Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘cittadinanza’

Scuola: “Impieghiamo i percettori di reddito di cittadinanza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2020

Ci riferiamo a quelli che non sono ancora occupati, per colmare nelle scuole le carenze di organico tra i collaboratori. Un modo semplice ed efficace che garantirebbe un’occupazione stabile a migliaia di italiani, ma soprattutto riuscirebbe a dare un concreto contributo per risolvere l’emergenza sanitaria nelle scuole. Con l’inizio dell’anno scolastico sarà indispensabile una maggiore presenza a supporto delle attività quotidiane. L’impiego dei percettori di reddito di cittadinanza, all’interno dei plessi scolastici per intensificare l’attività di sorveglianza, igienizzazione e pulizia arredi e locali. Se davvero la maggioranza ha a cuore la scuola, voti a favore del nostro Ordine del Giorno”.E’ quanto hanno dichiarato i deputati di Fratelli d’Italia, Carmela Ella Bucalo e Paola Frassinetti, rispettivamente responsabile scuola del dipartimento istruzione di Fdi e vicepresidente commissione Cultura.

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Riacquisto cittadinanza agli italiani che l’hanno perduta

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

“Attraverso la stampa apprendo che i colleghi della maggioranza sono favorevoli a ridare la cittadinanza a quegli italiani che l’hanno perduta in seguito ad espatrio, non per loro negligenza. Una bella notizia che garantirebbe un diritto per il quale mi sono battuta sin dalla scorsa legislatura in Parlamento. Una battaglia riproposta anche in questa legislatura. A questo punto mi aspetto, perché questi non sembrino solo annunci propagandistici, che la maggioranza chieda la calendarizzazione dei provvedimenti già depositati su questo tema. Ritengo che anche l’opposizione, a cominciare dalla sottoscritta, sarebbe favorevole. Rimbocchiamoci le maniche, fatti, non parole!” Lo ha dichiarato l’On. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Insegnare matematica per la cittadinanza

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 agosto 2020

Di Antonio Sortino. È stato pubblicato il nuovo volume: «Insegnare matematica per la cittadinanza. Idee ed esperienze inclusive per la scuola secondaria di primo grado»; autore è Antonio Sortino, docente di matematica e sostegno nella scuola media.Il libro si rivolge a quanti, in particolare docenti di matematica, sono interessati all’insegnamento della nuova educazione civica che, istituita con la legge n. 92/2019, coinvolgerà in maniera trasversale le discipline impartite nelle scuole di ogni ordine e grado.In tal contesto, è auspicabile che anche l’insegnante di matematica sia parte attiva dell’insegnamento interdisciplinare. Perché la matematica non serve solo a «far di conto» o, all’opposto, non è «semplicemente» la disciplina astratta per antonomasia; ma può essere una cruciale e formidabile leva di sviluppo intellettuale, culturale e sociale per far sì che gli studenti di oggi diventino i bravi, colti, critici e indipendenti cittadini di domani. A condizione, però, che si operi all’interno di un contesto educativo forte e orientato all’inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali, compresi quindi gli allievi con disabilità; solo in questo modo tutti gli studenti della classe, studiando e imparando fianco a fianco coi compagni più fragili, svilupperanno doti di apertura, accettazione e solidarietà verso ogni tipo di diversità, come è necessario per formare i pieni cittadini per la società in divenire.
Il libro «Insegnare matematica per la cittadinanza» propone dunque idee, attività ed esperienze perché la matematica, insegnata nella scuola secondaria di primo grado, contribuisca ad educare alla cittadinanza e all’inclusione. I percorsi didattici delineati con questo scritto condurranno dalla matematica delle questioni sociali, del gioco, dalla sua storia, dall’approccio interculturale all’elemento delle generalizzazioni, per contribuire a sviluppare per gli studenti una visione più ampia sui problemi emergenti sia sociali sia individuali.
Antonio Sortino è insegnante di matematica nella scuola secondaria di primo grado ed è specializzato per il sostegno didattico. Dall’anno accademico 2016/2017 è docente del laboratorio di «Didattica speciale: codici del linguaggio logico e matematico» per il Corso di specializzazione per gli insegnanti di sostegno attivato presso l’Università di Udine.

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Inps: Reddito e pensione cittadinanza a 2,5 mln di persone

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 gennaio 2020

Secondo i dati Inps, attualmente le famiglie beneficiarie di Reddito e Pensione di cittadinanza sono nel complesso 1.041.462, pari a 2.513.925 persone coinvolte.”Bene, ma non basta. Si è coperto solo il 57,2% delle famiglie povere, pari a 1 milione e 822 mila, e meno del 50% (49,9%) degli individui poveri, pari a 5 mln e 40 persone” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Inoltre l’importo medio, pari a 493 euro, è insufficiente persino a coprire la soglia di povertà più bassa in assoluto, quella di un single con più di 75 anni che vive in un piccolo comune del Mezzogiorno, pari a 500,01 euro. Figurarsi per la soglia più alta di oltre 2 mila euro al mese, valida per le famiglie da 5 componenti che vivono in un centro area metropolitana del Nord” conclude Dona.

