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Posts Tagged ‘claudio scajola’

Presidente ci consenta

Posted by fidest press agency su domenica, 6 novembre 2011

Roma, mercoledì 9 novembre, ore 17,00 presso la Sala del Tempio di Adriano (Piazza di Pietra) preswentazione del libro: Presidente, ci consenta, questo il titolo del libro firmato da Angelo Polimeno, giornalista parlamentare del Tg1, appena pubblicato da Mursia. All’incontro, coordinato da Mauro Mazza, direttore di Raiuno, intervengono i protagonisti del libro: i ministri Altero Matteoli,Gianfranco Rotondi, Maurizio Sacconi; gli onorevoli Antonio Martino, Gaetano Pecorella, Marcello Pera, Claudio Scajola e Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Europea.
Presidente, ci consenta è un libro in cui a parlare non sono i nemici del Premier o i suoi finti amici. A rompere il silenzio, sono otto personalità autorevoli e tutte molto vicine a Berlusconi. Accompagnati da Angelo Polimeno, il loro è un viaggio lungo e approfondito dentro le cause della crisi del governo e del Pdl. Una riflessione equilibrata, ma senza omissioni, su errori e ritardi in economia, giustizia, politica estera, rapporti con l’Europa, organizzazione del partito e alleanze. Con tante rivelazioni importanti: sulle vere ragioni della stagione nera dell’economia italiana e sulle fortissime pressioni dell’Unione europea; su manovre internazionali sospette che punterebbero a favorire una nuova tangentopoli per commissariare l’Italia; sulla clamorosa e ancora oggi poco chiara rottura tra Berlusconi e Fini che – particolare del tutto inedito – si era pentito di entrare nel Pdl già prima di sciogliere Alleanza Nazionale; sulla nascita del Popolo della Libertà che al contrario di quanto tutti credono non è stato inventato da Berlusconi; sulla clamorosa esclusione di esponenti importanti dal governo; sul fallimento della politica sulla giustizia; sui rapporti sempre più difficili con il mondo cattolico; sulle pressioni della Cdu di Kohl che non credeva in Berlusconi e sosteneva Prodi per aiutarlo a rifondare la Dc in Italia. Tutto questo e molto altro nel racconto di otto esponenti di governo e del Pdl che, con lealtà verso il Premier, ma senza sconti, spiegano perché il centrodestra rischia di implodere. Parlano al Paese e a Berlusconi: «Presidente, ci consenta». Indicano soluzioni per uscire dall’angolo. E per tentare la via di un difficilissimo rilancio.

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De Pierro su dimissioni Scajola

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 Mag 2010

E’ una vicenda inquietante, di cui mi auguro vengano delineati al più presto contorni più precisi. Sono troppi i lati oscuri e i legittimi dubbi conseguenti, l’opinione pubblica merita di sapere con certezza il ruolo che ha occupato in tutto questo Claudio Scajola che non è certo il signor Rossi, ma un ministro della Repubblica anche se dimissionario”. E’ questo il primo commento del presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro, alla notizia delle dimissioni di Claudio Scajola travolto dalla vicenda della compravendita, con presunti fondi neri, di una casa a Roma in zona Colosseo. “Anche se attualmente sembra che questi non risulti indagato, spero che riesca presto a dimostrare la sua estraneità ai fatti, che in ogni caso aprirebbe uno scenario incredibile e preoccupante. Indubbiamente non è facile credere che se qualcuno acquista una casa, tra l’altro a un prezzo di gran lunga inferiore a quello di mercato, non si accorga che il resto lo paghi qualcun altro per lui; in questo caso l’ormai ex ministro Scajola andrebbe come minimo etichettato come alquanto sbadato e quindi le dimissioni sono più che mai sacrosante, in quanto è semplicemente assurdo che una persona sbadata fino a questo punto possa continuare a svolgere l’incarico di Ministro della Repubblica, ruolo che investe il titolare di enormi responsabilità. Mi soffermerei inoltre – continua De Pierro – sulle motivazioni esplicitate per giustificare le dimissioni rassegnate: sembra che Scajola voglia essere più tranquillo per difendersi da questa situazione che lo ha investito e quindi preferisca essere più libero dei numerosi impegni che lo hanno assorbito nei due anni di mandato. A tal proposito mi viene spontaneo chiedermi a quali impegni si riferisca, visto che da una disanima, direi piuttosto attenta, non mi sembra di scorgere risultati cosi evidenti da parte del suo dicastero nei due anni in questione”. Il presidente dell’Italia dei Diritti termina aggiungendo: “Comunque per la credibilità delle nostre istituzioni, e qual’ora venga accertata la sua completa estraneità ai fatti, anche per stroncare pericolose tendenze di ricatti e rapporti affari-istituzioni, auspico che provvedimenti nei confronti di chi in questa vicenda ha avuto un ruolo di rilevanza penale siano duri ed esemplari”.

