Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘classe politica’

Omaggio a Sandro Pertini

Posted by fidest press agency su martedì, 27 settembre 2011

Sandro Pertini, President of the Italian Repub...

Image via Wikipedia

La UILS, nell’anniversario della Sua nascita (25.09.1896), vuole ricordare con profondo affetto e devozione Sandro Pertini che è stato e continua ad essere, in modo particolare per noi della UILS, un faro di luce a cui rivolgersi per illuminare questo periodo buio della nostra Repubblica; una Repubblica a cui invece uomini come Sandro Pertini hanno dato lustro ed hanno donato la loro vita affrontando innumerevoli sacrifici al fine di consentire alle generazioni future un avvenire migliore di quello vissuto da loro. Non vogliamo fare nessun commento sull’attuale situazione politica, diciamo solo che tutti dovremmo fare una attenta e responsabile riflessione su cosa sta accadendo nel mondo ed in particolare nel nostro Paese e su cosa fa la politica per alleviare i disagi che crescono giorno dopo giorno. Tutti abbiamo la nostra dose di responsabilità, ma le maggiori pesano sulla classe politica che, a nostro parere, anziché interessarsi dei problemi reali che soffocano il Paese (vedi la crescita economica e l’occupazione) si interessa dei fatti e della vita privata di uomini politici e in particolare del Presidente del Consiglio. Siamo certi che non siano queste le priorità che interessano i cittadini; crediamo invece che, in un periodo così delicato e fragile, essi reputino più urgente accantonare le polemiche e concentrasi sulle soluzioni da adottare per far uscire l’Italia dal collasso economico nel quale si trova a causa di speculatori senza scrupoli del capitalismo e questo soprattutto perché questa situazione di crisi danneggia in particolare i cittadini più deboli e più poveri. A nostro avviso oggi la politica non fa il proprio lavoro con il dovuto senso di responsabilità, così come invece avveniva quando i padri costituendi dedicavano la propria vita alla cosa pubblica per affrontare e risolvere di volta in volta i problemi che si ponevano e ostacolavano lo sviluppo della società. Nella prima Repubblica la politica si muoveva ed operava nell’interesse del Paese per dare prestigio all’Italia nel mondo e molte Nazioni della Comunità Europea prendevano ad esempio il nostro modello di vita e di sviluppo per importarlo nei loro Paesi; ed anche se alcuni politici operavano per propri interessi e per propri scopi elettorali, ciò che prevaleva nell’azione politica era pur sempre l’interesse collettivo e l’onore dell’Italia.
Pertini, in segno di devozione e di amore per il Paese, nelle sue visite ufficiali come primo gesto si inchinava di fronte alla nostra bandiera tricolore e con deferenza la baciava in segno di ossequio e di rispetto per il simbolo di unità del popolo Italiano.
Questa cultura e questi valori vanno via scomparendo e su di essi prevalgono invece soltanto interessi e vantaggi personali; ma per coloro che hanno vissuto quell’importante passato, come per noi della UILS, questa cultura e questi valori debbono essere ripristinati e mai dimenticati perché la libertà che oggi noi godiamo la dobbiamo ai sacrifici che uomini come Sandro Pertini hanno fatto dedicandosi con tutte le loro forze alla battaglia per la libertà, la democrazia e la giustizia; valori che per loro erano considerati anche al di sopra degli effetti più cari Per ricordalo con amore e devozione, in ossequio alla grandezza morale dei valori umani che ci a lasciato e per non dimenticare, vogliamo allegare a questo nostro messaggio il Discorso pronunciato da Sandro Pertini alla Camera dei Deputati nella seduta del 23 ottobre 1969 per commemorare, dopo il suo decesso, il parlamentare socialista e segretario nazionale della CGIL Fernando Santi. (Antonino Gasparo presidente UILS)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Come si forma la classe politica in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 13 maggio 2011

