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Quanto costa fare lo studente in città?

Posted by fidest press agency su martedì, 24 aprile 2018

A Napoli le stanze più economiche. Roma la più conveniente per mangiare e bere. Padova la più cara per i trasporti e Pisa per il vitto. Vitto, alloggio, bevande e trasporto urbano, Uniplaces, piattaforma digitale per gli affitti a studenti con oltre 50.000 annunci online, presenta i dati relativi al costo della vita nelle principali città universitarie italiane.
Costano quasi quanto un appartamento nelle città ‘non universitarie’. Il prezzo medio mensile di una camera a Napoli (307€) è quasi la metà rispetto ai prezzi di Milano (610€). Mentre tra le più care ci sono Roma (530€) e Firenze (520€). All’ombra della torre pendente, il prezzo medio per il vitto è il più alto. Il costo medio per mangiare ogni mese a Pisa è di 316€, seguita da Firenze (285€) e Bologna (283€). La città più conveniente in assoluto, relativamente a questo tipo di spesa, è la capitale: Roma 251€.
Meglio ordinarla nella capitale, considerato che il costo medio per una singola birra a Roma è di appena 1,10€. La città più cara in questo caso è Padova con 1,50€. In gran parte delle altre città esaminate la cifrà si attesta attorno a 1,40€.
La forbice del prezzo mensile per viaggiare in città va dai 27€ di Pisa, la più economica, ai 39€ di Padova, la più cara. Mentre a Milano, Roma e Firenze il costo medio è di 35€, Bologna 36€ e Napoli 37,5€.Nelle città italiane una stanza costa mediamente 441€, circa 170€ in meno rispetto alla città universitaria più cara, Milano. Riguardo alla spesa mensile per il vitto, la media nazionale è di 259€, poco sopra Roma, la più economica. Il costo medio di una birra è di 1,27€, inferiore alla maggior parte dei prezzi nelle varie città considerate. Infine il prezzo medio mensile per il trasporto urbano è di 35€.

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La Fisica incontra la città

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 novembre 2017

RomaRoma. Mercoledì 8 Novembre 2017, ore 20:30 Università degli Studi Roma Tre – Aula Magna Rettorato Via Ostiense, 159. Che cos’è un’interazione fondamentale? Stefano Forte (Dipartimento di Fisica, Università di Milano) Per molti fisici, le interazioni fondamentali sono come il tempo secondo sant’Agostino: “Che cosa sono? Se nessuno me lo chiede, lo so; se cerco di spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so.” Eppure, alla domanda “quali sono le interazioni fondamentali” tutti risponderanno senza dubbi ed allo stesso modo: la gravità, l’elettromagnetismo, la forza debole e la forza forte. Queste queste quattro forze sono davvero “fondamentali” e se si in che senso? Potremmo scoprire un giorno che in realtà non lo sono? E potremmo scoprire che nessuna interazione è fondamentale? La risposta a queste domande coinvolge alcune delle idee più profonde della fisica degli ultimi cinquant’anni: l’indeterminazione quantistica, le simmetrie dello spazio-tempo, le costanti fondamentali, le leggi di scala. Vedremo come queste idee abbiano permesso di sviluppare il modello standard: l’attuale teoria delle interazioni fondamentali, forse la teoria meglio verificata sperimentalmente di tutta la fisica. Vedremo anche come la visione di teoria fondamentale che ne nasce potrebbe essere superata in futuro.
Stefano Forte è professore ordinario di fisica teorica presso l’Università di Milano, dove ha stabilito una vivace scuola di fisica delle interazioni fondamentali. In precedenza è stato ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare a Torino e a Roma, ed ha occupato posizioni post-dottorali a Parigi ed al CERN dopo aver conseguito il dottorato di ricerca presso l’MIT. Si occupa soprattutto della teoria dell’interazione forte ed in particolare della struttura del protone, la cui conoscenza dettagliata è stata cruciale per la recente scoperta del bosone di Higgs. Ha svolto e svolge attività di insegnamento e ricerca in varie istituzioni internazionali, tra cui il CERN di Ginevra, il centro Higgs di Edimburgo, l’Università Pierre et Marie Curie di Parigi, l’istituto Niels Bohr di Copenhagen e la scuola normale superiore di Lione.

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Si apre lunedì a Bruxelles la Settimana europea delle regioni e delle città

Posted by fidest press agency su sabato, 7 ottobre 2017

europa-261011-cBruxelles Lunedì alle 14:30 la Commissione, il Parlamento europeo e il Comitato europeo delle regioni apriranno insieme la Settimana europea delle regioni e delle città, che quest’anno verterà sul futuro della politica di coesione. Dal 9 al 12 ottobre centinaia di responsabili di progetti, amministratori locali e politici nazionali si incontreranno per discutere di come sono stati usati gli investimenti dell’UE negli ultimi dieci anni, sulla base della 7a relazione sulla coesione che sarà presentata lunedì, e di ciò che resta da fare nel periodo post-2020. La Commissaria per la Politica regionale Corina Creţu ha dichiarato: “Tutti i partecipanti sono consapevoli del ruolo fondamentale della politica di coesione per le nostre regioni. Dobbiamo diffondere questo messaggio il più possibile. Per questo mi compiaccio dell’avvio questo lunedì dell’Alleanza per la coesione, che dovrà riunire i beneficiari dei fondi della politica di coesione, non solo città e regioni ma anche rappresentanti del settore privato, della sanità e dell’istruzione, per promuovere una politica di coesione forte nel prossimo periodo finanziario.” Nel corso della settimana ci si potrà confrontare con amministratori ed esperti di politica di coesione del proprio paese, si potrà assistere alla tradizionale cerimonia di conferimento dei premi RegioStars e partecipare a un seminario sul futuro della politica di coesione.

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La città in tasca: spettacoli

Posted by fidest press agency su domenica, 27 agosto 2017

lacittaintascaRoma Da venerdì 1° a domenica 10 settembre, tutti i giorni dalle 17:00 alle 23:00 torna per la sua ventitreesima edizione – al Parco degli Scipioni in via di Porta Latina, 10 – La città in tasca, Cultura, spettacolo, gioco con i ambini e i ragazzi di Roma, organizzata dall’Arciragazzi Comitato di Roma e oggi alla Sua XXIII edizione. L’iniziativa è parte del programma dell’Estate Romana promossa da Roma Capitale Assessorato alla Crescita culturale e realizzata in collaborazione con SIAE.
A conclusione della lunga estate romana, torna al Parco degli Scipioni, con un ricchissimo programma di teatro, clownerie, musica, cinema, danza, narrativa, laboratori, letture e tantissimi giochi, “La Città in Tasca”, il festival organizzato da Arciragazzi di Roma con il contributo di Roma Capitale, dedicato ai bambini e ai ragazzi dai 3 ai 12 anni, ormai giunto alla sua 23esima edizione. La manifestazione prevede laboratori creativi e ecologici, spettacoli teatrali e proiezioni cinematografiche, giochi e attività ludiche. L’ingresso alla manifestazione è gratuito.

