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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Posts Tagged ‘classifica’

Il sito della città di Napoli in fondo alla classifica

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

In un momento di crisi ed emergenza in cui sono proibiti o limitati gli spostamenti anche all’interno delle proprie città, come quello affrontato negli scorsi mesi, la digitalizzazione ha svolto un ruolo cruciale anche per i servizi della Pubblica Amministrazione. Altroconsumo ha quindi realizzato un’indagine che ha coinvolto i siti internet di otto città italiane. Per portare a termine la ricerca, tra l’8 e il 20 aprile 2020, degli incaricati Altroconsumo hanno effettuato l’accesso ai siti di 8 Comuni come normali cittadini per verificare i servizi disponibili rispetto a tre ambiti: certificati ed estratti anagrafici, invii telematici e pagamenti. Inoltre, si sono anche verificate le diverse possibilità di accesso, nello specifico la presenza della modalità SPID.
Per quanto riguarda i servizi disponibili sui siti analizzati, i risultati sono eterogenei: il 50% dei siti presenta un funzionamento e dei servizi buoni o ottimi. Milano occupa la prima posizione – offrendo, soprattutto[1], il maggior numero di servizi e dando anche la possibilità di ricevere tutti i certificati richiesti via mail – seguita da Bari, Roma e Palermo. Segno che la digitalizzazione della pubblica amministrazione comunale è possibile al Nord come al Sud, ma anche che serve ancora tanto lavoro per rendere le situazioni uniformi. Tre città fra quelle coinvolte nell’indagine, Reggio Calabria, Padova e Firenze, raggiungono solo la sufficienza in quanto sono disponibili soltanto alcuni dei servizi online indagati. Infine, la città di Napoli occupa la posizione più bassa a causa dell’impossibilità di effettuare invii telematici e della scarsa accessibilità ai pagamenti, limitata a quelli per la mensa scolastica.Durante i tre mesi di lockdown in Italia sono state create un milione di nuove identità digitali, SPID, +16% rispetto al trimestre precedente, complice la necessità di evitare gli sportelli fisici e gli incentivi statali accessibili via SPID. Dall’inchiesta emerge tuttavia come l’accesso tramite SPID non sia stato adottato in maniera efficace e uniforme in tutti i comuni. Risulta che nella maggior parte dei casi si utilizza questo meccanismo unicamente per certi servizi e a volte sono anche richieste ulteriori registrazioni. Solo nel sito dei comuni di Roma e Bari può essere utilizzato come strumento unico per accedere a tutti i servizi indagati, mentre a Reggio Calabria non è prevista la possibilità di accesso tramite identità digitale.Attualmente sono 4.200 circa le amministrazioni che offrono la possibilità di accedere ai servizi tramite SPID, cifra che conferma il distanziamento del Paese dagli standard europei.Al momento l’Italia si posiziona al 25esimo posto su 28 nella classifica della Commissione Europea relativa alla digitalizzazione dell’UE (Desi, 2020).Tuttavia, lo slancio dato dall’emergenza Covid-19, l’utilizzo dei fondi europei, del decreto Rilancio e il recente decreto legge Semplificazioni, potrebbero finalmente dare una spinta a un sistema, ancora da potenziare, ma con grandi possibilità di sviluppo nell’arco di poco tempo.

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Parma terza in Italia tra i grandi Atenei nella classifica Censis delle Università

Posted by fidest press agency su giovedì, 16 luglio 2020

Ottime notizie per l’Università di Parma dalla Classifica Censis delle Università italiane, giunta alla ventesima edizione. Per il quarto anno consecutivo Parma si conferma terza a livello nazionale tra i grandi Atenei, cioè quelli con un numero di studenti compresi tra 20.000 e 40.000, ma migliora il proprio punteggio complessivo, che passa da 89,7 a 90.L’Ateneo segue le università di Perugia (92,7, che si conferma al primo posto) e di Pavia (90,3), e precede la Calabria (89,5).Questi gli indicatori utilizzati per la valutazione degli Atenei:
· Servizi
· Borse
· Strutture
· Comunicazione e servizi digitali
· Internazionalizzazione
· Occupabilità
Tra queste voci, l’Ateneo di Parma fa registrare il miglior punteggio in “Strutture”, dove è al primo posto assoluto con un ottimo 105, migliorando di un punto rispetto al 2019 e staccando il secondo (Pavia) di ben 8 punti.A seguire 96 in “Occupabilità” e in “Comunicazione e servizi digitali”, 86 in “Internazionalizzazione” (con miglioramenti rispetto al 2019 nei tre indicatori), 79 nelle “Borse” e 78 nei “Servizi”.

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Inflazione: la classifica delle regioni e città più care

Posted by fidest press agency su martedì, 25 febbraio 2020

Secondo i dati definitivi di gennaio resi noti oggi dall’Istat, l’inflazione registra un aumento dello 05% su base annua, come a dicembre.”Bene, l’inflazione rimane stabile come a dicembre. Nessuna risalita dei prezzi come risultava invece nel dato preliminare. Unica preoccupazione il rincaro dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto, che passano dall’1% di dicembre all’1,3% di gennaio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una coppia con due figli, la famiglia tradizionale di una volta, l’inflazione a +0,5% significa avere una maggior spesa annua complessiva di 145 euro, con un rialzo di 162 euro per i trasporti ed un ribasso di 110 euro per l’abitazione, 58 euro per il solo carrello della spesa e ben 122 per i beni ad alta frequenza di acquisto” prosegue Dona.”Per la coppia con 1 figlio, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia, il rialzo è di 118 euro nei dodici mesi, 52 euro per le compere di tutti i giorni e 106 per i beni ad alta frequenza di acquisto, mentre per l’inesistente famiglia tipo, l’incremento dei prezzi si traduce in un aumento del costo della vita di 66 euro, 43 per le spese obbligate del carrello della spesa” conclude Dona.Rese noti solo oggi, invece, i dati dell’inflazione delle regioni e dei capoluoghi di regione e comuni con più di 150 mila abitanti, in base ai quali l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato l’ormai tradizionale classifica delle città e delle regioni più care d’Italia, in termini di aumento del costo della vita, non solo rispetto all’inesistente famiglia tipo, da 2,4 componenti, ma anche per la famiglia di 3 persone, la tipologia di nucleo familiare ora più diffusa in Italia.Secondo lo studio dell’associazione di consumatori, in testa alla classifica dei capoluoghi e delle città con più di 150 mila abitanti più care in termini di rincari, si conferma Bolzano che, con un’inflazione dell’1,3%, ha la maggior spesa aggiuntiva, equivalente, per una famiglia di 3 persone, a 451 euro (392 per una famiglia tipo). Al secondo posto Bari, dove il rialzo dei prezzi dell’1,1% determina un aggravio annuo di spesa, per la famiglia di 3 componenti, pari a 284 euro (229 per la famiglia tipo), terza Napoli, dove l’inflazione a +1,1% comporta una spesa supplementare pari a 271 euro (238 per una famiglia tipo).Le città più convenienti sono, invece, Aosta, dove l’abbassamento dei prezzi dello 0,1% genera un risparmio annuo di 29 euro per una famiglia media. Al secondo posto Reggio Emilia (+0,1%, pari a +28 euro) e al terzo Potenza: +0,2%, pari +43 euro.In testa alla classifica delle regioni più costose in termini di maggior spesa, svetta il Trentino Alto Adige che, con l’inflazione più alta, +1%, registra, per una famiglia di 3 componenti, una batosta pari a 313 euro su base annua (264 euro per la famiglia tipo). Segue il Veneto, dove l’incremento dei prezzi pari allo 0,6%, implica un’impennata del costo della vita pari a 194 euro (151 per fam. tipo), terzo l’Abruzzo, dove per via dell’inflazione a +0,8%, si ha un salasso annuo, per la famiglia di 3 persone, di 192 euro (per la famiglia tipo l’Abruzzo si colloca però al secondo posto, con 164 euro).Il record del risparmio per la Valle d’Aosta, che non registra aumenti dei prezzi, seguita dalla Basilicata, con un’inflazione dello 0,2% ed una maggior spesa di 49 euro per una famiglia di 3 componenti. Al terzo posto, la Sardegna: +0,4% e +90 euro.

