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Quotidiano di informazione – Anno 31 n°159

Posts Tagged ‘cittadino’

Smart City e diritti del cittadino: la nuova frontiera dello sviluppo urbano

Posted by fidest press agency su martedì, 27 novembre 2018

L’aggettivo “smart” è la quintessenza di questa era digitale. E non c’è dubbio che la declinazione smart city (città intelligente) sia una delle definizioni più rilevanti tra quelle che hanno catturato l’immaginario pubblico nell’ultimo decennio. Tutto è iniziato nel 2010 a Rio de Janeiro, la città che ha svolto il ruolo di pioniere nell’implementare le tecnologie digitali allo scopo di innovare e ottimizzare i servizi pubblici. Si è dato il via così a un nuovo modello urbano che viaggia sulle reti globali di connessione veloce, sviluppato però all’interno di un ecosistema digitale chiuso. Altre città hanno poi proseguito estendendone i tratti caratteristici per rendersi più allettanti agli occhi della classe creativa imprenditoriale e commerciale. Rotterdam, Dubai, Il Cairo, e, in Italia, Milano, Trento, Varese e Firenze. La sintassi della frontiera tecnologica urbana che si va affermando è che le città intelligenti attraggono cittadini intelligenti, i quali, a loro volta, stimolano l’arrivo di soldi intelligenti. Oggi tutto deve essere smart: frigoriferi, telefoni cellulari, abitazioni, automobili, biciclette e perfino le panchine. L’iperconnessione è ormai divenuta un modello collettivo di vita sociale e amministrativa.Un simile modello di sviluppo impone, però, anche nuove riflessioni nel campo dei diritti delle persone e delle loro tutele in campo giuridico e costituzionale. La ricerca su come estendere lo Stato di Diritto all’era digitale permea le riflessioni di chi sta muovendo le prime critiche alle città intelligenti e alla loro invasività nella sfera individuale dei cittadini. Un’attenzione critica che smaschera la visione utopistica della propaganda sulle smart cities per la mancanza di connessione con i problemi reali delle persone, come sostengono Francesca Bria e Evgeny Romazov nel libro “Ripensare le Smart City”. Altri autori, invece, evidenziano l’ossessione delle città intelligenti per la sorveglianza e il controllo, o la necessità – sin qui in genere disattesa – di porre da subito i cittadini, e non le aziende e gli urbanisti, al centro del processo di sviluppo delle smart cities.
Certo è che, mentre la discussione è aperta, i modelli di città intelligenti iniziano a prendere campo un po’ ovunque. L’indagine sui legami tra le infrastrutture digitali – sensori, schermi, algoritmi, smartphone, camere di sorveglianza, meta e big data, o quant’altro modifichi il paesaggio tecnologico delle città – è in corso. Il legislatore sarà presto chiamato a colmare le lacune già evidenti. Il cittadino deve, innanzitutto, tornare a essere soggetto fondatore e partecipe della città, non oggetto della speculazione smart. I diritti individuali e sociali delle persone devono trovare tutela anche di fronte alla flessibilità semiotica – qualcosa sta per qualcos’altro – dei processi di comunicazione nel nuovo modello amministrativo, e riparo dalla invasione delle Smart City Control Rooms già attive presso numerose amministrazioni comunali.
I diritti del cittadino, in quanto persona dotata di soggettività giuridica e utente dei servizi della città smart, dovranno essere riorganizzati, aggiornati e implementati. La sfida che si pone con urgenza è, infatti, quella di evitare il sorgere di un nuovo sotto-proletariato urbano digitale, privo di consapevolezza dei diritti e delle tutele che gli appartengono e asservito a un modello mercantilista che lentamente sta distruggendo l’identità civica di numerose città europee. Poiché è innegabile che almeno sin qui, il motore di questa nuova sovranità digitale comunale che prende il nome di Smart City, stia tutto nel commercio.“Tutti vivono per vendere qualcosa”, sosteneva Robert Luis Stevenson. Diritti e tutele però non possono essere trattati al pari di merci, pena lo sgretolamento della città, mercato compreso. (Massimo Lensi, presidente Associazione Progetto Firenze Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Roma: progettare la Casa Digitale del cittadino

