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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘classificazione’

Noduli tiroidei, performance dei sistemi di classificazione ecografica a confronto

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 luglio 2019

Un recente lavoro del gruppo della Sapienza di Roma propone una valutazione comparata della performance dei cinque sistemi di classificazione ecografica dei noduli tiroidei maggiormente diffusi su scala internazionale (ATA, AACE/ACE/AME, K-TIRADS, ACR-TIRADS, EU-TIRADS) (rispettivamente: Haugen BR, et al. Thyroid, 2016; Gharib H, et al. Endocr Pract, 2016; Shin JH, et al. Korean J Radiol, 2016; Tessler FN, et al. J Am Coll Radiol, 2017; Russ G, et al. Eur Thyroid J, 2017) su un campione di oltre 470 pazienti. «Il disegno dello studio è prospettico» spiegano Andrea Frasoldati e Silvia Vezzani, SC Endocrinologia, Dipartimento Specialità Mediche, Arcispedale S. Maria Nuova IRCCS – ASL Reggio Emilia. «Gli esiti oggetto di valutazione sono: numero di agoaspirati (FNA) classificabili come “non necessari”, percentuale di falsi negativi, parametri di accuratezza diagnostica (sensibilità, specificità, valore predittivo positivo – VPP – e valore predittivo positivo – VPN). I risultati dello studio evidenziano come i cinque sistemi siano tutti efficaci nel ridurre il numero di FNA non necessari, di una quota compresa tra il 17 e il 53%». In particolare, riportano Frasoldati e Vezzani, la classificazione proposta dall’American College of Radiologists (ACR-TIRADS), la sola basata su una scala derivante dalla somma dei punteggi di sospetto attribuiti ai diversi caratteri ecografici, è quella che mostra la migliore capacità di selezionare i noduli non meritevoli di approfondimento citologico. Questo per due ordini di motivi: 1) si ha un’eccellente discriminazione dei noduli benigni in virtù di un’elevata specificità; 2) il cut-off dimensionale proposto per procedere a FNA in presenza di noduli a basso rischio di malignità è più elevato rispetto a quello proposto dalla maggior parte delle altre classificazioni (25 mm vs 15-20 mm), senza che ciò comporti, di fatto, una riduzione dell’accuratezza.
Il lavoro riveste un grande interesse, anche per il suo taglio estremamente pratico, commentano Frasoldati e Vezzani. In un periodo di risorse limitate, nel quale si è chiamati a contenere gli eccessi della diagnostica strumentale e a razionalizzare i programmi di sorveglianza di lungo periodo, appare, infatti, un esercizio molto utile quello di testare i sistemi di classificazione ecografica dei noduli tiroidei nella real life, anche sulla base della quota di FNA che si possono risparmiare. «Quanto si ricava dai risultati dello studio è che tra i cinque sistemi studiati, due (ATA e K-TIRADS) sono meno performanti, mentre i restanti tre mostrano una sovrapponibile capacità di discriminazione tra noduli benigni e maligni» proseguono gli specialisti. «Tra questi, la classificazione AACE/ACE/AME è quella meno selettiva nel porre indicazione all’esame citologico, essenzialmente per due ragioni: 1) i noduli a “basso” e “bassissimo” rischio di malignità – accorpati nella classe I AACE/ACE/AME – appartengono invece a due classi distinte nelle classificazioni ACR-TIRADS ed EU-TIRADS, e nella classe a rischio inferiore l’FNA non è mai da loro ritenuto indicato; 2) il cut-off dimensionale per eseguire FNA nei noduli della classe I AACE/AME/ACE corrisponde a 20 mm, in luogo dei 25 mm proposti da ACR-TIRADS. Detto in altri termini, qualora le linee guida AACE/AME/ACE innalzassero di qualche mm il cut-off dimensionale fissato per l’FNA dei noduli di aspetto benigno, la performance delle classificazioni diverrebbe con tutta probabilità sovrapponibile – un concetto esplicitato anche nel lavoro recentemente pubblicato dal gruppo di Albano Laziale» (Persichetti A, et al. J Clin Endocrinol Metab, 2018).È inoltre opportuno aggiungere alcune considerazioni che trovano giustamente spazio nella discussione del lavoro del gruppo della Sapienza, aggiungono Frasoldati e Vezzani: «in primo luogo, le caratteristiche distintive di un buon sistema di classificazione ecografica dei noduli tiroidei non hanno soltanto a che fare con la quota di FNA per noduli benigni che tale sistema è in grado di far risparmiare, ma anche con la riproducibilità inter-osservatore del sistema (anche connesso alla mancanza di ambiguità dei parametri proposti) e con la sua semplicità d’uso. In questa prospettiva, la classificazione ACR-TIRADS non è probabilmente quella di più facile e immediata applicazione. Inoltre, nello studio non sono stati compresi né i noduli con diametro massimo < 1 cm (n = 79), né quelli con citologia non diagnostica o indeterminata (n = 251). In quest’ultimo gruppo, la quota di casi per i quali non vi sarebbe stata indicazione a eseguire l’FNA secondo le diverse classificazioni presenta una distribuzione del tutto analoga a quella descritta nello studio, a suggerire l’assenza di un bias di selezione. Tuttavia, il fatto che la valutazione della performance dei diversi sistemi di classificazione non sia stata possibile in circa un terzo dei noduli inizialmente ammessi allo studio costituisce un indubbio fattore limitante». In conclusione, affermano Andrea Frasoldati e Silvia Vezzani, «lo studio indica che la performance diagnostica delle principali classificazioni ecografiche dei noduli tiroidei è complessivamente buona. L’impiego di tali classificazioni costituisce uno strumento affidabile per ridurre il numero di FNA “inutili”: in particolare, deve essere sottolineato l’eccellente risultato conseguito dalla classificazione ACR-TIRADS, anche in parte riconducibile all’adozione di un cut-off dimensionale più selettivo (25 mm) per l’indicazione all’FNA nei noduli a basso rischio di malignità». J Clin Endocrinol Metab, 2019;104:95-102. doi: 10.1210/jc.2018-01674. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30299457 fonte: doctor33)

