Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘circostanza’

Croppi su Salatto

Posted by fidest press agency su domenica, 9 gennaio 2011

Roma «Leggo oggi la dichiarazione in cui Potito Salatto critica l’operato politico del sindaco Alemanno.  Mi spiace contraddire l’on. Salatto, il quale è liberissimo di esprimere le proprie opinioni – che io, nella circostanza, non condivido affatto altrimenti sceglierei di lasciare la giunta di cui faccio parte – La cosa che va chiarita è che lui dice di parlare in qualità di ‘coordinatore provinciale’ del FLI, mentre il costituendo movimento non ha alcuna struttura territoriale e l’unico livello di rappresentanza politica è quello dei coordinatori regionali. Quando ci si esprime come organo di un partito si presume che lo si faccia interpretando una linea politica e il comune sentire degli aderenti, non mi pare che esistano, allo stato, le condizioni che legittimino prese di posizioni così radicali nei confronti del sindaco di Roma». È quanto sostiene in una nota l’assessore alle Politiche Culturali Umberto Croppi.

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Conflitto di Gaza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Il rispetto dei diritti umani è condizione essenziale per una pace giusta e duratura in Medio Oriente. E’ quanto afferma il Parlamento chiedendo all’UE di sostenere l’attuazione delle raccomandazioni della relazione Goldstone sul conflitto di Gaza e l’accertamento delle responsabilità per i presunti crimini di guerra. Sollecita anche le parti a svolgere indagini indipendenti e a non ostacolare l’attività delle ONG. A fronte della crisi umanitaria chiede l’apertura dei valichi di frontiera.  In proposito, i deputati rilevano che il rispetto del diritto umanitario internazionale e del diritto internazionale sui diritti umani da parte di tutti e in qualsiasi circostanza è elemento essenziale “di un processo di pace che porti a due Stati che vivano fianco a fianco in pace e sicurezza” e costituisce un prerequisito “per il conseguimento di una pace giusta e duratura nel Medio Oriente”.
Il Parlamento reitera l’invito rivolto alla Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e agli Stati membri a impegnarsi affinché l’Unione europea “adotti una ferma posizione comune sul seguito da dare alla relazione sulla missione d’inchiesta” del giudice Goldstone sul conflitto a Gaza e nel sud di Israele iniziato il 27 dicembre 2008 e terminato il 18 gennaio 2009.   A suo parere, UE e Stati membri dovrebbero chiedere pubblicamente “l’attuazione delle sue raccomandazioni e l’accertamento della responsabilità per tutte le violazioni del diritto internazionale, tra cui i presunti crimini di guerra”. La Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante UE e gli Stati membri dovrebbero inoltre “monitorare attivamente l’attuazione delle raccomandazioni contenute nella relazione Goldstone mediante la consultazione delle missioni esterne dell’UE e delle ONG del settore”.  Infine, il Parlamento rileva che la crisi umanitaria nella Striscia di Gaza “si è ulteriormente aggravata a causa dell’embargo, che è in violazione del diritto internazionale umanitario”. Accoglie pertanto con favore l’invito fatto dal Consiglio, in data 8 dicembre 2009, “per un’apertura immediata, sostenuta e incondizionata dei valichi”.

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Manifestazione lavoratori stranieri

Posted by fidest press agency su domenica, 28 febbraio 2010

“Sono solidale con l’astensione del lavoro che i lavoratori stranieri effettueranno lunedì 1° marzo” lo afferma in una nota Giuliano Cazzola, deputato del Pdl,  vice presidente della Commissione Lavoro vice presidente della Commissione Lavoro. “Mi convincono – aggiunge – soprattutto le motivazioni dell’iniziativa: gli immigrati vogliono dimostrare non solo di esistere, ma di essere indispensabili, con la loro presenza e il loro lavoro, alle attività economiche e sociali del Paese. Poichè si tratta di una circostanza assolutamente vera, mi auguro che la manifestazione del 1° marzo abbia successo e che la comunità nazionale comprenda che non vi sono alternative credibili all’integrazione”.

