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Claudio Vercelli: Neofascismo in grigio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 14 aprile 2021

15 aprile 2021, ore 18 Claudio Vercelli, Neofascismo in grigio. La destra radicale tra l’Italia e l’Europa, Einaudi, 2021 L’autore ne discute con Marco Brunazzi Il link principale è https://youtu.be/8lG0xcdPpHA Il neofascismo ritorna, in Italia e in Europa. In forme ingannevoli, mutevoli, capace di adattarsi al pari di un camaleonte. Da un classico nero a un inquietante grigio. Obbligato per decenni ai margini del dibattito politico per il suo apparente anacronismo, il neofascismo, nelle sue diverse declinazioni storiche, ha invece assunto oggi le vesti di uno scomodo convitato. Non è il ritorno a vecchie organizzazioni che si erano incaricate di raccogliere, in età repubblicana, il lascito mussoliniano. Men che meno degli spettri, mai del tutto dissoltisi, di quest’ultimo. Semmai assistiamo a una riformulazione culturale e antropologica della sua attualità in quanto sistema di rapporti e relazioni politiche per i tempi a venire. L’asticella non è rivolta al passato bensì al futuro. Se le società europee si trasformano dinanzi all’incalzare della globalizzazione, così come nella secca riconfigurazione della stratificazione sociale, il neofascismo del presente è in grigio: si propone come il soggetto che intende difendere la “differenza”: nazionale, etnica, in prospettiva razziale. Tanto più in età pandemica, nella crisi delle democrazie sociali. Claudio Vercelli, storico contemporaneista, docente all’Università Cattolica di Milano. Ha svolto attività di ricerca presso l’Istituto di studi storici Gaetano Salvemini di Torino, per il quale ha condotto il programma didattico “Usi della storia, usi della memoria”. Per la Fondazione Università Popolare di Torino è titolare di Storia contemporanea. Giornalista, collabora, tra gli altri, al “manifesto”, a “JoiMag” e a “Pagine ebraiche”. Tra i suoi libri ricordiamo: Il negazionismo. Storia di una menzogna (2013); Neofascismi (2018); Soldati. Storia dell’esercito italiano (2019). Marco Brunazzi, docente all’Università di Bergamo di Storia Contemporanea per il corso di Comunicazione di massa pubblica e istituzionale presso la Facoltà di lingue e letterature straniere; docente di Storia moderna e contemporanea, Facoltà di Lingue e letterature straniere, e di Storia delle costituzioni moderne e comparate presso il Dipartimento di Scienze Giuridiche.

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Dante Lattes, “Apologia dell’ebraismo”

Posted by fidest press agency su lunedì, 11 aprile 2011

Prefazione di Giuseppe Laras, Nota di Claudio Vercelli, Edizioni La Zisa, pp. 122, euro 9,90 Quest’opera di Dante Lattes, pubblicata per la prima volta dall’editore Formiggini nel 1923, all’interno di una collana di Apologie, continua ad  essere   un  valido   strumento per un primo, esaustivo approccio alla religione e alla cultura ebraica, ancora oggi poco o approssimativamente conosciute in Italia, ma alle quali tutti siamo largamente debitori. Se a ragione l’uomo moderno “non può non dirsi cristiano”, non è meno vero che la storia dell’umanità avrebbe preso una strada diversa, e senza dubbio peggiore, senza l’apporto fecondo e determinante del popolo ebraico. Conoscere l’ebraismo è, dunque, necessario per riflettere sulle nostre radici e, nel contempo, valutare se il nostro percorso ha pienamente tenuto conto degli insegnamenti morali e sociali elaborati dalla Chiesa e dalla intellighenzia di Israele.Dante Lattes (1876-1965), uno dei maggiori rappresentanti dell’ebraismo italiano, è stato scrittore, giornalista (“Il corriere israelitico”, “Israel”, “La Rassegna Mensile di Israel”, del quale è stato direttore fino alla morte), traduttore, educatore, rabbino. Oltre al presente volume, si ricordano: “Commento alla Bibbia”, “Il sionismo”, e “Nel solco della Bibbia”. (lattes)

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