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Le città che leggono di più secondo Amazon.it

Posted by fidest press agency su domenica, 20 agosto 2017

lussemburgoLussemburgo. Mentre gli italiani sono immersi nella lettura sotto l’ombrellone o al fresco dei boschi sui monti, Amazon rilascia la classifica delle città italiane che leggono più libri. La classifica è stata stilata prendendo in esame il numero di titoli in formato cartaceo ed eBook acquistati dagli italiani su Amazon.it durante l’ultimo anno su base pro capite, in città con più di 90.000 abitanti.
Per il quinto anno consecutivo Milano si conferma la maggiore appassionata di libri sia in formato cartaceo sia digitale, conquistando il primo posto della classifica. Medaglia d’argento per Trieste che, a sorpresa, raggiunge il secondo posto rispetto al quarto dello scorso anno. Perde invece una posizione Padova, slittando al terzo gradino e scalzando così Verona che precipita al settimo posto, perdendo ben 4 posizioni rispetto allo scorso anno. Bologna guadagna due posizioni e si attesta al quarto posto, mentre Trento resta salda in quinta posizione.
Cresce la lettura a Roma, che risale tre posizioni e arriva al 6° posto. Dopo Verona, chiudono la classifica Firenze, che per il secondo anno consecutivo si attesta ottava, e due new entry: Torino (9a) e Udine (10a). Bergamo (12a) e Vicenza (13a) escono così dalla top 10 di quest’anno e si posizionano dopo Cagliari (11a), mentre le altre principali città italiane ottengono posizioni più basse nella classifica: Genova è 16a, Venezia 29a, Napoli 38a e Palermo 39a. Per quanto riguarda la classifica delle 10 città italiane che prediligono leggere in formato digitale, scaricando i testi da Amazon.it, Milano, Trieste e Trento sono le regine indiscusse, mentre Torino (14a) e Roma (15a) le grandi assenti. In quarta e quinta posizione si classificano Padova e Bolzano seguite da Bologna, Cagliari, Verona, Udine e Bergamo. Per quanto riguarda i libri cartacei preferiti dagli italiani, Storie della buonanotte per bambine ribelli di Francesca Cavallo ed Elena Favilli conquista la prima posizione in ben 18 delle 47 città analizzate, tra cui Milano, Padova, Trieste e Verona. Harry Potter e la maledizione dell’erede di J. K. Rowling, John Tiffany, Jack Thorne è invece primo in 17 città tra cui Roma, Torino, Napoli e Genova.
Tra i libri preferiti in formato digitale Il profumo delle foglie di tè di Dinah Jefferies è primo in 33 città, tra cui Milano, Roma e Torino, mentre La custode dell’ambra di Freda Lightfoot in 4 città tra cui Palermo e Bologna e Un nastro color lavanda di Heather Burch è primo in 3 città tra cui Bari.

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Seconda migliore città al mondo in cui vivere

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 luglio 2017

Abu DhabiAbu Dhabi è stata scelta come seconda migliore città al mondo in cui vivere, lavorare e fare business, superando Londra e Parigi e guadagnando ben due posizioni, secondo il ranking stilato da Ipsos City Index. Più di 18,000 persone, tra i 16 e i 64 anni, provenienti da oltre 26 Paesi, sono state intervistate per il rapporto, che vede New York City stabile al primo posto. Le destinazioni sono state scelte da una lista di 60 città, incluse Sydney, Hong Kong, Città del Capo, Toronto e tante altre.
I risultati evidenziano la crescita significativa nella percezione globale di Abu Dhabi quale destinazione commerciale, con il 21% degli intervistati che ha indicato Abu Dhabi come la top city per il business, solo il 2% in meno della prima classificata, New York City. Abu Dhabi è risultata inoltre essere la preferita dalle giovani generazioni – Generazione X, Millennials e Generazione Z, tutte concordi nel collocare New York City e Abu Dhabi in cima alla lista. Sua Eccellenza Saeed Ghobash, Direttore Generale di TCA Abu Dhabi, ha dichiarato: “L’ascesa di Abu Dhabi in questa classifica internazionale testimonia lo sforzo costante per accreditare l’Emirato non solo come una destinazione turistica, ma anche come un Paese in cui la comunità internazionale desidera lavorare, vivere e fare business. La popolarità tra le generazioni più giovani, evidenzia la necessità delle città globali di diversificare, innovare e sostenere il loro posizionamento come centri turistici e d’affari.” Nel periodo da Gennaio a Maggio 2017, l’Emirato di Abu Dhabi ha registrato quasi due milioni di hotel guest (1.965.436), con una crescita del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente secondo i dati pubblicati da TCA Abu Dhabi (Ente del Turismo e Cultura di Abu Dhabi).
Nei primi 5 mesi dell’anno i visitatori provenienti dagli EAU rappresentano più di 600.000 hotel guest in Abu Dhabi1tutti i 167 hotel e apart-hotel di Abu Dhabi City, Al Ain e Al Dhafra. Fra i mercati internazionali, la Cina è il più grande con 160.902 hotel guest; l’India rimane il secondo mercato, con circa 136.000 ospiti, seguito dal Regno Unito con 104.000, gli Stati Uniti con oltre 67.000 e l’Arabia Saudita con più di 62.000 arrivi.
L’Italia si posiziona al 13° posto a livello internazionale con 29.789 ospiti (stabile rispetto allo scorso anno), 112.791 overnight e una media di soggiorno di 3.8 notti.Sua Eccellenza Saeed Ghobash, Direttore Generale di TCA Abu Dhabi, ha dichiarato: “I nostri sforzi a maggio hanno capitalizzato la crescente popolarità dell’Emirato come destinazione turistica in Cina, con il nostro team promozionale che ha condotto un roadshow di quattro città e che partecipa alla fiera ITB China 2017 a Shanghai. La nostra squadra dell’Abu Dhabi Convention Bureau ha guidato una delegazione in Germania in occasione dell’IMEX 2017 a Francoforte, la fiera di riferimento per la Meeting Industry mondiale.”Ghobash ha aggiunto: “Guardando avanti, abbiamo degli eventi emozionanti in arrivo, tra cui il ritorno della Abu Dhabi Summer Season tra il 20 luglio e il 20 agosto, con una selezione di eventi e promozioni in tutto l’Emirato.” (foto: Abu Dhabi)

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Vivere in città aumenta rischio diabete