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Giuseppina Labellarte: Tracce

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 novembre 2009

Trieste 6.12.2009 – alle ore 18 –  presso lo storico Caffè Liberty (in piazza S. Giovanni, 5) mostra di fotografia e poesia dell’artista barese Giuseppina Labellarte, ispirata agli splendidi panorami dello straordinario deserto brasiliano di Lençóis Maranhenses e visibile in internet all’indirizzo http://www.anforah.artenetwork.net/tracce/tracce.htm. Saranno anche presenti in mostra alcune notevoli elaborazioni di fotografia digitale della serie “Substantia”  L’esposizione, a cui ha collaborato pure l’artista Alfredo Davoli, è promossa dalla webgalleria d’arte e poesia Anforah (con patrocinio di Provincia e Comune di Trieste, Città di Bari e Club Unesco di Udine) e si protrarrà fino al 31.12, con orario visite 9-12 e 17-21 dal lun al sab. Riportiamo, per la particolare circostanza, alcune note critiche di Fedele Boffoli curatore e promotore dell’evento: ”[…] Non vi è posto migliore di un deserto per meditare su di sé e sul mondo, dove – negli eloquenti silenzi – sensi ed anima entrano in consonanza con gli spazi, le luci e le profondità più fisiche e immortali; il luogo, paradossalmente, più adeguato e desolato in cui centrarsi e contemplare/percepire integralmente la vita nei suoi aspetti dimensionali e comunicanti (dai più bassi agli elevati e viceversa). Il Deserto: teatro immutabile di avventure e incontri, posto per eccellenza di viaggi e vie carovaniere, luogo di santità e catarsi, meta di profeti ed eremiti; sinonimo di tentazione e morte ma soprattutto ed assolutamente di fertilità e vita eterna; Lençóis Maranhenses (il bianco e lunare deserto brasiliano) non si sottrae a ciò e pur non competendo in grandezza con i suoi fratelli maggiori africani e asiatici risulta ugualmente superlativo. […]“

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La nobile forma

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 novembre 2009

Chiesa e artisti sulla via della bellezza (testi di Giovanni Paolo II – Benedetto XVI) Nel 1999 Giovanni Paolo II inviava una famosa lettera agli artisti.La circostanza verrà ricordata in Vaticano, nella cornice straordinaria della Cappella Sistina, il 21 novembre 2009 con un convegno cui prenderà parte Benedetto XVI, che ha sollecitato l’iniziativa presso il Pontificio Consiglio della Cultura, invitando artisti di diverse estrazioni. a cura di Elio Guerriero e Pasquale Iacobone – introduzione di Gianfranco Ravasi Edizioni San Paolo 226 pagine + 16 pagine fuori testo a colori € 16,00

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Il calendario Epson dal 2001 al 2010

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 novembre 2009

Milano fino al 6/12/2009 viale Emilio Alemagna, 6 Dieci anni di grande fotografia italiana Dieci anni di fotografia italiana in mostra”, organizzata da Epson Italia per rendere omaggio ai grandi maestri italiani della fotografia, protagonisti dei suoi calendari realizzati nel decennio che sta per chiudersi. -Questa mostra e’ molto legata sia al tempo che a Epson – commenta Massimo Pizzocri, amministratore delegato di Epson Italia – perche’ raccoglie le fotografie dei calendari Epson dei primi dieci anni del terzo millennio, una circostanza temporale particolare. La fotografia, inoltre, e’ a sua volta arte strettamente legata al tempo in quanto ne e’ sempre testimonianza, in un modo o nell’altro. Se poi e’ espressa da grandi maestri ne e’ testimonianza nobile, come in questo caso. Infine, Epson. Epson ha sempre avuto un’attenzione particolare per le arti visive, affini sia alla sua cultura aziendale che alle strategie e alle soluzioni adottate nel settore digital imaging. Per tutti questi motivi, e’ Tempo di Epson-. Il calendario Epson: un progetto nato nel 2001.  Protagoniste del calendario Epson 2010 saranno le fotografie di Vittorio Storaro, tre volte premio Oscar per la fotografia, che si unisce ai grandi nomi che lo hanno preceduto firmando le edizioni precedenti: da Giorgio Lotti nel 2001 a Franco Fontana, Mario De Biasi, Giovanni Gastel, Mimmo Jodice, Ferdinando Scianna, Gian Paolo Barbieri, Gianni Berengo Gardin e Massimo Vitali nel 2009.  Frutto di un’accurata lavorazione artigianale; il calendario e’ prodotto ogni anno in tiratura limitata e numerata (solo 1.300 copie) ed e’ diventato nel tempo un oggetto ricercato. Ciascun esemplare riporta dodici stampe originali incollate a mano: una produzione massiccia che impegna per un paio di mesi le stampanti inkjet Epson in grado di garantire la stessa qualità su tutte le 16.000 stampe prodotte su carta fine art o fotografica. (calendario)

