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Protezione civile: per una risposta UE più rapida alle emergenze su larga scala

Posted by fidest press agency su giovedì, 29 aprile 2021

Il Parlamento ha adottato la riforma del meccanismo di protezione civile dell’UE, in risposta all’esperienza senza precedenti della pandemia COVID-19 per una: • Migliore prevenzione, preparazione e risposta alle catastrofi in Europa e oltre i suoi confini • Rafforzamento della resilienza e della solidarietà in UE • Quintuplicati i fondi per la protezione civile in UE rispetto ai sette anni precedenti I deputati hanno approvato il testo martedì, in via definitiva, con 641 voti a favore, 44 contro e 14 astensioni. Il meccanismo di protezione civile mira a garantire che l’UE e i suoi stati membri siano meglio preparati a rispondere ai disastri su larga scala, specialmente quando questi colpiscono diversi paesi contemporaneamente.Al fine di dispiegare più rapidamente i soccorsi in caso di crisi, la Commissione potrà acquisire direttamente, a condizioni specifiche, le risorse necessarie attraverso la riserva rescEU. Al meccanismo saranno assegnati 1,263 miliardi di euro per il 2021-2027, integrati da 2,056 miliardi di euro provenienti dal Recovery Plan (circa cinque volte di più rispetto al precedente bilancio settennale).Durante il dibattito di lunedì, i deputati hanno riconosciuto il ruolo chiave che il meccanismo di protezione civile ha svolto durante la pandemia COVID-19 e la sua posizione come simbolo della solidarietà in UE. É stato sottolineato inoltre che le modiche approvate in plenaria porteranno più flessibilità nell’utilizzo del meccanismo, un migliore coordinamento e più risorse per affrontare future emergenze su larga scala. Il meccanismo di protezione civile UE (UCPM) è stato istituito nel 2013 come sistema volontario per aiutare i Paesi UE ad affrontare le catastrofi naturali sempre più frequenti. Dal 2019, quando è stato creato rescEU, l’UE è in grado di dotarsi di risorse per assistere i paesi colpiti da catastrofi, quando le capacità nazionali sono sovraccariche. RescEU rappresenta una nuova riserva medica strategica, ospitata attualmente da nove stati membri (Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Ungheria, Romania, Slovenia, Svezia e Paesi Bassi), che consente all’UE di reagire più rapidamente alle crisi.

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Servizio civile: Candidature aperte fino al 15 febbraio 2021

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 febbraio 2021

Sono 172 i progetti Caritas inseriti nel bando del servizio civile universale per il quale si può presentare domanda di partecipazione entro le ore 14.00 di lunedì 15 febbraio.Di essi, 7 sono all’estero, in otto paesi (Albania, Bosnia-Erzegovina, Etiopia, Gibuti, Guatemala, Senegal, Sierra Leone e Rwanda) per un totale di 28 posti.Dei 165 progetti in Italia, l’80% appartiene al settore Assistenza, il 19% al settore Educazione e l’1% al settore Agricoltura sociale.Tra i progetti dedicati all’Assistenza, 72 si occuperanno di soggetti in condizione di disagio o di esclusione sociale (soprattutto adulti e anziani), 17 di minori e giovani in condizioni di disagio o di esclusione sociale, 19 di migranti e richiedenti asilo, 9 di disabili, 8 di donne con minori a carico e donne in difficoltà, 4 di persone affette da Hiv, con problemi di salute mentale e ludopatici, 2 di persone vittime di violenza e infine un progetto sarà dedicato a detenuti.Nei progetti dedicati all’Educazione, 18 sono volti all’animazione culturale di minori e giovani, 8 all’educazione e promozione della pace e dei diritti umani, 3 alla lotta all’evasione e all’abbandono scolastici, 2 all’educazione alimentare.Sono 478 le sedi fisiche inserite in questi progetti, in 14 regioni ecclesiastiche e in 98 Caritas diocesane, oltre ai partner all’estero.Tutti i progetti hanno la durata di 12 mesi. I progetti infine vedranno coinvolti 536 olp, operatore locale di progetto, le persone cioè che accompagneranno i giovani volontari nello svolgimento del loro servizio.

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Servizio Civile Universale, al via i primi Open Day di Roma Capitale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 ottobre 2020

Roma. Al via i primi Open Day di Roma Capitale dedicati al Servizio Civile Universale e, in particolare, ai progetti promossi da Roma Capitale e da altri enti partner sul territorio capitolino. Gli incontri, che si terranno con modalità on line, sono previsti le prossime settimane nelle giornate del 21 e 28 ottobre 2020, dalle ore 10.00 alle 12.00.L’iniziativa ha l’obiettivo di far conoscere il Servizio Civile Universale e i suoi valori coinvolgendo i giovani in una tavola rotonda virtuale e fornendo nello specifico indicazioni sulle modalità di adesione al nuovo bando, che sarà pubblicato entro l’anno a cura del Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.Nel corso degli Open Day verranno approfondite tematiche relative a: – progetti presentati da Roma Capitale e dai soggetti partner – modalità di candidatura – diritti e doveri del volontario – durata del servizio civile – orientamento alla scelta del percorso Il Servizio Civile Universale è una importante opportunità di formazione e di crescita personale e professionale ed è rivolto ai giovani fra i 18 e i 29 anni, che sono chiamati ad una scelta volontaria che li vedrà impegnati per alcuni mesi della propria vita in attività incentrate sulla difesa non armata e non violenta della Patria, l’educazione, la pace tra i popoli, la promozione dei valori fondativi della Repubblica italiana e rivolte allo sviluppo delle comunità.Roma Capitale è da anni impegnata nella promozione di progetti sul territorio, che spaziano dalle tematiche dell’informazione sul proprio patrimonio storico, artistico e culturale, del turismo, dell’assistenza alle persone più fragili, delle nuove tecnologie e del superamento del digital divide fra la popolazione.L’iniziativa degli Open Day è a cura dell’Ufficio del Servizio Civile del Dipartimento Sport e Politiche Giovanili con la collaborazione del Dipartimento Partecipazione, Comunicazione e Pari Opportunità.I ragazzi interessati a partecipare agli Open Day possono inviare la propria candidatura (ad una sola delle due giornate in calendario) all’indirizzo mail: serviziocivile@comune.roma.it e, alcuni giorni prima dell’evento, riceveranno il link necessario per l’accesso alla piattaforma su cui si terrà l’evento informativo.

