Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 34 n° 25

Posts Tagged ‘classe’

Scuola: In Sicilia rientro in classe rinviato a non prima del 13 gennaio

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 gennaio 2022

In Sicilia si tornerà a fare lezione in classe non prima di giovedì prossimo: la decisione è stata presa oggi dalla task force composta da Regione, sindaci, presidi, rappresentanti degli studenti. La decisione di rinviare la riapertura delle scuole di tre giorni è stata presa dal governo regionale per consentire di verificare tutti gli aspetti organizzativi. E non è certo che il 13 gennaio si tornerà sui banchi di scuola: perché mercoledì la task force tornerà a riunirsi per verificare la situazione dei contagi presenti in Sicilia. Dal 10 al 12 gennaio non si ricorrerà però alla dad: il calendario scolastico prevede infatti almeno 200 giorni di scuola e in Sicilia, all’inizio, ne erano stati previsti 207. Quindi la decurtazione non incide sul computo totale minimo. “Ha avuto un primo importante riscontro la richiesta formulata da alcuni sindacati, tra cui Udir, e tanti presidi, con una petizione, di non tornare subito in classe dopo la fine delle vacanze natalizie – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir -: lo dimostra la testimonianza dell’assessore Roberto Lagalla, che sempre stamane ha ricordato che da più parti sono arrivate alla Regione richieste di posticipare il rientro in presenza delle attività didattiche”.

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Scuola e contagi in classe

Posted by fidest press agency su sabato, 8 gennaio 2022

“L’ordinanza di rinvio di qualche giorno non risolve le tante difficoltà organizzative che gravano sulla gestione delle scuole impegnate a contenere la diffusione del contagio. A più riprese la Associazione Presidi ha chiesto alle Aziende Sanitarie di effettuare controlli dettagliati negli istituti scolastici ed oggi la Regione Lazio risponde indicando pochi Drive In, molto decentrati e affollatissimi, un esperimento già fallito ad inizio anno scolastico. Con l’indice dei contagi in rapido incremento sono molte le scuole che segnalano alunni diventati positivi durante le vacanze. Come pensa l’Assessore D’Amato di intercettare i ragazzi positivi asintomatici inconsapevoli che torneranno tra i banchi lunedì? Una volta per tutte la Sanità regionale definisca la procedura in caso di rilevamento di un contagio in classe. Quali saranno le modalità della quarantena per il positivo e per i suoi compagni e docenti? Ma oltre alle criticità inerenti al virus, si registra un nulla di fatto in merito alla carenza di insegnanti che quasi certamente costringerà molte scuole alla riduzione dell’orario, a causa dei tanti professori in quarantena, di quelli non vaccinati, o in malattia.>> Così in un comunicato Fabrizio Ghera Capogruppo di Fdi alla Regione Lazio

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Le idee di 700 esponenti della classe dirigente per guidare il Paese

Posted by fidest press agency su domenica, 2 gennaio 2022

Sono 700 le proposte degli esponenti della classe dirigente pubblica e privata del Paese raccolte dall’Osservatorio Economico e Sociale Riparte l’Italia. 700 soluzioni concrete sui principali nodi irrisolti che il sistema Paese si trova ad affrontare: PNRR, Sostenibilità, Transizione Digitale, riforma della Pubblica Amministrazione.La piattaforma digitale dell’Osservatorio in un anno di attività ha costruito un big data di proposte e soluzioni concrete per la ripartenza, quotidianamente aggiornato e messo a disposizione gratuitamente degli utenti. In un anno oltre 500 mila cittadini hanno visitato il sito e letto e partecipato alle proposte. Da questa attività è nato il Rapporto 2021 “Le sfide da vincere per la rinascita”, pubblicato oggi dall’Osservatorio economico e sociale Riparte l’Italia e disponibile sulla piattaforma online http://www.ripartelitalia.it.Il documento riassume le attività e le proposte raccolte nel 2021 dall’Osservatorio, che ha seguito da vicino e ha dato voce alla ripartenza dell’Italia. Oltre 10 mila articoli caricati con cadenza quotidiana per dare risalto al dibattito pubblico sulla ripresa economica e sociale dell’Italia. Un panorama arricchito dagli oltre 700 contributi esclusivi, con diversi eventi realizzati in presenza e in streaming tramite webinar e una community quanto mai estesa di componenti delle istituzioni e del governo, di imprenditori e di manager, di professionisti e di professori universitari. L’Osservatorio ha raccontato il 2021 attraverso alcune direttrici specifiche. Particolare risalto è stato dato ai temi legati alla Green Economy e al PNRR, due elementi centrali nella ripartenza dell’Italia. Una sezione della piattaforma è stata dedicata al mondo delle Imprese, con approfondimenti dedicati alla sostenibilità e alla transizione digitale. Altri focus specifici hanno riguardato il mondo della Sanità e della Scuola, centrali nella gestione della pandemia e nella conseguente ripartenza. Tutte le notizie sono state riportate dando particolare risalto alle due direttrici trasversali indicate dal Governo, il Sud e la Parità di Genere. Nella piattaforma sono stati pubblicati anche diversi Documenti originali con le statistiche più rilevanti in chiave di ripartenza e i discorsi integrali del Premier Mario Draghi. La facilità di consultazione e approfondimento hanno contraddistinto il successo dell’Osservatorio, con ampio seguito di lettori della newsletter quotidiana come anche dei canali social. Il Paper di quest’anno, realizzato nuovamente con la collaborazione di Davide Maria Locatello, Dottorando nell’Università di Bologna, ha una finalità ancora più precisa e orientata, arricchita da una consapevolezza accresciuta costantemente in un anno di dibattito. I singoli capitoli che indicano i vari temi di approfondimento sono infatti corredati da una sintesi finale attraverso la quale possono generarsi nuove proposte per affrontare il nuovo anno nell’ottica della ripartenza e della ripresa dell’Italia. Il rapporto integrale è scaricabile al seguente link: https://www.ripartelitalia.it/le-sfide-da-vincere-per-la-rinascita/

