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Quotidiano di informazione – Anno 27 n° 290

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Tagliare per abbassare le tasse

Posted by fidest on Tuesday, 28 July 2015

sanità-digitale“Ancora una volta, a pagare è la sanità con tagli ad un settore che vede operatori impegnati in turni massacranti e un turn over bloccato da anni”. Lo afferma la Deputata Monica Gregori. “Ci sono tagli e tagli, alcuni potrebbero avere anche un senso, se i risparmi venissero reinvestiti in altri settori della sanità – aggiunge Gregori – invece corriamo il rischio, ancora una volta, che venga leso il diritto costituzionalmente garantito all’assistenza sanitaria. Sulle spalle dei cittadini si scaricano le conseguenze di una diminuzione delle risorse per ASL e ospedali”. “Tagliare la sanità per abbassare le tasse – conclude – non è logico, se questo vuol dire tagliare servizi essenziali ai cittadini e costringerli a rivolgersi al settore privato. La politica dei tagli lineari non ha mai pagato, servono interventi specifici e settoriali”. (n.r. ovvero il gioco delle tre carte: vince il banco e i giocatori (alias italiani) restano “cornuti e mazziati”)

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Salute, mutue e fondi

Posted by fidest on Thursday, 18 June 2015

Campus biomedical TrigoriaDovrebbe essere il secondo pilastro della sanità. Quello chiamato ad assicurare la popolazione dal rischio di dover affrontare spese insostenibili per i nuovi e super costosi farmaci, la chirurgia d’avanguardia sempre più robotizzata o, più semplicemente, cure e assistenza a lungo termine per affrontare le poli-cronicità. Un doppio effetto, quello dei costi dell’innovazione sanitaria e dell’invecchiamento della popolazione, che rende sempre meno sostenibile il nostro sistema di welfare sanitario, più che mai bisognoso di una seconda gamba d’appoggio. Oggi ancora esile, ma in rapida crescita. A fornire la prima vera fotografia della sanità integrativa italiana sono i primi dati dell’Osservatorio su Mutue e Fondi sanitari, istituito lo scorso anno da Valore srl. Risultati presentati oggi, nel corso di un incontro sul tema promosso dall’Università Campus Bio-Medico di Roma, con il supporto di Valore srl, società specializzata in servizi a Casse e strutture sanitarie.Al 2014 risultano essere operanti 290 Fondi sanitari integrativi, due terzi dei quali di natura contrattuale, anche se con una copertura sempre più estesa ai familiari dei lavoratori. Un settore ancora molto concentrato, visto che solo 30 Fondi danno copertura a circa la metà degli assistiti.Complessivamente lo scorso anno erano 7 milioni gli italiani iscritti a una Cassa o a un Fondo integrativo. Ma da un punto di vista economico e patrimoniale il secondo pilastro della nostra sanità è ancora tutto da sviluppare. I contributi raccolti sono infatti pari a 2,2 miliardi, a fronte dei circa 110 di spesa sanitaria pubblica e dei 34 sostenuti privatamente dai cittadini. Anche l’importo delle prestazioni erogare è modesto, con poco più di 2 miliardi che coprono appena l’8% della spesa out of pocket, ossia privata. Anche se a questi numeri andrebbero aggiunti i circa 2 miliardi raccolti dalle compagnie assicurative, per forme di copertura del rischio sanitario spesso meno estese di quelle garantite da Casse e Fondi.
“Ma la buona notizia – spiega il Direttore di Valore, Stefano Ronchi – è che la sanità integrativa sta crescendo al ritmo di percentuali a doppia cifra, visto che nel 2014 sono circa una trentina i nuovi Fondi entrati ad operare nel mercato”. “Numeri destinati a crescere ancor più nei prossimi anni, che secondo le nostre previsioni registreranno un vero boom della sanità integrativa”.“Lo sviluppo del secondo pilastro in sanità non è più procrastinabile, se non vorremo trovarci presto di fronte a scelte eticamente insostenibili, come quelle del servizio sanitario britannico che ha recentemente negato la rimborsabilità a un nuovo farmaco antitumorale che garantisce una maggiore sopravvivenza alla malattia, ma è ritenuto troppo costoso”, sostiene il Direttore Generale del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico, Gianluca Oricchio. “Per garantire sostenibilità finanziaria al sistema occorrerà anche incentivare ancor più Fondi e Casse, nella consapevolezza che l’attuale deducibilità di 3.615 euro potrebbe non bastare più a fronte di un aumento della contribuzione, invitabile se la copertura assistenziale dovrà essere in futuro più estesa”, ha aggiunto. “Tanto per il primo che per il secondo pilastro – conclude Oricchio – è indispensabile garantire qualità e controllo del rischio clinico, come quelli certificati dalla Joint Commission International che ha recentemente insignito del suo ‘sigillo d’oro’ il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico”.Che la qualità delle strutture sanitarie sia ‘fondamentale’ nella scelta su dove curarsi lo dicono del resto il 68% degli assistiti e il 50% dei Fondi, interpellati da un sondaggio di Promo Inside, che indica in “apparecchiature mediche d’avanguardia”, “cortesia e professionalità del personale” (qui più per gli assistiti che per i Fondi) e nei tempi d’attesa contenuti le discriminanti che fanno “di qualità” una struttura. E, a sorpresa, a fare la differenza sono più la qualità della struttura (per il 49% degli assistiti e il 38% dei Fondi) e la strumentazione all’avanguardia (per il 59% degli assistiti e il 44% dei Fondi), che non la fama del medico quando ci si ricovera (36% degli assistiti, ma 53% dei Fondi) o ci si sottopone a una visita specialistica (per il 38% sia dei Fondi che degli assistiti). Riscontri confermati dalle parole di Joaquin Navarro-Valls, medico e presidente dell’Advisory Board dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, che intervenendo nel corso dell’evento ha sottolineato la necessità “di una medicina non tanto centrata sul ‘paziente’, ma piuttosto sulla ‘persona’. Ciò si traduce nel fornire risposte alle specifiche esigenze di ciascun malato. Ecco perché il cuore della medicina di oggi è racchiuso nei concetti di qualità e sicurezza: il paziente deve potersi sentire in ospedale un po’ come a casa propria e, nel contempo, il ’sistema-salute’ deve lavorare per anticipare i suoi bisogni, piuttosto che reagire ad essi, magari in contesti di emergenza. La cura si fa tenendo conto di ciò che il paziente dice, investendo tutto il tempo necessario per l’ascolto delle sue necessità. Più ancora che il denaro, dunque, oggi è il fattore tempo la risorsa numero uno, quella che fa la differenza”.Per gli utenti della sanità, poi, la prevenzione, da sempre ‘cenerentola’ quando si tratta di ripartire le risorse, è invece basilare, con un 91% che giudica importante farla o che la fa regolarmente e un 41% disposto anche a spendere oltre 500 euro. Una prevenzione che larga parte di Fondi e Casse (il 43%) costruisce con percorsi legati all’età e al sesso dell’assistito, mentre il 35% l’articola per percorsi diagnostici. Per il 36% dei Fondi il livello di copertura sanitaria soddisfa “sicuramente” i propri assistiti, per il 61% “abbastanza”. E su questa soddisfazione relativa ci sarà ancora probabilmente da lavorare per contribuire alla crescita del secondo pilastro.

