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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Posts Tagged ‘clienti’

Moda: il Covid cambia i bisogni emozionali dei clienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 1 ottobre 2020

Como. La pandemia da Covid-19, ha esercitato e continua ad esercitare un impatto diretto su tutti i settori, compresa la moda, e in primo luogo su tutti coloro che si apprestano a celebrare un matrimonio, o ad organizzare un evento speciale. Per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori a causa del Covid le aziende cercano di organizzarsi con nuovi servizi ed idee improntate alla soddisfazione dei nuovi bisogni dei clienti.“In questo momento, c’è una forte propensione ad investire su se stessi, la conseguenza del passare molto più tempo in casa, ha portato molti a riscoprire sé stessi e a desiderare qualcosa di esclusivo anche nell’acquisto”, spiega Monica Gabetta Tosetti, esperta di moda e bellezza, nonché anima e corpo della Boutique Tosetti Sposa di Como.Monica ed il team della boutique attraverso degli strumenti di ricerca ed analisi hanno analizzato il mercato sposa ed hanno individuato una necessità assoluta tra le più richieste dei clienti: un’attenzione speciale. È nato così il “Progetto vendita post Covid” della Boutique Tosetti.“La pandemia in cui ci troviamo ha senza dubbio posto l’accento sulla salute e sulla bellezza, che mai come ora sono state così centrali, e anche sul desiderio di fare acquisti in modo diverso.A questo si aggiungono la voglia di intrattenimento e di tornare alla socialità”, spiega ancora Monica.C’è voglia di soddisfare dei desideri in modo emozionale insomma, in un contesto particolarmente difficile, facendo degli acquisti intesi come una rivalsa dopo un periodo di privazioni.Indubbiamente stiamo assistendo e assisteremo ancora a cambiamenti fondamentali nelle modalità di comprare dei consumatori.“Mai come in questo momento, i nostri clienti sono al centro di ogni nostro pensiero, con assoluto rispetto delle attuali regole e prevenzioni e con particolari eventi dedicati e personalizzati. La luce in fondo al tunnel ai nostri clienti la mostriamo ad esempio con il continuo comunicare di momenti particolari e di innovazioni, con la tranquillità e l’entusiasmo sulle prospettive di nuovi momenti.Il cliente ha bisogno di percepire un percorso chiaro e certo, con un deciso avanzamento verso un futuro roseo, che lo faccia sentire rassicurato.E il nostro compito di operatori della moda è di dar loro un servizio che rassicuri sul futuro e soddisfi questi bisogni emozionali, con un grande approccio umano e con eventi dedicati e creati appositamente per ogni cliente”, conclude Monica Gabetta Tosetti (www.monicagabettatosetti.it).

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Viva Wallet offre ai propri clienti anche il servizio Apple Pay

Posted by fidest press agency su mercoledì, 26 agosto 2020

E’ il primo provider Europeo di servizi di pagamento interamente basato su cloud. E’ un metodo più sicuro, affidabile e privato che consente di eseguire il pagamento senza la necessità di dare la propria carta a qualcun altro, di toccare pulsanti fisici o di scambiare denaro contante – e utilizza la potenza di iPhone per proteggere ogni transazione.I clienti devono semplicemente avvicinare il proprio iPhone o Apple Watch a un terminale per effettuare un pagamento contactless. Ogni acquisto Apple Pay è sicuro perché autenticato con Face ID, Touch ID o passcode del dispositivo, oltre a un codice univoco di sicurezza dinamico temporaneo. Apple Pay è accettata nei negozi di alimentari, farmacie, taxi, ristoranti, caffetterie, punti vendita e in molti altri esercizi commerciali.I clienti possono utilizzare Apple Pay anche su iPhone, iPad e Mac per effettuare in modo più veloce e conveniente acquisti in app o sul Web utilizzando Safari senza dover creare un account o digitare ripetutamente i dati di spedizione e fatturazione. Apple Pay semplifica anche il pagamento per i servizi di consegna di prodotti alimentari e food delivery, acquisti online, trasporto e parcheggio. Apple Pay può anche essere utilizzato per effettuare pagamenti in app su Apple Watch.Sicurezza e privacy sono al centro di Apple Pay. Quando i clienti utilizzano la propria carta Mastercard Viva Wallet con Apple Pay, i numeri della carta non vengono memorizzati sul dispositivo né sui server Apple. Al contrario, viene assegnato un codice univoco Device Account Number, crittografato e memorizzato in totale sicurezza nel Secure Element, un chip certificato e progettato allo scopo di archiviare le informazioni di pagamento in modo sicuro sul dispositivo.

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Dieselgate: Corte tedesca, Vw deve risarcire clienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 maggio 2020

La Corte federale di Cassazione tedesca ha deciso che la Volkswagen è tenuta a risarcire i suoi clienti.”Una buona notizia, per i tedeschi. L’Italia continua ad essere la Cenerentola d’Europa, sia per i diritti dei consumatori sia per i tempi infiniti della giustizia che spesso equivalgono a giustizia negata. I consumatori tedeschi, come quelli americani, godono di un trattamento privilegiato rispetto agli italiani, complice anche una normativa nostrana con le armi spuntate, sia perché a differenza degli Stati Uniti nella nostra class action non è previsto il danno punitivo sia perché le sanzioni comminabili dalle Authority sono sempre irrisorie, inferiori all’illecito guadagno o al danno subito dalla collettività” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Basti pensare che la riforma della class action approvata dal Parlamento italiano con la Legge n. 31 del 12 aprile 2019, che già doveva entrare in vigore dopo addirittura un anno, il 19 aprile 2020, vedrà la luce solo il 19 novembre 2020, ad oltre un anno e mezzo dal varo della legge, salvo non scatti una terza proroga dei termini” conclude Dona.

