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Posts Tagged ‘clima’

Stato dell’UE: lotta a COVID-19, ripresa, clima e politica estera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha iniziato il suo secondo discorso sullo Stato dell’Unione europea sottolineando che, durante più grande crisi sanitaria globale da un secolo, la più profonda crisi economica globale da decenni e la più grave crisi planetaria di tutti i tempi, “abbiamo scelto di andare avanti insieme. Come una sola Europa. E possiamo esserne fieri”. Ha sottolineato poi che l’Europa è tra i leader mondiali per tasso di vaccinazione, pur avendo condiviso la metà della sua produzione di vaccini col resto del mondo. Ora la priorità è quella di accelerare la vaccinazione globale, continuare gli sforzi in Europa e prepararsi bene per le future pandemie.Guardando al futuro, ha notato che “il digitale è la questione che fa la differenza” e ha annunciato una nuova legge europea sui microchip per mettere insieme le capacità di ricerca, progettazione e di test dell’Europa e coordinare gli investimenti europei e nazionali. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, von der Leyen ha chiarito che “poiché è causato dall’uomo, noi possiamo fare qualcosa”. Ha poi sottolineato che, con il Green Deal, l’UE è stata la prima grande economia mondiale a presentare una legislazione completa in questo settore e ha promesso di raddoppiare i finanziamenti esterni per la biodiversità ai paesi in via di sviluppo, impegnandosi a stanziare altri 4 miliardi di euro per la finanza sostenibile fino al 2027. Parlando di politica estera e di sicurezza, la Presidente ha chiesto una politica europea di difesa informatica e un nuovo atto europeo di resilienza informatica, e ha infine annunciato un Vertice sulla difesa europea da tenersi sotto la Presidenza francese del Consiglio UE.

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Clima: Agricoltura in sofferenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

Gli eventi climatici che in queste settimane stanno provocando danni all’agricoltura italiana ed europea confermano una volta di più che è necessario accelerare l’azione di contrasto al riscaldamento globale – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Un’ulteriore spinta in questa direzione proviene dall’Unione europea, che ha chiesto all’Italia di tagliare le emissioni del 43% entro il 2030. Un incremento del 10% rispetto al 33% fissato in precedenza. L’alternarsi di siccità e inondazioni a cui ci stiamo a poco a poco abituando provoca danni rilevanti – continua Tiso. Nel complesso si stima che in un decennio i cambiamenti climatici abbiano fatto perdere oltre 14 miliardi all’agricoltura, non solo per il calo della produzione agricola, ma anche per i danni alle infrastrutture nelle campagne provocati da allagamenti e frane. Inoltre, secondo lo European Severe Weather Database (Eswd), nel 2021 si contano in Italia già 426 eventi estremi. Alla luce di questo scenario, preoccupa la mancanza di ambizione della nuova Pac, che ha rivisto al ribasso gli impegni in tema di agricoltura biologica e sostenibilità. Dalla stessa Europa si levano voci che chiedono un cambiamento delle politiche ambientali. La Corte dei conti europei ha di recente esaminato le pratiche per la mitigazione dei cambiamenti climatici dell’Ue. La valutazione non lascia spazio a interpretazioni: sebbene nel periodo 2014-2020 siano stati investiti oltre 100 miliardi per la lotta ai cambiamenti climatici, le emissioni di gas serra non sono diminuite dal lontano 2010. Si tratta di un bilancio fallimentare che richiede un cambio di passo all’Unione e ai Paesi membri.