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La salute dei cittadini con diabete

Posted by fidest on Friday, 15 May 2015

diabete_21-300x224“Un no unanime dai diabetologi italiani alla proposta di revisione dei Lea in discussione in queste settimane: perché non riconoscere tra le prestazioni erogabili la ‘visita diabetologica’, inglobandola in una più generica ‘visita endocrinologica’, costituisce una scelta miope e in assoluto contrasto con tutto ciò che in questi anni il Ministero della salute e la comunità di medici, persone con diabete, associazioni di volontariato e degli operatori sanitari hanno fatto per combattere questa vera e propria epidemia del XXI secolo.” A dichiararlo sono, a nome dei medici diabetologi riuniti da ieri sera, sino a sabato 16 maggio, a Genova per il XX Congresso nazionale dell’Associazione medici diabetologi (AMD), Antonio Ceriello, Presidente AMD, e Nicoletta Musacchio, Vicepresidente AMD, che succederà a Ceriello alla guida dei diabetologi italiani al termine del congresso. “Il diabete riguarda in Italia circa 5 milioni di persone, tra diagnosticate e non, 1 italiano adulto su 8, 1 famiglia su 3, e le prospettive di crescita della malattia sono allarmanti. Oggi, la cura del diabete assorbe quasi 12 miliardi di euro di risorse, oltre il 10% della spesa sanitaria nazionale. Il diabete è l’unica malattia non trasmissibile che le Nazioni Unite abbiano dichiarato, con una risoluzione dedicata, problema sanitario e sociale per il pianeta, alla pari di tubercolosi, aids e malaria. L’Organizzazione mondiale della sanità, l’Unione Europea e le stesse Nazioni Unite hanno eletto il diabete a paradigma di tutte le malattie non trasmissibili come tumori, malattie respiratorie e cardiovascolari. Il Ministero della salute ha messo a punto, non più di un paio di anni fa, uno specifico ‘Piano nazionale per la malattia diabetica’, l’unico piano nazionale mai dedicato a una singola malattia. Possibile che tutto questo non abbia alcun peso nelle valutazioni di merito destinate a definire le priorità di cura del nostro servizio sanitario nazionale?” ha detto Antonio Ceriello inaugurando i lavori di Genova. “Il diabete è certamente una malattia endocrino-metabolica, ma – lo diciamo anche da endocrinologi, essendo molti dei nostri soci specializzati in questo ramo della medicina – non può essere considerato un ‘di cui’, lo dicono i fatti. Due terzi della spesa per curare il diabete derivano dalle numerose e gravi complicanze della malattia, che sono causate per lo più da cure non adeguate, dal mancato controllo metabolico. Siamo proprio sicuri che anziché rafforzare l’attenzione e le risorse destinate a questa malattia questa scelta non ingeneri un aumento della spesa sanitaria, che potrebbe diventare incontrollabile?” ha proseguito Ceriello.“I Lea – ha aggiunto Nicoletta Musacchio – descrivono le attività e le prestazioni assicurate e riconosciute dal servizio sanitario. Dai Lea deriva il nomenclatore nazionale, una ‘lista’ nella quale a ogni prestazione riconosciuta è associato un codice dal quale si identificano le tariffe di rimborso, un elenco dove si specificano le attività che i medici devono e possono erogare, al livello appropriato di assistenza, e che danno giustificazione economica del loro operato. Se si effettua una prestazione non riconosciuta, questa ‘non appare’ ed essendo, ad esempio, i centri diabetologici valutati per produttività, il direttore generale non può rendersi conto del reale lavoro di un team diabetologico e al limite estremo prendere provvedimenti altrettanto estremi.”“L’attuale impostazione di revisione dei Lea – ha proseguito Musacchio – disconosce il modello organizzativo portato avanti dal Piano nazionale per la malattia diabetica e previsto dalla legge 115/87 di tutela dei diritti delle persone con diabete, che riconoscono la necessità di un approccio secondo il chronic care model. Il diabete va gestito nell’ambito di percorsi di cura che assicurino interventi clinici e assistenziali integrati tra loro ed effettuati da parte di team specialistici dedicati e formati, e i nuovi tariffari devono garantire il riconoscimento delle prestazioni previste in ogni singolo percorso.” “D’altronde – ha continuato – domani saranno presentati al congresso i dati di un’indagine condotta tra gli associati AMD, ossia proprio i medici diabetologi operanti nei circa 600 centri del sistema sanitario nazionale, nell’ambito del progetto ‘DIA&INT’ volto a valutare le attività diabetologiche con l’intento di essere propositivi nella ‘manutenzione’ dell’assistenza prestata alle persone con diabete. I risultati fanno emergere come le cinque pratiche che i diabetologi dichiarano più importanti per la pratica quotidiana e per assicurare l’efficacia della cura sono attività già oggi non riconosciute nei Lea. Ci saremmo aspettati un conseguente adeguamento delle prestazioni.”“Ciò che peraltro lascia stupefatti, infine, è che la proposta di revisione dei Lea sia stata fatta da cosiddetti tavoli tecnici, senza consultare le società scientifiche e i professionisti. Invitiamo a rivedere questa ipotesi. Amd e tutte le società Scientifiche interessate sono disponibili a collaborare a stilare un’appropriata lista di attività diabetologiche utili e necessarie, legandole a competenze specifiche e identificandone le priorità. Tutto ciò, si badi bene, nell’interesse dei cittadini italiani con diabete,” ha concluso.