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Istruzione Bianchi: dopo le Feste si torna in classe

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 dicembre 2021

“È sbagliata la misura di prolungamento delle vacanze natalizie, la scuola è il comparto della nostra società che con più passione e capacità ha risposto all’invito alla vaccinazione”: così si è espresso oggi il ministro dell’Istruzione su Rai Uno. Il professore Patrizio Bianchi ha anche rimarcato che “allo stato attuale, su base nazionale, i positivi dentro alle scuole sono ancora un numero limitato, ben sotto all’1%, come le classi in quarantena – 10mila ma su 400mila. Il problema è cosa accade fuori scuola”. La linea è stata confermata anche dal premier Mario Draghi: “No, non valuteremo domani” nella Cabina di regia il prolungamento delle vacanze scolastiche natalizie, alla luce dell’aumento dei contagi: ” Secondo Marcello Pacifico, invece, “i problemi stanno proprio dentro la scuola e avere lasciato intatte le classi, come se il Covid non esistesse, è stato l’errore più grande che si poteva fare: le classi andavano sdoppiate, non si può stare in 25 in un’aula da 35 metri quadrati. Inoltre, si sarebbero dovuti allargare gli spazi, recuperando i locali delle scuole dismesse con il dimensionamento. E se queste non erano recuperabili, si poteva pensare a ex caserme oppure ai tanti locali pubblici chiusi negli ultimi anni. Invece si è lasciato tutto immutato, si è pensato che il vaccino fosse la panacea, addirittura obbligando a farlo chi è in malattia o in ferie (decisione che abbiamo impugnato)”.“Anche sui dati delle classi in quarantena – continua Pacifico – pur non avendo a disposizione un quadro statistico dettagliato, come sindacato abbiamo il fondato sentore che non sono così poche come ci dicono le istituzioni preposte. La verità è che il vaccino imposto a docenti e Ata non risolve il problema di contagi ed è anche discriminante; per questo continuiamo a raccogliere, fino al 31 dicembre, le adesioni al ricorso al Tar Lazio contro l’obbligatorietà, in attesa della Camera di Consiglio prevista per il prossimo 11 gennaio”.

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La nuova classe dirigente e le scuole del potere

Posted by fidest press agency su martedì, 16 novembre 2021

Di Antonio Galdo. Perché l’Italia ha una classe dirigente così liquida e poco preparata? Perché la politica deve affidarsi continuamente a una supplenza esterna? E perché in economia le prime linee si cercano nell’opaco universo delle società di consulenza? “I soldi non bastano. La ricostruzione dell’Italia, dopo decenni di impoverimento e di decadenza, non potrà avvenire solo grazie al denaro dell’Unione europea, un intervento che vale sette volte il piano Marshall con il quale furono gettate le basi del boom economico. Oltre alla benzina serve chi guida la macchina.”Si legge nell’introduzione del libro. E sono proprio queste le domande e le riflessioni alle quali Antonio Galdo cerca di dare delle risposte nel libro “Gli Sbandati. La nuova classe dirigente e le scuole del potere” in edicola con Il Sole 24 Ore per un mese da sabato 13 novembre.La risposta secondo l’autore parte dalla considerazione che, un nervo scoperto del sistema Italia, sono state azzerate le scuole del potere, i luoghi della formazione delle élites, dove hanno studiato e sono cresciuti i gruppi dirigenti che hanno accompagnato il Paese lungo la via del benessere di massa. Adesso le carriere si fanno, con estrema rapidità, attraverso l’ascensore di Internet, in sinergia con la televisione. Oppure nei partiti ad personam, privi di regole e di meccanismi di selezione tipici della democrazia. Tutto è diventato piuttosto casuale, e così abbiamo in campo una classe dirigente di Sbandati. Dei quali facciamo fatica a capire da dove vengono e dove vanno, al di là degli slogan recitati senza pause. Il volume è composto da tre capitoli: Il potere in politica; Il potere in economia; Il potere nella tecnocrazia. In edicola da sabato 13 novembre (€ 12,90) , sarà anche in libreria dal 25 novembre (€ 14,90) ed è disponibile anche in formato e-book (€ 9,99).