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Rimborso digitale ai clienti grazie al servizio Plick di PayDo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 aprile 2020

Il nuovo metodo di pagamento è stato reso possibile grazie al servizio Plick, ideato dalla società fintech italiana PayDo, che propone a istituti bancari come Crédit Agricole Italia la propria piattaforma per superare gli strumenti di pagamento cartacei attraverso una modalità sicura e tracciabile sia per pagamenti retail e commerciali che per rimborsi alla clientela. Per incassare l’importo, i clienti di Agos riceveranno un Plick (un messaggio o una mail sul proprio dispositivo) che inviterà a cliccare su un link, atterrando così sulla pagina di Plick per Agos. Per ricevere il rimborso, al beneficiario verrà richiesto di inserire il codice di sicurezza ricevuto istantaneamente sul proprio cellulare, il proprio codice fiscale e l’IBAN su cui desidera incassare l’importo. Al termine dell’operazione il beneficiario riceverà, sempre via messaggio, conferma dell’accredito. Questo nuovo servizio nasce dalla collaborazione tra Agos e Crédit Agricole Italia, che ha scelto di mettere a disposizione della Società di credito al consumo una nuova funzionalità attraverso il servizio Plick di PayDo, in modo da permettere di effettuare pagamenti in tutta Europa, lasciando al beneficiario la scelta del conto corrente su cui accreditare il denaro. Questa iniziativa è stata resa possibile anche da Le Village by Crédit Agricole, il luogo di incontro e networking tra startup innovative dove ha sede PayDo.
PayDo è stata fra le prime startup a prendere parte all’iniziativa de Le Village by Crédit Agricole, iniziando il proprio percorso di accompagnamento all’accelerazione fin da dicembre 2018. Il percorso di sviluppo de Le Village prevede, oltre all’internazionalizzazione e al sostegno al fundraising, anche la possibilità di generare opportunità di business fra le startup e le Business Unit del Gruppo e PayDo, in quest’ambito, è stata accompagnata attraverso l’avvio di specifiche iniziative a supporto.

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Smartbox trasforma le esperienze dei clienti grazie a Nutanix

Posted by fidest press agency su sabato, 28 marzo 2020

(NASDAQ: NTNX), leader nell’enterprise cloud computing, annuncia che Smartbox Group, leader europeo nel settore delle esperienze regalo, ha ampliato la collaborazione con l’azienda per sostenere il suo progetto di modernizzazione digitale. Smartbox, infatti, sfrutta il software Nutanix per rinnovare la propria infrastruttura IT, snellire le operazioni e ridurre i costi con l’obiettivo di offrire ai clienti piacevoli esperienze personalizzate e in tempo reale.Una customer experience omnicanale uniforme è ormai un must per i rivenditori, poiché i clienti si aspettano esperienze di shopping online che si adattino alle loro abitudini digitali e che siano costruite su misura per loro. Ciò richiede un’analisi dei dati in tempo reale, provenienti da molteplici fonti, nonché una moderna infrastruttura tecnologica che sia automatizzata e sicura, che supporti l’uso dell’intelligenza artificiale e, cosa più importante, che sia sempre disponibile.Fornendo cofanetti regalo, esperienze regalo e ricordi da conservare a clienti di tutta Europa, Smartbox è operativa in 11 Paesi, distribuendo quasi 6,5 milioni di esperienze regalo all’anno, oltre a cofanetti regalo con marchio Smartbox in 10.000 punti vendita attraverso una rete di partner e negozi online. L’estensione delle sue attività e i suoi numerosi negozi online richiedono un uptime costante, scalabilità durante i periodi di punta stagionali, flessibilità nello sviluppo ed esperienze personalizzate per i clienti.
Grazie alla profonda conoscenza delle problematiche e delle opportunità tipiche del settore retail, il team di Smartbox ha investito in un ambiente iperconvergente che coniuga il meglio dei suoi sistemi IT on-premise con i servizi di cloud pubblico, per godere di una maggiore agilità e avere la possibilità di adattarsi rapidamente alle esigenze dei clienti. I requisiti di base, in particolare, includevano la necessità di una visibilità completa su tutte le risorse e i servizi IT, l’analisi avanzata dei dati, la capacità di controllare l’utilizzo del cloud e funzionalità DevOps scalabili.Per supportare tale cambiamento, negli ultimi 18 mesi Smartbox ha adottato Nutanix AHV, che ha permesso di ridurre il footprint del datacenter e di fornire una maggiore flessibilità. Inoltre, l’azienda ha spostato alcuni carichi di lavoro elastici, come la sua vetrina eCommerce su AWS. L’intero ambiente supporta il cloud ibrido, con una connettività senza soluzione di continuità tra il datacenter alimentato da Nutanix e l’ambiente di cloud pubblico. L’infrastruttura IT ora soddisfa meglio le esigenze dei suoi team di sviluppo ed è sufficientemente stabile per gestire i servizi web e tutte le applicazioni di backend fondamentali. Guardando al futuro, l’azienda prevede di sfruttare i suoi strumenti di investimento nei software Nutanix per offrire provisioning automatico delle risorse IT in tutta l’azienda. È impegnata nella creazione di un ambiente in cui gli sviluppatori siano in grado di implementare le modifiche ai propri siti, aggiungere offerte promozionali e creare nuovi prodotti, senza dover attendere l’approvazione delle richieste da parte dell’IT. Smartbox ritiene che in questo modo sarà in grado di sfruttare in modo più proattivo le opportunità di business e di adattarsi più facilmente alle esigenze dei clienti.

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Sky sospende la fatturazione ai clienti Business

Posted by fidest press agency su domenica, 22 marzo 2020

Sky ha annunciato di aver sospeso la fatturazione ai propri clienti business Bar Hotel fino al 3 aprile, in attesa di comprendere meglio l’evolversi della situazione.”Bene, ottima notizia! Una scelta tanto saggia quanto opportuna. Lo avevamo chiesto, considerato che di fatto pub, ristoranti, sale scommesse e così via, erano impossibilitati ad usufruire del servizio” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “I divieti del Governo hanno generato una impossibilità sopravvenuta che avrebbe giustificato la sospensione dei pagamenti o il recesso dal contratto. Ora, con la decisione di Sky, tutto si risolve per il meglio” conclude Dona.

