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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 244

Posts Tagged ‘città’

La classifica delle città e delle regioni più care

Posted by fidest press agency su domenica, 18 luglio 2021

Secondo lo studio dell’Unione Nazionale Consumatori, che ha stilato la classifica delle città più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, al primo posto c’è Bolzano, dove l’inflazione pari a +2,3% si traduce in una maggior spesa aggiuntiva annua equivalente, in media, a 732 euro, ma che schizza a 1.032 euro per una famiglia di 4 componenti. Al secondo posto Reggio Emilia, dove il rialzo dei prezzi dell’1,9% determina un incremento di spesa pari a 507 euro per una famiglia media, 710 euro per una di 4 persone, segue Modena, dove il +1,7% genera una spesa supplementare pari, rispettivamente, a 454 e 636 euro annui. Tra le città più virtuose, ancora quelle simbolo del turismo, un segno evidente che nonostante la fine del lockdown, l’afflusso turistico non è ancora ai livelli pre-crisi. Firenze è al 1° posto tra le città più risparmiose, con un’inflazione appena sopra lo zero, +0,3%, e una spesa aggiuntiva per una famiglia tipo pari a solo 83 euro su base annua. Venezia è al 5° posto, con +0,8%, pari a +214 euro e Roma è al 7° posto delle più convenienti: +0,9%, +233 euro.

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Grandi navi: Rotta, bene lo stop, ora un nuovo progetto di città

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 luglio 2021

“Un passo fondamentale per la tutelare l’integrità ambientale, paesaggistica e culturale di Venezia che, proprio a causa del transito delle grandi navi nella laguna, ma anche dell’intera gestione della città, rischia di perdere il suo status di patrimonio dell’umanità Unesco”. Lo dichiara la presidente della commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta, commentando il via libera in consiglio dei ministri al decreto legge sullo stop alle grandi navi a Venezia. “È altrettanto importante – aggiunge la presidente Rotta – che il governo abbia stabilito interventi per compensare e risarcire le perdite degli operatori economici e tutelare i livelli occupazionali. Perseguire la sostenibilità ambientale e tutelare l’immenso e inestimabile patrimonio di Venezia è fondamentale, a patto che vi siano investimenti significativi per il rilancio della città e che si garantisca sostenibilità economica e sociale. Venezia è una ricchezza per il sistema Paese e un patrimonio di tutta l’umanità. Oggi si compie un passo storico per proteggerla. Ora serve un lavoro di progettazione per un nuovo modello di città” .

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Film “La città rossa”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 7 luglio 2021

Mercoledì 7 luglio 2021, dalle 18.30 alle 19.30, in diretta live social sulle pagine Facebook del Premio Zavattini e della Fondazione Aamod sarà presentato il film “La città rossa”, nato da un’iniziativa del portale Web Memoryscapes dell’Associazione Home Movies in occasione del centenario della fondazione del Partito Comunista Italiano. Si tratta di una produzione che rappresenta un significativo esempio di recupero della memoria e di utilizzazione originale del materiale d’archivio, anche nelle forme della comunicazione: il film è la registrazione di un evento on line, durante il quale le sorprendenti e inedite immagini filmiche d’archivio sulla Mostra del Trentennale del Pci, che si tenne a Bologna nel 1952, sono state sonorizzate dal vivo da Guglielmo Pagnozzi, con un contributo del cantautore Pierpaolo Capovilla. Le immagini della Mostra, tenutasi a Palazzo Re Enzo, furono girate dal filmmaker militante Angelo Marzadori come un reportage sui tableaux giganteschi, il ricco apparato fotografico e testuale, l’imponente documentazione, i ritratti di tanti volti dei protagonisti delle lotte e delle persone comuni raccolti per l’iniziativa.“La città rossa” e le attività di Memoryscapes saranno presentate da Paolo Simoni (direttore di Home Movies), Antonio Medici (direttore del Premio Zavattini) e Aurora Palandrani (Cda della Fondazione Aamod). Subito dopo la presentazione, il film sarà disponibile gratuitamente per la visione in streaming sul sito http://www.memoryscapes.it per le successive 48 ore. Ricordiamo che il bando per partecipare all’edizione 2021/22 del Premio Cesare Zavattini è on line e scade il prossimo 30 luglio 2021.

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Laini Taylor: La città di sabbia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 giugno 2021

Dopo aver viaggiato nello straordinario mondo di La chimera di Praga e aver scoperto i segreti di Karou, allieva di uno stregone e talentuosa disegnatrice, chimera dai capelli blu che si innamora pericolosamente di Akiva, un serafino bellissimo, ecco il secondo volume di questa grandiosa avventura, figlia della penna di una scrittrice finalista al prestigioso National Book Award. La studentessa d’arte Karou ha finalmente le risposte che ha sempre cercato. Sa chi è e cosa è. Ma, insieme a questa scoperta, un’altra verità affiora in superficie, una realtà che la ragazza farebbe di tutto pur di ignorare: ha amato un ragazzo che le è nemico, lui l’ha tradita e per questo il suo mondo è sconvolto. Ora, in una kasbah dimenticata nel deserto del Marocco, Karou e i suoi alleati si preparano a uno scontro definitivo contro l’armata dei serafini e sotto la luce delle stelle plasmano creature di potente forza distruttiva. Akiva, legato dall’appartenenza all’esercito degli angeli, ma gravato da un profondo conflitto interiore, inizia a progettare un altro tipo di battaglia: quella per il riscatto. Per la speranza. Costellato da scene drammatiche e scenografie impossibili, La città di sabbia porta i due protagonisti sui fronti opposti di una guerra antichissima che ha acquistato nuovo vigore. In una dimensione fantastica descritta nei minimi particolari, Laini Taylor dà vita a un mondo intero dove la combattuta storia d’amore tra Karou e Akiva diventa il simbolo della lotta per la pace universale. Ma la speranza può rinascere dalle ceneri dei sogni infranti? Pagine:558 Prezzo in libreria:€ 13 Prezzo E-Book:€ 7.99 Data Pubblicazione:20-05-2021

