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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘circolo lettori’

Lorenzo Marone: Tutto sarà perfetto (Feltrinelli)

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 giugno 2019

Torino Mercoledì 19 giugno, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9. Il romanzo ci trasporta su un’isola dal fortissimo immaginario letterario. La vita di Andrea Scotto è tutto fuorché perfetta, specie quando c’è di mezzo la famiglia. Fotografo quarantenne, single e ostinatamente immaturo, Andrea ha sempre preferito tenersi alla larga dai parenti: dal padre Libero, comandante di navi a riposo, procidano, trasferitosi a Napoli con i figli dopo la morte della moglie, e dalla sorella Marina, sposata, con due bambine e un evidente problema di ansia da controllo. Quando però Marina è costretta a partire e a lasciare il padre gravemente malato, tocca ad Andrea prendere il timone. Lorenzo Marone introduce il suo romanzo al pubblico del Circolo dei lettori.
È l’inizio di un fine settimana rocambolesco, in cui il divieto di mangiare dolci e fritti imposto da Marina è solo uno dei molti che vengono infranti. Costretto a stare dietro a un padre che si rifiuta di farsi trattare da infermo e che continua a sorprenderlo con richieste imprevedibili, Andrea sbarca a Procida e ritorna dopo anni tra le persone e i luoghi dell’infanzia, sulla spiaggia nera che ha fatto da sfondo alle sue prime gioie e delusioni d’amore e tra le case colorate della Corricella scrostate dalla salsedine.
Lorenzo Marone ha lasciato il suo impiego da avvocato per dedicarsi alla scrittura. Dopo alcuni racconti, ha ottenuto il successo con La tentazione di essere felici (Longanesi). Il libro ha vinto il premio Stresa e la sua trama ha liberamente ispirato il film La tenerezza di Gianni Amelio. Granelli è la rubrica che Marone tiene su La Repubblica – Napoli dal 2015.

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Corrado Calabrò Quinta dimensione (Mondadori)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 giugno 2019

Torino Sabato 8 giugno, ore 17.30 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Con Fabia Baldi, scrittrice, Carlo Di Lieto, critico letterario e professore,e Sandro Gros-Pietro, editore, poeta e scrittore
Quinta dimensione (Mondadori) è una raccolta di poesie scelte con cui Corrado Calabrò consegna al lettore un’opera antologica importante e nuova, organizzata in sezioni che gettano luce sui temi fondamentali della sua sessantennale attività di scrittura: un autoritratto poetico da cui emerge la forte consapevolezza raggiunta con la piena maturità espressiva, capace di stabilire rapporti profondi fra testi nati in momenti diversi della vita. L’appuntamento con l’autore è al Circolo dei lettori sabato 8 giugno alle ore 17.30, insieme a Fabia Baldi, Carlo Di Lieto e Sandro Gros-Pietro.
Il mare, l’astrofisica e l’amore risultano gli elementi cardine intorno ai quali ruota il pensiero emozionale del poeta, tenuti insieme dall’energia che dà forma alla salda pronuncia del dettato, tra classico e sperimentazione, nella variabilità di forme che spaziano dal poemetto all’epigramma. «La vera originalità del Calabrò» ha scritto Carlo Bo nel 1992, individuando uno dei motivi centrali dell’intera sua opera «sta nell’essersi staccato dai modelli comuni per inseguire una diversa sperimentazione poetica. Ha cantato non il suo mare, ma piuttosto l’idea di un mare eterno e insondabile.» Accompagnano le poesie due significative riflessioni d’autore. La densa postfazione, intitolata C’è ancora spazio, c’è ancora senso per la poesia, oggi?, costituisce un bilancio dei multiformi interessi e della passione profusa da Calabrò nel fare poesia; l’altra nota è invece dedicata al poemetto Roaming – apparso per la prima volta nel volume La stella promessa del 2009 e ora posto in apertura di questo libro – che rappresenta forse l’opera più suggestiva di Calabrò. Dopo duemila anni dal De rerum natura di Lucrezio, infatti, l’astrofisica è tornata ad essere, in forma onirica, materia di poesia.
Corrado Calabrò è nato a Reggio Calabria. Il primo volume di poesie, Prima attesa (1960), lo ha composto tra i diciotto e i venti anni. Molte raccolte hanno seguito la prima. Numerose sono le edizioni straniere delle sue poesie, così come le trasposizioni teatrali e musicali dei suoi versi. Col romanzo Ricorda di dimenticarla (1999) è stato finalista al premio Strega e ha ispirato il film Il mercante di pietre di Renzo Martinelli. Per la sua opera poetica ha ricevuto numerosi riconoscimenti in Italia e all’estero, tra cui due lauree honoris causa.