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Startup BioPic presenta a Tokyo “Orti di Classe”

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 ottobre 2021

“Orti di Classe” è il nuovo progetto Green Living di BioPic “The resilience company”, Ideati in Italia ma ispirati alle antiche tecniche di carpenteria giapponese Masutā Daiku, completamente ad incastro, senza neppure una vite. Progettati con stimolatori di fotosintesi di derivazione spaziale e tecniche di tenuta statica di solito usate nei ponti sospesi per ridurre le vibrazioni e oscillazioni. BioPic™ startup italiana, avamposto nel mondo dell’arredamento sostenibile e innovativo, ha presentato in mostra in Giappone il suo progetto “Orti di Classe” in versione Orto Verticale e Orto da laboratorio/classe/Ufficio con grande successo alla IFFT Interior Lifestyle Living di Tokyo, che è la più importante fiera dedicata al settore dell’arredamento nel mercato giapponese. L’orto a scuola è un prezioso laboratorio all’aria aperta o in classe, dove sperimentare la biodiversità; è anche il luogo della meraviglia, dove gli occhi dei ragazzi possono riscoprire la gioia di scoprire un germoglio o una piantina che sbuca dal terreno con l’incontenibile forza della vita. Riscoprire la terra, osservare fenomeni meravigliosi come la germinazione, la crescita, la fioritura di una pianta. Imparare che le piante sono esseri viventi e che devono essere accudite, percepite nei loro bisogni essenziali di luce, acqua e terra. Godere e raccogliere i frutti al termine del ciclo vitale delle piante. Infinito spunto per esperimenti scientifici di biologia, chimica, fisica e educazione ambientale.Fare un piccolo orto in casa, in laboratorio, in classe o in giardino è un’esperienza multidisciplinare che consente di approfondire biologia, chimica, scienze, botanica, storia ma anche geografia e arte. La scuola o la casa con un Orto prepara i suoi ragazzi a parlare di cambiamenti climatici con una solida base di conoscenze ed esperienze, diventa viva, crea un nuovo fondamentale patto educativo aperto al futuro ed alla cura dell’altro, pianta o uomo che sia.“

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Promozione della lettura libera in classe

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

IVenti minuti al giorno, per tutto l’anno, dedicati alla lettura libera all’interno della normale attività scolastica: è questa la sfida che lancia Read More, il progetto di Festivaletteratura rivolto a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 12 e i 19 anni.Nato nell’ambito del progetto europeo Read On di promozione alla lettura (di cui Festivaletteratura è partner dal 2016) e ispirato a esperienze come quella della scuola norvegese di Haugesund, in cui una pratica quotidiana di lettura a scuola ha sviluppato nei ragazzi un rapporto naturale con la parola scritta, Read More ha l’obiettivo principale di rendere la lettura un’abitudine quotidiana, un piacere svincolato da imposizioni, obblighi o giudizi, non sostituendo altre iniziative di promozione della lettura, ma piuttosto supportandole.L’idea di Read more è semplice e rivoluzionaria: ogni giorno, per tutto l’anno scolastico, ragazze e ragazzi hanno a disposizione venti minuti per leggere quello che vogliono. Giornali, fumetti, riviste illustrate e libri – portati da casa, prestati, comprati, in prestito dalle biblioteche pubbliche o scolastiche, scaricati dalla medialibrary online – vale tutto, basta che i ragazzi siano sempre completamente liberi nella scelta, e si cerchi di mettere a loro disposizione la più ampia varietà possibile di letture tra cui scegliere.Anche per la sua formula facilmente adattabile ai diversi contesti e calendari scolastici, Read More ha conosciuto un crescente successo: dalle 14 scuole e 1300 studenti coinvolti nell’edizione d’esordio 2017-18 si è passati a 81 istituti e oltre 7000 ragazzi di tutta Italia nell’anno scolastico 2019-20. Lo scorso anno sono state più di 50 le scuole che hanno voluto comunque portare avanti l’iniziativa, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia.Il progetto si rivolge alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Agli insegnanti che adottano Read More, Festivaletteratura offre un percorso di formazione e accompagnamento diversamente modulabile a seconda delle necessità e degli interessi. Accanto alle “istruzioni per l’uso” – un momento formativo iniziale pensato per chi affronta per la prima volta il progetto – durante l’anno Festivaletteratura assicura un articolato servizio di tutoring tramite visite nelle scuole, incontri periodici per valutare l’andamento del progetto, contatti con biblioteche e gruppi di lettura.La novità dell’edizione 2021-22 è La biblioteca di Read More, un ciclo di biblio-appuntamenti dal vivo e on-line a cadenza bimestrale, riservato a docenti, educatori e bibliotecari che sostengono il progetto. In ogni incontro Simonetta Bitasi e Alice Torreggiani illustreranno le ultime novità librarie rivolte al pubblico degli adolescenti e proporranno bibliografie tematiche pensate per solleticare l’interesse dei giovani lettori. A tutte le classi di Read More verrà inoltre inviata una newsletter mensile con consigli e indicazioni utili per tenere accesa la passione per la lettura, attraverso suggerimenti di esperti e degli stessi ragazzi coinvolti nel progetto, nonché aggiornamenti su bandi, appuntamenti, attività, parte del progetto, segnalazioni di altre manifestazioni dedicata a libri e ragazzi. Non mancheranno i gadget esclusivi: gli studenti riceveranno poster, segnalibri, stickers, segnaporta per rendere evidente al mondo intero la propria quotidiana attività di lettura.Portare Read More nella propria scuola è semplice: al progetto può partecipare una singola classe, più classi di uno stesso istituto, una scuola intera. Per aderire basta compilare il form online disponibile a questo link entro il 31 ottobre 2021.Read More rientra oggi nelle azioni di I 6 gradi della lettura, un progetto di Rete Bibliotecaria Mantovana, Festivaletteratura e Cooperativa Charta sostenuto da Fondazione Cariplo.