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M&A, gli operatori europei ai primi posti nella classifica mondiale anche nel 2019

Posted by fidest press agency su mercoledì, 12 febbraio 2020

Secondo gli ultimi risultati del Quarterly Deal Performance Monitor (QDPM), realizzato da Willis Towers Watson in collaborazione con Cass Business School, l’Europa è l’unica regione al mondo ad aver registrato una performance positiva in ambito M&A nel 2019, con gli operatori europei che negli ultimi 12 mesi hanno leggermente superato l’indice regionale dello 0,6%.Gli acquirenti del Nord America e dell’Asia-Pacifico continuano a faticare per sbloccare il valore delle loro operazioni, con performance che nel 2019 sono state al di sotto dell’indice regionale rispettivamente del 5,6% e del 3,2%.Sono state 699 le transazioni concluse nel 2019 in tutto il mondo, un calo notevole rispetto al 2018 (904), e il mercato ed è in procinto di raggiungere il volume annuo più basso dal 2010 (688)[2]. Il 60% di queste operazioni non ha portato valore aggiunto agli azionisti nel 2019.Andrea Scaffidi, Head of Retirement Willis Towers Watson in Italia, ha dichiarato: “Mentre ci avviciniamo al termine del decennio, il 2019 mostra un forte calo del volume globale di transazioni, potenzialmente il ritmo più lento dal 2011, con un mercato più agitato e operatori alle prese con questioni di governance sempre più complesse per completare le transazioni”. Il risultato positivo dell’Europa è arrivato nonostante il perdurare della performance negativa dei compratori britannici, in calo del 3,7%. Nello stesso periodo, gli acquirenti del Nord America hanno registrato un calo del 7,1% rispetto all’indice regionale, mentre quelli dell’Asia-Pacifico non sono riusciti a replicare la performance positiva del terzo trimestre e hanno visto un calo dell’1%.

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Tasse, la classifica dei Paesi UE con la pressione fiscale più alta

Posted by fidest press agency su sabato, 2 novembre 2019

Passando a considerare la griglia completa dei Paesi, si scopre che a guidare la classifica di quelli più tassati dal fisco c’è la Francia che si conferma il paese dell’Unione europea dove la tassazione (tasse sul reddito e contribuzione sociale) è più elevata, in base ai dati Eurostat del 2018. Nel paese la pressione fiscale è al 48,4%, in aumento dall’anno precedente (48,3%), seguita da Belgio (47,2%, in aumento dal 47%), Danimarca (45,9%, in calo rispetto dal 46,8%), Svezia (44,4%, in calo dal 44,7%), Austria (42,8%, in aumento dal 42,4%), Finlandia (42,4%, in calo dal 43,1%) e Italia (42%, in lieve calo rispetto al precedente 42,1%). I paesi dove il fisco colpisce meno sono Irlanda (23%), Romania (27,1%), Bulgaria (29,9%), Lituania (30,5%) e Lettonia (31,4%). La media europea resta praticamente invariata al 40,3%.Rispetto al 2017 la pressione fiscale è salita nella maggior parte dei paesi (16), in particolare in Lussemburgo (da 39,1% nel 2017 al 40,7% nel 2018) e Romania (da 25,8% a 27,1%).Per quanto riguarda la sola imposta sul reddito, in testa resta la Danimarca (28,9%), seguita da Svezia (18,6%), Belgio (16,8%), Lussemburgo (16,4%), Finlandia (15,9%) e Italia (14,1%). Tuttavia l’ostilità e l’avversione che gli italiani manifestano per le tasse, non nascono solo dall’avvilente constatazione della sempre più marcata sproporzione tra quanto versato e la qualità dei servizi pubblici, sempre più scadenti, che a fronte di ciò viene offerta. A giocare un ruolo determinante sulla sempre più dilagante insofferenza verso il pagamento delle imposte c’è infatti anche la convinzione che la pressione fiscale esistente nel nostro Paese sia sempre più insopportabile. E a confermare questa sensazione, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, arrivano, anno dopo anno, numeri e statistiche, che non fanno altro che confermare quello che ormai è un incontrovertibile dato di fatto. I dati più aggiornati, ci dicono infatti che nonostante il peso del fisco in Italia sia calato di 0,1 punti, dal 42,1 % del 2017 al 42% del 2018, esso resta comunque il settimo più pesante dei grandi Paesi industrializzati.