Posted by fidest press agency su sabato, 20 ottobre 2018

Fino al 9 novembre sarà possibile collaborare con l’Amministrazione romana alla progettazione della “Casa Digitale del cittadino”, il canale unico attraverso il quale in futuro i cittadini avranno a disposizione in modo personalizzato tutte le comunicazioni di Roma Capitale che li riguardano, lo stato e il flusso di lavorazione delle proprie pratiche, i servizi di cui necessitano. All’interno dell’Area Partecipa, sezione “Dì la tua”, del portale istituzionale è online un breve questionario a disposizione di tutti coloro che sono interessati a dare il proprio contributo alla definizione della nuova piattaforma digitale.
“La realizzazione della cosiddetta Casa Digitale del cittadino sarà una tappa importante del percorso che l’amministrazione sta compiendo nella direzione della semplificazione delle procedure e della digitalizzazione dei servizi. Riteniamo fondamentale che la creazione di questo punto unico di accesso web sia condivisa con chi ne usufruirà attraverso una prima fase collaborativa. Per questo chiediamo ai cittadini di partecipare, attraverso il questionario, con suggerimenti e considerazioni utili a definire una soluzione che sia il più possibile vicina alle loro esigenze” commenta l’assessora a Roma Semplice Flavia Marzano.
Roma Capitale ha attivato un percorso di confronto anche con altri comuni capoluogo delle Città Metropolitane allo scopo di identificare potenziali sinergie nelle fasi di progettazione e realizzazione. Inoltre sono state avviate interazioni con due progetti nazionali curati dal Governo: “Designer Italia”, nato per favorire la collaborazione e promuovere il ruolo dello human centered design nello sviluppo dei servizi pubblici, e “IO” il progetto coordinato dal Team Digitale della Presidenza del Consiglio per sviluppare l’app dei servizi pubblici italiani.È sempre possibile rivolgersi, su appuntamento, a uno dei 26 Punti Roma Facile sul territorio per ricevere supporto da parte dei facilitatori digitali.

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Soccorso in farmacia: farmacista tenuto a intervenire, in quanto cittadino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 agosto 2018

In caso di pericolo di vita, il farmacista è tenuto a soccorrere, non per la sua professione, ma per l’art. 54 del codice penale, ovvero quello che definisce il cosiddetto stato di necessità, che riguarda tutti i cittadini. È questa la risposta ai dubbi sollevati da un caso di emergenza verificatosi in provincia di Monza e Brianza: un uomo punto da oltre cinquanta vespe, mentre stava effettuando dei lavori in giardino, è stato soccorso e salvato da una farmacista in farmacia. Le cronache locali riportano che appena la farmacista ha visto l’uomo entrare nel suo locale con i sintomi tipici dello shock anafilattico, gli ha subito somministrato cortisone e ha immediatamente allertato il 118. Il paziente è stato poi trasportato in codice giallo all’ospedale e, fortunatamente, non è in pericolo di vita. L’episodio ha acceso un dibattito sulla liceità dell’intervento farmacologico da parte del farmacista. Un chiarimento arriva da Maurizio Cini, docente del Dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Università di Bologna che spiega: «Nel momento in cui il farmacista vede una situazione molto grave, comprende che non è sufficiente attendere i soccorsi e nell’attesa dell’ambulanza interviene secondo le sue conoscenze, non compie abuso di professione. Infatti, qualunque cittadino è tenuto a chiamare il 118 e prestare soccorso, secondo le sue possibilità» spiega Cini «sottolineo che non è tenuto a farlo, ma è legittimato e non punibile». Paradossalmente il rischio «è quello di incappare nella norma di omissione di soccorso. Perché si consideri che “l’omissione penalmente rilevante è quella di non prestare assistenza o di dare avviso all’autorità di aver trovato un corpo umano che sembri inanimato ovvero una persona ferita o che necessiti assistenza”».L’articolo che definisce lo stato di necessità è l’art. 54 del codice Penale, che così dispone: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé od altri dal pericolo attuale di un danno grave alla persona, pericolo da lui non volontariamente causato, né altrimenti evitabile, sempre che il fatto sia proporzionato al pericolo.«Una situazione analoga» sottolinea Cini «si potrebbe presentare nel momento in cui in farmacia, o nei pressi, vi è installato un defibrillatore semiautomatico e il farmacista lo utilizza, anche se non formato da apposito corso. Con questi apparecchi, che hanno un sistema vocale di guida all’uso, ritengo giusto prestare soccorso, quando se ne riscontra la necessità, in attesa dell’arrivo dei sanitari del 118». (by Chiara Romeo – fonte farmacista33)

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Roberto Fico: un cittadino alla Presidenza della Camera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 marzo 2018