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Minori stranieri e cittadinanza

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 dicembre 2019

“Una riforma della cittadinanza italiana, da lungo attesa e più volte rinviata, è necessaria per rispondere alle legittime richieste di riconoscimento e piena partecipazione alla vita civica proveniente dai tanti minori e ragazzi figli di migranti, nati e/o cresciuti in Italia e già parte integrante della società”, ha dichiarato Raffaela Milano, Direttrice dei Programmi Italia-Europa di Save the Children, in occasione dell’iniziativa di presentazione presso la Sala Conferenze della Camera dei Deputati del documentario Waiting, di Stefano Di Polito, prodotto con Domenico Calopresti. Al 1 gennaio 2018 – sottolinea Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro – in Italia i minori con background migratorio, con cittadinanza italiana per acquisizione o ancora stranieri, sono 1 milione e 316mila: di questi il 75% è nato in Italia, 991.000 in tutto[1]. Nelle scuole italiane, nell’anno scolastico 2017/2018, gli studenti e le studentesse con cittadinanza non italiana (CNI) sono 841.719, 1 studente su 10, e il 63,3% è nato in Italia (dati MIUR). La regione con il maggior numero di studenti CNI è la Lombardia (oltre 213 mila), mentre 1 su 8 risiede in Emilia Romagna, che è la regione con la percentuale più alta di studenti CNI sul totale regionale, il 16%. Anche Veneto, Lazio e Piemonte hanno percentuali e levate e accolgono circa 80 mila studenti CNI ciascuna. All’iniziativa, introdotta dall’On. Andrea Giorgis, Sottosegretario al Ministero della Giustizia, e dall’On. Giuseppe Brescia, Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, hanno preso parte rappresentanze di ragazzi e ragazze di origine straniera tra i quali CONGGI (Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane), Movimento Italiani senza Cittadinanza, QuestaèRoma e Rete G2 – Seconde Generazioni, e il Tavolo Saltamuri. Save the Children chiede che nell’ambito dell’iter delle proposte di legge attualmente in corso alla Camera dei Deputati sia data preminenza all’ascolto dei diretti interessati e che si possa arrivare presto alla definizione di nuove norme, più adeguate alla società in cui viviamo. “È infatti necessario superare una legge ormai obsoleta che mette migliaia di bambini e adolescenti nati e/o cresciuti in Italia in condizione di svantaggio, sbarrando loro la via alla cittadinanza prima del compimento della maggiore età – ha proseguito Raffaela Milano -. Come già sottolineato più volte in passato, l’approvazione della riforma costituirebbe un passo avanti verso il rispetto e la promozione dei principi di superiore interesse dei bambini e degli adolescenti, non discriminazione, pari opportunità, nonché di giustizia, umanità, inclusione e pace, sanciti dalla Costituzione della Repubblica italiana e dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

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Nissoli (FI): Una maratona parlamentare per la cittadinanza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 luglio 2019

“Voglio davvero essere la voce degli italiani che hanno perduto la cittadinanza!”: Lo ha dichiarato l’on. Nissoli che, oggi, è intervenuta nell’Aula di Montecitorio per sensibilizzare i Colleghi su una tematica poco conosciuta: la perdita della cittadinanza italiana da parte di chi, nato in Italia, è, poi, andato a vivere all’estero.Quindi, nel suo intervento ha voluto fare appello al Governo affinché mostri concretamente attenzione agli italiani all’estero.“Per sensibilizzare Parlamento e Governo sulla questione della perdita della cittadinanza italiana – ha affermato l’on. Nissoli – ho bisogno anche del Vostro aiuto, di Voi, italiani all’estero, che avete perso la cittadinanza, di far conoscere le Vostre storie e, pertanto, Vi chiedo di scrivermi raccontandomi la Vostra storia in un minuto ed io sarò la Vostra voce, leggendola nell’Aula di Montecitorio! La mia email è: nissoli_af@camera.it.”

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La cittadinanza italiana per iure sanguinis non scade mai!

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 luglio 2019

by  Fucsia Fitzgerald Nissoli  In questi giorni ho partecipato ai lavori del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero che ha tenuto la sua Assemblea plenaria. Si è parlato, tra gli altri punti all’ordine del giorno, dello stato della rete diplomatico-consolare.
Io sono intervenuta, nel dibattito, per chiedere spiegazioni ai due Direttori generali del Ministero degli Esteri presenti, Vignali e Varriale, circa la voce che si è sparsa tra la Comunità italiana in USA di un cambiamento di interpretazione del codice civile del 1865 per quanto concerne la trasmissione della cittadinanza per coloro che, tra il 1865 ed il 1912, avrebbero acquistato la cittadinanza di uno stato straniero per naturalizzazione o semplicemente tramite lo ius soli e avrebbero, quindi, perso la cittadinanza italiana e di conseguenza non l’avrebbero più potuto trasmettere ai discendenti. Tra questi discendenti si è sparsa la voce che l’Ufficio giuridico del Maeci sarebbe in attesa di un parere del Consiglio di Stato sull’interpretazione di questo aspetto del codice civile del 1865 e che tale fatto avrebbe provocato la sospensione dell’esame delle richieste di cittadinanza avanzate da chi ha antenati in possesso di cittadinanza straniera prima del 1912.
La risposta del Direttore generale per gli italiani all’estero del Maeci, Luigi Maria Vignali, ha fugato ogni dubbio visto che ha affermato che non vi è stata alcuna richiesta di parere al Consiglio di Stato, che chi ha la cittadinanza italiana non la perderà e che tutte le pratiche si concludono nell’arco di due anni.Quindi, posso ritenere che qualcuno ha messo in giro una fake news e rassicurare tutti voi che niente è cambiato per quanto concerne le regole per l’ottenimento della cittadinanza italiana!Inoltre, ho chiesto informazioni circa la riapertura del consolato italiano in New Jersey (USA), visto che, dopo la mia interrogazione del 20 dicembre scorso in cui, data la rilevante presenza italiana nello Stato del New Jersey, chiedevo la riapertura del consolato, il Ministero degli Esteri aveva risposto con aperture in merito.Alla mia richiesta di chiarimento, il Direttore generale delle risorse umane del Ministero degli Esteri, Renato Varriale, ha risposto che la riapertura di un consolato in New Jersey è subordinata alla futura disponibilità di risorse finanziarie. Pertanto, ora, sta al Governo dirottare le dovute risorse affinché, finalmente, finisca questo vuoto che si è venuto a creare per la mancanza del consolato e dei relativi servizi che esso può offrire alla numerosa e dinamica Comunità italiana del New Jersey!”

