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Roma: Nasce la Consulta per lo sviluppo della città

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 marzo 2019

Promuovere una visione di Roma nei prossimi decenni. Creare e consolidare una rete di collaborazione fattiva tra istituzioni e tessuto sociale, culturale, economico e produttivo della città. Immaginare progetti concreti e condivisi per disegnare una Capitale sostenibile e innovativa.Sono questi gli obiettivi principali di #FabbricaRoma 2030|2050, l’iniziativa lanciata dal Campidoglio per avviare un confronto con le forze produttive e le parti sociali della città, e per promuovere un nuovo modello di sviluppo. Iniziativa che entra ora nel vivo con la creazione della “Consulta per lo Sviluppo di Roma”, presentata oggi dalla sindaca Virginia Raggi e dal presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito.Il nuovo organismo, la cui istituzione verrà sottoposta all’approvazione dell’Assemblea Capitolina, affronta asset strategici per il miglioramento dei servizi e la crescita futura della città. Si articola su due livelli funzionali:
il Comitato tecnico-scientifico composto da sindaca, presidente dell’Assemblea Capitolina, un consigliere di maggioranza e un consigliere di opposizione, il presidente dell’Agenzia per la qualità dei Servizi Pubblici Locali e i coordinatori dei laboratori tematici;
i laboratori tematici aperti a Enti di ricerca e Università, Ordini professionali, Società partecipate di Roma Capitale, Associazioni di categoria, Associazioni di consumatori iscritte al Cncu del Ministero dello Sviluppo Economico, Associazioni di cittadini rappresentative dei territori.
Il Comitato tecnico-scientifico analizza lo stato di avanzamento delle iniziative in materia di sviluppo e innovazione che coinvolgono il territorio di Roma Capitale e coordina le attività dei laboratori tematici. Nell’ambito delle sue prerogative organizza il “Forum annuale di Roma Capitale”, un incontro internazionale di dibattito, confronto e presentazione di risultati e ricerche con la partecipazione delle capitali europee e mondiali, dove vengono analizzati i principali sviluppi scientifici e tecnologici e i loro effetti sul futuro delle istituzioni, delle imprese e, in generale, delle grandi metropoli.
I laboratori tematici elaborano proposte sulla base degli obiettivi assegnati durante le riunioni, sostenendo e incentivando il coinvolgimento dei cittadini, e monitorano periodicamente i risultati delle modifiche normative (europee, nazionali e della Regione Lazio) introdotte negli ambiti operativi di ciascuno dei cinque laboratori: riqualificazione e rigenerazione urbana; semplificazione e dematerializzazione delle procedure amministrative; smart city, sviluppo 5G e internet delle cose; mobilità sostenibile; turismo, commercio e attività produttive, green economy ed economia circolare.

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Le città e le regioni dell’UE chiedono un vero e proprio fascicolo sanitario elettronico europeo

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 febbraio 2019

By ​Fernando López Miras. Il Comitato europeo delle regioni appoggia all’unanimità il parere di Fernando López Miras, presidente della regione di Murcia, sulla digitalizzazione del settore sanitario in Europa La digitalizzazione dei sistemi sanitari può favorire l’efficienza e l’efficacia delle risorse, migliorando nel contempo la qualità e l’assistenza personalizzata dei pazienti. Negli ultimi decenni la speranza di vita è aumentata rapidamente e in modo costante in tutta l’UE, ma dal 2011 ha subito un netto rallentamento. Una migliore prevenzione delle patologie e interventi di assistenza sanitaria più efficaci potrebbero evitare 1,2 milioni di decessi prematuri all’anno nell’UE (CE). Gli Stati membri dell’UE spendono in media l’8,3% del PIL per l’assistenza sanitaria ( Eurostat ).
I membri del Comitato europeo delle regioni (CdR) hanno adottato all’unanimità un parere sulla digitalizzazione del settore sanitario . Il parere risponde e contribuisce alla comunicazione della Commissione europea relativa alla trasformazione digitale della sanità e dell’assistenza nel mercato unico digitale, alla responsabilizzazione dei cittadini e alla creazione di una società più sana , pubblicata nell’aprile 2018.
L’aumento delle patologie croniche e della multimorbilità in Europa è alla base di un crescente fabbisogno di risorse e di un incremento della spesa sanitaria in tutti gli Stati membri.
Gli Stati membri dell’UE spendono in media l’8,3% del PIL per l’assistenza sanitaria. La Germania (11,2%), la Svezia (11%) e la Francia (11%) sono i paesi che presentano il più elevato rapporto tra spesa sanitaria e PIL. In Polonia, Lussemburgo e Lettonia la spesa sanitaria ha rappresentato invece meno del 6,5% del PIL, mentre in Romania, con il 5%, si registra il rapporto più basso di tutta l’UE (Eurostat).Le soluzioni digitali per la salute contribuiscono a ridurre i tempi di consultazione medica e a facilitare il coordinamento multidisciplinare per il trattamento dei pazienti.La digitalizzazione del settore sanitario sarebbe di particolare importanza per superare l’isolamento e migliorare l’assistenza personalizzata dei cittadini che vivono nelle zone rurali, nelle regioni remote, nelle isole e nei territori a scarsa densità di popolazione.I membri sottolineano che i formati e gli standard dei sistemi di cartelle cliniche elettroniche utilizzati nell’UE continuano a essere incompatibili tra loro.I leader locali ritengono imprescindibile instaurare un dialogo tra l’offerta e la domanda, e favorire i processi di co-creazione delle soluzioni digitali.Il CdR chiede un sistema UE di accreditamento, certificazione e convalida delle nuove applicazioni e apparecchiature per pazienti e operatori sanitari, al fine di individuare quelle da considerarsi realmente utili o che potrebbero addirittura essere oggetto di prescrizione da parte di un operatore sanitario. Tale sistema ridurrebbe gli ostacoli amministrativi, consentendo alle soluzioni approvate in uno Stato membro di essere facilmente commercializzate anche in un altro paese. (fonte: Comitato europeo delle regioni)

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Nasce il patto per una nuova governance delle città

