Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 335

Posts Tagged ‘classe’

Promozione della lettura libera in classe

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 ottobre 2021

IVenti minuti al giorno, per tutto l’anno, dedicati alla lettura libera all’interno della normale attività scolastica: è questa la sfida che lancia Read More, il progetto di Festivaletteratura rivolto a ragazzi e ragazze di età compresa tra i 12 e i 19 anni.Nato nell’ambito del progetto europeo Read On di promozione alla lettura (di cui Festivaletteratura è partner dal 2016) e ispirato a esperienze come quella della scuola norvegese di Haugesund, in cui una pratica quotidiana di lettura a scuola ha sviluppato nei ragazzi un rapporto naturale con la parola scritta, Read More ha l’obiettivo principale di rendere la lettura un’abitudine quotidiana, un piacere svincolato da imposizioni, obblighi o giudizi, non sostituendo altre iniziative di promozione della lettura, ma piuttosto supportandole.L’idea di Read more è semplice e rivoluzionaria: ogni giorno, per tutto l’anno scolastico, ragazze e ragazzi hanno a disposizione venti minuti per leggere quello che vogliono. Giornali, fumetti, riviste illustrate e libri – portati da casa, prestati, comprati, in prestito dalle biblioteche pubbliche o scolastiche, scaricati dalla medialibrary online – vale tutto, basta che i ragazzi siano sempre completamente liberi nella scelta, e si cerchi di mettere a loro disposizione la più ampia varietà possibile di letture tra cui scegliere.Anche per la sua formula facilmente adattabile ai diversi contesti e calendari scolastici, Read More ha conosciuto un crescente successo: dalle 14 scuole e 1300 studenti coinvolti nell’edizione d’esordio 2017-18 si è passati a 81 istituti e oltre 7000 ragazzi di tutta Italia nell’anno scolastico 2019-20. Lo scorso anno sono state più di 50 le scuole che hanno voluto comunque portare avanti l’iniziativa, nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia.Il progetto si rivolge alle scuole secondarie di primo e secondo grado. Agli insegnanti che adottano Read More, Festivaletteratura offre un percorso di formazione e accompagnamento diversamente modulabile a seconda delle necessità e degli interessi. Accanto alle “istruzioni per l’uso” – un momento formativo iniziale pensato per chi affronta per la prima volta il progetto – durante l’anno Festivaletteratura assicura un articolato servizio di tutoring tramite visite nelle scuole, incontri periodici per valutare l’andamento del progetto, contatti con biblioteche e gruppi di lettura.La novità dell’edizione 2021-22 è La biblioteca di Read More, un ciclo di biblio-appuntamenti dal vivo e on-line a cadenza bimestrale, riservato a docenti, educatori e bibliotecari che sostengono il progetto. In ogni incontro Simonetta Bitasi e Alice Torreggiani illustreranno le ultime novità librarie rivolte al pubblico degli adolescenti e proporranno bibliografie tematiche pensate per solleticare l’interesse dei giovani lettori. A tutte le classi di Read More verrà inoltre inviata una newsletter mensile con consigli e indicazioni utili per tenere accesa la passione per la lettura, attraverso suggerimenti di esperti e degli stessi ragazzi coinvolti nel progetto, nonché aggiornamenti su bandi, appuntamenti, attività, parte del progetto, segnalazioni di altre manifestazioni dedicata a libri e ragazzi. Non mancheranno i gadget esclusivi: gli studenti riceveranno poster, segnalibri, stickers, segnaporta per rendere evidente al mondo intero la propria quotidiana attività di lettura.Portare Read More nella propria scuola è semplice: al progetto può partecipare una singola classe, più classi di uno stesso istituto, una scuola intera. Per aderire basta compilare il form online disponibile a questo link entro il 31 ottobre 2021.Read More rientra oggi nelle azioni di I 6 gradi della lettura, un progetto di Rete Bibliotecaria Mantovana, Festivaletteratura e Cooperativa Charta sostenuto da Fondazione Cariplo.

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La classe media spinge il Lusso