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Che fine ha fatto l’impegno assunto dal governo sulla cittadinanza?

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 giugno 2019

“Nella scorsa Legislatura,  – scrive l’on.le Nissoli – ho lavorato molto sulla cittadinanza, il mio impegno continua anche in questa Legislatura.Infatti, dopo che il Governo ha accolto il mio Ordine del Giorno, oltre 6 mesi fa, ho depositato una interrogazione al Governo sul riacquisto della cittadinanza italiana per chi l’ha perduta recandosi all’estero, in cui chiedo conto dell’attuazione del mio Ordine del Giorno, dove il Governo si impegnava a trovare adeguate soluzioni per venire incontro a chi, in seguito ad espatrio, aveva perso la cittadinanza. Sono passati più di 6 mesi, cosa succede? Il Governo prima dice “si” e poi?
Non ci sono segnali di attenzione al problema, questo è davvero sintomo di mancanza di volontà politica e anche di mancanza di rispetto verso l’emigrazione che tanto ha dato all’Italia. Nel frattempo, continuerò a battermi affinché chi è nato italiano possa facilmente riacquistare quella cittadinanza italiana che fa parte della sua identità”.

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L’impegno assunto dal Governo per la cittadinanza che fine ha fatto?

Posted by fidest press agency su domenica, 9 giugno 2019

“Dopo tutto il lavoro che ho fatto nella scorsa Legislatura sulla cittadinanza, il mio impegno continua! Infatti, dopo che il Governo ha accolto il mio Ordine del Giorno, oltre 6 mesi fa, ho depositato una interrogazione in cui chiedo conto dell’attuazione del mio Ordine del Giorno. Infatti, il Governo si impegnava a trovare adeguate soluzioni per venire incontro a chi, in seguito ad espatrio, aveva perso la cittadinanza. Sono passati più di 6 mesi, cosa succede? Il Governo prima dice “si” e poi? Non ci sono segnali di attenzione al problema, questo è davvero sintomo di mancanza di volontà politica e anche di mancanza di rispetto verso l’emigrazione che tanto ha dato all’Italia. Attenderò con pazienza la risposta e continuerò a battermi affinché chi è nato italiano possa facilmente riacquistare quella cittadinanza italiana che fa parte della sua identità!”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald (FI) dopo aver presentato una interrogazione al Governo sul riacquisto della cittadinanza italiana per chi l’ha perduta recandosi all’estero.

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Cittadinanza: Riservare particolare attenzione alle famiglie italiane con coniuge straniero che vivono nel Regno Unito

Posted by fidest press agency su sabato, 9 febbraio 2019

Il Sen. Fantetti e l’On. Nissoli hanno presentato una interrogazione ai ministri Moavero e Salvini, rispettivamente al Senato e alla Camera, per venire incontro alle necessità delle famiglie italiane con coniuge straniero presenti nel Regno Unito, in un momento difficile come quello della Brexit.Infatti, nel dispositivo i due parlamentari chiedono “se i ministri interrogati intendano attivarsi per disporre un incremento di risorse economiche e umane in servizio presso il Consolato Generale d’Italia ed emanare, ciascuno nell’ambito delle proprie competenze, atti specifici e urgenti, affinché il prolungamento dei termini per la concessione della cittadinanza e la richiesta della conoscenza della lingua italiana non abbia effetto sulle richieste di cittadinanza presentate dai coniugi non italiani di cittadini italiani residenti nel Regno Unito, almeno fino al termine del periodo di transizione durante il quale il Regno Unito continuerà ad applicare le normative europee (previsto per il 31 dicembre 2020)”. “Comprendiamo che si tratta di un problema complesso”, hanno dichiarato i due parlamentari auspicando “che il governo venga incontro alle esigenze delle molte famiglie italiane residenti nel Regno Unito”.

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Nuovo concetto di cittadinanza basata sulla partecipazione