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Concluso il convegno “Co-Governance, corresponsabilità nelle città oggi” con un documento che propone a cittadini e amministrazioni pubbliche la pratica della partecipazione e della costruzione di reti di cittadini, attori sociali e città.“La politica è l’amore degli amori che raccoglie nell’unità di un disegno comune la ricchezza delle persone e dei gruppi, consentendo a ciascuno di realizzare liberamente la propria vocazione”(1) si è da poco concluso con le parole quantomeno sfidanti di Chiara Lubich, fondatrice dei Focolari, “Co-Governance, corresponsabilità nelle città oggi”, il convegno dedicato al governo partecipato delle città promosso da Movimento Umanità Nuova, Movimento Politico per l’Unità e Associazione Città per la Fraternità, espressioni dell’impegno sociale e politico dei Focolari. E’ stata la prima edizione dell’evento che tra due anni verrà replicato in Brasile.All’appuntamento hanno partecipato oltre 400 amministratori pubblici, politici, imprenditori, accademici e cittadini di 33 Paesi. Al centro dei lavori c’è stata la partecipazione, presentata nelle sue numerose applicazioni, come hanno mostrato le storie e le prassi condivise dagli oltre 60 esperti nei campi dell’urbanistica, comunicazione, servizi, economia, politica, ambiente. “Siamo convinti che la partecipazione sia una scelta strategica, il modo più consono di vivere bene dentro la città – spiega Lucia Fronza Crepaz, già parlamentare, formatrice presso la “Scuola di preparazione sociale” a Trento e membro del comitato scientifico dell’evento. “Una partecipazione non concepita come sostituzione della procedura della rappresentanza, ma scelta come una modalità efficace per affrontare la complessità dei problemi e ridare quindi corpo alla delega democratica”.
Frutto dei lavori è l’approvazione e la firma del “Patto per una nuova Governance” con il quale i partecipanti s’impegnano a “contaminare” le proprie comunità e amministrazioni pubbliche. “Siamo convinti – si legge nel documento – che le città possano diventare laboratori di sperimentazione che nella quotidianità dei rapporti, permettano di percorrere vie di pace e di giustizia; dove circoli virtuosi possano essere innescati da chiunque e contagiare, trasformandosi in costruttive abitudini di cittadinanza; dove le diversità culturali, possono incontrarsi, riconoscersi e comporre luoghi di nuova accoglienza; dove la cooperazione tra la funzione mediatrice dei politici, la qualità tecnica degli esperti, la competenza dei funzionari, il sapere dei cittadini e dei numerosi attori sociali, dà nuova qualità alla democrazia delle città. Se questa prospettiva si consoliderà in una molteplicità di pratiche efficaci, potrà diventare sistema e proiettarsi a livello globale”.
I 400 firmatari del patto si sono impegnati a comporre tre reti per aggregare le diversità e rispondere alla complessità del reale. Sono reti di cittadini: “Coloro che abitano il territorio urbano mantengono diversità di funzioni e compiti, ma sono ispirati dalla stessa responsabilità”; reti di attori collettivi, cioè gruppi professionali ed economici, soggetti del volontariato e dell’ambito religioso, della cultura e dell’università, della comunicazione, ecc.”; reti tra le città: “… che si propongono di far collaborare prima di tutto la cittadinanza con la creazione di piattaforme accessibili a tutti e di facile uso. Cooperano superando gli interessi particolari e i pregiudizi che minano la fiducia, fondamento indispensabile alla costruzione di una rete. Puntano a condividere programmi e informazioni, risorse umane e materiali, ma anche fallimenti ed esperienze problematiche, per darsi aiuto reciproco e aprire visioni e collaborazioni operative. Chiedono di essere riconosciute come attori essenziali all’interno delle organizzazioni e delle istituzioni inter e trans-nazionali, così da integrare con la voce dei popoli la sola rappresentatività dei governi”.

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“Co-Governance: corresponsabilità nelle città”

Posted by fidest press agency su martedì, 15 gennaio 2019

Castel Gandolfo Roma 17-20 gennaio 2019 apertura lavori ore 9, convegno “Co-Governance: corresponsabilità nelle città” : 400 amministratori locali di tutto il mondo, economisti, politici, architetti, esperti in tecnologie civili e intelligenza artificiale approfondiranno il modello di governo partecipato delle città. Focus tematici, laboratori per l’analisi di buone pratiche, gruppi di lavoro interculturali, proporranno l’attualità della partecipazione nel contesto interdipendente di oggi.
Tra gli interventi: Pasquale Ferrara, ambasciatore d’Italia ad Algeri (Algeria), Stefano Manservisi, Direttore generale Cooperazione e Sviluppo della Commissione Europea a Bruxelles (Belgio), Fadi Cheadé, già amministratore delegato ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), Ghassan Muheiberm, membro del Parlamento libanese e presidente dell’organizzazione “Parlamentari contro la corruzione”, Dieudonne Upira Sunguma (RD Congo), membro del Comitato esecutivo PGA (Parliamentarians for Global Action).
“Le città oggi sono il luogo della politica, della diretta partecipazione dei cittadini, che concretamente possono far nascere una comunità solidale. – spiega Mario Bruno, sindaco di Alghero, Italia, che sarà presente al convegno – È importante che le città, che sono il luogo della diversità e dell’inclusione, siano messe in rete. Credo che sia segno di speranza il mettersi insieme tra città nel mondo”. Uno scambio di esperienze e buone pratiche per far nascere un nuovo futuro per le città del mondo. “C’è bisogno di invitare le nuove generazioni a partecipare a una discussione così seria. – ha affermato il Dr. Jeong-Woo Kil, membro del Movimento politico per l’unità in Corea ed ex parlamentare dell’assemblea nazionale coreana – Non possono essere escluse, specialmente quando parliamo del futuro sostenibile delle città”. Al convegno si cercherà di costruire un patto di corresponsabilità tra cittadini e amministratori, politici e tecnici, per risolvere i problemi delle città “La Regola d’oro potrebbe essere il migliore promemoria per costruire il patto – ha ribadito Kil – il principio di trattare gli altri come uno vorrebbe che gli altri trattassero te”.
Co-governance è organizzato dal Movimento Umanità Nuova, Movimento Politico per l’Unità e Associazione Città per la Fraternità.

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Gestione delle città: fare rete e imparare modelli di sostenibilità e convivenza

Posted by fidest press agency su martedì, 8 gennaio 2019

Castel Gandolfo (Roma) Dal 17 al 20 gennaio 2019, 400 amministratori, cittadini, economisti, esperti e professionisti di tutto il mondo si incontreranno a Castel Gandolfo in una quattro giorni di confronto e approfondimento sulla gestione delle città, fare rete e imparare modelli di sostenibilità e convivenza.
Interverranno, tra gli altri, pensatori e protagonisti del lavoro nelle città, che rifletteranno sul loro significato in quest’era ‘post-democratica’ come Emilce Cuda, argentina, politologa e profondamente conoscitrice del pensiero di Papa Francesco o l’ on. Sunggon Kim (김성곤) – buddista, già Segretario Generale dell’Assemblea Nazionale Coreana. Sarà presente l’architetto Ximena Samper, colombiana, l’on.Ghassan Mukheiber, libanese, Chairman dell’Arab Region Parliamentarians Against Corruption. Da segnalare anche la presenza del Sindaco di Katowice (Polonia) dove si è appena conclusa la COP 24, il responsabile dell’accoglienza ai rifugiati della Catalogna, Angel Miret e il Presidente della Comunità islamica di Firenze e della Toscana, Izzedin Elzir.Se governare le città è sempre stata un’arte complessa, oggi lo è ancora di più. Occorre rispondere a una società che cambia senza sosta, attraversata da problemi locali e globali e da un ritmo di sviluppo tecnologico convulso che rischia di aprire abissi economici e zone inedite di nuove povertà. Occorre decidere per oggi e programmare a lunga distanza. È per questo che le città sono strategiche dal punto di vista politico e culturale perché sono “casa” per più della metà della popolazione mondiale (fonte Onu) e non è una scelta libera, ma spesso legata a mancanza di cibo e lavoro.In questa epoca di sovranismi, le città stanno emergendo come veri e propri hub sociali, distributori di infinite connessioni: civili, politiche, antropologiche, economiche, comunicative. Le città, dunque, come espressione di un nuovo modello identitario, dove identità non fa rima con localismo o nazionalismo esasperati, ma con partecipazione, condivisione dell’appartenenza a una vicenda comune, perché siamo parte della famiglia umana, prima ancora di prendervi parte.
Perché Co-Governance? Perché c’è bisogno di una corresponsabilità, di un patto reciproco fra cittadini e amministratori, politici e tecnici. È questo il filo rosso di tutto il convegno.
Saranno previsti focus tematici, laboratori, gruppi di lavoro interculturali che proporranno l’attualità della partecipazione nel contesto interdipendente di oggi. Inoltre sarà determinante lo scambio di buone pratiche fra politici, tecnici, docenti e cittadini e le reti tra città per implementare politiche innovative e lungimiranti.
Co-governance è organizzato dal Movimento Umanità Nuova, Movimento Politico per l’Unità e Associazione Città per la Fraternità.