Spesso ci soffermiamo sul malcostume che si estende a macchia d’olio ovunque e non esclude, ovviamente, la classe politica. Un malcostume, per intenderci, a tutto tondo nel senso che affonda sovente nel pantano melmoso della criminalità organizzata, dei comitati d’affari per la gestione di appalti milionari ricavandoci indebiti guadagni e per finire in piccole ma pur sempre lucrose “bustarelle” per oliare l’arrugginita macchina burocratica ed altri illeciti di varia natura come il voto di scambio. Ma l’aspetto più inquietante è un altro. Sta nel come si forma la classe politica che dovrebbe provenire da un rapporto aperto con l’elettore ed invece si “costruisce”, per lo più, a tavolino nel chiuso delle segreterie dei partiti e servito su un piatto d’argento dai talent scout prezzolati che non guardano tanto i pregi, lo spessore culturale, la dirittura morale del candidato, ma la sua capacità di avere le mani impastate nel mondo degli affari e di tenere qualche “scheletro nell’armadio”. In altre parole sono il frutto di quella società che affonda le sue radici nella cultura capitalistica e nelle logiche consumistiche e dove il denaro costituisce il vero potere sia per chi lo ha già di suo sia per chi pensa che la politica ne possa essere una buona scorciatoia. A questo punto diventano il contorno ideale di chi si pone a leader di una coalizione e che ha bisogno di una squadra di gregari obbedienti, servili, consapevoli che senza una guida sarebbero condannati all’anonimato assoluto. Per costoro ha poca importanza se il capo paga le escort per farlo sentire un conquistatore irresistibile. Loro hanno solo il compito di farlo sentire uno statista assicurandogli un appoggio incondizionato. E lo fanno a tutti i livelli di comando: da semplici amministratori a parlamentari e a ministri. In questo modo si innesta una spirale perversa dove l’unica ambizione è quella di poter far carriera all’ombra del potentato di turno e facendosi beffa degli elettori ridotti a semplici portatori d’acqua, senza diritti e tacitati con promesse che regolarmente si disattendono fidando nella memoria corta dei destinatari. Se non si trova un modo per invertire tale perversa tendenza noi finiremo con il ridurre la democrazia in un mercimonio e farle perdere quella carica di valori che sono il fondamento per ogni società evoluta. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

Posted in Confronti/Your opinions | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Il Forum delle Idee a Catanzaro

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 aprile 2011

Catanzaro venerdi 15 alle 16 a, presso Il Caffe’ Letterario Di Via Menniti. Il tema della riflessione e del dibattito:  “Non siamo ragazzi. Il nostro futuro è cominciato ieri”. Secondo l’on. Laratta: “E’ necessario accelerare il processo di rinnovamento della classe politica calabrese, che appare decisamente datata, fuori dal contesto storico-politico-economico del Paese e dell’Europa. Sia nel centro-destra (dove sgoverna un giovane-vecchio come Scopelliti) come nel centrosinistra, è necessario avviare un vero processo di radicale cambiamento. Occorrono metodi, qualità, competenze del tutto nuove rispetto ad passato che ha visto fallire tutte le esperienze di governo regionale!”