Posted by fidest press agency su domenica, 20 gennaio 2019

Rocca di Papa (Roma) Dal secondo e terzo giorno dei lavori del convegno “Co-Governance, corresponsabilità nelle città oggi” sta emergendo un nuovo concetto di cittadinanza basata sulla partecipazione che si declina in tutti gli ambiti del vivere della città: dalla pianificazione urbana alla comunicazione, dall’educazione alla prevenzione della corruzione, da percorsi di integrazione culturale a esperienze di dialogo interreligioso. Fiducia e speranza sono state parole ricorrenti, prospettive da vivere, valori da riconquistare.
“In alcuni quartieri di Medellin si trovano popolazioni davvero resilienti. Cercano di costruire una loro città nella città, una città nella periferia”. L’esperienza-pilota della città colombiana dove si è partiti da quartieri nati da migrazioni forzate per attuare progetti urbani integrali apre lo spazio dedicato alla pianificazione urbanistica. “Si è iniziato a coinvolgere i cittadini partendo dai progetti, perché le opere sono dei cittadini” ha spiegato Federico Restrepo, ingegnere e già direttore dell’EPM della città colombiana. E riguardo al problema dell’immigrazione, in aumento in Colombia anche dal vicino Venezuela, ha ribadito che non si risolve costruendo muri: “Abbiamo la responsabilità di costruire relazioni tra la città e le regioni circostanti, per poter risolvere questo problema sociale e profondo che la nostra società sta attraversando”.Anche Melchior Nsavyimana, burundese, docente a Nairobi presso il Regional Integration and Development Institute parte dalle sfide e dalle fragilità delle città di oggi e si chiede quale speranza ci sia per il futuro: “Secondo i dati della Banca Mondiale (2017) per soddisfare i bisogni infrastrutturali di base il continente africano ha a disposizione solo $ 68 miliardi; cifra altamente insufficiente. La città di domani deve essere reinventata mettendo il cittadino al centro delle politiche urbane, i suoi bisogni e il suo futuro”.
E tra le sfide più grandi che le città si trovano ad affrontare ad ogni latitudine c’è quella della comunicazione. Se ne parla con Fadi Chehadé, già amministratore delegato di ICANN e fondatore di Vocado. “Dovremmo smettere di parlare di città intelligenti, ma piuttosto di città vivibili, dove la tecnologia è realmente al servizio dell’uomo. Oggi l’unico modo in cui le amministrazioni possono controllare il potere della tecnologia e delle sue multinazionali è dal basso verso l’alto e cioè a partire dai cittadini; questo è il momento propizio per invertire la tendenza e perché i cittadini facciano sentire la propria voce”. E sul grande tema dell’etica in relazione alla tecnologia: “Occorre creare un sistema digitale nel quale ci siano valori, ma la tecnologia della quale abbiamo paura è proprio quella che ha in sé la soluzione, dipende da come noi la usiamo. Anche nella Silicon Valley c’è già chi la pensa così. Questa idea dunque non è lontana dalla realtà”.
A Co-Governance si parla non solo di sfide che rispondono a problematiche attuali, ma anche di piste per la prevenzione delle piaghe della società, come quella della corruzione. Per Adriana Cosseddu, docente di diritto presso l’università di Sassari (Italia) l’idea di legalità è da ”ripensare anzitutto nel ‘perché’ della regola e nell’impatto di ogni singola azione illegale o legale”. In tal modo “l’impegno di ciascuno non sarà tanto volto, come spesso accade, all’elusione della norma, ma ad una osservanza che orienta a superare l’interesse individuale per guardare più lontano al bene dell’altro, di cui divento costruttore”. “Ma – ha concluso – abbiamo il coraggio di rinunciare nelle più varie situazioni a un beneficio personale, dinanzi alle necessità oggi di un altro, domani della comunità? Comincia qui, penso, l’edificazione del ‘noi’ che vorremmo abitasse le nostre città e che nel suo tessere una rete di relazioni racchiude in sé la capacità di rinnovarle”.Proprio il motto “Chi rispetta le regole è felice” è stato scelto per un progetto di gemellaggio culturale con Paesi di lingua tedesca per ragazzi, realizzato presso l’Ostello Bella Calabria a San Leonardo di Cutro (Italia), aperto nel 2015 grazie ad un bando che metteva a disposizione beni confiscati alla ’Ndrangheta. “Ci siamo inventati questo programma di 48 ore all’ostello – racconta il gestore Loris Rossetto – che ha come sottotitolo: fai agli altri ciò che vorresti fosse fatto a te. Gli alunni apprendono le lingue straniere attraverso simulazioni e dialoghi in lingua con l’utilizzo del cooperative learning. Dopo il primo ostello ne abbiamo aperto un secondo nel centro di Crotone. Anche qui sempre con la stessa idea: non smettere mai di sognare stando con i piedi per terra, con lo sguardo rivolto al cielo, per amare e migliorare il proprio territorio”.
Danuta Kaminska, amministratrice pubblica nel Consiglio della Slesia Superiore, presenta una Polonia diversa da quella che i media dell’Europa occidentale raccontano, chiusa e sovranista. Ci sono città come Katowize, che accolgono e operano per includere gli immigrati che nello scorso anno sono stati circa 700.000 in Polonia, in maggioranza ucraini.” Per attivare la co-governance nella nostra città abbiamo capito che occorre sostenere i cittadini dal punto di vista morale oltre che pratico. La collaborazione con le comunità religiose e le organizzazioni non governative aiuta l’integrazione dei cittadini e li rende sempre più parte della comunità sociali. Come ad esempio il sostegno alle comunità religiose ebrea e musulmana”.A Firenze invece il ‘Patto di cittadinanza’ per promuovere i valori della convivenza, della conoscenza e del rispetto reciproci è stato firmato nel febbraio del 2016 tra l’Imam Izzedin Elzir e il Sindaco Nardella. Da allora Pisa, Torino e molte altre città hanno seguito l’esempio di un Patto divenuto nazionale. L’imam racconta a Co-Governance i termini dell’accordo: uso della lingua italiana nelle moschee; trasparenza economica delle comunità islamiche, educazione alla cittadinanza e al rispetto delle leggi: “Cerchiamo di educare i nostri fedeli ad essere cittadini italiani di fede mussulmana: la fede non si contrappone alla cittadinanza”.
Oggi il convegno si conclude con la presentazione e l’adesione dei partecipanti al “Patto per la Città di Co-Governance”, elaborato in questi giorni, che riporterà idee e prassi di governo partecipato, efficace, solidale e comunitario.

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UNC: non basta più il reddito di cittadinanza

Posted by fidest press agency su domenica, 9 dicembre 2018

L’Istat stima che, nel 2017 il 28,9% dei residenti, ossia oltre una persona su quattro, è a rischio di povertà o esclusione sociale.”Anche se la percentuale è in leggerissimo miglioramento rispetto al 2016, si tratta di un dato non degno di un Paese civile, comunque peggiore rispetto al 2015, quando era il 28,7%” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, non basta che il Governo con il reddito di cittadinanza si occupi delle persone povere, che sono l’8,4%, pari a 5 mln e 58 mila. C’è più di un italiano su quattro che andrebbe aiutato. Per questo serve anche una riforma fiscale che rimuova le cause della povertà” prosegue Dona.”Per troppi anni si sono alzate le tasse che non rispettavano il criterio della capacità contributiva fissato dall’art. 53 della Costituzione: dall’Iva alle accise sui carburanti, dagli oneri di sistema della luce a quelli del gas. Dobbiamo smetterla, insomma, di chiedere soldi a chi li ha finiti!” conclude Dona.

