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Un nuovo orizzonte nella cura e nella gestione della psoriasi

Posted by fidest press agency su martedì, 24 Mag 2016

psoriasi“La pelle è un sottile foglio di tessuto che avvolge il corpo (…) è un confine tra il mondo esterno e quello interno, tra l’ambiente e il proprio sé”.
Con queste parole l’antropologo francese David Le Breton ama definire la pelle, protagonista della conferenza stampa “Clear Skin” che si tiene oggi a Milano per presentare l’arrivo in Italia del secukinumab, primo anticorpo monoclonale approvato nel trattamento di prima linea della psoriasi a placche da moderata a severa, quando è richiesta una terapia sistemica. L’indicazione terapeutica è stata approvata dalle Autorità Sanitarie sulla base degli studi clinici nei quali il farmaco ha dimostrato il raggiungimento e il mantenimento di una cute esente o quasi da lesioni (da PASI 90 a PASI 100) in 8 pazienti su 101,2.Il secukinumab è un anticorpo monoclonale totalmente umano che neutralizza selettivamente l’interleuchina-17A (IL-17A). Tra i risultati più significativi emerge come l’efficacia del secukinumab si mantenga nel tempo fino a 3 anni3. In Italia si stima siano affette da psoriasi circa 1,5 milioni di persone con una prevalenza pari al 2,8% della popolazione4. A livello mondiale, la prevalenza della patologia nei diversi Paesi varia tra lo 0,09 % e l’11,4 %, rendendo la psoriasi un grave problema globale5. La patologia colpisce inoltre donne e uomini senza particolari distinzioni e può comparire a qualsiasi età, tuttavia la prevalenza della psoriasi aumenta con l’avanzare dell’età. La malattia presenta un picco bimodale di insorgenza: il primo è compreso tra i 16 e i 22 anni, il secondo tra i 57 e i 60 anni.
La psoriasi non è solo una questione di pelle: può infatti influenzare la vita giornaliera di quanti ne sono affetti e i pazienti possono provare stress, rabbia, frustrazione, sensazione di imbarazzo e malessere fisico. Alcuni dati emersi da una recente indagine del CENSIS, che ha preso in esame la qualità di vita del paziente psoriasico, mostrano come la paura dell’evoluzione della malattia (quasi il 65%) e la vergogna per i segni sul corpo (56%), il fastidio per il timore che le altre persone hanno di essere contagiate (circa il 52%), condizionino fortemente la condizione psico-fisica dei pazienti: solo il 24% si dichiara soddisfatto della propria vita. La maggior parte sviluppa un senso di rassegnazione, il 48% dei pazienti più gravi riconosce invece di avere spesso periodi di depressione. Per i più giovani (un quarto) anche l’intimità con il partner è compromessa. La ricomparsa dei sintomi è il principale evento critico indicato dal 35,6% degli intervistati, seguito dalla comparsa dei sintomi iniziali della malattia (31,8%)6.“La psoriasi – afferma Mara Maccarone, Presidente dell’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (A.DI.PSO.) – è però una malattia con percentuali sottostimate, poiché coinvolge una fascia della popolazione molto più ampia, probabilmente non dichiarata o non ancora diagnosticata. Secondo un’indagine da noi condotta, un malato di psoriasi su cinque non sa a chi rivolgersi, uno su quattro tenta di curarsi da solo, solo il 16% dei medici di famiglia prescrive una visita dermatologica e solo nel 15% dei casi il medico di famiglia indirizza i pazienti ai centri specializzati. La nostra Associazione si batte ormai da quasi trent’anni affinché emerga il sommerso di questa patologia e i pazienti si sentano sostenuti fin dal momento della diagnosi.”
La psoriasi è una malattia persistente e progressiva: i pazienti che ricevono una diagnosi di psoriasi hanno bisogno di una cura per tutta la vita, che in termini economici equivale a una spesa costante. Il suo impatto implica dunque un onere economico per la società.
In Italia la spesa sanitaria per i pazienti con psoriasi è pari all’1,8% della spesa sostenuta dal Sistema Sanitario Nazionale. Oltre ai costi sanitari diretti vanno considerati anche i costi indiretti, che derivano dalla perdita di produttività del paziente soprattutto per motivi legati alle proprie condizioni psicologiche negative6.
Ad oggi, l’investimento in farmaci biologici per la cura della psoriasi in Italia è pari a 140 milioni di euro, meno dell’1% della spesa farmaceutica complessiva nel 20157. Il secukinumab coniuga il beneficio terapeutico per i pazienti con l’uso appropriato delle risorse economiche pubbliche: il suo prezzo è in linea con quello delle attuali terapie biologiche ma la sua efficacia terapeutica è risultata superiore1,2,3. Inoltre il miglioramento della qualità di vita dei pazienti può permettere anche una diminuzione dei costi indiretti.

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