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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘cittadini europei’

Ogni giorno oltre 250 milioni di cittadini europei usano Internet

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 giugno 2018

Mentre sono online, gli utenti condividono enormi quantità di dati personali, quali ad esempio il proprio nome e cognome, l’indirizzo di casa, il numero di carta d’identità e le informazioni sul proprio stato di salute. In particolare, il 52% degli italiani dichiara di farlo per accedere a un servizio generico, mentre il 25%, la percentuale più alta dell’UE, lo fa per ottenere un servizio adattato alle proprie esigenze e il 14% per ricevere offerte studiate ad hoc. Dalla condivisione di informazioni personali derivano numerosi rischi potenziali, come le divulgazioni non autorizzate, il furto o l’abuso di identità online. Poco meno di otto italiani su 10 ritengono di non avere il controllo completo dei propri dati personali, mentre 6 su 10 dichiarano di non fidarsi delle aziende che operano online. Inoltre, 5 italiani su 10 esprimono preoccupazione in merito alle app dei telefoni mobili che raccolgono dati senza il loro consenso e più di 6 cittadini su 10 si preoccupano dell’uso che le organizzazioni potrebbero fare delle informazioni divulgate. Qual è il grado di consapevolezza dei nostri diritti? Esaminando nel dettaglio la situazione italiana, preoccupa il dato secondo cui solo il 31% delle persone (contro una media europea del 37%) ha sentito parlare di un’autorità pubblica deputata alla protezione dei diritti dei cittadini in materia di dati personali. A ciò si aggiunge che solo il 37% degli intervistati si rivolgerebbe al garante in caso di necessità (contro il 67% dei finlandesi); l’Italia è l’unico paese in cui la maggior parte dei cittadini opterebbe per il tribunale (46%).

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Annunciati i quattro vincitori italiani del ‘Premio Cittadino europeo 2016’