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Festival della Tecnologia 2019

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 aprile 2019

Torino 17 aprile 2019, ore 11.00 Sala d’Onore Circolo dei Lettori, Via Bogino 9 Festival della Tecnologia 2019 In occasione del 160° anniversario della sua fondazione il Politecnico di Torino organizza un Festival su tecnologia e società, una grande occasione di dialogo tra università, cittadini, imprese, pubblica amministrazione e terzo settore sulle grandi sfide di una società sempre più tecnologica. Presentano l’iniziativa: Guido SARACCO, Rettore Politecnico di Torino Juan Carlos DE MARTIN, Delegato del Rettore per Cultura e Comunicazione Intervengono: Assessora alla Cultura Regione Piemonte Assessora alla Cultura Città di Torino Introduce: Maurizia REBOLA, Direttrice Circolo dei Lettori

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Incontro con Milo De Angelis

Posted by fidest press agency su mercoledì, 3 aprile 2019

Torino Giovedì 4 aprile, ore 18 Circolo dei lettori via via Bogino, 9 Incontro con Milo De Angelis a partire da Tutte le poesie 1969-2015 (Mondadori) e La parola data (mimesis) con Davide Dalmas, Sabrina Stroppa, Massimiliano Tortora e i ragazzi di Sul Ponte di Versi.
Il lungo percorso poetico di Milo De Angelis, iniziato alla metà degli anni Settanta, in un incontro al Circolo dei lettori a partire da due raccolte, Tutte le poesie 1969-2015 (Mondadori) e La parola data (mimesis). Diversi sono i temi trattati: da Leśmian e la poesia polacca alle traduzioni latine, dall’obbedienza al gesto atletico, passando per il Monferrato e per il tema del ricordo. A prender parola, il poeta, Davide Dalmas, Sabrina Stroppa, Massimiliano Tortora e i ragazzi di Sul Ponte diVersi, giovedì 4 aprile, ore 18.
Ripercorrere l’intero cammino compiuto da Milo De Angelis, uno dei pochi veri protagonisti della poesia, non solo italiana, tra Novecento e nuovo secolo, è un’avventura stimolante e capace di aprirci sempre nuovi scenari di emozione, dove l’acutezza del dolore e la presenza del male non si impongono mai, definitivamente, sulla vitalità potente della parola poetica.La complessità in costante tensione di questa lirica si rivela nel 1976 con Somiglianze, esordio di un autore giovanissimo, perfettamente padrone, già allora, di una lingua poetica esatta e tagliente, capace di esprimere senza enfasi alcuna i vortici di una condizione esistenziale estremamente inquieta.In questo senso, con ferrea coerenza e pur aprendosi a nuove esperienze – la parentesi dialettale, l’osservazione di un mondo urbano incupito, la spinta metafisica – De Angelis passa da strutture chiuse e catafratte a improvvise aperture di senso, come in quello che si può considerare un classico della sua opera, Tema dell’addio, dove il lutto, il senso profondo e lancinante della perdita e del distacco conducono la lirica in una dimensione drammatica. Il viaggio poi prosegue, tra quotidianità turbata e insinuarsi di venature sinistre, di nuove emergenze del mondo degli affetti e del male, come nel più recente Incontri e agguati.
Milo De Angelis è nato nel 1951 a Milano, dove vive. Le sue raccolte di poesia: Somiglianze (Guanda, 1976), Millimetri (Einaudi, 1983), Terra del viso (Mondadori, 1985), Distante un padre (Mondadori, 1989), Biografia sommaria (Mondadori, 1999), Dove eravamo già stati. Poesie 1970-1999 (Donzelli, 2001), Tema dell’addio (Mondadori, 2005), Poesie (Oscar Mondadori, 2008), Quell’andarsene nel buio dei cortili (Mondadori, 2010). Ha pubblicato il libro di narrativa La corsa dei mantelli (Guanda, 1979) e il saggio Poesia e destino (Cappelli, 1982). Ha diretto la rivista di poesia Niebo e la collana omonima per le edizioni La Vita felice. È traduttore dal francese.

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Roberto Parodi: Tropico dei perdenti

Posted by fidest press agency su martedì, 12 marzo 2019

Torino Martedì 13 marzo, ore 18.30 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 il giornalista Roberto Parodi porta il suo nuovo libro al Circolo. Parliamo di Tropico dei perdenti (TEA) insieme all’autore e Luca Beatrice. Scheggia è ancora sulla strada – sulle piste del deserto africano –, questa volta con una missione: aiutare Ashanti, la giovane infermiera del Mali che gli ha salvato la vita e che vuole rintracciare la sorella, perduta lungo le rotte dei migranti, che rischiano tutto per attraversare il Sahara e raggiungere le coste del Mediterraneo, e da lì, forse, approdare in Europa. Una vera odissea attende la coppia, un’avventura gonfia di pericoli e meraviglie, di moto distrutte e ricostruite, di incontri di ogni tipo, di paure e speranze, di violenza e solidarietà, di vento, sabbia e sole. Un viaggio che offrirà a Scheggia l’ultima occasione per dare un senso all’inquietudine, alla perenne sensazione di fallimento e per trovare un significato più grande al suo eterno vagabondare. Roberto Parodi, nato nel 1963 in Alessandria, è scrittore, giornalista e conduttore televisivo.

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Giuseppe Tipaldo: La società della pseudoscienza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 13 febbraio 2019

Torino Martedì 19 febbraio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 con l’autore, Luca Ferrua, giornalista, e Riccardo Rossotto, avvocato. Letture di Ivo De Palma. Il ricercatore in Sociologia dei processi culturali e comunicativi nell’Università di Torino, già autore di L’analisi del contenuto e i mass media. Oggetti, metodi e strumenti (2014), prende in analisi diversi casi, da quello Bonifacio – il veterinario che negli anni Sessanta ideò un siero anticancro basato su escrementi di capra – al metodo Di Bella o Stamina, per indagare perché una parte dell’opinione pubblica italiana, istigata da alcuni media e opinion leader a interagire con tutti su qualunque argomento e alla pari, non cessa di subire il fascino delle spiegazioni pseudoscientifiche. Uno sguardo lucido sui motivi che alimentano tali cortocircuiti e insieme una ottima guida per discernere tra buone e cattive spiegazioni. La Società della Pseudoscienza si basa su un artificio retorico: la generica promessa di una libertà d’opinione senza freni, unica legge morale di un nuovo empireo del sapere, apparentemente mai prima d’ora così alla portata, nel quale tutti possono interagire con tutti su qualunque argomento e alla pari.

