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Sabine Meyer, “il clarinetto di Karajan” in concerto insieme ai sax e al piano dell’Alliage Quintett

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 febbraio 2019

Roma sabato 23 febbraio alle 17.30 Aula Magna della Sapienza (Città Universitaria, Piazzale Aldo Moro 5 Sabine Meyer, uno dei più celebri clarinetti di oggi, suona con i sassofoni e il pianoforte dell’Alliage Quintett ai concerti IUC.
In questo loro concerto la Meyer e l’Alliage Quintet propongono un programma di trascrizioni uniche, spettacolari e popolarissime, dalle Danze polovesiane del “Principe Igor” di Borodin all’Apprendista Stregone di Dukas e all’Uccello di Fuoco di Stravinskij, passando per il barocco di Purcell, i sapori brasiliani di Milhaud e per cinque brevi pezzi di Šostakovič, stranamente leggeri e disimpegnati per un autore solitamente così complesso e cupo. Un’occasione davvero speciale per godere di questo incredibile impasto timbrico, allo stesso tempo raffinato e tagliente, elegante e tzigano, brillante e malinconico. Da questo progetto straordinario è nato anche un cd, acclamatissimo, ci cui la stampa ha scritto che la Meyer e questo quintetto “creano la straordinaria illusione del suono di una grande orchestra e danno vita a una musica magica come alcune storie fatate che ci incantano” (Classic FM). Da non perdere.

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Il clarinetto da Mozart al jazz

Posted by fidest press agency su martedì, 8 febbraio 2011

Bologna 9 febbraio, alle ore 20.30 (Piazzetta Morandi) presso la Chiesa di Santa Cristina della Fondazza  The Gershwin String Quartet Giora Feidman clarinetto. «Il klezmer è un’interpretazione dell’arte e della vita che non si basa soltanto sul folklore ebraico, ma piuttosto su un coacervo cosmopolita di generi musicali. Per questo non è importante cosa si suona ma come lo si suona. Se per un attimo dimentichiamo il nome dei pezzi, l’epoca in cui furono scritti ed il nome del compositore, tutto ciò che rimane è la musica che condividiamo con il nostro pubblico – una gioia per l’anima». Parola di Giora Feidman, che da oltre quarant’anni attraversa il mondo per comunicare la ricchezza della propria tradizione, capace di unire uomini e culture in un unico viaggio melodico. È così che sotto il comune denominatore di klezmer si raccolgono retaggi della musica ‘colta’ (con le Three Miniatures del georgiano Tsintsadze) e canzoni popolari (come Kalaniyot, assurta ad inno dello stato israeliano sin dal ’48), spirito di danza (con lo sfrenato Jewish Wedding finale) e canti di preghiera, come le Intonazioni per lo Shabbat affidate al solo clarinetto.
Nato in Argentina, e divenuto il più giovane clarinettista dell’Orchestra Filarmonica Israeliana, negli anni Settanta Giora Feidman intraprende il suo percorso per la rinascita della musica klezmer, esibendosi con il Kronos Quartet e i Berliner Philharmoniker, e incidendo ben 35 cd, insigniti di numerosi riconoscimenti. Autore e interprete delle musiche per Schindler’s List, che gli valgono un Academy Award, nel 2005 si esibisce a Colonia per la Giornata della Gioventù, di fronte a 800.000 persone e alla presenza di Papa Benedetto XVI. The Gershwin String Quartet, fondato nel 1990 da Michel Gershwin, vincitore nel 1988 del Concorso “David Oistrach”, si esibisce in tutto il mondo con solisti quali Bashmet, Portal, Bashkirova, Gavrilov, facendosi apprezzare sia per lo straordinario virtuosismo tecnico che per il coinvolgimento emotivo

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Ambasciatori di note: Da Parigi a…Yerevan