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Arezzo città della musica saluta il 2019

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 dicembre 2018

Arezzo Martedì 1 gennaio alle ore 17.00, al Teatro Petrarca, il maestro Andrea Fornaciari sale sul podio per dirigere Oida Orchestra Instabile di Arezzo saluta il 2019 con un grande “Concerto di Capodanno”.
L’appuntamento organizzato dalla Fondazione Guido d’Arezzo e dal Comune di Arezzo prevede celebri partiture di Pyotr Ilyich Tchaikovsky, George Bizet, Edward Elgar, Johann Strauss Sr e Jr, Josef Strauss per un viaggio tra valzer e polke dalle chiare atmosfere viennesi, attraverso melodie senza tempo, all’insegna della tradizione per formulare i migliori auguri per l’anno che verrà. “Un’intuizione felice di questa amministrazione, che si ripete per il terzo anno consecutivo e che si va consolidando quale tradizione festosa anche per la nostra città, così come avviene in tante altre, in Italia e nel mondo. E si ripete con l’esibizione di una realtà locale di rilievo, destinata a crescere, che sono certo emozionerà e coinvolgerà il pubblico del Petrarca con l’esecuzione di un programma di sala attrattivo e di assoluta qualità – commenta Alessandro Ghinelli, sindaco di Arezzo e presidente della Fondazione Guido d’Arezzo -. Niente di più naturale per una città, la nostra, che sta rispondendo con entusiasmo alla scelta di voler riconoscere nella musica la propria identità, scelta convintamente perseguita dall’amministrazione fin dal suo insediamento, e che nell’ultimo anno ha portato a grandi risultati e rinnovato una vitalità che sembrava sopita. Un concerto atteso, con il quale Arezzo, città della musica e della cultura musicale, non può dare benvenuto migliore al nuovo anno”.
Oida Orchestra Instabile di Arezzo, nasce poco più di due anni fa, dalla collaborazione e impegno di alcune delle realtà musicali e culturali più importanti del territorio aretino. Si è definita “instabile” per la volontà di misurarsi con linguaggi sempre nuovi e di andare verso direzioni innovative mantenendo sempre un ottimo livello artistico.
Le associazioni che compongono Oida sono: Associazione Guido Monaco, Kairos, Accademia Musicale Valdarnese, Opera Viwa, Quinte tra le note, So.No.Ro., Voceincanto, Orchestra Giovanile Arezzo, Scuola di Musica Le 7 Note, Spazio Seme; inoltre collabora con il Liceo Musicale. Le attività di Oida sono realizzate con il contributo e il patrocinio di: Camera di Commercio di Arezzo e Siena, Provincia di Arezzo, Comuni di Arezzo, Bibbiena, Castiglion Fiorentino, Cortona, Figline e Incisa, Castelfranco Piandiscò, Sansepolcro, Convitto Nazionale di Arezzo e sono sostenuti da Euronics e Artecerreta.
Andrea Fornaciari, diplomato in pianoforte principale al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma e in direzione d’orchestra con il M° Leopold Hager alla Hochschule für Musik u.darstellende Kunst di Vienna, si è perfezionato in Korrepetition e analisi musicale con K.H. Füssl. Sempre presso la Hochschule di Vienna ha seguito le Masterclass di Wolfgang Sawallisch, Hans Zender e Zubin Mehta riservate ai soli allievi dell’Accademia di Vienna. Sono tantissime le sue collaborazioni e feconda la sua attività artistica.
I biglietti (platea 10 euro – palchetti 5 euro) sono disponibili online su Ticketone oppure presso Officine della Cultura (via Trasimeno 16 – Arezzo), dal lunedì al venerdì dalle ore 10.00 alle ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 18.00. Presso il Teatro Petrarca nel giorno dello spettacolo.

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Roma Capitale: M5S-Lega inadeguati, manca visione della città

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

“Il recente voto della Camera dei Deputati sulle mozioni per Roma Capitale conferma che Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni sono gli unici ad avere a cuore le sorti della città di Roma, ma soprattutto di avere un’idea chiara del suo futuro. Il via libera dato alla mozione di maggioranza conferma la loro inadeguatezza, incapaci nel comprendere i reali problemi e bisogni della Capitale. Il silenzio sul fronte delle risorse e dei poteri in tal senso è eloquente. Roma ha bisogno di un progetto strategico di grande respiro come le altre capitali europee, che hanno avuto la capacità di pensarsi secondo una visione complessiva della città proiettata nel futuro. Il che ha consentito anche di beneficiare di importanti risorse e poteri speciali. A tuttoggi questo manca. Anzi, l’assenza perdurante di un progetto credibile ha impedito alla Capitale di avere un’idea del suo ruolo e della sua missione nel mondo. Purtroppo oggi si è sprecata l’ennesima occasione per ridare alla Capitale la sua degna dimensione”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio.

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“Qualità di vita nelle città”

Posted by fidest press agency su sabato, 29 settembre 2018

Roma 3 ottobre ore 10:00 Camera dei Deputati – Sala Stampa – Via della Missione 4 Conferenza stampa di presentazione intergruppo parlamentare “Qualità di vita nelle città”. L’intergruppo parlamentare “Qualità di Vita nelle Città” vuole diventare un osservatorio sulla qualità di vita nelle città attraverso la promozione della salute, dello sport e del benessere, identificando strategie di azione per rendere maggiormente consapevoli governi, regioni, città e cittadini dell’importanza della promozione della salute nei contesti urbani.
L’esigenza dell’intergruppo parlamentare Qualità di Vita nelle Città” nasce dall’aumento delle malattie croniche non trasmissibili nei contesti urbani, fenomeno strettamente legato alla continua crescente urbanizzazione che rappresenta oggi il principale rischio per la salute e lo sviluppo dell’uomo.Intervengono:
Roberto Pella, Co-Presidente Intergruppo, Camera dei Deputati
Daniela Sbrollini, Co-Presidente Intergruppo, Senato della Repubblica
Enzo Bianco, Presidente Consiglio Nazionale ANCI e Capo delegazione italiana Comitato delle Regioni dell’UE
Andrea Lenzi, Presidente Health City Institute e Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze per la Vita Presidenza del Consiglio
È stata invitato a partecipare il Ministro della Salute Giulia Grillo
Modera: Chiara Spinato, Direttore Generale Health City Institute e Segreteria Intergruppo.