di Max Bugani. Qualche anno fa, credo fosse il 2013, mi ricordo che Beppe ripeteva spesso “adesso dobbiamo trovare la nostra anima”. Credo che con quella frase volesse dire che la nostra collocazione politica non aveva bisogno delle classificazioni di sinistra, destra, centro, centrosinistra, centrodestra, centrocentro. Quello che doveva trovare il M5S e che Beppe ci stava invitando a trovare era la nostra poetica, il nostro coefficiente empatico, l’emozione che sarebbe stata comunicata alle persone dalla semplice visione del nostro simbolo.La cosa più difficile con 160 parlamentari appena eletti era proprio quella di non apparire come un vestito di Arlecchino di mille colori appoggiato su una sedia, senza un corpo dentro, senza “un’anima” appunto.Mentre ascoltavo Roberto nel suo primo intervento alla Camera, mentre guardavo quella persona con cui ho condiviso la nascita dei meetup nel lontano 2005, io ho capito cosa siamo diventati in questi anni e cosa voleva dirci Beppe.Con Roberto Fico Presidente della Camera questa carica istituzionale assume sembianze umane, esce dal cono di freddezza e altezzosità lontana dal popolo, ed entra nel cerchio delle emozioni, del rispetto, dei sentimenti: un’anima a 5 stelle sempre più visibile a tutti, fatta di etica, di sensazioni e di piccoli gesti. Il pensiero rivolto agli ultimi, ai più sfortunati, ai dimenticati, ai tanti Tom Joad in giro per l’Italia che soffrono ma trasformano il “furore” in poesia e in resistenza.Mentre mi emozionavo a dismisura osservando Roberto che continuava a toccare i due microfoni per mantenere la concentrazione, davanti ai miei occhi sono passati una serie di eventi che mi hanno fatto mettere insieme i pezzi. Ho visto Beppe che nuota fra la Calabria e la Sicilia per un dono d’amore, ho visto Gianroberto che si appoggia a Pietro per arrivare nella sedia del suo ufficio davanti al PC da cui voleva leggere messaggi e mail anche se i medici gli consigliavano di riposarsi, ho visto Riccardo Fraccaro che dice “ragazzi il Movimento viene prima di me, non vi preoccupate, lo fareste anche voi”, ho visto Luigi che abbraccia, sorride e saluta persone con dolcezza anche quando mangia, quando dorme, quando è in bagno.Ho visto attivisti ai banchetti sotto la neve, i ragazzi della comunicazione svegli fino alle 3 del mattino per finire di montare un video o di studiare qualcosa che possa servire il giorno dopo. Ho visto consiglieri comunali sconosciuti, senza fama e senza soldi, fare dichiarazioni coraggiose consapevoli di poter essere denunciati e di doversi pure pagare un avvocato senza alcuna copertura. Ho visto tutto questo e molte altre cose che tutte insieme delineano ciò che siamo, definiscono la nostra anima. D’un tratto è come se quel vestito avesse abbandonato la sedia e fosse stato indossato da tutti noi per unirci e perchè aveva finalmente trovato un corpo e un’anima.Roberto Fico presidente della Camera non è una carica istituzionale che viene ricoperta dal M5S, è un modo di essere che vince, è un esercito di persone buone che fanno una meta e si sentono meno sole, è il segno che avevamo ragione e che semplicemente non dovevamo mollare. E il bello viene adesso. (fonte: blog delle stelle)

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Qual è la condizione per una forte ripresa della politica?

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 agosto 2017

SEDE DEL SOLE 24 ORE

Giorgio Lombardi ha scritto qualche tempo fa sulle pagine del quotidiano “Il Sole 24 Ore” che essa “E’ il richiamo ai valori della tradizione, della visione, del progresso possibile ed è soprattutto la capacità di riconoscersi del popolo nelle istituzioni, che rappresenta il modo essenziale per recuperare la rappresentatività e la legittimità della politica. Non più soltanto rapporti tra le istituzioni ma anche e direi soprattutto nella relazione permanente di identificazione tra cittadino e Stato. Far sentire propria al popolo la sua storia, le sue tradizioni, le sue città, le sue radici.” Non si tratta, ovviamente, di una mera richiesta di ricostruire la memoria storica del paese quanto della necessità di entrare nel cuore delle grandi sfide del presente, anzi ne è la condizione. E il vissuto di oggi presenta una continuità che si riverbera immancabilmente sul futuro. E’ il cordone ombelicale che da una esistenza passa all’altra, ne riassume il legame ma anche l’inevitabile separazione per dar vita a quella creatura che fa parte degli eventi del poi ma non può nel contempo sottrarsi al pensiero di un legame che gli è appartenuto e ne assunto la sua porzione di Dna. (Riccardo Alfonso direttore Centro studi sociali e politici della Fidest da “Lezioni di politica”)

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“Basta mandare le Forze dell’Ordine contro i cittadini, contro i pensionati, anziché contro la ‘ndrangheta!”

Posted by fidest press agency su martedì, 3 maggio 2016

poliziaE’ l’urlo del cittadino di Reggio Calabria all’indirizzo del premier Matteo Renzi dovrebbe aprire uno squarcio nelle coscienze di quella classe politica arrogante ed autoreferenziale, di quella classe politica che si serve delle porte di servizio per non entrare in contatto con il disagio e le sofferenze della gente. Se la politica resta sorda alle proteste dei lavoratori, dei disoccupati, di chi ormai non arriva neppure alla metà del mese, e non mostra alcuna vergogna nel girare loro le spalle per continuare nelle sue passarelle, noi non possiamo nascondere il nostro imbarazzo ed ammettere che vorremmo essere da tutt’altra parte, piuttosto che in piazza ad affrontare la gente perbene che civilmente chiede soltanto ascolto, dignità e lavoro”. E’ quanto afferma Franco Maccari, Segretario Generale del COISP – il Sindacato Indipendente di Polizia, a seguito della contestazione al premier Matteo Renzi avvenuta questa mattina a Reggio Calabria. “Sentiamo di fare il nostro dovere – continua Maccari – quando siamo chiamati a tutelare l’incolumità dei cittadini ed il rispetto della legge di fronte ad orde di manifestanti violenti, che scendono in piazza soltanto per creare disordini e commettere atti criminali, di cui spesso siamo noi stessi vittime e bersagli. Ma la politica non deve costringere gli uomini e le donne in divisa a calpestare il proprio onore, ad umiliare se stessi ed i propri valori, fronteggiando la povera gente per impedire il confronto dei cittadini con chi dovrebbe rappresentarli ed occuparsi dei loro problemi quotidiani. Quando avviene questo, si è già lontani dalla democrazia. Sono la democrazia, la legge ed i cittadini che abbiamo giurato di servire, non politici che non riescono a guardare oltre se stessi ed i propri privilegi”.

