colpo alla questione fondamentale: garantire l’incolumità di chi si sposta in bici ogni giorno. Avventurarsi su una bicicletta – in città o fuori città – è praticamente un atto eroico. Lo dicono, freddamente, i numeri sugli incidenti stradali diffusi dall’Istat: nel 2015 ben 16.827 ciclisti sono stati feriti e 252 sono morti. Fa un morto ogni giorno e mezzo per 45 incidenti al giorno, una vera e propria ecatombe. La sicurezza dei ciclisti è un tema che fino a oggi la politica non è riuscita ad affrontare compiutamente, spesso con annunci cui non sono seguiti fatti concreti.In attesa di interventi istituzionali ci ha pensato l’App WECITY, insieme ai propri utenti, a creare delle innovative mappe di pericolosità di decine di città italiane. WECITY, già scelta e apprezzata da 30mila persone per la sua originale proposta di premiare le diverse forme di mobilità sostenibile (a piedi, in bici, con i mezzi pubblici, con l’auto condivisa), ha rilasciato una nuova funzione, Bike Safe (http://maps.wecity.it/it): al termine di un tragitto in bici è possibile ora “votare” il livello di sicurezza del viaggio. Esattamente come siamo ormai abituati a fare con un ristorante o un hotel: l’utente assegna una stella ai tragitti più pericolosi, e fino a 5 stelle per quelli più sicuri. La risposta degli utenti nei primi 6 mesi di utilizzo è stata immediata: una conferma che il problema è estremamente sentito. In poco tempo i dati raccolti hanno permesso di mappare decine di città, e di definire un indicatore generale, chiamato Indice di Ciclabilità Urbana (ICU), che classifica le città in base alla loro sicurezza per chi pedala. L’aspetto interessante dell’ Indice di Ciclabilità Urbana è che rappresenta il punto di vista di chi si sposta ogni giorno in bicicletta, ma è mediato da alcuni fattori correttivi, come il numero minimo di votazioni o la percentuale di copertura della città. In questo modo si può ridurre il fenomeno per cui, pochi utenti, molto attivi, possano alterare nel bene o nel male la valutazione della città. Attualmente Reggio Emilia guida la classifica come città più sicura e bike friendly, con un’indice di ciclabilità urbana di 3.33 (il massimo è 5): è la città che permette alle bici di girare addirittura contromano e i km mappati crescono ogni giorno (ad oggi sono mappati 246,9 Km per una copertura del 14%); segue Torino, con un’indice di 3.13: con 800,5 km pedalati (una copertura del 29,5%) la community di Torino ha messo in evidenza le zone sicure e quelle pericolose; Modena, al terzo posto in classifica con un indice di 3.05, è al momento la città con la più alta copertura di strade mappate, quasi il 40% (ovvero 650 Km); Bologna – forse per merito della “tangenziale delle bici” – ha oltre un quarto delle strade mappate (25.9% e 477.9 Km), e il 4° posto in classifica, con un’indice di ciclabilità urbana di 2.81.Secondo Paolo Ferri, CEO di WECITY, le mappe “Sono una forma di restituzione dei dati raccolti grazie agli utenti. In un mondo dove ogni giorno accettiamo, senza neanche leggerli, terms & conditions che stabiliscono come verranno utilizzati i nostri dati, abbiamo voluto rendere evidente lo sforzo e il risultato collettivo, mettendo queste mappe a disposizione di chiunque”.Un primo risultato importante è gia stato raggiunto: le Amministrazioni Pubbliche iniziano a considerare l’Indice di Ciclabilità Urbana come un criterio oggettivo su cui misurare i risultati delle politiche di mobilità, e uno strumento per analizzare a fondo i dati relativi agli spostamenti in bici. Il prossimo passo sarà quello di rendere le informazioni sulla sicurezza direttamente nell app wecity, realizzando un navigatore in grado di guidare l’utente attraverso il percorso più sicuro.Guarda il progetto: http://maps.wecity.it/it (bici in città)

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Roma 1 maggio: Meleo, trasporto pubblico potenziato

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 Mag 2017

atac-romaRoma “Durante la giornata del 1 maggio il trasporto pubblico seguirà l’orario di un normale giorno festivo. Non sarà quindi prevista alcuna interruzione, così da garantire la mobilità a romani e turisti. Sono, infatti in programma numerosi eventi di vario genere e vogliamo assicurare a tutti la possibilità di parteciparvi”. Lo annuncia, in una nota, l’assessora alla Città in movimento di Roma Capitale Linda Meleo. “Il servizio delle linee della metro A, B e C sarà prolungato fino all’1.30 del mattino (ora di partenza dell’ultima corsa dai capolinea) per consentire il deflusso dal concerto in piazza San Giovanni. Rispetteranno l’orario di un normale giorno festivo anche per le ferrovie Roma-Lido, Termini-Centocelle e Roma-Civitacastellana-Viterbo”, conclude.