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Xiaomi annuncia di aver conquistato un posto nella classifica “Fortune Global 500” del 2019

Posted by fidest press agency su martedì, 30 luglio 2019

Il leader tecnologico globale con sede a Pechino risulta essere la società più giovane nella classifica Global 500 di quest’anno, posizionandosi al 468° posto con un fatturato di 26,443.50 milioni di dollari e un utile netto di 2,049.10 milioni di dollari nel precedente anno fiscale. L’azienda si posiziona inoltre al 7°posto nella categoria Servizi Internet e Vendita al dettaglio.
L’azienda ha raggiunto la soglia di 10.000 milioni di RMB (circa 1.453,72 milioni di dollari) di fatturato nel 2012 e 100.000 milioni di RMB (circa 14.537,21 milioni di dollari) nel 2017.Xiaomi continua a dimostrare una sana brand equity dei consumatori e il suo forte potenziale di crescita, grazie all’esclusivo e potente modello di business “triathlon” dell’azienda e ai risultati della sua strategia dual-core “Smartphone + AIoT”.
Secondo l’organizzazione internazionale di ricerche di mercato IDC, a marzo 2019, Xiaomi è diventato il quarto brand di smartphone al mondo in termini di volume di vendita delle spedizioni, registrando una crescita del 32,2% rispetto all’anno precedente. E per l’organizzazione internazionale di ricerche di mercato Canalys, a marzo 2019, Xiaomi si è classificata tra le prime cinque aziende in più di 40 mercati in termini di spedizioni, ed è rimasta per sette trimestri consecutivi il più grande marchio di smartphone in India, con una quota di mercato del 31,4%.L’azienda, a meno di due anni dal suo ingresso ufficiale in Europa Occidentale, ha mantenuto anche qui un alto tasso di crescita, classificandosi al quarto posto in termini di spedizioni di smartphone. Inoltre, sta facendo grandi passi avanti nei nuovi mercati dell’Africa e dell’America Latina.

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AirHelp Score 2019: ecco la classifica dei migliori aeroporti e delle prime compagnie aeree al mondo

Posted by fidest press agency su sabato, 11 maggio 2019

AirHelp, la più importante società di supporto ai passeggeri aerei a seguito di ritardi e cancellazioni, annuncia l’AirHelp Score 2019: la classifica delle compagnie aeree e degli aeroporti di tutto il mondo. Lanciato per la prima volta nel 2015, oggi l’AirHelp Score è la più completa e accurata analisi dell’industria aerea, basata sulla valutazione della qualità del servizio, la puntualità e la gestione dei reclami.Per la realizzazione della classifica, AirHelp ha utilizzato varie fonti di dati sul traffico aereo, tra cui il suo ampio database, decine di migliaia di recensioni clienti e la sua esperienza nell’elaborare e gestire le richieste di oltre 10 milioni di passeggeri in tutto il mondo.
La compagnia aerea che si aggiudica il primo posto della classifica annuale di AirHelp è ancora Quatar Airways che, con un punteggio totale di 8.23, si aggiudica il primo posto per il secondo anno consecutivo grazie alla sua indiscussa capacità nella gestione dei reclami e alla puntualità da record. Sul podio troviamo anche la compagnia aerea American Airlines, seguita dalla messicana Aeromexico con un punteggio totale che differisce di poco: American Airlines vanta un punteggio di 8.07, mentre Aeromexico di 8.07. Quarto e quinto posto per SAS Scandinavian Airlines e per la compagnia australiana Qantas, che vantano entrambe un ottimo punteggio sia nella gestione dei risarcimenti sia nella puntualità dei voli.
In fondo alla classifica di AirHelp si posizionano molte delle compagnie low cost più famose: Ryanair e easyJet, per esempio, si aggiudicano rispettivamente il 68esimo e il 71esimo posto, con un rating molto basso sia per la qualità del servizio offerto ai passeggeri, sia per la puntualità dei voli. Non è un caso che quest’anno molte compagnie abbiano fatto notizia a causa dei numerosi scioperi del personale e i conseguenti disagi che hanno causato ai passeggeri: questo non fa che confermare ancora una volta che la qualità del servizio offerto ai propri clienti è fondamentale per scalare la classifica di AirHelp.
Tra le compagnie aeree italiane, Air Dolomiti vanta il 50esimo posto della classifica, con un punteggio della qualità del servizio di 7.7, della puntualità dei voli di 7.3 e della gestione dei reclami che sfiora appena il 4.9. Fuori dalla graduatoria invece Alitalia e Air Italy, dal momento che non tutti i criteri erano disponibili per una valutazione completa. Per garantire infatti una classifica affidabile, tutti i dati riguardanti la puntualità del servizio, le recensioni dei clienti e la gestione dei reclami devono essere disponibili.“Nonostante i buoni punteggi ottenuti da Alitalia per quanto riguarda la qualità del servizio (8.2) e la puntualità dei voli (8.5), non è stato possibile inserirla nella classifica di quest’anno” sostiene Roberta Fichera, portavoce di AirHelp Italia. “La delicata situazione economica che la compagnia di bandiera sta affrontando ha reso difficile l’analisi del livello di efficienza nella gestione dei reclami e quindi impossibile una valutazione completa”.I migliori aeroporti dell’anno secondo l’AirHelp Score 2019: ancora necessari molti miglioramentiTra i 132 aeroporti analizzati, ad aggiudicarsi il titolo di miglior aeroporto del mondo è l’aeroporto internazionale di Hamad, seguito da quello di Tokio Haneda e Atene, che completano il podio. Fanalino di coda della classifica l’aeroporto di Eindhoven, l’aeroporto internazionale del Kuwait e l’aeroporto di Lisbona Portela che quest’anno non sono riusciti ad offrire un servizio di qualità ai propri passeggeri.“Roma Fiumicino e Milano Malpensa sono al 93esimo e 95esimo posto della classifica di quest’anno; è chiaro che in Italia sia necessario intervenire con miglioramenti significativi” afferma Roberta Fichera, portavoce di AirHelp Italia.
L’AirHelp Score 2019 è l’ottavo rapporto stilato dall’azienda dall’inizio delle valutazioni, nel 2015. I passeggeri aerei che hanno recentemente subito ritardi o cancellazioni possono verificare gratuitamente se hanno diritto o meno a un risarcimento e presentare l’eventuale reclamo in pochi minuti attraverso il sito https://www.airhelp.com/it/.