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La classe media spinge il Lusso

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2021

By Swetha Ramachandran, Investment Manager e Responsabile del fondo GAM Luxury Brands Equity di GAM Investments. Quando i marchi del lusso hanno rilasciato i loro risultati del Q2 2021 durante l’estate, la solida performance del settore è diventata subito chiara. In media, abbiamo visto un’accelerazione della crescita dei ricavi su una base di due anni, con un trading solido nelle principali aree geografiche, tra cui Cina, Stati Uniti ed Europa. Nel frattempo, l’espansione dei margini è stata sostanzialmente migliore del previsto ed è probabile che venga mantenuta dai player più forti. La maggior parte dei titoli di lusso europei aveva infatti raggiunto i massimi storici a metà agosto, fino a quando i commenti della Cina sulla “prosperità comune” hanno portato a un brusco selloff. I funzionari si sono impegnati ad espandere la dimensione del gruppo a reddito medio della Cina, a far crescere i guadagni per i gruppi a basso reddito e a vietare i redditi illeciti per promuovere l’equità sociale e la giustizia, e a “regolare in modo ragionevole” i redditi eccessivi. È importante, però, che questo sia inteso a creare opportunità per nuovi consumatori anziché mirare ai super ricchi. In conclusione, la domanda di lusso, in particolare in Cina, è correlata alla crescita della classe media, non degli ultraricchi. Consideriamo quindi le politiche volte a “creare opportunità per più persone di diventare ricche” come un qualcosa di positivo nel lungo periodo per il settore del lusso e riteniamo improbabile il rischio di misure impulsive per limitare i consumi. Riteniamo inoltre che il de-rating del settore offra un’opportunità di acquisto irresistibile in vista della stagione dello shopping del periodo delle feste e oltre, con i tassi di risparmio delle famiglie ancora a livelli record. Il settore del lusso tende a superare rapidamente le correzioni e a rimbalzare con forza – dati i fondamentali sani, ci aspettiamo che questa volta sia lo stesso. A più lungo termine, il settore rimane in una posizione ideale per sfruttare la crescita dei mercati emergenti a un costo del capitale da mercato sviluppato. Il divario tra i vincitori e i perdenti è il più ampio che si sia mai verificato e crediamo che la selezione dei titoli bottom-up e la gestione attiva siano la chiave per sfruttare tale tema di investimento.

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Più personale e sedi scolastiche, meno alunni per classe