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Il cittadino è più attento alle cure se interviene anche il farmacista

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 settembre 2015

farmacia verbano“Condividiamo le preoccupazioni espresse dall’Agenzia del Farmaco a proposito della scarsa aderenza alla terapia, che partono da dati inequivocabili confermati anche dalla nostra prima sperimentazione condotta sui pazienti asmatici: solo il 18% dei pazienti non presenta alcun problema con la terapia prescritta: il 46% dimenticava di assumere i farmaci o li assumeva scorrettamente e il 60% presentava qualche difficoltà nell’uso dei medicinali prescritti” dice il presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani Andrea Mandelli. “Ma, e anche questo è un dato scientificamente provato, aumentare l’aderenza alla terapia è un compito che richiede l’intervento di tutti i professionisti sanitari, a cominciare dai farmacisti. Nella sola Inghilterra, le farmacie accreditate hanno eseguito nel primo semestre 2015 oltre un milione e trecentomila prestazioni a supporto dell’aderenza terapeutica. Si tratta della revisione dell’uso dei medicinali (MUR, Medicine Use Review) che la Federazione degli Ordini ha sperimentato in Italia e sulla quale ha promosso uno studio randomizzato e controllato di cui a breve verranno comunicati i risultati. Questo studio, che si chiama Re I-MUR ed è stato condotto in 10 regioni, è già stato segnalato dal NICE inglese per la sua impostazione rigorosa e innovativa” spiega Mandelli. Dalle prime analisi si conferma che l’intervento del farmacista in collaborazione con il medico curante può migliorare lo stato di salute del paziente e ridurre il costo dei trattamenti. “E’ uno strumento fondamentale per la gestione delle malattie croniche, che ha dato un contributo significativo al miglioramento del processo di cura in paesi come il Canada e la Nuova Zelanda, ma anche in Belgio. Come rappresentanza della professione abbiamo ritenuto importante studiare e adattare l’MUR alla realtà italiana e offrire questo strumento alla sanità italiana a vantaggio, in primo luogo dei cittadini. Chiediamo quindi che i mezzi e le strategie per aumentare l’aderenza alle terapie vengano messi all’ordine del giorno della Conferenza Stato Regioni: la Federazione degli Ordini è pronta a presentare proposte concrete”.

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Droga e prevenzione

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 aprile 2012

«Le informazioni che emergono dal rapporto Espad-Cnr, secondo cui gli studenti delle scuole superiori italiane continuano ad essere particolarmente interessati dal consumo di droghe nonostante un’incoraggiante diminuzione nell’uso di sostanze psicotrope illegali, confermano l’opportunità della scelta di Roma Capitale di puntare forte sulla prevenzione fin dall’età precoce per poter sconfiggere definitivamente questa piaga, che impedisce loro di vivere la bellezza della loro età e di costruire il proprio futuro come un’opera d’arte».È quanto dichiara l’assessore alla Famiglia, all’Educazione e ai Giovani di Roma Capitale Gianluigi De Palo con delega all’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze, commentando i dati dell’indagine del Cnr sul consumo di droghe tra gli studenti italiani nel 2011, diffusi ieri.«Negli ultimi tre anni – prosegue l’Assessore capitolino – gli studi hanno evidenziato un calo costante dei consumi di sostanze stupefacenti e alcoliche, soprattutto nelle giovani generazioni. Segno che è appunto la prevenzione, l’informazione in contesti educativi e scolastici e la promozione di stili di vita sani già nei bambini e nei ragazzi che può fare la differenza per il futuro dei nostri figli».«I ragazzi – sottolinea Luigi Maccaro, presidente dell’Agenzia Capitolina sulle Tossicodipendenze – devono capire, sin dalla più tenera età, che tutte le sostanze stupefacenti sono gravemente dannose per la loro salute psico-fisica e che ne impediscono una presenza positiva e armonica nella società. Bisogna interrogarsi seriamente sulla qualità degli ambienti che frequentano i nostri figli. Alcuni di loro sono particolarmente vulnerabili, per mille ragioni, e hanno bisogno di azioni di prevenzione sostenute e mantenute nel tempo. Per questo, è indispensabile supportare e rinforzare il ruolo e la responsabilità di famiglia e scuola, le agenzie educative più importanti, dove la maggior parte dei ragazzi può vivere una proposta educativa densa di significati e fortemente formativa. Ed è necessario che ci sia condivisione del progetto educativo, coerenza di messaggi e sintonia di azione tra le varie agenzie educative».«I dati della ricerca Cnr indicano – conclude De Palo – che lo scorso anno più del 20% degli studenti ha fatto uso di cannabis, il 2,7% di cocaina e l’1,2% di eroina. Numeri che ci dicono che c’è ancora molto da fare e che non dobbiamo abbassare la guardia. Attraverso le proposte del Nuovo Quadro dei Servizi cittadino, Roma Capitale ha voluto confermare i servizi importanti per chi cerca di uscire dal tunnel della dipendenza rafforzando nel contempo tutte quelle iniziative utili per estirpare alla radice il problema, prima ancora che si verifichi. Siamo convinti che avere a cuore il futuro dei nostri giovani significa impegnarsi nel presente per tenerli lontani dall’abisso della tossicodipendenza».