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 settembre 2021

By Swetha Ramachandran, Investment Manager e Responsabile del fondo GAM Luxury Brands Equity di GAM Investments. Quando i marchi del lusso hanno rilasciato i loro risultati del Q2 2021 durante l’estate, la solida performance del settore è diventata subito chiara. In media, abbiamo visto un’accelerazione della crescita dei ricavi su una base di due anni, con un trading solido nelle principali aree geografiche, tra cui Cina, Stati Uniti ed Europa. Nel frattempo, l’espansione dei margini è stata sostanzialmente migliore del previsto ed è probabile che venga mantenuta dai player più forti. La maggior parte dei titoli di lusso europei aveva infatti raggiunto i massimi storici a metà agosto, fino a quando i commenti della Cina sulla “prosperità comune” hanno portato a un brusco selloff. I funzionari si sono impegnati ad espandere la dimensione del gruppo a reddito medio della Cina, a far crescere i guadagni per i gruppi a basso reddito e a vietare i redditi illeciti per promuovere l’equità sociale e la giustizia, e a “regolare in modo ragionevole” i redditi eccessivi. È importante, però, che questo sia inteso a creare opportunità per nuovi consumatori anziché mirare ai super ricchi. In conclusione, la domanda di lusso, in particolare in Cina, è correlata alla crescita della classe media, non degli ultraricchi. Consideriamo quindi le politiche volte a “creare opportunità per più persone di diventare ricche” come un qualcosa di positivo nel lungo periodo per il settore del lusso e riteniamo improbabile il rischio di misure impulsive per limitare i consumi. Riteniamo inoltre che il de-rating del settore offra un’opportunità di acquisto irresistibile in vista della stagione dello shopping del periodo delle feste e oltre, con i tassi di risparmio delle famiglie ancora a livelli record. Il settore del lusso tende a superare rapidamente le correzioni e a rimbalzare con forza – dati i fondamentali sani, ci aspettiamo che questa volta sia lo stesso. A più lungo termine, il settore rimane in una posizione ideale per sfruttare la crescita dei mercati emergenti a un costo del capitale da mercato sviluppato. Il divario tra i vincitori e i perdenti è il più ampio che si sia mai verificato e crediamo che la selezione dei titoli bottom-up e la gestione attiva siano la chiave per sfruttare tale tema di investimento.

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Più personale e sedi scolastiche, meno alunni per classe

Posted by fidest press agency su lunedì, 24 Maggio 2021

In vista del nuovo anno scolastico, da avviare nella massima sicurezza, diventa imprescindibile revisionare gli organici del personale scolastico, ripristinare i plessi scolastici cancellati e ridurre il rapporto alunni-docenti: a sostenerlo sono Cisal e Anief, che – all’indomani del Patto per la Scuola sottoscritto a Palazzo Chigi – hanno presentato specifici emendamenti al decreto legge n. 59 del 6 maggio scorso sulle “Misure urgenti relative al Fondo complementare al Piano nazionale di ripresa e resilienza e altre misure urgenti per gli investimenti”, già fatti pervenire alla V Commissione della Camera dei Deputati. L’obiettivo è quello di arrivare alla “riduzione del numero di alunni per classe e per istituzioni scolastiche, a partire dal prossimo anno scolastico, alla luce dell’andamento demografico della popolazione, finalizzato le risorse per migliorare il servizio e favorire la diffusione del tempo pieno” Le risorse serviranno anche, a regime, a finanziare quanto previsto per le scuole normodimensionate ai sensi del comma 978 dell’articolo 1 della legge 178/2020.Utilizzare i fondi del Recovery plan per rilanciare la scuola, agendo sul personale e sugli alunni: a chiederlo sono la Confederazione Cisal e il sindacato Anief, attraverso la richiesta di precise modifiche al decreto legge n. 59, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale serie generale n. 108 del 07 maggio 2021: nella proposta si rileva che “la missione 4 “Istruzione e ricerca” è uno dei capitoli che nel tempo ha subito maggiori modifiche in fatto di risorse, passando dai 33,81 miliardi della prima versione di cui 30,88 miliardi dal PNRR + 1,93 mld da React-EU + 1 miliardo dal fondo complementare ai 30,88 dell’ultima versione”.Tuttavia, ad oggi risulta “assente, nel Disegno di legge in esame, una previsione di finanziamento complementare all’istruzione che garantirebbe la realizzazione di misure prioritarie in vista della prosecuzione dell’emergenza e della riapertura dell’a.s. 2021/22”. Per questi motivi, il sindacato chiede “un miliardo da destinare all’Istruzione con il seguente programma di intervento (M4C1 PNRR, Investimento 1.2 Piano di estensione del tempo pieno e prolungato e Riforma 1.3 Riforma dell’organizzazione del sistema scolastico): Revisione dei parametri per la costituzione degli organici del personale amministrativo, educativo e docente e del dimensionamento delle sedi scolastiche con la diminuzione di un punto del rapporto alunni/docenti”.

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Paura del rientro in classe e danni psicologici

Posted by fidest press agency su domenica, 9 Maggio 2021

Più di 16 milioni di genitori italiani, hanno sviluppato nuove paure legate ai figli, paure che non avevano prima della pandemia. È questo uno dei dati emersi dall’indagine che Facile.it ha commissionato agli istituti di ricerca mUp Research e Norstat e realizzata su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta.Tra coloro che hanno ammesso di avere preoccupazioni che si sono manifestate solo dopo il Covid-19, più di 1 rispondente su 3, pari a oltre 8,5 milioni di individui, ha dichiarato di temere che a causa dei lockdown l’anno trascorso possa avere avuto un impatto psicologico negativo sul proprio figlio, mentre più di 1 genitore su 4 (26,8%, circa 6,7 milioni di persone), ha ammesso di essere preoccupato che la didattica a distanza possa avere creato lacune nella preparazione scolastica dei figli. A destare paure nei genitori italiani sono anche la possibilità che i figli incontrino gli amici, indicata da più di 4 milioni e mezzo (18,1%) di persone, e quella di far rientrare i figli a scuola, condivisa da ben 3,5 milioni di rispondenti.