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Demenza: classificazione spesso non accurata. Servono test cognitivi affidabili

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 dicembre 2018

Secondo le conclusioni di uno studio pubblicato su Neurology: Clinical Practice, l’uso delle valutazioni cognitive brevi spesso non classifica in modo accurato i pazienti con demenza. «La diagnosi della malattia di Alzheimer e della demenza è complessa e proprio per questo gli strumenti di valutazione del deterioramento cognitivo sono imperfetti» afferma la prima autrice Janice Ranson della Scuola di medicina all’Università di Exeter, Regno Unito, che assieme ai colleghi ha esaminato i fattori predittivi di una errata classificazione della demenza da parte di tre valutazioni cognitive brevi: il Mini-Mental State Examination (MMSE), il Memory Impairment Screen e l’Animal Naming (AN). Analizzando 824 anziani nei quali era già stata posta diagnosi di demenza, i ricercatori hanno scoperto che il 35,7% dei partecipanti era stato classificato erroneamente da almeno una scala di valutazione, mentre l’1,7% dei partecipanti lo era stato con tutti e tre gli strumenti. «I fattori predittivi di errata classificazione differiscono per ciascuna scala valutativa» precisano gli autori, spiegando che nel caso dell’MMSE il numero di anni di studio del paziente è in grado di predire elevati falsi negativi e bassi falsi positivi. Viceversa, con l’uso della scala AN la residenza in casa di cura implica una bassa percentuale di falsi negativi a fronte di falsi positivi più frequenti. «Altri fattori predittivi di un elevato numero di falsi positivi sono l’età e l’etnia non caucasica» riprende la ricercatrice. «Identificare in modo tempestivo le persone con demenza è di estrema importanza, specie a fronte del continuo sviluppo di nuovi trattamenti» commentano gli autori. E Ranson conclude: «Da questi risultati emerge la necessità di test cognitivi affidabili e di una migliore conoscenza di come interpretarli tenendo conto dell’età, dell’istruzione e di altri fattori. Questo è particolarmente vero per le valutazioni cognitive brevi che vengono spesso usate a scopo diagnostico in assenza di specialisti neurologi o geriatri». (fonte: Doctor33)