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Pullman gran turismo a Roma: ritorniamo al passato

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 marzo 2017

pullmanDurante il Giubileo del 2000 nessun pullman, eppure i pellegrini erano milioni, circolava nel centro storico di Roma. In 17 anni tutto è cambiato, la situazione è fortemente degradata e fuori controllo.Il Piano UNESCO rivendica, nelle sue linee generali, la protezione di un territorio fragile e già caratterizzato da un notevole traffico veicolare pubblico e privato.Varchi inesistenti, varchi non controllati, un piano di regolamentazione che avrebbe dovuto creare una rivoluzione copernicana e del quale però non si vede traccia.Non basta limitare solo il passaggio dei pullman Gran Turismo ma anche quello dei pullman a due piani che deturpano la città, inquinano e ostacolano la circolazione degli autobus di linea, servizio pubblico prioritario per la città.
Villa Borghese è l’esempio più evidente della mancanza di un piano del traffico corretto in tutti i suoi aspetti. ZTL, isola pedonale usati come parcheggio di pullman turistici.
Italia Nostra Roma ha chiesto all’Assessore all’Ambiente di ripristinare le telecamere di sorveglianza lungo i viali della villa ma nulla è successo. Il provvedimento è di facile attivazione ma la volontà politica è debole.

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Domenica ecologica, rimodulato orario di divieto alla circolazione per il 22 gennaio

Posted by fidest press agency su sabato, 21 gennaio 2017

Via dei Fori ImperialiRoma. Il Campidoglio ha rimodulato gli orari di divieto alla circolazione dei veicoli previsti in occasione della “domenica ecologica” del 22 gennaio. Al fine di consentire il servizio di controllo da parte della Polizia Locale, connesso alle esigenze di potenziamento della vigilanza per il regolare afflusso di spettatori allo stadio Olimpico per la partita di calcio in programma alle 20,45, è stata disposta la modifica dello stop al traffico secondo i seguenti orari: 07.30 – 12.30 e 15.30 – 19.Il divieto totale della circolazione è prevista per tutti i veicoli dotati di motore endotermico nella zona a traffico limitato denominata “Fascia Verde” del Pgtu (Piano generale del traffico urbano). Sono esentati dalle restrizioni i veicoli a trazione elettrica e ibridi, i veicoli alimentati a metano e a GPL, gli autoveicoli ad accensione comandata (benzina) Euro 6, gli autoveicoli ad accensione spontanea (diesel) Euro 6, i ciclomotori a 2 ruote con motore 4 tempi Euro 2, i motocicli a 4 tempi Euro 3. Per cercare di abbassare i livelli di inquinanti nell’aria è previsto anche il contenimento delle emissioni degli impianti di riscaldamento. In occasione della domenica ecologica, soprattutto durante le fasce orarie di interdizione, sarà garantito come di consueto il potenziamento del trasporto pubblico locale. La Polizia di Roma Capitale si occuperà di vigilare al fine di garantire l’osservanza delle limitazioni da parte dei cittadini.

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Campidoglio, da oggi e fino a mercoledì 4 gennaio stop ai veicoli più inquinanti nella Fascia Verde