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Esce in edicola virtuale, “LiberoReporter WEEK”

Posted by fidest press agency su martedì, 27 marzo 2012

Esce in edicola virtuale “LiberoReporter WEEK”, il settimanale di approfondimento digitale e interattivo. È distribuito attraverso le più avanzate tecnologie e quindi si può scaricare e leggere su qualsiasi sistema operativo Apple, Android, Windows e Linux. WEEK è venduto (oltre che direttamente dal portale news.liberoreporter.eu) tramite l’applicativo – da scaricare dal market di Apple – “Ultima Kyosk”, al prezzo di copertina di 79 centesimi di euro.Uscirà ogni venerdì mattina e sarà sempre ricco di approfondimenti non solo legati all’attualità, al costume e alla politica, ma soprattutto alle inchieste e alle ricerche sui misteri del presente e del passato.Particolare rilievo avranno i fatti del mondo, soprattutto dei Paesi africani e asiatici.
Ci occuperemo sempre più di mare, di marittimi e di armatori, ma le banche e ciò che accade ai diritti violati dei cittadini-utenti saranno sempre in primo piano.In linea con tutti gli altri prodotti editoriali di “LiberoReporter”, WEEK non è né di destra né di sinistra. Non è legato ad alcun partito o movimento politico. È un magazine indipendente che mette al centro del proprio sforzo editoriale i valori dell’obiettività, della trasparenza, dell’onestà intellettuale, a favore di una corretta informazione al cittadino che desidera sempre più conoscere i fatti nudi e crudi, separati dai commenti e dagli interessi di parte.
Solo nel mese di gennaio 2012, il network LiberoReporter ha registrato 9.507.300 visitatori unici dei quali 691.460 nuovi lettori, per un totale di oltre 24 milioni di pagine visitate.

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Primo sportello cittadino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 marzo 2011

Palermo Corso Scinà, 48. Il gruppo provinciale èItalia – Idea Legalità di Palermo rende noto che ogni Sabato mattina (escluso le festività) dalle ore 10:00 alle ore 12:30 (a partire da Sabato 02 Aprile 2011) in Corso Scinà 48 aprirà lo “sportello del cittadino” (servizio a titolo gratuito) che offrirà i seguenti servizi: centro ascolto, pensioni, infortunistica, disoccupazione, invalidità, fiscale. A questo riguardo i promotori “Giovanni .Menni, Girolamo Foti, Gaetano Mendola e Mariella Sciacchitano” fanno sapere che parleranno “di legalità nei quartieri, tra la gente, ma anche di lavoro, di sviluppo, di previdenza, di progetti sul territorio, di solidarietà, occupandosi di quelle cose apparentemente piccole come il decoro urbano e l’ambiente, ma tanto trascurati dai politici di entrambi gli schieramenti, troppo legati al chiacchiericcio oppure ai salotti per scendere in strada.”

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Rispetto dignità per il cittadino detenuto

Posted by fidest press agency su sabato, 22 gennaio 2011

“Nessuno può essere sottoposto a tortura o a trattamenti o pene inumani o degradanti”, parole, una dietro l’altra, messe in fila per meglio fare chiarezza di una dimensione sottaciuta, mai del tutto svelata, parole che hanno il carico dell’obbligo assoluto e inderogabile. Sul carcere, sulle persone detenute, sulla colpa, il martello della bugia non conosce stanchezze, si alimenta sulla conflittualità quotidiana, che fa della comunicazione un’arma contundente, perché quasi certamente verrebbe alla luce una ordinaria follia di sopravvivenza. C’è un tentativo di ridurre ogni cosa a una sorta macabro gioco infantile, vittimismo, pietismo, solidarietà stiracchiata qua e là, non fanno del bene all’Istituzione carceraria, tanto meno alla popolazione detenuta, bensì, rischiano di annientare le ultime resistenze umanitarie, di cancellare maturità e speranze, di stroncare quel che rimane del senso di Giustizia, quel principio autorevole che consegna e difende il rispetto della dignità di ciascuno, anche in un penitenziario, persino all’interno di una cella incredibilmente sovraffollata. Quando parliamo di galera, di isolamento, di ingiustizia, non siamo autorizzati a guardare da un’altra parte, perché in quel perimetro di terra di nessuno a nome carcere, può rischiare di finirci chiunque, innocente e colpevole, uomo e donna, padre e figlio, e quando questo accade, e s’aggiunge una morte inspiegabile, il suicidio della carne, della mente,  del cuore, non c’è attenuante prevalente alle aggravanti, nè assoluzione che tenga nel nascondersi dietro la pratica consolidata della critica degli altri, di quelli che non siamo noi,  ma neppure gli altri. Il buon senso non sta nell’insistere a voce alta, nell’urlare concentrico, nel fare più baccano possibile per riuscire a separare la realtà che sta intorno dalla rappresentazione di comodo. Giorgio La Pira parlava di democrazia fraterna, di dimensione spirituale, di comunicazione politica pubblica, ciò è chiaramente un concetto alto, di non facile assunzione, se non si è ben preparati e disposti. Qualcun altro di non meno carisma e amore per la giustizia, andava ripetendo che in carcere si va perché puniti, e non per essere puniti, non per essere scavati all’osso a volte fino a morirne, sino a diventare “cose” al punto da non potere più accostare alcun progetto di ri-umanizzazione perché quell’umanità è stata relegata al sottoscala della compassione. Il carcere e la folla ristretta, non è una esagerazione definirli irraccontabili, e quando affiora questo nodo violento che sa travestirsi da opera di bene, c’è il dirottamento alla direzione opposta, quella che porta a ripetere gli stessi errori. Quando la società dei simulacri fa dapprima apparire e poi scomparire le verità, allora occorre ri-partire dal rispetto e la vicinanza con chi  non ha ancora alcuna consolazione, per giungere anche a chi in una prigione sconta la propria pena con l’intenzione di una giusta fatica e impegno per ritornare a essere nient’altro che un uomo. (Vincenzo Andraous)