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La partenza e il ritorno: Dino Campana

Posted by fidest press agency su domenica, 19 giugno 2011

Parma 20 giugno 2011 – ore 21,00 Cortile Biblioteca Civica, Vicolo S.Maria 5 POIESIS – La partenza e il ritorno: Dino Campana Voci: Paola Ferrari, Raffaele Rinaldi Musiche: Vincenzo Falvo, Selezione testi, drammaturgia: Paola Ferrari A cura di Associazione Culturale Istriomania e Libreria Feltrinelli Ingresso libero. In caso di maltempo lo spettacolo si terrà nell’Oratorio Novo della stessa Biblioteca Civica Un viaggio tra vissuto, vagabondaggi poetici e amorosi di Dino Campana, poeta che sfugge ad ogni possibile classificazione o definizione tanto è vasto il campo in cui si esprime la sua arte. Pazzo, visionario, orfico, vagabondo? Queste sono solo alcune delle definizioni attribuite a questo autore, ma nessuna capace di abbracciare pienamente la sua vita e la sua opera. La sua poesia è moderna, e tuttavia è piena di richiami dannunziani e leopardiani e di rimandi ai classici. Ricca di musicalità, in un fluire di versi dove l’ordine sintattico è sconvolto in vari modi e la cui coerenza si raggiunge solo sacrificando ogni plausibile significato. Basta solo lasciarsi trasportare dalle suggestioni, sollecitate da una scrittura che, come ha definito Emilio Cecchi, è una scossa elettrica, un atto esplosivo: “l’atto del poetare di Campana proveniva in lui da un incanto di realtà schiettissimo”. Nato a Marradi (Firenze) nel 1885 Dino Campana ha vissuto una giovinezza travagliata che lo porta ad interrompere gli studi di chimica pura all’università di Bologna. Dopo un ricovero al manicomio di Imola (1906) inizia una serie di vagabondaggi, sperimentando ogni sorta di mestieri: percorre l’Italia in treno e a piedi, passa le Alpi, va in Svizzera, Francia, Belgio, percorre l’Argentina, torna a Marradi, riparte. Negli intervalli della sua vita errante scrive e riscrive il libro che avrebbe dovuto costituire il significato ultimo della sua esistenza. Nell’autunno 1913 porta a Firenze, per consegnarlo a Soffici e Papini il quadernetto dei suoi Canti orfici, ma nella primavera successiva è costretto a riscriverli perché Soffici ha perduto il manoscritto. Li fa stampare privatamente da un tipografo di Marradi. Continua a viaggiare. Nel 1916 conosce la poetessa Sibilla Aleramo e inizia con lei una profonda, passionale, tumultuosa relazione, testimoniata da un intenso carteggio. Il loro doloroso viaggio chiamato amore ha fine definitivamente davanti al cancello del manicomio di San Salvi (Firenze) dove, nel gennaio 1918, Campana viene internato e dove resterà fino alla morte (marzo 1932). (istriomania)

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Farmacie: dati imprese

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 gennaio 2011

A seguito del risalto dato dai media a un’analisi della Camera di Commercio di Milano sul loro registro delle imprese, la Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani, d’intesa con la stessa Camera di Commercio, ritiene necessarie alcune precisazioni.  La crescita del 72,3% citata nel comunicato – che riguarda in modo più ampio il settore del benessere – si riferisce alla variazione del numero di farmacie attive nel registro delle imprese della Camera di Commercio tra il terzo trimestre 2009 e il terzo trimestre 2010, secondo il sistema di classificazione Ateco dell’Istat; iscrizione che, giova ricordarlo, è volontaria per chi non è un’impresa ma obbligatoria per le imprese.  Il “boom” delle farmacie citato dal comunicato si riferisce quindi esclusivamente a questo dato e non al fatturato o ad altri indici di redditività, né al numero di nuove farmacie aperte nel periodo in esame. Il registro coglie infatti il dettaglio di una parte del settore e in particolare di quelle attività che hanno deciso di iscriversi in quanto imprese, ma che rispetto alla totalità costituiscono circa un’attività su sette.  Infatti, le farmacie lombarde sono complessivamente 2782 tra private (2357) e pubbliche (425), mentre nel registro della Camera di Commercio risultano attive, nella micro categoria Ateco/Istat Farmacia,  206 imprese al terzo trimestre 2009 e 355 nello stesso periodo del 2010.  Ecco perché la Camera di Commercio di Milano parla di un aumento del 72,3% delle farmacie: sono appunto le farmacie che risultano attive al Registro. Speriamo così di aver fugato ogni equivoco al riguardo, visto che la realtà del settore, tra diminuzione dei prezzi dell’etico e misure di contenimento della spesa sanitaria, registra una flessione della redditività che allarma la Federazione anche sotto il profilo occupazionale.