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Questione meridionale

Posted by fidest press agency su domenica, 20 marzo 2011

Il parlamentare del Pd, Franco Laratta, intervenendo ad una manifestazione sul 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia organizzata dalla Fondazione Futuro Plurale all’istituto tecnico-liceo scientifico “Pezzullo” di Cosenza, alla presenza di circa trecento studenti ha parlato sulla questione meridionale. “Un’assenza di governo – ha spiegato Laratta – dovuta a classi dirigenti mediocri che da vent’anni a questa parte occupano la scena politica nazionale e meridionale. La peggiore classe politica, – sottolinea – sia di destra che di sinistra, che anziché puntare a realizzare politiche di sviluppo e colmare il divario tra nord e sud, ha alimentato le divisioni. Le celebrazioni di questo importante anniversario – ha detto ancora l’on. Laratta – sono partite in sordina perché qualcuno voleva boicottarle; poi, per fortuna, c’è stato un sussulto democratico a tutti i livelli, per ricordare a chi si è sempre detto contrario, che l’unità di questo Paese è un valore irrinunciabile e imprescindibile per il futuro dell’Italia, come ha giustamente ricordato ieri nel suo straordinario discorso il capo dello Stato, Giorgio Napolitano”.  Dello stesso tenore anche l’intervento del direttore del Quotidiano della Calabria, Matteo Cosenza, il quale ha sottolineato l’importanza di questa ricorrenza. “Credo – ha detto Cosenza – ci sia stato più di qualcuno che sperava nell’inutilità di questo anniversario nel tentativo di accentuare le divisioni e alimentare il pregiudizio antimeridionale di un Sud palla al piede del Paese. Un tentativo fortunatamente fallito grazie alla autorevolezza e alla saggezza del presidente della Repubblica che col suo discorso ha rafforzato lo spirito unitario e identitario della nostra nazione”. Un discorso, quello di Napolitano, di elevata qualità e spessore che per il direttore rappresenta “una tappa importante per la questione meridionale, una questione aperta da 150 anni e che invece di risolversi si è aggravata. Rispondendo alle tante e interessanti domande degli studenti, Laratta ha fra l’altro ribadito che con il federalismo leghista tutto sarà più difficile. E’ auspicabile una unione delle Regioni del Sud che sappia fare sintesi per un agire comune. Il Mezzogiorno – ha concluso il parlamentare – deve essere la forza portante del paese e non va considerata un peso”.All’incontro sono intervenuti, fra gli altri, la dirigente scolastica dell’istituto Pezzullo, Carla Savaglio che ha evidenziato l’importanza e l’attualità della Costituzione, Anna Buccino dell’Ufficio scolastico regionale e Rosa Amendola del Pezzullo. Alla fine dell’incontro è stato proiettato anche un video della V sez. C del Liceo che ha ripercorso tutti i passaggi salienti dal 1861 ad oggi. Le manifestazioni interesseranno altre 30 scuole della regione, ha ricordato Laratta che si è fatto recentemente promotore di una proposta di legge per la lettura quotidiana in tutti gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, della Carta Costituzionale e dell’esecuzione dell’inno. (foto 3,6)

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | 1 Comment »

Indignato e offeso dal governo dei parolai