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Salgono a 19 le Città dell’Olio del Lazio

Posted by fidest press agency su sabato, 1 maggio 2021

Minturno è Città dell’Olio. Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale: “Lazio sempre più presente nella grande rete dei territori olivetati italiani” Salgono a 19 le Città dell’Olio del Lazio con l’ingresso del Comune di Minturno in provincia di Latina nell’Associazione nazionale Città dell’Olio, la grande rete che raccoglie 371 enti pubblici impegnati nella promozione dell’olio extravergine di oliva e nella valorizzazione del patrimonio olivicolo italiano, con più di 25 anni di attività alle spalle.“L’adesione alla nostra associazione del Comune di Minturno ci riempie di gioia e di orgoglio. La scelta dell’amministrazione dimostra una grande attenzione all’olivicoltura del proprio territorio e va nella chiara direzione del voler dare un valido supporto ai produttori locali attraverso la partecipazione alle tante iniziative che come Associazione mettiamo in campo per promuovere l’olio EVO, il territorio e le sue bellezze. Ci auguriamo che altre Città dell’Olio del Lazio seguano l’esempio, perché sogniamo di poter mettere in campo progettualità condivise legate al turismo dell’olio: itinerari sulle strade dell’extravergine che portino i visitatori a scoprire i nostri borghi dall’identità unica” ha dichiarato Michele Sonnessa, Presidente delle Città dell’Olio.“Sempre più Comuni laziali credono nelle Città dell’Olio e nel percorso comune di valorizzazione dell’olivicoltura locale che stiamo compiendo da alcuni anni – ha dichiarato Alfredo D’Antimi Coordinatore regionale delle Città dell’Olio del Lazio – questa nuova adesione è un ulteriore incentivo ad essere presenti sul territorio e protagonisti nell’organizzazione di eventi di qualità in grado di dare visibilità alle nostre eccellenze. Sappiamo di dover scommettere soprattutto sul turismo dell’olio per permettere ai nostri Comuni di vedere nell’olivicoltura un’opportunità di riscatto e di ripartenza”. Ufficio Stampa Associazione nazionale Città dell’Olio

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“Parma Città Universitaria cresce”

Posted by fidest press agency su martedì, 23 marzo 2021

Parma Giovedì 25 marzo, alle 18 sulla pagina Facebook dell’Università di Parma, si terrà “Art’È Sport”, il secondo appuntamento di “Parma Città Universitaria cresce”, gli incontri tematici con i nuovi partner del progetto pensato da Ateneo e Comune di Parma per strutturare una città e un territorio sempre più a misura di universitari. Protagonisti dell’appuntamento saranno il Centro per le Attività e le Professioni delle Arti e dello Spettacolo-CAPAS dell’Università di Parma e il CUS Parma. Moderatori dell’incontro Sara Rainieri, Pro Rettrice alla Didattica e servizi agli studenti, e Tudor Haja, Vice Presidente del Consiglio degli Studenti. Parteciperanno Sara Martin, Direttrice del CAPAS, Luigi Passerini, segretario generale del CUS Parma, e la campionessa olimpionica Ayomide Folorunso, studentessa di Medicina e Chirurgia all’Università di Parma. A Parma Città Universitaria hanno aderito tante realtà degli ambiti più diversi, dalla musica allo sport, dal teatro al trasporto pubblico: nel ciclo di quattro appuntamenti le nuove realtà coinvolte si raccontano e si confrontano con gli studenti e il pubblico in genere sul tema scelto. Il ciclo “Parma Città Universitaria cresce” proseguirà con altri due incontri fb. Giovedì 8 aprile si parlerà di “La città teatro” con Fondazione Lenz, Fondazione Teatro Due, MicroMacro e Teatro del Cerchio. Ultimo appuntamento giovedì 22 aprile con “Vivi Parma con trasporto”, protagonisti Infomobility e TEP.

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Libro: Fuga dalla città

Posted by fidest press agency su martedì, 9 febbraio 2021

Il Covid 19 ha per sempre cambiato il mondo. Nessun continente escluso. Ogni singola nazione ha dovuto fronteggiare l’emergenza sanitaria, l’Italia è stata al centro dell’attenzione mondiale all’inizio della pandemia, la regione Lombardia al centro dell’attenzione mediatica, Milano l’emblema della fuga. Proprio sulla città meneghina vuole stringere il fuoco della lente il volume del giornalista Fabio Massa “Fuga dalla città”, edito da Chiarelettere. In libreria dal prossimo 11 febbraio il testo racconta la città attraverso i protagonisti della scena milanese culturale, politica, economica, universitaria, attraverso delle interviste al Presidente della regione Lombardia Attilio Fontana, il sindaco di Milano Beppe Sala, e ancora tra gli altri, al già presidente di Regione Lombardia e Fondazione Cariplo Giuseppe Guazzetti, Stefano Boeri, Ferruccio Resta, Pierfrancesco Maran.Il libro di Massa racconta una città che da modello urbano e sociale è finita nel vortice delle cronache. Fuga dalla città significa fuga dei capitali, dei lavoratori, degli studenti, dei turisti. Fuga dalla città racconta la trasformazione improvvisa e violenta di Milano: i grandi affari immobiliari bloccati e le nuove strategie dei poteri che contano, l’emergenza abitativa, gli uffici vuoti, il presente e il futuro dello smart working, le sacche esagerate di ricchezza e benessere da un lato e la schiavitù e lo sfruttamento del lavoro dall’altro (dai rider al caporalato), il disastro della sanità “d’eccellenza” incapace di affrontare l’emergenza, la cultura a pezzi (dalla Scala ai piccoli teatri), il calcio in panne, con l’avventura del nuovo stadio fermata sul nascere, la crisi profonda della politica ma anche le risorse e le possibilità per uscirne, costruendo una città più giusta, eguale, umana. By Alessia Testori