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Estate in città, ecco le migliori in Europa

Posted by fidest press agency su domenica, 22 luglio 2018

Milano. Tra festival, manifestazioni e attività all’aperto, ormai anche le città hanno molto da offrire durante il periodo estivo. Uniplaces, la principale piattaforma online per gli affitti a studenti, ha selezionato le migliori città in Europa dove poter passare i mesi più caldi dell’anno, sempre con un occhio di riguardo per il budget di chi è studente.
Se la graziosa cittadina portoghese, Porto, è la più economica con 290€ di prezzo medio per l’affitto di una stanza per 30 giorni, Londra costa oltre 6 volte in più superando quota 1.800€ al mese. La capitale italiana, Roma, se la cava con 530€ mensili, comunque più cara di Barcellona con i suoi 445€.
In vacanza o di passaggio a Budapest? Buon per voi, qui fare la spesa d’estate è davvero conveniente, vi basterà un budget di 150€. Se invece vi trovate nella città eterna, Roma, allora aggiungete almeno 100€ rispetto al capoluogo ungherese. Nel caso foste ad Amsterdam, fate due conti prima di entrare al supermercato, qui la spesa media mensile e di quasi 280€.
Mano al portafoglio se state soggiornando a Londra, il costo medio della birra è di 5,7€. Una cifra oltre cinque volte superiore a città come Roma, Porto e Lisbona. Non troppo economiche anche Barcellona e Salonicco, dove la cifra si aggira attorno ai 3€.
Anche riguardo al trasporto urbano Porto è la città più economica, tra quelle ‘estive’, con un costo medio mensile di 22€. Mentre con la cifra che spendereste a Londra per il trasporto urbano, dove sicuramente si potrà arrivare dappertutto, potreste affittare metà stanza per un mese, proprio a Porto (150€).
A Budapest mangiare costa meno, anche al ristorante, qui ve la caverete con poco più di 5€. A Roma spenderete il triplo, attorno ai 15€ in media, quasi quanto a Londra con i suoi 17€. Meno care le spagnole Valencia e Barcellona, sui 10€.
Ogni città ha la sua versione del caffè, con gusti e caratteristiche uniche, ma Roma in questo caso è imbattibile, probabilmente non solo per il costo medio di 1,2€. Se vi trovate a Salonicco, sappiate che qui il caffè costa quasi quanto a Londra, circa 3€.
Roma e Salonicco registrano entrambe una temperatura media di 31 gradi, la più alta di questa selezione di città ‘estive’. Più ventilate le cittadine lungo le coste della penisola Iberica, nei mesi più caldi dell’anno Valencia, Barcellona, Porto e Lisbona hanno temperature medie tra i 25 e i 28 gradi. (Fonte: Uniplaces)

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Istat: la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 luglio 2018

L’Istat rivede al ribasso i dati preliminari dell’inflazione di giugno, che registra un aumento dell’1,3% su base annua, dal +1,4% stimato in precedenza.”Meglio di niente, ma non basta! Purtroppo l’Istat conferma comunque la risalita dell’inflazione dal +1% di maggio e l’impennata, per quanto attenuata rispetto alla stima preliminare, sia dei beni ad alta frequenza di acquisto (+2,7%, da 2,9%) che del carrello della spesa (+2,2%, da +2,6%)” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, significa avere una maggior spesa annua complessiva di 432 euro, 194 euro per il solo carrello della spesa, ossia per gli acquisti quotidiani, 177 per il cibo, 223 per i trasporti” conclude Dona.Resi noti, invece, i dati relativi all’inflazione dei capoluoghi di regione e delle regioni, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato il podio dei capoluoghi e delle regioni più cari d’Italia, in termini di aumento del costo della vita.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla graduatoria dei capoluoghi più cari, in termini di maggior spesa, si conferma Bolzano, con il picco dell’inflazione, 2%, equivalente, per una famiglia tipo, ad una spesa supplementare su base annua di 665 euro, contro una media per l’Italia di 308 euro. Al secondo posto Bologna, dove il rialzo dei prezzi dell’1,6% determina un aumento del costo della vita, per una famiglia tipo, pari a 452 euro, terza Milano, dove l’inflazione dell’1,4% comporta un aggravio annuo di spesa di 413 euro.In testa alla classifica delle regioni più costose, in termini di rincari, ancora una volta, il Trentino Alto Adige, dove l’inflazione dell’1,6% significa, per una famiglia tipo, una batosta pari a 453 euro su base annua. Segue la Lombardia, dove l’incremento dei prezzi pari all’1,4% implica un’impennata del costo della vita pari a 399 euro, terza l’Emilia Romagna, dove l’inflazione dell’1,4% genera una spesa annua supplementare di 381 euro. (Fonte: Unione Nazionale Consumatori su dati Istat)

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Quanto costa fare lo studente in città?

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

A Napoli le stanze più economiche. Roma la più conveniente per mangiare e bere. Padova la più cara per i trasporti e Pisa per il vitto. Vitto, alloggio, bevande e trasporto urbano, Uniplaces, piattaforma digitale per gli affitti a studenti con oltre 50.000 annunci online, presenta i dati relativi al costo della vita nelle principali città universitarie italiane.
Costano quasi quanto un appartamento nelle città ‘non universitarie’. Il prezzo medio mensile di una camera a Napoli (307€) è quasi la metà rispetto ai prezzi di Milano (610€). Mentre tra le più care ci sono Roma (530€) e Firenze (520€). All’ombra della torre pendente, il prezzo medio per il vitto è il più alto. Il costo medio per mangiare ogni mese a Pisa è di 316€, seguita da Firenze (285€) e Bologna (283€). La città più conveniente in assoluto, relativamente a questo tipo di spesa, è la capitale: Roma 251€.
Meglio ordinarla nella capitale, considerato che il costo medio per una singola birra a Roma è di appena 1,10€. La città più cara in questo caso è Padova con 1,50€. In gran parte delle altre città esaminate la cifrà si attesta attorno a 1,40€.
La forbice del prezzo mensile per viaggiare in città va dai 27€ di Pisa, la più economica, ai 39€ di Padova, la più cara. Mentre a Milano, Roma e Firenze il costo medio è di 35€, Bologna 36€ e Napoli 37,5€.Nelle città italiane una stanza costa mediamente 441€, circa 170€ in meno rispetto alla città universitaria più cara, Milano. Riguardo alla spesa mensile per il vitto, la media nazionale è di 259€, poco sopra Roma, la più economica. Il costo medio di una birra è di 1,27€, inferiore alla maggior parte dei prezzi nelle varie città considerate. Infine il prezzo medio mensile per il trasporto urbano è di 35€.