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 maggio 2010

Vicenza 25 maggio 2010 alle ore 21.00, il Teatro Olimpico ospiterà tre grandi interpreti. La violinista italo-armena Sonig Tchakerian, responsabile artistico della musica da camera alle Settimane Musicali, sarà affiancata da Fabrizio Meloni, primo clarinetto dell’Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, e dal celeberrimo pianista Bruno Canino. Il programma, come suggerisce il titolo dell’evento, segue un itinerario che parte dalla capitale francese e, passando per la Grecia, raggiunge l’Armenia. Il concerto si aprirà infatti con la Suite per violino, clarinetto e pianoforte op. 157b del compositore francese Darius Milhaud e con i Tre pezzi per clarinetto solo di Igor Stravinskij, “immigrato” russo che a Parigi visse e lavorò per molti anni. Sarà poi la volta della greca Athanasia Tzanou, di cui sarà eseguito un brano per pianoforte in prima esecuzione assoluta, intitolato La valeé a rejoint la nuit III. Il viaggio terminerà infine a Yerevan. La città armena sarà rappresentata da due composizioni di Aram Khačaturjan: la Sonata-monologo per violino solo e il Trio per clarinetto, violino e pianoforte. L’appuntamento sarà preceduto da una conferenza introduttiva della musicologa Gaia Varon, che si terrà alle ore 20.00 presso l’Odeo del Teatro Olimpico. Il Festival proseguirà sabato 29 maggio 2010 con  il quarto concerto intitolato Progetto Bach 2010: l’opera Sacra di J. S. Bach.

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Festa della musica

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2009

Roma 20 Giugno Ore 21Piazza del Campidoglio,  Concerto alla luna A quaranta anni dello sbarco del primo uomo Maurizio Giammarco – direzione, arrangiamenti, sassofoni Mario Corvini, Pino Iodice – arrangiamenti Gianni Oddi, Daniele Tittarelli – sax contralto, soprano, clarinetti e flauti Gianni Savelli, Marco Conti – sax tenore, soprano, clarinetti, flauti Elvio Ghigliordini – sax baritono, clarinetto, flauto  Mario Corvini, Massimo Pirone, Luca Giustozzi, Roberto Pecorelli – tromboni, tube Fernando Brusco, Claudio Corvini,Giancarlo Ciminelli, Aldo Bassi – trombe, flicorni Mauro Grossi – pianoforte, tastiere, Fender Rhodes Luca Pirozzi – contrabbasso, basso elettrico Pino Iodice – batteria. Il 20 giugno 1969, per la prima volta nella storia, allunarono due esseri viventi E, per la prima volta nella storia, in contemporanea, milioni di donne uomini e bambini rimasero con gli occhi incollati agli ingombranti schermi in bianco e nero per assistere all’incredibile evento. La cronaca si trasformò presto in leggenda. Ma il nostro satellite perse ogni misteriosa distanza. Anche se non smarrì affatto la sua poetica influenza millenaria, in letteratura così come in musica.  In occasione del quarantesimo anniversario della “conquista”, nel corso della Festa della Musica, in Piazza del Campidoglio a Roma, la Parco della Musica Jazz Orchestra, una delle big bad più rappresentative in Italia, renderà omaggio a modo suo alla muta compagna di viaggio della terra  Ma, oltre ai classici, come “Moolight Serenade” o “Fly Me to the Moon”, la PMJO presenterà anche il suo repertorio, basato su composizioni e arrangiamenti originali a firma di Mario Corvini (trombonista e insieme a Pietro Iodice leader del Roma Jazz Ensemble, i cui precedenti 12 anni di appassionato lavoro hanno gettato le fondamenta del presente organico), del pianista Pino Iodice (sostituito in questo concerto dal pianista livornese Mauro Grossi), e dell’attuale direttore e noto sassofonista e compositore Maurizio Giammarco, “valore aggiunto” che, forte della sua ormai lunga e poliedrica esperienza, ha inaugurato un nuovo scenario di sinergie ed energie creative. Si tratta dunque di brani lungamente elaborati e messi a punto in anni di lavoro: brani costruiti pensando ai contributi solistici dei diciassette membri della big band formata da alcuni dei migliori strumentisti e specialisti italiani del settore, e che hanno di fatto costruito la storia, il suono e l’affiatamento di questa formidabile compagine orchestrale.
La PMJO Parco della Musica Jazz Orchestra, destreggiandosi tra una moltitudine di progetti musicali, ha dimostrato di essere oramai un’importante realtà del panorama jazzistico europeo. Sicuramente la migliore orchestra italiana oggi in attività. Un laboratorio musicale permanente all’interno del quale si fondono stimoli provenienti dalla grande tradizione del jazz orchestrale, dalle musiche etniche, dalla musica colta contemporanea, dalle continue collaborazioni con gli ospiti di fama internazionale, dalla coesione e dalla vitalità di un organico d’eccezione. Un’orchestra che ha realizzato finora oltre 50 progetti originali e oltre 100 concerti, collaborando con artisti come Martial Solal, Mike Stern, Kenny Wheeler, Norma Winstone, Horacio “El Negro” Hernandez, Uri Caine, Karl Berger, Ingrid Sesto, Nguyen Lê, Maria Schneider, Mike Gibbs, Frank Tiberi oltre ai più famosi jazzisti italiani.

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