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Unc: la classifica delle città più care d’Italia del 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 febbraio 2021

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio stilando la classifica completa delle città con i maggiori rincari o ribassi del 2020 per i principali beni e servizi, sulla base dell’inflazione media rilevata dall’Istat. A fronte di un Paese in deflazione, -0,2%, alcune città registrano aumenti considerevoli su alcuni gruppi di prodotti, con notevoli disparità territoriali.Il capoluogo che nel 2020 ha il maggiore rialzo per quanto riguarda i prodotti alimentari è Caltanissetta con un’inflazione pari a +4,2%, al secondo posto Trieste, Grosseto e Trapani (tutte a +3,1%), poi Perugia con +2,9%. Dall’altra parte della classifica Parma, unica città in deflazione, -0,1%, poi Siena con +0,1% e al terzo posto Macerata, +0,3%. La media italiana è +1,5%, pari ad un incremento della spesa alimentare, senza bevande, di 77 euro per una famiglia tipo. Tra le grandi metropoli si segnala Genova, in 7° posizione con +2,6% e, sull’altro fronte, Milano, 4° tra le migliori con +0,5%, un terzo del dato italiano.Per i servizi ambulatoriali, ossia visite mediche specialistiche, servizi dentistici e paramedici, come la fisioterapia, la città peggiore d’Italia è Cosenza, +5,1%, poi Trapani, +4,6%, al terzo posto Vicenza, +2,8%. Le migliori Lodi (-0,2%), Cagliari, Ferrara e Aosta (-0,1% per tutte). Terze, con una variazione nulla, tra le altre, Milano e Napoli. La media italiana è +0,9%. Tra le cattive, Genova, 5° con +2,2% e Bari e Bolzano, ottave con +2%.La scuola dell’infanzia e istruzione primaria è una batosta per chi abita a Forlì-Cesena (+6,3%), Bolzano (+6,1%), Cosenza e Catanzaro (entrambe +5,4%). Risparmi, invece, anche se contenuti, per chi abita a Trieste (-1,6%), Lecco (-1,3%) e Ancona (-1%). In Italia la media è +1,4%.Limitati, causa Covid, i rincari dei servizi di ristorazione, ossia ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie, prodotti di gastronomia e rosticceria. Al primo posto Grosseto (+3,7%), al 2° Pordenone (+3,3%), al 3° Trapani (+3,1%). Inaspettatamente, però, in deflazione ci sono solo Bergamo (-0,7%) e La Spezia (-0,2%). Evidentemente, quando i ristoratori hanno potuto riaprire, non hanno abbassato i prezzi che in media nazionale segnano anzi un +1,2%, incidendo sul bilancio di una famiglia per 16,50 euro, chiusure a parte.Le cose vanno ancora decisamente diversamente per i servizi di alloggio , ossia alberghi, pensioni, bed and breakfast e villaggi vacanze. Per via del lockdown e del crollo della domanda turistica, ben 42 città su 68 sono in deflazione. Il record per Venezia, dove i listini degli alberghi precipitano nel 2020 del 10,4%, al secondo posto Trapani, -8,5%, al terzo un’altra città turistica per eccellenza, Firenze con -7,6%. Sul fronte opposto salgono a Cosenza (+4,2%), Terni (+3,6%) e al 3° posto Napoli (+3,1%). In Italia scendono dell’1,6%. Tra le città virtuose, Bologna (4° con -6%), Verona e Lucca (seste con -5,6%), Roma (11° con -4,3%), Rimini (12° con -3,9), Milano (13° con -3,8%) e Siena (15° con -3%).Preoccupanti, vista l’emergenza sanitaria, i rialzi dell’assistenza sociale che comprende case di cura per anziani, nidi d’infanzia e servizi di assistenza a domicilio. Le città peggiori sono Messina (+4,6%), Pescara (+4,5%) e Vicenza (+4,1%), le più brave Livorno (-5,4%), Pordenone (-3,8%) e Cosenza (-2,1%). Italia: +0,6%. Male Cagliari (7°, +2,4%), Venezia (8°, +2,3%), Torino (9°, +2%) e Napoli (10°, +1,8%).
Per quanto riguarda la fornitura acqua e servizi vari connessi all’abitazione , ossia fornitura acqua, raccolta rifiuti e spese condominiali, una vera e propria stangata per chi abita a Gorizia (+6% rispetto al 2019), Palermo (+5,6%) e, al terzo posto, Napoli (+5,1%). La città più risparmiosa è Genova, -12%, poi al secondo posto Trapani, -6,8%, e sul gradino più basso del podio Potenza, -6,4%. Tra Gorizia e Genova il divario è pari a ben 18 punti percentuali. In Italia questa voce segna un incremento dello 0,5%. Tra i capoluoghi di regione si evidenzia la pessima performance di Cagliari, 5° con +4,4%, e Milano, 6° con +4,2%. Bene Bari, 12° tra le città in contrazione con -1,4% e Roma, 13° con -1,3%.Infine, i rincari più elevati, addirittura a due cifre, per Altri servizi n.a.c. che comprende tariffe amministrative, servizi legali e servizi funebri. A Palermo un rialzo da primato, pari al 18,6%, al secondo posto Livorno con +13,4% e al 3° Genova, +11,4%. Al primo posto per i ribassi Lecco, -2%, seguita da Brescia, -1,8% e Reggio Emilia, -1,1%. In Italia +1,4%.
“L’Italia non è tutta uguale. Queste differenze sono dovute a tanti fattori che cambiano a seconda delle città e del tipo di bene e servizio.