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 febbraio 2011

Il Coordinatore nazionale dell’associazione Idea Legalità, organizzazione politica culturale contro il malaffare e la malapolitica vicina agli operatori della difesa e della sicurezza, si sfoga e non ha peli sulla lingua, sono totalmente indignato e offeso dall’attuale governo dichiara “Girolamo Foti” ci troviamo al cospetto di: “una classe politica chiacchierona, attaccata ai propri interessi, e alla poltrona. “Mi fanno ridere – soggiunge – certi “Politicanti” che dai loro scranni istituzionali parlano con arroganza di consensi. Ma quali consensi? Questi politicanti credono che gli italiani, l’Italia dei lavoratori statali, degli operatori della difesa e della sicurezza non si siano legati al dito i magri aumenti in busta paga del governo, il congelamento del contratto, il congelamento dei classi e scatti, gli assegni di funzione, le mancate promesse,il precariato, le grandi città del Sud abbandonate (ad esempio Palermo), l’insignificante comportamento di certe rappresentanze sudditi del governo .Ci avete preso proprio per dei rimbambiti?” E incalza: “Possiamo stare lì a vedere certi telegiornali e giornali asserviti al padrone di turno o sopportare le chiacchiere dei leghisti che dal loro immaginario Stato della Padania nel quale per altro non fanno nulla visto che le imprese diventano sempre più deboli?” E avverte:“Il paese e stanco e lo sono tutte le categorie sociali. Siamo stanchi di questa classe politica, di questo governo, dei venditori di fumo e dei politici in odor di mafia o con precedenti per corruzione, falso in bilancio e riciclaggio di denaro sporco. Non siamo più l’Italia dei grillini che gracidano ma è il paese intero fatto di imprenditori, di operai, militari, poliziotti, disoccupati, precari e giovani. Bene dice il Presidente Fini al Cavalier Berlusconi “ dimettiamoci entrambi” , facciamole pure queste elezioni. Avremo così almeno la possibilità di mandare in pensione molti pupazzi servi del potere che con arroganza si sentono i padroni del vapore”. “Mi congratulo con la presa di posizione del Presidente della Camera On. Gianfranco Fini – continua Foti   “E’ ora – conclude Foti  – che il paese si renda conto che per crescere bisogna riparlare di questione morale, fare pulizia in parlamento e ripartire da zero. Mi auguro che Fini continui e freni l’arroganza di certi politicanti a mio avviso incapaci tecnicamente per ricoprire certi ruoli istituzionali e sopratutto di bloccare il senatur.  Siamo stanchi di questo personaggio e dei suoi galoppini. Nel paese ci vuole gente nuova  , motivata, no di servi del potere,  per uscire da questo incubo che tutto il paese sta vivendo. Incominciamo con il restituire agli elettori la possibilità di scegliersi il proprio candidato sottraendolo all’arroganza dei partiti e dei padroncini di turno. Oggi auspichiamo un risveglio della società civile e una nuova consapevolezza attraverso la forza che può derivarne da una unità d’intenti e di movimenti presto andremo nelle maggiori piazze italiane per distribuire copie di tutti gli articoli della costituzione italiana , la carta scritta con il sangue dei partigiani italiani.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La moralizzazione della classe politica