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

In vista del nuovo anno scolastico, da avviare nella massima sicurezza, diventa imprescindibile revisionare gli organici del personale scolastico, ripristinare i plessi scolastici cancellati e ridurre il rapporto alunni-docenti: a sostenerlo sono Cisal e Anief, che – all’indomani del Patto per la Scuola sottoscritto a Palazzo Chigi – hanno presentato specifici emendamenti al decreto legge n. 59 del 6 maggio scorso sulle “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti”, già fatti pervenire alla V Commissione della Camera dei Deputati. L’obiettivo è quello di arrivare alla “riduzione del numero di alunni per classe e per istituzioni scolastiche, a partire dal prossimo anno scolastico, alla luce dell’andamento demografico della popolazione, finalizzato le risorse per migliorare il servizio e favorire la diffusione del tempo pieno” Le risorse serviranno anche, a regime, a finanziare quanto previsto per le scuole normodimensionate ai sensi del comma 978 dell’articolo 1 della legge 178/2020.Utilizzare i fondi del Recovery plan per rilanciare la scuola, agendo sul personale e sugli alunni: a chiederlo sono la Confederazione Cisal e il sindacato Anief, attraverso la richiesta di precise modifiche al decreto legge n. 59, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale n. 108 del 07 maggio 2021: nella proposta si rileva che “la missione 4 “Istruzione e ricerca” è uno dei capitoli che nel tempo ha subito maggiori modifiche in fatto di risorse, passando dai 33,81 miliardi della prima versione di cui 30,88 miliardi dal PNRR + 1,93 mld da React-EU + 1 miliardo dal fondo complementare ai 30,88 dell’ultima versione”.Tuttavia, ad oggi risulta “assente, nel Disegno di legge in esame, una previsione di finanziamento complementare all’istruzione che garantirebbe la realizzazione di misure prioritarie in vista della prosecuzione dell’emergenza e della riapertura dell’a.s. 2021/22”. Per questi motivi, il sindacato chiede “un miliardo da destinare all’Istruzione con il seguente programma di intervento (M4C1 PNRR, Investimento 1.2 Piano di estensione del tempo pieno e prolungato e Riforma 1.3 Riforma dell’organizzazione del sistema scolastico): Revisione dei parametri per la costituzione degli organici del personale amministrativo, educativo e docente e del dimensionamento delle sedi scolastiche con la diminuzione di un punto del rapporto alunni/docenti”.

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Paura del rientro in classe e danni psicologici

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

Più di 16 milioni di genitori italiani, hanno sviluppato nuove paure legate ai figli, paure che non avevano prima della pandemia. È questo uno dei dati emersi dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta.Tra coloro che hanno ammesso di avere preoccupazioni che si sono manifestate solo dopo il Covid-19, più di 1 rispondente su 3, pari a oltre 8,5 milioni di individui, ha dichiarato di temere che a causa dei lockdown l’anno trascorso possa avere avuto un impatto psicologico negativo sul proprio figlio, mentre più di 1 genitore su 4 (26,8%, circa 6,7 milioni di persone), ha ammesso di essere preoccupato che la didattica a distanza possa avere creato lacune nella preparazione scolastica dei figli. A destare paure nei genitori italiani sono anche la possibilità che i figli incontrino gli amici, indicata da più di 4 milioni e mezzo (18,1%) di persone, e quella di far rientrare i figli a scuola, condivisa da ben 3,5 milioni di rispondenti.

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La lunga marcia per riportare in classe tutti gli studenti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Da lunedì 19 aprile saranno a scuola per seguire le lezioni in presenza 6 milioni e 850mila alunni: l’80,5% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie: oltre otto su dieci, secondo le nuove stime puntuali di Tuttoscuola. Tra loro poco meno di 5,6 milioni bambini più piccoli della scuola dell’infanzia e alunni del primo ciclo, compresi quelli che si trovano nelle tre regioni classificate “rosse”. In tutte le regioni, indipendentemente dal colore, accederanno ai servizi per la prima infanzia (0-3 anni) anche 356 mila bambini. Come di consueto, Tuttoscuola – nell’ambito del servizio che continua a svolgere a beneficio del pubblico – ha effettuato una mappatura del numero di studenti che conseguentemente dai prossimi giorni faranno lezione a scuola o da casa, sia per area geografica, sia per grado di scuola. Ecco le risultanze:Nello specifico, secondo i calcoli di Tuttoscuola, saranno dunque 6.849.648 gli alunni di scuole statali e paritarie che potranno seguire le lezioni in presenza su un totale di 8milioni e 506mila (quattro su cinque). I dati comprendono anche i 291 mila alunni e studenti della Campania tornati in presenza a scuola per il passaggio della loro regione da zona rossa a zona arancione. E’ l’unica differenza rispetto alla settimana precedente. Ecco i dati delle principali regioni: la Lombardia con 1.192.037 (e 209.776 in DAD), la Campania con 775.844 (e 169.149 in DAD), il Lazio con 687.592 (e 133.737 in DAD), la Sicilia con 614.891 (e 125.879 in DAD), il Veneto con 573.694 (e 106.402 in DAD), l’Emilia Romagna con 519.878 alunni (e 100.145 in DAD) e la Toscana con 419.124 (e 85.492 in DAD). La Puglia avrà in presenza 302.987 alunni, la Sardegna 106.560.Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguiranno le attività didattiche a scuola complessivamente 1.393.010 bambini delle scuole dell’infanzia (il 100%), 2.605.865 alunni della primaria (il 100%), 1.606.991 alunni della scuola secondaria di I grado (il 93,8%) e 1.550.085 studenti delle superiori (il 55,5%) con la consueta alternanza del 50% per gli studenti delle superiori nelle regioni in cui è consentito L’approfondimento completo su tuttoscuola.com

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Scuola: Tutti in classe dopo Pasqua?