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Coronavirus e prostituzione: «Fermate i clienti»

Posted by fidest press agency su domenica, 15 marzo 2020

«L’Italia è ferma per il coronavirus, centinaia di denunce sono scattate per chi non ha rispettato i provvedimenti del Governo, ma i clienti dell’industria della prostituzione continuano ad uscire in cerca di donne da sfruttare sessualmente». La denuncia arriva da Giovanni Paolo Ramonda, Presidente della Papa Giovanni XXIII, la Comunità di don Oreste Benzi, il sacerdote che per primo in Italia ha lottato per la liberazione di migliaia di donne dall’inferno della prostituzione. La Comunità Papa Giovanni XXIII in una lettera al Governo e alle Autorità locali ha chiesto che si “prenda ogni opportuno provvedimento al fine di limitare al massimo la diffusione del COVID-19 scoraggiando la domanda di prestazioni sessuali a pagamento”.”In tutta Italia, da nord a sud, si segnala la presenza di potenziali vittime di tratta a scopo di prostituzione lungo le strade. I clienti — precisa la lettera — contrariamente alle misure previste dal DPCM dell’11 marzo 2020, espongono loro stessi, le loro famiglie ed ambienti di lavoro a un possibile contagio. Un comportamento che mette in pericolo tutti, dato che in Italia il mercato della prostituzione coinvolge milioni di clienti”. La Comunità chiede anche che siano garantite “alle potenziali vittime di tratta informazioni adeguate sia rispetto ai rischi per la salute, sia sulle possibili vie di uscita dal sistema prostituivo”.Infine nella lettera si fa appello affinché “in Italia si adotti il c.d. modello nordico, che prevede la sanzione dei clienti, percorsi di protezione e reinserimento sociale per le donne prostituite e programmi di educazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica. In molti paesi europei, a partire da Svezia e Francia, questo modello è già applicato ed è dimostrata la sua efficacia nella riduzione del numero di clienti, conseguentemente di persone prostituite e di questa forma di violenza verso le donne. Per tutelare la salute pubblica, per giustizia, per un’effettiva parità di genere”.

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Fortinet: la cybersecurity è strategica per i clienti che adottano soluzioni SD-WAN

Posted by fidest press agency su martedì, 21 gennaio 2020

La cybersecurity è diventata nel tempo un fattore strategico per le aziende che impiegano soluzioni SD-WAN. Sempre più realtà in tutto il mondo si stanno orientando verso soluzioni che integrano strettamente la sicurezza di next-generation firewall con la funzionalità SD-WAN. Fortinet Secure SD-WAN, ad esempio, è oggi adottata a livello globale da oltre 21.000 aziende operanti in svariati ambiti e settori verticali.”Il nostro market share in rapida crescita e il nostro portfolio di clienti in tutto il mondo e in diversi settori verticali evidenziano la necessità dell’approccio networking security-driven di Fortinet all’SD-WAN. I clienti continuano a riconoscere l’importanza della sicurezza integrata e di SD-WAN scegliendo la soluzione Secure SD-WAN di Fortinet per ridurre la complessità e migliorare la security posture della propria organizzazione” commenta John Maddison, EVP Products e CMO di Fortinet.

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Open banking e i potenziali clienti

Posted by fidest press agency su sabato, 9 novembre 2019

La ricerca CRIF-SDA Bocconi-Nomisma è stata focalizzata sull’analisi della domanda, sulle propensioni e sulle aspettative dei clienti/consumatori relativamente all’industry bancaria e allo sviluppo dell’open banking con l’entrata in vigore della PSD2, svolta su un campione di oltre 1.000 rispondenti.La ricerca ha mostrato un sempre maggiore utilizzo della rete da parte degli italiani (il 92,5% degli intervistati è quotidianamente online un’ora o più), con più della metà che effettua acquisti on-line tramite carta di credito aspettandosi rapidità di servizio e convenienza di prezzo.Relativamente al mondo bancario, si nota una propensione all’utilizzo del canale digitale per gli investimenti (il 61% dei consumatori preferisce informarsi sul sito della banca o attraverso comparatori). Inoltre, se il 52% di clienti è soddisfatto e fedele alla propria banca con la quale è pronto a condividere informazioni per ottenere servizi bancari articolati, il 48% si divide tra un 25% di “aspiranti fedifraghi”, non molto soddisfatti ma ancora poco inclini ad aprirsi a offerte esterne, e un 23% di “delusi” molto disponibili a lasciare la propria banca se dovessero trovare offerte migliori.Infine, indagando le opportunità offerte dal mondo del’open banking, la ricerca ha messo in evidenza che il 20% del campione è disponibile a condividere i dati della propria posizione finanziaria complessiva. Il consumatore non considera quindi una violazione della privacy la condivisione delle informazioni che lo riguardano ma esige che questa generi vantaggi concreti per sé: il 76% risponde infatti positivamente ma solo a fronte di precise contropartite economiche come sconti, coupons, etc.