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Radio Italia consolida il 3° posto nella classifica delle radio più ascoltate

Posted by fidest press agency su mercoledì, 30 gennaio 2019

Lo è con 5.308.000 ascoltatori nel giorno medio, dato riferito al secondo semestre 2018. Il dato è incrementato anche nei 7 giorni a 16.950.000 ascoltatori e nel quarto d’ora medio a 415.000 ascoltatori. (dati di ascolto radiofonico rilasciati da TER – Tavolo Editori Radio)
Mario Volanti, Editore e Presidente Radio Italia: “Sono ovviamente soddisfatto. Evidentemente il lavoro svolto nell’ultimo anno ha prodotto questi ottimi risultati e ciò non era assolutamente scontato, anche in relazione alla crescente situazione di alta competitività presente nel settore. Inoltre, alcuni cambiamenti nel palinsesto e nelle conduzioni, rappresentavano un’incognita rispetto la funzionalità che evidentemente è da ritenersi positiva. Anche nel 2019 continueremo nei ns sforzi produttivi – Festival di Sanremo, RADIO ITALIA LIVE, RADIO ITALIA LIVE – IL CONCERTO – e tantissime altre iniziative che sono una caratteristica fondamentale, e direi in alcuni casi esclusiva, del nostro prodotto editoriale. Ovviamente ringrazio tutti i collaboratori che hanno reso possibile questo ulteriore passo in avanti”. Marco Pontini, Direttore Generale Marketing e Commerciale Radio Italia: “I nuovi dati confermano il trend di crescita di Radio Italia, un andamento costante che viene sempre più premiato anche dal mercato. Ne sono prova le partnership che stiamo sviluppando con diverse aziende. A partire dal Festival di Sanremo dove ritroveremo brand come Lancôme, per il terzo anno consecutivo naming sponsor della nostra location. ll post Sanremo ci vedrà sulle nevi con il Citroën Winterland Tour, dalla primavera saremo in tour con alcuni dei più grandi e amati artisti italiani come Vasco Rossi, Jovanotti e Marco Mengoni. Prosegue la produzione del programma RADIO ITALIA LIVE che vede la partecipazione, tra gli altri, di Jovanotti, Laura Pausini, Elisa, Eros Ramazzotti. La fine d’agosto ci ritroverà radio ufficiale della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia. Continua la partnership con le Nazionali Italiane di Calcio e la presenza sui campi di nove squadre di serie A. Non si può dimenticare, inoltre, la nostra leadership in ambito social, attraverso i quali raggiungiamo ogni giorno oltre 3,8 milioni di persone. Fronte digital contiamo 2,8 milioni di download delle nostre app, tra queste anche la nostra skill di Alexa fortemente voluta da Amazon”.

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La classifica delle città più care d’Italia del 2018

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 gennaio 2019

L’Unione Nazionale Consumatori ha condotto uno studio stilando la classifica completa delle città più care del 2018 (cfr. tabella n. 1), in termini di aumento del costo della vita, sulla base dell’inflazione media registrata dall’Istat.Il capoluogo con i maggiori rincari del 2018 è Bolzano dove l’inflazione media record dell’1,9% determina, per una famiglia tipo, una stangata pari a 632 euro su base annua Al secondo posto Reggio Emilia che, con un incremento dei prezzi pari all’1,8%, registra una spesa annua supplementare di 505 euro, terza Forlì/Cesena, dove l’inflazione dell’1,7% implica un’impennata del costo della vita pari a 477 euro.Al quarto posto Lecco che, con rialzo dei prezzi dell’1,7%, ha un salasso, per una famiglia media, pari a 472 euro su base annua. Al quinto posto, Ravenna, dove l’inflazione dell’1,6% determina una batosta annua pari a 449 euro.
Ben 4 città dell’Emilia Romagna sono nella top ten della classifica (Reggio Emilia, Forlì, Ravenna e Bologna), mentre sono 2 quelle della Toscana (Pistoia al 7° posto con 429 euro e Arezzo in ottava posizione con 403 euro) e della Lombardia (oltre a Lecco, Lodi con 444 euro).Le 3 città con i minori rincari del 2018 sono, invece, Potenza, che con l’inflazione media più bassa, +0,3%, registra, per una famiglia tipo, un aggravio annuo di spesa di appena 63 euro, Ancona, il capoluogo di regione più conveniente, dove la seconda inflazione più bassa (+0,4%) genera un esborso aggiuntivo di soli 87 euro e Caltanissetta, +0,6%, con un aumento del costo della vita pari, nel 2018 a 117 euro.
Confrontando i dati a livello regionale, Cuneo, in termini di aumento del costo della vita, è il capoluogo di provincia più caro del Piemonte (1,5% l’inflazione, +395 euro i rincari del 2018), per la Liguria è La Spezia (+1,7%, +391 euro), per il Veneto è Padova (+1,4%, +369 euro), per il Friuli-Venezia Giulia è Pordenone (+1,3%, +322 euro), per l’Umbria è Terni (+1,5%, +337 euro), per le Marche è Ascoli Piceno (+1,7%, +342 euro), per il Lazio è Roma (+1,1%, +266 euro), anche se la Capitale si colloca solo al 43° posto della classifica generale, per l’Abruzzo è Pescara (+1,2%, +243 euro), per la Campania è Benevento (+1,4%, +292 euro), il capoluogo più caro del Sud, per la Calabria è Reggio Calabria (+1,2%, +225 euro), per la Sicilia è Siracusa (+1,5%, +293 euro), la città più cara delle Isole e del Mezzogiorno, per la Sardegna è Cagliari (+1%, +197 euro).”Anche se nel 2018 l’inflazione media è rimasta allo stesso livello del 2017, +1,2%, per le famiglie si tratta di rincari che hanno peggiorato pesantemente la loro condizione, dato che gli stipendi e le pensioni non sono certo aumentati quanto il rialzo del costo della vita” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Per una famiglia media italiana la spesa è salita lo scorso anno di 285 euro. Nel Nord-Ovest, la ripartizione con l’inflazione maggiore, +1,3%, la stangata sale addirittura a 351 euro. Nessun lavoratore dipendente ha avuto un incremento della retribuzione così consistente. Finchè tutto aumenta, tranne quanto le famiglie percepiscono, è chiaro che i consumi resteranno al palo, ed il Pil non potrà salire in modo significativo, dato che fino a quando le famiglie non acquistano le imprese non vendono” conclude Dona.

