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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘civiltà giuridica’

Lezione di “civiltà giuridica” da Macron

Posted by fidest press agency su martedì, 12 giugno 2018

“Lezioni di civiltà giuridica da Asterix, no grazie. La Francia ha sempre difeso terroristi, si veda alla voce Battisti. Stiano un po’ più attenti a emettere sentenze sull’Italia, che anche a causa dei francesi ha per oltre 5 anni subito il peso in totale dei processi di destabilizzazione da loro creati. Vomitevole è stata la Francia quando non si è fatta scrupolo di bombardare la Libia scatenando questo esodo di proporzioni bibliche”. È quanto dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati Fabio Rampelli.

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Taxi/Uber. Che disastro. Se continua cosi’ muore la civilta’ giuridica e gli utili idioti si moltiplicano

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 aprile 2017

taxi-romaSe si continua cosi’ bisognera’ mandare a casa tutti, cittadini e giustizia, ed affidarci ad un dittatore? Giammai!! Stiamo parlando della vicenda Uber/taxi: alla sospensione del servizio da parte del Tribunale di Roma in attesa del giudizio di merito, lo stesso Tribunale ci fa sapere che niente e’ sospeso, si aspetta il merito e nient’altro. Siamo abituati alla giurisprudenza ballerina che, per alcuni, e’ anche metodo politico: non siamo il Paese dove si condanna mediaticamente qualcuno per il solo fatto che ha ricevuto un avviso di garanzia (che e’ quindi il contrario del significato stesso delle parole usate: garanzia..), figurati se una decisione cautelare non debba essere considerata come fosse una sentenza a sezioni unite della Cassazione o una sentenza della Corte Costituzionale (le due massime espressioni del diritto di Stato nel merito). E’ cosi’, e c’e’ chi, incluse alcune associazioni di consumatori, plaudono a questo
uso della giustizia come fosse il Governo. Si’, perche’ -a nostro avviso.- questi potrebbero essere atti di governo per evitare la turbativa dell’ordine pubblico, ma qui, probabilmente, e’ il contrario: visto che alcuni taxisti in passato hanno dimostrato di mettere in moto azioni da facinorosi quando manifestano il proprio dissenso, se proprio dovesse essere usato il criterio dell’ordine pubblico, andrebbe bene la sospensione… ma qui si preferisce incrementare il disordine pubblico, complice questa sentenza di riammissione dell’attivita’ di Uber. Dobbiamo quindi sottostare alla violenza della piazza? Hanno ragione i taxisti violenti? No! Hanno torto questi ultimi, cosi’ come hanno torto quelli di Uber a voler esercitare il servizio senza autorizzazione (visto che per il momento c’e’ ed e’ anche restrittiva, ma e’ legge!). Come se ne viene fuori? La cosa e’ piu’ semplice di quanto si possa pensare: ce l’ ha detto l’Antitrust nella sua segnalazione:
mettere la normativa al passo con l’evoluzione del mercato, liberalizzare per tutti, Uber incluso, e forme di indennizzo (fondo speciale ed agevolazioni fiscali) per gli attuali taxisti che, vigente la normativa attuale, hanno pagato le licenze diverse centinaia di migliaia di euro. Tra il dire e il fare non c’e’ solo il mare, ma solo la volonta’ di non procrastrinare il tutto, come sta facendo il Governo e il legislatore. Procrastinamento che allarga spazi per decisioni come quella di oggi, a detrimento della civilta’ giuridica di tutti e delle tasche dei consumatori.
Mai come oggi la colpa e’ di chi ci governa e di chi fa le leggi. “Piove, governo ladro”? Oggi sta piovendo su uno dei fondamenti della nostra comunita’ legale. Non ci si stupisca se -ieri come domani- il cittadino medio si senta in diritto di violare e beffare le leggi, gli esempi portano a questo e fanno anche emergere gli utili idioti come quelli che oggi plaudono a sospensione di Uber da una parte, e abolizione della stessa sospensione dall’altro. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Giustizia e intercettazioni: Lacrime sulla defunta civiltà giuridica

Posted by fidest press agency su sabato, 15 aprile 2017

corte europea giustiziaLacrime sulla civiltà giuridica scrive su un quotidiano, Carlo Nordio, ex magistrato, a proposito di giustizia e intercettazioni. La considerazione nasce dal caso delle intercettazioni nelle quali sono coinvolti Tiziano Renzi (il babbo del segretario del PD, Matteo Renzi)), Italo Bocchino (ex deputato) e Alfredo Romeo (imprenditore). Nel verbale di trascrizione di un colloquio telefonico si e’ scambiato un nome per un altro coinvolgendo erroneamente Tiziano Renzi. A tutti i cittadini potrebbe accadere ed è motivo per non stare tranquilli, afferma Nordio, che conclude “se qualcuno non interviene per riformare radicalmente la disciplina delle intercettazioni, tutti noi, se abbiamo ancora lacrime, dobbiamo prepararci a spargerle. Lacrime sulla defunta civiltà giuridica.”
Da oltre un quarto di secoli assistiamo a processi mediatici nei quali il sospetto, l’insinuazione e l’allusione sono gli elementi portanti, sicchè un avviso di garanzia giudiziaria (che è a garanzia dell’indagato) si tramuta in condanna e si allestisce la carretta per la conduzione al patibolo del cittadino, tra le urla dei webeti e dei forcaioli che reclamano la testa del malcapitato di turno: basta leggere i commenti di alcuni siti di giornali per rendersene conto. In un Paese dove la legalità è un optional ed è uso alle sommosse più che alle rivoluzioni (soprattutto quelle di testa), l’affermazione del diritto rimane, comunque, la nostra principale battaglia. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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