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Risposta alla crisi: rafforzare la capacità di protezione civile dell’UE

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 settembre 2020

Brussels. I negoziati con il Consiglio devono iniziare immediatamente affinché il nuovo sistema diventi operativo a partire dal 2021 Il Parlamento chiede che il Meccanismo di protezione civile dell’UE sia potenziato in modo che l’UE possa rispondere meglio alle emergenze su larga scala come COVID-19.Il Meccanismo di protezione civile dell’UE (UCPM) ha è stato impiegato con successo per aiutare gli Stati membri a salvare vite umane anche durante la crisi COVID-19, coordinando e assistendo gli sforzi di protezione civile. Attrezzature mediche come ventilatori, dispositivi di protezione personale e forniture di laboratorio sono state acquistati attraverso rescEU per sostenere i servizi sanitari nazionali durante la pandemia. Proprio questa settimana, è stato utilizzato per convoglirare ulteriori aiuti ai rifugiati di Lesbo, dopo l’incendio del campo profughi di Moria.Tuttavia, la pandemia ha anche mostrato i limiti della capacità di risposta alle crisi, quando molti Stati membri sono colpiti contemporaneamente dalla stessa emergenza. Il Parlamento vuole quindi rafforzare il ruolo dell’UE attraverso rescEU per garantire che gli Stati membri dipendano solo dai propri mezzi e dal sostegno volontario di altri paesi, quando affrontano tali emergenze.Servono finanziamenti UE più importanti e trasparentiNei negoziati in corso sul bilancio dell’UE e sul Fondo di ripresa, il Parlamento sostiene un significativo aumento del bilancio proposto dalla Commissione.Il Parlamento vuole che sia stanziato un importo significativamente maggiore per l’acquisto di nuove attrezzature, materiali e risorse, per poter rispondere in modo rapido ed efficace alle emergenze su larga scala o ad eventi che si verificano raramente, ma che hanno un forte impatto, comprese le emergenze mediche come COVID-19. Per essere più trasparenti sull’uso dei finanziamenti dell’UE, i deputati vogliono anche specificare come il denaro viene distribuito attraverso i tre pilastri del meccanismo: prevenzione, preparazione e risposta.

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Le strutture ecclesiali per la Protezione Civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 aprile 2020

Continua l’impegno delle Diocesi italiane nel far fronte all’emergenza Covid-19 mettendo a disposizione strutture edilizie, proprie o altrui, destinate principalmente a tre categorie di soggetti: medici e/o infermieri, persone in quarantena, senza dimora. È una scelta solidale incoraggiata e sostenuta dalla Presidenza della Cei. Ad oggi sono 23 le Diocesi (in 11 Regioni Ecclesiastiche) che hanno comunicato di aver offerto alla Protezione civile e al Sistema Sanitario Nazionale altrettante strutture per oltre 500 posti. Tra queste: Tivoli e Palestrina, Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, Locri-Gerace, Catanzaro-Squillace, Alba, Savona-Noli, Aversa, Albenga-Imperia, Ugento-Santa Maria di Leuca, Rossano-Cariati, Messina, Genova, Concordia-Pordenone, Mondovì, Siena e Perugia.A queste vanno aggiunte 18 Diocesi (in 8 Regioni Ecclesiastiche) – tra cui Città di Castello, Ferrara-Comacchio e Gaeta – che hanno impegnato più di 25 strutture per oltre 300 posti nell’accoglienza di persone in quarantena e/o dimesse dagli ospedali. Infine 21 Diocesi (in 10 Regioni Ecclesiastiche) – Cerignola-Ascoli Satriano, Matera-Irsina, Torino, Pesaro, Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, Senigallia, Jesi, Fermo, Aversa, Rossano-Cariati, Roma, Molfetta-Ruvo-Giovanizzo-Terlizzi – hanno comunicato di aver messo a disposizione quasi 300 posti per l’accoglienza aggiuntiva di persone senza dimora, oltre all’ospitalità residenziale ordinaria che tiene conto delle misure di sicurezza indicate dai Decreti del Governo. Un’attenzione particolare alcune Diocesi la stanno rivolgendo al mondo del carcere e alle condizioni di quanti escono a fine pena e si trovano senza alternative.
È una mappa della carità ampia e in continuo aggiornamento, per sostenere la quale Caritas Italiana ha lanciato una campagna di raccolta fondi – “Emergenza coronavirus: la concretezza della carità” -, della durata di un mese. “Ci sostengono nel nostro impegno le parole del Santo Padre al momento straordinario di preghiera presieduto ieri sul sagrato della Basilica di San Pietro”, afferma Mons. Stefano Russo, segretario generale della CEI, ricordando tutta la gente che “esercita ogni giorno pazienza e infonde speranza, avendo cura di non seminare panico ma corresponsabilità”.Per contribuire alla raccolta fondi di Caritas Italiana (via Aurelia 796 − 00165 Roma) utilizzare il conto corrente postale n. 347013, o donazione on-line tramite il sito http://www.caritas.it,

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Le strutture diocesane per la Protezione Civile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 marzo 2020