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2010

Il passare del tempo nel terzo millennio è scandito sempre più da continue involuzioni, che contraddistinguono la società ed in particolare la sua cellula primaria: la famiglia. Nella cosiddetta globalizzazione, i variegati valori: morali, economici, politici e culturali, sono minati nella loro essenza, evidenziando come la cartina al tornasole, le gravi anomalie, dai contorni a volte addirittura grotteschi, assurdi, imbrigliati da un’intensa rete di angosce. Le prime pagine dei giornali, nonché le immagini televisive offrono una visione cruenta del nostro tessuto sociale. La televisione anche istituzionale, come la Rai, esautora i programmi culturali mentre i Manager sono sempre più impegnati a dissolvere i suddetti o nella migliore delle ipotesi a relegarli sul canale non visibile al grande pubblico, come avviene per “Rai Storia”, magistralmente diretto da Giovanni Minoli, oppure a dirottarli sulle fasce di ascolto con minore audience, un esempio emblematico, quelle notturne. Ciò si verifica, diversamente dal passato, che suggellava nella Rai, quale pietra miliare, la cultura con una produzione foriera, di programmi, inchieste, sceneggiati di grande spessore, determinanti nella battaglia tout – court contro l’analfabetizzazione e l’ineguaglianza sociale, mentre oggi propina al grande pubblico, reality e fiction in una dimensione avulsa dai sentimenti che trovano la naturale “ibernazione”. In questa panoramica le notizie drammatiche, come il delitto Scazzi, imperversano quotidianamente, contribuendo ad alimentare in una parte dell’opinione pubblica, subdole curiosità ed un interesse a volte morboso, forse per distogliere l’attenzione dalla criticità dei problemi di vitale rilevanza per la collettività: lavoro, economia, salute, ambiente, tutela dei diritti primari, da un lungo lasso di tempo disattesi. Pertanto non trovano adeguata informazione la protesta degli immigrati che declamano un loro legittimo diritto che da giorni bivaccano su una torre al centro di Brescia e minacciano di lanciarsi nel vuoto per la protratta indifferenza delle istituzioni o altri focolai di contestazioni estreme analoghe, come dei cassintegrati a Nocera Umbra in provincia di Perugia. Si adoperano altri parametri per i personaggi della malavita, che hanno acquisito un ruolo determinante nell’economia emergente, con infiltrazioni nella classe politica del nostro “Bel Paese” e con ramificazioni in quella internazionale, nonché per i terroristi e per gli autori di efferati delitti, che diventano nella “forma mentis” di un pubblico crescente, uomini da imitare e di tutto rispetto. Tutto ciò che promana oppure riflette la loro immagine: interviste, articoli, etc …, meritano “naturalmente” attenzione ed adeguata risonanza anche al termine della loro esistenza terrena. I giovani rappresentano le vittime eccellenti, dei falsi idoli e degli insulsi modelli, grazie alle trasmissioni, come “Il Grande Fratello”, “La Fattoria”, etc… con le quali il successo sembra facile da perseguire ed arridere a coloro che sono privi di scrupoli, mentre la bellezza fisica a volte pseudo-bellezza per la presenza di soggetti ai limiti dell’anoressia, il valore predominante. Nelle trasmissioni sono invitati i personaggi con spessore culturale ridotto e “plusvalenze” di animosità, oppure impreziositi da percing. Il risultato consequenziale e catastrofico è dimostrato dalle drammatiche statistiche che annoverano l’aumentato uso di sostanze stupefacenti e degli alcolici ed il dilagare della delinquenza nelle fasce di età giovanile sempre più  sopraffatte dal dilagare del “martellante” consumismo. In un confronto con il Ministro della Gioventù, Giovanna Meloni, che ospite in una recente competizione elettorale, conveniva sulle diverse affermazioni da me suindicate non possiamo riscontrare nel “modus operandi” del suo Ministero come negli altri, una politica coerente con questi assunti, ma piuttosto il perseverare di un operato pregnante di demagogia. Un atteggiamento diametralmente opposto è adoperato per coloro, che nel corso degli anni hanno contribuito a tenere “viva” e ad alimentare quotidianamente ed interrottamente la cultura fino all’ultimo respiro. In questo marasma la morte recente di un grande attore del passato, come Aldo Giuffrè, costretto ad allontanarsi prematuramente dai teatri e dai set televisivi per contrastare una grave malattia (è riuscito soltanto a donarci in extremis una sua pubblicazione) e dello scrittore eccellente Giulio Cattaneo, funzionario Rai nato a Firenze nel 1925, impegnato per anni nei programmi culturali è morto il 2 settembre scorso. Ha lavorato per 40 anni alla RAI ed ha pubblicato libri di narrativa, saggistica e critica letteraria, trascorrendo la vita ad occuparsi di programmi culturali. I suoi saggi hanno assunto un ruolo fondamentale nella storia della letteratura italiana. Raccontò e ci aiutò ad amare quella del 1900. Amico di Giorgio Bassani e di Carlo Emilio Gadda ha ricevuto nel corso della vita numerosi e prestigiosi riconoscimenti, tra i quali: il Premio Viareggio e il Premio Campiello. La ricerca della qualità era una prerogativa dei suoi programmi. Pertanto una scelta obbligata anche della trasmissione l’Approdo, che andava in onda nelle ore notturne sul secondo canale. Quello che curava e proveniva da Giulio Cattaneo era sempre il risultato di un lavoro intellettuale mentre i programmi attuali che oggi imperversano hanno nuovi moduli nei quali a prevalere è la tecnologia e l’effetto scenico, tutt’altro che la cultura. Queste aberranti situazioni hanno le radici nella responsabilità della classe politica, che per la crescente indifferenza ed inosservanza della legalità, contribuiscono a disaffezionare i cittadini, protagonisti del partito “del non voto”. Per avere una società diversa è necessaria una moralizzazione della classe politica ed una maggiore attenzione dell’opinione pubblica non più condizionata dalla scelta delle ideologie, bensì dalle valenze operative e morali degli artefici della politica. (Alberto De Marco)

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Troppe chiacchiere in politica