Posted by fidest press agency su lunedì, 2 gennaio 2017

vigili-urbaniRoma In vigore nelle giornate di lunedì 2 gennaio, martedì 3 gennaio e mercoledì 4 gennaio 2017 il divieto di circolazione privata all’interno della fascia verde per i veicoli più inquinanti. È quanto prevede un’ordinanza sindacale firmata oggi. Lo rende noto il Campidoglio. La misura è stata adottata sulla base dei criteri indicati nel Piano di intervento operativo, come stabilito dalla delibera n.76 del 28 ottobre 2016. I rilevamenti hanno, infatti, evidenziato livelli di inquinamento elevati e risulta quindi necessario intervenire con efficacia: la salute è il bene prevalente da tutelare, proseguendo le azioni volte a ridurre le emissioni.Ricordando che, come già stabilito dall’ordinanza n.87 del 2016, sono bloccate dal lunedì al venerdì, h 24, tutti gli autoveicoli Pre Euro 1 (cosiddetti Euro 0) , Euro1 e Diesel Euro 2, il provvedimento si applica nei prossimi giorni alle seguenti categorie veicolari nella fascia oraria 7.30-20.30:
autoveicoli a benzina Euro 2, ciclomotori e motoveicoli Pre Euro 1 (cosiddetti Euro 0) ed Euro 1, a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi.
Le altre specifiche deroghe sono riportate nell’atto che è stato pubblicato sul sito istituzionale di Roma Capitale.

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Roma:limitazioni della circolazione ai veicoli inquinanti di più vecchia generazione

Posted by fidest press agency su sabato, 24 dicembre 2016

vigili-urbaniRoma. Saranno in vigore nei prossimi giorni alcune misure che stabiliscono il divieto di circolazione privata all’interno della Fascia Verde. Gli interventi sono stati adottati sulla base dei criteri indicati nel Piano di intervento operativo, come stabilito dalla delibera n.76 del 28 ottobre 2016. I rilevamenti hanno, infatti, evidenziato livelli di inquinamento elevati e una situazione prevista di forte e persistente criticità nei prossimi giorni.Il provvedimento si applicherà – il 24, il 25 e il 26 dicembre – alle seguenti tipologie veicolari nella fascia oraria 7,30-20,30:
-ciclomotori e motoveicoli ‘PRE-EURO 1’ ed ‘EURO 1’, a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi.
-autoveicoli alimentati a benzina ‘PRE-EURO 1’, ‘EURO1, ed ‘EURO 2’.
-autoveicoli alimentati a gasolio ‘PRE-EURO 1’, ‘EURO1’ ed ‘EURO2’.
Nella giornata del 27 dicembre il provvedimento si applicherà dalle ore 7,30 alle 20,30 alle seguenti tipologie veicolari:
-ciclomotori e motoveicoli ‘PRE-EURO 1’ ed ‘EURO 1’ a due, tre e quattro ruote, dotati di motore a 2 e 4 tempi.
-autoveicoli alimentati a benzina ‘EURO 2’
Dalle ore 7,30 alle 10,30 e dalle 16,30 alle 20,30 a:
-autoveicoli diesel ‘EURO 3’
Resta confermato, per la giornata del 27 dicembre, che i veicoli ‘PRE-EURO 1’, ‘EURO 1’ ed ‘EURO 2’ diesel, nonché i veicoli ‘PRE-EURO 1’ ed ‘EURO 1’ benzina saranno interessati dal blocco h ‘0-24’, sempre nella fascia verde, come stabilito da apposita ordinanza
Si ricorda che – il 24, 25, 26 e 27 dicembre – gli impianti termici dovranno garantire una riduzione della temperatura, non oltrepassando i 18°. Le specifiche deroghe saranno riportate nell’atto che sarà pubblicato sul sito istituzionale di Roma Capitale.
Tutti i cittadini di Roma Capitale sono caldamente invitati ad attuare una serie di azioni volontarie volte alla riduzione delle emissioni con l’obiettivo di contribuire a prevenire l’aumento delle concentrazioni inquinanti in atmosfera. In particolare:
-optare, il più possibile, per l’uso dei trasporti pubblici;
-utilizzare in modo condiviso l’automobile per contribuire alla riduzione dei veicoli circolanti (car pooling o car sharing);
-preferire veicoli elettrici, ibridi o alimentati con combustibili a basso impatto (es. metano);
-adottare comportamenti di guida volti alla riduzione di emissioni inquinanti (es. moderare la velocità, mantenere spento il motore se non necessario, curare la manutenzione periodica del veicolo in modo da garantire un corretto funzionamento del motore e del veicolo nel suo complesso);
-limitare gli orari di accensione degli impianti termici e ridurre la temperatura massima dell’aria negli edifici.