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Diego Marani: La città celeste

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2021

Collana Oceani, pp. 160, 17 euro. Il diario di un lungo apprendistato sentimentale e insieme, nel suo rivelare ambiguità e dolori sparsi, un documento pronto ad attestare l’imprevedibilità assoluta della cosiddetta “commedia umana”. L’educazione sentimentale di un giovane uomo che, per sfuggire all’asfissiante supervisione paterna, decide di frequentare l’università di Trieste. La gioventù, in quella città celeste al crocevia di diverse culture, diviene la stagione dell’immortalità, delle nuove scoperte, delle amicizie inossidabili. E di amori smisurati e sofferti. La città celeste è un testo che, proprio come la Trieste descritta minuziosamente fra le sue pagine, mira a non avere alcun confine d’ordine letterario. (Editore La nave di Teseo)

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Sostegno delle attività nei centri storici delle città italiane

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 dicembre 2020

La Commissione europea ha approvato il regime italiano del valore di 500 milioni di € volto a garantire una disponibilità di liquidità sufficiente alle imprese impegnate in attività commerciali destinate alla vendita di beni o servizi al pubblico nei centri storici delle città italiane più turistiche. Queste imprese sono state particolarmente colpite dall’impatto negativo che la pandemia di coronavirus ha avuto sul turismo. Scopo del regime è attenuare le difficoltà economiche e l’improvvisa carenza di liquidità che tali imprese si trovano ad affrontare a causa delle misure restrittive imposte dal governo per limitare la diffusione del virus. Il regime è stato approvato a norma del quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato. Il sostegno sarà aperto alle imprese di tutte le dimensioni attive in qualsiasi settore, ad eccezione di quello finanziario. Le imprese sono ammissibili se nel giugno 2020 il loro fatturato nel centro storico è diminuito di almeno un terzo rispetto a giugno 2019. L’importo della sovvenzione diretta corrisponde a una percentuale di tale differenza di fatturato. L’importo della sovvenzione non sarà inferiore a 1 000 € per le persone fisiche e a 2 000 € per le persone giuridiche, e non sarà superiore a 100 000 € per le imprese attive nel settore agricolo primario, a 120 000 € per le imprese attive nel settore della pesca e a 150 000 € per le imprese attive in tutti gli altri settori. Le imprese che hanno iniziato la loro attività solo dopo il 1º luglio 2019 avranno diritto a un aiuto sotto forma di somma forfettaria (1 000 € per le persone fisiche e 2 000 € per le persone giuridiche).La Commissione ha constatato che il regime italiano è in linea con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. In particolare, i) l’aiuto non supererà i massimali per impresa previsti nel quadro temporaneo; e ii) l’aiuto sarà erogato fino al 30 giugno 2021. La Commissione ha concluso che la misura è necessaria, adeguata e proporzionata per porre rimedio al grave turbamento dell’economia di uno Stato membro, in linea con l’articolo 107, paragrafo 3, lettera b), del TFUE e con le condizioni stabilite nel quadro temporaneo. Su queste basi la Commissione ha approvato le misure in conformità delle norme dell’Unione sugli aiuti di Stato.

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La Città metropolitana di Torino e la qualità dell’aria

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

Hanno già ricevuto la convocazione per le ore 16 di venerdì 27 i sindaci e gli assessori ai trasporti dei Comuni di Beinasco, Borgaro Torinese, Cambiano, Carmagnola, Caselle Torinese, Chieri, Chivasso, Collegno, Grugliasco, Ivrea, La Loggia, Leinì, Mappano, Moncalieri, Nichelino, Orbassano, Pianezza, Rivalta di Torino, Rivoli, San Mauro Torinese, Santena, Settimo Torinese, Torino, Trofarello, Venaria Reale, Vinovo, Volpiano.Oltre all’assessore regionale Marnati, ci sarà anche il direttore di Arpa Piemonte Robotto.L’ordine del giorno del tavolo di coordinamento metropolitano sulla qualità dell’aria prevede una valutazione delle attuali limitazioni alla circolazione a seguito dei recenti provvedimenti per il contenimento dell’emergenza sanitaria Covid-19.Non viene dimenticato il tema collegato ai veicoli di interesse storico e collezionistico e si farà il punto anche sulla recente sentenza di condanna della Corte di Giustizia Europea all’Italia per aver superato i valori limite applicabili alle concentrazioni di particelle PM10 in maniera sistematica e continuata tra il 2008 e il 2017.

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Giornata mondiale delle città