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Michela Murgia: Noi siamo tempesta

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 febbraio 2019

Torino Lunedì 11 febbraio, ore 19 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Noi siamo tempesta (Salani) è l’ultimo sforzo letterario di Michela Murgia: un libro per tutti, grandi e piccoli, per ricordarci che l’eroismo è di pochi ma l’essere speciali insieme è di tutti. L’autrice porta il suo libro al Circolo dei lettori, lunedì 11 febbraio alle ore 19, sono sedici avventure collettive famosissime o del tutto sconosciute, raccontate come imprese corali, perché la collaborazione creativa è un superpotere che appartiene a chiunque. Perché la tempesta, alla fine, sono solo milioni di gocce d’acqua, ma col giusto vento.L’unione fa la forza o chi fa da sé fa per tre? La realtà non lascia dubbi: le cose che contano le abbiamo sempre fatte insieme, ma la letteratura continua a restituirci la trama di una massa umana scolorita da cui spiccano solo i singoli eroi. Esiste una strada per farci tornare la voglia di essere speciali insieme? Forse sì, e passa da dove tutto comincia: le storie su cui impariamo a sognare.«Immagina di avere 6 anni e di iniziare a leggere storie. Immagina che per dieci anni queste storie siano solo avventure di ragazzi solitari, abbandonati da chi li doveva accudire, cresciuti nella periferia di qualcos’altro, poco capiti e amati. Immagina che tutti questi piccoli eroi solitari siano speciali perché dotati di talenti o poteri unici e che sia grazie a quelli che salveranno sé stessi o il mondo. Figurati che la loro solitudine si spezzi solo per una o al massimo due amicizie che diverranno sue complici. Immagina infine che la loro battaglia per la sopravvivenza si svolga in un mondo difficile e ostile, dove per riuscire a farcela sarà necessario dar prova di doti davvero fuori dal comune. Vite non per tutti. Avventure per persone con doti speciali. Supereroi, supereroine, creature con un destino unico da ammirare, ma impossibili da imitare. Siamo sicuri che siano queste le sole storie possibili? Che sia l’X factor, l’eccellenza, il talento raro a fare la differenza davanti alle sfide del mondo? E se invece non fossero i geni solitari, ma il lavoro di squadra e la condivisione a cambiare la storia?».
Michela Murgia è nata a Cabras nel 1972. Nel 2006 ha pubblicato con Isbn Il mondo deve sapere, diario tragicomico di un mese di lavoro che ha ispirato il film di Paolo Virzì Tutta la vita davanti. Per Einaudi ha pubblicato nel 2008 Viaggio in Sardegna. Undici percorsi nell’isola che non si vede, nel 2009 il romanzo Accabadora, vincitore del Premio Campiello 2010, nel 2011 Ave Mary (ripubblicato nei Super ET nel 2012 e nel 2018), nel 2012 Presente (con Andrea Bajani, Paolo Nori e Giorgio Vasta) e L’incontro. È fra gli autori dell’antologia benefica Sei per la Sardegna (Einaudi 2014, con Francesco Abate, Alessandro De Roma, Marcello Fois, Salvatore Mannuzzu e Paola Soriga), i cui proventi sono stati destinati alla comunità di Bitti, un paese gravemente danneggiato dall’alluvione. Sempre per Einaudi ha pubblicato Chirù (2015), Futuro interiore (2016) e Istruzioni per diventare fascisti (2018).

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Marco Bonini: Se ami qualcuno dillo

Posted by fidest press agency su sabato, 2 febbraio 2019

Torino Venerdì 8 febbraio, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Attore e sceneggiatore romano, tra i protagonisti della trilogia Smetto quando voglio e di Dottoressa Giò, da poco trasmessa su Canale 5, Marco Bonini esordisce nella narrativa con Se ami qualcuno dillo (Longanesi), storia che prende spunto dalla sua biografia. Per saperne di più, appuntamento al Circolo dei lettori con l’autore e l’attrice Giovanna Mezzogiorno. Un mosaico di personaggi e sentimenti, una storia che mescola con naturalezza poesia e commedia, i cui diritti per il cinema sono già stati acquistati da una nota casa di produzione.
Esprimere i propri sentimenti non è mai facile, specialmente tra padre e figlio: è questo il tema che Marco Bonini affronta nel suo romanzo d’esordio, Se ami qualcuno dillo. L’attore e sceneggiatore romano mette su carta una storia ispirata alla propria vita, raccontando il difficile rapporto con il padre.Sergio è un uomo duro e poco incline ai sentimentalismi. Anche in famiglia è sempre stato selvatico e scostante, al punto che la moglie lo ha lasciato dopo vent’anni di matrimonio. Quando in seguito a un grave infarto l’uomo entra in coma, al suo capezzale accorre però la famiglia al completo: i figli Marco e Giulio, l’ex moglie, la madre, gli zii e perfino le numerose donne che Sergio ha frequentato dopo il divorzio. Li aspetta una grande sorpresa: al risveglio il vecchio Sergio, l’uomo tutto d’un pezzo che non sapeva fare una carezza ai propri figli, non c’è più. Al suo posto è arrivato un alieno, imprevedibile, folle e delizioso come un bambino che deve di nuovo imparare tutto, ma proprio tutto, del mondo degli uomini. Il nuovo Sergio non sa leggere né scrivere, ma balla, ride e sa quando fare una carezza o una dichiarazione d’amore. Sergio sa essere, finalmente, felice. E sa insegnarlo agli altri. Marco saprà apprendere la sua lezione?