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Unicredit: compromessi dati di 3 mln clienti nel 2015

Posted by fidest press agency su giovedì, 31 ottobre 2019

Unicredit ha identificato un caso di accesso non autorizzato a dati relativi a un file generato nel 2015 che conteneva circa 3 milioni di records, composto solo da nomi, città, numeri di telefono ed e-mail. “I consumatori devono ora prestare molta attenzione e avere particolari cautele, seguendo speciali precauzioni nei prossimi mesi. Ad esempio potrebbe esserci un aumento delle truffe informatiche, il cosiddetto phishing. Gli hacker potrebbero inviare ai clienti Unicredit e-mail personalizzate, con il logo contraffatto dell’istituto di credito, invitandoli ad accedere al sito per motivi di sicurezza, prendendo a pretesto proprio il loro attacco” prosegue Dona.Di seguito alcuni consigli:
1) Attenti al phishing. Non accedete a nessun sito, anche se a voi noto, cliccando da un indirizzo elettronico ricevuto via email. Può essere un’email contraffatta con grafica e logo della ditta e/o banca a voi nota che vi chiede di riassumere dati personali o vi rimanda ad una finta pagina web del tutto simile all’originale;
2) Non rispondete mai ad email senza aver prima verificato l’indirizzo di provenienza. Non basta, infatti, che il nome dell’utente corrisponda. Quello che conta è l’indirizzo email;
3) Mai aprite allegati senza aver prima accertato l’effettiva provenienza dell’email;
4) Dati riservati. Non date mai online il vostro nome, indirizzo, telefono, età, nome o altri dati personali ad indirizzi email di persone a voi ignote;
5) Dati segreti. Non date mai online a nessuno, neanche a persone note, il vostro numero di codice fiscale, il luogo e la data di nascita o il numero della carta d’identità;
6) Verificate se il sito della vostra banca è protetto. I siti delle banche, quando si accede al proprio conto, devono essere protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET: sono riconoscibili dal simbolo di un lucchetto chiuso nella barra di indirizzo.
7) Cambiate la password. Periodicamente è opportuno cambiarla, meglio ogni 3 mesi. Prima di effettuare il cambio, controllate se il sito è in connessione cifrata “Ssl”. Usate password con come minimo 10 caratteri, con combinazioni di numeri e lettere, maiuscole e minuscole e almeno un carattere speciale, tipo virgola, punto e virgola o due punti. Il proprio nome con l’aggiunta di un numero, magari la propria data di nascita, è decisamente da evitare. Mai password, insomma, con propri dati personali. Nemmeno le sequenze di tasti, tipo asdf, qwerty, 1234 sono sicure. Non utilizzare, infine, le stesse password per più account. Non lasciare la password scritta in posti raggiungibili da altri. Meglio se riuscite a memorizzarla.
8) Estratto conto. Dopo aver fatto un acquisto non sarebbe male controllare i successivi estratti conto.
9) Utilizzare software e browser completi ed aggiornati: il primo passo per la sicurezza è avere un buon antivirus aggiornato. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare.
10) Download. Non scaricate nulla e non installate programmi da siti che non siano sicuramente affidabili.

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Tlc: Agcom: su bollette 28gg nessun rimborso ai clienti

Posted by fidest press agency su sabato, 24 agosto 2019

Per Francesco Posteraro, commissario Agcom, in un’intervista a La Stampa, nel caso delle bollette a 28 giorni le compagnie devono ridare i soldi ai clienti ma al momento in nessun modo le compagnie li hanno rimborsati.”Abbiamo già depositato sia all’Antitrust che all’Autorità delle Comunicazioni un esposto contro le compagnie telefoniche non solo per i mancati rimborsi, ma anche perché pretendono che i consumatori presentino una domanda di ristoro, quando è evidente che le delibere dell’Agcom prevedono un indennizzo automatico, sotto forma di posticipo della data di decorrenza della fattura per un numero di giorni pari a quelli illegittimamente erosi con la fatturazione a 28 giorni” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ora attendiamo una condanna rapida da parte delle Authority” conclude Dona.

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Milano centrale: self service Trenitalia al sicuro dati clienti

Posted by fidest press agency su sabato, 17 agosto 2019

Trenitalia (Gruppo FS Italiane), in relazione a quanto riportato oggi dai media, precisa che tutte le self service che emettono i propri biglietti ferroviari sono garantite dai più elevati standard tecnologici di sicurezza e sono videosorvegliate.Per quanto noto a Trenitalia nessun dato dei clienti è stato sottratto, ciò grazie soprattutto all’opera di prevenzione giornaliera condotta dal personale di sicurezza e dai tecnici di Ferrovie dello Stato Italiane.Questa stessa attività di prevenzione ha consentito di rilevare tempestivamente la presenza degli skimmer per la clonazione delle carte di pagamento, analoghi a quelli che vengono fraudolentemente installati presso gli sportelli bancomat.In accordo con le Forze dell’Ordine, dopo aver messo in sicurezza i dati dei clienti di Trenitalia, inibendo da remoto la possibilità di acquisto tramite carte di pagamento, è stato deciso di lasciare uno degli skimmer rinvenuti e di attendere l’eventuale ritorno dei truffatori. La successiva ed eccellente attività condotta dalla Polizia Ferroviaria, tempestivamente informata del rinvenimento, ha portato all’arresto di due responsabili”.

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PRCO apre in Asia

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 marzo 2019

PRCO, il Gruppo internazionale di comunicazione integrata specializzato in brand di lusso, annuncia l’apertura di due nuovi uffici a Hong Kong e a Shanghai, dando l’avvio a PRCO Asia. Gary Yu, che in passato ha supervisionato l’espansione di GHC Asia in Cina, diventa il responsabile della nuova divisione, con l’obiettivo di fornire le migliori strategie per i Clienti del settore viaggi, real estate e lifestyle.PRCO Asia apre con il seguente portfolio Clienti: McArthurGlen, Chelsea Barracks e One Wall Street. “PRCO è attiva da tempo in Asia attraverso uffici associati” commenta Robert Lyle, Presidente di PRCO. “L’apertura di PRCO Asia ci permette di assumere il controllo diretto nell’area economica più dinamica del mondo e di fornire la nostra consulenza in modo fluido in 8 diversi mercati”. Dalla sua fondazione a Londra nel 1990, PRCO non ha mai arrestato la sua crescita, sviluppando il proprio organico aziendale fino a diventare una delle agenzie di comunicazione integrata leader al mondo nel segmento lusso. Oggi PRCO conta oltre 100 dipendenti negli uffici di proprietà a Londra, Milano, Parigi, Monaco di Baviera, Mosca, Dubai, Hong Kong e Shanghai.