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Abu Dhabi in cima alla classifica 2018 delle città più sicure

Posted by fidest press agency su venerdì, 21 settembre 2018

Abu Dhabi. Per il secondo anno consecutivo, Abu Dhabi è stata nominata la città più sicura al mondo secondo Numbeo, un sito web che analizza e raccoglie i dati di città e Paesi per sviluppare il database per utenti più grande al mondo.Sorpassando oltre 300 città in tutto il mondo, tra cui Tokyo, Basilea, Monaco e Vienna, la capitale degli Emirati Arabi Uniti è tornata in cima alla lista come la città più sicura al mondo, con l’indice di sicurezza dell’Emirato che sale da 86,46 punti per primo semestre dello scorso anno a 88,26 punti durante i primi sei mesi di quest’anno.SE Saif Saeed Ghobash, Undersecretary, Dipartimento Cultura e Turismo – Abu Dhabi, ha dichiarato: “La sicurezza è fondamentale quando si sceglie una città da visitare, da vivere o in cui lavorare, e siamo orgogliosi di essere i primi in classifica per il secondo anno consecutivo. La solida reputazione della nostra capitale per la sicurezza, e un tessuto sociale del tutto privo di criminalità, testimoniano gli sforzi in corso per accreditare l’Emirato come meta distintiva con standard internazionali di sicurezza. Ci auguriamo che questo ulteriore elemento aggiunga valore per tutti i visitatori e i residenti di Abu Dhabi, che decidono di trascorrere qui il loro tempo e godono della nostra rinomata ospitalità.” L’indice ha classificato 338 città a livello globale ed è una stima dei livelli di sicurezza generali in ogni città o Paese. Fondato nel 2009, Numbeo è un database online collaborativo che consente agli utenti di condividere e confrontare le informazioni sul costo e la qualità della vita tra Paesi e città.

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Omotransfobia: Italia 32° nella classifica Rainbow

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 maggio 2018

“Il report annuale di ILGA-Europe, visibile su http://www.rainbow-europe.org, evidenzia nuovamente l’enorme ritardo dell’Italia rispetto agli altri Paesi d’Europa, che conferma la sua 32a posizione nella classifica stilata dall’organizzazione ombrello che riunisce le organizzazioni LGBTI europee. Nonostante il passo avanti della legge sulle unioni civili, che proprio in questi giorni compie due anni, spiccano le tante aree di intervento ancora prive di normative e politiche attive: dal pieno accesso a tutti gli istituti vigenti nel diritto di famiglia e delle persone, compreso il pieno riconoscimento dell’omogenitorialità, al contrasto alle discriminazioni, ai crimini e ai discorsi d’odio, fino al diritto all’autodeterminazione, al riconoscimento e all’integrità fisica e alla salute delle persone trans e intersex”.E’ quanto rendono noto in una nota congiunta i responsabili di Arcigay, Associazione Radicale Certi Diritti, Circolo di Cultura Omosessuale – Mario Mieli, Famiglie Arcobaleno e Movimento Identità Trans.”Il clericalismo, l’anteposizione della ragion di partito alle ragioni del Diritto, lo stallo parlamentare che fino a oggi non ha permesso la composizione delle commissioni di Camera e Senato unito alle prospettive di un Governo tutt’altro che favorevole alle nostre rivendicazioni di uguaglianza e libertà, dettano la necessità di proseguire le nostre battaglie attraverso le azioni di cultura e visibilità e i ricorsi presso le corti nazionali ed europee: gli ambiti in cui in modo più marcato sono emerse le imperdonabili mancanze di un Legislatore ancora privo delle risposte più urgenti”.
“Vista da una prospettiva europea, l’Italia è superata da molti dei suoi vicini nella classifica di Rainbow Europe. Membro fondatore dell’Unione Europea, l’Italia ha un punteggio basso nell’indice delle leggi e delle politiche LGBTI non solo se paragonata agli altri Stati membri dell’UE, ma anche in confronto ad alcuni Paesi non membri dell’Unione”, dice Evelyne Paradis, Direttrice esecutiva di ILGA-Europe. “La mappa Rainbow Europe dimostra chiaramente come la legge italiana non protegga le persone LGBTI in molti aspetti chiave della loro vita. Che messaggio trasmette questo silenzio legislativo dei politici italiani alle persone LGBTI e alle loro famiglie? Nessuna legge contro i crimini o i discorsi d’odio, un riconoscimento ad hoc delle famiglie arcobaleno, persino una legislazione di base contro le discriminazioni è assente. Nel 2018, questo è inaccettabile!”

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Aeroporti italiani: Raggiungerli, che disastro!!

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

aeroporto firenzeContinuiamo il nostro viaggio in alcuni aeroporti italiani per verificarne funzionalita’ e raggiungibilita’. Oggi ci avvaliamo dei dati statistici raccolti dal sito web http://www.goeuro.it su quelli europei preferiti dagli italiani per raggiungibilita’. Lasciamo stare la classifica dei primi 10 (non aspiravamo a tanto per i nostri aeroporti) che vede in cima Francoforte, Praga ed Amsterdam. Andiamo sui primi 76 e gli italiani li troviamo in questa sequela: Napoli (13mo posto), Bergamo (14), Catania (25), Venezia (34), Bologna (37), Roma/Ciampino (47) Milano/Linate (57), Palermo (60), Milano/Malpensa (62), Roma/Fiumicino (63). Oltre alle pessime performance dei piu’ importanti aeroporti della Penisola, in evidenza l’assenza di scali importanti come Torino, Genova, Pisa, Bari e -tra gli aeroporti minori ma importanti perche’ legati a citta’ di grandi flussi turistici e commerciali- Firenze, Cagliari, Olbia e Brindisi.
Dire “disastro” e’ il minimo. Responsabilita’ si’ delle societa’ di gestione di ogni specifico aeroporto, ma responsabilita’ essenzialmente delle amministrazioni e della politica. Che sembrano non vedere al di la’ del proprio naso e che si beano della loro condizione da Lilliput -eclatante il caso di Firenze . Eppure avere aeroporti in cui, oltre ad atterrare aerei che -per le necessita’ ambientali e di pista- possano magari andare anche oltre l’Europa, non e’ un’esigenza che bisticcia con progresso, economia, produttivita’, imprenditoria e investimenti, anche quelli cosiddetti stranieri. Come non e’ un’eresia snobbista sentire l’esigenza di aeroporti che siano fruibili dall’utenza a costi contenuti e di facile e veloce raggiungibilita’. Usare gli aerei e gli aeroporti non e’ piu’ -finalmente- “roba da ricchi”, ma far diventare il loro raggiungimento roba da “carro bestiame” o -tra tempi e costi- comunque da ricchi, e’ mettere un bastone tra le ruote di progresso, economia e civilta’. Ne facciano tesoro coloro che abbiamo mandato a rappresentarci nelle istituzioni e -soprattutto- noi che li abbiamo votati, perche’ tra le molte cose per le quali dovremmo essere esigenti, non venga trascurata questa determinante voce del nostro futuro economico. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Turismo: Meloni, “Roma in testa a classifica città italiane per giudizi online turisti”