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In Irpinia 1600 cantieri

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 marzo 2010

Crescono i cantieri in Irpinia ed aumentano gli importi delle opere edili avviate. Nel 2009, in provincia di Avellino, i cantieri che hanno iniziato la propria attività sono pari a 1.632. Dato che mostra un incremento del 4,3 per cento rispetto all’anno precedente dove il numero dei lavori cantierati si attestava a quota 1.564.  A studiarne il settore un’analisi della Cassa Edile di Avellino: il report statistico esamina, in ottica quali-quantitativa, l’universo dei nuovi cantieri che, in ambito territoriale, sono stati aperti nell’anno oggetto di verifica. Lo screening, basato sugli ultimi dati utili (anno 2009), osserva il fenomeno in duplice direzione. Da un lato si sonda il comparto suddividendo in tre categorie i cantieri per importo di opere appaltate; dall’altro si cala la lente d’osservazione sulla natura dei lavori cantierati, la cui classificazione è ripartita in tre macrotipologie maggiormente rappresentative del settore.   Nel 2009 il numero dei nuovi cantieri edili di importo inferiore a 200mila euro si attesta a 1.478 con aumento di 5,2 punti percentuali rispetto al 2008. Categoria che costituisce la parte preponderante nel comparto dell’edilizia in Irpinia. In seconda posizione le attività appaltate con importo superiore a 300mila euro. Qui i cantieri presenti sono 112 rispetto ai 108 dell’anno prima. Diminuiscono, invece, di 10 unità, nel raffronto 2008-2009, le attività cantierate con importo compreso tra i 200mila e 300mila euro. In totale il numero dei nuovi cantieri irpini che sono stati aperti nel 2009 è di 1.632 rispetto a 1.564 del 2008. Gli importi complessivi delle opere appaltate nel 2009 sono pari a 251.191.223 euro contro euro 192.069.199 del 2008. Variazione positiva che si traduce in un aumento di oltre 59 milioni di euro.

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III° Congresso Nazionale Ugl Comunicazioni

Posted by fidest press agency su lunedì, 9 novembre 2009

Cristian Linguiti Segr. Provinciale UGLSalvatore Muscarella Segretario Nazionale UGLRoma 11.12 e 13 Novembre  Via Della Nocetta 105  Presso Atahotels  – Villa Pamphili Il tema  congressuale  è “Domande per il Futuro? Risposte per il presente”, non solo uno slogan ma la sintesi del lavoro svolto dal sindacato UGL che viene da lontano, quando si chiamava CISNAL.“ La UGL Comunicazioni è una  delle sigle sindacali più rappresentative del panorama Poste,   sdoganata come tutta la UGL dalla nicchia intellettuale e sociale in cui era racchiusa come CISNAL, proprio grazie al numero dei lavoratori iscritti su cui non si è potuto far finta di niente. Oggi l’UGL  non ha più una classificazione partitica e/o di pensiero ma ben rappresenta i lavoratori in ogni categoria. “ Comprese in Poste Italiane- ha detto, il segretario UGL Comunicazioni di Roma e Provincia, Cristina Linguiti-   giuridicamente strutturate come società privata il cui azionista è lo Stato attraverso la Cassa Depositi e Prestiti e il Tesoro. Tutto questo per offrire dinamicità e nuova e variegata opportunità alle stesse Poste Italiane, ben presenti nei grandi centri urbani e nei più piccoli comuni. Un servizio universale che attraverso una rete di circa 14mila uffici copre l’intera nazione. Poste sono la prima “ banca “ d’Italia e svolge un ruolo sociale ed  economico che va oltre i servizi proposti.. Il ruolo del sindacato  UGL  in Poste Italiane è sempre quello di garantire il sistema occupazione e siamo l’unica azienda pubblica che sta assumendo nuovi lavoratori anche in virtù dell’accordo sindacale siglato il 13 gennaio 2006, pur in presenza di una crisi economica che viene da lontana ed è generale. La nostra sfida è di garantire che le esigenze della clientela siano adeguatamente rispettate unitamente ai diritti dei lavoratori. Quello della salute e della tutela sono dogmi imprescindibili come ben  ribadito dalla segretaria generale  confederale, Renata Polverini, che ne ha fatto una bandiera ed una mission della UGL.”  (Cristian, Salvatore)