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Il cittadino al centro del Servizio Sanitario

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 ottobre 2010

Messina 29 ottobre, ore 11.00 Via Bergamo is.47/A, presso Auditorium Gaetano Martino dell’Ordine provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina Il contributo della Sanità messinese e delle sue eccellenze al Sistema Sanitario Regionale e Nazionale” Durante l’incontro sarà presentato il programma del Convegno, organizzato dall’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Messina, in collaborazione con l’Università degli Studi di Messina, le Aziende sanitarie Policlinico, “Papardo-Piemonte” e territoriale e le Case di Cura accreditate, che si terrà a Messina, presso il Palazzo della Cultura, ore 09.30, sabato 6 novembre.

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Afghanistan: a Roma lunedì lutto cittadino

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

Roma. Per onorare la memoria di Alessandro Romani, il militare romano deceduto in Afghanistan, è stato proclamato per  lunedì prossimo il lutto cittadino. Le bandiere di Roma saranno a mezz’asta a partire dalle 15.30, orario di inizio  dei funerali. D’intesa col presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il Campidoglio ha deciso di annullare il  concerto al Teatro dell’Opera, previsto per le 21 di lunedì, appuntamento conclusivo dei festeggiamenti per Roma Capitale.

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Estradizione e tutela diritti umani

Posted by fidest press agency su lunedì, 6 settembre 2010

Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del consumatore” di Italia dei Valori Giovanni D’AGATA, ritiene opportuno riportare l’attenzione sulla sentenza n° 32685 di ieri della Cassazione sulll’utilizzo dei rapporti delle ong umanitarie per decidere se accogliere o meno la domanda di estradizione del cittadino straniero. Via libera della cassazione all’utilizzo dei rapporti delle ong umanitarie per decidere sull’estradizione. E’ quanto ha stabilito la Suprema Corte, respingendo il ricorso del pm di Roma contro la sentenza con cui la Corte d’appello della capitale aveva negato l’estradizione di un cittadino turco.. I rapporti delle organizzazioni umanitarie non governative come Amnesty International possono infatti essere utilizzati dal giudice italiano per decidere se accogliere o meno la domanda di estradizione del cittadino straniero. La Corte d’assise di Istanbul aveva emesso nei suoi confronti un mandato d’arresto per reati legati al terrorismo. L’uomo era un membro attivo del PKK, partito autonomista curdo accusato di aver compiuto numerosi attentati e considerato dalle autorità turche alla stregua di un’organizzazione terroristica. I giudici capitolini avevano respinto la richiesta, ravvisando il concreto pericolo che l’imputato potesse subire tortura e atti persecutori una volta rientrato nel suo paese. La decisione si basava anche su una serie di rapporti e documenti prodotti da Amnesty International negli ultimi anni, che denunciavano, in modo affidabile, l’uso “di tortura e altri maltrattamenti e di eccessivo impiego della forza da parte delle forze dell’ordine”. Non solo. Risultava che l’uomo in passato era stato vittima di tortura da parte dei funzionari turchi. I giudici della sesta sezione penale hanno confermato la sentenza d’appello e, sui rapporti delle ong, hanno richiamato una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo del 2008 che ne ribadiva l’utilizzabilità. Si tratta insomma di una ragione “per ritenere che l’imputato verrà sottoposto ad atti persecutori o discriminatori per motivi di razza, di religione, di sesso, di nazionalità, di lingua, di opinioni politiche o di condizioni personali o sociali ovvero a pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti o comunque atti a configurare violazione di uno dei diritti fondamentali della persona”.