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Detenzione amministrativa dei cittadini di Paesi terzi in Grecia

Posted by fidest on Friday, 20 February 2015

Onu palaceL’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) esprime apprezzamento per la dichiarazione congiunta del Ministro Supplente Citizen Protection, Ioannis Panousis, e il Ministro Supplente delle Politiche Migratorie, Anastasia Christodoloupoulou, che riconosce e si impegna a risolvere immediatamente alcune problematiche riguardanti la detenzione amministrativa dei cittadini di Paesi terzi in Grecia.Questa dichiarazione arriva nel momento in cui tre cittadini di Paesi terzi detenuti sono deceduti (uno a causa di problemi di salute, gli altri due si sono tolti la vita) mentre erano in stato di detenzione amministrativa, ad Atene e Salonicco.In questo contesto, l’UNHCR accoglie come un passo nella giusta direzione l’annuncio della revoca immediata della decisione ministeriale che permette un prolungamento della detenzione oltre i 18 mesi, il rilascio immediato e rinvio alle strutture d’accoglienza dei gruppi vulnerabili, il rilascio dei richiedenti asilo e di coloro la cui detenzione ha superato i sei mesi, l’implementazione immediata di misure mirate a migliorare in modo sostanziale le condizioni di detenzione, così come l’uso di misure alternative alla detenzione. L’UNHCR, così come altre agenzie internazionionali e nazionali, ha più volte evidenziato i gravi problemi legati alla detenzione amministrativa in Grecia, riguardo sia alle modalità di esecuzione, sia alle condizioni di detenzione che sono di gran lunga inferiori agli standard minimi internazionali.Ad oggi, piuttosto che trattarsi di una misura d’eccezione, la detenzione era diventata una pratica consueta, mentre non venivano rispettate le garanzie e le procedure necessarie. Tra i cittadini dei Paesi terzi che sono entrati nei centri di “pre-allontanamento” erano presenti molte persone bisognose di protezione internazionale o persone con bisogni specifici. Lo scorso anno, il prolungamento del periodo di detenzione di una persona, insieme alle condizioni di detenzione altamente problematiche, hanno aggravato ulterioremente la situazione.
L’UNHCR vuole evidenziare la necessità di un impegno comune per il rapido esame delle domande d’asilo avanzate dalle persone in detenzione, cosi come per creare nuove strutture d’accoglienza per i richiedenti asilo e i minori non accompagnati, visto che le strutture al momento esistenti sono gravemente insufficienti in confronto alle esigenze attuali.
L’UNHCR è disponibile a lavorare con le autorità greche e sostenere qualsiasi impegno volto a razionalizzare la detenzione amministrativa dei cittadini di paesi terzi, oltre alla ricerca e all’applicazione di misure alternative alla detenzione.