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Scajola si dimette

Posted by fidest press agency su martedì, 4 Mag 2010

“Non dà spiegazioni e alla fine è costretto a dimettersi. Il ministro Claudio Scajola non ha retto alle pressioni che da entrambi schieramenti politici arrivavano in merito allo scandalo sull’acquisto di appartamento nelle vicinanze del Colosseo ad un prezzo ridicolo e, non sapendo motivare il perché, Durante la conferenza stampa, Scajola ha voluto ribadire la sua estraneità al fatto di aver ricevuto denaro da imprenditori coinvolti nell’inchiesta sugli appalti del G8. Doverosamente ha ringraziato Berlusconi, l’unico a non averlo scaricato del tutto con un strappalacrime “le mie dimissioni permetteranno al governo di andare avanti”. Resta da capire ora quale sarà la prima mossa del premier: accettare le dimissioni, rifiutarle andando contro tutto e contro tutti sapendo che alla fine anche questo scandalo sarà insabbiato o rimanere nella palude dove la Pdl sta navigando?“Noi come Partito Democratico abbiamo tenuto fin qui una posizione lineare e seria, la scelta delle dimissioni di Scajola è una scelta giusta, perché le cose che ha detto fin qui per tentare di dare spiegazioni, non sono convincenti per nessuno, se non ha niente altro da aggiungere mi pare inevitabile che consegni le dimissioni, voglio credere che questo verminare che è emerso di questi meccanismi di appalti secondo procedure secretate, venga sgominato fino in fondo”. Così Pier Luigi Bersani commentando in diretta telefonica da Repubblica.tv le agenzie che riportavano le dimissioni di Scajola. Sulla vicenda Scajola “ne abbiamo viste tante, può darsi che siamo in presenza di benefattori sconosciuti. La prima cosa che viene in mente è che domani c’è la riunione al Ministero dello sviluppo Economico per gli operai della chimica, i quali si troveranno davanti un funzionario, non il Ministro, speriamo bene. Io credo francamente che siamo in una fase in cui i problemi reali non riescono a trovare soluzione, a trovare un canale di comunicazione con le decisioni di Governo. Stiamo parlando di un Ministero molto importante, che veramente ha le mani nell’insieme dei problemi dell’economia reale, sono molto colpito da questa vicenda perché conosco i problemi di quel Ministero, in uno dei Paesi più grandi del mondo, tra l’altro ci guarda anche il mondo, fatti di questo genere lasciano sconcertati”. (fonte Pd)

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Innovazione e investimenti, agevolazioni alle imprese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2009