“Non sprecate questi giorni difficili”. È l’appello del Santo Padre a ritrovare – in questo periodo in cui l’attenzione agli altri è messa a dura prova – la concretezza dei gesti quotidiani e delle relazioni. La Presidenza della CEI, pur nella consapevolezza delle difficoltà economiche in cui anche tante Diocesi versano, incoraggia ad abbracciare con convinzione scelte solidali, che possano contribuire a rispondere all’emergenza Covid-19.
Di fatto, molte Diocesi italiane – a partire dalle più provate dall’emergenza – già hanno aperto le porte: Bergamo ha messo a disposizione di medici e infermieri 50 camere singole del Seminario, altre 10 le ha offerte Lodi e così Roma e Taranto; Cremona ha reso disponibili 25 posti per operatori sanitari che dopo il lavoro non possono rientrare in famiglia per non mettere a rischio i familiari; Crema ospiterà 35 medici cinesi che verranno a supporto dell’ospedale cittadino e di quello da campo che verrà costruito nei prossimi giorni in uno spazio della diocesi. Altre diocesi – Brescia, Roma, Tricarico, San Marco Argentano-Scalea, Reggio Calabria, Cassano allo Jonio, Siracusa… – hanno offerto le proprie strutture per l’accoglienza di persone in quarantena o si accollano il pagamento alberghiero di pazienti che possono uscire dall’ospedale (Bergamo), liberando posti.Altre – Milano, Rimini, Lanusei… – hanno messo a disposizione strutture per la Protezione Civile. Altre stanno dando ospitalità a persone senza fissa dimora: Pavia, Lodi, Gorizia, Belluno-Feltre, Piacenza, Parma, San Marco Argentano-Scalea, Bari-Bitonto, Nardò-Gallipoli, Cerignola-Ascoli… Un’attenzione particolare alcune Diocesi la stanno rivolgendo al mondo del carcere e alle condizioni di quanti escono a fine pena e si trovano senza alternative…Si tratta di una mappa della carità ampia e in continuo aggiornamento, per sostenere la quale Caritas Italiana lancia una campagna di raccolta fondi, della durata di un mese. “È il tempo della responsabilità e insieme possiamo dare un segno concreto di speranza e conforto; le Chiese locali, in questo modo, potranno continuare a non far mancare il dinamismo forte della carità”, afferma don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, che lancia la campagna “Emergenza coronavirus: la concretezza della carità”.

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Sociale, civile e di comunione in mostra al polo Bonfanti

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 maggio 2017

EPSON DSC pictureFirenze. Sabato, 13 maggio 2017, ore 14.30 Polo Lionello Bonfanti (Burchio – Figline e Incisa Valdarno – FI) Sociale, civile e di comunione in mostra al polo Bonfanti con la partecipazione degli economisti Carlo Borzaga, presidente del centro sull’Economia Sociale EURICSE di Trento e Luigino Bruni, coordinatore del progetto Economia di Comunione; di Massimo Toschi, già assessore alla cooperazione internazionale della Regione Toscana, di Eva Gullo, imprenditrice e presidente EdiC spa e dei progettisti della mostra Chiara Ronconi e Massimo Innocenti. Sarà presente anche Giulia Mugnai, sindaco di Figline e Incisa Valdarno. Modera Carlo Cefaloni, giornalista.
«Le economie sociale, civile e di comunione ci permettono di sperarlo», spiega il prof. Benedetto Gui, economista e docente di Economia politica presso l’Istituto Universitario Sophia e promotore di “SCIC”, la Mostra multimediale di Economia sociale, civile e di comunione che verrà inaugurata il 13 maggio prossimo al Polo Lionello Bonfanti (Burchio – Figline e Incisa Valdarno- FI) alle 14.30.
«Oggi nei confronti dell’economia c’è molta sfiducia. La si vede come una macchina che schiaccia le persone e dà vantaggi solo ad alcuni. Questa è una parte della realtà, ma c’è n’è un’altra che la mostra vuole far conoscere e mettere in luce. La sigla “SCiC” mette insieme l’Economia Sociale, con la tradizione cooperativa e il fermento di nuove iniziative, la cosiddetta “Economia Civile”, che vede anche le aziende come partner nella costruzione dell’interesse pubblico, e l’Economia di Comunione, nata per reagire alla povertà e mettere al centro la persona. Ne emerge una visione delle relazioni economiche e del benessere che può offrire delle vie di uscita dai problemi della disuguaglianza, della conflittualità e della povertà di senso».
«Pensare ad un evento che si basa sull’economia è già di per sé difficile” – spiegano Chiara Ronconi e Massimo Innocenti, progettisti e visual designer della mostra – “ed esporre dei numeri lo è forse di più. Per questo abbiamo ideato un percorso esperienziale rivolto principalmente ai giovani dove presentiamo scenari ed economie concettualmente diverse. Attraverso contributi video, grafici e immagini abbiamo voluto dar voce ai protagonisti. Entrando così in contatto diretto con le fonti, il visitatore potrà acquisire un bagaglio di informazioni, conoscenze, idee non mediate; primo passo per futuri progetti o per una condivisione di idee e proposte innovative».

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Corsi di Diritto processuale civile

Posted by fidest press agency su martedì, 21 febbraio 2017

francesco-paolo-lisuoComo 22 febbraio, ore 13.30 Chiostro S. Abbondio. La lezione inaugurale si terrà a Como, presso il Chiostro di Sant’Abbondio, mercoledì 22 febbraio alle ore 13.30, e sarà dedicata ad illustrare “Di che cosa si occupa il Diritto processuale civile”. Quest’anno l’inizio dei corsi di Diritto processuale civile, impartiti dal Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell’Università degli Studi dell’Insubria, sarà affidato ad un ospite d’onore.
Su iniziativa del titolare della cattedra, Maria Francesca Ghirga, i corsi saranno inaugurati da uno dei Maestri della materia, Francesco Paolo Luiso, già ordinario nell’Università di Pisa.
Il professor Luiso è conosciuto dagli studenti in quanto autore di uno dei Manuali più in uso nelle Università, e più apprezzato per la completezza della trattazione, che lascia spazio non solo allo sviluppo teorico dei temi, ma anche a una sempre puntuale esemplificazione pratica dei diversi istituti, consentendone una migliore comprensione.
Inoltre, il professor Luiso è molto amato ed apprezzato anche dal Foro comasco, ed è stato spesso ospite della Camera Civile, in sinergia con l’Università, quale relatore di temi di grande attualità, che riguardano il funzionamento del processo civile e le novità legislative che hanno interessato diversi settori dello stesso. Proprio nel mese di novembre dell’anno scorso ha offerto, in più giornate di studio, la sua sapiente lettura delle modifiche recentemente apportate al processo esecutivo. Si tratta di un’occasione preziosa di formazione non solo per gli studenti, ma anche per il cittadino interessato a conoscere i fondamenti della giustizia civile. (foto: Francesco Paolo Lisuo)

