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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

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Nuova Area archeologica della Cittadella

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 giugno 2018

Torino Domenica 24 giugno (dalle ore 15), in coincidenza con la festa patronale, l’Assessorato alla Cultura della Città di Torino renderà accessibile al pubblico – attraverso visite guidate – l’Area archeologica della Cittadella venuta alla luce nel corso dei lavori per la realizzazione del parcheggio interrato ‘Galileo Ferraris’ e salvaguardata su progetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Torino, su intervento della Società concessionaria ‘Parcheggio Galileo Ferraris srl’. Viene così restituito alla Città un ulteriore frammento di quella particolare ricchezza storica costituita da ciò che rimane dell’antico sistema difensivo torinese. Un patrimonio che l’Amministrazione comunale sta attivamente valorizzando, sia attraverso il restauro della porzione cinquecentesca del Mastio della Cittadella, sia promuovendo, insieme con l’Istituzione militare, il Centro Studi e Ricerche sull’Architettura Militare del Piemonte e le Associazioni Amici del Museo di Artiglieria e del Museo Pietro Micca, la costituzione di un polo museale della Cittadella che ne consenta la fruizione, mettendolo in dialogo con le collezioni del Museo Nazionale di Artiglieria. L’Area archeologica rappresenta il primo recupero in assoluto di un settore delle opere fortificate ‘di superficie’ della Cittadella di Torino dai tempi della sua demolizione, iniziata nella seconda metà del XIX secolo. Riemersi nel corso degli scavi del parcheggio iniziati nel 2015, i resti delle fortificazioni costituiscono parti significative delle opere difensive della Cittadella appartenenti al fronte sud compreso fra i bastioni ‘il Duca’ e ‘San Lazzaro’. Qui, nel 1639, iniziò un generale potenziamento delle difese con la costruzione di un’ulteriore opera difensiva, a pianta triangolare, composta da un terrapieno rivestito da solide muraglie a scarpa dotate di parapetto lungo le due facce rivolte verso il nemico e un muro sul lato orientato verso la cinta principale della Cittadella da cui era separato da un ampio fossato. Questo tipo di opera – che fu contemporaneamente costruita su tutto il perimetro della Cittadella a potenziamento difensivo del tratto di muraglione di collegamento tra i bastioni contigui – si chiamava in termine tecnico Rivellino e quello ritrovato, unico esempio rimasto dei cinque costruiti, è detto ‘degli Invalidi’.
Si accede all’Area archeologica del Rivellino degli Invalidi attraverso un ingresso autonomo realizzato sul sedime del parcheggio in corrispondenza del nr 14 di corso Galileo Ferraris, che porta a circa 6 metri sotto il livello stradale dov’è visibile un buon tratto del fronte di gola del Rivellino rivolto verso la Cittadella. A seguire, un breve segmento delle mura del primo ampliamento urbanistico seicentesco della Città, risalente al 1619, che costituisce la struttura muraria più antica fra quelle rinvenute e, fino a oggi, l’unica testimonianza visibile delle difese della prima espansione della Città, iniziate da Ercole Negro di Sanfront proprio nel 1619 e terminate da Carlo di Castellamonte negli anni ‘30 del XVII secolo. Attraversando un ponticello metallico si potranno ammirare prima i resti della polveriera delle mine, salvaguardata solo in parte e unica trovata tra quelle dell’epoca, e poi la galleria di collegamento tra la polveriera e la cittadella, entrambe risalenti agli anni ‘80 del XVII secolo. Quest’ultima è la prima grande galleria di comunicazione fino a oggi recuperata databile a questo periodo. Un tratto del fossato principale della Cittadella e le adiacenti rampe di accesso al terrapieno del rivellino, conservate in buona parte, concludono la visita delle strutture principali La gestione dell’Area archeologica è affidata al Museo Civico Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706 che, a partire dalla data inaugurale del prossimo 24 giugno (dalle ore 15) – e sperimentalmente a titolo gratuito -, ne garantirà l’apertura e le visite guidate attraverso il personale della omonima Associazione fornendo al visitatore il completamento di un ideale itinerario storico con le gallerie del Museo civico Pietro Micca e dell’assedio di Torino del 1706: tutte le domeniche con accesso a ogni inizio di ora dalle 15 alle 18 comprese.