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Il dialogo tra chi legge e chi scrive

Posted by fidest press agency su mercoledì, 9 settembre 2009

Editoriale fidest. A volte si ha l’impressione che esiste una barriera, sebbene non dichiarata e non voluta, tra chi legge e chi scrive. Parliamo di un certo tipo di giornalismo che fa dell’informazione uno strumento per esprimere una propria opinione e con la presunzione d’essere nel giusto e quindi condivisa dal lettore. E’, alla fine, un peccato di presunzione che spesso non ripaga. Il buon giornalismo s’identifica in un modo diverso. Il fatto sia esso di cronaca nera o bianca, resta quello che è. Sta, semmai, al buon cronista, non trascurare i particolari significativi che possono orientare il lettore ma non influenzarlo in favore di una tesi in luogo di un’altra. A questo punto si possono anche esprimere delle opinioni personali, ma sempre e in ogni circostanza ben bilanciate e capaci di stimolare riflessioni e suscitare interesse da parte del lettore. Questa ricerca di una misura equilibrata può diventare importante per chi, ad esempio, scrive sui periodici e deve mettere in conto il fatto che si scrive un certo giorno e la lettura è, a sua volta, differita nel tempo. Nel mezzo vi possono essere altri momenti, altri avvenimenti che rendono la notizia meglio definita e, a volte, di segno contrario all’idea iniziali che ci siamo fatta. Ricordiamo, ad esempio, un fatto di cronaca oggi non più recente in cui un professore di religione ebreo denunciò l’aggressione di un gruppo di estremisti. Ci vollero ben 15 giorni agli inquirenti per scoprire che si trattò di una mera invenzione. Nel frattempo furono risvegliati i fantasmi del passato nazi-fascista, le sue violenze e l’antisemitismo. Quando tutto finì in una bolla di sapone talune persone finirono con il pensare il contrario anche per quanto riguarda i lager nazisti e si chiesero: non è che anche in quel caso si è trattata di una esagerazione degli ebrei? Per noi la lezione resta. La cronaca deve limitarsi ai fatti e non essere l’occasione per un clamore che vada oltre il fatto in se stesso. Lo stesso discorso vale per gli affari di politica. Quante volte ci chiediamo se sia mancata agli elettori la necessaria “memoria lunga” per ricordare e ricordarci l’affidabilità di questo o quel politico messo alla prova, durante il suo mandato, e risultato inaffidabile o semplicemente poco corretto con gli elettori del suo collegio? Vi è in tutto ciò una morale e lasciamo al lettore trarla nel suo verso giusto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Franco Previte e il disagio mentale in Italia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2009