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Cambia il processo civile: torna l’obbligo di negoziare una soluzione amichevole dal 20 settembre

Posted by fidest press agency su lunedì, 26 agosto 2013

L’obbligo di cercare un accordo sembra un controsenso, ma chi sa usare la Mediazione può risolvere i problemi e ricostruire i rapporti deteriorati da anni di litigi e da questioni di principio.La Camera ha convertito in legge il Decreto “del Fare” il 9 agosto scorso, con legge di conversione 98/2013, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 20 agosto. La L. 98/2013 impone di tentare la conciliazione della lite prima di rivolgersi al tribunale, a partire dal 20 settembre 2013, data in cui entrerà in vigore la nuova norma, che risolve i problemi e i dubbi interpretativi creati dalla sentenza 272/2012 della Corte Costituzionale.Governo, Camera e Senato vogliono perciò che gli italiani imparino a risolvere le liti usando strumenti alternativi al giudizio, sia per migliorare le prestazioni della giustizia, sia per incentivare gli imprenditori, garantendo soluzioni rapide e certe ai problemi, sia per evitare al Paese di pagare multe salate nei confronti della UE per il mancato rispetto degli standard internazionali di amministrazione giudiziaria.La Mediazione è una delle tante Risoluzioni Alternative e Appropriate delle Controversie (RAC o ADR in inglese, Alternative Dispute Resolutions). Un mediatore ascolta le parti in lite, confronta le loro necessità, fa sfogare le loro emozioni negative, fa superare le questioni di principio, che spesso nascondono conflitti più profondi, e aiuta le persone a costruire una relazione basata sulla soluzione del problema, individuata con il contributo di tutti i partecipanti. La mediazione serve perciò a raggiungere risultati concreti, soddisfacenti e autodeterminati.La L. 98/2013 modifica il D.Lgs. 28/2010 sulla Mediazione Stragiudiziale Civile e Commerciale, reintroducendo l’obbligo di tentare la mediazione delle liti per problemi di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, responsabilità medica e sanitaria, diffamazione, contratti assicurativi, bancari e finanziari.Le parti dovranno farsi assistere dagli avvocati durante la mediazione, per munire di efficacia esecutiva l’accordo di conciliazione, che così sostituisce una sentenza.Come funziona: chi vuole iniziare una causa deve prima contattare un Organismo di mediazione iscritto nel registro del Ministero della Giustizia, consultabile in http://www.giustizia.it/ giustizia/it/mg_1_10_4.wp l’Organismo organizza un incontro conoscitivo con le parti e con i loro avvocatile parti decidono al primo incontro di proseguire la mediazione o di andare in giudizio le parti non devono versare alcun contributo all’Organismo, se decidono di non negoziare, tranne 40,00 € a titolo di spese di avvio la mediazione dura al massimo tre mesi
il mediatore redige un verbale che dà atto dell’esito della procedura l’accordo di conciliazione acquisisce immediata efficacia esecutiva, se sottoscritto anche dagli avvocati, altrimenti vi provvede il presidente del tribunale il giudice può prendere provvedimenti nei confronti della parte che saboti la mediazione. Il testo coordinato del nuovo D.Lgs. 28/2010, aggiornato dalla L. 98/2013, è disponibile in http://www.iformediate.com, insieme alle altre norme sulle RAC, ad articoli e opuscoli.– (Osvaldo Duilio Rossi)

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Mediazione civile e riforma forense

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2013

Rispettate le attese fortemente volute dall’ANPAR. Nella riforma forense recentemente approvata dal Senato in merito alla controversie stragiudiziali (mediazione civile e commerciale compresa) si e’ tenuto conto che le parti in lite “possono” richiedere prestazione di consulenza ed assistenza agli avvocati”. Una vera manna dal cielo questa norma per i mediatori, perche’ nel caso in cui la parte o le parti chiamate a mediare non siano in grado di ottenere autonomamente i risultati desiderati potranno farsi assistere o chiedere consiglio ad un avvocato. E’ stata dunque lasciata libera la volonta’ delle parti di partecipare da solo alla mediazione e non di essere “obbligatoriamente costretta a servirsi di un legale”, come paventato in prima una prima stesura della norma. “Questo e’ un risultato che ci fa onore che abbiamo fortemente voluto – dice Pecoraro presidente dell’associazione nazionale per la l’arbitrato e la conciliazione, dal 1995, unica associazione regolamentata ai sensi della Direttiva europea del 7 settembre 2005 e e dell’art. 26 della legge n. 206/2007 a rappresentare i mediatori civili e commerciali alla relativa piattaforma di Bruxelles. Con questa norma, gli avvocati non hanno piu’ alibi da contrapporre alla mediazione se hanno a cuore veramente gli interessi dei propri clienti. Questa norma tra l’altro, si adatta benissimo anche a quanto previsto dall’art. 55/bis del codice deontologico forense. Infatti, entro un anno dall’entrata in vigore della legge, un nuovo decreto legislativo disciplinera’ le societa’ tra Avvocati, i quali dovranno limitarsi a un unico campo o materia di studio:
o essere societa’ di mediatori o di avvocati. Il decreto legislativo, sara’ emanato sulla base della delega conferita al Governo per disciplinare l’esercizio della professione forense in forma societaria; tra i suoi principi e criteri direttivi, la previsione che l’esercizio della professione forense in tale forma sia consentito esclusivamente a societa’ di persone, a societa’ di capitali o societa’ cooperative i cui soci siano Avvocati iscritti all’Ordine. Tra gli altri criteri direttivi della delega, l’impossibilita’ di far parte di piu’ di una societa’, l’inammissibilita’ di estranei negli organi di gestione, la responsabilita’ disciplinare, la qualificazione dei redditi prodotti dalla societa’ come redditi di lavoro autonomo, l’esclusione della societa’ come attivita’ di impresa e dunque l’esclusione dall’assoggettamento e dalla procedura fallimentare.