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 novembre 2020

Con oltre il 60 per cento dei rifugiati e l’80 per cento degli sfollati interni che si rifugiano nelle città di tutto il mondo, l’UNHCR, Agenzia ONU per i Rifugiati, elogia gli enormi sforzi profusi da numerosi centri urbani per proteggere quanti sono costretti alla fuga, in un contesto segnato dalla pandemia di COVID-19. Sia che si tratti di assicurare l’inclusione di rifugiati e sfollati nelle attività di prevenzione e risposta al COVID-19, fornire alloggi, cure mediche, cibo e assistenza in denaro, o sospendere l’esecuzione di sfratti mediante l’approvazione di moratorie, diverse città sono state in prima linea nell’aiutare le persone in fuga a far fronte agli effetti della pandemia. “Di fronte alla pandemia di COVID-19, rifugiati, sfollati e apolidi spesso sono esposti a rischi più elevati. Faticano ad accedere all’assistenza sanitaria, ai servizi essenziali e alle reti di protezione sociale. Stanno cadendo vittime di povertà, privazioni e debiti, divenendo ancor più vulnerabili a sfruttamento e abusi”, ha dichiarato Gillian Triggs, Assistente Alto Commissario dell’UNHCR per la Protezione.Le buone prassi adottate dalle città per proteggere rifugiati e persone in fuga variano. Tra numerosi esempi, la città di San Paolo, in Brasile, ha lanciato il suo primo Piano municipale di politiche pubbliche per rifugiati e migranti per ampliare e assicurare l’accesso ai servizi essenziali.Da Amman, in Giordania, a Douala, la seconda città più estesa del Camerun, diverse città hanno garantito l’inclusione di rifugiati e sfollati nei piani di risposta di salute pubblica e nelle attività volte a contenere la diffusione della pandemia. La municipalità metropolitana di Istanbul, insieme alla società civile, ha assicurato il sostegno per soddisfare le esigenze di base dei rifugiati vulnerabili durante la pandemia.La città di Berlino ha lanciato una serie di podcast in 13 lingue per tenere informati rifugiati e richiedenti asilo in merito alla pandemia. Montreal ha convertito gli autobus del trasporto pubblico in cliniche mobili per incrementare lo screening per il COVID-19 nei quartieri dove vivono rifugiati e richiedenti asilo.Con i rifugiati e la popolazione locale duramente colpiti dall’impatto della pandemia, anche il comune di eThekwini in Sudafrica ha raddoppiato gli sforzi per migliorare la coesione sociale, creando una piattaforma per coinvolgere i rifugiati e le comunità che li ospitano.In Italia, il Comune di Milano ha confermato il suo impegno garantendo assistenza 24 ore su 24, 7 giorni su 7, ai minori non accompagnati durante la pandemia, in linea con l’obiettivo di migliorare l’accesso ai servizi sanitari e scolastici e di ampliare i servizi di protezione per i minori rifugiati e migranti non accompagnati. Questo sforzo rientra nell’impegno preso da Milano durante il Global Refugee Forum sui Rifugiati nel 2019 per implementare il Global Compact sui Rifugiati.Le città sono vivaci centri commerciali, industriali e culturali, e integrano anche le competenze dei rifugiati e il contributo che desiderano dare alle comunità che li accolgono. Dal New Jersey a Lima, Esfahan e oltre, medici e operatori sanitari rifugiati stanno partecipando alle attività di risposta al COVID-19 insieme a innumerevoli altri primi soccoritori che stanno portando il peso maggiore della pandemia.Da quando l’UNHCR ha lanciato l’iniziativa Cities #WithRefugees nel 2018, oltre 250 città in circa 50 Paesi, di cui otto in Italia, hanno aderito a quella che è una dichiarazione mondiale di accoglienza e inclusività rivolta alle persone costrette a fuggire da violenze e persecuzioni. L’UNHCR chiede ad altre città di unirsi all’iniziativa firmando qui la dichiarazione di solidarietà: http://www.unhcr.org/withrefugees/cities/

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Forum La città del futuro

Posted by fidest press agency su sabato, 19 settembre 2020

Roma Giovedì 24 settembre, dalle ore 10:30 presso il Casale La Torre del Fiscale, in Via dell’Acquedotto Felice, 120, si terrà il Forum La città del futuro, appuntamento annuale organizzato da Road to green 2020, associazione per la promozione della sostenibilità ambientale. Oggi più che mai è indispensabile che si faccia il possibile per supportare lo sviluppo della circular economy affinché i materiali di scarto diventino risorse economiche o accessori di tendenza. Tra le misure che saranno presentate nel corso dell’incontro, la semplificazione della normativa di riferimento ed il supporto all’innovazione tecnologica per le imprese della green economy, chiedendo l’istituzione di un quadro chiaro di regole amministrative generali in modo da migliorare l’attuale sistema di recupero/riciclo dei materiali, favorire i mercati di sbocco delle materie prime seconde, evitando che si riduca il perimetro delle attività delle imprese che operano nel mercato.Nel corso dell’evento verrà, inoltre, consegnato il Road to green Award al Direttore Generale di UNIRIMA, Francesco Sicilia, un riconoscimento assegnato a persone che si siano distinte per le loro attività nel campo del sociale e della promozione della cultura. L’Unione Nazionale Imprese Recupero e Riciclo Maceri, principale federazione italiana nel settore della raccolta e del recupero, riciclaggio e commercializzazione della carta da macero, è infatti considerata un punto di riferimento per questo storico comparto dell’industria green italiana, che fin dalla sua origine ha rappresentato un perfetto esempio di economia circolare riutilizzando il macero derivante dalla valorizzazione delle raccolte differenziate di carta e cartone per la produzione di nuova carta.
Il Forum è organizzato nel rigoroso rispetto delle normative e delle raccomandazioni anti covid19. Al fine di garantire un adeguato distanziamento tra i presenti, l’evento è a numero chiuso con posti limitati.

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Autovelox in città, ma solo se Prefetti fissano limiti velocità