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La TraspaRenzi

Posted by fidest on Monday, 12 January 2015

palazzo chigiNei sistemi democratici, specialmente in quelli risorti dopo le dittature nazi-fasciste, il perno su cui deve (o meglio “dovrebbe”) ruotare l’attività dell’esecutivo, è “la trasparenza”, termine usato e spesso abusato, che dovrebbe offrire ai cittadini la possibilità di controllo, sancita dalla Costituzione che dichiara essere il popolo il più alto detentore del potere nazionale e sovranazionale che coinvolge gli interessi del “Bene Comune”.
“La trasparenza è intesa come accessibilità totale delle informazioni concernenti l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, allo scopo di favorire forme diffuse di controllo sul perseguimento delle funzioni istituzionali e sull’utilizzo delle risorse pubbliche.” E’ questa una delle definizioni in letteratura che chiarisce la dimensione totalizzante che deve assumere la trasparenza, in grado di favorire forme diffuse di controllo da parte del popolo sovrano. Ma oltre la Costituzione, altre leggi ne garantiscono l’efficacia.
Il principio della trasparenza, infatti, inteso come «accessibilità totale» alle informazioni che riguardano l’organizzazione e l’attività delle pubbliche amministrazioni, è stato affermato con decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Obiettivo della norma è quello di favorire un controllo diffuso da parte del cittadino sull’operato delle istituzioni e sull’utilizzo delle risorse pubbliche. (Dlgs n.33 del 14 marzo 2013).
Il legislatore ne ha fatto un Decreto Legge, per renderne immediatamente efficace l’applicazione.La locuzione decreto legislativo (spesso abbreviato in DLgs) o decreto delegato si intende, in particolare nel diritto costituzionale, un atto normativo avente forza di legge adottato dal potere esecutivo (Governo) per delega espressa e formale del potere legislativo (Parlamento).Ma cosa sta accadendo in Italia nell’attuale frangente di crisi economica e disordine politico ?
Sta accadendo che di tutto si può e si deve parlare tranne che di “trasparenza” dell’esecutivo, con un presidente del consiglio (rigorosamente minuscolo) non eletto dal popolo, sostenuto da un pregiudicato condannato dopo tre gradi di giudizio, espulso per indegnità dal Senato, dichiarato dalla Banca d’Italia “privo di onorabilità, tant’è che gli è stato vietato possedere la quota di controllo della Banca Mediolanum, interdetto dai pubblici uffici, privato del diritto di voto arrivo e passivo, in candidabile per sei anni. I due, messe insieme le loro debolezze, che ritengono essere le loro forze, hanno stipulato un patto segreto, diabolico, dove uno garantisce l’eternità del governo, in cambio non dell’anima, bensì delle sorti dell’intera nazione.
Con tale “Patto del Nazareno” è il governo stesso che è entrato a gamba tesa nel conflitto di interessi che ha dominato la politica degli ultimi venti anni, diventandone complice ed esecutore materiale. La trasparenza, che dovrebbe illuminate i provvedimenti dell’esecutivo, si è trasformato in una omertoso accordo segreto tra le due parti, vietando, inoltre, al popolo italiano di esercitare il diritto/dovere di pronunciarsi, con elezioni “trasparenti”, sulla scelta dei proprio rappresentanti e di cacciare i mercanti dal Tempio della Democrazia.
Tra le righe si potrebbe anche leggere un attentato alla Costituzione, essendo mortificati i principali diritti che Essa garantisce.
La Costituzione è LA LEGGE, la sola legge che non ammette interpretazioni di comodo o particolari forme attenuanti che ne alterano la volontà.
In natura tutto accade seguendo ciecamente secondo l’eterna legge naturale; soltanto l’uomo, fornito di ragione autonoma, agisce nella rappresentazione della legge.
Di fronte alla ragione la legge avrebbe carattere oggettivo, obbligatorio e universale; ma così non è.
Se l’uomo fosse solamente ragione, obbedirebbe alla legge, la quale acquisirebbe anche un carattere soggettivo, in quanto la ragione coinciderebbe con la volontà individuale.
Ma l’uomo non è solamente ragione, valutazione che bloccherebbe l’intera umanità dentro gli angusti confini di un illuminismo statico, l’uomo ha passioni, inclinazioni, esigenze, bisogni, impulsi, egoismi, a volte, contrari alla ragione, ha anche tendenze criminali che si scontrano con l’esercizio del Bene Comune; per questo motivo l’esigenza oggettiva della legge razionale DEVE imporsi sulla volontà in forma imperativa, con un comando, punendo severamente che ne ostacola l’universalità.
E’ così che in Italia non possiamo più parlare di trasparenza, ma di una sua fallace e interessata interpretazione, che possiamo identificate con questo nuovo termine che ne chiarisce bene l’itinerario individualista: la TraspaRenzi. (Rosario Amico Roxas)

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Salute per i cittadini

Posted by fidest on Wednesday, 29 October 2014

farmacia verbanoOgni martedì (4-11-18-25 novembre), in tutti i 541 punti del network, sarà possibile effettuare un’autovalutazione guidata sul personale stile di vita e ottenere controlli gratuiti su prenotazione: misurazione della pressione arteriosa, della colesterolemia totale, dell’indice di massa corporea e della circonferenza addominale. Valori fondamentali per individuare rischi di futuri disturbi del cuore. I dati raccolti tramite i test saranno inseriti all’interno di un questionario che consente di ottenere la propria ‘Mappa del Benessere Cardiovascolare’, “Ma non è tutto – prosegue il dottor Ventriglia –. Infatti, qualora da questo controllo emergessero elementi di rischio particolare per la salute, il farmacista potrà consigliare di rivolgersi al proprio medico di famiglia, per un controllo più approfondito.” Grazie al supporto della SIMG, sensibilizzazione e prevenzione vanno oltre il loro valore informativo e creano una linea che collega il cittadino inconsapevolmente a rischio al proprio medico.
Le malattie cardiovascolari costituiscono, in Europa, la causa principale di mortalità con il 47% di tutte le morti (42% negli uomini e 52% nelle donne), e in Italia la prevalenza di malattie cardiovascolari è in crescita con un conseguente impatto negativo sulle spese del Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Secondo i dati ISTAT, in Italia, la spesa per gli interventi cardiochirurgici è stimabile in circa 650 milioni di euro/anno e rappresenta da sola l’1% della spesa sanitaria. Nonostante ciò, SIMG stima che circa l’80% degli interventi cardiovascolari che insorgono prima dei 75 anni è prevenibile e che il controllo dei fattori di rischio consenta una riduzione della mortalità per patologie cardiovascolari di oltre il 50%, mentre un corretto trattamento farmacologico del 40%1. Nel 2013 la spesa per i farmaci dell’apparato cardiovascolare rimane saldamente al primo posto, sia in termini di spesa farmaceutica complessiva (di cui l’85,9% è a carico dell’SSN) sia di consumi. Nell’arco degli ultimi 10 anni il tasso di mortalità per le malattie ischemiche del cuore è infatti diminuito del 33% (un terzo in meno) grazie alla diagnosi precoce, ai farmaci e all’attività di promozione di stili di vita sani. L’identificazione dei soggetti ad elevato rischio cardiovascolare rappresenta quindi il punto di partenza per l’attivazione di azioni finalizzate alla riduzione dei fattori di rischio modificabili, al cambiamento dello stile di vita e all’inizio di un intervento farmacologico. Ed è proprio questa fondamentale strategia che sarà l’oggetto della campagna “Ci sta a cuore il tuo cuore”, promossa da Apoteca Natura in collaborazione con SIMG (Società Italiana di Medicina Generale e delle cure primarie) e AMD (Associazione Medici Diabetologi) e da quest’anno patrocinata da FOFI (Federazione Ordini Farmacisti Italiani). Per tutto il mese di novembre, nelle 541 farmacie del network Apoteca Natura presenti in modo capillare su tutto il territorio italiano, i cittadini avranno a loro disposizione degli utili strumenti di prevenzione: un questionario per individuare i propri fattori di rischio cardiovascolare, modificabili e non, e un opuscolo informativo sui corretti stili di vita. Il Questionario si avvale anche di strumenti ufficiali: la ‘Carta del Rischio Cardiovascolare’ dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), per valutare la probabilità di sviluppare un evento cardiovascolare maggiore (infarto, ictus) nell’arco di 10 anni e il Test FINDRISC, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), per stimare il rischio di sviluppare un diabete mellito di tipo 2. La compilazione potrà essere svolta direttamente nelle farmacie Apoteca Natura, oppure da casa rispondendo alle domande sul sito http://www.apotecanatura.it e ritirando poi i risultati del test nella sede del network più vicina. Novità del 2014 è la possibilità di compilare il questionario in modo nominativo, rendendo così concreta la promessa di seguire le persone nel loro percorso di prevenzione: dopo almeno 6 mesi è possibile, online o tornando in farmacia, compilare un questionario di controllo e monitorare i propri progressi. I dati acquisiti, in forma rigorosamente anonima, daranno vita a un importantissimo studio di farmacoeconomia, portato avanti nei prossimi due anni con l’Università Cattolica del Sacro Cuore e il patrocinio di FOFI, per valutare l’impatto economico della prevenzione sul Sistema Sanitario Nazionale. L’obiettivo è ufficializzare il ruolo delle farmacie, e in particolare di quelle Apoteca Natura, nella filiera sanitaria, dimostrandone i benefici.
“È importante diffondere in modo capillare un messaggio chiaro e fondamentale – afferma il dott. Giuseppe Ventriglia di SIMG – e cioè che il nostro stile di vita è la medicina più importante. Alimentazione corretta, attività fisica regolare e abolizione dei fattori di rischio, come ad esempio il fumo e l’alcool, rappresentano le armi vincenti per combattere, a qualsiasi età, l’insorgere di patologie cardiovascolari.” Una battaglia che vede nuovamente fianco a fianco medici e farmacisti. “Continua la nostra collaborazione con SIMG incentrata sulla prevenzione – sottolinea il dottor Dario Camisasca, della farmacia Apoteca Natura S. Emerenziana a Roma – Siamo ogni giorno in prima linea e poniamo al centro del nostro lavoro il dialogo con i cittadini. Raccogliere i dati sulla salute, ascoltare le persone, indagare sulle loro abitudini alimentari e sullo stile di vita al fine di evitare l’insorgenza di gravi malattie come in questo caso quelle cardiovascolari, fa parte dei nostri compiti e dei servizi che offriamo”.

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Elezioni europee. Un euro del Sud?

Posted by fidest on Thursday, 22 May 2014

EuropeDa piu’ parti si propone di istituire un euro del Nord Europa e uno del Sud Europa. Due economie diverse e, quindi, due monete diverse, si sostiene. Questo risolverebbe i noti problemi che hanno afflitto, e affliggono, i Paesi mediterranei? A nostro parere no. Vediamo.
In pratica l’Italia, insieme al altri Paesi, dovrebbe sganciarsi dall’euro attuale, o dal suo valore, per avere un euro piu’ “debole”, capace di favorire le esportazioni e stimolare le imprese. Cosa succederebbe? Che i risparmiatori farebbero la fila davanti alle banche per ritirare i propri risparmi e investirli nei Paesi ad economia piu’ solida. Le banche, per acquisire liquidita’ dovrebbero ricorrere al mercato o dichiarare fallimento. Le imprese seguirebbero la sorte delle banche. Si creerebbe una situazione simile a quella dell’uscita dall’euro. L’Italia, inoltre, farebbe da capofila, rispetto alle altre economie piu’ deboli, assumendo anche il peso di maggiori oneri finanziari per sostenere le altre economie e mettendo a repentaglio la propria. La soluzione la dobbiamo trovare noi stessi, trasformando questo Paese sclerotizzato da infiniti lacciuoli, pubblici e privati, da corporazioni, sindacati e partiti, in uno Stato e una societa’ efficienti ed efficaci. Conviene a costoro, cioe’ a buona parte dei cittadini? No, purtroppo.

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Il Parlamento approva €3.5 miliardi in aiuti agli indigenti per il 2014-2020

Posted by fidest on Tuesday, 25 February 2014

BruxellesI cittadini più poveri dell’UE continueranno a poter contare sul Fondo europeo per gli aiuti agli indigenti (FEAD) per il periodo 2014-2020 per procurarsi cibo, assistenza di base e accesso ai servizi sociali, grazie a un accordo con il Consiglio approvato dal Parlamento martedì. I deputati sono riusciti a mantenere invariato il budget di € 3,5 miliardi e hanno assicurato che il fondo sarà operativo immediatamente.”Siamo riusciti a raggiungere i nostri obiettivi chiave in negoziati con la Commissione e gli Stati membri durati un anno, ossia l’aumento del budget da € 2,5 a € 3,5 miliardi di euro, per rafforzare il ruolo delle organizzazioni anti-povertà nella progettazione, gestione e monitoraggio del programma e per semplificare le procedure amministrative. Il nuovo programma FEAD che ora abbiamo concordato è la prima iniziativa europea specifica per aiutare le persone in situazione di privazione estrema, particolarmente per la povertà alimentare, per i senzatetto e per la povertà infantile in tutti gli Stati membri”, ha affermato il relatore Emer Costello (S & D, IE).

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Gioco azzardo e tutela cittadini

Posted by fidest on Saturday, 7 September 2013

“Bene il rifiuto da parte del Presidente del Consiglio delle dimissioni di Alberto Giorgetti. E’ un eccellente economista ed è stato un ottimo presidente di commissione; conosce bene il suo mestiere come tecnico e come politico” Lo afferma l’on. Paola Binetti il giorno dopo l’approvazione in Senato della mozione che prevede lo stop di un anno per l’apertura di nuovi centri per i giochi d’azzardo. Continua l’esponente centrista: “Il governo è andato sotto per una volta! A livello politico è certamente un insuccesso, ma a livello umano è un segno di sana consapevolezza di un parlamento che cerca di tutelare i cittadini”. Conclude il deputato: “Il governo troverà altre fonti per recuperare i fondi mancanti, magari limando quegli sprechi assurdi di cui tutti conosciamo esempi vistosi. Non è un caso che il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Fabrizio Saccomanni, ha confermato la sua piena fiducia nell’operato dell’Onorevole Giorgetti e ne ha ricevuto la piena disponibilità a proseguire nell’incarico”.

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La maledizione

Posted by fidest on Monday, 2 September 2013

L’umanità è divisa, fortemente divisa e conflittuale tra chi possiede e chi no, tra ricchi e poveri, tra la giustizia e l’ingiustizia. E’ la torre di babele che si ripete ma questa volta non per le diverse lingue che parliamo ma dal frutto avvelenato che ci offre un capitalismo sfrenato, avido e cinico. Restiamo, anche noi che non siamo ricchi o poveri ma ci troviamo nel mezzo del guado, rassegnati a vedere che una parte dei nostri simili diventi la vittima sacrificale degli egoismi di una classe politica, di una oligarchia di potenti e nel nostro agnosticismo non abbiamo netta la consapevolezza che si sta frantumando quanto di buono l’essere umano può generare ed esprimere. Mentre scriviamo migliaia di bambini muoiono di fame e di stenti. Mentre scriviamo migliaia di donne muoiono di parto. Mentre scriviamo migliaia di persone di tutte le età muoiono per mancanza di farmaci salvavita. E l’egoismo è stato tale che persino negli Usa, definita per antonomasia, la patria dei diritti civili, per assicurare l’assistenza sanitaria a milioni di suoi cittadini c’è voluta la ferma determinazione di un suo presidente anche se il risultato non è del tutto soddisfacente. In pratica se non si è benestanti si continua a morire e in Italia ci stiamo avviando su questa strada dopo che decenni di lotte ci hanno portato all’esaltazione dei nostri diritti per vivere con dignità e per morire con dignità. La prova è oggi sotto i nostri occhi con la manovra economica del governo che taglia risorse al sociale e umilia i più deboli e li condanna all’emarginazione. Nessuno si solleva perché le risorse vadano individuate altrove tagliando i rami secchi della politica, degli interessi corporativi, delle rendite milionarie. E’ questa l’ennesima prova della nostra incapacità di renderci consapevoli che di fronte alle sirene di un possibile guadagno ci illudiamo di poter salire sul carro del potente mentre si matura l’ennesimo inganno per tacitare le nostre coscienze, per allontanarci dal dramma che ci sovrasta. Cosa ci serve di più per avere la consapevolezza d’essere sull’orlo di un baratro non tanto e non solo come singole persone ma come figli di un padre comune. Homo homini lupus. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Monica Cerutti nuova Responsabile delle Politiche Regionali del Nord Italia di Sinistra Ecologia Libertà