Le piccole e medie imprese che realizzeranno investimenti produttivi innovativi riceveranno nuove agevolazioni, con l’obiettivo di rafforzare la competitività del sistema industriale. Le risorse impegnate saranno di circa 700 milioni di euro come prima dotazione: lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola nel presentare il Decreto del 23 luglio 2009, in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Gli investimenti, riguardanti le aree tecnologiche dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile, delle nuove tecnologie della vita, delle nuove tecnologie per il made in Italy e delle tecnologie innovative per i beni e le attività culturali, devono essere finalizzati allo sviluppo di piccole imprese di nuova costituzione; alla industrializzazione dei risultati di programmi qualificati di ricerca o di sviluppo sperimentale; alla realizzazione di programmi di investimento volti al risparmio energetico o alla riduzione dell’impatto ambientale; al perseguimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale, che saranno precisati dal ministero dello Sviluppo economico con un successivo decreto. I Programmi ammissibili (elencati al Titolo II) devono essere relativi: alla realizzazione di nuove attività produttive; all’ampliamento di unità produttive esistenti; alla diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi; al cambiamento fondamentale del processo di produzione complessivo di un’unità produttiva già esistente. Possono accedere alle agevolazioni relative alle attività di trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli anche le imprese di grandi dimensioni, purchè abbiano meno di 750 dipendenti o un fatturato inferiore a 200 milioni di euro. Dossier “Innovazione e investimenti, agevolazioni alle imprese”

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Crisi della pelletteria

Posted by fidest press agency su martedì, 10 marzo 2009

Ceccuzzi (Pd): “Quali iniziative intende assumere il governo per salvaguardare i livelli occupazionali del settore della pelletteria in Amiata  e per tutelare gli investimenti delle istituzioni e delle imprese. E’ quanto chiede il deputato del Partito democratico, Franco Ceccuzzi nell’interrogazione presentata, nei giorni scorsi, al ministro dello sviluppo economico, Claudio Scajola. L’obiettivo è quello di collocare sul piano nazionale la crisi della pelletteria in Amiata, considerata oggi crisi micro-settoriale. “Il decreto legge numero 5 del 2009 a sostegno dei settori industriali in crisi, in discussione adesso alla Camera – afferma Franco Ceccuzzi – mentre interviene giustamente, anche se tardi, sull’auto e sul caravan, esclude comparti produttivi rilevanti per fatturato e occupazione, nonché simbolo del Made in Italy in tutto il mondo: dal tessile all’abbigliamento; dall’alimentare fino all’edilizia, all’orafo e alla pelletteria. In Amiata la pelletteria conta oltre 80 aziende e circa 800 addetti. Per questo stiamo lavorando, come gruppo Pd, per presentare emendamenti a sostegno di tutto il Made in Italy e, per quanto mi riguarda, direttamente a favore del settore della pelletteria”. “Se nei primi anni Duemila si parlava di rischio declino dell’industria italiana – aggiunge Ceccuzzi –  oggi si parla di rischio sopravvivenza per il manifatturiero italiano. In questo contesto si colloca la crisi della pelletteria in Amiata che riveste un ruolo determinante per lo sviluppo occupazionale, sociale ed economico locale. In questi anni le istituzioni locali hanno seguito con grande attenzione lo sviluppo e le problematiche del settore, cercando di intervenire tempestivamente con politiche adeguate in grado di promuovere la qualità del prodotto, la crescita dei livelli occupazionali e la programmazione di infrastrutture logistiche sul territorio”.“Il distretto locale della pelletteria – conclude Ceccuzzi – è caratterizzato dalla presenza di piccole e medie imprese contoterziste, alcune delle quali a conduzione familiare. Negli ultimi anni, il distretto ha risentito, più di altri comparti e in analogia con gli altri settori manifatturieri, della concorrenza del mercato globale e della politica di delocalizzazione dei processi produttivi portata avanti dalle grandi aziende, soprattutto verso i paesi asiatici e dell’Est europeo. In queste ultime settimane, le difficoltà del distretto si sono accentuate, anche a causa degli effetti della crisi economica globale. Oggi, secondo i dati forniti dalle associazioni di categoria e dagli enti locali, la crisi ha colpito circa il 50 per cento delle aziende e oltre il 45 per cento dei lavoratori, compresi titolari e dipendenti, con forti ripercussioni sul tessuto economico e sociale dell’Amiata”.

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