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La lunga marcia per riportare in classe tutti gli studenti

Posted by fidest press agency su martedì, 20 aprile 2021

Da lunedì 19 aprile saranno a scuola per seguire le lezioni in presenza 6 milioni e 850mila alunni: l’80,5% degli 8,5 milioni di alunni iscritti nelle scuole statali e paritarie: oltre otto su dieci, secondo le nuove stime puntuali di Tuttoscuola. Tra loro poco meno di 5,6 milioni bambini più piccoli della scuola dell’infanzia e alunni del primo ciclo, compresi quelli che si trovano nelle tre regioni classificate “rosse”. In tutte le regioni, indipendentemente dal colore, accederanno ai servizi per la prima infanzia (0-3 anni) anche 356 mila bambini. Come di consueto, Tuttoscuola – nell’ambito del servizio che continua a svolgere a beneficio del pubblico – ha effettuato una mappatura del numero di studenti che conseguentemente dai prossimi giorni faranno lezione a scuola o da casa, sia per area geografica, sia per grado di scuola. Ecco le risultanze:Nello specifico, secondo i calcoli di Tuttoscuola, saranno dunque 6.849.648 gli alunni di scuole statali e paritarie che potranno seguire le lezioni in presenza su un totale di 8milioni e 506mila (quattro su cinque). I dati comprendono anche i 291 mila alunni e studenti della Campania tornati in presenza a scuola per il passaggio della loro regione da zona rossa a zona arancione. E’ l’unica differenza rispetto alla settimana precedente. Ecco i dati delle principali regioni: la Lombardia con 1.192.037 (e 209.776 in DAD), la Campania con 775.844 (e 169.149 in DAD), il Lazio con 687.592 (e 133.737 in DAD), la Sicilia con 614.891 (e 125.879 in DAD), il Veneto con 573.694 (e 106.402 in DAD), l’Emilia Romagna con 519.878 alunni (e 100.145 in DAD) e la Toscana con 419.124 (e 85.492 in DAD). La Puglia avrà in presenza 302.987 alunni, la Sardegna 106.560.Con riferimento ai diversi settori scolastici, seguiranno le attività didattiche a scuola complessivamente 1.393.010 bambini delle scuole dell’infanzia (il 100%), 2.605.865 alunni della primaria (il 100%), 1.606.991 alunni della scuola secondaria di I grado (il 93,8%) e 1.550.085 studenti delle superiori (il 55,5%) con la consueta alternanza del 50% per gli studenti delle superiori nelle regioni in cui è consentito L’approfondimento completo su tuttoscuola.com

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Scuola: Tutti in classe dopo Pasqua?

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 aprile 2021

Chiudere le scuole non riduce i contagi Covid. Se ne parla insistentemente da giorni. Il sindacato, però, rimane ai fatti. E alle testimonianze degli esperti epidemiologi: è di pochi giorni fa la dichiarazione, ad esempio, di Fabrizio Pregliasco, membro del Cts e virologo dell’Università degli studi di Milano, che ha insistito sull’abbassamento della media generale dei contagi “sotto i 44 anni, e tantissimi casi tra i 13 e i 19 anni ma anche nei più piccoli. Casi nella stragrande maggioranza senza sintomi, ma ovviamente con un grande rischio di diffusione, come si è visto, nei focolai familiari”.C’è poi una lunga analisi realizzata dal Post, secondo il quale “le ricostruzioni giornalistiche e le “evidenze scientifiche” di cui parla Draghi” per giustificare la riapertura delle scuole “sono legate allo studio pubblicato lo stesso 26 marzo da Lancet Regional Health – Europe e anticipato in due occasioni dal Corriere della Sera, il 19 dicembre 2020 e lo scorso 22 marzo”. A fronte di questi dati, “una delle critiche più condivise riguarda la scarsa attendibilità del periodo analizzato, dal 12 settembre all’8 novembre, una fase molto precoce della seconda ondata, quando il rischio di contagio era inferiore per tutta la popolazione rispetto a quanto sarebbe successo dopo. Con i dati risalenti a mesi fa, inoltre, non è possibile verificare l’impatto delle nuove varianti del coronavirus, più contagiose. La scarsa conoscenza delle varianti è stato uno dei problemi più rilevanti della cosiddetta terza ondata”.“Lo studio, poi, non sembra valutare con attenzione il fatto che i bambini hanno una maggiore probabilità di essere asintomatici: contagiati ma senza sintomi, sono difficili da individuare e potrebbero sfuggire al tracciamento, ma potrebbero comunque contribuire a diffondere il virus a scuola e in famiglia”. Infine, continua il Post, “il giornalista scientifico Sergio Pistoi, laureato in Scienze biologiche all’università di Torino e con un dottorato in Biologia molecolare all’Université Pierre et Marie Curie di Parigi, già corrispondente di Reuters Health, la notevole diffusione della ricerca è stata influenzata dal fatto che molti degli autori, tra cui Sara Gandini, gestiscono una popolare pagina Facebook con posizioni generalmente contrarie a lockdown e restrizioni”.

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Scuola: A settembre tutti gli insegnanti in classe?