Posted by fidest press agency su martedì, 28 settembre 2010

Palermo. Girolamo Foti promotore dell’associazione “Idea Legalità”, organizzazione politica culturale vicina agli operatori della difesa e della sicurezza, si sfoga e non ha peli sulla lingua. A suo dire ci troviamo al cospetto di: “una classe politica chiacchierona, attaccata ai propri interessi, e alla poltrona. “Mi fanno ridere – soggiunge – certi “Berluschini” che dai loro scranni istituzionali parlano con arroganza di consensi. Ma quali consensi? Questi signori credono che gli italiani, l’Italia dei lavoratori statali, degli operatori della difesa e della sicurezza non si siano legati al dito i magri aumenti in busta paga del governo, il congelamento del contratto, le mancate promesse, l’insignificante comportamento di certi sindacati sudditi del governo. Ci avete preso proprio per dei rimbambiti?” E incalza: “Possiamo stare lì a vedere certi telegiornali e giornali asserviti al padrone di turno o sopportare le chiacchiere dei leghisti che dal loro immaginario stato della Padania nel quale per altro non fanno nulla visto che le imprese diventano sempre più deboli?” E avverte:“Il paese e stanco e lo sono tutte le categorie sociali. Siamo stanchi di questa classe politica, di questo governo, dei berluschini e dei politici in odor di mafia o con precedenti per corruzione, falso in bilancio e riciclaggio di denaro sporco. Non siamo più l’Italia dei grillini che gracidano ma è il paese intero fatto di imprenditori, di operai, militari, poliziotti, disoccupati, precari e giovani. Facciamole pure queste elezioni. Avremo così almeno la possibilità di mandare in pensione molti berluschini che con arroganza si sentono i padroni del vapore”. “Mi congratulo con la presa di posizione del Presidente Lombardo anche se sono stato sempre critico – continua Foti – ma devo dare atto che sta tentando di riportare la legalità e la dignità in Sicilia”. “E’ ora – conclude Foti – che il paese si renda conto che per crescere bisogna riparlare di questione morale, fare pulizia in parlamento e ripartire da zero. Mi auguro che Fini continui ad essere il Presidente della Camera e freni l’arroganza dell’attuale governo e sopratutto di bloccare il senatur. Siamo stanchi di questo personaggio e dei suoi galoppini. Nel paese ci vuole gente come Montezemolo per uscire da questo incubo che tutto il paese sta vivendo. Incominciamo con il restituire agli elettori la possibilità di scegliersi il proprio candidato sottraendolo all’arroganza dei partiti e dei padroncini di turno. Oggi auspichiamo un risveglio della società civile e una nuova consapevolezza attraverso la forza che può derivarne da una unità d’intenti e di movimenti a partire da il Movimento On ,Associazione fratelli d’Italia, i Circoli del sud, il Centro Studi Fidest e soprattutto la nuova Associazione “idea Legalità.”

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

La Sicilia divisa in 2-3 regioni?

Posted by fidest press agency su domenica, 15 agosto 2010

Il Fronte Nazionale Siciliano –“Sicilia Indipendente” in un comunicato rende noto: “Dal recente servizio di Marina Valensise su “Il Foglio” del 10-08-2010, ricaviamo una pessima impressione (l’ennesima) di quelli che sono lo stile, il livello, l’etica, la volgarità delle barzellette (riciclate e di pessimo gusto) e le gravissime carenze morali e culturali che caratterizzano numerosi, importanti esponenti della classe politica e pseudo-dirigente, – questa volta in versione “catanese”, – dominanti in Sicilia. Tralasciamo l’incitamento al campanilismo sciovinista, esasperato, comprensivo di meschinità e di razzismo; Campanilismo Antistorico che qualifica chi lo pratica e che, per la verità, non viene condiviso né dai Catanesi né dai Palermitani. I quali, peraltro, sono l’oggetto delle strumentalizzazioni, in senso anti-siciliano, in corso. Si tratta di posizioni politiche e di manovre provenienti da lontano, che tendono a minare alla base il Sicilianismo. Quello vero, s’intende. Ci pare, invece, doveroso evidenziare il fatto che, nella foga delle dichiarazioni a ruota libera e senza alcun contraddittorio, è emersa una verità inquietante. La “trama”, cioè, – anche questa non originale, – (anche questa Anti-Siciliana, anche questa basata sull’infame principio del “Divide et impera”, anche questa al servizio dei potentati locali, strumento di poteri forti, estranei e contrastanti con gli interessi del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana), – di dividere l’unica vera Sicilia in due regionicchie ed anche in tre, se si prende in considerazione l’altrettanto infame “manovra” di creare la regionicchia dello stretto, scorporando la nobile Città di Messina ed il suo territorio dalla Patria siciliana. Insomma: due o tre regionicchie, due o tre piccole e malu-cumminati
“Sicilie”, non fanno l’unica, grande, vera Sicilia. Che è quella che vuole, che deve e che può risorgere, nonostante il fatto che gli sciacalli e gli avvoltoi di casa nostra remino contro. La Vera Sicilia che deve rioccupare al più presto in Europa, nel Mediterraneo e nel mondo il posto di stato libero e sovrano che le spetta, anche per riabbracciare gli altri Popoli del Mondo e per dare un contributo diretto all’amicizia, alla pace, al progresso dell’Umanità. Che ne pensano il Governo Lombardo e le maggioranze assembleari e tecniche che lo sorreggono, del tentativo di squartare laSicilia in due o tre  Regionicchie? Che ne pensano, a loro volta, i Partiti, i Partitini, i Movimenti Sedicenti Sicilianisti o Indipendentisti, o le tante Sigle “parlanti” su Internet, (quelle, però, che si muovono nell’area politica dei personaggi in questione), di questi pugnali piantati nel petto e nelle spalle della Sicilia e di queste trame diaboliche ed anti-siciliane?” (Corrado Mirto, Giuseppe Scianò rispettivamente Presidente FNS e Segretario Politico FNS)