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Le istituzioni ed il cittadino

Posted by fidest press agency su martedì, 24 agosto 2010

Subire un affronto, essere vittima di una ingiustizia, sta diventando un qualcosa che si accetta quasi con indifferenza. Questa riflessione la riprendo oggi leggendo una lettera pubblicata di recente da un quotidiano della capitale. In essa si parla di uno scippo e delle spiacevoli conseguente derivate dalla duplicazione di un documento di viaggio dato che si è involato con il portafoglio del suo legittimo possessore. E se leggiamo le altre lettere pubblicate, nella stessa giornata, dal quotidiano ci rendiamo conto che è un vero e proprio cahier de dolence su tante, troppe cose, che non funzionano. E a ben riflettere si tratta di un malessere che non ha trovato un modo per essere lenito con il passare degli anni. Possiamo dire, semmai, che si è “incancrenito”. Ricordo che quando collaboravo, circa 35 anni fa, con un periodico locale con una tiratura di 5-6 mila copie in uscita per due volte alla settimana, le proteste dei cittadini provocavano, se non altro, l’attenzione delle istituzioni tanto da scomodare qualche ispettore dalla capitale per verificare la veridicità della lamentela. Oggi si scrive e di certo con più veemenza e senza peli sulla “mano”, ma il risultato è davvero deprimente. Le cose continuano ad essere quelle che sono, se non peggio. Eppure vi è chi mostra con proposte ragionevoli il modo per ovviare taluni inconvenienti, ma anch’egli resta inascoltato. Vogliamo fare qualche esempio? Prendiamo il traffico veicolare nelle grandi città. Tutti noi siamo consapevoli della impossibilità di porvi riparo se non si ricorre a misure drastiche ma nel frattempo potremmo, sia pure di poco, migliorarlo rendendolo più scorrevole come impedendo soste prolungate in seconda fila o dove vi sono dei divieti. Per porvi riparo, ci dicono, occorrono più “controllori”. A questo punto non potremmo rimediare assegnando a tale incombenza vigili urbani e poliziotti in pensione? E sempre parlando di pensionati qualcuno ha proposto, e sappiamo che in diverse località è già una realtà, di vederli assegnati con “sorveglianza passiva” (ovvero solo guardare e limitarsi a segnalare ai tutori dell’ordine, l’intervento di competenza, per eventuali movimenti sospetti) davanti ai plessi scolastici, nei giardini pubblici e nei pressi degli uffici postali. E c’è persino chi suggerisce che si possa fare la stessa cosa per rinforzare gli organici dei pronti soccorsi cittadini con medici ed infermieri in pensione disponibili a riservare qualche ora del giorno o della settimana per dare una mano ai colleghi in servizio. Ma ciò che ci sconforta è che per tutte queste cose non vi è un interlocutore “autorevole” che ci possa dire se questo suggerimento è fattibile o no. E il contrasto diventa troppo evidente e sconcertante tra il rumore di chi protesta ed il silenzio di chi dovrebbe dirci qualcosa in proposito.

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Spiagge: diritti e doveri del cittadino

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Spiagge aperte con il bel tempo e la stagione balneare. Quali i diritti e di dovere dei bagnanti? Abbiamo predisposto un piccolo vademecum.Eccolo: * Le spiagge sono demaniali, di proprieta’ dello Stato, cioe’ nostre. * Vengono date in concessione a gestori, che possono chiedere un biglietto di ingresso, per poter usufruire di alcuni servizi quali le docce, i bagni, gli spogliatoi, il servizio di salvataggio e la pulizia dell’arenile. * L’affitto di sdraio, ombrelloni e cabine in genere e’ aggiunto al biglietto di ingresso, ma non e’ obbligatorio affittarle, perche’ una volta pagato l’ingresso ci si puo’ sdraiare sul proprio asciugamano. * Si puo’ accedere alla spiaggia di uno stabilimento balneare, per raggiungere il mare, senza pagare il biglietto di ingresso, ma non si puo’ sostare ne’ sulla spiaggia in concessione  ne’  sulla battigia, spazio che deve essere costantemente libero da persone o cose. * Non e’ consentito l’accesso e la sosta agli animali, se non dove espressamente previsto. * E’ vietato giocare a pallone, a racchette o altri giochi che possano arrecare disturbo ai bagnati, a meno che non ci siano aree allestite allo scopo. (Primo Mastrantoni, segretario dell’Aduc)

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“CxD. Un cittadino per un disegno”