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La Fisica incontra la città

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 novembre 2017

RomaRoma. Mercoledì 8 Novembre 2017, ore 20:30 Università degli Studi Roma Tre – Aula Magna Rettorato Via Ostiense, 159. Che cos’è un’interazione fondamentale? Stefano Forte (Dipartimento di Fisica, Università di Milano) Per molti fisici, le interazioni fondamentali sono come il tempo secondo sant’Agostino: “Che cosa sono? Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.” Eppure, alla domanda “quali sono le interazioni fondamentali” tutti risponderanno senza dubbi ed allo stesso modo: la gravità, l’elettromagnetismo, la forza debole e la forza forte. Queste queste quattro forze sono davvero “fondamentali” e se si in che senso? Potremmo scoprire un giorno che in realtà non lo sono? E potremmo scoprire che nessuna interazione è fondamentale? La risposta a queste domande coinvolge alcune delle idee più profonde della fisica degli ultimi cinquant’anni: l’indeterminazione quantistica, le simmetrie dello spazio-tempo, le costanti fondamentali, le leggi di scala. Vedremo come queste idee abbiano permesso di sviluppare il modello standard: l’attuale teoria delle interazioni fondamentali, forse la teoria meglio verificata sperimentalmente di tutta la fisica. Vedremo anche come la visione di teoria fondamentale che ne nasce potrebbe essere superata in futuro.
Stefano Forte è professore ordinario di fisica teorica presso l’Università di Milano, dove ha stabilito una vivace scuola di fisica delle interazioni fondamentali. In precedenza è stato ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a Torino e a Roma, ed ha occupato posizioni post-dottorali a Parigi ed al CERN dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso l’MIT. Si occupa soprattutto della teoria dell’interazione forte ed in particolare della struttura del protone, la cui conoscenza dettagliata è stata cruciale per la recente scoperta del bosone di Higgs. Ha svolto e svolge attività di insegnamento e ricerca in varie istituzioni internazionali, tra cui il CERN di Ginevra, il centro Higgs di Edimburgo, l’Università Pierre et Marie Curie di Parigi, l’istituto Niels Bohr di Copenhagen e la scuola normale superiore di Lione.

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Si apre lunedì a Bruxelles la Settimana europea delle regioni e delle città

Posted by fidest press agency su sabato, 7 ottobre 2017

europa-261011-cBruxelles Lunedì alle 14:30 la Commissione, il Parlamento europeo e il Comitato europeo delle regioni apriranno insieme la Settimana europea delle regioni e delle città, che quest’anno verterà sul futuro della politica di coesione. Dal 9 al 12 ottobre centinaia di responsabili di progetti, amministratori locali e politici nazionali si incontreranno per discutere di come sono stati usati gli investimenti dell’UE negli ultimi dieci anni, sulla base della 7a relazione sulla coesione che sarà presentata lunedì, e di ciò che resta da fare nel periodo post-2020. La Commissaria per la Politica regionale Corina Creţu ha dichiarato: “Tutti i partecipanti sono consapevoli del ruolo fondamentale della politica di coesione per le nostre regioni. Dobbiamo diffondere questo messaggio il più possibile. Per questo mi compiaccio dell’avvio questo lunedì dell’Alleanza per la coesione, che dovrà riunire i beneficiari dei fondi della politica di coesione, non solo città e regioni ma anche rappresentanti del settore privato, della sanità e dell’istruzione, per promuovere una politica di coesione forte nel prossimo periodo finanziario.” Nel corso della settimana ci si potrà confrontare con amministratori ed esperti di politica di coesione del proprio paese, si potrà assistere alla tradizionale cerimonia di conferimento dei premi RegioStars e partecipare a un seminario sul futuro della politica di coesione.

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La città in tasca: spettacoli

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

lacittaintascaRoma Da venerdì 1° a domenica 10 settembre, tutti i giorni dalle 17:00 alle 23:00 torna per la sua ventitreesima edizione – al Parco degli Scipioni in via di Porta Latina, 10 – La città in tasca, Cultura, spettacolo, gioco con i ambini e i ragazzi di Roma, organizzata dall’Arciragazzi Comitato di Roma e oggi alla Sua XXIII edizione. L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.
A conclusione della lunga estate romana, torna al Parco degli Scipioni, con un ricchissimo programma di teatro, clownerie, musica, cinema, danza, narrativa, laboratori, letture e tantissimi giochi, “La Città in Tasca”, il festival organizzato da Arciragazzi di Roma con il contributo di Roma Capitale, dedicato ai bambini e ai ragazzi dai 3 ai 12 anni, ormai giunto alla sua 23esima edizione. La manifestazione prevede laboratori creativi e ecologici, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche, giochi e attività ludiche. L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

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Le città che leggono di più secondo Amazon.it

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

lussemburgoLussemburgo. Mentre gli italiani sono immersi nella lettura sotto l’ombrellone o al fresco dei boschi sui monti, Amazon rilascia la classifica delle città italiane che leggono più libri. La classifica è stata stilata prendendo in esame il numero di titoli in formato cartaceo ed eBook acquistati dagli italiani su Amazon.it durante l’ultimo anno su base pro capite, in città con più di 90.000 abitanti.
Per il quinto anno consecutivo Milano si conferma la maggiore appassionata di libri sia in formato cartaceo sia digitale, conquistando il primo posto della classifica. Medaglia d’argento per Trieste che, a sorpresa, raggiunge il secondo posto rispetto al quarto dello scorso anno. Perde invece una posizione Padova, slittando al terzo gradino e scalzando così Verona che precipita al settimo posto, perdendo ben 4 posizioni rispetto allo scorso anno. Bologna guadagna due posizioni e si attesta al quarto posto, mentre Trento resta salda in quinta posizione.
Cresce la lettura a Roma, che risale tre posizioni e arriva al 6° posto. Dopo Verona, chiudono la classifica Firenze, che per il secondo anno consecutivo si attesta ottava, e due new entry: Torino (9a) e Udine (10a). Bergamo (12a) e Vicenza (13a) escono così dalla top 10 di quest’anno e si posizionano dopo Cagliari (11a), mentre le altre principali città italiane ottengono posizioni più basse nella classifica: Genova è 16a, Venezia 29a, Napoli 38a e Palermo 39a. Per quanto riguarda la classifica delle 10 città italiane che prediligono leggere in formato digitale, scaricando i testi da Amazon.it, Milano, Trieste e Trento sono le regine indiscusse, mentre Torino (14a) e Roma (15a) le grandi assenti. In quarta e quinta posizione si classificano Padova e Bolzano seguite da Bologna, Cagliari, Verona, Udine e Bergamo. Per quanto riguarda i libri cartacei preferiti dagli italiani, Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo ed Elena Favilli conquista la prima posizione in ben 18 delle 47 città analizzate, tra cui Milano, Padova, Trieste e Verona. Harry Potter e la maledizione dell’erede di J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne è invece primo in 17 città tra cui Roma, Torino, Napoli e Genova.
Tra i libri preferiti in formato digitale Il profumo delle foglie di tè di Dinah Jefferies è primo in 33 città, tra cui Milano, Roma e Torino, mentre La custode dell’ambra di Freda Lightfoot in 4 città tra cui Palermo e Bologna e Un nastro color lavanda di Heather Burch è primo in 3 città tra cui Bari.