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Turismo: diminuiscono gli italiani all’estero

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 agosto 2009

Aumentano, + 7,9%, gli italiani che scelgono le mete turistiche del Bel Paese ma, soprattutto, si rivalutano le seconde case per le proprie vacanze. Diminuiscono, – 5,7%, le destinazioni estere. E’ evidente che la crisi si fa sentire e che si scelgono soluzioni meno onerose o si diminuiscono i giorni di vacanze. Una occasione da cogliere al volo dai nostri operatori turistici che dovrebbero mettere mano alle proprie strutture, rinnovandole, e alle tipologie di servizio offerte. Sarebbe un’opportunita’ anche per il nostro ministero del Turismo per rilanciare il “Made in Italy”. Occasioni e opportunita’ che, pero’, non ci sembrano colte. Il nostro sistema alberghiero (non ci riferiamo, ovviamente, agli alberghi a 5 stelle) e’ vecchio, i servizi di seconda scelta e i prezzi alti rispetto alle offerte della concorrenza estera. Il ministero del Turismo ha varato nuove norme di classificazione alberghiera che pero’ valgono solo per i nuovi edifici o quelli ristrutturati. Le commissioni esaminatrici, regionali o provinciali, hanno “sensibilita’” diverse da Nord a Sud: un tre stelle calabro non e’ paragonabile all’analogo altoatesino. Insomma si sta perdendo un’occasione preziosa e l’obiettivo che qualsiasi operatore turistico dovrebbe avere: la soddisfazione del cliente. L’epoca dei polli da spennare e’ finita ma nel nostro Paese non se ne sono accorti. Poi non si pianga e si chiedano interventi “a sostegno” della nostra industria turistica, cioe’ soldi pubblici, quelli del contribuente. Ci siamo stancati di pagare, ancora una volta, per la scarsa lungimiranza degli operatori turistici e di chi ci governa. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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I trattamenti pensionistici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2009

(Centro Maderna) L’Istat diffonde oggi le tavole di dati sui trattamenti pensionistici rilevati in Italia al 31 dicembre 2007. Le informazioni statistiche sono state prodotte utilizzando l’archivio amministrativo Casellario centrale dei pensionati (gestito dall’Inps), la ricchezza ed il dettaglio analitico del quale hanno consentito di applicare alle statistiche sui trattamenti pensionistici una doppia classificazione, per tipologia e per funzione economica, quest’ultima predisposta dall’Istat in accordo ai criteri stabiliti in ambito europeo (Sespros, Regolamento comunitario 458/2007). Ciò rende possibile la comparazione in ambito comunitario, ed al contempo garantisce la possibilità di effettuare le tradizionali analisi del sistema pensionistico italiano, fondate sulla classificazione tipologica. L’importo annuo di ciascuna pensione è fornito dal prodotto tra l’importo mensile della pensione pagata al 31 dicembre dell’anno ed il numero di mensilità per cui è previsto il pagamento. La variabile spesa è dunque definita come spesa tendenziale (dato di stock) e può non coincidere con la corrispondente voce di bilancio (dato di flusso). Le tavole sono accompagnate da una sintetica nota informativa e da una guida in formato Excel che agevola la consultazione delle tavole regionali.

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