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Dario Argento al circolo dei lettori di Torino

Posted by fidest press agency su martedì, 29 gennaio 2019

Torino Mercoledì 6 febbraio, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Dopo Paura (Einaudi), biografia in forma di romanzo, Dario Argento torna alla scrittura con una raccolta di fiabe maledette, storie di demoni, streghe, dove il sovrannaturale si mescola col reale. È Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti (Mondadori) che il maestro del brivido porta al Circolo dei lettori mercoledì 6 febbraio, ore 21 con Marco Peano, editor e scrittore. L’orrore fantastico di cui Dario Argento è capace giace sempre pronto a sorprendere sotto una verosimiglianza che sappiamo può, a sua volta, venire sconvolta. E verosimili sono infatti le storie che escono dalla sua penna: bambini e giovani donne, studiosi e personaggi storici, guerriglieri, demoni e creature chimeriche, che vivono vicende inquietanti e spaventose.La sua scrittura crea scene definite e nitide, ma anche emotivamente coinvolgenti, capaci di coniugare suspense, dilemmi etici e tormenti umani. Innumerevoli tracce del suo talento cinematografico si possono riconoscere in questi racconti dall’ambientazione più varia: il set delle storie sono infatti luoghi angoscianti e fantastici ma al tempo stesso reali, come la Villa dei Mostri di Palagonia, gli Uffizi di Firenze, un’isola indonesiana, la Biblioteca Angelica di Roma… Al lettore, mentre segue le vicende di personaggi che si muovono tra straordinari musei e diroccati palazzi barocchi, tra castelli del passato e grattacieli del futuro, viene unicamente lasciata la facoltà di tenere sotto controllo l’accelerazione del proprio battito cardiaco.Il lettore si trova così a vivere storie senza censura e situazioni che sono destinate a turbare e sorprendere. L’azione e il ritmo si fanno musica e ci trascinano in una dimensione onirica e fantastica e, come avviene nei suoi film, riconosciamo in questi racconti dalle trame inattese quel dialogo con la paura, con l’inquietudine, con le ombre dei paesaggi e dell’animo umano, con i bagliori irreali e con la tensione che formano la cifra più profonda del suo sentire artistico. E infatti del maestro del cinema italiano ritroviamo nello scrittore Argento tutti i dualismi della nostra folle natura, le contraddizioni che nutrono le nostre fantasie, i sotterranei movimenti dell’inconscio, l’eterno balletto tra pericolo e salvezza, tra sogno e realtà.
Dario Argento è nato e vive a Roma. I suoi film thriller e horror sono conosciuti in tutto il mondo, e considerati oggetti di culto da schiere di ammiratori. Fra i suoi fan più illustri ci sono Banana Yoshimoto, Quentin Tarantino e Stephen King. Nel 2014 ha pubblicato la sua autobiografia, Paura, con Einaudi. Del 2018 è Horror. Storie di sangue, spiriti e segreti (Mondadori).

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Paolo Crepet arriva al Circolo per parlare di Passione (Mondadori)

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 gennaio 2019

Torino giovedì 24 gennaio, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 Paolo Crepet Passione (Mondadori)
Che fine ha fatto la passione? Dove la si può trovare oggi? E come farla comprendere ai giovani? A queste e molte altre domande risponde lo psichiatra e scrittore Paolo Crepet nel suo ultimo libro, Passione (Mondadori) al Circolo dei lettori, giovedì 24 gennaio, ore 18. Si tratta di un saggio contro l’estinguersi di quel fuoco che ci fa vivere.Una delle insidie più pericolose e sottovalutate della nostra epoca, in cui le nuove tecnologie digitali funzionano come un rallentatore cognitivo ed emotivo che rende tutto apparentemente fattibile e fruibile senza sforzo, è il progressivo deperimento – se non addirittura l’estinguersi – della passione, quella sfida lanciata al mondo e a se stessi per continuare a migliorarsi, a sperare, a sognare. Ma poiché, senza passione, non c’è una vita vera né una visione del futuro, in primo luogo del proprio, l’unico modo per non arrendersi a questa perdita è invocarla, provocarla, inseguirla, raccontarla. È quello che fa Paolo Crepet, componendo un inventario di storie e riflessioni, attinte dalla propria esperienza esistenziale e professionale, che ruotano attorno a questa parola sacra, in tutte le sue accezioni e declinazioni. Perché spiegare ai giovani che cosa significhi la passione, il fuoco interiore necessario per tenere accesi i propri desideri e cercare di soddisfarli, è oggi un compito fondamentale, se si vuole davvero “sostenerli nella scoperta e costruzione di sé, alimentare la loro gioia, coltivare i loro entusiasmi, non anestetizzarli o assopirli”. E siccome gli esempi valgono più delle parole, il libro è impreziosito dalle testimonianze di tre campioni di passione: Paolo Fresu, straordinario jazzista acclamato in tutto il mondo; Alessandro Michele, che ha rivoluzionato il panorama internazionale della moda, e Renzo Piano, tra i più celebrati architetti contemporanei. Tre uomini accomunati da un’inconfondibile caratteristica: l’inossidabile entusiasmo che anima il loro lavoro e l’assoluta fedeltà ai sogni di gioventù, che ne ha reso possibile l’avverarsi.
Paolo Crepet è uno psichiatra, scrittore e sociologo italiano. Nato a Torino il 17 settembre 1951, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Padova nel 1976 e in Sociologia presso l’Università di Urbino nel 1980; nel 1985 ha ottenuto la specializzazione in Psichiatria presso la clinica psichiatrica dell’Università di Padova. Prolifico autore sia di saggistica che di narrativa, trae spesso ispirazione dalle sue vicende personali e professionali per dare voce a testimonianze significative.