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Seconda migliore città al mondo in cui vivere

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

Abu DhabiAbu Dhabi è stata scelta come seconda migliore città al mondo in cui vivere, lavorare e fare business, superando Londra e Parigi e guadagnando ben due posizioni, secondo il ranking stilato da Ipsos City Index. Più di 18,000 persone, tra i 16 e i 64 anni, provenienti da oltre 26 Paesi, sono state intervistate per il rapporto, che vede New York City stabile al primo posto. Le destinazioni sono state scelte da una lista di 60 città, incluse Sydney, Hong Kong, Città del Capo, Toronto e tante altre.
I risultati evidenziano la crescita significativa nella percezione globale di Abu Dhabi quale destinazione commerciale, con il 21% degli intervistati che ha indicato Abu Dhabi come la top city per il business, solo il 2% in meno della prima classificata, New York City. Abu Dhabi è risultata inoltre essere la preferita dalle giovani generazioni – Generazione X, Millennials e Generazione Z, tutte concordi nel collocare New York City e Abu Dhabi in cima alla lista. Sua Eccellenza Saeed Ghobash, Direttore Generale di TCA Abu Dhabi, ha dichiarato: “L’ascesa di Abu Dhabi in questa classifica internazionale testimonia lo sforzo costante per accreditare l’Emirato non solo come una destinazione turistica, ma anche come un Paese in cui la comunità internazionale desidera lavorare, vivere e fare business. La popolarità tra le generazioni più giovani, evidenzia la necessità delle città globali di diversificare, innovare e sostenere il loro posizionamento come centri turistici e d’affari.” Nel periodo da Gennaio a Maggio 2017, l’Emirato di Abu Dhabi ha registrato quasi due milioni di hotel guest (1.965.436), con una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente secondo i dati pubblicati da TCA Abu Dhabi (Ente del Turismo e Cultura di Abu Dhabi).
Nei primi 5 mesi dell’anno i visitatori provenienti dagli EAU rappresentano più di 600.000 hotel guest in Abu Dhabi1tutti i 167 hotel e apart-hotel di Abu Dhabi City, Al Ain e Al Dhafra. Fra i mercati internazionali, la Cina è il più grande con 160.902 hotel guest; l’India rimane il secondo mercato, con circa 136.000 ospiti, seguito dal Regno Unito con 104.000, gli Stati Uniti con oltre 67.000 e l’Arabia Saudita con più di 62.000 arrivi.
L’Italia si posiziona al 13° posto a livello internazionale con 29.789 ospiti (stabile rispetto allo scorso anno), 112.791 overnight e una media di soggiorno di 3.8 notti.Sua Eccellenza Saeed Ghobash, Direttore Generale di TCA Abu Dhabi, ha dichiarato: “I nostri sforzi a maggio hanno capitalizzato la crescente popolarità dell’Emirato come destinazione turistica in Cina, con il nostro team promozionale che ha condotto un roadshow di quattro città e che partecipa alla fiera ITB China 2017 a Shanghai. La nostra squadra dell’Abu Dhabi Convention Bureau ha guidato una delegazione in Germania in occasione dell’IMEX 2017 a Francoforte, la fiera di riferimento per la Meeting Industry mondiale.”Ghobash ha aggiunto: “Guardando avanti, abbiamo degli eventi emozionanti in arrivo, tra cui il ritorno della Abu Dhabi Summer Season tra il 20 luglio e il 20 agosto, con una selezione di eventi e promozioni in tutto l’Emirato.” (foto: Abu Dhabi)

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Vivere in città aumenta rischio diabete

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

diabete_21-300x224Nel mondo sono 2 su 3 le persone con diabete che vivono in ambiente urbano, secondo i dati dell’IDF – International Diabetes Federation, e diventeranno 3 su 4 nel giro di 25 anni. Ciò è vero anche per l’Italia, come testimonia l’analisi condotta da Health City Institute sul “diabete urbano” nella penisola: 22 milioni di persone, il 36 per cento della popolazione nazionale, vivono nelle 14 Città metropolitane, che ospitano 1,2 milioni di persone con diabete ossia oltre 1 diabetico su 3 in Italia; nel complesso, il 52 per cento dei 3,3 milioni di persone con diabete abita nei primi cento nuclei urbani italiani.
Il concetto di “diabete urbano o urban diabetes” è al centro dei lavori della due giorni organizzata a Roma, con la partecipazione dei massimi esperti nazionali, dei rappresentanti delle istituzioni e di ospiti internazionali, promossa da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation e da Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” per celebrare la decima edizione dell’Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum in svolgimento a Roma, con il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e Roma Capitale. “Con ‘diabete urbano’ si vuole definire la malattia diabetica che riguarda le persone che vivono nelle aree urbanizzate, ambiente che come è ben dimostrato influenza il modo in cui le persone vivono, mangiano, si muovono, tutti fattori che hanno un impatto sul rischio di sviluppare il diabete”, spiega Andrea Lenzi, Presidente di Health City Institute. “Anche gli aspetti demografici e sociali sono importanti – aggiunge -. Nelle città c’è maggior rischio di fragilità: soprattutto per gli anziani, il cui numero è sempre più elevato, spesso soli, in nuclei monofamiliari. E la fragilità è un fattore di rischio per un adeguato controllo della malattia.” Il termine “urban diabetes” è stato coniato dal programma Cities Changing Diabetes, una partnership tra lo University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center nata con l’obiettivo di creare un movimento di collaborazione internazionale che proponga e trovi soluzioni e best practice per affrontare il crescente numero di persone con diabete e obesità nel mondo, e il conseguente onere economico e sociale, partendo dal tessuto e dal vissuto urbano che tanta parte ha in questo fenomeno. Al programma hanno già aderito Città del Messico, Copenaghen, Houston, Shanghai, Tianjin, Vancouver, Johannesburg e Roma, protagonista per il 2017. “Roma purtroppo non si sottrae alla regola che vede il diabete come emergenza nelle città – dice Simona Frontoni, Presidente del Comitato scientifico dell’Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum e diabetologa nella capitale -. Con il 6,5 per cento di persone con diabete sulla popolazione residente, Roma è ben oltre la media nazionale del 5,4, come ci dice Istat. Inoltre, all’interno della città c’è una grande variabilità tra zone centrali e periferiche, più o meno disagiate, con valori che vanno dal 5,9 al 7,3 per cento, anche questa una chiara evidenza dell’impatto che l’ambiente ha sullo sviluppo della malattia.” Il rapporto “Atlas 2017” del programma Cities Changing Diabetes per Roma conferma inoltre per la capitale le stesse fragilità tipiche dell’ambiente cittadino: il numero di anziani che vivono da soli, che rappresentano quasi il 30 per cento degli over-64, e la sedentarietà, dimostrata dal tempo passato in macchina per gli spostamenti – su 1 milione e 339 mila persone che ogni giorno si spostano per motivi di lavoro o studio, ben 1 su 5 impiega oltre 45 minuti per il viaggio e quasi il 60 per cento utilizza l’auto.
“Iniziative come il programma Cities Changing Diabetes per Roma e più in generale la conferenza Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum che IBDO organizza da ben 10 anni, hanno un grande merito: mettono a confronto clinici, accademici, decisori politici e Istituzioni nazionali, amministrazioni locali, società civile e terzo settore e favoriscono il dialogo, facilitando la ricerca e l’affinamento di soluzioni condivise alle sfide di salute del terzo millennio,” conclude Renato Lauro, Presidente IBDO.