Posted by fidest press agency su giovedì, 11 febbraio 2021

Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato rappresentativo, traccia il percorso da attuare per coprire in tempi ristretti le oltre 200 mila cattedre annuali con l’inizio del nuovo anno scolastico, così come illustrato dal presidente incaricato Mario Draghi ai partiti politici durante il secondo giro di consultazioni in vista della formazione del Governo: “Bisogna assumere tutti i candidati inseriti nelle graduatorie vigenti entro luglio e prevedere un canale riservato per i precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, esattamente come ci chiede l’Europa”, dichiara Pacifico. A questo proposito, è di pochi giorni fa la notizia dell’accoglimento – da parte del Comitato dei diritti sociali europei – del ricorso n. 146/2017 che ha detto sì a decine e decine di migliaia di precari che protestano per l’ingiusta reiterazione dei contratti a termine a cui sono sottoposti a ogni inizio d’anno scolastico, in pieno contrasto con la direttiva, la 1999/70/CE, che l’UE ha emesso proprio per assumere in modo automatico tutti i precari storici.

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Ritorno in classe? L’opinione dei sindacati

Posted by fidest press agency su martedì, 5 gennaio 2021

I rappresentanti dei sindacati Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Gilda, Snals e Anief si sono riuniti per discutere di ritorno in classe, contagi e vaccini, didattica a distanza, stipendi, reclutamento e precariato. Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato rappresentativo Anief, ha affermato che “prima di tornare in classe è necessario avviare un controllo con test per tutto il personale, visto che abbiamo mediamente dai 12mila ai 20mila contagi al giorno. Perché questi test erano auspicabili il 1° settembre e non adesso? Sono indispensabili per gestire questa tragica situazione. Necessario fare test obbligatori per sapere chi ha contratto il virus, per vedere come il Covid-19 si è mosso nelle nostre case in queste settimane. È un problema infatti chiudere e aprire le scuole in continuazione, stiamo parlando della salute di studenti e docenti, della probabile terza ondata, visto che a metà gennaio potrebbe esserci il picco”. Per quanto riguarda la didattica a distanza, Pacifico ha affermato che la “dad è stata la modalità esclusiva in occasione della chiusura delle scuole ma è un errore pensare che il rimedio possa essere la cura. È importante capire l’importanza della scuola nella nostra società e gli italiani lo hanno compreso. Gli insegnanti stanno facendo un ottimo lavoro con la dad, con ovvie difficoltà, soprattutto per i precari che non hanno accesso alla card, che permetterebbe loro di fornirsi degli strumenti necessari. Noi pensiamo a una didattica integrata, da accompagnamento a quella in presenza”. Sempre a proposito della didattica a distanza, il leader dell’Anief ha concluso affermando che “il contratto firmato ha permesso di tutelare i lavoratori della scuola”.Per quanto concerne la questione retributiva, Marcello Pacifico ha sottolineato come “gli stipendi degli insegnanti italiano siano di molto inferiori a quelli dei colleghi europei, risulta necessario adeguarsi. Inoltre noi ci stiamo battendo per far riconoscere il rischio biologico e quello burnout”.Per quanto riguarda poi la questione della mobilità, il presidente del giovane sindacato ha affermato che “è indispensabile garantire sia il diritto al lavoro che quello alla famiglia”. Per quanto riguarda poi il precariato, il sindacalista ha aggiunto che “la Legge 159/2019 non ha dato le giuste risposte, bisogna inserire i precari della scuola nel doppio canale di reclutamento. Necessario guardare alla soluzione, specie in questo periodo che registra un record di precari”. In conclusione Pacifico ha affermato che “bisogna ascoltare le parti sociali se non altro perché sono state scelte dai lavoratori, così come i politici sono stati scelti dagli italiani. Quindi bisogna cooperare” per il bene della scuola”.

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Scuola: Ritorno in classe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 dicembre 2020

La riapertura di tutte le scuole a gennaio per svolgere le lezioni in presenza è un fatto importante, ma bisogna adottare la massima cautela: perché quando all’inizio dell’anno scolastico sono tornati in classe oltre otto milioni di studenti c’erano 300 contagi al giorno, mentre oggi abbiamo quasi 10mila nuovi casi di Covid-19 al giorno. A dirlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: nel corso di una video-intervista all’agenzia Teleborsa, il sindacalista ha detto che bisogna “riaprire sì” le scuole e tornare alle lezioni tradizionali, ma occorre farlo “in sicurezza”. Perché la “tutela della salute del personale e degli studenti resta la priorità assoluta”, soprattutto perché “non sono tra le categorie di quanti potranno vaccinarsi per prime”. Il leader dell’Anief è convinto che “dobbiamo soprattutto evitare che la scuola diventi ciò che non è mai stato, ossia un luogo di diffusione del contagio dopo queste vacanze”. Guai a commettere passi falsi e abbassare la guarda con il Covid-19, quindi, perché la terza ondata non è un’ipotesi così remota. “La scuola anche a distanza può andare avanti, non per sempre perché la dad non può certo sostituire l’attività in presenza: mai come ora – ha concluso il presidente Anief – dobbiamo evitare di mettere il Paese nelle condizioni in cui il virus possa prendere il largo con eventuali ulteriori chiusure che sarebbero il colpo di grazia per la nostra economia già in sofferenza”.