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Cittadinanza iure sanguinis? Dieci anni in lista d’attesa presso i Consolati italiani in Brasile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 giugno 2017

san paolo brasileIl sottotitolo potrebbe essere: “Del Belpaese, delle sue inefficienze e di chi le paga”, perchè parliamo di nuovo di cittadinanza, questa volta per discendenza. Il discendente di cittadino italiano è a sua volta cittadino italiano (se l’avo non si ha ottenuto la naturalizzazione in altro stato e se non c’è interruzione nella trasmissione della cittadinanza italiana), anche se l’avo cittadino italiano è emigrato all’estero due secoli fa.Qui potremmo aprire – beninteso, solo provocatoriamente – una parentesi sull’attuale dibattito sullo ius soli per chi nasce e vive una vita in Italia e sull’assenza di dibattito circa l’opportunità di riconoscere la cittadinanza italiana a persone che da 4 generazioni non hanno alcun contatto con l’Italia (il classico bisnonno/a nato/a dopo la metà dell’ottocento).Per i fautori del binomio “cittadino italiano – sistema di valori italiani”, la norma che consente la cittadinanza iure sanguinis potrebbe (o dovrebbe?) essere abolita. Ma non diamo spunti, che c’è il rischio che vengono colti.Potremmo poi aprire una ulteriore parentesi sull’identikit del perfetto italiano sul quale misurare stranieri, discendenti di italiani e italiani doc, ma la mia riflessione riguarda altro. Per motivi di lavoro sto analizzando l’intera giurisprudenza italiana in materia di cittadinanza iure sanguinis. Le pronunce sono prevalentemente relative alla discendenza per linea materna, poiché prima dell’intervento della Corte costituzionale la donna nata prima del 1948 non trasmetteva la propria cittadinanza ai figli e la perdeva se si coniugava con cittadino straniero.Per la linea di discendenza maschile, non essendoci mai stata contestazione alcuna, sarebbe sufficiente rivolgersi al consolato italiano e chiedere il rilascio di un documento di identità della Repubblica Italiana.
Eppure, fra tutte le sentenze italiane sull’argomento, ogni tanto ce ne sono alcune anche per la linea paterna. Ci si aspetterebbe, in una situazioni di ordinario disbrigo delle pratiche dei nostri uffici all’estero, che il tribunale rigetti la domanda per carenza di interesse ad agire. Detto in parole povere, non puoi venire ad intasare i tribunali, chiedendo in giudizio qualcosa che un ufficio della pubblica amministrazione ti rilascia su semplice richiesta. Invece i tribunali accolgono le domande giudiziali sulla base di queste motivazioni:“Emerge tuttavia che l’attore abbia presentato sin dal 2006, al Consolato Generale d’Italia a San Paolo (SP-Brasile) la richiesta di riconoscimento del proprio status civitatis Italiano iure sanguinis, […] . L’ istanza è stata accettata dal Consolato e rubricata al “n.progressivo xxx” della “lista di attesa” delle richieste di riconoscimento della cittadinanza Italiana per l’anno “2006” […]. Ebbene, la documentazione prodotta dall’attore, consente di apprezzare che il Consolato Generale d’Italia a San Paolo (SP-Brasile) – voce “lista d’attesa per il riconoscimento della cittadinanza italiana”) […] alla data del 05.08.2015, aveva in corso la evasione le richieste formulate nel marzo 2005; dall’esame della lista richieste pubblicata sul website del Consolato Generale d’Italia a San Paolo si evince la dimensione del fenomeno, e la condizione di sostanziale paralisi in cui versano gli uffici competenti in ragione della mole delle domande presentate; in ogni caso la richiesta di […] non risulta presa in esame a 9 anni dalla sua presentazione, né vi è modo di ritenere che sia prossima ad una definizione; il decorso di un lasso temporale di tale irragionevolezza rispetto all’interesse vantato, equivale ad un diniego di riconoscimento del diritto, e per ciò solo giustifica l’interesse a ricorrere alla tutela giurisdizionale” (Tribunale di Roma, sentenza del 16 febbraio 2016)Le liste d’attesa per la cittadinanza italiana iure sanguinis possono essere consultate sul sito dei Consolati. Al solo consolato di San Paolo, la lista d’attesa delle prenotazioni fatte dal 2008 ad oggi contiene 49.150 domande di cittadinanza iure sanguinis (molte delle quali non riguardano un unico soggetto, ma anche altri richiedenti, ad esempio i figli); in tutto il Brasile le domande di cittadinanza iure sanguinis in attesa di evasione erano 111.058 al febbraio 2016.A marzo del 2016 lavoravano le domande di undici anni prima… La situazione ad oggi è la medesima, ed è anche stata oggetto di una interrogazione parlamentare del 2016, strumento che – si sa – serve più a “mettere agli atti” che altro, poiché quasi mai portano ad una reale soluzione del problema.E delle inefficienze della pubblica amministrazione italiana nelle sedi distaccate estere si fa carico il sistema giudiziario, che diventa ufficio della pubblica amministrazione. Tutto ciò, è chiaro, pagato comunque dai cittadini, che con le loro tasse fanno funzionare sia la macchina giustizia che la pubblica amministrazione.Quindi il cittadino paga gli stipendi degli uffici consolari, il sistema giudiziario e – oltre al danno la beffa – le spese legali di questi procedimenti poiché giustamente il Ministero dell’interno viene sistematicamente condannato al pagamento delle spese processuali, circa 3.000/4.000 euro a processo.Proviamo ad immaginare cosa accadrebbe se quei 111.058 futuri italiani in attesa decennale avessero il guizzo di rivolgersi ad un tribunale italiano: la condanna alle spese legali ammonterebbe almeno a 300 milioni di euro, sempre nostri.Sì, forse è proprio questo il vero identikit del perfetto italiano. Siete sicuri di voler ottenere la cittadinanza? (Emmanuela Bertucci, legale, consulente Aduc)