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La mediazione civile e commerciale, un’a opportunità per tutti

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 maggio 2012

Pozzuoli (Na) Martedì 29 maggio (dalle ore 15,00 alle 18,00) all’Istituto “Pareto” seminario “La mediazione civile e commerciale, un’opportunità per tutti. Al convegno, aperto a tutti, intervengono: professoressa Donatella Mascagna, (Dirigente scolastico Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri “Vilfredo Pareto”) su “la mediazione quale alternativa professionale di lungo periodo”; professor Francesco De Rosa (Dirigente scolastico dell’Ipia “Marconi” Giugliano in Campania): “mediazione come strumento di risoluzione delle controversie in ambito scolastico”; avvocato Raffaele Barone (Docente di Mediazione e Conciliazione presso Università degli studi di Napoli “Parthenope” Facoltà di Giurisprudenza): “Normativa della Mediazione Civile e Commerciale e sua evoluzione”, “Procedura della mediazione”; “Il funzionamento degli Organismi di mediazione accreditati al Ministero di Giustizia (la conciliazione nella Pubblica Amministrazione, le camere di conciliazione presso le Istituzioni Pubbliche)”; dottor Giovanni Passaro (Economista e Formatore – esperto nell’analisi dei fabbisogni e percorsi formativi – Mediatore Professionista): “Titoli e competenze di accesso alla professione di mediatore professionista. “Aggiornamento professionale del Mediatore Professionista”; dottor Francesco Ferraro (Commissario ex Corecom Campania – Cultore della materia “Diritto dell’Economia” Università Pegaso, mediatore professionista): “La mediazione nel settore delle telecomunicazioni” e “L’imparzialità nella mediazione”; dottor Daniele Passaro (Avvocato e Mediatore professionista): “Il ruolo e la posizione dell’avvocato nella mediazione civile e commerciale”. Al termine del convegno previsto spazio per le domande e dibattito. Segue rinfresco e consegna attestati di partecipazione. Iniziativa organizzata dall’Istituto “Pareto” in collaborazione con Arbiter – Alternative Dispute Resolution

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Giustizia, è legge il mini-decreto Giustizia civile

Posted by fidest press agency su sabato, 18 febbraio 2012

Il nuovo decreto legge sul processo civile, già approvato dalla Camera dei Deputati e ora in attesa del nulla osta del Senato, ha alzato il limite di valore delle cause. Le parti potranno stare in giudizio senza difensore dinanzi al giudice di pace nelle cause di valore fino a 1.100 euro e sempre nei procedimenti di fronte al Gdp arriva un tetto per le spese di giudizio che è pari al valore della domanda
Qualora il decreto divenga legge, per tutte le cause di valore non superiore a 1.100 euro (attualmente il limite è di 516,46 euro) chiunque potrà ricorrere al giudice di pace in modo autonomo, senza bisogno di farsi assistere da un legale.
Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, ricorda che la domanda può essere proposta anche verbalmente al giudice, che ne fa redigere verbale, notificato, a cura dell’attore, alla controparte.
Inoltre la competenza dei giudice di pace è stabilita dall’art. 7 del Codice di procedura civile. In base a questa norma il giudice è competente per le cause relative a beni mobili di valore non superiore a 5.000 euro, quando dalla legge non sono attribuite alla competenza di altro giudice. Sono comprese per le cause di risarcimento del danno prodotto dalla circolazione di veicoli e di natanti, purché il valore della controversia non superi 20.000,00 euro.
Inoltre esiste in ogni caso la competenza per:
– le cause relative ad apposizione di termini ed osservanza delle distanze stabilite dalla legge, dai regolamenti o dagli usi riguardo al piantamento degli alberi e delle siepi;
– le cause relative alla misura ed alle modalità d’uso dei servizi di condominio di case;
– le cause relative a rapporti tra proprietari o detentori di immobili adibiti a civile abitazione in materia di immissioni di fumo o di calore, esalazioni, rumori, scuotimenti e simili propagazioni che superino la normale tollerabilità;
– le cause relative agli interessi o accessori da ritardato pagamento di prestazioni previdenziali o assistenziali.

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Giornata mediazione civile e commerciale

Posted by fidest press agency su sabato, 29 gennaio 2011

Scrive Giovanni Pecoraro: “Egr. Ministro Angelino Alfano, La invito a proporre al Governo la istituzione  della “giornata della mediazione civile e commerciale”  in occasione del primo anniversario dell’entrata in vigore del decreto legislativo n.28/2010. La data è il giorno 20 marzo  di ogni anno.   Questa data, già fatta propria dall’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato dell’A.N.P.A.R. iscritto al n. 24 del Registro tenuto presso il Ministero, da Lei presieduto, vorremmo  venisse istituzionalizzata dal Governo  in modo  che ciascuno degli organismi di mediazione, nell’ambito della propria competenza siano affidate, le iniziative e l’adozione dei provvedimenti formali che riterranno più idonei per favorire, ancor di più la divulgazione del neo istituto giuridico della mediazione. La celebrazione  della giornata, è chiesta e sarà fatta,  senza oneri aggiuntivi da parte del Governo  e/o dello Stato, da parte dei soli organismi che vogliono aderire.  La ricorrenza sarà celebrata in tutte le Province italiane il  giorno 20 marzo di ogni anno, ed in quelle occasioni saranno premiati, personaggi che hanno contribuito e contribuiscono alla divulgazione e messa in opera dei servizi di mediazione. L’esigenza primaria di oggi, non è solo (e lo è sempre di meno, come confermano i dati da Lei pochi giorni fa diffusi 4% di processi in meno nel 2010) quella di deflazionare la grande marea di processi pendenti, ma è anche quella di opporre con fermezza, alle facili e comode  posizione di “caste”, il recupero della fiducia dei giovani nelle istituzioni e nella possibilità di affrontare da soli il proprio futuro.  Certo  di un Suo  favorevole riscontro alla presente  richiesta gradisca i miei più cordiali e sentiti saluti.