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 luglio 2017

diabete_21-300x224Nel mondo sono 2 su 3 le persone con diabete che vivono in ambiente urbano, secondo i dati dell’IDF – International Diabetes Federation, e diventeranno 3 su 4 nel giro di 25 anni. Ciò è vero anche per l’Italia, come testimonia l’analisi condotta da Health City Institute sul “diabete urbano” nella penisola: 22 milioni di persone, il 36 per cento della popolazione nazionale, vivono nelle 14 Città metropolitane, che ospitano 1,2 milioni di persone con diabete ossia oltre 1 diabetico su 3 in Italia; nel complesso, il 52 per cento dei 3,3 milioni di persone con diabete abita nei primi cento nuclei urbani italiani.
Il concetto di “diabete urbano o urban diabetes” è al centro dei lavori della due giorni organizzata a Roma, con la partecipazione dei massimi esperti nazionali, dei rappresentanti delle istituzioni e di ospiti internazionali, promossa da Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO) Foundation e da Università degli Studi di Roma “Tor Vergata” per celebrare la decima edizione dell’Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum in svolgimento a Roma, con il patrocinio di Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) e Roma Capitale. “Con ‘diabete urbano’ si vuole definire la malattia diabetica che riguarda le persone che vivono nelle aree urbanizzate, ambiente che come è ben dimostrato influenza il modo in cui le persone vivono, mangiano, si muovono, tutti fattori che hanno un impatto sul rischio di sviluppare il diabete”, spiega Andrea Lenzi, Presidente di Health City Institute. “Anche gli aspetti demografici e sociali sono importanti – aggiunge -. Nelle città c’è maggior rischio di fragilità: soprattutto per gli anziani, il cui numero è sempre più elevato, spesso soli, in nuclei monofamiliari. E la fragilità è un fattore di rischio per un adeguato controllo della malattia.” Il termine “urban diabetes” è stato coniato dal programma Cities Changing Diabetes, una partnership tra lo University College London (UCL) e il danese Steno Diabetes Center nata con l’obiettivo di creare un movimento di collaborazione internazionale che proponga e trovi soluzioni e best practice per affrontare il crescente numero di persone con diabete e obesità nel mondo, e il conseguente onere economico e sociale, partendo dal tessuto e dal vissuto urbano che tanta parte ha in questo fenomeno. Al programma hanno già aderito Città del Messico, Copenaghen, Houston, Shanghai, Tianjin, Vancouver, Johannesburg e Roma, protagonista per il 2017. “Roma purtroppo non si sottrae alla regola che vede il diabete come emergenza nelle città – dice Simona Frontoni, Presidente del Comitato scientifico dell’Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum e diabetologa nella capitale -. Con il 6,5 per cento di persone con diabete sulla popolazione residente, Roma è ben oltre la media nazionale del 5,4, come ci dice Istat. Inoltre, all’interno della città c’è una grande variabilità tra zone centrali e periferiche, più o meno disagiate, con valori che vanno dal 5,9 al 7,3 per cento, anche questa una chiara evidenza dell’impatto che l’ambiente ha sullo sviluppo della malattia.” Il rapporto “Atlas 2017” del programma Cities Changing Diabetes per Roma conferma inoltre per la capitale le stesse fragilità tipiche dell’ambiente cittadino: il numero di anziani che vivono da soli, che rappresentano quasi il 30 per cento degli over-64, e la sedentarietà, dimostrata dal tempo passato in macchina per gli spostamenti – su 1 milione e 339 mila persone che ogni giorno si spostano per motivi di lavoro o studio, ben 1 su 5 impiega oltre 45 minuti per il viaggio e quasi il 60 per cento utilizza l’auto.
“Iniziative come il programma Cities Changing Diabetes per Roma e più in generale la conferenza Italian Barometer Diabetes & Obesity Forum che IBDO organizza da ben 10 anni, hanno un grande merito: mettono a confronto clinici, accademici, decisori politici e Istituzioni nazionali, amministrazioni locali, società civile e terzo settore e favoriscono il dialogo, facilitando la ricerca e l’affinamento di soluzioni condivise alle sfide di salute del terzo millennio,” conclude Renato Lauro, Presidente IBDO.

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Torna a Roma ‘Scacchi in città’

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 giugno 2017

villa torloniaE’ il progetto organizzato dalla Federazione Scacchistica Italiana in collaborazione con l’Assessorato allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi di Roma Capitale al fine di promuovere questa disciplina dall’alto valore sociale, educativo ed inclusivo in sedi di particolare fascino culturale e paesaggistico. Dopo il successo del primo evento il 28 maggio scorso a Piazza del Campidoglio, la manifestazione prosegue con quattro appuntamenti: il 29 giugno a Villa Torlonia, il 16 luglio al Pincio, il 29 settembre a Villa Lais e il 15 ottobre a Villa Carpegna.In occasione della festa dei patroni Santi Pietro e Paolo a Villa Torlonia, dalle 10 alle 13, gli appassionati di scacchi potranno giocare e sfidarsi all’ombra del bosco di querce della villa. Ci saranno tre aree di gioco tra loro indipendenti, una per l’esibizione in simultanea, una per il gioco agonistico ‘rapido’ (con orologio segnatempo), e una terza per appassionati di ogni livello con assistenza di istruttori federali. Complessivamente saranno disponibili 50 postazioni di gioco. La partecipazione è gratuita. La manifestazione gode del patrocinio di Unicef e del Coni Lazio.Gli scacchi sono uno sport straordinariamente diffuso in tutto il mondo, con circa 1 miliardo di praticanti, molto esercitato anche in Italia, dove si tende ad apprenderlo in giovanissima età, in famiglia o nella scuola. La Federazione Scacchistica Italiana è stata costituita nel 1920 ed eretta a Ente Morale nel 1930; dal 1988 gli scacchi sono una disciplina sportiva associata del CONI.Gli aspetti valoriali legati alla pratica di tale disciplina sono inerenti al rispetto delle regole, dell’ambiente, dei compagni e degli avversari, nonché alla cultura del confronto finalizzato alla crescita del senso sociale e l’aspirazione al benessere psico-fisico, all’approccio scientifico e metodologico per la soluzione dei problemi attraverso l’uso sistematico delle tecniche logiche e matematiche.La Dichiarazione del Parlamento Europeo del 15 marzo 2012 ha invitato i Paesi dell’Unione Europea a inserire gli scacchi tra le materie curriculari nella scuola dell’obbligo e in Italia sono insegnati in molte scuole, anche se per ora tra le materie facoltative, per questo è intenzione dell’Amministrazione capitolina diffondere la conoscenza di questo sport.“Gli scacchi insegnano a concentrarsi, a risolvere i conflitti in modo pacifico e promuovono il dialogo culturale, hanno una profonda valenza sociale ed è per questo motivo che l’Amministrazione capitolina si è impegnata a promuovere questo sport. Crediamo che giocare a scacchi contribuisca al benessere dei nostri cittadini e ancora di più se fatto in luoghi affascinanti di Roma. Un modo sano di trascorrere il tempo insieme a familiari, amici e ad altri cittadini”, dichiara l’Assessore allo Sport, Politiche Giovanili e Grandi Eventi di Roma Capitale Daniele Frongia. “La prima domenica di ‘Scacchi in città’ è stata un grande successo: per prima cosa ringrazio tutti i cittadini che vi hanno partecipato e ringrazio l’Assessore Daniele Frongia per aver fatto propria la valenza sociale e culturale degli scacchi. L’esibizione delle nostre tre campionesse in ‘simultanea’, cioè affrontando più avversari contemporaneamente, ha costituito un momento particolarmente spettacolare che ha affascinato anche coloro che poco conoscono degli scacchi. Questa manifestazione, che ha avuto anche il patrocinio dell’Unicef e del CONI Lazio, ha sicuramente contribuito a promuovere il dialogo tra persone di diversa estrazione culturale e soprattutto ad avvicinare giovani e adulti superando le barriere generazionali”, commenta il Presidente della Federazione Scacchistica Italiana, Gianpietro Pagnoncelli. Il programma del 29 giugno a Villa Torlonia
10:00 – Apertura della manifestazione
10:05 – Accesso all’area di gioco libero, assistito da istruttori della Federazione Scacchistica Italiana fino al termine della manifestazione
10:15 – Accesso all’area gioco rapido. Possibilità di sfidare il Grande Maestro Lexy Ortega, campione italiano nel 2009, fino al termine della manifestazione
10:30 – Esibizione di gioco in simultanea (contro più avversari contemporaneamente) tenuta da una delle ‘Regine’ italiane degli scacchi, Fiammetta Panella, campionessa italiana 2007
13:00 – Conclusione della manifestazione