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Cittadinanza: Provvedimento monco perché mancano gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 giugno 2017

montecitorioRoma. La scorsa settimana, come noto, il Senato ha iniziato i lavori d’Aula riguardanti il ddl sullo ius soli, cioè il disegno di legge che dovrebbe permettere ai figli di immigrati, nati o cresciuti in Italia, di ottenere la cittadinanza italiana. “Un provvedimento giusto e moderno ma che presenta una grave lacuna perché dimentica gli italiani che recandosi all’estero hanno perso la cittadinanza. Quindi un provvedimento monco che deve essere corretto per essere giusto nei confronti di tutti”, ha affermato l’on. Nissoli (eletta nella Circoscrizione estera – Ripartizione Nord e Centro America) commentando quanto avvenuto recentemente nell’Aula del Senato.“Molti non hanno neanche notato questa lacuna ma è il tempo di prenderne atto e colmarla”, ha continuato l’on. Nissoli precisando: “già durante l’esame di questo provvedimento alla Camera avevo presentato un emendamento per il riacquisto della cittadinanza di chi, italiano di fatto, l’ha perduta vivendo all’estero. In seguito, le dinamiche politiche mi hanno costretto a ritirare l’emendamento dietro la promessa che sarebbe, poi, stato ripreso successivamente, come si afferma nell’OdG accolto l’8/10/2015, dove impegnavo il Governo a ridare la cittadinanza “ai nati in Italia, figli di almeno un genitore italiano, che hanno perso la cittadinanza in seguito a espatrio” in un momento successivo. Questa, allora, è l’occasione buona! Il Governo faccia la sua parte e non permetta che l’Italia dimentichi i suoi figli. E’ un dovere morale per un Paese che non dimentica la sua storia, per un Paese che vede nei nuovi italiani e negli italiani all’estero una risorsa importante per il suo agire come sistema nel mondo. Dunque, è il momento della prova! Se gli italiani all’estero non saranno considerati vuol dire che questo Governo non mantiene le promesse e ne dovremmo trarre le dovute conseguenze!”

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Apertura Corso di Perfezionamento Differenza di genere, pari opportunità e modelli educativi per una nuova cittadinanza

Posted by fidest press agency su martedì, 14 febbraio 2017

Onu palaceRoma Venerdì 17 Febbraio 2017, ore 16:00 Dipartimento di Scienze della Formazione, Aula 2 Piazza della Repubblica, 10 Francesca Brezzi, già delegata del Rettore per le pari opportunità, Maria Teresa Russo, Direttrice del corso, e Laura moschini, coordinatrice, inaugureranno il Corso di perfezionamento Differenza di genere, pari opportunità e modelli educativi per una nuova cittadinanza. Il corso si caratterizza come offerta formativa dell’Università Roma TRE in risposta alle sollecitazioni e agli indirizzi europei dell’Agenda 2020, dai 17 obiettivi ONU sulla sostenibilità (UN 17 SDG) sociale oltre che economica ed ambientale fissati per il 2030, della Convenzione di Istanbul. In ambito nazionale, Il corso risponde alle indicazioni del MIUR espresse nella legge 107/2015 sulla necessità e l’urgenza di preparare personale docente e formatore a percorsi di Educazione alla cittadinanza attiva e responsabile, con interventi sensibili al genere e alle pari opportunità. L’Educazione alla cittadinanza si rivela infatti strategica per il vivere civile, per il pieno sviluppo delle “capacità”, per la prevenzione di discriminazioni, violenza, bullismo e, di conseguenza, per la formazione di futuri cittadini e delle future cittadine responsabili e consapevoli. La cultura e l’educazione di genere costituiscono una chiave fondamentale per un ripensamento dei rapporti sociali basato sulla restituzione di valore ad ogni differenza, per promuovere comportamenti di rispetto e incentivare una sana competizione tra pari volta al miglioramento di ogni individuo per il bene comune.

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Italiani senza cittadinanza

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 febbraio 2017

torino5gTorino. «È inspiegabile che una norma di civiltà come la legge sullo Ius soli sia bloccata al Senato da più di un anno. Come è stata approvata già alla Camera, allo stesso modo deve avvenire al Senato portando a termine l’iter per l’approvazione della legge. Si tratta di un atto al quale il nostro Paese non può sottrarsi» – così Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte, ha commentato il sit-in permanente del movimento Italiani Senza Cittadinanza.
«Si tratta di cittadini e cittadine che rivendicano un proprio diritto. Sono figli/e di genitori stranieri nati in Italia che chiedono di poter legittimare il proprio percorso di inclusione. Questa legge sarebbe uno strumento valido per permettere alle nuove generazioni di sentirsi parte di una comunità e allontanarle anche da eventuali pericoli di radicalizzazioni» – ha continuato Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.
«Deve però essere chiaro che: lo stop in Senato della legge sullo Ius soli non può essere uno strumento di baratto politico per facilitare il percorso di una nuova legge elettorale» – ha concluso Monica Cerutti, assessora all’Immigrazione della Regione Piemonte.