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Mediazione civile: accordo di reciprocità

Posted by fidest press agency su sabato, 15 gennaio 2011

L’Organismo di conciliazione “Arturo Carlo Jemolo”, iscritto al n. 7 del Registro degli Organismi di Conciliazione, in persona del Presidente Dott. Carlo Sammarco con sede in Roma,  Viale Giulio Cesare n. 31 – 00192 e L’Organismo Internazionale di Conciliazione & Arbitrato dell’A.N.P.A.R. iscritto al n. 24, del Registro degli Organismi di Conciliazione, in persona del Presidente Dott. Giovanni Pecoraro con sede in Pellezzano, hanno  approvato un disciplinare per gli accordi di reciprocità previsti dall’ex articolo 4, comma, lettera a), D.M. 180/2010 Questo accordo di reciprocità – spiega una nota dell’A.N.P.A.R– sono uno strumento innovativo  finalizzato ad assicurare a tutti i cittadini,  una capillare presenza sull’intero territorio nazionale  di mediatori professionali, preparati per la risoluzione di controversie in materie civili e commerciali.
E’ un accordo,  tra l’organismo di conciliazione di emanazione dell´istituto regionale di studi giuridici Carlo Jemolo della Regione Lazio e L’Organismo  di conciliazione autonomo dell’Associazione Nazionale per l’Arbitrato e & la Conciliazione nei sistemi alternativi di risoluzione di controversie  (A.D.R.),  già, pronti  con mediatori altamente professionalizzati alla risoluzione delle controversie per quelle materie per le quali – a partire dal 20 marzo 2011 – è obbligatorio l’esperimento del tentativo di conciliazione, che se, non fatto è causa di improcedibilità al giudizio ordinario.La novità degli accordi di reciprocità consiste nell´essere il primo, organico strumento di devoluzione a mediatori professionali  iscritti ai rispettivi organismi e di conseguenza presenti nell’elenco dei mediatori presso il ministero di Giustizia, di controversie  al fine di evitare al cittadino il ricorso  al giudice ordinario. Il disciplinare approvato prevede infatti che  i rispettivi organismi mettano  a disposizione le proprie strutture, il proprio personale ed i propri conciliatori per lo svolgimento dell’attività di mediazione, anche limitatamente ai singoli affari per le regioni Lazio e Campania in primis e  sull’intero territorio nazionale da parte ANPAR, la quale ospiterà presso le proprie delegazioni provinciali, comunali ed uffici di conciliazione, i mediatori dell’istituto Jemolo. (A. Bove)

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Giustizia e mediazione civile

Posted by fidest press agency su giovedì, 18 novembre 2010

Da marzo 2011, diventa obbligatorio il tentativo di mediazione fra le parti in caso di controversie civili. Con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale del decreto che istituisce il registro dei mediatori la riforma del processo civile fa un passo avanti. Obiettivo del nuovo istituto giuridico è disincentivare il ricorso in tribunale per la definizione delle controversie, con la conseguenza auspicata dal ministro della Giustizia Alfano di veder ridurre progressivamente l’arretrato che grava sul sistema giustizia. La mediazione deve essere svolta da organismi professionali e indipendenti, stabilmente destinati all’erogazione del servizio di conciliazione e iscritti in un apposito Registro, istituito presso il Ministero della giustizia. Il Decreto n. 180/2010, “Regolamento recante la determinazione dei criteri e delle modalità di iscrizione e tenuta del registro degli organismi di mediazione e dell’elenco dei formatori per la mediazione, nonchè l’approvazione delle indennità spettanti agli organismi, ai sensi dell’articolo 16 del decreto legislativo 4 marzo 2010, n. 28’ indica i criteri per l’iscrizione al registro, i requisiti per l’esercizio delle funzioni di mediatore, i criteri di determinazione delle spese, l’elenco degli enti di formazione. La mediazione civile è un importantissimo strumento alternativo di risoluzione delle controversie civili, finora previsto solo come facoltativo ai procedimenti ordinari che si svolgono nelle aule dei tribunali. Uno strumento, tuttavia, ancora poco conosciuto dai cittadini, ma in grado di rendere decisamente più rapidi i tempi della giustizia civile e di incidere fortemente sullo smaltimento dell’enorme arretrato di cause civili, che attualmente ammonta a circa 5,5 milioni di procedimenti pendenti.

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Mediazione civile e conciliatori

Posted by fidest press agency su martedì, 9 novembre 2010

Il conciliatore  è tenuto a soddisfare  per  quanto previsto dal 2° comma dell’art. 20 del D.M. n. 180,  recante la determinazione  dei criteri  e delle modalità di iscrizione  e tenuta  del registro degli organismi di mediazione e  dell’elenco dei formatori  per la mediazione. L’adeguamento minimo di dieci ore, dice Pecoraro, responsabile  sia dell’ente formativo che dell’organismo internazionale di conciliazione & arbitrato dell’ANPAR –  il primo accreditato e il secondo iscritto già  nel registro presso il ministero di giustizia,-  è un approfondimento a quanto  previsto nel D. Leg.vo 28/2010, che ha istituito a partire dal 20 marzo di quest’anno  il nuovo istituto giuridico della mediazione  riguardante la risoluzione di  controversie in materia civile e commerciale. Per essere più precisi, continua Pecoraro,  il corso per quelli che l’hanno  frequentato e che riguardava l’apprendimento  delle materie di cui all’art. 1 dell’ex d. Leg. n. 5/2003, (controversie finanziarie,  societarie, patti di famiglia  ecc), deve essere aggiornato attraverso la formazione al D.Lev. n. 28/2010 e al D.M. n. 180/2010.  Preliminarmente, occorre  precisare, che l’attuale  conciliatore può continuare tranquillamente a risolvere – se,  designato dall’organismo di appartenenza – le controversie per tutte le materie previste  nell’art. 2 nel decreto legislativo 28/2010, fino alla data del 5 maggio 2011 comprese le materie il cui tentativo  di conciliazione è obbligatorio a partire dal 20 marzo 2011.
Il  dovere di adeguarsi, entro i sei mesi, è dunque, condizione indispensabile per i “vecchi” conciliatori  in quanto è necessario per consentire all’ente formativo presso il quale  si è “adeguato”  di comunicare al ministero che il candidato “ha acquisito” i successivi requisiti formativi, previsti dal regolamento.  Invece, secondo Pecoraro (salvo ad essere smentito dal ministero),  i conciliatori che sono stati inseriti in organismi di conciliazione   per anzianità  di iscrizione all’ordine professionale (15 anni)  dovranno frequentare un corso regolare di 50 ore.