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Linee guida nutrizionali per ridurre il rischio cardiovascolare: documento pubblicato su Circulation

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 novembre 2016

cardiologiaÈ stato appena pubblicato su Circulation un documento firmato dagli esperti dell’American Heart Association Nutrition Committee of the Council on Lifestyle and Cardiometabolic Health che ha lo scopo di offrire ai professionisti interessati le indicazioni dietetiche basate sull’evidenza per facilitare l’aderenza del paziente alle linee guida nutrizionali. «Nel 2013, l’American Heart Association (Aha) e l’American College of Cardiology (Acc) hanno pubblicato le Linee guida sulla gestione degli stili di vita per ridurre il rischio cardiovascolare, basate su una revisione sistematica originariamente avviata dal National Heart, Lung, and Blood Institute» esordisce Linda Van Horn professore di medicina preventiva alla Feinberg School of Medicine della Northwestern University di Chicago, e prima firmataria dell’articolo, spiegando che lo scopo di quelle indicazioni e di questo documento è di contribuire al raggiungimento degli obiettivi strategici 2020 dell’Aha per la promozione della salute e la riduzione della morbilità cardiovascolare, fornendo orientamenti per conseguire l’adesione a un modello alimentare sano per il cuore fatte salve le influenze culturali, etniche o economiche che condizionano le preferenze alimentari personali. «Ci sono molte opzioni per seguire con successo uno dei modelli alimentari elencati in questo articolo, consumando la corretta quantità di verdura, frutta e cereali integrali e includendo nella dieta prodotti lattiero-caseari a basso contenuto di grassi, pollame, pesce, legumi, noci e olii vegetali non tropicali, ossia non olio di cocco o di palma» scrivono gli autori, ricordando di limitare il consumo di dolci, bevande zuccherate, carni rosse, e prodotti alimentari trasformati. «Muovendosi all’interno di queste indicazioni generali, ognuno è libero di modulare la sua alimentazione secondo le proprie preferenze personali con l’obiettivo di ridurre il contenuto di grassi saturi, sodio e zucchero nella dieta scegliendo gli alimenti consigliati» conclude Van Horn. (fonte: Doctor33)

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La funivia a Roma

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 ottobre 2016

virginia raggi trasparenzaRoma. La Sindaca di Roma Raggi ha rilanciato l’idea di una funivia tra Casalotti e Battistini, in un’ottica di mobilità alternativa. Per una migliore mobilità, sostiene l’Adoc, basterebbe che l’attuale servizio di trasporti fosse più efficiente e sicuro.
“A Roma non serve una funivia, a Roma serve un vero, efficiente e sicuro servizio di trasporto pubblico – dichiara Roberto Tascini, Presidente dell’Adoc – al momento l’unico intervento nel settore è stata la riduzione e soppressione di corse ma di reali miglioramenti non se ne vedono. Gli autobus e le metro continuano a passare a singhiozzo, spesso strapieni, con forti ritardi soprattutto nelle ore di punta. E dobbiamo segnalare anche un aumento delle condizioni di insicurezza, sia a bordo che in banchina, dei viaggiatori. Non solo i mezzi quotidianamente utilizzati dagli utenti si ritrovano in condizioni di scarsa o quasi nulla agibilità, con portiere e finestre malfunzionanti, parti mancanti con fili elettrici scoperti ma nei giorni di pioggia non è raro che piova dentro l’autobus o dentro il vagone della metro. Gli utenti inoltre, soprattutto in determinati orari, spesso si trovano in seria difficoltà a causa del comportamento pericoloso assunto da altri soggetti ma anche a causa delle strutture di attesa stesse, di sera poco illuminate e poco raccomandabili. Quest’estate avevamo richiesto un incontro con l’amministrazione capitolina per affrontare i problemi legati al trasporto ma al momento tutto tace. Per questo abbiamo scritto al Prefetto di Roma, rimarcando lo stato deficitario del servizio. Cambiano le amministrazioni ma i cittadini continuano a dover sopportare una città invivibile”. (n.r. E’ un problema complesso ma dovremmo pur cominciare da qualche parte. Già da tempo avevamo proposto un correttivo per allegerire il traffico cittadino come quello di “scoraggiare” i parcheggi in seconda fila che speso riducono la velocità di percorrenza dei bus che oggi è tra i più bassi. Ciò faciliterebbe un maggior rispetto degli orari e una presenza più costante con la possibilità di aumentare l’utenza. Deve aggiungersi anche la necessità d’imporre la consegna delle merci ai negozi e ai supermercati tra le 4 e le sette del mattino e tra le ventidue e la mezzanotte. Una storia a parte andrebbe scritta per i parcheggi potenziandoli nelle aree periferiche per favorire agli autobilisti l’uso dei mezzi pubblici.

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