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Torna a Roma ‘Scacchi in città’

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

villa torloniaE’ il progetto organizzato dalla Federazione Scacchistica Italiana in collaborazione con l’Assessorato allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi di Roma Capitale al fine di promuovere questa disciplina dall’alto valore sociale, educativo ed inclusivo in sedi di particolare fascino culturale e paesaggistico. Dopo il successo del primo evento il 28 maggio scorso a Piazza del Campidoglio, la manifestazione prosegue con quattro appuntamenti: il 29 giugno a Villa Torlonia, il 16 luglio al Pincio, il 29 settembre a Villa Lais e il 15 ottobre a Villa Carpegna.In occasione della festa dei patroni Santi Pietro e Paolo a Villa Torlonia, dalle 10 alle 13, gli appassionati di scacchi potranno giocare e sfidarsi all’ombra del bosco di querce della villa. Ci saranno tre aree di gioco tra loro indipendenti, una per l’esibizione in simultanea, una per il gioco agonistico ‘rapido’ (con orologio segnatempo), e una terza per appassionati di ogni livello con assistenza di istruttori federali. Complessivamente saranno disponibili 50 postazioni di gioco. La partecipazione è gratuita. La manifestazione gode del patrocinio di Unicef e del Coni Lazio.Gli scacchi sono uno sport straordinariamente diffuso in tutto il mondo, con circa 1 miliardo di praticanti, molto esercitato anche in Italia, dove si tende ad apprenderlo in giovanissima età, in famiglia o nella scuola. La Federazione Scacchistica Italiana è stata costituita nel 1920 ed eretta a Ente Morale nel 1930; dal 1988 gli scacchi sono una disciplina sportiva associata del CONI.Gli aspetti valoriali legati alla pratica di tale disciplina sono inerenti al rispetto delle regole, dell’ambiente, dei compagni e degli avversari, nonché alla cultura del confronto finalizzato alla crescita del senso sociale e l’aspirazione al benessere psico-fisico, all’approccio scientifico e metodologico per la soluzione dei problemi attraverso l’uso sistematico delle tecniche logiche e matematiche.La Dichiarazione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2012 ha invitato i Paesi dell’Unione Europea a inserire gli scacchi tra le materie curriculari nella scuola dell’obbligo e in Italia sono insegnati in molte scuole, anche se per ora tra le materie facoltative, per questo è intenzione dell’Amministrazione capitolina diffondere la conoscenza di questo sport.“Gli scacchi insegnano a concentrarsi, a risolvere i conflitti in modo pacifico e promuovono il dialogo culturale, hanno una profonda valenza sociale ed è per questo motivo che l’Amministrazione capitolina si è impegnata a promuovere questo sport. Crediamo che giocare a scacchi contribuisca al benessere dei nostri cittadini e ancora di più se fatto in luoghi affascinanti di Roma. Un modo sano di trascorrere il tempo insieme a familiari, amici e ad altri cittadini”, dichiara l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi di Roma Capitale Daniele Frongia. “La prima domenica di ‘Scacchi in città’ è stata un grande successo: per prima cosa ringrazio tutti i cittadini che vi hanno partecipato e ringrazio l’Assessore Daniele Frongia per aver fatto propria la valenza sociale e culturale degli scacchi. L’esibizione delle nostre tre campionesse in ‘simultanea’, cioè affrontando più avversari contemporaneamente, ha costituito un momento particolarmente spettacolare che ha affascinato anche coloro che poco conoscono degli scacchi. Questa manifestazione, che ha avuto anche il patrocinio dell’Unicef e del CONI Lazio, ha sicuramente contribuito a promuovere il dialogo tra persone di diversa estrazione culturale e soprattutto ad avvicinare giovani e adulti superando le barriere generazionali”, commenta il Presidente della Federazione Scacchistica Italiana, Gianpietro Pagnoncelli. Il programma del 29 giugno a Villa Torlonia
10:00 – Apertura della manifestazione
10:05 – Accesso all’area di gioco libero, assistito da istruttori della Federazione Scacchistica Italiana fino al termine della manifestazione
10:15 – Accesso all’area gioco rapido. Possibilità di sfidare il Grande Maestro Lexy Ortega, campione italiano nel 2009, fino al termine della manifestazione
10:30 – Esibizione di gioco in simultanea (contro più avversari contemporaneamente) tenuta da una delle ‘Regine’ italiane degli scacchi, Fiammetta Panella, campionessa italiana 2007
13:00 – Conclusione della manifestazione

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Muoversi in bici: la classifica delle città più sicure fatta da chi pedala