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Muoversi in bici: la classifica delle città più sicure fatta da chi pedala

Posted by fidest press agency su martedì, 30 maggio 2017

bici in cittàIl miglior amico di chi usa l’auto in città dovrebbe essere il ciclista. Sì, perchè il ciclista oltre a non inquinare, non crea congestione e non occupa parcheggio, rendendo di fatto più facile la vita anche all’automobilista: città come Amsterdam o Copenhagen, tra le più bike friendly del mondo, hanno i tempi di attraversamento in automobile più bassi in assoluto.E invece. E invece le tragiche notizie di questi giorni, amplificate dal coinvolgimento di vittime illustri (prima il ciclista Michele Scarponi, poi il pilota Nicky Hayden e la triatleta Julia Viellehner), ci riportano di colpo alla questione fondamentale: garantire l’incolumità di chi si sposta in bici ogni giorno. Avventurarsi su una bicicletta – in città o fuori città – è praticamente un atto eroico. Lo dicono, freddamente, i numeri sugli incidenti stradali diffusi dall’Istat: nel 2015 ben 16.827 ciclisti sono stati feriti e 252 sono morti. Fa un morto ogni giorno e mezzo per 45 incidenti al giorno, una vera e propria ecatombe. La sicurezza dei ciclisti è un tema che fino a oggi la politica non è riuscita ad affrontare compiutamente, spesso con annunci cui non sono seguiti fatti concreti.In attesa di interventi istituzionali ci ha pensato l’App WECITY, insieme ai propri utenti, a creare delle innovative mappe di pericolosità di decine di città italiane. WECITY, già scelta e apprezzata da 30mila persone per la sua originale proposta di premiare le diverse forme di mobilità sostenibile (a piedi, in bici, con i mezzi pubblici, con l’auto condivisa), ha rilasciato una nuova funzione, Bike Safe (http://maps.wecity.it/it): al termine di un tragitto in bici è possibile ora “votare” il livello di sicurezza del viaggio. Esattamente come siamo ormai abituati a fare con un ristorante o un hotel: l’utente assegna una stella ai tragitti più pericolosi, e fino a 5 stelle per quelli più sicuri. La risposta degli utenti nei primi 6 mesi di utilizzo è stata immediata: una conferma che il problema è estremamente sentito. In poco tempo i dati raccolti hanno permesso di mappare decine di città, e di definire un indicatore generale, chiamato Indice di Ciclabilità Urbana (ICU), che classifica le città in base alla loro sicurezza per chi pedala. L’aspetto interessante dell’ Indice di Ciclabilità Urbana è che rappresenta il punto di vista di chi si sposta ogni giorno in bicicletta, ma è mediato da alcuni fattori correttivi, come il numero minimo di votazioni o la percentuale di copertura della città. In questo modo si può ridurre il fenomeno per cui, pochi utenti, molto attivi, possano alterare nel bene o nel male la valutazione della città. Attualmente Reggio Emilia guida la classifica come città più sicura e bike friendly, con un’indice di ciclabilità urbana di 3.33 (il massimo è 5): è la città che permette alle bici di girare addirittura contromano e i km mappati crescono ogni giorno (ad oggi sono mappati 246,9 Km per una copertura del 14%); segue Torino, con un’indice di 3.13: con 800,5 km pedalati (una copertura del 29,5%) la community di Torino ha messo in evidenza le zone sicure e quelle pericolose; Modena, al terzo posto in classifica con un indice di 3.05, è al momento la città con la più alta copertura di strade mappate, quasi il 40% (ovvero 650 Km); Bologna – forse per merito della “tangenziale delle bici” – ha oltre un quarto delle strade mappate (25.9% e 477.9 Km), e il 4° posto in classifica, con un’indice di ciclabilità urbana di 2.81.Secondo Paolo Ferri, CEO di WECITY, le mappe “Sono una forma di restituzione dei dati raccolti grazie agli utenti. In un mondo dove ogni giorno accettiamo, senza neanche leggerli, terms & conditions che stabiliscono come verranno utilizzati i nostri dati, abbiamo voluto rendere evidente lo sforzo e il risultato collettivo, mettendo queste mappe a disposizione di chiunque”.Un primo risultato importante è gia stato raggiunto: le Amministrazioni Pubbliche iniziano a considerare l’Indice di Ciclabilità Urbana come un criterio oggettivo su cui misurare i risultati delle politiche di mobilità, e uno strumento per analizzare a fondo i dati relativi agli spostamenti in bici. Il prossimo passo sarà quello di rendere le informazioni sulla sicurezza direttamente nell app wecity, realizzando un navigatore in grado di guidare l’utente attraverso il percorso più sicuro.Guarda il progetto: http://maps.wecity.it/it (bici in città)

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Dall’Aquila il via al progetto: “Un Ostello in ogni città!”