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Nuova edizione dell’agenda letteraria più famosa, la Smemoranda

Posted by fidest press agency su martedì, 18 dicembre 2018

Torino Giovedì 20 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino, 9 viene presentata la nuova edizione dell’agenda letteraria più famosa, la Smemoranda. Ospiti i direttori, Gino&Michele e Nico Colonna, e lo scrittore Fabio Genovesi. È dal lontano 1978 che la Smemoranda, meglio detta Smemo, riempie zaini e banchi, facendo sorridere e divertire studenti e studentesse, con articoli, notizie, poesie, quiz, disegni e vignette satiriche. Sempre anticonformista, la Smemo ha avuto subito un grande successo, diventando uno status symbol e mantenendo il suo primato fino a oggi. Originariamente venduta dai militanti di Democrazia Proletaria nelle scuole, si è diffusa in modo capillare, ospitando tra le sue pagine le migliori firme della cultura italiana, da Federico Fellini a Sergio Staino, da Roberto Benigni a Jovanotti, che anno dopo anno si confrontano su un tema, nel 2017 è stato Tema libero, nel 2015 Mi piace, sempre al passo con i tempi.Ma la Smemoranda, che quest’anno compie 40 anni, è anche da grandi, una bussola di carta per orientarsi nell’anno di impegni, appuntamenti e svaghi, con una dose di ironia e sogno, in perfetto stile Smemo.

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Libro: Non legare il cuore

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

Torino Martedì 18 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Farian Sabahi. Non legare il cuore (Solferino) Con Margherita Oggero, scrittrice. Un viaggio nella memoria tra i mille colori di un racconto che intercala lessico persiano e dialetto piemontese, tessendo l’ordito e la trama di una vita che unisce Paesi ed epoche all’apparenza inconciliabili: l’Italia degli anni di piombo e l’Iran della Rivoluzione di Khomeini, e ancora, a ritroso il regno dello scià e l’Azerbaigian travolto dall’Armata rossa. È la storia di Farian Sabahi, giornalista e storica, testimonianza autobiografica di un’esistenza divisa tra due Paesi e tre religioni. È Non legare il cuore (Solferino), al centro del dialogo tra l’autrice e la scrittrice Margherita Oggero. Il genero iraniano si concede un caffè e la suocera piemontese ne approfitta per prendere la neonata, salire nella cappella al primo piano della clinica e farla battezzare all’insaputa dei genitori. È l’evento che segna la vita di Farian, figlia di uno dei primi matrimoni misti degli anni Sessanta. Dalle sponde del Tanaro alle rive del Mar Caspio, dai monti Elborz alle colline del Monferrato, Farian cammina su un filo teso tra Oriente e Occidente, scoprendosi discendente dal Profeta Maometto secondo la tradizione sciita, sentendosi bollare come «bastarda» dal professore di religione. Sempre straniera, nomade. Sarà la nascita del figlio Atesh a innescare le domande cruciali sulla fede: per lui, e per se stessa.

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Pif …che Dio perdona a tutti (Feltrinelli)