Posted by fidest on Sunday, 7 July 2013

Con una mail a firma del Coordinatore Nazionale di Sinistra Ecologia Libertà, Francesco Ferrara, è stata ufficializzata oggi la decisione del Coordinamento Nazionale di SEL di assegnare a Monica Cerutti, consigliera regionale piemontese, la responsabilità delle Politiche Regionali del Nord Italia. “Fare sistema per dare ossigeno al settentrione, al di là delle rivendicazioni territoriali. Connettere il Nord per saldare legami e interessi all’interno di una rete regionale. Studiare un modello di solidarietà tra territori confinanti che possa essere applicato anche nel resto d’Italia. Sfruttare le competenze e le autonomie regionali per creare sviluppo tra territori. In un contesto nel quale l’economia è in crisi e il tasso di disoccupazione aumenta in modo costante, è necessario elaborare risposte sistemiche che possano offrire opportunità ai cittadini. Si devono allacciare rapporti, aprire dialoghi e lanciare proposte che vadano anche al di là di quella che è l’appartenenza politica. Dobbiamo pensare ad un rilancio dei territori partendo dalle loro eccellenze” – queste le primissime dichiarazioni di Monica Cerutti in seguito alla nomina a Responsabile del Nord Italia di SEL – “E’ necessario allacciare subito un discorso con i coordinatori delle regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Friuli, Trentino, Emilia Romagna e Valle d’Aosta) per avviare una prima discussione su come impostare un lavoro comune volto a tracciare una bozza di Manifesto per il Nord Italia”.

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Diseguaglianze uomo-donna: il pensiero de cittadini europei

Posted by fidest on Saturday, 23 March 2013

Il 38% degli europei ritiene che il divario retributivo sia la più grave disuguaglianza di genere, mentre il 34% ha invece indicato la violenza sulle donne e la difficoltà per le donne nel conciliare la vita privata con quella lavorativa; il 30% ritiene inoltre che la crisi economica abbia contribuito a peggiorare la situazione della donna nel mondo del lavoro. Questi alcuni dei dati che emergono da una ricerca di Eurobarometro, l’ufficio statistico della Commissione europea. Il Parlamento europeo, in occasione della Giornata internazionale della donna 2013, ha deciso di dedicare un’indagine al tema delle Donne e disuguaglianze di genere nel contesto della crisi. Il sondaggio è stato realizzato dal 4 al 7 febbraio 2013 su un campione di 25.556 cittadini europei dei 27 Stati membri dell’Unione.

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Gli onorevoli cittadini

Posted by fidest on Friday, 1 March 2013

Nel nuovo parlamento, che in questi giorni si sta formando nei dettagli e che avrà il punto di riferimento solenne il giorno in cui i neo eletti, faranno il loro ingresso, nelle aule di Monte Citorio e di Palazzo Madama, per i primi adempimenti formali con l’elezione dei presidenti delle due camere e altri conseguenti incarichi, gli eletti del Movimento Cinque stelle. Sono entrati, tanto per intenderci, “i cittadini” che respingono l’idea di farsi chiamare “onorevoli”. Non è, tuttavia, la sola differenza che si può notare. I grillini hanno progetto politico proiettato al cambiamento dell’attuale sistema paese e sfidano i partiti tradizionali a un gesto di coerenza se è vero, com’è vero, che ciascuno di essi in campagna elettorale ha invocato maggiore giustizia sociale, il modo di dirimere il conflitto d’interessi, la crescita e lo sviluppo del paese attraverso il rilancio dell’economia e del mondo produttivo, la riforma della giustizia, ecc. Sono tutti temi che abbiamo sentito e risentito da decenni e come dalla logica gattopardesca sono diventati del portabandiera per “tutto cambiare per nulla cambiare”. Ora dobbiamo voltare seriamente pagina, ma ci riusciremo? Sono già iniziate le grandi manovre e i precedenti non mancano. Sappiamo che taluni parlamentari sono stati corrotti, si sono persino vantati delle somme a loro versate per cambiare casacca e che i corruttori oggi come prima siedono in Parlamento come se nulla fosse e forti dell’immunità parlamentare, se qualche procuratore della repubblica osasse richiedere loro la pena detentiva. Siamo arrivati sono al punto che un candidato ambisce a diventare ministro dell’economia anche se, sia pure in primo giudizio, un tribunale lo ha condannato per evasione fiscale.
Ma non prendiamocela con i grillini se ci troveremo costretti a ritornare a votare. La colpa principale, per quanto molti cercano di allontanarla dalla loro vista, ricade inevitabilmente sul Pd. Sono stati i suoi uomini, le sue divisioni, la sua incapacità di governare quando ne aveva l’occasione per “sgonfiare il mito berlusconiano”, se oggi ci troviamo nella situazione attuale. Sta proprio al Pd mostrare i segni di un ravvedimento ed esserne conseguente. D’altra parte ci vuole poco. Facciamo le riforme urlate nelle piazze dai grillini ma appena sussurrate dal “timido” Bersani. Oggi ci vogliono uomini determinati. Oggi ci vogliono uomini capaci di farsi legare all’albero maestro della nave per non seguire le lusinghe delle sirene e ve ne sono tante in giro. Sono le sirene degli interessi corporativi, del grande capitale, di chi sta bene e vuole stare meglio e pur rappresentando la minoranza del paese (diciamo tra il 10 e il 15% dei suoi abitanti) pretende d’imporre il suo volere. Se vi riusciamo lo dobbiamo non solo a Grillo o a Casaleggio ma al popolo dei “cittadini” che vorrà dimostrarci solo compattezza e determinazione senza le seduzioni degli incantatori di turno, e ve ne sono tanti e prezzolati. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Polizza Danni catastrofali: ora è a carico dei cittadini