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Proposta: “In classe non prima del 1° febbraio ma si valuti caso per caso”

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, nel corso di un’intervista rilasciata alla rivista specializzata Orizzonte Scuola, sul rientro il 7 gennaio 2021 ha affermato che non è possibile. Infatti, il leader del sindacato ha detto che “regna tanta confusione. Non si può essere pronti in questa situazione”. Dunque, “l’unica proposta sensata, Anief l’ha avanzata nei giorni scorsi, è rendere obbligatorio dal 10 gennaio uno screening con tampone per tutti gli 8 milioni di studenti e il milione e mezzo di personale, docenti e ATA. E poi si dovrebbe estendere e rendere operativo non solo per i taxi ma anche per gli Ncc il sistema delle convenzioni per poter accompagnare gli studenti a scuola. Lo Stato deve utilizzare tutti i mezzi di trasporto che ha disponibili per mantenere quel 50% di distanziamento all’interno dei mezzi di trasporto pubblico. Ci risulta che già alcuni Comuni hanno fatto le convenzioni e i taxi sono stati esclusi. Quindi, sicuramente bisogna ripartire dai trasporti, ma sarà ogni istituzione scolastica a dover riaprire in base all’esito dello screening”.Per quanto riguarda la possibilità di tornare il classe tutti lo stesso giorno, Pacifico ha dichiarato che “bisogna valutare classe per classe dopo il tampone di studenti e personale. Dopo aver preso queste precauzioni e aver visto i contagi, sintomatici e asintomatici, si potrebbe prevedere il rientro a scuola per tutti il 1° febbraio. Non esistono cifre del 75% o 100%, esistono situazioni singole che devono essere verificate, che potrebbero permettere un rientro per esempio del 30 o 40%”.

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Scuola: A gennaio gli studenti tutti in classe

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2020

A gennaio gli studenti delle superiori dovranno tornare a scuola in presenza. In caso contrario si tratterà di un fallimento: a dirlo è stato il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo. Ed ha un alleato importante: la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Nel corso di un’intervista di oggi a La Stampa, il coordinatore del Cts non ammette scuse nel caso in cui a gennaio non si dovesse tornare a fare lezione in presenza: “Se non riusciamo a riportare tutti gli studenti in classe nemmeno a gennaio, vorrà dire che avremo fallito tutti, politici e tecnici. Avremo fallito come Paese”. “Con l’autonomia degli istituti sull’organizzazione della didattica in presenza in base ai risultati dei test, si riapra dal 17 gennaio con tampone obbligatorio faringeo gratuito per tutti gli studenti e il personale nella settimana precedente”, commenta il presidente di Anief, Marcello Pacifico, “nella consapevolezza che risulterà necessario, nonostante gli appelli e i divieti, monitorare il rispetto delle regole del distanziamento durante le festività. Se non le scuole, potrebbero essere le case degli italiani piuttosto che gli impianti sciistici il luogo di nuova diffusione del virus. E la riapertura deve avvenire in piena sicurezza”.

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Scuola: In classe fino a luglio

Posted by fidest press agency su sabato, 12 dicembre 2020

Udir, giovane sindacato che tutela i dirigenti scolastici, per quanto riguarda la proposta del ministero dell’Istruzione di tenere la scuola aperta sino a luglio e fare lezioni anche il sabato, ha raccolto il commento di molti presidi che, in maniera coesa, si sono dichiarati contrari. Infatti, secondo i dirigenti scolastici Udir “sarebbe stato innanzitutto giusto sentire il nostro parere. Inoltre sarebbe come dimostrare che tutti gli sforzi di questi mesi, portati avanti attraverso la didattica a distanza e quella integrata, sono stati vani”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, ha affermato che “un gesto del genere equivale a bocciare la Dad e non siamo d’accordo, visto che si sta svolgendo con grande serietà da parte di tutta la comunità scolastica, con a capo la dirigenza che si occupa, tra mille difficoltà, di tutti gli aspetti organizzativi e gestionali.

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Ecco come i docenti vivono il rientro in classe quest’anno

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 settembre 2020

L’emergenza sanitaria ha presentato varie sfide, anche nell’ambito della didattica: i docenti hanno dovuto cercare un metodo alternativo alle lezioni in presenza in un tempo ridotto e, per questo motivo, la didattica a distanza è sempre più un argomento di grande attualità e uno strumento indispensabile per il mondo dell’istruzione contemporanea. BricksLab – la piattaforma di contenuti editoriali che permette di costruire una didattica interattiva e personalizzabile fatta di contenuti certificati – ha esaminato il particolare momento storico che stiamo vivendo, nei primi giorni della tanto discussa ripresa delle lezioni, chiedendosi “Ma cosa pensano i professori e con quali strumenti si può affrontare questa nuova normalità?”.Un parere, quello dei docenti, fondamentale per poter capire la direzione più giusta da prendere, soprattutto all’interno di un panorama frammentato e ancora incerto. Il Prof. Raina – insegnante di lettere e personalità conosciuta a livello nazionale perché docente nel famoso reality Il Collegio – e il Prof. Masini – docente di religione e esperto di e-learning – ci aiutano a dissipare dubbi e domande, mettendo al centro sempre lo studente e le esigenze della classe, avendo presente che la priorità è trovare un metodo di insegnamento e una didattica modulabile e flessibile, proprio come il periodo storico richiede.