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Un professionista su 3 trova online i suoi clienti

Posted by fidest press agency su martedì, 1 maggio 2018

Il mondo del lavoro cambia e con esso anche le sue regole. In prossimità della festa dei lavoratori, ProntoPro (www.prontopro.it), il portale dei professionisti n.1 in Italia, ha chiesto ad un campione di 2.000 professionisti italiani dove abbia trovato il maggior numero di clienti nell’ultimo anno e uno su tre ha dichiarato di averlo trovato online.
Il campione analizzato, formato da professionisti del mondo edile (elettricisti, idraulici, imbianchini etc.), della formazione e della consulenza (tutor di ripetizioni e psicologi) e da freelance (fotografi, personal trainer etc.), si è dichiarato molto attivo nella ricerca di opportunità di lavoro e di contatti online. A stupire sono soprattutto le categorie professionali che si sono rivelate soddisfatte dei vantaggi del web: il 60% degli imbianchini – che hanno risposto all’indagine – ha trovato più clienti online che offline, seguiti dal 58% di psicologi e dal 45% di idraulici. La varietà dei servizi offerti, evidenzia l’apertura di mercati sempre nuovi alle possibilità date dal web e permette di prevedere nei prossimi anni una crescita esponenziale in questa direzione.
Reperire nuovi contatti online è un modo efficace per raggiungere molte persone con costi contenuti, per amplificare le possibilità di networking e per accrescere le potenzialità del classico passaparola offline. Sul web infatti gli strumenti del word of mouth sono numerosissimi: si va dal sistema delle recensioni ai social media, dalle chat di messaggistica ai forum dedicati.
Secondo l’analisi di ProntoPro a comprendere e sfruttare queste possibilità sono soprattutto i professionisti tra i 35 e i 44 anni che vivono nelle regioni del Nord Italia: capolista la Lombardia, dove un professionista su due ha dichiarato di aver trovato più clienti online che grazie al passaparola, seguita dall’Emilia Romagna, regione in cui il 36% dei rispondenti si è detto più soddisfatto dei risultati offerti dal web.
“Sono molto soddisfatto dei risultati di questa analisi perché dimostrano che le potenzialità del web sono tantissime e ancora inesplorate. – ha dichiarato Marco Ogliengo, amministratore delegato di ProntoPro – In ProntoPro ci impegniamo ogni giorno per permettere a tutti i professionisti italiani di raggiungere un numero sempre maggiore di clienti attraverso il web e siamo certi del fatto che, anche attraverso i nostri sforzi, nei prossimi anni il gap tra online e passaparola diminuirà tanto da scomparire del tutto”.

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Festival giornalismo alimentare

Posted by fidest press agency su sabato, 24 febbraio 2018

Intervenendo al Festival del Giornalismo Alimentare, il prof. Pietro Paganini ha applaudito al voto della Commissione del Parlamento Europeo che chiede alla Commissione Europea di vietare le etichette “senza”, come anche a quelle che riportano la dicitura “senza ogm” e “senza olio di palma”. Nel corso del suo intervento Paganini ha spiegato che “le etichette “senza” sono uno strumento commerciale, di marketing, utile solo alla scopo di catturare più clienti in un mercato ormai stagnante da anni. “Il packaging, cioè la confezione – ha detto Paganini – è lo strumento attraverso cui le imprese si contendono i consumatori. Le etichette senza illudono solo il consumatore che un certo prodotto sia più salutare di un altro, e lo rassicurano. Ma non sempre il prodotto è migliore. Il caso dell’olio di palma è emblematico. Si discrimina l’olio di palma illudendo i consumatori che l’alimento sia migliore, ma in realtà non è così. E se anche ci fosse un miglioramento, per esempio nella riduzione dei grassi saturi, basterebbe affermare che ci sono meno grassi saturi”. “Purtroppo – conclude Paganini – diverse aziende alimentari, associazioni e catene della grande distribuzione hanno promosso, cavalcato e alimentato una campagna mediatica per demonizzare l’olio di palma e terrorizzare i consumatori, spingendoli a comprare prodotti ‘senza’. Un comportamento molto poco etico, soprattutto nell’era del CSR, che sembra essere diventato il nuovo mantra”.

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Chi soddisferà i nuovi bisogni dei clienti dei Servizi Finanziari e ne coglierà i benefici?