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Chiudere le scuole non riduce i contagi Covid. Se ne parla insistentemente da giorni. Il sindacato, però, rimane ai fatti. E alle testimonianze degli esperti epidemiologi: è di pochi giorni fa la dichiarazione, ad esempio, di Fabrizio Pregliasco, membro del Cts e virologo dell’Università degli studi di Milano, che ha insistito sull’abbassamento della media generale dei contagi “sotto i 44 anni, e tantissimi casi tra i 13 e i 19 anni ma anche nei più piccoli. Casi nella stragrande maggioranza senza sintomi, ma ovviamente con un grande rischio di diffusione, come si è visto, nei focolai familiari”.C’è poi una lunga analisi realizzata dal Post, secondo il quale “le ricostruzioni giornalistiche e le “evidenze scientifiche” di cui parla Draghi” per giustificare la riapertura delle scuole “sono legate allo studio pubblicato lo stesso 26 marzo da Lancet Regional Health – Europe e anticipato in due occasioni dal Corriere della Sera, il 19 dicembre 2020 e lo scorso 22 marzo”. A fronte di questi dati, “una delle critiche più condivise riguarda la scarsa attendibilità del periodo analizzato, dal 12 settembre all’8 novembre, una fase molto precoce della seconda ondata, quando il rischio di contagio era inferiore per tutta la popolazione rispetto a quanto sarebbe successo dopo. Con i dati risalenti a mesi fa, inoltre, non è possibile verificare l’impatto delle nuove varianti del coronavirus, più contagiose. La scarsa conoscenza delle varianti è stato uno dei problemi più rilevanti della cosiddetta terza ondata”.“Lo studio, poi, non sembra valutare con attenzione il fatto che i bambini hanno una maggiore probabilità di essere asintomatici: contagiati ma senza sintomi, sono difficili da individuare e potrebbero sfuggire al tracciamento, ma potrebbero comunque contribuire a diffondere il virus a scuola e in famiglia”. Infine, continua il Post, “il giornalista scientifico Sergio Pistoi, laureato in Scienze biologiche all’università di Torino e con un dottorato in Biologia molecolare all’Université Pierre et Marie Curie di Parigi, già corrispondente di Reuters Health, la notevole diffusione della ricerca è stata influenzata dal fatto che molti degli autori, tra cui Sara Gandini, gestiscono una popolare pagina Facebook con posizioni generalmente contrarie a lockdown e restrizioni”.

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Scuola: A settembre tutti gli insegnanti in classe?

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato rappresentativo, traccia il percorso da attuare per coprire in tempi ristretti le oltre 200 mila cattedre annuali con l’inizio del nuovo anno scolastico, così come illustrato dal presidente incaricato Mario Draghi ai partiti politici durante il secondo giro di consultazioni in vista della formazione del Governo: “Bisogna assumere tutti i candidati inseriti nelle graduatorie vigenti entro luglio e prevedere un canale riservato per i precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, esattamente come ci chiede l’Europa”, dichiara Pacifico. A questo proposito, è di pochi giorni fa la notizia dell’accoglimento – da parte del Comitato dei diritti sociali europei – del ricorso n. 146/2017 che ha detto sì a decine e decine di migliaia di precari che protestano per l’ingiusta reiterazione dei contratti a termine a cui sono sottoposti a ogni inizio d’anno scolastico, in pieno contrasto con la direttiva, la 1999/70/CE, che l’UE ha emesso proprio per assumere in modo automatico tutti i precari storici.

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Ritorno in classe? L’opinione dei sindacati