Posted by fidest press agency su domenica, 11 giugno 2017

roma10“E’ un giudizio positivo quello dei turisti italiani e stranieri sulle strutture ricettive romane, che colloca Roma tra le prima città per la reputazione digitale della sua ospitalità. L’82,9% delle opinioni raccolte, infatti, esprime soddisfazione per la qualità dell’accoglienza ricevuta nella Capitale, come risulta da un rapporto sul ‘sentiment’ presentato oggi nel corso di un convegno sulla “Reputazione delle strutture ricettive romane”. Un risultato che ci offre uno spaccato di come l’innovazione tecnologica stia cambiando lo scenario del mercato turistico, della grande capacità di attrazione che Roma esercita sul turismo interno e straniero e di quanto ancora ci sia da fare per migliorare e innalzare la qualità dei servizi e dell’accoglienza”. Lo dichiara in una nota l’assessore allo Sviluppo economico, Turismo e Lavoro Adriano Meloni.
“Roma resta in cima alle preferenze dei turisti di tutto il mondo. Il posizionamento su portali e canali digitali è oggi strategico per ogni Capitale moderna. Dopo aver approvato il piano di promozione turistica che sta portando l’offerta delle imprese romane sui mercati più solidi e promettenti, in questi giorni stiamo mettendo a punto un programma di formazione destinato al mondo dell’accoglienza romana. Va avanti velocemente, anche, la trasformazione della nuova comunicazione del turismo. A breve vareremo un nuovo prodotto informativo, una newsletter dedicata a operatori e addetti ai lavori e a fine anno saremo pronti con la nuova veste del portale Turismo Roma, che avrà una più stretta connessione con l’universo social” conclude.

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QS World University Rankings 2018: La Classifica mondiale delle migliori Università

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 giugno 2017

Aerial view of the Mass. Institute of Technology, Cambridge, MALONDRA/PRNewswire/ Per la prima volta quattro Università Italiane tra le Top 200. Il Massachussett Institute of Technology MIT domina la quattordicesima edizione del QS World University Rankings riconfermandosi la migliore Università al mondo per il sesto anno consecutivo. L’ Università di Stanford e Harvard mantengono il secondo e terzo posto rispettivamente mentre il California Institute of Technology (Caltech) sale al quarto posto. Per la prima volta nella storia di questa classifica le prime quattro Università sono Statunitensi. Cambridge perde una posizione mentre Oxford rimane stabile. Nanyang Technological University, una giovanissima Università di Singapore, inagurata nel 1991, ottiene la propria posizione migliore in tutte le edizioni del ranking, piazzandosi all’unidicesimo posto. L’ascesa rapidissima di questo ateneo dimostra come con gli investimenti adequati, un management efficiente e una visione innovativa, si possano scalare vette altissime.
Il Politecnico di Milano (170esimo) guadagna tredici posizioni e si riconferma la prima Università Italiana. E’ seguito dall’Università di Bologna (188esima) che sale di venti posizioni.
In questa edizione ci sono 30 Università italiane, incluse la Scuola Superiore Sant’Anna Pisa e la Scuola Normale Superiore che per la prima volta sono state inserite in classifica. Si posizionano al 192esimo posto a pari merito. L’eccellenza di questi due atenei é riflessa nella classifica ottenuta nell’indicatore che misura l’impatto della ricerca (citation per faculty). La Scuola Normale Superiore é 18esima al mondo in questo importante criterio, mentre la Scuola Superiore Sant’Anna é 27esima.
Le opinioni di 75,015 accademici di tutto il mondo sono state considerate per la stesura di questa classifica. L’Università di Bologna é 77esima al mondo in questo indicatore (academic reputation) e la migliore in Italia, seguita da Sapienza – Università di Roma
(86esima). Un altro criterio utilizzato é l’employer reputation, che si basa su un sondaggio globale rivolto a datori di lavoro/recruiter. In 40,455 hanno indicato quali sono le Università dalle quali preferiscono assumere talenti. L’Università Commerciale Luigi Bocconi non figura nella classifica globale perché é una università specialistica, ma é la preferita dai recruiters tra le italiane, posizionandosi al 30esimo posto al mondo in in questo indicatore, seguita dal Politecnico di Milano al 53esimo.

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Classifica delle Università italiane: l’Università Europea di Roma raggiunge il vertice

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 marzo 2017

università europea romaL’Università Europea di Roma si posiziona al vertice delle classifiche appena pubblicate dalla Agenzia Nazionale di Valutazione del sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR). In particolare i risultati della Valutazione della Qualità della Ricerca 2011-2014, che ha considerato le pubblicazioni scientifiche di tutti i docenti delle università italiane, ha evidenziato che l’Università Europea di Roma nell’Area 10 (Scienze dell’antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche) si è classificata al primo posto nella graduatoria assoluta di tutte le Università italiane. E’ inoltre emerso l’eccellente risultato dell’area giuridico-privatistica che ha collocato l’Università Europea di Roma tra i primi dodici atenei tra le università di categoria. Ottimi risultati anche per l’Area della Psicologia e delle Scienze economico-aziendalistiche, che collocano l’Ateneo tra le prime venti università italiane nella classifica di categoria. Nel complesso quasi la metà delle pubblicazioni sottoposte a valutazione (esattamente il 43,6%) hanno raggiunto i punteggi massimi di eccellente ed elevato.“E’ un risultato che conferma la bontà degli investimenti fatti in termini di arruolamento dei professori e di finanziamento alla ricerca” dichiara il prof. Alberto Gambino, Prorettore con delega alla Ricerca. “In questo scenario – aggiunge il prof. Gambino – abbiamo oggi la certezza che i nostri studenti trovano nell’Università Europea di Roma competenze davvero all’altezza della migliore formazione possibile e di un’entrata proficua nel mondo del lavoro e delle professioni”.