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 settembre 2020

Per l’Unione Nazionale Consumatori è utile autorizzare l’uso degli Autovelox anche nelle strade urbane di città, ma solo ed esclusivamente a condizione che:
a) siano i Prefetti a dover fissare, nel decreto autorizzativo, i limiti di velocità, in modo che siano congrui rispetto al tipo di strada.
b) siano i Prefetti a stabilire, essere responsabili e controllare se la segnaletica è conforme al Cds e ben visibile, dove deve essere collocato l’autovelox, in modo che sia ben visibile, su quale lato della strada debba essere collocato.
c) sia compito dei Prefetti far rimuovere tutti i falsi cartelli che indicano la presenza di un autovelox, quando questo non è effettivamente presente e/o attivo.
d) le postazioni di controllo, laddove sono possibili i sorpassi, vadano preventivamente segnalate su entrambi i lati della carreggiata, parallelamente, sia a sinistra che a destra della strada, in modo che anche chi sorpassa o è sorpassato possa vederli. Altrimenti il comma 6 bis dell’art. 142 secondo il quale “le postazioni di controllo sulla rete stradale per il rilevamento della velocità devono essere preventivamente segnalate e ben visibili”, viene vanificato se il cartello è solo a destra e si sta sorpassando, dato che viene oscurato dal veicolo sorpassato.
e) insieme a tutti i cartelli che segnalano la presenza dell’autovelox ci sia sempre, obbligatoriamente, pena nullità della multa, anche quello del limite di velocità previsto, insieme. Questo perché troppo spesso l’automobilista vede il cartello “controllo della velocità” ma non sa quale è il limite di velocità consentito e non lo trova più tra il cartello che segnala il controllo e l’autovelox.
f) che, dove c’è la postazione di controllo, sia ripetuto sia il cartello che indica la presenza dell’autovelox sia il limite di velocità.
g) che tra il primo cartello che segnala l’autovelox e l’autovelox ci siano obbligatoriamente tra 300 e 400 metri (non quindi le distanza variabile minima indicata, per ciascun tipo di strada, dall’art. 79, comma 3, Reg. Esec. C.d.S. per la collocazione dei segnali di prescrizione), durante i quali il limite di velocità non possa cambiare.
h) che il segnale con il limite di velocità posto insieme a quello che segnala l’autovelox, non sia il primo ad indicare quella velocità. Si tratta di evitare, cioè, che in poco spazio si passi da un limite di 90 Km/h a 50 Km/h e che poi tra il nuovo limite di 50 e l’autovelox ci siano magari pochi metri, come purtroppo frequente in molti comuni, dato che in un secondo (il tempo utile per poter mettere il piede sul pedale del freno) a 90 Km/h si percorrono già 25 metri. Ovvio che su questa richiesta si può anche soprassedere se si accettano sia la proposta g) che la e). Altrimenti, in subordine, si chiede che tra il cartello che indica la velocità rilevata dall’autovelox e l’autovelox stesso debbano esserci almeno 400 metri.
i) tra il segnale e la postazione non devono essere presenti intersezioni o immissioni laterali di strade, altrimenti il segnale va ripetuto (mantenendo sempre le distanze del punto g).
j) troppe le tipologie dei cartelli che indicano la presenza dell’autovelox. Si chiede che i cartelli siano resi tutti uniformi, siano fatti rimuovere dai Prefetti tutti quelli non conformi e che i cartelli siano ingranditi almeno del 50%.
k) vi sia l’obbligo, attualmente non previsto, di indicare se si tratta di autovelox o di un controllo della velocità media, tipo tutor. I cartelli dovranno essere differenziati a seconda del tipo di rilevazione.
l) le regole dalle lettere b) a j) devono valere sia per i controlli da remoto, ossia le postazioni fisse, sia nel caso di controlli occasionali con la presenza di un organo di polizia stradale.
m) Limite di 50 km/h. L’art. 3 del cod. str. al punto 8, definisce centro abitato “un insieme di edifici” ossia “un raggruppamento continuo (..) costituito da non meno di venticinque fabbricati e da aree di uso pubblico con accessi veicolari o pedonali sulla strada”. L’art. 142 c.s. stabilisce il limite di 50 Km/h “per le strade nei centri abitati”. Insomma il limite di 50 Km/h non dovrebbe valere all’inizio del territorio comunale anche se ci si trova in aperta campagna, ma solo dove cominciano ad esserci effettivamente le case e gli abitanti. Ma i comuni piazzano il limite di 50 km (e anche l’autovelox …) anche su strade deserte a doppia corsia per senso di marcia. Si chiede, quindi, di prevedere il limite di velocità di 50 km/h non più collegandolo alla definizione giuridica di centro abitato, ma dove vi sono attraversamenti pedonali e raggruppamenti continui di edifici.

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Alfredo d’Antimi è il nuovo coordinatore delle Città dell’Olio del Lazio

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

Lo ha deciso l’assemblea dei soci laziali che si è riunita oggi in modalità online alla presenza del Presidente Michele Sonnessa e del Direttore generale Antonio Balenzano. Il Coordinamento regionale delle Città dell’Olio del Lazio ha eletto all’unanimità il Vice Sindaco del Comune di Selci Sabino alla sua guida. Nella squadra sono stati eletti anche Emanuela Altobelli assessora di Vallecorsa nel ruolo di Vice Coordinatrice Vicario, Rocco Merucci presidente del Consiglio comunale del Comune di Sant’Elia Fiumerapido e Maria Angela Falà Vice Sindaca del Comune di Mompeo nel ruolo di Vice Coordinatori. Ringrazio i colleghi per la fiducia che mi hanno accordato – ha dichiarato Alfredo d’Antimi – sono pronto a lavorare con loro per promuove la cultura dell’olio e le nostre eccellenze. Ci attende una sfida nuova: il turismo dell’olio. Sappiamo che il Covid ha sconvolto le nostre abitudini di viaggio, favorendo però un turismo di prossimità, lento e più attendo ai piccoli piaceri della vita. Crediamo che in questo momento possiamo afre la differenza con itinerari dell’olio ed esperienze uniche in grado di portare i turisti italiani di nuovo nelle nostre bellissime città” “Auguro al neoeletto coordinatore e alla sua squadra un buon lavoro – ha dichiarato Michele Sonnessa – sono sicuro che le Città dell’Olio del Lazio hanno la guida migliore per rafforzare la loro presenza nella rete ed esprimere un nuovo protagonismo fatto di idee e progetti. Contiamo su di voi!”. Nel corso della riunione si è discusso della conferenza stampa di presentazione della proposta sui Decreti Attuativi della Legge “Turismo dell’Olio” con il senatore Dario Stefano che si terrà a Roma il prossimo 29 luglio e dell’incontro previsto con la Ministra Bellanova per impostare la collaborazione su progetti specifici legati al turismo dell’olio e sul contrasto all’abbandono dei terreni agricoli. Infine, sono stati presentati ai soci il progetto “Concorso Idee Turismo dell’Olio” a cura della prof.ssa Roberta Garibaldi e l’edizione 2020 della Camminata tra gli olivi (25 ottobre). Si è anche cominciato a programmare l’evento conclusivo dedicato al turismo dell’olio, legato all’assemblea di fine anno (dicembre 2020).