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 maggio 2017

conferenza ostelliUn Ostello in ogni città! A palazzo Fibbioni, sede del Comune de L’Aquila, è stato presentato il progetto pensato per rivedere finalmente crescere il turismo italiano dopo anni di stasi; per rilanciare l’economia del turismo e del suo indotto nel Belpaese e nelle sue varie realtà territoriali; per far tornare l’Italia meta preferita a livello mondiale. L’iniziativa si deve all’intesa AIG-Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù e ANCI-Associazione Nazionale Comuni d’Italia, per promuovere nelle sedi istituzionali e in ogni altra occasione ritenuta opportuna, il turismo giovanile e il patrimonio storico, artistico, culturale e ambientale italiano. Ciò, in particolare, sensibilizzando le Amministrazioni comunali sul modello di accoglienza legato agli Ostelli per la Gioventù. Di questo progetto, ed in particolare delle prospettive per l’Abruzzo ed il suo capoluogo, si è discusso in una conferenza stampa cui hanno preso parte il presidente Anci-Abruzzo, Luciano Lapenna, il segretario nazionale di AIG, Carmelo Lentino, e il responsabile della Comunicazione e dei progetti culturali AIG, Roberto Messina.
Dopo una breve introduzione sulla lunga storia e le specificità di AIG da parte di Roberto Messina, curatore del libro “La Via degli Ostelli” (Rubbettino) dedicato al fondatore di AIG, il “leggendario” Aldo Franco Pessina, il segretario AIG Carmelo Lentino ha illustrato motivazioni, finalità e opportunità del progetto, che ambisce a rafforzare la rete e attivare nuovi ostelli-alberghi per la gioventù in ogni realtà urbana italiana (ma anche al di fuori, nell’hinterland) tramite le più varie formule di affiliazione, gestione diretta, affidamento, partnership privata o pubblico\privata, cooperativa, etc.. Insomma, con qualunque valida opzione possa ridare vita a strutture comunali e\o private in disuso, dimore storiche, edifici inutilizzati o abbandonati, da trasformare in moderne, accoglienti ed efficienti strutture di promozione turistica e culturale al servizio delle città, delle regioni e del Bel Paese; ma anche “spingere” strutture ricettive già esistenti, sempre pubbliche e\o private, e più o meno operative.
Luciano Lapenna, presidente Anci Abruzzo, si è detto entusiasta dell’iniziativa, condividendone motivazioni e obiettivi, e in uno spirito di dichiarata e piena disponibilità ha evidenziato il forte interesse perché questo progetto decolli in Abruzzo, compiaciuto del fatto che proprio dall’Abruzzo, AIG abbia pensato di far partire e rendere operativo questo lodevole e importante progetto.
Si è poi parlato anche degli “Informagiovani”, gli sportelli di informazione per le attività giovanili, il lavoro, il tempo libero, la formazione, la vita sociale, istituiti in Italia a fine anni ’80 e poi non più sostenuti, tranne qualche rara eccezione, dalle istituzioni nazionali e locali, quindi chiusi o fortemente ridimensionati nella loro preziosa attività. L’AIG, ha spiegato Lentino riportando un messaggio di saluto del Presidente nazionale di AIG, Filippo Capellupo (tra i protagonisti della nascita degli Informagiovani italiani e uno dei primi assessori alle politiche giovanili ad averli attivati nella città di Catanzaro), per favorire il loro rilancio quali strumenti indispensabili per i giovani, ha deciso di ospitarli nelle proprie strutture e in quelle nuove che si aggiungeranno, con la prospettiva di organizzarli anche in questo caso “in rete” per l’intero territorio italiano. (foto: conferenza ostelli)

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Roma: Istituzioni e Università insieme per avviare nuova visione città

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 maggio 2017

la sapienzaRoma. Trovare soluzioni e allo stesso tempo avviare un nuovo metodo di visione della città attraverso il coordinamento di istituzioni ed eccellenze universitarie. Si è tenuto ieri in serata nella sede dell’Assessorato ai Lavori Pubblici l’incontro informale tra l’Assessore all’Urbanistica e Infrastrutture di Roma Capitale, Luca Montuori, il presidente di Acea, Luca Lanzalone, e una delegazione dell’Università di Roma Tre e de La Sapienza che si occupano di illuminotecnica. L’obiettivo è realizzare il piano di illuminazione della Capitale al meglio nell’interesse della città e dei suoi diversi spazi pubblici e rimettere mano ad un progetto antiestetico che non rendeva giustizia alla bellezza del centro di Roma.“Il piano led, come noto, è un piano ereditato dalle precedenti amministrazioni che vede delle criticità, in particolare nelle zone più centrali della città. Siamo consapevoli di quanto l’illuminazione della Capitale debba rispettare il contesto e i luoghi in cui si inserisce. Per questo – spiega l’assessore Montuori – si è deciso di realizzare una convenzione in stretta sinergia con Acea, che sarà sottoscritta a breve, con il Master in Lighting Design dell’Università La Sapienza e il Laboratorio di illuminotecnica e acustica dell’Università Roma Tre in modo da continuare il percorso già avviato attraverso il tavolo tecnico di cui fanno parte oltre all’Assessorato ai Lavori Pubblici e il suo Dipartimento (Simu), Acea, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la Soprintendenza Speciale archeologia, belle arti e paesaggio di Roma”. Acea ha sottolineato la massima disponibilità a lavorare al miglioramento del progetto e realizzare in città un piano di elevato livello.Il Campidoglio, tenendo conto della complessità del tema e del suo impatto sui luoghi della città, intende quindi unire il lavoro del tavolo tecnico con gli studi di eccellenza che il territorio mette a disposizione. Si tratterà quindi di attività di ricerca e supporto fatta sul territorio, partendo dalla documentazione e dal lavoro avviato al tavolo, che riguarderanno in particolare l’analisi dello stato attuale di illuminazione pubblica con relative verifiche, misurazioni degli impianti installati e successivamente indicazioni di eventuali correttivi da adottare nell’ambito del piano led in una visione strategica che unisca efficienza, bellezza e valorizzazione dei luoghi.

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La storia della città a disposizione dei cittadini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 aprile 2017

raggi (2)Roma. È questo l’obiettivo dell’Archivio storico capitolino che continua ad arricchirsi di materiale storico per conservare la memoria attraverso coloro che con il proprio lavoro hanno dato lustro alla Capitale. Da oggi il patrimonio cresce ulteriormente grazie ad Aurelia Sergi Petroselli che ha deciso di donare il materiale fotografico e documentario prodotto da suo marito Luigi Petroselli nel corso della sua attività di sindaco di Roma (1979-1981).“Ringrazio a nome di tutti i romani Aurelia Sergi. Con questa preziosa donazione L’Archivio storico capitolino si arricchisce di un materiale unico. Fotografie, lettere, telegrammi, testimonianze e filmati che raccontano non solo il lavoro del sindaco Luigi Petroselli ma anche momenti della sua vita familiare. Un tesoro che permetterà di ricostruire e preservare la memoria storica della nostra città e dei suoi protagonisti più illustri come Luigi Petroselli, un uomo, un sindaco da cui trarre ispirazione sia per quel che riguarda le politiche, in particolare l’attenzione ai più deboli e alle periferie, sia per il legame forte che ha saputo stringere con i cittadini i cui interessi devono sempre essere il faro per l’amministrazione capitolina”, commenta la sindaca di Roma Virginia Raggi.