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 dicembre 2018

Torino Lunedì 17 dicembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9 È il debutto letterario di Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, regista, autore televisivo, attore, conduttore radiofonico, e anche sceneggiatore. Si tratta di un libro esilarante che affronta, in modo originale e leggero, un tema profondo come il cristianesimo. Si intitola …che Dio perdona a tutti (Feltrinelli) e l’autore lo racconta al Circolo dei lettori la storia di un uomo che, per amore, decide di seguire alla lettera la parola di Dio. Con la sua inconfondibile voce, Pif esordisce nel romanzo con un’opera divertentissima che costringe a riconsiderare i rapporti che ci legano gli uni agli altri e il senso profondo delle parole solidarietà, uguaglianza, verità. È la storia di Arturo, così si chiama il protagonista, trentacinquenne agente immobiliare di Palermo. Il suo principale obiettivo è mantenere immutato lo stato delle cose. La sua esistenza è piuttosto piatta e incolore, Arturo vive alla giornata, fino ad accorgersi che quella vita, pavida e talvolta ipocrita, non è vita bensì sopravvivenza. E come avviene questa trasformazione? Naturalmente grazie a una donna, si chiama Flora, e lavora nella pasticceria che Arturo frequenta tutti i giorni. Fa gli sciù più buoni di Palermo, il suo dolce preferito. E in un istante diventa la donna dei suoi sogni.
Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Flora sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci, ed è proprio così che lui la conquista, interpretando Gesù durante una Via Crucis. Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di aver dimenticato i più semplici insegnamenti cattolici e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo. Ciò nonostante, Flora s’innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa e, naturalmente, senza che Arturo la confessi… Un precario equilibrio, fatto di sotterfugi e risposte liturgiche bofonchiate a mezza voce, che non può durare. Quando lei se ne accorge, Arturo, un po’ per sfinimento e un po’ per provocazione, reagisce con insolita fermezza: seguirà alla lettera la parola di Dio. Per tre settimane.
All’anagrafe Pierfrancesco Diliberto, Pif inizia la sua carriera lavorando come assistente alla regia di Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini (1998) e con Marco Tullio Giordana ne I cento passi (2000). Nel 2000 Pif diventa autore televisivo, acquistando poi celebrità con Le Iene, dove lavora come autore e inviato dal 2001 al 2010. Nel 2007 per Mtv realizza Il testimone, il suo primo programma individuale, tra i più originali e innovativi del panorama televisivo odierno. Nel 2017 è su Rai3 con il suo Caro Marziano. Al cinema intervista Ettore Scola nel documentario Ridendo e scherzando. Nel 2013 debutta alla regia con il suo primo lungometraggio La mafia uccide solo d’estate, per il quale vince due David di Donatello, tra cui quello come miglior regista esordiente e un Efa (European Film Awards) come miglior commedia, dal quale è stata tratta una serie televisiva per Rai Uno. Il suo secondo film è In guerra per amore (2016). Feltrinelli ha pubblicato …che Dio perdona a tutti (2018), il suo primo romanzo.

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Leo Ortolani: Cinzia (Bao)

Posted by fidest press agency su martedì, 11 dicembre 2018

Torino Giovedì 13 dicembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9, presentazione del volume di Leo Ortolani su uno dei personaggi più amati e memorabili: Cinzia (Bao).Di tutti i personaggi di Leo Ortolani, geniale fumettista inventore di Rat-Man, uno dei più amati e memorabili è senz’altro Cinzia, la transessuale platinata la cui storia è raccontata in un inedito romanzo grafico, da leggere per scoprire il suo carattere, i suoi amori, la consapevolezza che ha di sé, lo spregio che serba all’ipocrisia dei perbenisti, tra pathos, comicità e musical.Un volume slegato dal mondo di Rat-Man, come spiega la scrittrice Licia Troisi nell’introduzione: «Cinzia, uno dei personaggi più epici, più forti, più amati di Rat-Man, la saga ventennale sul supereroe ratto (…), innamorata perdutamente di quel ratto, destinata a non essere mai ricambiata, Cinzia la Lucciola della Quinta strada, come ci venne presentata in quelle indimenticabili prime vignette. Era nata così, da una boutade, per avere nient’altro che lo spazio di una battuta. Era il postino che consegnava all’Eroe una copia di Topolino, e a cui Deboroh La Roccia saltava al collo baciandolo. La visione di quelle inconfondibili orecchie da topo aveva indicato all’eroe la sua strada: avrebbe indossato il costume e sarebbe diventato Rat-Man, il supereroe molto sui generis della Città senza Nome». Sì, perché Cinzia è fondamentale nella storia eroica di Rat-Man, anche lei eroina, avvolta in una pelliccia sintetica e fasciata da pantaloni leopardati, il suo è uno sguardo fiero e sprezzante. E la sua è una bellissima, esilarante e commovente storia.

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Bebbe Severgnini al Circolo dei lettori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 dicembre 2018

Torino Venerdì 7 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9. A distanza di vent’anni da Italiani si diventa, Beppe Severgnini torna in libreria con un’altra analisi guizzante, è Italiani si rimane (Solferino), viaggio dentro il cambiamento, personale, professionale, nazionale dell’Italia, libro che prova una cosa: qualunque lavoro si faccia, e qualsiasi cosa succeda, dall’italianità non si sfugge. L’incontro con il giornalista, direttore di 7 – Il settimanale del Corriere della Sera, è venerdì 7 dicembre, ore 18, occasione per esplorare il nostro paese in modo ironico, sentimentale e soprattutto istruttivo, leggendo la biografia di una generazione intera.
Dalla scuola di Montanelli al Corriere della Sera, dal primo articolo per La Provincia di Cremona al New York Times, dai libri alla radio, da Twitter al teatro (entrambi utili, il secondo più moderno). In Italia e in Europa, in America e in Australia, in televisione e sui treni del mondo. In ogni esperienza si nasconde una lezione. Beppe Severgnini prova a capire qual è, e condivide con noi le sue scoperte. Una narrazione intima e sorprendente, una scrittura nuova e appassionata. Italiani si rimane non spiega solo le trasformazioni nei media a cavallo tra due secoli: parla del tempo che passa, del legame con la terra e la famiglia, del piacere di insegnare e veder crescere nuovi talenti. Questo libro arriva vent’anni dopo Italiani si diventa, dove l’autore ripercorreva l’infanzia, l’adolescenza e la prima gioventù. La sua collaudata ironia ora diventa autoironia, l’autobiografia diventa biografia di una generazione. Serenità, intuizione, occhio prensile: a Beppe Severgnini i dettagli non sfuggono.
Beppe Severgnini è nato a Crema il 26 dicembre 1956 e vive fra Crema e Milano. Ha studiato all’Università di Pavia e poi ha lavorato come corrispondente a Londra, Mosca, Washington D.C. ed è stato inviato in Europa orientale, Cina, Medio Oriente. È direttore di 7, il settimanale del Corriere della Sera, di cui è editorialista dal 1995 (e vicedirettore dal 2017). Dal 2013 è un opinion writer per The New York Times. Ha lavorato per The Economist, il Giornale di Indro Montanelli e per la Voce. È autore di sedici libri, tra cui Inglesi (1990), Un italiano in America (1995), La testa degli italiani (2005), Signori, si cambia (2015). Per la TV, ha lavorato in Italians, cioè italiani, L’erba dei vicini, Luoghi comuni, un viaggio in Italia della Rai, poi per Sky Italia e per La7. In radio, ha lavorato per BBC Radio 4, Radio2 Rai, Radio Montecar-lo e Virgin Radio.

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Francesco Piccolo: L’animale che mi porto dentro

Posted by fidest press agency su martedì, 4 dicembre 2018

Torino mercoledì 5 dicembre, ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9. La sua coraggiosa indagine nella profondità del maschio – sempre che esista – è racchiusa nel nuovo L’animale che mi porto dentro (Einaudi), che l’autore racconta al Circolo dei lettori in dialogo con Martino Gozzi. Non è detto che ci piaccia tutto quello che vedremo, leggeremo, ascolteremo. In questo romanzo serio, divertente, spietato, lo scrittore narra, come solo lui sa fare, la vita di molti attraverso una sola.«Se c’è qualcosa che mi dispiace molto, se ho un dolore fisico, se ho una scadenza, se devo risolvere un tarlo interiore, se ho dei dubbi, se ingrasso, se mi colpisce un lutto molto doloroso, se faccio un incidente per strada – ignoro; ignoro tutto. Vado avanti, non voglio intoppi. Continuo». Così scrive Francesco Piccolo, nel raccontare la formazione di un maschio contemporaneo, specifico e qualsiasi. Il tentativo fallimentare, comico e drammatico, di sfuggire alla legge del branco – e nello stesso tempo, la resa alla sua forza. La lotta indecidibile e vitale tra l’uomo che si vorrebbe essere e l’animale che ci si porta dentro.Perché esiste un codice dei maschi; quasi tutte le sue voci sono difficili da ripetere in pubblico, eppure non c’è verso di metterle a tacere. Tanti anni passati a cercare di spegnere quel ronzio collettivo per poi ritrovarsi ad ascoltarlo, nel proprio intimo, nei momenti più impensati. «Dentro di me continuerò sempre a chiedermi: siete contenti di me? sono come mi volevate?»In un mondo da sempre governato dai maschi, capirli è la chiave per guardare più in là. Per questo il racconto si nutre di tutto ciò che incontra – Sandokan e Malizia, i brufoli e il sesso, l’amore e il matrimonio, l’egoismo e la tenerezza – in un andamento vivissimo ma riflessivo, a tratti persino saggistico, che ci interroga e ci risponde, fino a ridisegnare il nostro sguardo.

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Philippe Forest Piena (Fandango)

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 dicembre 2018

Torino Lunedì 3 dicembre, ore 18.30 Circolo dei lettori, via Bogino 9, Philippe Forest, tra i più importanti autori francesi contemporanei, professore di letteratura all’Università di Nantes, e anche critico letterario, cinematografico e d’arte, autore di importanti libri, come Tutti i bambini tranne uno e L’amore nuovo porta il nuovo romanzo, Piena (Fandango), opera che racconta un lutto e un uomo, deciso a tornare nella città in cui è nato. Ed ecco che così il lettore può seguire i passi del narratore per le strade di una metropoli che potrebbe essere Parigi: il suo quartiere è stato recentemente demolito – tutto è sventrato, è possibile vedere il suolo originario, toccarlo –, e ricostruito senza anima, spopolato.
Uno scenario tangibile, che però sembra insidiosamente disgregarsi, via via che il quartiere si svuota sempre di più, via via che spariscono, come per gli effetti di un’epidemia, i rari esseri che il narratore sfiora: un gatto, un’amante, uno scrittore che si crede un profeta. Attorno a lui i segni si moltiplicano.La casa dove ha scelto di abitare gli sembra una casa infestata sperduta in una terra incerta. Presto sopraggiungerà un diluvio, possiamo immaginarlo come la celebre videoinstallazione di Bill Viola, una esondazione, la desolazione. Forse tutto ciò non è che il riflesso, la metafora dell’anima di Forrest: l’andamento spettrale che ha preso il mondo dopo la perdita di sua figlia; il sentimento della perdita che non finisce: “Qualsiasi cosa si perda, si ha la strana sensazione di aver perso tutto con l’essere o l’oggetto che abbiamo perduto.E ogni nuova trasgressione a quel vuoto non fa che reiterare quell’assenza”. Con ritegno e gravità infinita, il meditativo Esondazione avanza verso l’affermazione della certezza che, per quanto faccia e speri, l’uomo avanza verso il “grande nulla dove tutto finisce” ed ha, come unica consolazione, la speranza nell’“immensa mansuetudine del mondo”.