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Città post-pandemia

Posted by fidest press agency su sabato, 25 luglio 2020

A cura di Zsolt Kohalmi, Global Head of Real Estate and Co-Chief Executive Officer di Pictet Alternative Advisors. Le malattie e le pandemie del passato hanno disegnato le forme delle città odierne. Le facciate bianche di stampo minimalista e le grandi finestre dal pavimento al soffitto tanto amate dall’architettura moderna si ispirano alle case di cura per la tubercolosi dell’inizio del XX secolo. Gli iconici viali che attraversano Parigi e si diramano da Central Park a New York furono tracciati per contenere la diffusione del colera e di altre malattie nel XIX secolo.Ma quel che conta è che il concetto di città è sopravvissuto e si è evoluto. Attualmente i centri urbani producono circa l’80% del PIL mondiale, una quota che probabilmente continuerà a crescere. Tuttavia, la pandemia di Covid-19 trasformerà il modo di costruire le città, nonché le abitudini di vita e di lavoro dei suoi abitanti. Per trarre il meglio dalla recessione in atto, dobbiamo considerarla come un’opportunità per risolvere le problematiche che da tempo affliggono l’ambiente urbano.Nel quadro di tassi di interesse e rendimenti obbligazionari molto contenuti o negativi a livello globale, il real estate continuerà ad attirare sostanziali flussi di capitale di investitori in cerca di un rendimento reale positivo. È tuttavia necessario essere consapevoli dei cambiamenti cui le nostre città andranno incontro.
Prendiamo ad esempio il settore retail. Dopo la pandemia i negozi tradizionali diminuiranno. I negozi fisici erano già in difficoltà e uno su 10 era vuoto. In aprile, a causa del lockdown, il traffico di clienti nei punti vendita del Regno Unito è sceso dell’85% a/a, mentre le vendite online hanno registrato un’impennata del 58% e rappresentano ora il 70% delle vendite di prodotti non alimentari, un livello record. Tale trend è in parte temporaneo, ma la tendenza generale è stata fortemente accelerata dalla pandemia. Sopravviveranno alla rivoluzione digitale i negozi situati in località gettonate che offrono esperienze particolari e attività ricreative. I valori locativi saranno oggetto di pressioni, in quanto più spazi saranno utilizzati per lo stoccaggio e la logistica delle merci vendute online
Ad avere la meglio nell’era post-Covid saranno verosimilmente i centri dati, ormai nelle mire degli investitori, come pure i centri medici, le strutture sportive e altri centri benessere, poiché a fine pandemia saremo probabilmente tutti più attenti alla salute. Anche le strutture per la logistica last mile dovrebbero prosperare, alla luce del crescente ricorso allo shopping online.Tutte le aree del real estate saranno travolte da un’ondata di cambiamenti. La trasformazione richiederà molto lavoro, dato che in Europa il 70% degli edifici ha oltre 20 anni. Gli investitori dovranno essere particolarmente pronti ad adattarsi alle nuove necessità e alle aspettative degli utenti e avere così l’opportunità di plasmare le città di domani.

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Prezzi: Unc, la classifica delle città dove il cibo è più caro

Posted by fidest press agency su giovedì, 23 luglio 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni che hanno registrato i maggiori rincari annui per quanto riguarda i prodotti alimentari, sulla base degli ultimi dati Istat.Mentre l’Italia e la gran parte delle città sono in deflazione, gli unici beni che non hanno subito contrazioni nelle vendite, nemmeno durante l’emergenza Covid, ossia quelli alimentari, hanno subito pesanti rincari.Così, a fronte di un’inflazione media annua negativa, pari in Italia a -0,2%, i beni alimentari sono cresciuti del 2,4%, che tradotto in termini di aumento del costo della vita significano, per il solo cibo, un rincaro medio a famiglia pari a 134 euro su base annua, che salgono a 159 euro per un nucleo familiare di 3 componenti, 181 per 4 componenti.Anche nel territorio, solo 5 regioni (Campania +0,5%, Umbria +0,5%, Trentino +0,5%, Calabria +0,1%, Piemonte +0,1%) e solo 6 città tra quelle capoluogo o con più di 150 mila abitanti (Bolzano, Napoli e Perugia +0,7%, Trento +0,4%, Ancona e Torino +0,1%) registrano un’inflazione positiva, per quanto molto bassa. Ma per il cibo i rincari sono decisamente più alti, con molte disparità a seconda della città.Ecco perché l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, ossia dove i prodotti alimentari e bevande analcoliche hanno registrato i più alti aumenti dei prezzi, elaborando i dati tendenziali Istat relativi al mese di giugno.Ebbene, la città con i maggiori rincari alimentari (tabella n. 1) è ancora una volta Caltanissetta, +5,7% su base annua, città già in testa alla classifica di aprile e di maggio. Va detto che, forse grazie anche alla nostra denuncia e all’attenzione delle istituzioni riservata a questi aumenti, i rialzi sono in attenuazione rispetto a maggio, quando erano pari a +6,4%. In ogni caso, tradotto in maggior del costo della vita, significa che una famiglia media a Caltanissetta, su base annua, ha registrato una spesa aggiuntiva, per i soli beni alimentari, pari a 307 euro, una vera e propria stangata.Al secondo posto, Perugia, +4,6%, equivalenti ad un aggravio nei dodici mesi, per il solo cibo, pari a 242 euro, al terzo Trieste, +4,4%, pari a 232 euro.La città più risparmiosa Parma, la più virtuosa, l’unica a registrare per i beni alimentari una riduzione dei prezzi, -0,3%, equivalenti ad un risparmio di 17 euro su base annua. Non è molto, ma è meglio di chi ha subito rincari. Segue Siena, +0,7% e Macerata, +0,9%.Per quanto riguarda le regioni (tabella n. 2), il cibo più caro, in termini di rialzi dei prezzi, si trova in Umbria, +4%, pari, in termini di aumento del costo della vita, per una famiglia tipo, a 210 euro. Seguono Lazio, +3,3% (189 euro) e al terzo posto, a pari merito, Valle d’Aosta e Trentino, con +3,1%. La regione migliore, il Veneto, +1,6%, seguita da Lombardia e Puglia.