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Scuola: Ora il rientro in classe, subito dopo i concorsi

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 settembre 2020

C’è anche quello di religione ma ancora Anief aspetta di sapere cosa è stato concordato e intanto l’anno inizia con il record di precari. Serve una soluzione urgente che sarà presentata dal giovane sindacato nell’ultimo decreto legge l’avvio delle lezioni. Stabilizzare i precari con 36 mesi è la parola d’ordine. Appena terminate le complesse operazioni di ritorno a scuola, la macchina organizzativa dell’amministrazione scolastica si sposterà sui tanti concorsi da svolgere. Lo ha fatto intendere la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, riferendo in Aula sulle modalità di ripresa dell’anno scolastico. “Il tema dell’organico è centrale per la scuola – ha assicurato la ministra -. Partiamo dai concorsi. Abbiamo bandito 78 mila posti per assumere nuovi insegnanti. Li espleteremo già a partire dal prossimo mese di ottobre, per riattivare una macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Come noto, avrei voluto farli prima. Ma ci siamo quasi”. Ha quindi assicurato che è in via di definizione la procedura “per lo svolgimento del concorso ordinario finalizzato al reclutamento dei docenti di religione”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Auspichiamo che i concorsi si possano svolgere il prima possibile ed evitando immotivate esclusioni a priori dei candidati, oltre che valutazioni minime collocate su punteggi maggiori di quello che prevedono le norme vigenti. Inoltre, non ci stancheremo mai di chiedere l’emanazione di un decreto ad hoc che sblocchi l’assunzione in ruolo dei docenti di religione cattolica inseriti nelle precedenti graduatorie concorsuali, con la modalità dello scorrimento. E di chiedere un concorso riservato poiché dopo tanti anni non possono rischiare di andare in pensione da supplenti per colpa delle burocrazie e delle scelte sbagliate di chi governa la scuola pubblica”.

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Scuola: Ritorno in classe, organico Covid: potrebbero essere 56 mila docenti e 20 mila Ata supplenti in più

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 agosto 2020

Se si sommano i fondi stanziati dal Decreto Rilancio e dal Decreto agostano. E’ un segnale importante ma a condizione che sia un inizio rispetto al potenziamento che si potrà fare con i soldi dell’Europa che arriveranno per il prossimo settennato. Il primo passo sarà trasformarli in organico di diritto alla luce dell’impegno preso nel Protocollo sulla sicurezza del 6 agosto sulla revisione delle norme sul dimensionamento scolastico. La stima è stata realizzata dall’Ufficio Studi Anief, che ha tramutato in posti di lavoro i fondi stanziati per assumere nuovo personale scolastico attraverso sia il Decreto Rilancio (34/2020) sia pochi giorni fa con il Decreto Agosto (104/2020). Marcello Pacifico (Anief): “Assumere non più di 76 mila nuovi docenti e Ata non risolve il problema del distanziamento perché ne servirebbero almeno altrettanti ma comincia ad essere un segnale di direzione, mentre ancora i dirigenti devono capire come potranno utilizzare tale personale, tra possibili riduzioni del monte orario settimanale delle lezioni, l’introduzione di doppi turni e la ricerca di spazi. La scuola deve ripartire, però, in presenza, e in sicurezza. Presenteremo ai senatori degli emendamenti che andranno in tal senso oltre ad assegnare nei ruoli tutti i posti vacanti dalle prossime immissioni in ruolo e salvaguardare anche diverse figure professionali lasciate al loro destino – come i docenti diplomati magistrale, i maestri della scuola dell’infanzie e primaria, gli insegnanti tecnico-pratici e di religione cattolica, i facenti funzione Dsga – appena si riuniranno le Commissioni a fine mese per l’esame del decreto ‘agostano’ 104”.

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WeSchool accelera e aiuta le scuole per il ritorno in classe in modalità mista