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 gennaio 2018

marketNEW YORK NY e DAVOS, SVIZZERA Secondo la società di consulenza Oliver Wyman, le imprese tradizionali di servizi finanziari dovranno radicalmente aumentare la capacità di soddisfare i bisogni dei clienti per non rischiare di perdere, a favore delle Big Tech, una parte sempre più significativa dell’attenzione e della volontà di spesa dei propri clienti. Nonostante le più grandi imprese di servizi finanziari siano sul mercato, in media, da quasi 150 anni, in trent’anni i dieci leader della tecnologia di consumo hanno raggiunto una capitalizzazione di mercato media superiore di 2,3 volte a quella raggiunta dai leader globali della finanza.Il rapporto Oliver Wyman sullo stato dell’industria dei servizi finanziari 2018, intitolato The Customer Value Gap: Re-calculating Route, evidenzia come la sostanziale ripresa del settore dei servizi finanziari dopo dieci anni di crisi sia oggi percepita come a rischio di sostenibilità. Il principale motivo di preoccupazione è legato alla velocità e alle modalità con le quali i Big Tech stanno aumentando, nei settori che oggi presidiano, il valore generato per i propri clienti. “Le lezioni impartite dalle Big Tech negli ultimi dieci anni non riguardano solo l’acquisizione e la crescita dell’attenzione dei clienti, piuttosto rivelano la natura della competizione futura che esse imporranno” – afferma Rick Chavez, co-autore del rapporto e partner di Oliver Wyman. “Le basi della concorrenza si sono spostate da vendita di prodotti all’offerta di soluzioni dinamiche per i problemi più importanti dei clienti, con un continuo e veloce miglioramento dell’esperienza d’acquisto, che produce un circolo virtuoso di più clienti e più informazioni, che a loro volta consentono di migliorare il servizio e quindi la soddisfazione dei bisogni dei clienti”.Il 21mo rapporto annuale di Oliver Wyman ha analizzato il mercato del retail banking come caso di studio, per evidenziare il divario oggi esistente tra i bisogni espressi dai clienti di servizi finanziari e quanto oggi offerto dalle istituzioni finanziarie tradizionali. Oliver Wyman ha condotto una vasta ricerca, che comprende un’indagine sulla percezione del valore e sui bisogni finanziari non soddisfatti di circa 4.000 clienti retail residenti in USA, Regno Unito, Francia e Australia.
market1“Le società di servizi finanziari devono imparare a riconoscere e misurare l’effettivo valore creato per i clienti” – ha affermato Aaron Fine, partner di Oliver Wyman e co-autore del rapporto. “le istituzioni finanziarie si sono finora focalizzate su tre categorie di bisogni finanziari tradizionali, Finanziamento, Protezione e Accumulazione, sebbene nel vissuto dei clienti ve ne siano altri tre altrettanto ed anche più rilevanti: Produzione di reddito, Spesa e Trasferimento. La nostra indagine indica che queste categorie sono prioritarie nella lista dei bisogni attualmente più pressanti per la clientela retail. Nel caso degli Stati Uniti, se si potessero aiutare le famiglie a conseguire risparmi nelle proprie spese medie annue del 4%, ciò porterebbe alla creazione di 1.000 $ di valore annuo. Per ottenere lo stesso impatto dai servizi finanziari, attraverso un aumento dei rendimenti derivanti dai risparmi investiti o una riduzione degli interessi maturati su prestiti, sarebbe necessario aumentare i rendimenti di 33 volte o ridurre i costi finanziari del 15%. In pratica queste sono le aree in cui si scatenerà la competizione per la creazione di nuovo valore nei servizi finanziari”.
Dal rapporto si evince che all’avanguardia nel soddisfare questi bisogni finanziari sono le nuove aziende Big Tech. Ad esempio il rapporto calcola che dal 2010 negli USA è stato creato un trilione di $ in nuovo valore di Borsa nelle aree di finanziamento, risparmio e protezione, in maggioranza prodotto da banche, asset manager e assicurazioni. In parallelo un ulteriore trilione di $ in nuovo valore è da ricondurre a nuovi servizi focalizzati su spesa, produzione di reddito e trasferimenti, in massima parte riconducibile ad attività condotte da Big Tech. (market)

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UniCredit ha comunicato di aver subito un’intrusione informatica ai dati di 400.000 clienti italiani

Posted by fidest press agency su giovedì, 27 luglio 2017

unicredit

“Anche se per fortuna non sono stati acquisiti dati per l’accesso ai conti o che permettano transazioni non autorizzate, i consumatori devono ora prestare molta attenzione e avere particolari cautele, seguendo speciali precauzioni nei prossimi mesi” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.
“Ad esempio potrebbe esserci un aumento delle truffe informatiche, il cosiddetto phishing. Gli hacker potrebbero inviare ai clienti Unicredit e-mail personalizzate, con il logo contraffatto dell’istituto di credito, invitandoli ad accedere al sito per motivi di sicurezza, prendendo a pretesto proprio il loro attacco” prosegue Dona.
“Non per niente la stessa banca si è premurata di informare che non contatterà i consumatori con posta elettronica e ha messo a disposizione un numero verde dedicato. Suggeriamo, poi, il cambio della password” conclude Dona.
Di seguito alcuni consigli:
1) Attenti al phishing. Non accedete a nessun sito, anche se a voi noto, cliccando da un indirizzo elettronico ricevuto via email. Può essere un’email contraffatta con grafica e logo della ditta e/o banca a voi nota che vi chiede di riassumere dati personali o vi rimanda ad una finta pagina web del tutto simile all’originale;
2) Non rispondete mai ad email senza aver prima verificato l’indirizzo di provenienza. Non basta, infatti, che il nome dell’utente corrisponda. Quello che conta è l’indirizzo email;
3) Mai aprite allegati senza aver prima accertato l’effettiva provenienza dell’email;
4) Dati riservati. Non date mai online il vostro nome, indirizzo, telefono, età, nome o altri dati personali ad indirizzi email di persone a voi ignote;
5) Dati segreti. Non date mai online a nessuno, neanche a persone note, il vostro numero di codice fiscale, il luogo e la data di nascita o il numero della carta d’identità;
6) Verificate se il sito della vostra banca è protetto. I siti delle banche, quando si accede al proprio conto, devono essere protetti da sistemi di sicurezza internazionali come SSL e SET: sono riconoscibili dal simbolo di un lucchetto chiuso nella barra di indirizzo.
7) Cambiate la password. Periodicamente è opportuno cambiarla, meglio ogni 3 mesi. Prima di effettuare il cambio, controllate se il sito è in connessione cifrata “Ssl”. Usate password con come minimo 10 caratteri, con combinazioni di numeri e lettere, maiuscole e minuscole e almeno un carattere speciale, tipo virgola, punto e virgola o due punti. Il proprio nome con l’aggiunta di un numero, magari la propria data di nascita, è decisamente da evitare. Mai password, insomma, con propri dati personali. Nemmeno le sequenze di tasti, tipo asdf, qwerty, 1234 sono sicure. Non utilizzare, infine, le stesse password per più account. Non lasciare la password scritta in posti raggiungibili da altri. Meglio se riuscite a memorizzarla.
8) Estratto conto. Dopo aver fatto un acquisto non sarebbe male controllare i successivi estratti conto.
9) Utilizzare software e browser completi ed aggiornati: il primo passo per la sicurezza è avere un buon antivirus aggiornato. Per una maggiore sicurezza online, inoltre, è necessario aggiornare all’ultima versione disponibile il browser utilizzato per navigare.
10) Download. Non scaricate nulla e non installate programmi da siti che non siano sicuramente affidabili.