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

I rappresentanti dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Anief si sono riuniti per discutere di ritorno in classe, contagi e vaccini, didattica a distanza, stipendi, reclutamento e precariato. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato rappresentativo Anief, ha affermato che “prima di tornare in classe è necessario avviare un controllo con test per tutto il personale, visto che abbiamo mediamente dai 12mila ai 20mila contagi al giorno. Perché questi test erano auspicabili il 1° settembre e non adesso? Sono indispensabili per gestire questa tragica situazione. Necessario fare test obbligatori per sapere chi ha contratto il virus, per vedere come il Covid-19 si è mosso nelle nostre case in queste settimane. È un problema infatti chiudere e aprire le scuole in continuazione, stiamo parlando della salute di studenti e docenti, della probabile terza ondata, visto che a metà gennaio potrebbe esserci il picco”. Per quanto riguarda la didattica a distanza, Pacifico ha affermato che la “dad è stata la modalità esclusiva in occasione della chiusura delle scuole ma è un errore pensare che il rimedio possa essere la cura. È importante capire l’importanza della scuola nella nostra società e gli italiani lo hanno compreso. Gli insegnanti stanno facendo un ottimo lavoro con la dad, con ovvie difficoltà, soprattutto per i precari che non hanno accesso alla card, che permetterebbe loro di fornirsi degli strumenti necessari. Noi pensiamo a una didattica integrata, da accompagnamento a quella in presenza”. Sempre a proposito della didattica a distanza, il leader dell’Anief ha concluso affermando che “il contratto firmato ha permesso di tutelare i lavoratori della scuola”.Per quanto concerne la questione retributiva, Marcello Pacifico ha sottolineato come “gli stipendi degli insegnanti italiano siano di molto inferiori a quelli dei colleghi europei, risulta necessario adeguarsi. Inoltre noi ci stiamo battendo per far riconoscere il rischio biologico e quello burnout”.Per quanto riguarda poi la questione della mobilità, il presidente del giovane sindacato ha affermato che “è indispensabile garantire sia il diritto al lavoro che quello alla famiglia”. Per quanto riguarda poi il precariato, il sindacalista ha aggiunto che “la Legge 159/2019 non ha dato le giuste risposte, bisogna inserire i precari della scuola nel doppio canale di reclutamento. Necessario guardare alla soluzione, specie in questo periodo che registra un record di precari”. In conclusione Pacifico ha affermato che “bisogna ascoltare le parti sociali se non altro perché sono state scelte dai lavoratori, così come i politici sono stati scelti dagli italiani. Quindi bisogna cooperare” per il bene della scuola”.

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Scuola: Ritorno in classe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

La riapertura di tutte le scuole a gennaio per svolgere le lezioni in presenza è un fatto importante, ma bisogna adottare la massima cautela: perché quando all’inizio dell’anno scolastico sono tornati in classe oltre otto milioni di studenti c’erano 300 contagi al giorno, mentre oggi abbiamo quasi 10mila nuovi casi di Covid-19 al giorno. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che bisogna “riaprire sì” le scuole e tornare alle lezioni tradizionali, ma occorre farlo “in sicurezza”. Perché la “tutela della salute del personale e degli studenti resta la priorità assoluta”, soprattutto perché “non sono tra le categorie di quanti potranno vaccinarsi per prime”. Il leader dell’Anief è convinto che “dobbiamo soprattutto evitare che la scuola diventi ciò che non è mai stato, ossia un luogo di diffusione del contagio dopo queste vacanze”. Guai a commettere passi falsi e abbassare la guarda con il Covid-19, quindi, perché la terza ondata non è un’ipotesi così remota. “La scuola anche a distanza può andare avanti, non per sempre perché la dad non può certo sostituire l’attività in presenza: mai come ora – ha concluso il presidente Anief – dobbiamo evitare di mettere il Paese nelle condizioni in cui il virus possa prendere il largo con eventuali ulteriori chiusure che sarebbero il colpo di grazia per la nostra economia già in sofferenza”.

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Proposta: “In classe non prima del 1° febbraio ma si valuti caso per caso”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista specializzata Orizzonte Scuola, sul rientro il 7 gennaio 2021 ha affermato che non è possibile. Infatti, il leader del sindacato ha detto che “regna tanta confusione. Non si può essere pronti in questa situazione”. Dunque, “l’unica proposta sensata, Anief l’ha avanzata nei giorni scorsi, è rendere obbligatorio dal 10 gennaio uno screening con tampone per tutti gli 8 milioni di studenti e il milione e mezzo di personale, docenti e ATA. E poi si dovrebbe estendere e rendere operativo non solo per i taxi ma anche per gli Ncc il sistema delle convenzioni per poter accompagnare gli studenti a scuola. Lo Stato deve utilizzare tutti i mezzi di trasporto che ha disponibili per mantenere quel 50% di distanziamento all’interno dei mezzi di trasporto pubblico. Ci risulta che già alcuni Comuni hanno fatto le convenzioni e i taxi sono stati esclusi. Quindi, sicuramente bisogna ripartire dai trasporti, ma sarà ogni istituzione scolastica a dover riaprire in base all’esito dello screening”.Per quanto riguarda la possibilità di tornare il classe tutti lo stesso giorno, Pacifico ha dichiarato che “bisogna valutare classe per classe dopo il tampone di studenti e personale. Dopo aver preso queste precauzioni e aver visto i contagi, sintomatici e asintomatici, si potrebbe prevedere il rientro a scuola per tutti il 1° febbraio. Non esistono cifre del 75% o 100%, esistono situazioni singole che devono essere verificate, che potrebbero permettere un rientro per esempio del 30 o 40%”.