Posted by fidest press agency su domenica, 16 agosto 2020

WeSchool, la startup che dal 2016 aiuta i docenti con una piattaforma di classe digitale e con corsi sulle metodologie didattiche innovative, chiude un aumento di capitale da 6,4 milioni di euro sottoscritto da P101, lead investor con i fondi P102 e Italia 500 – Azimut, TIM Ventures, CDP Venture Capital Sgr, Club Digitale e Club Italia Investimenti 2.WeSchool ha 1.7 milioni di utenti registrati e permette ai docenti di condividere materiali e video, fare esercizi, discutere con gli studenti e innovare la didattica in aula con lavori di gruppo, test istantanei e con metodologie come la classe capovolta o il teach-to-learn, in cui sono gli studenti – supportati dai docenti – ad essere al centro del processo di apprendimento.
Durante il lockdown la piattaforma – unica italiana tra le tre indicate sul sito del Ministero dell’Istruzione – è stata utilizzata per la didattica a distanza, permettendo a più di 1 milione di utenti attivi ogni giorno da smartphone o da computer di non interrompere la continuità didattica.”La didattica a distanza del lockdown, talvolta inefficace per mancanza di strumenti adeguati o perché ripeteva la dinamica frontale delle aule, ha avuto lo straordinario effetto di aumentare le competenze digitali di tutta la scuola italiana” – racconta Marco De Rossi, fondatore e AD di WeSchool – “Questo ci permetterà con il back to school di diffondere sempre di più il modello di didattica integrata in cui crediamo, in cui la tecnologia è usata sia in aula sia a casa ed è al servizio del docente per fare una didattica sempre più coinvolgente e cooperativa”.“Il settore dell’educazione e della formazione in generale sono in profonda trasformazione: la vita sempre più digitale richiede che le competenze si formino in un ambiente coerente e flessibile. WeSchool rappresenta oggi la piattaforma all’interno della quale la didattica ed i suoi attori possono trovare quello che serve alla scuola nel suo complesso per questa evoluzione che il lockdown non ha fatto altro che accelerare” – commenta Andrea Di Camillo, Managing Partner di P101.“TIM Ventures ha creduto fin dalla sua nascita in WeSchool, investendo dall’inizio nella nuova didattica innovativa che sta diventando sempre più importante”, dichiara Carlo Nardello, Presidente di TIM Ventures e Chief Strategy, Customer Experience and Transformation Officer di TIM. “La partecipazione alla crescita di una piattaforma che è oramai diventata una delle infrastrutture digitali della scuola italiana conferma ancora una volta il ruolo centrale di TIM nella digitalizzazione del Paese”.Il nuovo CdA di WeSchool è composto da Marco De Rossi (AD), Andrea Laudadio (Presidente) per TIM, Andrea Di Camillo (P101), Anna Paola Concia e Salvo Mizzi.

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Scuola: Ritorno in classe. Quanti spazi aggiuntivi occorrono?

Posted by fidest press agency su venerdì, 7 agosto 2020

Monitorare ulteriormente le strutture scolastiche per determinare esigenze di spazi in vista della ripresa delle attività didattiche fissata per il prossimo 14 settembre: a chiederlo direttamente ai dirigenti scolastici, con la nota n. 1359 del 30 luglio 2020, è il ministero dell’Istruzione. Nella nota si chiede ai capi d’istituto di “compilare entro le ore 14.00 del giorno sabato 1° agosto” un apposito “sintetico questionario finalizzato a rilevare, a livello nazionale e alla data attuale, il fabbisogno di ulteriori spazi necessari alle istituzioni scolastiche per garantire la ripresa delle attività didattiche in presenza nel mese di settembre 2020”.
Il sindacato ritiene positiva l’iniziativa ministeriale, anche se tardiva perché attuata obiettivamente troppo a ridosso del nuovo anno scolastico. “A questo punto – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e Udir – considerando che manca solo un mese per intervenire sui locali alternativi, la scelta migliore, probabilmente obbligata, per non arrivare impreparati all’inizio delle lezioni – costringendo gli istituti a svolgere improbabili doppi turni, a ridurre il tempo scuola o a proporre la didattica digitale integrata – non può essere che quella di individuare i nuovi spazi ritenuti necessari dai presidi all’interno delle scuole dismesse negli ultimi 12 anni a causa del dimensionamento imposto dalla Legge 133 del 2008. Si tratta di ben 15 mila plessi che, naturalmente in accordo con enti e istituzioni locali, con pochissimi accorgimenti potrebbero essere immediatamente adibiti all’utilizzo scolastico”.

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Azzolina: opportunità irripetibile, meno alunni per classe e scuola aperta

Posted by fidest press agency su lunedì, 27 luglio 2020

Avrà importanti ricadute anche sulla scuola il sì dell’Unione europea ad un pacchetto da 1.800 miliardi di euro per affrontare le problematiche legate al Covid, in particolare i 750 miliardi che hanno scopo di stimolare la ripresa economica degli stati membri. All’Italia spetteranno 208,8 miliardi così ripartiti: 81,4 miliardi in sussidi a fondo perduto; 127,4 miliardi sotto forma di prestiti. Una quota di questi fondi andrà anche al sistema scuola italiano: oggi la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, ha detto, in un’intervista a “La Stampa”, che è “una opportunità irripetibile”. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, concorda con la ministra: “Per realizzare questo nobile obiettivo della scuola ‘aperta’ servirà incrementare gli organici di 250 mila docenti e Ata. Sarà anche l’occasione buona per spazzare via il precariato, derivante dagli errori di chi ha governato la scuola negli ultimi 15 anni”.La ministra dell’Istruzione ha già le idee chiare su come saranno spesi i fondi derivanti dal Recovery Fund: “Voglio archiviare definitivamente le classi pollaio, – ha dichiarato Lucia Azzolina – che impoveriscono la didattica, e intervenire sugli edifici. Lavoriamo per scuole aperte oltre l’orario delle lezioni. Abbiamo messo 6 miliardi sulla scuola da inizio anno – 2,9 miliardi solo per settembre – ma siamo a un punto di svolta: gli investimenti europei per la scuola italiana sono un’opportunità irripetibile”.
Con il Recovery Fund, ha continuato Azzolina, ridurremo “il numero di alunni per classe evitando la dispersione scolastica e la povertà culturale che abbiamo nel paese”. Perché “il sogno civico è una scuola aperta. Ovvero, una scuola assolutamente accogliente. Una scuola aperta non è solo recarsi in classe la mattina per seguire le lezioni ma significa presidio di socialità, di legalità all’interno di un territorio. Che accoglie studentesse e studenti così come la stessa comunità del territorio. Una scuola aperta significa fare una didattica innovativa come vogliono i nostri studenti. Significa scuole nuove e colorate. Fare attività nel pomeriggio concordate con famiglie, personale scolastico”.È chiaro che ridurre il numero di alunni per aula e allargare il numero delle classi comporterà un incremento importante di docenti. L’occasione buona per cancellare la supplentite.
Anief concorda con la ministra dell’Istruzione quando sostiene che i precari vanno assolutamente assunti. Tuttavia, ricorda anche che il sistema di reclutamento sinora adottato è quello fallimentare che ci ha condotto alle attuali 250 mila supplenze annuali e alle procedure d’infrazione avviate dalla Commissione europea per abuso di contratti a termine. Per questo, il giovane sindacato è convinto che si debbano organizzare le immissioni in ruolo direttamente da graduatoria, anche dalle nuove Graduatorie provinciali per le supplenze, le cosiddette Gps: ci sono delle leggi dello Stato, in vigore, che permettono di farlo, come la L. 124/1999. Ma anche direttive UE, come la 70/CE del Consiglio dell’Unione Europea, sempre del 1999, che prevede la stabilizzazione automatica in presenza di titoli e posto vacante per chi ha svolto 36 mesi di servizio.