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Presentazione del volume ‘Forme Imminenti. Città e innovazione urbana’

Posted by fidest press agency su martedì, 25 aprile 2017

ambienteRoma Giovedì 27 Aprile 2017, ore 18:00 Dipartimento di Architettura Largo Giovanni Battista Marzi 10. Forme imminenti, città e innovazione urbana Presentazione del nuovo libro del professore Alberto Clementi, a cura del professore Paolo Desideri. Parteciperanno alla discussione Achille Bonito Oliva, Gregorio Botta, Enrico Menduni, Anna Laura Palazzo, Alfredo Pirri. “Un libro esito di una riflessione teorica e un percorso di approfondimento sulla città, di uno dei maggiori pensatori dell’urbanistica italiana contemporanea: Alberto Clementi. Nell’incrocio di posizioni e ipotesi, intorno ai diversi aspetti del progetto contemporaneo, si delineano i tratti di un viaggio internazionale, un itinerario reale e virtuale, nel tentativo di comporre un mosaico della situazione urbana tra città e luoghi, da tempo ormai alle prese con i profondi mutamenti della contemporaneità, le questioni dell’ambiente, il valore del paesaggio, la transizione energetica, i mutamenti climati accelerati, e al contempo le nuove tecnologie, dentro un’epoca in cui sta cambiando ogni cosa”. Alberto Clementi è un urbanista. E’ stato per molti anni preside della facoltà di Architettura dell’Università di Chieti-Pescara e segretario della Società Italiana degli Urbanisti. È Autore di numerosi volumi tra cui: “Infrascape. Infrastrutture e paesaggio” (Firenze 2003), (con, M. Ricci); “Ripensare il progetto urbano” (Roma 2004).

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Milano è una città per universitari?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 aprile 2017

milano10Milano mercoledì 12 aprile alle 17 si confronteranno sul tema “Milano e la società della conoscenza” i rettori di Statale, Bicocca, Bocconi e Politecnico: l’incontro si terrà nella Sala Alessi di Palazzo Marino. L’evento è organizzato dal Distretto 2041 del Rotary, che riunisce i club metropolitani, nell’ambito della rassegna “Milano, identità e futuro”. Questo ciclo di incontri sulla città di Milano giunge al suo terzo appuntamento, dopo aver incontrato i consoli residenti in città – interrogandoli sull’internazionalizzazione del capoluogo lombardo – e i direttori dei musei cittadini: i primi appuntamenti hanno evidenziato come Milano sia una città attrattiva, che negli ultimi anni ha saputo aggiungere al suo storico “dinamismo imprenditoriale” e di piazza finanziaria una offerta culturale di altissimo livello internazionale. Proprio in quest’occasione è emerso che una quota significativa degli stranieri che vengono a risiedere a Milano è costituita da studenti, che apprezzano i servizi offerti – Milano si conferma come una città “facile” da percorrere, di dimensioni ridotte e con una buona rete di mezzi pubblici – ma lamentano gli elevati prezzi degli affitti e, nel complesso, non riscontrano nell’organizzazione dei servizi e nella stessa vita culturale e professionale della Città la capacità di valorizzare le risorse rappresentate dalla presenza di oltre 183mila giovani distribuiti su otto università. Appunto: Milano è una città per universitari? Il dibattito è aperto al pubblico.
In serata, alle 19, il Rotary – in collaborazione con la Veneranda Fabbrica del Duomo – offrirà alla cittadinanza un concerto dell’orchestra sinfonica Giuseppe Verdi di Milano nel Duomo cittadino. Sarà eseguita la Passione secondo Matteo di J.S. Bach.

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Come sarà la città del futuro?

Posted by fidest press agency su sabato, 25 febbraio 2017

roberto-polilloÈ a questa domanda che Roberto Polillo, con la mostra “Future City”, dà una possibile risposta rintracciando nelle megalopoli di oggi i semi e i segni della città di domani. In programma dal 27 febbraio all’11 settembre 2017 presso la BAG – Bocconi Art Gallery, curata da Mia Photo Fair in collaborazione con BAG – Bocconi Art Gallery e introdotta da un testo di Alessandro Luigi Perna, l’esposizione è un’anteprima di un progetto più ampio e di grande respiro tuttora in corso in cui Roberto Polillo – già conosciuto dal grande pubblico per le sue foto di jazz degli anni ’60 – indaga sull’architettura contemporanea mettendo in evidenza come spesso sia concepita non come strumento al servizio dell’umanità ma come vertigine ed ebrezza delle possibilità, come sfida ai limiti della tecnica e della tecnologia e infine, e soprattutto, come simbolo di potere e opulenza.
In esposizione, nel nuovo spazio espositivo dell’Università Bocconi di Milano dedicato all’arte della fotografia, 14 immagini scattate a New York, Miami, Mexico City, Milano, Abu Dhabi, Dubai e Hong Kong, allestite in mostra come se gli edifici ritratti appartenessero a un’unica grande città che le rappresenta tutte, un agglomerato che è nello stesso tempo sintesi, espressione e manifesto delle tensioni culturali, identitarie, estetiche e architettoniche che caratterizzano l’immaginario urbano dell’uomo contemporaneo. Le foto sono inoltre accompagnate da citazioni di scrittori e architetti famosi, spunti di riflessione per il pubblico e per gli studenti dell’Università Bocconi.Esposte in grande e grandissimo formato, le immagini sono realizzate con tecnica ICM – Intentional Camera Movement, una modalità di ripresa che prevede tempi molto lunghi e il movimento della macchina fotografica durante lo scatto. Rifacendosi infatti agli esperimenti di fotografia mossa di alcuni grandi autori contemporanei e ispirandosi ai pittori-viaggiatori e alle avanguardie artistiche del ’900, Roberto Polillo usa la macchina fotografica come fosse un pennello e il fotogramma una tela digitale. Movimenti di ripresa sempre diversi – verticali, orizzontali, circolari, obliqui, lenti o bruschi, a seconda di come lo ispira il soggetto – e un accurato lavoro di postproduzione fanno delle sue fotografie affascinanti e suggestive rappresentazioni pittoriche della realtà di grande impatto iconografico. (foto: Roberto Polillo)

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La Fisica incontra la città

Posted by fidest press agency su lunedì, 30 gennaio 2017

ciboRoma Mercoledì 1 Febbraio 2017, ore 20:30 Aula Magna del Rettorato Via Ostiense 159 Cuocere quanto basta… ma quanto basta? Fabio Bruni, Dipartimento di Scienze, Università Roma Tre.
Pensare alla cucina come ad un vero e proprio laboratorio di fisica ci rende non solo maggiormente consapevoli dei vari processi fisici alla base della preparazione di cibi, ma anche (ed eventualmente) in grado di creare nuove e gustose ricette. Si parlerà quindi dell’equazione della diffusione del calore e della sua complicata soluzione, ma anche di diversi approcci per rispondere alla domanda nel titolo del seminario, basati su innovative tecniche di cottura o su modelli aleatori. Inoltre, proprietà fisiche come il modulo elastico e la pressione osmotica verranno usate per spiegare la formazione di emulsioni o per la preparazione della puntarella perfetta.
Fabio Bruni nasce a Roma, dove tutt’ora risiede e lavora. Dopo aver conseguito la laurea in fisica (Università la Sapienza) nel 1986, si trasferisce negli Stati Uniti, per conseguire un PhD in biofisica presso la Cornell University. Dopo una breve parentesi lavorativa come ricercatore negli USA, torna a Roma nel 1991. È attualmente professore ordinario di fisica applicata presso l’Università di Roma Tre, dove, oltre a coordinare il laboratorio di fisica dei liquidi, insegna “Fisica in Cucina” nel corso di laurea in Scienze e Culture EnoGastronomiche e “Fondamenti di Fisica” nel corso di laurea in Scienze dell’Architettura. È autore di circa 100 articoli su riviste internazionali, frutto della sua attività di ricerca, principalmente dedicata allo studio delle proprietà anomale dell’acqua. È stato consulente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, del Segretariato Generale della Presidenza della Repubblica, e ha fatto parte di diversi comitati scientifici. Sicuramente il più importante di questi è lo Scientific Advisory Board, del quale è membro da tre anni, comitato scientifico coinvolto nella costruzione della nuova sorgente di neutroni europea ESS a Lund in Svezia.