Posted in Confronti/Your opinions, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , , | 2 Comments »

Istituto Italiano di Cultura di Zurigo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 10 marzo 2010

Zurigo 25 marzo Birmensdorferstrasse 198 – CH si svolgerà una tavola rotonda con due fra i più importanti esponenti del  mondo giornalistico italiano e svizzero: Ezio Mauro (Direttore de la Repubblica, Roma) e Andreas Strehle (Condirettore del Tages-Anzeiger, Zurigo). Temi della  discussione saranno: “Stampa, classe politica e opinione pubblica. L’attività  giornalistica in Italia e in Svizzera”. Parteciperà al dibattito anche Giancarlo Dillena (Direttore del Corriere del Ticino, Lugano).  L’evento è organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Zurigo in collaborazione  con: La Repubblica, Tages-Anzeiger, Schweizer Monatshefte, Corriere del Ticino,  Società Dante Alighieri di Zurigo. (Università di Zurigo, Aula SOC-1-106, Rämistrasse 69, 8001 Zurigo, ore 19.00 http://www.iiczurigo.esteri.it

Posted in Cronaca/News, Estero/world news, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Esiste in Italia una «vecchia classe politica?»

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 dicembre 2009

Questo “vecchio” lo intendiamo, è bene chiarirlo da subito”, non tanto e non solo per il suo dato anagrafico quanto di mentalità che possiamo trascinarci dietro in un “revival” tra il nostalgico e l’assurdo. Non vi è dubbio che dagli anni novanta in poi la classe politica italiana si è trovata dinanzi ad un panorama istituzionale diametralmente opposto ai suoi soliti schemi. Pensiamo, ad esempio, al crescente processo di globalizzazione che ha prodotto una corrispondente “territorializzazione” dell’economia e dello sviluppo ed aprendo ampi spazi alla competizione e alla concorrenza tra i territori. Come avrebbe potuto questa classe politica, adusa ad una sorta di reductio ad unitatem, affrontare con i suoi soliti strumenti culturali ed ideologici le dinamiche del potere così diverse dalle attuali? Per rendere meglio il concetto possiamo affermare che si è venuto ad instaurare nel nostro sistema politico, diciamo tradizionale, un governo ed un potere a più strati ma nel contempo in stretta correlazione tra loro ma senza che sia possibile individuare né un livello “base” né un “centro” o comunque una gerarchia ben definita. In pratica non esiste una “costituzione” complessiva, in ambito comunitario, di indirizzo generale che sappia regolare in ogni circostanza i vari livelli di governo e li possa esprimere in forma gerarchica per quanto vi possano essere alcune regole di interrelazione tra i livelli anche se non sono organizzate in un sistema chiuso e compiuto. E il tutto ci porta ad un agire politico molto complesso e di difficile governabilità in termini di coerenza di indirizzo e di risposte appropriate ai problemi emergenti. Lo dobbiamo al fatto che è entrato in crisi il “pensiero gerarchico” ma al suo posto non siamo ancora riusciti a trovare un suo degno sostituto.

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »