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Venezia: edilizia in caduta

Posted by fidest press agency su lunedì, 21 marzo 2011

Edilizia in caduta libera a Venezia: quasi un terzo delle aziende fallite in provincia l’anno scorso appartiene al settore delle costruzioni. Il dato emerge da uno studio del Cesdoc (Centro Studi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Venezia) sui fallimenti nella circoscrizione di competenza del Tribunale di Venezia nell’anno 2010. Nel dettaglio sono 227 le aziende che hanno dichiarato bancarotta +33,53% rispetto al 2009 (170 fallimenti), un dato che diventa allarmante se paragonato al 2008, con una crescita del +77,34% (128 fallimenti).  Tra i comparti produttivi ad avvertire maggiormente la crisi, oltre alle costruzioni che con 64 fallimenti coprono il 28,19% del totale, le attività manifatturiere (25,55%) ed il commercio all’ingrosso e al dettaglio (22,91%). Da soli questi tre settori equivalgono ad oltre tre quarti delle aziende fallite. Analizzando il segmento dell’edilizia, (che rispetto al 2009 ha registrato un incremento dei fallimenti del +25%) tra le imprese fallite la maggioranza è in forma di società a responsabilità limitata, con 29 imprese fallite su 64 (pari al 45,31%), seguite dalle ditte individuali (29,69%), dalle società in accomandita semplice (15,63%), dalle società in nome collettivo (4,69%) ed infine dalle srl uni personali (4,69%). Un trend che si ripercuote anche a livello globale con le società a responsabilità limitata a detenere la quota più alta (61,23%) del totale fallimenti, con 139 imprese su 227. Per quanto riguarda gli altri due settori, nel confronto con il 2009, i fallimenti nel commercio crescono addirittura del +126%, mentre quelli nel manifatturiero del +57%. Dallo studio del Cesdoc, che ha rilevato i dati direttamente presso la Cancelleria Fallimentare del Tribunale Ordinario di Venezia, emerge che quest’ultimo, nel 2010, ha dichiarato inoltre 25 concordati preventivi, di cui la maggioranza (44%) sono imprese in forma di società a responsabilità limitata. Rispetto al 2009 tale procedura concorsuale è aumentata del +31,58% (19 concordati preventivi), mentre rispetto a due anni prima si registra un vero e proprio boom: +212,50% (8 concordati preventivi nel 2008).

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Gli italiani all’estero e i loro rappresentanti

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2009

C’era una volta il Ministro degli italiani all’estero, che s’interessava moltissimo, ma combinava veramente poco, poi c`è stato un Viceministro, che s’interessava poco e non combinava nulla, ora abbiamo solo un Sottosegretario, che non s’interessa affatto e nemmeno risponde alle interpellanze provenienti da tutto il mondo. La morale di questa favola, che sembra un incubo per gli italiani all’estero, e’ che in queste ultime tre legislature, stiamo assistendo ad un coinvolgimento del Governo sempre meno incisivo sulle problematiche dei concittadini all’estero. La decisione più infelice e` stata l’elezione dei 18 Onorevoli nelle circoscrizioni estere, avvenuta in modo discutibile, che ha inviato al Senato ed alla Camera dei parlamentari, che non sono stati messi in grado o non sono in grado di combinare qualcosa di buono per i loro stessi elettori. Non solo, ma tra i carrozzoni governativi esiste ancora il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, che avrebbe dovuto essere sostituito nel 2006 proprio dai suddetti 18 parlamentari, infatti molti suoi consiglieri si candidarono per questo motivo.  Questo ente e` costato e costa parecchio allo Stato italiano e non e` mai servito a niente, tranne come base di lancio per qualche aspirante politicante o come punto di ritrovo per qualche pettegola. Gli enti più discussi sono i Comites, comitati eletti tra i cittadini italiani residenti all’estero, con il compito principale di rappresentarli nei rapporti con le organizzazioni diplomatico-consolari. Ai Membri dei Comites vengono richiesti dei pareri, obbligatori ma non vincolanti, sulle spese o sui contributi che lo Stato italiano andrebbe a versare ad enti o ad aziende residenti nella circoscrizione. Se i pareri deliberati piacciono a tutti, i finanziamenti procedono con la responsabilità morale dei Comites, se invece i pareri non vanno bene all’apparato burocratico, essi vengono completamente ignorati, ma se i pareri non vanno bene ai diretti beneficiari dei contributi statali, partono le denuncie penali contro i Membri dei Comites, ritenuti qualificabili come Pubblici Ufficiali agli effetti civili e penali; in parole povere, se si permettono di dare un parere non favorevole a qualche tentata truffa ai danni dello Stato, saranno loro ad andare sotto processo e non il truffatore. A completare il quadro abbiamo i Patronati, costretti dalle procedure a dare un cattivo servizio ai pensionati, gli Enti gestori, frenati dalle lungaggini burocratiche ed i giornali effettivamente distribuiti presso la comunità italiana, con i finanziamenti ridotti perchè assorbiti da quelli che non vengono distribuiti affatto, ma beneficiano comunque dei contributi statali. In conclusione la politica per gli italiani all’estero si e` rivelata un fallimento e deve essere rivista, perche` gli sprechi e le inefficienze non solo non aiutano, ma offendono la stessa comunità degli italiani residenti all’estero. (Dott. Cesare Sassi Presidente Comites Miami) Fonte: http://www.LeNotizieUSA.com

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Dove sarà l’Ufficio delle Dogane di Roma?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

Nel corso dell’ultima riunione svoltasi con il Direttore Regionale delle Dogane per il Lazio e l’Umbria, siamo stati informati che l’ufficio delle Dogane di Roma 1 ( ex UTF di Roma ed ex Circoscrizione doganale di Roma 1) verrà probabilmente spostato in Via Carucci 131, sede dell’ex Secit (zona tor pagnotta). Questa decisione è scaturita sia dal notevole ritardo accumulato nei lavori (difficilmente sarebbero ultimati prima della fine del 2010) per l’adeguamento della sede prevista di Via del Commercio, sia da una presunta e pesante penale che l’Amministrazione dovrebbe corrispondere alla proprietà dei locali dello Scalo di San Lorenzo, ove attualmente ha sede l’ufficio di Roma 1, in caso di mancata consegna degli stessi alla scadenza della nuova proroga semestrale luglio – dicembre 2009. Con queste premesse, ci si chiede cosa abbia spinto l’Amministrazione a concentrare gli uffici doganali nel territorio di ROMA SUD, andando a posizionare l’Ufficio delle dogane di Roma 1 al centro geografico e stradale di altre tre dogane (Ciampino – Pomezia – Fiumicino), portando il tutto a scapito dell’intera cittadinanza, proveniente da altre zone del territorio cittadino e della Provincia, che resterebbe priva di ogni tipo di servizio e assistenza di natura doganale. Pertanto è auspicabile che tutte le Amministrazioni interessate ( Dogane, Demanio, Comune di  Roma , Provincia di Roma)  diano il loro fattivo e finalizzato apporto alla realizzazione di un Ufficio delle Dogane nell’ambito del territorio di Roma, che possa costituire il fiore all’occhiello dell’ Agenzia delle Dogane e dare un servizio ottimale all’utenza a garanzia e sostegno della legalità e della collettività. (Virgilio  Tisba)

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