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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 301

Posts Tagged ‘clientelismo’

Rivoluzione meridionale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 settembre 2010

Il Mezzogiorno d’Italia ha bisogno di forze nuove, determinate e assolutamente rivoluzionarie. Bisogna ridefinire i significati di legge, giustizia, senso civico, lavoro e famiglia. Significati che sono stati offuscati da quanti hanno sfruttato le necessità e i malesseri della gente comune per elevarsi a dismisura. I tempi sono maturi per un rinnovamento degli animi e dei temi sociali, per un rinnovamento culturale e politico. Bisogna unire forze intellettuali e materiali e lottare per creare occupazione; bisogna consorziare i produttori; associare i commercianti. Fino ad oggi, invece, i risultati ottenuti da questo clientelismo esasperato sono stati esclusivamente il precariato, l’emigrazione e l’assistenzialismo. Le compagini politiche che si sono succedute dall’unità d’Italia ad oggi hanno diffuso solo teorie discriminatorie nei confronti dei cittadini meridionali. La responsabilità di tali atti è da imputarsi soprattutto ai nostri amministratori meridionali (eletti con i nostri voti) che non hanno fatto altro che chinare il capo per arricchire i propri patrimoni ed occupare le poltrone del comando. Ma una nuova coscienza sociale oggi si sta diffondendo tra il popolo. Un nuovo vento spira da Sud, ma non saranno i vari Lombardo, Miccichè, Cuffaro & Co. ad alimentarlo, bensì il popolo organizzato in concreti progetti. (dr. Antonio Calì)

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La fine del “Meridionalismo”

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 ottobre 2009

L’ideale che fu di molti statisti del dopoguerra, di promuovere la convivenza tra il meridione d’Italia agricolo, artigianale, piccolo-imprenditoriale, con il Nord opulento, industriale, ben inserito nei circuiti europei, è miseramente naufragato, trascinato dai vortici delle speculazioni, del clientelismo, del malaffare, degli interessi individuali, della politica tout-court, che ha usato il Meridione d’Italia, e la Sicilia in particolare, come serbatoio di consensi elettorali da patteggiare con prebende ed elargizioni ai capi-bastone di turno, senza nulla concedere allo sviluppo dell’isola e al suo progresso. Oggi il meridione è asfittico, malato, anemico perché privato anche di quelle elargizioni che generavano una parvenza di lavoro e un fittizio circuito economico.   La tanto decantata Cassa del Mezzogiorno rivelò la sua vera natura di cornucopia, gestita dai poteri intoccabili delle mafie legate al potere intoccabile della politica centrale e centralizzata. L’autonomia riconosciuta dalla stessa Costituzione non è mai stata applicata né nello spirito né, tanto meno, nella lettera, perché i partiti che avrebbero dovuto gestire i diritti acquisiti altro non sono mai stati che diramazioni dei medesimi partiti che sono riusciti a gestire contemporaneamente il ruolo di controllori e di controllati. La malattia del Meridione d’Italia  risiede nei gangli mobili  dello sviluppo, come se una artrosi politica ne bloccasse i movimenti. Sarebbe necessario un buon medico, capace di anamnesi, storia clinica, analisi e conseguente terapia; ma così non è stato, non è arrivato un bravo medico, bensì un coiffeur, una volta più noto come barbiere, che la rifatto il luck, ha tagliato i capelli, ha aggiunto il cerone per nascondere le rughe e il pallore, dopo di che ha mostrato una apparenza dignitosa; ha potuto così  vendere  promesse, pretendendo in cambio quel consenso che gli venne riconosciuto con quell’infausto 61  a  0 che segnò l’irreversibilità della malattia. Il meridionalismo ormai agonizzante venne sostituito con il settentrionalismo, sostenuto dalla Lega con la forza ricattatoria dei numeri che rendono quel partito indispensabile per la tenuta del governo, mentre il consenso del meridione e della Sicilia, viene dato come acquisito per un diritto mai conquistato. (Rosario Amico Roxas) Il dibattito è aperto presso il sito: http://blogsicilia.it/author/rosarioamicoroxas/

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Il potere agli individui

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 settembre 2009

La maggiore insidia per la collettività deriva dal rischio di una instaurazione di un rapporto di tipo clientelare come unica risorsa per uscire dall’individualismo e dall’isolamento. Questo pericolo è messo in evidenza da Pasquino il quale, in proposito, afferma: “tutte le relazioni clientelari minano alle radici la possibilità che l’eletto (o eligendo) e i suoi potenziali elettori abbiano, acquisiscano, mostrino qualsiasi senso civico e dello stato e qualsiasi senso di partecipazione ad un’impresa collettiva, solidale di cambiamento e di miglioramento… Inoltre il clientelismo indebolisce, ovvero, meglio, impedisce l’affermazione di organizzazioni politiche, come i partiti, fondate su solidarietà, progetti, assunzione collettiva di responsabilità, impegno orientato al futuro, e non su scambi personalistici e di immediato godimento. Dove il clientelismo è forte e radicato i partiti, sono, di conseguenza e inevitabilmente, organizzazioni deboli, permeabili, personalistiche, e tali rimangono, oppure sono partiti attraversati da correnti, più o meno durature, che incapsulano settori di elettorato e stabiliscono legami diretti con gruppi potenti…. E in effetti, non soltanto i sondaggi italiani, ma più in generale, le riflessioni letterarie, cinematografiche, etnografiche, accademiche di vari periodi concordavano nella generale identificazione di una cultura politica e civica di massa arretrata, con venature di qualunquismo autoritario, con forti propensioni familistiche, che aveva radici profonde e diffuse” (G.Pasquino, Il sistema politico italiano, Bonomia University Press, Bologna).

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Legittime richieste dei ricercatori italiani

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2009

“Siamo solidali di fronte al grido d’allarme lanciato dai ricercatori italiani costretti ad un precariato occupazionale cinico ed ingiustificato”. Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori commenta la missiva indirizzata al Presidente della Repubblica  a firma della ricercatrice Rita Clementi che mette in rilievo i problemi in cui versa la ricerca italiana.“Allo sperpero di fiumi di denaro pubblico in indecenti fenomeni di clientelismo fa da contraltare il grave disagio in cui versano centinai di ricercatori italiani votati ad un impegno indispensabile per il progresso sociale ma sottopagati ed assunti attraverso forme di contrattazione aleatorie. Per questo – prosegue il deputato IDV – sentiamo come una sconfitta di tutta la società civile italiana la presa d’atto che eccellenza nel settore della ricerca siano costrette a prestare forza, capacità ed intelletto all’estero. Se all’indifferenza delle istituzioni italiane si aggiungono le sfaccettature di un sistema antimeritocratico ed ancorato a retaggi di puro malcostume nelle procedure di selezione, il quadro completo è assolutamente disarmante. Serve un cambio di rotta – conclude Scilipoti – l’introduzione di meccanismi trasparenti, lo stanziamento di risorse effettive ed un regime di tutela per tutti il lavoratori  del comparto ricerca, per consentire al nostro paese di non essere più considerato la “cenerentola della ricerca” e per far godere agli italiani, vere vittime di questo andazzo, i risultati garantiti dalle prestazioni di eccellenze qualificate, immotivatamente sottostimate”.

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