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Si fa strada l’economia circolare

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 novembre 2016

bilancio_dicittProprio mentre gli Stati Uniti sembrano fare un passo indietro sul fronte della sostenibilità dopo l’elezione di Trump alla Casa Bianca, il M5s ribadisce l’importanza vitale dell’economia circolare per il nostro futuro. Ma di cosa si tratta?In sostanza parliamo di processi di riciclo, riparazione e riuso che allungano la vita dei prodotti, aumentano appunto il tempo di circolazione dei beni nel sistema, mettono un freno al cosiddetto “consumismo terminale”.
L’economia circolare preserva le risorse e le materie prime del pianeta, accresce il potere d’acquisto dei cittadini e abbatte la produzione dei rifiuti.Serve una rivoluzione culturale e industriale? Certo. Ma lo stato ha delle leve a disposizione per incoraggiare il cambiamento. Ecco che in nome di un consumo critico e intelligente, il M5s propone in legge di bilancio di ridurre al 10% l’iva sulle prestazioni di riparazione e restauro di un ampio ventaglio di beni.
Inoltre, abbassiamo le tasse sugli immobili che ospitano le attività strumentali al recupero dei prodotti: in pratica, rendiamo l’Imu e la tari deducibili al 40% ai fini delle imposte sui redditi e sull’Irap. Vogliamo bene al nostro paese e al nostro pianeta. Ecco perché scommettiamo su un paradigma di progresso diverso da quello che ci impongono i potentati finanziari, basato ancora su parametri stupidi come il Pil o sugli zerovirgola dei saldi di bilancio. E’ il nostro bilanciodicittadinanza, perché il benessere dei cittadini viene prima di tutto. (fonte blog di Grillo)

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E’ boom di acquisizioni di cittadinanza italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 luglio 2016

istatIn Italia sono sempre più numerosi i cittadini stranieri che acquisiscono la cittadinanza italiana. In base ai dati del bilancio demografico nazionale recentemente diffusi da Istat, sono 178mila i cittadini stranieri che nel corso del 2015 hanno acquisito la cittadinanza italiana, il 37% in più rispetto all’anno precedente (oltre 35 stranieri ogni mille residenti). Dal 2013 i dati sulle acquisizioni di cittadinanza italiana hanno registrato un forte aumento: si è passati da 100mila nel 2013 a 130mila nel 2014, sino alla punta di ben 178 mila nel 2015. Sono diventati italiani soprattutto molti di coloro che appartengono a comunità di antico insediamento e che hanno dunque maturato i requisiti di acquisizione per residenza o naturalizzazione: albanesi e marocchini in testa. Molto significativo anche il dato relativo ai minorenni: il 37% dei nuovi italiani del 2015 ha meno di 18 anni.
Al primo posto c’è la Lombardia. Al primo posto per numero di nuovi italiani residenti troviamo la Lombardia con oltre 45mila acquisizioni nel 2015 (più di un quarto del totale), seguono il Veneto con 25.800 nuovi cittadini (14% del totale) e l’Emilia Romagna con 22.500 nuovi italiani (pari al 12,6% del totale). Nelle sei regioni del Sud Italia complessivamente sono state solo 9.793 le cancellazioni anagrafiche di stranieri per acquisizione di cittadinanza italiana.
Aumentano i trasferimenti all’estero. Accanto agli evidenti segnali di un rallentamento dei flussi regolari in ingresso di stranieri in Italia, emergono dunque anche indicatori di maggiore integrazione e stabilità per coloro che attualmente risiedono nel nostro Paese. Tuttavia, si osserva, anche per questa componente stabile e “naturalizzata”, una mobilità verso l’estero che già sta interessando da qualche anno la componente italiana di nascita. Sono in aumento infatti i trasferimenti all’estero sia di italiani di nascita che di italiani acquisiti: le stime di Istat indicano che su 100mila italiani che hanno lasciato il Paese nel 2015, 25mila sono italiani nati all’estero. Si tratta di cittadini italiani di origine straniera che decidono di tornare al paese di origine o di trasferirsi in altro Paese UE o non UE.Nel resto dell’Europa le acquisizioni di cittadinanza sono in diminuzione. Mentre in Italia le acquisizioni di cittadinanza aumentano, nel resto dell’Europa diminuiscono: secondo i dati Eurostat nel 2014 (ultimi dati disponibili) sono 890mila i cittadini stranieri che hanno ottenuto la cittadinanza di uno degli Stati Membri, il 9% in meno rispetto al 2013, anno in cui furono quasi 1 milione le acquisizioni di cittadinanza nell’Unione Europea. La diminuzione è più marcata in alcuni Paesi quali Regno Unito (-82mila rispetto al 2013), Spagna (-20mila), Belgio (-16mila), Grecia (-8.600) e Svezia (-6.700). Al contrario il più significativo aumento in termini assoluti è stato rilevato in Italia (+30mila nel 2014 rispetto al 2013), seguita dalla Francia (+8.300) e dai Paesi Bassi (+6.800). In questo contesto l’Italia è attualmente al secondo posto nella graduatoria europea per numero di acquisizioni di cittadinanza (15% del totale).
I nuovi cittadini sono più numerosi dei migranti sbarcati. Le ricerche svolte da ISMU evidenziano che nel 2015, anno in cui il nostro continente si è trovato in piena crisi rifugiati con un picco di arrivi via mare di oltre 1 milione di migranti sbarcati, in Italia sono stati più numerosi i cittadini stranieri che hanno acquisito la cittadinanza italiana e quindi un’elevata stabilizzazione (178mila), rispetto a quanti hanno raggiunto le nostre coste in modo irregolare via mare (154mila arrivi). Il numero di nuovi cittadini è peraltro risultato superiore rispetto alle più recenti previsioni elaborate da ISMU (che già considerava una crescente propensione all’acquisizione di cittadinanza italiana tra gli stranieri con i requisiti di legge). Se il trend dovesse confermarsi, per il 2016 si supererebbero per la prima volta nella storia del nostro paese le 190mila acquisizioni di cittadinanza italiana.