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Per le Aziende conoscere il cliente è fondamentale

Posted by fidest press agency su venerdì, 14 luglio 2017

pirellone-milanoMilano. Le aziende credono di conoscere i loro clienti, ma non è vero o non li conoscono abbastanza. In realtà, infatti, il 42% dei consumatori non si sente né ascoltato né compreso, come emerge da una recente ricerca internazionale realizzata da ResearchScape per Talend. La survey ha indagato su un campione di 1094 consumatori dai 18 anni in avanti, di 4 nazioni diverse, con interviste on line avviate in marzo 2017. Lo scopo dello studio era di capire tra l’altro il comportamento dei consumatori per influenzare le loro decisioni di acquisto e migliorare il servizio clienti, con lo scopo ultimo di aumentare i fatturati e creare fidelizzazione a fronte di una tendenza all’infedeltà ai brand, al calo dei consumi e a scelte sempre più autonome.
Di quanto sia necessario oggi conoscere meglio i propri clienti e delle tecnologie disponibili, si è discusso nel corso di una tavola rotonda dal titolo “La Centralità del cliente: metodi per un dialogo diretto ed efficace”.
Hanno partecipato al confronto: Angela Perego, SDA Bocconi School of Management, Alberto Bruno, Amministratore unico di BRAL, distributore Perfetti Van Melle (confetteria); Alfonso Marra, AD di Klompan International (multinazionale dei tessuti tecnici da lavoro), Carlo Scarbolo, Business Analysis e CRM di Cattolica Assicurazioni, Matteo Rivolta, Presidente e AD di RIFRA Milano (arredi), Michele Pagani, AD, CRO e General Manager di Serralunga (arredi) e Bernard Cantournet, che propone BES, una nuova metodologia di ricerca di mercato cross channel, che utilizza un algoritmo proprietario e un nuovo approccio visual e raggiunge i soggetti con strumenti multipiattaforma.
Il messaggio complessivo emerso dal workshop è stato quindi incentrato sulla necessità di cambiare i paradigmi di analisi dei consumatori, esplorando nuove strade per sviluppare il necessario dialogo confidenziale con il proprio cliente.
“La raccolta e l’analisi dei dati deve essere velocissima – insiste Angela Perego – per permettere all’impresa d’interagire con il suo mercato di riferimento attraverso proposte collegate al comportamento attuale dei clienti”.
“Sfide importanti – sottolinea Angela Perego – determinate dal fatto che non è più l’azienda a guidare gli acquisti del consumatore, ma è il cliente a decidere quando, se e come comprare”. Anche nel B2B si sente l’esigenza di una relazione costante con l’end-user: “C’è distonia tra canale commerciale e produttore, che non sa nulla del mercato a cui rivolge l’offerta – dice Michele Pagani di Serralunga, azienda del settore arredo che conta € 30 mld di fatturato in Italia -. Per questo occorre mettere in comune quello che si sa del cliente con un CRM dotato dei campi necessari secondo una strategia commerciale evoluta e personalizzata. Per aumentare i ricavi la conoscenza del consumatore finale è fondamentale”.
Per Alfonso Marra di Klopman, azienda manifatturiera che produce tessuto tecnico per l’abbigliamento da lavoro e che utilizza le survey di BES, “il passaggio, per la nostra azienda, dal monopolio al regime di concorrenza ci ha spinto a creare differenziazione competitiva sviluppando la comunicazione non solo col cliente diretto B2B, ma anche con il brand che adotterà la divisa, ovvero l’end-user. Un processo conoscitivo molto complesso, ma siamo arrivati ad un livello soddisfacente.” Sempre nel B2B un originale punto di vista lo porta Matteo Rivolta, Presidente e CEO di RIFRA Milano: “A guidare le nostre scelte di mercato non è il singolo cliente bensì la concorrenza. Questa strategia aziendale è data dal fatto che produciamo prodotti innovativi sui quali quindi eventuali clienti non potrebbero esprimere richieste. Proprio per questo motivo, la comunicazione on e off line è mirata non ai prodotti ma al brand, per creare una relazione di fiducia continuativa”.
“Anche l’esperienza di BES conferma i dati della ricerca, – conclude il CEO di BES, Bernard Cantournet -. Oggi le aziende sostengono di voler conoscere bene il cliente, cercano risposte sui social e con i Big Data, ma non fanno la cosa più semplice che è chiedergli direttamente cosa vuole, chi è, cosa si aspetta. La comunicazione monodirezionale azienda-cliente è una strategia superata. I clienti non sono più dei soggetti passivi da spingere all’acquisto, ma chiedono di essere ascoltati attivamente dai brand così come dalle istituzioni. I tradizionali metodi di intervista dei consumatori, però, risultano spesso inefficienti e rischiano di diventare addirittura controproducenti, se riportano in azienda una visione parziale e faziosa della realtà. In un contesto economico mutevole, dato da una concorrenza esasperata, da un ridotto potere d’acquisto e da una tecnologia pervasiva, serve innovazione anche nel settore delle indagini di mercato. I nuovi strumenti basati sulla Business Intelligence e sugli algoritmi permettono di instaurare un dialogo con i soggetti come se ci si trovasse a prendere un caffè con ognuno di loro. Questo è quanto offre il Metodo BES Sapere, Comprendere, Decidere, già applicato con successo in diverse aziende come la rivista ‘L’Impresa’ – Gruppo Il Sole 24 Ore, la onlus ‘Rondine’, nota come Cittadella della pace, Klopman International, Assicurazioni Generali, IPSEN Innovation for patient care, VITEC Group, BNP Paribas e Carrefour. (foto: Bernard Cantournet)