Posted by fidest press agency su lunedì, 3 maggio 2010

Napoli 3 maggio alle 10 e 30, sala conferenze della Fondazione Valenzi al Maschio Angioino “CxD. Un cittadino per un disegno”: questo il titolo del progetto dedicato all’arricchimento della memoria collettiva su Maurizio Valenzi. L’iniziativa, curata da Lorenzo Mantile e Gina Annunziata, è incentrata sui numerosi disegni nei quali Valenzi ha ritratto di volta in volta parenti, amici, colleghi di partito e avversari politici, o semplici conoscenti; disegni che oggi costituiscono la testimonianza visiva della sua ricca rete di relazioni professionali, umane e affettive ed allo stesso tempo del suo legame ininterrotto con la pratica artistica. Nell’ambito di “CxD. Un cittadino per un disegno”, la Fondazione Valenzi rivolge un invito ai cittadini napoletani che Maurizio Valenzi ha voluto ritrarre nel corso della sua vita, ad offrire una testimonianza del loro incontro e del loro dialogo con l’artista. Il corpus dei disegni e dei ricordi verrà pubblicato sul sito web della Fondazione Valenzi in una galleria virtuale dedicata.   L’iniziativa vuole essere anche un momento di incontro con il pubblico. In questa occasione coloro i quali sono in possesso di un ritratto realizzato dall’artista o di altro materiale relativo a Maurizio Valenzi avranno la possibilità di intervenire con la loro testimonianza e di portare il loro materiale a conoscenza dell’Archivio Valenzi. Intervengono: Lucia Valenzi, presidente della Fondazione Valenzi  Gina Annunziata, responsabile attività culturali Lorenzo Mantile, storico dell’arte contemporanea.

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Multe. Il calvario di un cittadino

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2010

Pagare una multa e vedersi contestare il mancato pagamento 4 anni dopo. La storia insegna che fidarsi della pubblica amministrazione e’ un lusso che non ci possiamo permettere. Vediamo la storia del nostro cittadino.  Anno 2005. Comune di Fiumicino: il nostro cittadino si vede elevare una multa per divieto di sosta. Diligentemente paga, entro i termini prescritti.  Anno 2009, luglio. Quattro anni dopo, con una raccomandata recapitata il 31 luglio (si badi bene alla data), viene notificata una cartella di pagamento da Equitalia  per mancata oblazione della multa, con le maggiorazioni del caso, infatti, la multa passa da 48 a 143 euro. Il nostro cittadino telefona a Equitalia che rimanda al comune di Fiumicino la competenza per l’esenzione del pagamento, visto che la multa era gia’ stata pagata. Dopo numerosi tentativi telefonici, finalmente, il cittadino riesce a parlare con il “competente ufficio” che chiede l’invio del documentazione attestante il pagamento. Fatto il tutto, entro agosto (mese di vacanze), sia via fax che con raccomandata, si attende l’esonero. Il nostro cittadino nelle settimane successive telefona ripetutamente al comune di Fiumicino; viene rassicurato che a breve tutto sarà risolto. Non e’ cosi’ perche’ nel mese di novembre Equitalia invia un sollecito di pagamento. Il nostro cittadino, dopo altre traversie telefoniche, si fa rilasciare dal comune di Fiumicino un attestato di “discarico”, che trasmette a Equitalia. Ulteriori telefonate a Equitalia e al Comune di Fiumicino si susseguono nel mese di dicembre. Anno 2010, febbraio. Il nostro cittadino, con ulteriore telefonate a Equitalia apprende che il provvedimento di esonero e’ stato recepito. Che dire? Quanto e’ costato in tempo e stress il rapporto con la pubblica amministrazione e perche’ mai si impiegano quasi 5 anni per risolvere un semplice problema? Ricercare una ricevuta di 4 anni prima, passare ore al telefono, impiegare parte delle proprie vacanze, fare la fila all’ufficio postale, ecc., ha un prezzo o paga solo il cittadino? O qualche “responsabile del procedimento” deve essere sanzionato e obbligato a pagare il “disturbo” ad un cittadino ligio alla legge?

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La distribuzione diretta è un disagio per i cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 22 ottobre 2009

In merito alle ispezioni della Guardia di Finanza presso le ASL lombarde, motivate da presunti sprechi nella distribuzione dei farmaci ad alto costo, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani esprime piena solidarietà al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. La vicenda, come è noto, ruota attorno alla scelta lombarda di distribuire questi medicinali attraverso le farmacie convenzionate e non attraverso ASL e farmacie ospedaliere. “Il presidente della Regione Lombardia ha esposto la questione della dispensazione di questi farmaci nell’unico modo razionale” spiega il Presidente della Federazione Andrea Mandelli. “E’ vero che esiste la possibilità di attivare la distribuzione diretta, ma questa non è affatto una soluzione a costo zero, in quanto né le strutture territoriali delle ASL, né le farmacie ospedaliere sono attrezzate e organizzate per la dispensazione al pubblico, di conseguenza occorre stornare personale e risorse dai compiti istituzionali di queste strutture”. Bisogna poi considerare, come è stato fatto dal Presidente della Lombardia, il disagio per i cittadini, che non è un’invenzione dei farmacisti, ma risulta dalle stesse indagini di alcuni movimenti di tutela dei consumatori. “Con la distribuzione diretta, il cittadino può ottenere il farmaco solo recandosi in punti prestabiliti, che possono essere lontani dal domicilio, e spesso soltanto in certi orari. Se si considera che questi medicinali sono destinati a persone che soffrono di malattie invalidanti, come l’artrite reumatoide, mi sembra evidente che l’eventuale risparmio potrebbe scaturire soltanto dalla scelta di dare un cattivo servizio al paziente, e non un buon servizio a un minor sconto. Non a caso” conclude Mandelli “la Commissione parlamentare di inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio sanitario nazionale ha incluso la distribuzione ausiliaria tra i temi che richiedono una più attenta valutazione”.

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