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

bici in cittàIl miglior amico di chi usa l’auto in città dovrebbe essere il ciclista. Sì, perchè il ciclista oltre a non inquinare, non crea congestione e non occupa parcheggio, rendendo di fatto più facile la vita anche all’automobilista: città come Amsterdam o Copenhagen, tra le più bike friendly del mondo, hanno i tempi di attraversamento in automobile più bassi in assoluto.E invece. E invece le tragiche notizie di questi giorni, amplificate dal coinvolgimento di vittime illustri (prima il ciclista Michele Scarponi, poi il pilota Nicky Hayden e la triatleta Julia Viellehner), ci riportano di colpo alla questione fondamentale: garantire l’incolumità di chi si sposta in bici ogni giorno. Avventurarsi su una bicicletta – in città o fuori città – è praticamente un atto eroico. Lo dicono, freddamente, i numeri sugli incidenti stradali diffusi dall’Istat: nel 2015 ben 16.827 ciclisti sono stati feriti e 252 sono morti. Fa un morto ogni giorno e mezzo per 45 incidenti al giorno, una vera e propria ecatombe. La sicurezza dei ciclisti è un tema che fino a oggi la politica non è riuscita ad affrontare compiutamente, spesso con annunci cui non sono seguiti fatti concreti.In attesa di interventi istituzionali ci ha pensato l’App WECITY, insieme ai propri utenti, a creare delle innovative mappe di pericolosità di decine di città italiane. WECITY, già scelta e apprezzata da 30mila persone per la sua originale proposta di premiare le diverse forme di mobilità sostenibile (a piedi, in bici, con i mezzi pubblici, con l’auto condivisa), ha rilasciato una nuova funzione, Bike Safe (http://maps.wecity.it/it): al termine di un tragitto in bici è possibile ora “votare” il livello di sicurezza del viaggio. Esattamente come siamo ormai abituati a fare con un ristorante o un hotel: l’utente assegna una stella ai tragitti più pericolosi, e fino a 5 stelle per quelli più sicuri. La risposta degli utenti nei primi 6 mesi di utilizzo è stata immediata: una conferma che il problema è estremamente sentito. In poco tempo i dati raccolti hanno permesso di mappare decine di città, e di definire un indicatore generale, chiamato Indice di Ciclabilità Urbana (ICU), che classifica le città in base alla loro sicurezza per chi pedala. L’aspetto interessante dell’ Indice di Ciclabilità Urbana è che rappresenta il punto di vista di chi si sposta ogni giorno in bicicletta, ma è mediato da alcuni fattori correttivi, come il numero minimo di votazioni o la percentuale di copertura della città. In questo modo si può ridurre il fenomeno per cui, pochi utenti, molto attivi, possano alterare nel bene o nel male la valutazione della città. Attualmente Reggio Emilia guida la classifica come città più sicura e bike friendly, con un’indice di ciclabilità urbana di 3.33 (il massimo è 5): è la città che permette alle bici di girare addirittura contromano e i km mappati crescono ogni giorno (ad oggi sono mappati 246,9 Km per una copertura del 14%); segue Torino, con un’indice di 3.13: con 800,5 km pedalati (una copertura del 29,5%) la community di Torino ha messo in evidenza le zone sicure e quelle pericolose; Modena, al terzo posto in classifica con un indice di 3.05, è al momento la città con la più alta copertura di strade mappate, quasi il 40% (ovvero 650 Km); Bologna – forse per merito della “tangenziale delle bici” – ha oltre un quarto delle strade mappate (25.9% e 477.9 Km), e il 4° posto in classifica, con un’indice di ciclabilità urbana di 2.81.Secondo Paolo Ferri, CEO di WECITY, le mappe “Sono una forma di restituzione dei dati raccolti grazie agli utenti. In un mondo dove ogni giorno accettiamo, senza neanche leggerli, terms & conditions che stabiliscono come verranno utilizzati i nostri dati, abbiamo voluto rendere evidente lo sforzo e il risultato collettivo, mettendo queste mappe a disposizione di chiunque”.Un primo risultato importante è gia stato raggiunto: le Amministrazioni Pubbliche iniziano a considerare l’Indice di Ciclabilità Urbana come un criterio oggettivo su cui misurare i risultati delle politiche di mobilità, e uno strumento per analizzare a fondo i dati relativi agli spostamenti in bici. Il prossimo passo sarà quello di rendere le informazioni sulla sicurezza direttamente nell app wecity, realizzando un navigatore in grado di guidare l’utente attraverso il percorso più sicuro.Guarda il progetto: http://maps.wecity.it/it (bici in città)

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Dall’Aquila il via al progetto: “Un Ostello in ogni città!”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 maggio 2017

conferenza ostelliUn Ostello in ogni città! A palazzo Fibbioni, sede del Comune de L’Aquila, è stato presentato il progetto pensato per rivedere finalmente crescere il turismo italiano dopo anni di stasi; per rilanciare l’economia del turismo e del suo indotto nel Belpaese e nelle sue varie realtà territoriali; per far tornare l’Italia meta preferita a livello mondiale. L’iniziativa si deve all’intesa AIG-Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù e ANCI-Associazione Nazionale Comuni d’Italia, per promuovere nelle sedi istituzionali e in ogni altra occasione ritenuta opportuna, il turismo giovanile e il patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale italiano. Ciò, in particolare, sensibilizzando le Amministrazioni comunali sul modello di accoglienza legato agli Ostelli per la Gioventù. Di questo progetto, ed in particolare delle prospettive per l’Abruzzo ed il suo capoluogo, si è discusso in una conferenza stampa cui hanno preso parte il presidente Anci-Abruzzo, Luciano Lapenna, il segretario nazionale di AIG, Carmelo Lentino, e il responsabile della Comunicazione e dei progetti culturali AIG, Roberto Messina.
Dopo una breve introduzione sulla lunga storia e le specificità di AIG da parte di Roberto Messina, curatore del libro “La Via degli Ostelli” (Rubbettino) dedicato al fondatore di AIG, il “leggendario” Aldo Franco Pessina, il segretario AIG Carmelo Lentino ha illustrato motivazioni, finalità e opportunità del progetto, che ambisce a rafforzare la rete e attivare nuovi ostelli-alberghi per la gioventù in ogni realtà urbana italiana (ma anche al di fuori, nell’hinterland) tramite le più varie formule di affiliazione, gestione diretta, affidamento, partnership privata o pubblico\privata, cooperativa, etc.. Insomma, con qualunque valida opzione possa ridare vita a strutture comunali e\o private in disuso, dimore storiche, edifici inutilizzati o abbandonati, da trasformare in moderne, accoglienti ed efficienti strutture di promozione turistica e culturale al servizio delle città, delle regioni e del Bel Paese; ma anche “spingere” strutture ricettive già esistenti, sempre pubbliche e\o private, e più o meno operative.
Luciano Lapenna, presidente Anci Abruzzo, si è detto entusiasta dell’iniziativa, condividendone motivazioni e obiettivi, e in uno spirito di dichiarata e piena disponibilità ha evidenziato il forte interesse perché questo progetto decolli in Abruzzo, compiaciuto del fatto che proprio dall’Abruzzo, AIG abbia pensato di far partire e rendere operativo questo lodevole e importante progetto.
Si è poi parlato anche degli “Informagiovani”, gli sportelli di informazione per le attività giovanili, il lavoro, il tempo libero, la formazione, la vita sociale, istituiti in Italia a fine anni ’80 e poi non più sostenuti, tranne qualche rara eccezione, dalle istituzioni nazionali e locali, quindi chiusi o fortemente ridimensionati nella loro preziosa attività. L’AIG, ha spiegato Lentino riportando un messaggio di saluto del Presidente nazionale di AIG, Filippo Capellupo (tra i protagonisti della nascita degli Informagiovani italiani e uno dei primi assessori alle politiche giovanili ad averli attivati nella città di Catanzaro), per favorire il loro rilancio quali strumenti indispensabili per i giovani, ha deciso di ospitarli nelle proprie strutture e in quelle nuove che si aggiungeranno, con la prospettiva di organizzarli anche in questo caso “in rete” per l’intero territorio italiano. (foto: conferenza ostelli)

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