Il Notiziario a cura degli Ambasciatori di Pace della Interreligious and International Federation for World Peace Italia Segreteria di Stato per gli Affari Interni – San Marino ha ripreso un comunicato emesso dal Presidente Franco Previte dei Cristiani per servire su un tema a lui caro sul disagio mentale. La circostanza ci fa piacere poiché è riuscito, almeno a livello di informazione mediatica, a far sentire la sua voce considerato che coloro dovrebbero farlo in primis brillano solo per i loro silenzi. Qui, non parliamo, ovviamente, di fatti personali ma di situazioni reali e di reali sofferenze che toccano da vicino i malati, in primo luogo, e le loro famiglie e sono, purtroppo, in migliaia in tutta Italia. Non solo. “Ci troviamo al cospetto di una “Convenzione” “che se venisse ratificata  – afferma Previte – con il disegno di legge del Governo n. 2121 art. 2° del 20 febbraio 2009, tutti i disabili, specie gli handicappati psichici, correrebbero il rischio di essere sterilizzati onde frenare la diffusione di handicap genetici, o subire forme di eutanasia per “evitare” la vita senza senso, applicazione dell’aborto selettivo per eliminare figli imperfetti, limitazione delle  nascite, “tutte misure” che offendono la dignità della persona e che negano il diritto alla vita. Inoltre per le sofferenze insopportabili, con la scusa di lenire il dolore la così “detta pietà”, potrebbe essere un possibile strumento che porta all’eliminazione della vita o, ripeto, forme di eutanasia, “considerazioni”, molto pericolose che potrebbero coinvolgere malati di Alzheimer, malati psichici, terminali, anziani non autosufficienti, “metodologie” che richiamano  l’eugenismo e le teorie di selezione della razza tristemente note, perché pratica biomedica che spianò la strada alle terribili selezioni della razza e del genere umano avvenute nel secolo passato, per le quali la Chiesa  Cattolica, come altre confessioni, si sono sempre opposte”.  A questo punto si domanda e ci domanda Previte “dove sono coloro che dicono, oggi, di difendere i disabili, siano essi fisici o psichici, in conferenze, giornate, convegni o che si affacciano negli schermi televisivi ad ammannirci di belle parole? Forse fanno come Penelope, moglie di Ulisse, che resisteva nobilmente alle istanze dei Proci, serbando la fede al marito andato all’assedio di Troia, promettendo che avrebbe sposato uno di loro appena terminata la tela che di giorno tesseva e la notte la disfaceva?”

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Dalla Crimea all’Afghanistan

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2009

Editoriale Fidest. Lo scacchiere afghano e i conflitti che si sono innescati con i talebani e che in questi giorni mostrano d’essere più determinati interessando direttamente il contingente italiano ci fa riflettere sul tipo di “guerra” non dichiarata ma di fatto reale con il suo inevitabile tributo di vittime militari e civili. Ci è sembrato di capire, da una dichiarazione rilasciata dal ministro degli esteri Frattini, che le nostre alleanze internazionali ci impediscono dal disimpegnarci militarmente da quell’area. In pratica dovremmo prendere atto che il tributo in vite umane e in feriti è il prezzo da pagare se vogliamo restare nella considerazione delle cancellerie dei paesi che “contano”. Se questa interpretazione del pensiero del ministro è esatta il tutto mi ricorda una analoga circostanza che spinse il Regno di Sardegna nel 1855 all’invio di un corpo di spedizione in Crimea per cercare di assicurarsi l’appoggio di Londra e di  Parigi al fine di un esito positivo delle sue aspirazioni di liberazione del Lombardo-Veneto. La ragione era, ovviamente, nobile, poiché si voleva costituire il regno d’Italia, ma il prezzo in vite umano fu anche in quelle circostanze pagato con un funerale di stato e gli onori militari per i caduti. Pur rendendoci che è questo il modo di pensare di allora e anche di oggi se si vuole stabilire un livello di attenzione internazionale, pur tuttavia non ci sentiamo di accettarlo. Prima di tutto perché l’Afghanistan mostra d’essere un falso problema. Non lo è per la produzione dell’oppio considerato che per non alienarsi l’appoggio o, per lo meno, la non interferenza delle popolazioni locali si lasciano intatte le coltivazioni. Non lo è per la lotta al terrorismo in quanto le motivazioni vanno oltre i combattimenti ingaggiati con un gruppo di ribelli sparsi sulle montagne sebbene mostrino una tecnica da combattimento del mordi e fuggi ben organizzata. E’ una guerra di logoramento che non si può vincere e mostra sempre di più l’imbarazzo di quanti pur volendosi sganciare da questa “avventura a perdere” non vorrebbero al tempo stesso perdere la faccia. E’ ora, tutti insieme, di fare una seria riflessione su quella politica delle “cannoniere” che ha attraversato i secoli e si è portato dietro non solo immani disastri e milioni di morti ma ha avuto l’unico “merito” d’arricchire i mercanti di armi e d’insediare governanti fantoccio corrotti e corruttibili, e ha impedito ai governi occidentali di fare una seria politica nel sociale nel sostegno dei propri “sudditi” e delle popolazioni più disagiate del mondo in una reale e non surrettizia gara di solidarietà. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Le fiction televisive e quelle della politica