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Mediazione civile

Posted by fidest press agency su lunedì, 1 novembre 2010

Garbata nella forma e nella sostanza la risposta data dal Ministro Alfano “ai professoroni del diritto”  in tema di mediazione civile e commerciale quale mezzo per la risoluzione  delle relative controversie, così come è altrettanto chiaro è stato il recente messaggio lanciato dal presidente di Confindustria che ha citato  la mediazione civile come “una risposta efficace per abbattere il contenzioso. Il risultato di quanto affermato da entrambi è quello che  bisogna diffondere tra le imprese l’idea  che si può ricorrere ad un giudice quando è impossibile  la mediazione di altro tipo. Dunque, afferma Pecoraro presidente dell’Associazione Nazionale per l’Arbitrato e la Conciliazione (A.N.P.A.R)  il consenso su questa legge si fa largo, anche se ci sono personaggi che continuano a parlare di “media-mediazione”  ! in  un modo troppo elementare, deludendo e ferendo l’orgoglio dei professionisti conciliatori. Sono ben altre le cose che stanno succedendo nei confronti delle quali il Ministero deve prendere seri provvedimenti. Il primo passo, importante da fare è  la pubblicazione sulla G. U. del Regolamento  di attuazione al D. Leg.vo n. 28/2010 per evitare il proliferare  di uno    scenario impressionante – continua Pecoraro – al quale molti professionisti  stanno assistendo. C’è molta gente in questo ultimo periodo abituata a  carpire la buona fede  di molti professionisti, si pubblicizzano ad esempio corsi   finalizzati ai sensi della legge 28/2010 quando non  è stato ancora pubblicato il Regolamento di attuazione. Questi corsi, secondo il ministero non possono essere istituiti e nemmeno pubblicizzati. Sono validi  e restano tali, quelli istituiti o in corso, solo i corsi effettua! ti ai sensi dei decreti del Ministro della giustizia  23 luglio 2004, n. 222 e 23 luglio 2004 n. 223, così,  fino a quando non sarà pubblicato il REGOLAMENTO ATTUATIVO. Infatti, il Regolamento, una volta pubblicato, promette interessanti sviluppi  sia in tema di formazione che  di  organismi di conciliazione.  Questo è un atto di accusa che rappresenta una novità, perché fa finalmente chiarezza e luce  sul proliferare di  enti formativi, spesso anche non accreditati presso il ministero di Giustizia, che  con  questi comportamenti portano indietro la mediazione civile, in quanto da una parte c’è il ministero che tarda a far pubblicare il “Regolamento Attuativo”  e dall’altro  improvvisati enti formativi o pseudo organismi di conciliazione  che creano gravi disagi per gli  indecisi, per la maggior parte giovani. Non è cronaca che mi piace riferire –  dice Pecoraro  –  qui c’è gente che si professano grandi maestri del diritto mentre è solo da poco che si sono affacciati  sulla scena della mediazione civile. Il pomo della discordia per una rapida chiarificazione è l’allontanamento di questi personaggi e l’immediata pubblicazione del regolamento attuativo senza più indugi. (A. Bove)

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“Seminare passione civile e speranza”

Posted by fidest press agency su martedì, 5 ottobre 2010

Roma 5 ottobre 2010, ore 18.00 Ostello “Don Luigi Di Liegro” Via Marsala, 109 La speranza che nasce dalla passione civile, dall’impegno nel volontariato, dalla cultura della solidarietà, dalla scelta di dedicarsi all’altro. Uno stile di vita da proporre ai giovani attraverso la testimonianza. È questo lo scopo dell’incontro “Seminare passione civile e speranza” che la Caritas diocesana di Roma organizza nell’ambito della rassegna “Capitale Solidale”. Il convegno vedrà la partecipazione di Don Luigi Ciotti, presidente dell’Associazione “Libera” e fondatore del Gruppo Abele, Carolina Girasole, giovane mamma e sindaco di Isola Capo Rizzuto (Kr) impegnata nell’affermare la legalità in una terra vittima delle cosche, i giornalisti Andrea Purgatori e Marida Lombardo Pijola. Concluderà i lavori il sindaco di Roma Capitale, Gianni Alemanno. “Capitale Solidale” è la rassegna di eventi promossa dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione con Roma Capitale nell’ambito dell’Anno europeo di lotta alla povertà ed all’esclusione sociale. Fino al 18 ottobre, giornata di “mobilitazione” che l’Unione Europea ha deputato quale momento di riflessione sui temi della povertà, a Roma si svolgeranno convegni, tavole rotonde, presentazioni di libri, concerti, spettacoli teatrali ed altre manifestazioni promosse dalla Caritas come momento di riflessione e condivisione, con l’intento di diffondere nella città di Roma una “cultura della solidarietà”. La manifestazione è realizzata con il patrocinio della Provincia di Roma, della Regione Lazio e con la collaborazione di Ferrovie dello Stato e la Fondazione “Musica per Roma”. Il programma dettagliato dell’iniziativa è disponibile nel sito http://www.caritasroma.it

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“Meraviglia Italiana”