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Paolo Crepet e il suo Passione

Posted by fidest press agency su domenica, 25 novembre 2018

Torino martedì 27 novembre alle ore 18 Circolo dei lettori, via Bogino 9, ospita Paolo Crepet e il suo Passione (Mondadori), saggio contro l’estinguersi di quel fuoco che ci fa vivere. Una delle insidie più pericolose e sottovalutate della nostra epoca, in cui le nuove tecnologie digitali funzionano come un rallentatore cognitivo ed emotivo che rende tutto apparentemente fattibile e fruibile senza sforzo, è il progressivo deperimento – se non addirittura l’estinguersi – della passione, quella sfida lanciata al mondo e a se stessi per continuare a migliorarsi, a sperare, a sognare. Ma poiché, senza passione, non c’è una vita vera né una visione del futuro, in primo luogo del proprio, l’unico modo per non arrendersi a questa perdita è invocarla, provocarla, inseguirla, raccontarla. È quello che fa Paolo Crepet, componendo un inventario di storie e riflessioni, attinte dalla propria esperienza esistenziale e professionale, che ruotano attorno a questa parola sacra, in tutte le sue accezioni e declinazioni. Perché spiegare ai giovani che cosa significhi la passione, il fuoco interiore necessario per tenere accesi i propri desideri e cercare di soddisfarli, è oggi un compito fondamentale, se si vuole davvero “sostenerli nella scoperta e costruzione di sé, alimentare la loro gioia, coltivare i loro entusiasmi, non anestetizzarli o assopirli”. E siccome gli esempi valgono più delle parole, il libro è impreziosito dalle testimonianze di tre campioni di passione: Paolo Fresu, straordinario jazzista acclamato in tutto il mondo; Alessandro Michele, che ha rivoluzionato il panorama internazionale della moda, e Renzo Piano, tra i più celebrati architetti contemporanei. Tre uomini accomunati da un’inconfondibile caratteristica: l’inossidabile entusiasmo che anima il loro lavoro e l’assoluta fedeltà ai sogni di gioventù, che ne ha reso possibile l’avverarsi.

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Racconto fotografico: L’armata dei senzatetto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 novembre 2018

Torino Lunedì 19 novembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9 Un esercito di oggetti apparentemente senza futuro nelle mani di Ascanio Celestini e Giovanni Albanese, un cantastorie e uno scultore, duo creativo esplosivo, tornano in vita in L’armata dei senzatetto (Contrasto), racconto fotografico e poetico che restituisce anima a una schiera di oggetti dimenticati e poi ritrovati, e infine assemblati in nuove forme. I due autori raccontano la nascita di questo connubio fra sculture e storie lunedì 19 novembre alle ore 21 al Circolo dei lettori. Giovanni Albanese, scultore e regista, da anni raccoglie e accumula oggetti insoliti, scarti, pezzi da mercatino dell’usato, e li assembla in opere nuove, uniche, ognuna con una personalità peculiare. Sono oggetti inarrestabili, sgangherati, introversi, provocatori o innocui. Ascanio Celestini, maestro del teatro di narrazione, di quelle creature improbabili ha deciso di raccontare le storie. Storie di guerre, di viaggi, di morte, di buchi nell’acqua, di paperi e cessi e calcolatrici. In versi, come una Spoon River di oggetti. Non esistono cose mute, ma solo persone sorde che non le sanno ascoltare. «Parlano a prescindere da me», confessa Albanese «e Celestini fa da tramite per noi, con la sua fantasia e innata curiosità».

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Libro: Michele Bravi Nella vita degli altri

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 novembre 2018

Torino Martedì 13 novembre, ore 21 Circolo dei lettori, via Bogino 9, presentazione del libro di Michele Bravi Nella vita degli altri (Mondadori).
Michele Bravi, musicista di grande talento, divide la sua espressione artistica tra musica, web e adesso scrittura. Il vincitore della settima edizione di X Factor, infatti, è in libreria con il romanzo d’esordio, Nella vita degli altri (Mondadori) che presenta al Circolo dei lettori martedì 20 novembre, ore 21.Attraverso cinque storie memorabili che si intrecciano, il musicista descrive il caos di un uomo smarrito nelle sue profondità. Più simile a una canzone da leggere a voce alta, scritto con una prosa ariosa, empatica, immaginifica e ritmica, racconta il viaggio di un uomo dentro la “vita degli altri” e all’interno della sua, attorcigliando narrazioni che si infrangono come uno specchio rotto e che infine si ricompongono in una progressione di azioni potenti.Quanto c’è degli altri nella nostra vita? Qual è la distanza che intercorre tra il modo in cui noi ci vediamo e quello con cui gli altri ci guardano? Domande che riguardano il gioco degli specchi e che prendono forma in questo romanzo, che racconta, con una consapevolezza e una poesia inedite, i temi dell’identità e dell’immedesimazione. Al piano terra di una palazzina di cemento squadrata c’è la panetteria del signor Bisacco. L’odore del suo pane si infiltra tra le fessure strette dell’intonaco crettato e gli spiragli degli infissi da sostituire, profumando e amalgamando la vita delle persone che abitano il condominio. L’edificio ha cinque piani e accoglie e racconta molte storie. Quella di Angelo, un uomo spaventato che vive la sua passione per la fotografia con gravità e sofferenza. Quella della signora Vera, che viene da Padova ma sogna Parigi e lussi impossibili. Di Achille, un uomo complesso che cerca nel cibo la sua vendetta contro il mondo. Quella della signorina Eco, la cui bellezza nasconde una sottile punta di coraggio verso la vita.

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