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Ed Sheeran in testa alla classifica Airplay

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 febbraio 2017

radio-monitor“Shape Of You” (Warner) di Ed Sheeran passa in testa alla classifica airplay dei singoli più ascoltati in radio della settimana, raggiungendo 83,17 milioni di ascoltatori e totalizzando 4.480 passaggi su 267 emittenti monitorate. Con 78,56 milioni di ascoltatori, si aggiudica la seconda posizione il tormentone del momento “Occidentali’s Karma” (BMG) interpretato da Francesco Gabbani, vincitore del 67° Festival di Sanremo (4.289 passaggi su 274 emittenti), seguito da “Rockabye” (Warner) dei Clean Bandit feat. Anne Marie & Sean Paul (72,28 milioni di ascoltatori su 243 emittenti).In quarta posizione “Che sia benedetta” (Sony) della favorita di Sanremo 2017 Fiorella Mannoia, che conquista 69,25 milioni di ascoltatori in sette giorni, registrando 3.575 passaggi su 259 emittenti.Tra le più alte nuove entrate della settimana, “Cloud 9” (Universal) di Jamiroquai in posizione #23, seguito da “Chained To The Rhythm” (Universal) di Katy Perry feat. Skip Marley (#24) e da “Il diario degli errori” (Universal) di Michele Bravi (#27).Tra le tre major Sony passa in vetta e registra il market share più alto (31,54%), seguita da Universal (28,85%), Warner (25,24%) e dalle indipendenti BMG (2,99%), Baraonda (2,65%) e Mescal (2,24%).
Radiomonitor è l’azienda britannica leader nel settore dei rilevamenti radiofonici e televisivi, che fornisce dati e classifiche airplay a tutte le major e all’industria musicale internazionale, calcolate adottando lo stesso algoritmo in tutti i territori. (monitor)

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Canon è prima tra le aziende giapponesi nella classifica dei brevetti US

Posted by fidest press agency su martedì, 17 gennaio 2017

canon1Secondo i risultati preliminari rilasciati da IFI CLAIMS Patent Services a gennaio 2017, Canon si riconferma al primo posto tra le aziende giapponesi e al terzo posto assoluto per numero di brevetti depositati negli Stati Uniti nell’anno 2016. Canon è costantemente impegnata in attività di ricerca e sviluppo, che si concentrano sia nell’ideazione di prodotti, soluzioni e servizi nelle proprie aree di business che nell’analisi di nuovi possibili settori d’ingresso. Per tale motivo promuove l’incremento del numero di brevetti, valutando strategie di business, tecnologie e prodotti in linea con le tendenze di ogni mercato. Gli Stati Uniti, con le loro aziende altamente tecnologiche e l’ampio mercato, rappresentano una nazione particolarmente importante in termini di ampliamento del business e alleanze tecnologiche.
Grazie a una stretta collaborazione tra le divisioni che si occupano di tecnologia e quelle che si occupano di proprietà intellettuale, l’azienda punta a migliorare ulteriormente le proprie capacità tecnologiche e i relativi diritti di proprietà. Per 31 anni consecutivi, Canon si posiziona tra le prime cinque aziende detentrici del più elevato numero di brevetti depositati.

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Alternative Ranking Arwu

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 settembre 2016

parma universitàParma. Secondo l’Alternative Ranking Arwu, una classifica che è l’evoluzione del tradizionale Academic Ranking of World Universities (Arwu), l’Università di Parma si colloca tra il 301° e il 400° posto al mondo, nona tra le università italiane presenti nella top 500. Il tradizionale Ranking Arwu prende in considerazione sei indicatori complessivi: i Premi Nobel e le Medaglie Fields ottenuti dagli alunni e dal corpo accademico, gli “Highly Cited Researchers”, gli articoli pubblicati in riviste scientifiche, gli articoli indicizzati nel Science Citation Index e nel Social Sciences Citation Index, il cosiddetto “rendimento pro capite” dell’istituzione. I primi due indicatori Arwu hanno spesso suscitato critiche, perché premi Nobel o medaglie Fields assegnati anche decine di anni fa (l’arco di tempo considerato sono gli ultimi 100 anni) possono far sì che un ateneo finisca in una posizione migliore di uno non “medagliato” ma con ottimi punteggi negli altri indicatori.
Per questo l’Università di Shanghai ha deciso di stilare anche un “Alternative Ranking Excluding Award Factor”, cioè una classifica che non tiene conto dei Premi Nobel e delle Medaglie Fields. In questo ranking Parma si colloca molto meglio: anziché tra il 401° e il 500° posto (la sua posizione nel Ranking Arwu tradizionale) è tra il 301° e il 400°, e soprattutto è nona tra le università italiane. In particolare, spicca il dato degli Highly-Cited Researchers, ovvero dei ricercatori più citati, sui quali – con un punteggio di 13,6 – l’Ateneo di Parma è 5° in Italia e 230° al mondo.Tra le italiane, nell’ “Alternative Ranking Excluding Award Factor”, 4 università sono tra il 151° e il 200° posto (La Sapienza, Bologna, Milano e Padova), 4 tra il 201° e il 300° (Sant’Anna di Pisa, Normale di Pisa, Firenze, Torino), 5 (tra cui Parma) tra il 301° e il 400° (Politecnico di Milano, Federico II, Pisa, Milano Bicocca), e 8 tra il 401° e il 500° (Cattolica, Ferrara, Genova, Palermo, Pavia, Perugia, Roma Tor Vergata, Trieste).
L’Ateneo di Parma si colloca in prestigiosa compagnia con una performance di tutto rilievo, considerando che tutte le università citate (ad eccezione della Scuola Sant’Anna e della Normale di Pisa) sono di dimensioni maggiori e che questo tipo di classifica risente di una “distorsione” legata proprio al numero di ricercatori e docenti.

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La Sapienza si conferma la migliore università italiana nella classifica mondiale della Jiao Tong University di Shanghai

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 agosto 2016

la sapienza romaE’ stata pubblicata dalla Jiao Tong University di Shanghai la classifica che prende in esame le 500 università migliori nel mondo.
Nell’Academic Ranking of World Universities 2016 (Arwu) la Sapienza conferma il primato dello scorso anno, collocandosi in testa agli atenei italiani alla 163esima posizione con un punteggio totale di 19.23, unica università italiana nel range 151-200 insieme con l’Università di Padova in 183esima posizione con un punteggio di 18,19.Seguono nel range 201-300 il Politecnico di Milano e le università di Bologna, Firenze, Statale di Milano e Pisa. Gli indicatori presi in esame dall’Arwu sono rigorosi e comprendono premi Nobel e riconoscimenti accademici ricevuti, qualità della ricerca (paper pubblicati e ricercatori più citati) e le performance rispetto al numero degli iscritti.In particolare sono 6 i parametri su cui si basa la classifica: premi internazionali di ex studenti (10%) o di ricercatori della singola Università (20%), le citazioni di pubblicazioni scientifiche in Thomson-Reuters (20%), le pubblicazioni “Nature & science” (20%), le pubblicazioni tecnologico-sociali (20%). Questi parametri sono poi correlati con lo staff accademico, dando un ulteriore parametro di produttività pro-capite (10%).“La Sapienza conferma e consolida il suo prestigio di grande ateneo europeo, di respiro mondiale, collocandosi al la sapienza roma1primo posto tra le università italiane e tra le prime a livello europeo ed internazionale – commenta il rettore Eugenio Gaudio. A ben guardare – prosegue Gaudio – il risultato è tutto sommato abbastanza positivo anche per il sistema universitario italiano che, anche se non è rappresentato nelle prime 100 posizioni monopolizzate dalle ricche università anglosassoni, vede circa un 1/3 degli atenei del Paese (19 su 60) nelle prime 500 posizioni su 1200 università censite e su 17.000 stimate nel mondo. Questo significa che il rendimento delle nostre università pubbliche è mediamente elevato, a fronte di un cronico e drammatico sottofinanziamento da parte dello Stato, che vi destina lo 0,42% del Pil (Francia e Germania vi destinano più del doppio) e il basso numero di addetti alla ricerca, oggi meno della metà di quello degli altri Paesi occidentali. In questo quadro emerge l’ottima performance della Sapienza legata alle eccellenze dell’attività di ricerca, alla ricchezza multidisciplinare del nostro ateneo e alla sua secolare tradizione culturale e formativa. Con un maggior investimento del Paese nella ricerca e sui nostri giovani migliori – conclude Gaudio – il sistema potrebbe decollare ed essere il volano della ripresa e dello sviluppo del Paese, altrimenti è destinato a un lento ma inesorabile declino”.Posizioni e punteggi sono ricavati dai dati e dalla metodologia pubblicati sul sito http://www.shanghairanking.com (foto: la sapienza)