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Scuola: A gennaio gli studenti tutti in classe

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

A gennaio gli studenti delle superiori dovranno tornare a scuola in presenza. In caso contrario si tratterà di un fallimento: a dirlo è stato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo. Ed ha un alleato importante: la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Nel corso di un’intervista di oggi a La Stampa, il coordinatore del Cts non ammette scuse nel caso in cui a gennaio non si dovesse tornare a fare lezione in presenza: “Se non riusciamo a riportare tutti gli studenti in classe nemmeno a gennaio, vorrà dire che avremo fallito tutti, politici e tecnici. Avremo fallito come Paese”. “Con l’autonomia degli istituti sull’organizzazione della didattica in presenza in base ai risultati dei test, si riapra dal 17 gennaio con tampone obbligatorio faringeo gratuito per tutti gli studenti e il personale nella settimana precedente”, commenta il presidente di Anief, Marcello Pacifico, “nella consapevolezza che risulterà necessario, nonostante gli appelli e i divieti, monitorare il rispetto delle regole del distanziamento durante le festività. Se non le scuole, potrebbero essere le case degli italiani piuttosto che gli impianti sciistici il luogo di nuova diffusione del virus. E la riapertura deve avvenire in piena sicurezza”.

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Scuola: In classe fino a luglio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Udir, giovane sindacato che tutela i dirigenti scolastici, per quanto riguarda la proposta del ministero dell’Istruzione di tenere la scuola aperta sino a luglio e fare lezioni anche il sabato, ha raccolto il commento di molti presidi che, in maniera coesa, si sono dichiarati contrari. Infatti, secondo i dirigenti scolastici Udir “sarebbe stato innanzitutto giusto sentire il nostro parere. Inoltre sarebbe come dimostrare che tutti gli sforzi di questi mesi, portati avanti attraverso la didattica a distanza e quella integrata, sono stati vani”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “un gesto del genere equivale a bocciare la Dad e non siamo d’accordo, visto che si sta svolgendo con grande serietà da parte di tutta la comunità scolastica, con a capo la dirigenza che si occupa, tra mille difficoltà, di tutti gli aspetti organizzativi e gestionali.

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Ecco come i docenti vivono il rientro in classe quest’anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

L’emergenza sanitaria ha presentato varie sfide, anche nell’ambito della didattica: i docenti hanno dovuto cercare un metodo alternativo alle lezioni in presenza in un tempo ridotto e, per questo motivo, la didattica a distanza è sempre più un argomento di grande attualità e uno strumento indispensabile per il mondo dell’istruzione contemporanea. BricksLab – la piattaforma di contenuti editoriali che permette di costruire una didattica interattiva e personalizzabile fatta di contenuti certificati – ha esaminato il particolare momento storico che stiamo vivendo, nei primi giorni della tanto discussa ripresa delle lezioni, chiedendosi “Ma cosa pensano i professori e con quali strumenti si può affrontare questa nuova normalità?”.Un parere, quello dei docenti, fondamentale per poter capire la direzione più giusta da prendere, soprattutto all’interno di un panorama frammentato e ancora incerto. Il Prof. Raina – insegnante di lettere e personalità conosciuta a livello nazionale perché docente nel famoso reality Il Collegio – e il Prof. Masini – docente di religione e esperto di e-learning – ci aiutano a dissipare dubbi e domande, mettendo al centro sempre lo studente e le esigenze della classe, avendo presente che la priorità è trovare un metodo di insegnamento e una didattica modulabile e flessibile, proprio come il periodo storico richiede.

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Scuola: Ora il rientro in classe, subito dopo i concorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

C’è anche quello di religione ma ancora Anief aspetta di sapere cosa è stato concordato e intanto l’anno inizia con il record di precari. Serve una soluzione urgente che sarà presentata dal giovane sindacato nell’ultimo decreto legge l’avvio delle lezioni. Stabilizzare i precari con 36 mesi è la parola d’ordine. Appena terminate le complesse operazioni di ritorno a scuola, la macchina organizzativa dell’amministrazione scolastica si sposterà sui tanti concorsi da svolgere. Lo ha fatto intendere la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, riferendo in Aula sulle modalità di ripresa dell’anno scolastico. “Il tema dell’organico è centrale per la scuola – ha assicurato la ministra -. Partiamo dai concorsi. Abbiamo bandito 78 mila posti per assumere nuovi insegnanti. Li espleteremo già a partire dal prossimo mese di ottobre, per riattivare una macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Come noto, avrei voluto farli prima. Ma ci siamo quasi”. Ha quindi assicurato che è in via di definizione la procedura “per lo svolgimento del concorso ordinario finalizzato al reclutamento dei docenti di religione”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Auspichiamo che i concorsi si possano svolgere il prima possibile ed evitando immotivate esclusioni a priori dei candidati, oltre che valutazioni minime collocate su punteggi maggiori di quello che prevedono le norme vigenti. Inoltre, non ci stancheremo mai di chiedere l’emanazione di un decreto ad hoc che sblocchi l’assunzione in ruolo dei docenti di religione cattolica inseriti nelle precedenti graduatorie concorsuali, con la modalità dello scorrimento. E di chiedere un concorso riservato poiché dopo tanti anni non possono rischiare di andare in pensione da supplenti per colpa delle burocrazie e delle scelte sbagliate di chi governa la scuola pubblica”.

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