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Torino Città del Cinema 2020’

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

Torino fino al 20 luglio, giorno del ventesimo anniversario dell’apertura del Museo Nazionale del Cinema alla Mole Antonelliana e della nascita di Film Commission Torino Piemonte, tutti i canali Rai trasmetteranno lo spot promozionale di ‘Torino Città del Cinema 2020’. Lo spot – realizzato dalla Direzione Creativa della Rai – propone un viaggio immaginario in piano sequenza nella città di Torino e si conclude con la suggestiva immagine della Mole Antonelliana immersa nella notte. Durante tutto il percorso lo spettatore è accompagnato da alcuni interventi tratti dai film che hanno fatto la storia del cinema italiano. Il video termina con una battuta sull’immortalità dell’arte cinematografica.
‘Torino Città del Cinema 2020’ è un progetto di Città di Torino, Museo Nazionale del Cinema e Film Commission Torino Piemonte, realizzato con il sostegno di Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, in collaborazione con Regione Piemonte e Fondazione per la Cultura Torino.

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La nostra folle, furiosa città di Guy Gunaratne

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 giugno 2020

In libreria dall’11 giugno Collana Le strade Un romanzo d’esordio esplosivo che racconta l’amicizia fra tre adolescenti figli di immigrati sullo sfondo delle periferie della Londra di oggi: la violenza, il degrado, il radicalismo religioso. Le atmosfere del film cult L’odio di Mathieu Kassovitz trasportate nella Londra contemporanea. Finalista Man Booker Prize 2018

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Le città e le regioni hanno bisogno di finanziamenti diretti dell’UE per un patto sul clima

Posted by fidest press agency su domenica, 31 maggio 2020

Nell’intervista che segue Rafał Trzaskowski, sindaco di Varsavia e candidato Presidente della Polonia, condivide le sue opinioni in merito al patto europeo per il clima , l’iniziativa della Commissione europea volta a promuovere l’impegno dei cittadini per il Green Deal europeo e il percorso verso la neutralità climatica. Un questionario al riguardo è attualmente compilabile nel quadro dello studio del CdR sul tema “Rafforzare la capacità degli enti regionali e locali di attuare il Green Deal: uno strumentario per il patto per il clima”.Mi sembra evidente e molto semplice: senza le comunità locali, l’ambizioso obiettivo della neutralità climatica stabilito dal Green Deal europeo non potrà mai realizzarsi. Siamo noi ad attuare il 70 % di tutta la legislazione dell’UE, e rappresentiamo un terzo della spesa pubblica e due terzi degli investimenti pubblici nell’UE. Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, siamo responsabili dell’attuazione del 90 % delle misure di adattamento e del 70 % delle azioni di mitigazione. È quindi evidente che il nostro ruolo e il nostro impegno sono fondamentali. Per realizzare la neutralità climatica occorre il contributo di tutti: dei governi nazionali, degli enti locali e regionali e, più importante di tutti, dei cittadini. Essi devono capire perché valga la pena compiere questo sforzo, percepire chiaramente i benefici che la transizione climatica può apportare alla loro salute, al loro benessere e anche al loro portafoglio. A tale proposito, considero che gli enti locali abbiano un ruolo speciale: siamo i più vicini ai cittadini e rappresentiamo il livello di amministrazione nel quale essi nutrono maggiore fiducia. Per questo sostengo e incoraggio una stretta collaborazione tra la Commissione europea e il Comitato europeo delle regioni al fine di realizzare il nostro obiettivo comune, ossia rendere l’UE climaticamente neutra.Ritengo che oggi sia ancora più importante di quanto non fosse prima della pandemia di Covid-19. Ancora una volta, la pandemia ha dimostrato come i governi locali siano fondamentali, poiché combattono in prima linea e rispondono direttamente alle esigenze e alle paure dei cittadini. Nel contesto del Green Deal, gli enti locali e regionali devono essere dotati di una serie concreta di strumenti che consentano loro di operare un autentico cambiamento sul terreno, un cambiamento di cui le persone possano effettivamente rendersi conto. In caso contrario, l’idea di neutralità climatica rimarrà solo una promessa, e neppure molto popolare, a maggior ragione con la crisi economica che ci attende. Ci troviamo oggi dinnanzi ad un bivio, ed è importante prendere le giuste decisioni, orientandoci verso un’economia più sostenibile per le persone e che sia incentrata proprio su di loro.Innanzitutto, sto cercando di comprendere come la pandemia abbia cambiato la percezione della politica climatica nelle comunità locali. Per quelle che la consideravano una priorità, rimarrà tale? Dobbiamo essere consapevoli che la pandemia e le perturbazioni economiche che ne derivano colpiscono gravemente le comunità locali. Gli enti locali e regionali, come Varsavia, hanno già subito un enorme calo delle entrate nei rispettivi bilanci. Saranno ancora pronti a investire in una transizione verde, oppure – come sembra più appropriato dire oggi – in una ripresa verde? Vorrei sapere con precisione di che cosa abbiano bisogno per intraprendere questo percorso.A causa della pandemia, le nostre società ed economie si trovano oggi in un territorio inesplorato. Personalmente, ritengo che l’unica via percorribile sia una ripresa fondata sulla forza e sulle opportunità offerte dall’Unione europea. Tuttavia, temo che vi siano altre voci che sostengono il contrario. Suggerirei quindi alla Commissione europea di imparare la lezione e di restare il più vicino possibile ai cittadini. La Commissione europea può contare su forti alleati tra di noi, governi locali e regionali. Siamo disposti a contribuire alla realizzazione degli obiettivi che condividiamo, tra cui la neutralità climatica. Insisto: siamo impegnati a sostenere una ripresa verde, ma se vogliamo realizzarla abbiamo bisogno di risorse finanziarie adeguate per accelerare il processo. Le città di tutta l’UE, come Varsavia, dovrebbero ricevere finanziamenti diretti dell’Unione, poiché noi sappiamo dove e come utilizzarli in modo efficiente, affinché i cittadini possano vedere chiaramente i risultati di tali investimenti nella loro vita quotidiana.

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