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Classifica Velocità Internet in Europa

Posted by fidest press agency su martedì, 9 agosto 2016

internetL’Italia è al 54esimo posto nella classifica mondiale relativa alla velocità media di connessione internet, che è di soli 8,2 Mbps e si posiziona solo al quart’ultimo posto nella classifica Europea davanti solo a Grecia, Croazia e Cipro. È quanto emerge dal rapporto relativo alle infrastrutture distribuito da Akamai, azienda statunitense di “distribuite computing”, che si occupa di CDN (Content Delivery Network). L’attività di Akamai consente di ottenere molte informazioni che, raccolte in report trimestrali, forniscono importanti indicazioni sull’evoluzione delle infrastrutture internet nel mondo: proprio a proposito dell’Italia, i dati emersi per il primo trimestre del 2016 nel documento “State of Internet” che confermano a pieno anche uno studio diffuso dala Bee Web Srl, società proprietaria di Komparatore.it, motore di comparazione di offerte ADSL, fibra e tariffe di telefonia mobile. Nonostante la crescita delle infrastrutture la situazione nel nostro paese rimane ancora precaria. L’aumento della velocità media del 9,8% rispetto al trimestre precedente e del 33% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno dimostra una situazione in netto miglioramento, percepita anche dai cittadini italiani che, in numero sempre maggiore, preferiscono la fibra ottica all’ADSL. In crescita sono anche le percentuali relative alla velocità media di picco, che in Italia è di 36,5 Mbps: questa velocità è infatti aumentata del 14% rispetto lo scorso trimestre e del 20% rispetto lo stesso periodo dell’anno scorso. Da un’ analisi effettuata dalla società rumena Bee Web, che possiede il motore di comparazione Komparatore.it, emerge inoltre una notevole differenza fra le richieste prevenute nell’ultimo trimestre del 2015 e nel primo trimestre 2016 nell’ambito delle offerte telefoniche: la fibra ottica ha registrato un aumento delle richieste del 15% a fronte di un calo del 10% di quelle relative al servizio ADSL. Queste percentuali dimostrano che gli utenti hanno recepito positivamente l’attenzione da parte del governo e degli operatori telefonici all’importanza di una connessione internet all’avanguardia, che possa non solo semplificare processi lavorativi ma migliorare anche la qualità della vita. E’ di inizio luglio la notizia dell’approvazione da parte dell’UE del piano per la banda larga in Italia, che prevede di fornire a tutti i cittadini una connessione internet veloce entro il 2020. L’aumento delle richieste per la fibra pervenute a Komparatore.it registra l’esigenza, da parte degli utenti, di avere una connessione internet veloce ed affidabile, nonostante i prezzi della fibra in Italia siano leggermente più alti di quelli relativi all’ADSL. Attivo dall’ottobre 2015 Komparatore.it consente il confronto tra le offerte proposte dagli operatori italiani con possibilità di attivare online il servizio selezionato o di richiedere una consulenza telefonica da parte di un operatore compilando il modulo di ricontatto. Forte dell’esperienza con Komparatore.it, la Bee Web ha deciso di lanciare il servizio di comparazione delle offerte telefoniche anche in casa propria, in Romania dove la situazione relativa alla connessione internet è decisamente migliore: stando proprio ai dati diffusi da Akamai relativi al primo trimestre del 2016, la Romania è, con 82,4 Mbps, al primo posto nella classifica dei paesi europei (al nono posto nella classifica mondiale) nell’ambito della velocità media di picco. Per quanto riguarda la velocità di connessione media la Romania si attesta al nono posto in Europa e al 14esimo a livello mondiale con un valore di 16.1 Mbps. Nonostante i valori registrati siano decisamente positivi, questi dimostrano anche una crescita delle infrastrutture nel paese: l’incremento della velocità media è stato infatti del 22% rispetto al trimestre precedente e del 31% rispetto allo scorso anno, mentre quello relativo alla velocità media di picco è stato rispettivamente del 12% e del 20%. La nascita di Komparatorul.ro si pone dunque in un contesto dove le connessioni internet ad alta velocità si sono già imposte e sono ampiamente affermate: qui, infatti, il percorso è stato differente rispetto a quello italiano, dal momento che non si sono affrontati i costi e le difficoltà di modernizzare i vecchi impianti con cavi in rame, ma si sono costruiti direttamente impianti di ultima generazione con la fibra. Le compagnie italiane hanno dovuto aspettare di recuperare i vecchi investimenti per modernizzare le infrastrutture, mentre nell’est Europa questo passaggio non c’è stato: l’adeguamento dei vecchi impianti alla banda ultra larga ha avuto in Italia un costo maggiore e tempistiche più lunghe della realizzazione, in Romania, di infrastrutture ex novo. Le tariffe telefoniche in Romania sono decisamente più economiche rispetto quelle italiane ed offrono una connessione internet qualitativamente migliore, grazie ad infrastrutture più moderne ed all’avanguardia: molte delle offerte degli operatori rumeni prevedono, inoltre, tariffe flat per le chiamate verso Italia e Spagna, le due nazioni con la maggior presenza di rumeni oltre confine (Italia 1.131.839, Spagna 798.104 fonte wikipedia).

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