Posted by fidest on Wednesday, 23 May 2012

Pietro Giordano, Adiconsum: “Per far fronte alla ricostruzione in caso di calamità naturali, necessario un Fondo mutualistico presso la Consap con contributi pubblici e privati” I cittadini dell’Emilia Romagna colpiti dal sisma saranno gli ultimi a poter usufruire dell’aiuto dello Stato per la ricostruzione delle loro case e degli edifici pubblici per i danni del terremoto. Il decreto di riordino della Protezione Civile, approvato e pubblicato già in Gazzetta, pone fine infatti agli interventi pubblici, come si erano visti in Umbria o in Abruzzo. Nei fatti – commenta Pietro Giordano, Segretario Generale Adiconsum – il decreto approvato ha dato il via, in caso di dichiarazione dello stato di calamità naturale, ad ordinanze con indicazioni che riguardano esclusivamente l’organizzazione dei servizi di Pronto Soccorso e di assistenza ai soggetti colpiti dall’evento, on più ad aiuti per la ricostruzione. Chi sarà assicurato sarà risarcito – prosegue Giordano – e chi non lo sarà non riceverà alcun aiuto dallo Stato. Ecco perché il decreto prevede la possibilità di stipulare coperture assicurative su base volontaria contro i rischi di danni derivanti da calamità naturali e di estendere quella già insistente sull’abitazione. È l’ennesimo taglio all’intervento pubblico in favore dei cittadini, che però non può essere unicamente scaricato per l’ennesima volta sui cittadini, in presenza di dissesti idrogeologici e di parziale o totale salvaguardia del territorio e di norme antisismiche spesso obbligatorie solo nelle aree sismiche “tradizionali”. Si crei – conclude Giordano – un Fondo mutualistico presso la Consap, con contributi pubblici e con interventi economici privati, capace di intervenire in caso di calamità naturali. Si potrebbero stipulare così polizze assicurative cumulative capaci di coprire parzialmente o per intero gli eventi catastrofali.

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Il governo fa le battute mentre i cittadini piangono

Posted by fidest on Sunday, 20 May 2012

Greyhounds make great pets too

Greyhounds make great pets too (Photo credit: Wikipedia)

La famigerata proposta di una tassa su cani e gatti che ne prevedeva l’istituzione da parte dei comuni, dopo la proposta del PDL nel 2008 era approdato alle commissioni prima di essere presentato in Parlamento e dopo le dichiarazioni del Sottosegretario Polillo che “la condivideva in linea di principio e la levata di scudi da parte di associazioni e di numerosi parlamentari fa “Dietrofront”. Lo stesso Sottosegretario Polillo dichiara che la sua “era solo una battuta nei confronti di un Deputato che l’aveva proposta”. Battute? In questi momenti? Ma come sono spiritosi i nostri governanti. Meglio così comunque, mi domando solo come si possa giocare o anche solo dire dichiarare di giocare . Siamo alla follia. I cani o i cosiddetti animali d’affezione sono spesso un sostegno sociale a persone anziane o sole e tassarne la proprietà è un atto che considero folle soprattutto in un momento in cui stanno aumentando i suicidi per questioni finanziarie e per questioni legate alla sopravvivenza ed all’abbandono dell’Essere Umano. Il cane è un componente del nucleo familiare, richiede un impegno dai suoi possessori ma da anche tantissimo in termini affettivi. Quindi no a questa tassazione e si a maggiori risorse o meglio ad un migliore loro utilizzo per creare spazi di sgambatura accessibili a tutti e non solo nelle zone periferiche, si alla guardia medica veterinaria, si ad un codice deontologico dei possessori di cani, si ad una cultura per una città più pulita, si a tante cose che spesso costano nulla e fanno la differenza. Auspico che terminati i tempi delle “Battute” si torni ad una politica fatta per la gente, scevra da uniche questioni di bilancio e che tenga conto sempre di più della centralità del Cittadino come essere Umano e non come semplice voce o numero di un bilancio da risanare.

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