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Addio al TGV, l’alta velocità francese cambia nome: arriva inOUI

Posted by fidest press agency su domenica, 4 giugno 2017

in ouiSNCF mira ad attrarre 15 milioni di nuovi clienti entro il 2020. E lo fa puntando sulla differenziazione dell’offerta. I viaggiatori potranno scegliere tra due offerte di alta velocità ben differenziate e complementari, grazie a Voyages-sncf.com. Entrambe fanno una promessa chiara: da un lato, OUIgo, l’essenza dell’alta velocità a basso prezzo, con l’obiettivo di raggiungere il 25% del traffico francese dell’alta velocità nel 2020.
Dall’altro, TGV – presto ribattezzato in inOUI – il viaggio per eccellenza, che unisce confort, servizio e connettività e che, per il 2020, si prefigge di raggiungere una percentuale di soddisfazione dei clienti del 95%.
Rachel Picard ha dichiarato: «inOUI è sia un elemento rivelatore della trasformazione in atto nella nostra azienda, sia un acceleratore di tutti i progetti futuri, oltre ad essere, ovviamente, un progetto manageriale per i nostri 20.000 collaboratori che lavorano quotidianamente per fare evolvere questo servizio per i nostri clienti».
inOUI: 3 progetti distintivi che verranno realizzati sulle varie destinazioni entro il 2020 con:
Il digitale: Internet a bordo, per restare connessi per tutto il viaggio e beneficiare di nuovi servizi e contenuti digitali
Il servizio a bordo: grazie al controllo del biglietto al binario e ai nuovi strumenti di interfaccia con il cliente, il capotreno può dedicare più tempo ai clienti e gestire il rapporto con loro in modo più personalizzato.
Il parco rotabile: la livrea bianca, moderna ed elegante, rende palpabile il miglioramento del confort all’interno delle vetture nuove e di quelle rinnovate, permettendo di armonizzare il parco veicoli TGV.
La promessa fatta ai clienti verrà attuata progressivamente nell’arco di 30 mesi, linea dopo linea, a cominciare dal 2 luglio sulla tratta Parigi-Bordeaux, che realizzerà per la prima volta questo nuovo contratto esperienziale. In successione, dal 2017, questi cambiamenti diverranno realtà sulle linee Parigi-Lione e Parigi-Lilla. Nel 2017, già un terzo dei viaggiatori potranno vivere questa nuova esperienza di viaggio. (foto: inoui)

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Banche: costi e indebiti prelievi ai clienti

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 aprile 2017

banca-ditalia«Nei mesi passati abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di comportamenti ritenuti scorretti, le evidenze raccolte ci hanno indotto ad approfondire il tema». I Comportamenti scorretti a cui fa riferimento Magda Bianco, Titolare del Servizio Tutela dei clienti e antiriciclaggio della Banca D’Italia a Cuore e Denari su Radio 24 sarebbero gli aumenti dei costi dei conti correnti, in corso da mesi e giustificati dalle banche dal fatto che queste stessero finanziando il Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, tenuto a far fronte alle diverse crisi bancarie che si sono susseguite dalla fine del 2015 (ad esempio con il caso delle quattro banche risolte Banca Marche, Banca Etruria, Carichieti e Cariferrara, ndr).L’approfondimento ha portato la Banca d’Italia a intervenire con una nota, diffusa pubblicamente e datata 28 marzo, che fornisce alcune raccomandazioni agli istituti sul tema dello ‘ius variandi’, ovvero le norme che regolano la modifica unilaterale delle condizioni contrattuali applicate da una banca alla sua clientela. Magda Bianco a Cuore e Denari su Radio 24 spiega: «Non è che non si possano modificare le condizioni contrattuali. Quella con la banca è una relazione di lunga durata, il conto corrente è stato aperto da molti anni, quindi è previsto per legge che se intervengono dei fattori che non potevano essere prevedibili, ad esempio norme introdotte nel tempo o variazioni dei tassi di mercato, la banca possa modificare le condizioni. Ci sono, però, dei vincoli a tutela dei clienti: l’indicazione nel contratto, una comunicazione ai clienti due mesi prima, un giustificato motivo.” Magda Bianco a Cuore e Denari su Radio 24 in diretta dal Salone del Risparmio sottolinea: «Siamo intervenuti con questa nota per chiarire bene i limiti entro i quali le banche possono esercitare questo diritto: criteri in base ai quali il loro comportamento sia effettivamente corretto e quindi diventi più leggibile e chiaro per il cliente la cui forma di tutela principale è il recesso, cioè la possibilità, essendo avvisato due mesi prima, di chiudere il contratto e andarsene».
La Nota di Bankitalia recita testualmente, nella comunicazione dello scorso mese, di avere chiesto agli intermediari di valutare la coerenza delle modifiche unilaterali, realizzate dal gennaio 2016, con il quadro di riferimento in materia di modifiche unilaterali e di adottare, laddove necessario, iniziative correttive compresa l’eventuale restituzione delle somme alla clientela. Nei suoi controlli terrà conto anche delle indicazioni date con la nota descritta. Magda Bianco ha sottolineato ulteriormente durante il suo intervento a Radio 24 che «una comunicazione non chiara, una non corretta attribuzione degli incrementi o la giustificazione degli stessi con dei costi sostenuti precedentemente all’apertura del contratto sono chiaramente un’azione scorretta. Noi abbiamo dato queste indicazioni agli intermediari, cui a questo punto spetta ripetere una valutazione rispetto alle modifiche che hanno proposto a partire dal 2016, verificando che i criteri indicati fossero corretti». Magda Bianco conferma anche la possibilità, in caso di accertata scorrettezza, che si prendano in considerazione iniziative correttive, compresa la restituzione delle somme alla clientela.

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