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2009

Editoriale fidest. Mi capita di tanto in tanto cliccando sul telecomando del televisore d’imbattermi nella millesima puntata di una telenovela e mi stupisco all’idea che per raccontare una storia di famiglia si riesca ad imbastire un racconto che dura centinaia di ore in programmazione televisiva. Ma la mia meraviglia aumenta se penso che l’indice d’ascolto resta alto e, che per tenerlo in tale posizione vi siano milioni di persone in tutto il mondo che non hanno perso nemmeno una puntata del così dovizioso racconto. Questa circostanza ora mi aiuta a capire meglio il motivo per il quale seguendo le proprie inclinazioni più fantasiose e osé la politica se ne è appropriata per scodellarci un prodotto del genere fotocopia alle fiction  e trasformare il politico in un divo da diecimila puntate e un ascolto da record intingendo la penna con dovizia nel calamaio degli eventi in rosa, rosso porpora e altre “infuocate” colorazioni. La chiave di lettura di questa telenovela me la offre, di certo inconsapevolmente per questa funzione, Rosario Amico Roxas con i suoi articoli sull’uomo a cavallo di due secoli: Silvio Berlusconi, il vero e più impegnato interprete di questa impresa da Guinness. Oramai conosciamo tutto di lui tanto che mi è arduo trovare ciò che ha dato il via a questa storia. Mi limito solo a qualche accenno per buona pace di chi mi legge. Ma non dimentichiamo che agli italiani piace perché si atteggia a trasgressivo. Lo è stato, per restare alle ultime vicende, inserendo nella compagine governativa delle belle e giovani donne e ci avrebbe regalato qualcosa di più e probabilmente di meglio con le elezioni al parlamento europeo se le sue “veline” non fossero state bocciate dai soliti “bacucconi” della politica. Forse in queste cose ha fatto di più Pannella facendo eleggere nelle liste dei radicali una pornostar. Quindi non meravigliamoci più di tanto. Ma il vero colpo di scena è venuto dalla moglie, Veronica Lario, che in una sortita pubblica ha mostrato di non gradire l’inclinazione del marito per le donne giovani e belle, e forse anche minorenni. Ma chi di noi, diciamolo francamente, non avrebbe preferito stare al posto del nostro eroe per godersi i piacere di una intimità così “succulenta” per un over settantenne? Così si è ritrovato con dei fan che nemmeno si aspettava: i suoi coetanei che gli strizzavano maliziosi l’occhio “sinistro” e la vecchietta del mercato con un suo “povero fijo” quante gliene dicono dopo che il nostro personaggio attraverso le sue e altrui reti si è affrettato a smentire le sue “marachelle” e fu mobilitato per l’occasione lo stesso Bruno Vespa e la sua trasmissione “porta a porta” che fece salire a dismisura l’indice di ascolto. Per i più coriacei e sospettosi entrarono in gioco i figli che fecero a gara nell’attestare le virtù del padre e fino al punto di mettere maggiormente in imbarazzo la madre Veronica di secondo o terzo letto, non ricordo. A questo punto sono entrati tutti gli ingredienti tipici di una telenovela da grande pubblico e persino i prelati della Chiesa sono stati in qualche modo coinvolti sia per il silenzio sia per le parole dette e non dette per il leader della cattolicissima Italia e lui stesso cattolico praticante. Un capitolo a parte andrebbe sviscerato riguardo le notizie che leggiamo sui giornali e le televisioni straniere e che gli italiani non osano farlo. E’ pudore? E’ un rigurgito di amor proprio? Si dice che i panni sporchi si lavano in casa sempre però che si abbia una casa dove lavarli, ovviamente. Esiste da tutto questo una morale? Certo ma a questo punto voglio essere omertoso perché se gli italiani non l’hanno capito da soli non sta certo a me sostituirmi ai loro occhi. Non è proprio il caso. Chi è causa del suo mal pianga se stesso anche se, purtroppo, a piangere siamo un po’ tutti. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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