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 settembre 2010

In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, il Forum Nazionale dei Giovani – riconosciuto con la Legge 30 dicembre 2004, n. 311 dal Parlamento Italiano quale unica piattaforma nazionale di organizzazioni giovanili italiane – promuove il progetto “Meraviglia Italiana”. Un anniversario importante a cui dare la meritata visibilità, ricordando ciò che è stato ma senza trascurare ciò che sarà. Un’iniziativa dai contenuti turistico culturali, in cui viene data voce ai giovani.
Un contrasto significativo che unisce la storicità dell’evento visto attraverso gli occhi di chi rappresenta il futuro. Saranno loro – i giovani – gli attori coprotagonisti del progetto. Saranno loro a rappresentare la giuria ed avranno il compito di identificare e selezionare, con cura e attenzione, le 1000 Meraviglie Italiane vincenti, scelte tra molteplici candidature.
“Il Progetto Meraviglia Italiana contiene nel suo nome la principale cifra della festa del 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia: far capire quanto l’Italia sia meravigliosa” è il commento di Antonio De Napoli, portavoce del Forum Nazionale dei Giovani “E noi del Forum Nazionale dei Giovani, nonostante il futuro poco chiaro che ci attende come generazione, a questa festa tricolore vogliamo partecipare. Anche la nostra è una bella storia italiana, possibile grazie all’azione democratica e civile che ha visto protagonisti altri giovani italiani prima di noi in questo secolo e mezzo. I giovani italiani da sempre hanno agito affinché il domani fosse migliore dell’oggi: la nostra storia è ricca di questi esempi. http://www.meravigliaitaliana.it
Il Forum Nazionale dei Giovani, riconosciuto con la Legge 30 dicembre 2004, n. 311 dal Parlamento Italiano, è l’unica piattaforma nazionale di organizzazioni giovanili italiane, con 75 organizzazioni al suo interno, per una rappresentanza di circa 4 milioni di giovani. Il Forum è nato ufficialmente nel febbraio 2004, dopo un anno circa di un percorso faticoso ma entusiasmante, delle organizzazioni fondatrici. La volontà di coloro che credono in questo progetto è dare voce alle giovani generazioni creando un organismo di rappresentanza che possa mettere a sistema la rete di rapporti tra le organizzazioni giovanili ed essere promotore degli interessi dei giovani presso Governo, Parlamento, le istituzioni sociali ed economiche e la società civile.

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Nuova legge per mediazione civile

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Dopo il regolamento finalizzato ad attuare quanto previsto nel  decreto legislativo n. 28/2010 di prossima pubblicazione sulla G.U.  l’A.N.P.A.R. invita il ministro Angelino Alfano e l’intero ufficio legislativo del ministero di giustizia nella persona della dott. ssa Augusta  Iannini a presentare prima della fine dell’anno  una nuova  legge al fine di  completare la delega ricevuta da Parlamento nel 1999,  in tema di mediazione civile, emanando norme procedurali valide per il presente e il futuro. In particolare riprendere il discorso interrotto che assegnava  ai capi degli uffici giudiziari, il compito di stilare ogni anno un piano di riduzione dell’arretrato dei processi, definendo nello stesso tempo le controversie la cui trattazione è considerata prioritaria, ed affidarle ai conciliatori specializzati. Per queste controversie “prioritarie”, dice Pecoraro – deve essere prevista una cura  d’assalto, non più assegnata all’autorità giudiziaria, ma a un’inedita figura, “l’ausiliario” ( possibilmente da reperire tra i conciliatori specializzati iscritti nel registro presso il ministero ovvero a magistrati in pensione e/o  avvocati conciliatori) che, in quell’ambito delle liti di esame urgente, potrà, su convocazione del giudice manifestare alle parti una proposta di decisione. Il rifiuto di quest’ultima non dovrebbe restare senza conseguenze perchè, conformemente a quanto stabilito sul fronte della conciliazione, la parte, come deterrente alla mancata proposta,  dovrebbe essere sanzionata sul piano economico, tenendo conto  del verdetto finale del giudice. Infatti, si potrebbe ipotizzare che se, la proposta avanzata è respinta da una delle parti, ed il verdetto finale del giudice non si discosta! di molto da quella che è la proposta fatta dal “conciliatore- ausiliario” tutti  i costi “dell’ausiliario” e una somma pari al contributo unificato dovuto, dovrebbero ricadere sulla parte che ha fatto fallire la proposta  conciliativa, come avviene in parte già con la mediazione civile e commerciale entrata in vigore  il 20/ marzo 2010. Ad avviso – del presidente Pecoraro, il Governo  dovrebbe, anche prendere in considerazioni, altre ed importanti misure procedurali al fine dello smaltimento dei procedimenti pendenti, come quello ad esempio di rendere “trasparenti” gli organismi di conciliazione, cioè vietare ai componenti degli organi di controllo e di amministrazione degli stessi di “auto-designarsi”. Perchè scandalizzarsi della figura  del conciliatore specializzato come ausiliario  del giudice  per abbattere i 6 milioni di processo pendenti? Questa è una figura che già oggi  esiste –  risponde Pecoraro.  Non sono già definiti “ausiliari del giudice”  i consulenti tecnici,  i periti, gli esperti, i curatori  ecc, che, spesso, con le loro conclusioni  influenzano le decisioni del giudice a favore dell’una o dell’altra parte, con addebito di un anticipo degli onorari a carico di chi chiede giustizia (vedi controversie in materia di anatocismo bancario)?. Il ministro Alfano, deve necessariamente, completare l’intervento avviato da più di un anno fa sul processo civile, aggiungendo a norme procedurali valide per il presente e il futuro (soprattutto la conciliazione), un progetto indirizzato a smaltire circa sei milioni di cause arretrate nell’arco dei prossimi anni. Questo l’ha detto  il Parlamento all’unanimità nel 1999 al Governo  e lo ribadisce anche, una direttiva Europea alla quale l’Italia è uno dei primi Paesi ad  avervi  aderito.  (A. Bove)

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