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Ritorno in classe: il Comitato tecnico scientifico dimentica “le vie di fuga”?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Il Comitato tecnico scientifico deve chiarire una volta per tutte i parametri di distanziamento tra gli alunni quando torneranno in aula a settembre: nell’arco di un mese, infatti, sono giunte indicazioni ufficiali che entrano in contraddizione perché prima tengono conto degli spazi di mobilità e poi sorvolano su questi metri fondamentali per garantire la sicurezza. A sottolinearlo è la testata Tuttoscuola: “nel documento del CTS del 28 maggio – scrive la rivista specializzata – nell’indicare il metro di distanziamento si sottolinea più volte di tenere anche in considerazione dello spazio di movimento. Questa esigenza dello spazio di movimento non viene né quantificata né richiamata nel documento del 22 giugno, ma una ‘via di fuga’, aggiuntiva al distanziamento da bocca a bocca, ancorché non identificata (urge chiarire quanto prima!), va prevista in termini precisi per consentire il calcolo attendibile della capienza dell’aula”.“Secondo noi – sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – i riferimenti sugli spazi di fruibilità delle aule in sicurezza sui quali i dirigenti scolastici e gli enti locali devono agire sono indiscutibilmente quelli indicati nel primo documento del Comitato tecnico scientifico: accalcare quasi 30 alunni per classe sarebbe un’imprudenza, una irresponsabilità, che non vogliamo e non possiamo nemmeno prendere in considerazione”.

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Scuola: Ritorno in classe, gli alunni in più possono fare lezione negli istituti chiusi dal 2008

Posted by fidest press agency su lunedì, 29 giugno 2020

L’indicazione è di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ed è stata anche comunicata al ministero dell’Istruzione: se vogliamo rivedere a settembre tutti gli alunni in classe, ha detto il sindacalista, “è necessario rivalutare la possibilità di ripristinare i plessi scolastici dismessi, più di 15mila negli ultimi anni” a causa del dimensionamento tagli-scuole avviato 12 anni fa con la riforma Tremonti-Gelmini, così da ospitare i tanti alunni che non possono entrare in aule da 35 metri quadri per via del distanziamento sociale. E poi bisogna “andare a operare per un’assunzione di organici in maniera straordinaria: servono almeno 200mila unità di personale docente e Ata in più”, ha ribadito oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, rispondendo alla rivista Orizzonte Scuola.Per tornare a scuola a settembre occorre uno sforzo di programmazione ed economico importante. L’indicazione di Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato rappresentativo Anief, è che per assicurare la didattica in presenza occorre “un impegno del governo soprattutto per ciò che riguarda il numero degli alunni per classe e i metri quadri degli spazi a scuola, nel rispetto del distanziamento sociale”: la richiesta è stata fatta anche ieri, durante l’incontro tra ministero e sindacati sulla riapertura delle scuole a settembre.
Pur evidenziando le tante modifiche da introdurre nelle linee guida in via di approvazione, Pacifico ha colto anche dei lati positivi nel documento ministeriale esaminato: “c’è sicuramente la volontà di coinvolgere le parti sociali, gli enti locali”. Uno dei punti dolenti è la scarsità di finanziamenti di operazioni che si preannunciano complesse: il sindacalista ha ravvisato “purtroppo l’assenza di risorse tali da poter valorizzare queste stesse linee guida con le modifiche chieste dalle organizzazioni sindacali. Ci ritroviamo di fronte a delle belle idee che possono essere portate avanti, ma che non potranno essere realizzate per mancanza di risorse fino a quando non ci saranno delle garanzie rassicuranti del premier Conte e del ministro Azzolina. Alle rassicurazioni devono però seguire i fatti”.

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