Posted by fidest press agency su venerdì, 3 giugno 2016

firenzePremiazione il 23 settembre 2016 presso gli Archivi Storici dell’Unione Europea a Villa Salviati, Firenze. Sono la Fondazione Archè, l’Opera per la Gioventù “Giorgio La Pira”, l’associazione Pegaso e l’attivista italo-marocchina Nawal Soufi i quattro vincitori italiani del Premio Cittadino europeo 2016, assegnato quest’anno a cinquanta individui, associazioni e organizzazioni dei ventotto Stati membri.La giuria, presieduta dalla vice presidente del Parlamento europeo Sylvie Guillaume (S&D, FR) e composta dai vice presidenti Ildikó Gallo-Pelcz (PPE, HU), Anneli Jäätteemaki (ALDE, FI) e Dimitrios Papadimoulis (GUE/NGL, GR) nonché dall’ex presidente dell’Europarlamento Enrique Barón (S&D, ES), ha annunciato i nomi dei premiati fra le 79 candidature mercoledì 1 giugno 2016 a Bruxelles Dal 2008, il Premio del Cittadino del parlamento europeo è assegnato a cittadini singoli o a gruppi, organizzazioni e associazioni che si sono distinti per rafforzare l’integrazione europea e il dialogo tra i popoli, mettendo in pratica i valori della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea. Ogni candidato deve essere proposto e presentato da almeno un eurodeputato.
I quattro vincitori italiani dell’edizione 2016 del Premio cittadino europeo saranno premiati venerdì 23 settembre 2016 a Firenze, presso gli Archivi Storici dell’Unione europea di Villa Salviati.Tutti i cinquanta vincitori di quest’anno saranno poi invitati al Parlamento europeo a Bruxelles il 12 e 13 ottobre 2016.I vincitori italiani
Fondazione Archè. Nata venticinque anni fa su iniziativa di padre Giuseppe Bettoni, oggi risponde a situazioni di sofferenza del minore causate da un disagio sociale grave o di malattia. Attraverso l’impegno di 172 volontari e 38 operatori è presente a Milano, Roma, S. Benedetto del Tronto, Kisii (Kenya) e Chikuni (Zambia). La Fondazione si occupa di: accoglienza a minori e mamme in condizioni di disagio per salvaguardare i legami famigliari; sostegno alla famiglia favorendo il sostegno all’integrazione delle famiglie straniere valorizzando la ricchezza della diversità attraverso gruppi di auto aiuto, e promuovendo l’accesso all’istruzione degli orfani dell’AIDS; e prevenzione e animazione sociale.
Opera per la gioventù “Giorgio La Pira”.Nata a Firenze nel 1954, l’associazione è impegnata nella formazione umana e cristiana dei giovani, finalizzata ad un responsabile inserimento nelle comunità e alla costruzione di una casa comune europea. Fondatore è stato Pino Arpioni, che maturò l’idea negli anni passati nei campi di prigionia tedeschi durante la guerra. Dal 1979, con un viaggio a Londra, si aprirono i rapporti con la Chiesa Anglicana. Dal 1986 l’esperienza si è allargata alla Chiesa Ortodossa Greca. Si è poi costruito negli anni un vero rapporto di dialogo con giovani da Mosca e San Pietroburgo. Si sono quindi associati anche giovani di altre nazionalità dando così vita al “Campo internazionale”, dove ogni anno, nell’ambito dell’esperienza di vita comunitaria presso il Villaggio La Vela, si mette in pratica un confronto culturale tra giovani su temi inerenti i valori della persona, i rapporti tra popoli e nazioni, il dialogo tra religioni.
Associazione Pegaso. Nata nel 1998 dalla volontà di un gruppo di familiari di persone con disabilità, ha come obiettivo la creazione di un futuro per i propri figli e per chi ha perso i genitori e si propone di condividere e mettere a confronto esperienze di famiglie con persone disabili per costruire insieme un futuro adatto ai loro cari. Casa Pegaso è la risposta alla domanda ricorrente dei genitori “che ne sarà dei nostri figli quando noi non ci saremo più?”. Situata a Bisceglie (Bt) e inaugurata nel dicembre 2015, è una casa di 875 mq che permetterà a 22 persone con disabilità di vivere una vita autonoma. La struttura, realizzata tenendo conto dell’eco-sostenibilità ambientale, a oggi è abitata da 5 persone che hanno perso i genitori. Sede accreditata per il Servizio Civile Nazionale, Casa Pegaso è gestita da familiari volontari e personale specializzato. Le famiglie volontarie sono il perno di alcune attività di riferimento: cucina, integrazione sul territorio, gestione amministrativa e fund raising.
Nawal Soufi è una giovane donna italiana di 26 anni di origini marocchine da sempre impegnata nelle attività rivolte al sociale, oggi è diventata un punto di riferimento per migliaia di migranti, in particolare siriani, che la chiamano al telefono cellulare dai barconi in difficoltà lanciandole il proprio SOS per sopravvivere al viaggio della speranza nel Mediterraneo: lei raccoglie le loro coordinate e le comunica alla Guardia Costiera, che si attiva per salvarli. I profughi ricevono anche il suo aiuto, così come quello della rete di volontari che ha creato, per non cadere nelle mani del racket degli “scafisti di terra”, dalle carte telefoniche ai biglietti del treno. (Maurizio MOLINARI)

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Eurobarometro

Posted by fidest press agency su sabato, 21 marzo 2009

È stato presentato a Bruxelles l’Eurobarometro 2008, sondaggio della Commissione europea su un campione di 26618 cittadini europei dei 27 stati membri di cui 1061 italiani, da cui emerge che l’Europa continua a rimanere un punto di riferimento per la maggioranza degli italiani, ma appaiono sempre più evidenti i sintomi di un malessere che parte dal disappunto verso la politica nazionale per estendersi alle istituzioni europee. Il dato più preoccupante riguarda la fiducia verso l’Ue (manifestata solo da un 41% del campione, mentre la media europea è del 47%). Maggiore consenso viene dato invece agli enti locali e regionali rispetto al livello nazionale (38% contro il 29% rispettivamente) per quanto riguarda l’influenza che questi hanno sulle condizioni di vita dei cittadini, nonostante la “sofferenza” in cui si trovano specialmente gli enti locali rispetto all’interlocutore Europa. Infatti, gli italiani lamentano un’Europa distante dai cittadini: il 50% degli intervistati ritiene insufficiente la considerazione che l’Unione europea ha degli enti locali e regionali nel prendere le decisioni politiche. La maggior parte del campione ammette inoltre di non comprendere il funzionamento della macchina comunitaria ed il 52% vorrebbe ricevere maggiori informazioni sull’attività degli enti territoriali dinanzi ai vertici Ue. A dispetto di tutto ciò, gli italiani continuano a preferire una gestione comune europea per la maggior parte delle politiche, dall’immigrazione all’energia, dalla lotta al cambiamento climatico all’economia. Anche nei settori tradizionalmente considerati prerogativa nazionale, come la lotta alla disoccupazione o la sanità, aumentano coloro che favoriscono un maggiore ruolo per l’Ue.

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