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Tavola rotonda ‘Cinema, città e società’

Posted by fidest press agency su lunedì, 23 gennaio 2017

cultura di cinemaRoma Martedì 24 Gennaio 2017, ore 17:30 Dipartimento di Architettura, Aula Libera Largo G.B.Marzi 10 Aula Adalberto Libera del Dipartimento di Architettura, Università Roma Tre Tavola rotonda sui rapporti tra “Città, cinema e società”, in occasione della presentazione del libro “Al cinema con l’architetto. Film visti e commentati da Ghisi Grütter”, Timìa editrice Roma 2017. Interverranno alla Tavola rotonda: Donatella Barazzetti, autrice della postfazione del libro, Enrico Menduni, Giorgio Piccinato e Franco Purini. Sarà presente l’autrice. Dal retrocopertina del libro: «Negli anni’60 e ‘70 i mezzi d’informazione visiva erano scarsi e la conoscenza delle città e della cultura statunitense era filtrata dal cinema diventando una prerogativa, quasi esclusiva, dei cinéfiles. Solo alcuni storici dell’architettura erano stati negli Stati Uniti, dove avevano conosciuto la scuola di Chicago, Frank Lloyd Wright e più tardi, Paolo Soleri come fecero Bruno Zevi, Mario Manieri Elia e altri. All’epoca mi resi conto che più si vedeva la città e più il film mi sembrava interessante. Solo recentemente, grazie all’interattività della rete, ho cominciato a scrivere le prime recensioni. La possibilità di intervenire come “pubblico” ha fatto sì che cominciassi a condividere riflessioni, pensieri, impressioni sui film man mano che li vedevo. In questa pubblicazione ho voluto raccogliere le mie recensioni dei vari film visti al cinema in questi ultimi tre anni. La scelta dei titoli, lungi dall’essere esaustiva, rispecchia quindi principalmente i miei gusti».

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Nutrire le città del futuro

Posted by fidest press agency su domenica, 16 ottobre 2016

Fao-RomaPRN Africa / Tutte le città, grandi e piccole, possono e devono contribuire a costruire sistemi alimentari futuri resilienti e sostenibili, ha detto il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva, nel suo intervento al Vertice dei Sindaci, tenutosi oggi presso la FAO in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione (WFD). Questa è la seconda riunione del Milan Urban Food Policy Pact una collaborazione tra i sindaci di 130 città di tutto il mondo.Firmato al World Expo a Milano lo scorso anno, il Patto riunisce sindaci di tutto il mondo, da Banjul a Barcellona, da Kyoto a Quito nella ricerca di soluzioni locali per porre fine alla povertà estrema e alla malnutrizione, ridurre gli sprechi e adattarsi al cambiamento climatico.Le città occupano solo il 3% per cento delle terre emerse del mondo, ma sono la patria di circa 3,5 miliardi di persone, ha fatto notare Graziano da Silva – più di metà dell’umanità. E questi numeri sono in aumento.La rapida urbanizzazione in corso ha messo pressione sui sistemi alimentari e sulle risorse naturali, ed esige soluzioni che rendano le città più inclusive, sicure e resistenti, secondo il Direttore Generale della FAO.”Le autorità locali hanno un ruolo importante da svolgere nella nostra ricerca globale di uno sviluppo sostenibile”, ha continuato Graziano da Silva aggiungendo che “E’ a livello locale che la gente vive, che la gente mangia, che usa l’acqua e d elimina la spazzatura”. Ma per troppo tempo “la sicurezza alimentare e la nutrizione sono state trascurate nella pianificazione e nello sviluppo urbano”.Riferendosi al tema della Giornata Mondiale dell’Alimentazione di quest’anno (link), ha anche sottolineato l’impatto diretto che ha il cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare e il ruolo che ha nei processi di migrazione dalle aree rurali a quelle urbane.Già molte città stanno rispondendo alle sfide del cambiamento climatico e alla rapida urbanizzazione. Da iniziative per ridurre gli sprechi alimentari a progetti che trasformano deserti alimentari urbani in centri per prodotti freschi locali, le città sono emerse come laboratori di innovazione per risolvere le sfide alimentari di oggi.E sempre più, i centri urbani stanno diventando produttori di generi alimentari, ha osservato Graziano da Silva, aumentando la disponibilità di cibo sano, a prezzi accessibili e tagliando i costi dei trasporti. Questo può dare un importante contributo alla sicurezza alimentare delle famiglie, soprattutto nei momenti di crisi o di carenza di cibo.Le città stanno anche trovando modi creativi per ridurre le perdite alimentari e combattere allo stesso tempo la fame, trasformando resti e prodotti indesiderati in pasti nutrienti per i cittadini in difficoltà.”Le città possono e devono giocare un grande ruolo nel dare applicazione pratica a politiche decise a livello nazionale ed internazionale” ha affermato Giuseppe Sala, Sindaco di Milano.
Milano decisa mantenere e rafforzare il suo ruolo guida sulle politiche alimentari, ha affermato, sottolineando come la sua città abbia avviato diverse iniziative in tal senso, incluso un progetto che punta a mettere in collegamento i produttori locali di riso e formaggi con mense scolastiche, ed un’altra che incoraggia gli studenti a portare a casa cibo non consumato nelle mense.La FAO sostiene il Milan Urban Food Policy Pact aiutando le città a stabilire indicatori e prefiggersi obiettivi per il progresso e assistendo nel monitorare i risultati. E’ inoltre attiva nel potenziamento del network e nella creazione di opportunità per lo scambio di esperienze.Guardando avanti alla prossima conferenza ONU sul clima in Marocco, Graziano da Silva ha sottolineato che è giunto il momento di trasformare gli impegni internazionali in azioni concrete. “Le città devono essere coinvolte in questo sforzo”, ha detto, aggiungendo che “Tutte le città grandi e piccole hanno il potenziale di fare la differenza.”Il prossimo Vertice del Patto di Milano si svolgerà nel 2017 a Valencia, in Spagna.
(SOURCE Affari Esteri e del Commercio Internazionale in Canada)

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L’informazione che ridisegna le città