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Alunni con cittadinanza non italiana

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 maggio 2016

SCUOLA

Pupils in primary school 

Milano Mercoledì 11 maggio 2016 – ore 10.45 Fondazione Ismu, ingresso via Galvani 16 il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (Miur) e la Fondazione Ismu, Iniziative e studi sulla multietnicità, presentano in conferenza stampa i dati del volume Alunni con cittadinanza non italiana. La scuola multiculturale nei contesti locali. Rapporto nazionale anno scolastico 2014/2015. Alla conferenza stampa parteciperanno Vincenzo Cesareo, Segretario Generale della Fondazione Ismu; i curatori del rapporto: Vinicio Ongini, Direzione generale dello studente (Miur) e Mariagrazia Santagati, Responsabile Settore educazione, Fondazione Ismu; gli autori del Rapporto.

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Italiani all’estero: recupero cittadinanza italiana

Posted by fidest press agency su venerdì, 1 aprile 2016

camera deputatiRoma. Ieri, l’On. FitzGerald Nissoli , durante il Question Time a Montecitorio, ha interpellato il Ministro dell’Interno, Angelino Alfano, su come agevolare la possibilità di riacquistare la cittadinanza per coloro che hanno perso lo status di cittadini italiani in seguito ad espatrio. L’on. Nissoli nell’interrogazione, dopo aver rilevato che “si è posta all’attenzione dell’opinione pubblica la situazione dei cittadini italiani, nati in Italia, che hanno perso la cittadinanza in seguito ad espatrio per motivi di lavoro o in seguito a matrimonio” ; aver sottolineato che “a livello internazionale, sul piano giuridico, si assiste ad una graduale accettazione del principio della doppia cittadinanza e della cittadinanza multipla” e che ”la riapertura dei termini per la presentazione della dichiarazione per il riacquisto della cittadinanza italiana, di cui all’articolo 17 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, più volte prorogata, non è riuscita a raggiungere buona parte dei cittadini che ne avrebbero fatto richiesta e, tanto meno, coloro che risiedevano in uno Stato dove il possesso della doppia cittadinanza è stato ammesso dopo lo scadere di tale provvedimento”; ha chiesto al Ministro Alfano “quali iniziative di competenza intenda assumere il Ministro interrogato per venire incontro alle esigenze di questi italiani di fatto permettendo loro di riacquistare la cittadinanza italiana”.
Sempre nella stessa direzione l’On. Nissoli, illustrando la sua richiesta, ha voluto lanciare un appello al Ministro in favore degli italiani all’estero : “una attenzione per chi, nato in Italia, da genitori italiani, ed emigrato all’estero ha perduto la cittadinanza. Sono italiani come me e come Lei, magari ex compagni di scuola, alcuni di loro hanno anche fatto il servizio militare in Italia. Signor Ministro, credo che bisogna dare una risposta! Quando vado tra loro percepisco il loro orgoglio ed il loro senso di appartenenza al nostro Paese non è mai venuto meno. Sono italiani nel cuore, bisogna correggere solo il loro status a livello giuridico”.“Allora credo che il Governo debba prendere un impegno serio teso a permettere il riacquisto della cittadinanza a chi l’avesse perduta emigrando – ha detto l’On. Nissoli. E’ un problema che deve essere risolto, mi sembra che la maggioranza in quest’Aula, indipendentemente dal colore politico, sia favorevole a ciò. Dov’è quindi l’ostacolo? La politica deve dare una risposta; è un debito di riconoscenza che va saldato! Signor Ministro, certa della Sua grande sensibilità Le chiedo come pensa di porre fine a questa grande ingiustizia e permettere a questi italiani di fatto di riacquistare la cittadinanza italiana”.
La risposta del Ministro Alfano è stata aperta e positiva ma necessita della valutazione di alcuni profili problematici, vi è la necessità di un approfondimento, poiché ci sono degli ostacoli. Tale ostacoli sono rappresentati dal limite temporale di permanenza all’estero e dalla trasmissione della cittadinanza iure sanguinis che finirebbe per estendere il possesso della cittadinanza anche agli eredi e pertanto la platea sarebbe indeterminata. Infatti coloro che hanno perso la cittadinanza non sono oggetto di censimento da parte delle autorità consolari e non si conoscono, quindi, gli oneri relativi. “C’è la massima attenzione nei confronti dei nostri connazionali all’estero” ha detto il Ministro ricordando che il legame con la madrepatria non si è interrotto e che c’è la massima volontà e disponibilità ad affrontare la questione.L’on. Nissoli, nella replica, ringraziando il Ministro, ha registrato la positiva apertura del Governo ma ha rilevato che non è stato “affrontato il problema, esso rimane irrisolto, mentre basterebbe poco per dare un segnale chiaro di disponibilità a coloro che hanno perduto la cittadinanza, magari solo perché hanno sposato uno straniero. E’ vero che si sono riaperti i termini per la presentazione della domanda per riacquistare la cittadinanza, ma la comunicazione è stata scarsa ed inefficace e non ha raggiunto la maggior parte degli interessati”.“La volontà di affrontare il problema è, comunque, un fatto positivo”, ha concluso la deputata eletta all’estero auspicando “che si pongano in essere al più presto politiche adeguate al problema sollevato e che è molto sentito tra la Comunità italiana all’estero. Io vigilerò che le buoni intenzioni non rimangano nel cassetto”.

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