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La cittadella del sapere

Posted by fidest press agency su martedì, 6 marzo 2018

Vorremmo poter dire: pensionati unitevi, dimostrate d’avere la forza per reagire. Offrite ai giovani dai figli ai nipoti di che pasta siete. Vorremmo poterlo dire ma ci accorgiamo di essere di fronte a uomini e donne stanchi, delusi, amareggiati. Per anni questo è stato il popolo che è cresciuto in una nazione che si chiama, nello specifico, Italia. Ha provato la prima amarezza, molti per parte dei loro padri, con gli anni della ricostruzione nei quali si poteva fondare una società diversa, più organizzata, più aperta all’innovazione tecnologica, allo sviluppo del Meridione, più decisa nella ricerca di opportunità lavorative senza dover ricorrere a quel mostro che si chiama ammortizzatore sociale che ha dilatato a dismisura i posti nel pubblico impiego e persino nel privato. Vi è stato, poi, un successivo passo con il “compromesso storico” con la coraggiosa alleanza Moro-Berlinguer per un’Italia più pulita, meno compromessa con il malaffare. E anche questa volta abbiamo perso l’occasione per rinascere. E ancora un’altra data storica, quella della caduta del muro di Berlino e il dissolvimento dell’Urss e del suo socialismo reale. Avrebbe potuto rilanciare il “partito degli onesti” e la stessa iniziativa della procura milanese con “mani pulite”, qualche anno dopo, riuscì solo in parte a debellare quel cancro che aveva roso sino al midollo la parte sana del Paese. Tanto che i mestatori del torbido ci presero gusto e andarono all’assalto delle istituzioni e oggi dobbiamo tristemente prendere atto dei guasti che hanno provocato e continuano indifferenti lasciando solo macerie.
Sembra che l’Italia non sia stata sconfitta una volta ma tante a dispetto di quanti con il lavoro, i sacrifici di un’intera vita hanno cercato di lasciare qualcosa di buono, una speranza, per lo meno, per una società più equa. E per anni questo popolo di canuti ha sperato nel “governo del fare” per poi, amaramente, rendersi conto che erano solo parole, vuote, aride, ciniche.
Non sembra, per quanto questa classe politica dominante abbia toccato il fondo, che lo abbia raschiato a dovere se ancora tenta di dividere ciò che si era unito con tanta fatica: il rapporto giovani anziani, precari e lavoratori a tempo indeterminato, immigrati e autoctoni, nord e sud, omofobia, e conflitti tra i vari poteri dello Stato, ecc. E’ una caccia all’untore per tentare, in questo modo, di distrarre gli italiani dai reali e gravi problemi del paese. Resta la “Cittadella del sapere” l’unico rifugio per gli uomini liberi, per gli anziani che vogliono guardare al futuro senza soffermarsi al presente o rifugiarsi al passato. Perché di questo futuro non è necessario farne parte. Basta sapere di averlo lasciato nelle mani di chi saprà raccogliere con coraggio e determinazione il testimone. Di chi saprà forgiarlo per tale cimento. (Riccardo Alfonso)