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 ottobre 2016

bolognaBologna Il 20 e 21 ottobre alla Fiera di Bologna l’iniziativa di FPA rivolta ad amministratori, politici, imprese, associazioni e cittadini: un momento di analisi e confronto su come i dati e le informazioni possono far diventare le nostre città sostenibili e sicure.
Una due giorni di incontro e scambio che mette al centro gli ecosistemi urbani, coinvolgendo i suoi principali attori –dalla Pubblica Amministrazione ai cittadini alle realtà associative e produttive- in una discussione sugli strumenti di analisi e governance delle nostre città.“Smart Cities e Smart Communities sono l’orizzonte cui tendono sempre più le politiche di gestione ed amministrazione delle città, secondo le direttive della legislazione nazionale delineate, ad esempio, in quel Codice dell’Amministrazione Digitale da qualche giorno entrato nella sua fase attuativa – dice Gianni Dominici, Direttore di Forum PA. – Non possiamo però prescindere da un’analisi oggettiva della realtà: le città sono sistemi sempre più complessi che non si possono governare se non con un’adeguata conoscenza”. Dati ed informazioni, dunque, al servizio di città sostenibili, sicure, intelligenti: dalle fonti istituzionali ai diversi device che popolano le città –il cosiddetto Internet of Things- dalle segnalazioni dei cittadini a quelli provenienti dal funzionamento della macchina amministrativa, i dati rappresentano oggi una ricchezza inestimabile quanto a possibili ambiti di applicazione. Le loro potenzialità sono enormi: si va dall’analisi dei bisogni, e quindi dalla previsione della domanda, a una maggiore razionalizzazione della spesa pubblica fino al miglioramento delle performance pubbliche.Ecco perché ICity Lab mette al centro della propria riflessione ICity Rate, il rapporto che dal 2012 stila la classifica annuale delle Smart City italiane e fotografa lo stato dell’arte nel percorso verso città più intelligenti, più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili. Sarà proprio la presentazione di ICity Rate 2016 ad aprire il programma congressuale, giovedì 20 ottobre alle ore 10, nella plenaria “Conoscere, collaborare e realizzare nelle città dei dati”. Un’indagine che si arricchisce di nuovi dati, con circa 100 indicatori presi in esame: dalle fonti statistiche ufficiali a fenomenologie non ancora “cristallizzate”, dalla sharing economy alla capacità di attrazione di fondi UE per la ricerca fino alle performance delle amministrazioni sui social network. L’indagine verrà presentata e discussa, tra gli altri, da Carlo Mochi Sismondi e Gianni Dominici, rispettivamente Presidente e Direttore di Forum Pa, Sandro Cruciani, Direttore Centrale per le statistiche ambientali e territoriali ISTAT e Flavia Marzano, Assessora Roma Semplice – Roma Capitale.Ma la conoscenza non è fine a se stessa, deve servire a migliorare la qualità del vivere nelle città e soprattutto la sicurezza. Come possiamo parlare di Smart Cities e Smart Communities se non si creano le condizioni per rendere meno vulnerabili e più sicuri i nostri centri urbani? I recenti fatti di Amatrice ne sono una drammatica dimostrazione. “Ecco perché – continua Dominici – è altrettanto importante che si diffonda la cultura e la prassi della città resiliente, intesa come modello di governance improntato alla flessibilità, in grado di adattarsi in maniera immediata e snella alle sfide e alle minacce che provengono dall’ambiente esterno”. Un modello, quello di città resiliente, in grado di gestire risposte sociali, economiche e strutturali per permettere al territorio sopravvivenza e sviluppo, emancipandosi dalle pastoie di quella burocrazia difensiva che frena la gestione quotidiana delle funzioni amministrative: ciò che accade, ad esempio, con le procedure di affidamento diretto dei contratti d’appalto al di sotto della soglia di interesse europeo, i cui principi di efficienza ed economicità sono spesso frustrati dall’appesantimento eccessivo degli oneri connessi alla loro finalizzazione, nell’affannosa ricerca di un delicato e difficile equilibrio con l’esigenza di trasparenza, imparzialità e correttezza degli affidamenti pubblici.ICity Lab si presenta con un format del tutto rinnovato: dopo 4 anni di Smart City Exhibition, la due giorni vedrà susseguirsi convegni , workshop, sessioni plenarie e dibattiti sulle practice e gli strumenti di gestione del territorio a partire dalla grande rivoluzione del Data Driven Decision Making, vale a dire la capacità di trasformare i dati grezzi in conoscenza esatta di quello che accade sul territorio, e di alimentare quindi visione strategica, azione e capacità decisionale, in grado di guidare lo sviluppo e il buon governo delle città intelligenti.L’evento sarà anche l’occasione per un confronto con Governo, Amministrazioni locali e aziende più innovative per rilanciare una visione strategica ed un piano di interventi e investimenti dedicati alle Smart City, così come previsto dal PON Città Metropolitane 2014-2020, che mette a disposizione circa 900 milioni di euro per 14 città italiane (90 milioni per ciascuna delle città del sud e 40 per quelle del nord) per raggiungere gli obiettivi della coesione territoriale, della cittadinanza digitale, dell’innovazione sociale, della mobilità intelligente e della sostenibilità energetica e ambientale. Un tema, quello del PON, di cui si parlerà durante il workshop del 20 ottobre “La smart city del PON Metro 14-20: agenda digitale, sostenibilità urbana e inclusione sociale”, momento di incontro tra tutti gli attori coinvolti, Autorità di Gestione del Programma, Autorità Cittadine, esperti dei territori, per confrontarsi su quanto si sta facendo per raggiungere gli obiettivi programmati.

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C’era una volta un governo della città che favoriva i palazzinari, ed ora non c’è più!

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2016

raggi berdiniViene naturale cominciare questa storia ricordando che tanti cittadini residenti all’VIII Municipio e costituenti i Comitati “Ex Fiera di Roma”, “Piazza dei Navigatori”, “Parco Scott” e dalle Associazioni “UCI Tecnici” e “Italia Nostra” furono traditi dalla Delibera comunale del luglio 2015 che aumentava di 23.500 metri quadri la superficie edificabile del complesso.
Finalmente, con delibera del 9 agosto 2016 la nuova Assemblea capitolina ha fissato la superficie edificabile riducendola di oltre un terzo, a 44.000 mq.
E’ necessario ricordare che i residenti furono traditi anche dal passato governo del Municipio, che espresse “parere favorevole” a questo ennesimo regalo ai palazzinari con Delibera n. 26 del 01/08/2014, limitandosi a chiedere che si mantenessero le volumetrie preesistenti, ma avallando di fatto il consumo del suolo di quel quadrante.
Creano sconcerto le dichiarazioni dell’ex presidente Catarci, che rilascia dichiarazioni prendendosi il vanto di tale risultato, pur in presenza dei documenti che testimoniano il suo allineamento ai cementificatori romani: ma i comitati che si sono battuti per fermare questo scempio conoscono la verità, ed il risultato elettorale di giugno scorso ne è la prova.
Abbiamo spiegato ai cittadini dell’VIII Municipio di voler mantenere il compito che il Movimento 5 stelle si è prefissato: portare la loro voce nelle istituzioni. Questo risultato ne è la testimonianza, grazie all’impegno del sindaco Raggi e dell’assessore Berdini. http://www.comune.roma.it/DeliberazioniAttiWeb/index.jsp (Paolo Pace) (foto: raggi-berdini)

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