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La cittadella del sapere

Posted by fidest press agency su martedì, 3 ottobre 2017

borgoVorremmo poter dire: pensionati unitevi, dimostrate d’avere la forza per reagire. Offrite ai giovani dai figli ai nipoti di che pasta siete. Vorremmo poterlo dire ma ci accorgiamo di essere di fronte a uomini e donne stanchi, delusi, amareggiati. Per anni questo è stato il popolo che è cresciuto in una nazione che si chiama Italia. Ha provato la prima amarezza, molti per parte dei loro padri, con gli anni della ricostruzione nei quali si poteva fondare una società diversa, più organizzata, più aperta all’innovazione tecnologica, allo sviluppo del Meridione, più decisa nella ricerca di opportunità lavorative senza dover ricorrere a quel mostro che si chiama ammortizzatore sociale che ha dilatato a dismisura i posti nel pubblico impiego e persino nel privato. Vi è stato, poi, un successivo passo con il “compromesso storico” con la coraggiosa alleanza Moro-Berlinguer per un’Italia più pulita, meno compromessa con il malaffare. E anche questa volta abbiamo perso l’occasione per rinascere. E ancora un’altra data storica, quella della caduta del muro di Berlino e il dissolvimento dell’Urss e del suo socialismo reale. Avrebbe potuto rilanciare il “partito degli onesti” e la stessa iniziativa della procura milanese, qualche anno dopo, riuscì solo in parte a debellare quel cancro che aveva roso sino al midollo la parte sana del Paese. Tanto che i mestatori del torbido ci presero gusto e andarono all’assalto delle istituzioni e oggi dobbiamo tristemente prendere atto dei guasti che hanno provocato e continuano indifferenti lasciando solo macerie.
Sembra che l’Italia non sia stata sconfitta una volta ma tante a dispetto di quanti con il lavoro, i sacrifici di un’intera vita hanno cercato di lasciare qualcosa di buono, una speranza, per lo meno, per una società più equa. E per anni questo popolo di canuti ha sperato nel “governo del fare” per poi, amaramente, rendersi conto che erano solo parole, vuote, aride, ciniche.
Non sembra, per quanto questa classe politica dominante abbia toccato il fondo, che lo abbia raschiato a dovere se ancora tenta di dividere ciò che si era unito con tanta fatica: il rapporto giovani anziani, precari e lavoratori a tempo indeterminato, immigrati e autoctoni, nord e sud, omofobia, dissidi tra i vari poteri dello Stato, ecc. E’ una caccia all’untore per tentare, in questo modo, di distrarre gli italiani dai reali e gravi problemi del paese. Resta la “Cittadella del sapere” l’unico rifugio per gli uomini liberi, per gli anziani che vogliono guardare al futuro senza soffermarsi al presente o rifugiarsi al passato. Perché di questo futuro non è necessario farne parte. Basta sapere di averlo lasciato nelle mani di chi saprà raccogliere con coraggio e determinazione il testimone. Di chi saprà forgiarlo per tale cimento. (Riccardo Alfonso)

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Cittadella della pace: Rapporto annuo

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 aprile 2010

Camandoli 17 aprile Alle 15,30 al monastero di Camaldoli tradizionale appuntamento dello staff della Cittadella della Pace e gli studenti che illustreranno il “Rapporto annuo”. con l’aiuto di supporti multimediali i momenti più importanti del 2009, le linee di sviluppo intraprese, la rete di contatti internazionali, l’incremento dei partner e dei progetti a livello nazionale e internazionale. Sara una presentazione diversa e divertente, una formula rinnovata, che vede i giovani studenti protagonisti, con l’utilizzo di diversi video e strumenti innovativi. Sono attesi a Camaldoli tutti i soci dell’associazione, le istituzioni, gli esperti che lavorano con Rondine, gli amici, i simpatizzanti, ma soprattutto tutti coloro che desiderano saperne di più, capire la “macchina” che muove gli ingranaggi della Cittadella, partecipare ai successi e valutare i prossimi passi che Rondine sta elaborando per il prossimo futuro. Il 2009 è stato un anno ricco di avvenimenti e di conferme, di aperture e di consolidamento della rete di contatti italiani e stranieri. È stato un anno estremamente positivo per gli studenti, sempre più motivati ed “attivi”, decisi a intervenire nella costruzione della Cittadella e a elaborare strumenti propri di cultura del dialogo e della risoluzione dei conflitti da poter utilizzare nei propri paesi al momento del ritorno a casa.

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Educare alla fede

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 giugno 2009

Procida 03 giugno p.v., in occasione della preparazione della solennità del Corpo e Sangue di Cristo, presso l’Abbazia di San Michele arcangelo, centro storico culturale dell’isola di Procida, con inizio alle ore 18.00, si svolgerà il Convegno sul Tema: “Educare alla fede”. Interverrà come relatore ed animatore dell’adorazione eucaristica, il presidente nazionale del Rinnovamento nello Spirito Salvatore Martinez, Consultore del Pontificio Consiglio per i Laici, presidente della Fondazione Istituto di Promozione Umana “Mons.Francesco Di Vincenzo”, Nello specifico, il Polo di Eccellenza, intitolato ai fratelli Sturzo, ha realizzato, a Caltagirone (CT), presso un Fondo rurale storico appartenuto agli Sturzo, una ‘cittadella’ dove i detenuti con le loro famiglie vivono, lavorano e si reinseriscono nella società seguendo un cammino di redenzione umana, morale e spirituale, nonché tra i soci fondatori del Comitato “Scienza e Vita.

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