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Clima, Rotta: “Fit for 55 lo sforzo più grande di sempre dell’Europa per la transizione verde”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

“Con il pacchetto Fit for 55 si realizza lo sforzo legislativo più significativo che l’Europa abbia finora compiuto per accelerare la transizione verde. Il percorso definito dalle Istituzioni comunitarie è indispensabile per mettere l’Unione Europea nelle condizioni di centrare l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 come previsto dalla Legge Clima. L’Europa è stato il primo continente a dichiararsi climaticamente neutrale entro il 2050. E con questo pacchetto si mette in campo una roadmap concreta per raggiungere questo obiettivo, decisivo per il futuro dell’umanità. Ritengo molto importante che alle misure per ridurre le emissioni di CO2, come la carbon tax, si accompagneranno (grazie al Fondo sociale per il clima) interventi per alleviare e mitigare gli impatti sociali che deriveranno da queste profonde e radicali trasformazioni, a partire da misure per il sostegno temporaneo del reddito o investimenti volti a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Sostenibilità ambientale e sociale non possono essere separate. Riusciremo a realizzare i nostri obiettivi solo se la transizione sarà equa e socialmente sostenibile”. Lo afferma Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente della Camera.

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Clima: Rotta, Italia ha carte in regole per ruolo primo piano obiettivi Ue

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

“Il Consiglio Ue ha concluso la procedura di adozione della norma che fissa nella legislazione europea l’obiettivo della neutralità climatica dell’Ue entro il 2050. L’Italia ha le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano nel cammino che porterà l’Europa verso questo obiettivo”. Lo ha detto la presidente della commissione Ambiente alla Camera, Alessia Rotta.“L’Europa vuole essere il primo continente al mondo libero da CO2 entro il 2050 – ricorda Rotta – L’intento è anche quello di incoraggiare gli altri partner internazionali a fare lo stesso. Uno dei settori trainanti sarà quello dello sviluppo delle energie alternative, come l’eolico e il solare. Più di molti altri Paesi europei, l’Italia offre un terreno favorevole alle fonti green, per questo vanta una tradizione consolidata di ricerca e applicazione. E gli investimenti legati al Recovery daranno un nuovo impulso al Paese per percorrere questa strada nelle prime file”.“Certo – conclude Rotta – servirà uno sforzo collettivo. Come l’Europa si è dimostrata solidale con il Recovery, adesso è chiamata a confermarsi tale in questa nuova sfida ambientale, investendo in tecnologia e armonizzando gli interventi di politica industriale e in ricerca. Dovrà essere un impegno non solo delle istituzioni, ma anche delle imprese, delle associazioni, così come dei singoli cittadini, soprattutto giovani”.

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Legge UE sul clima: approvato l’accordo sulla neutralità climatica entro il 2050

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

La nuova legge UE sul clima trasforma l’impegno politico del Green Deal europeo per la neutralità climatica UE entro il 2050 in obbligo vincolante.La normativa aumenta l’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030 dal 40% al 55%. Con il contributo delle rimozioni con l’uso del suolo dovrebbe salire al 57%.Il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul clima, concordata informalmente con gli Stati membri in aprile, con 442 voti favorevoli, 203 contrari e 51 astensioni. Questa decisione darà ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità di cui hanno bisogno per pianificare per la transizione decisa con il Green Deal europeo. Dopo il 2050, l’UE punterà a emissioni negative.La nuova legge europea sul clima aumenta l’obiettivo dell’UE per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) entro il 2030, dal 40% ad almeno il 55%, rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, un’imminente proposta della Commissione sul regolamento LULUCF per regolare le emissioni e le rimozioni di gas serra dall’uso del suolo (dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura), aumenterà i pozzi di carbonio dell’UE e quindi aumenterà de facto l’obiettivo dell’UE per il 2030 al 57%.La Commissione presenterà una proposta per un obiettivo per il 2040 al più tardi sei mesi dopo la prima revisione globale nel 2023 prevista dall’Accordo di Parigi. In linea con la proposta del Parlamento, la Commissione pubblicherà la quantità massima di emissioni di gas serra che l’UE può emettere fino al 2050 senza mettere in pericolo gli impegni dell’UE nell’ambito dell’accordo. Questo cosiddetto “bilancio di gas serra” sarà uno dei criteri per definire l’obiettivo rivisto dell’UE per il 2040.Entro il 30 settembre 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà i progressi collettivi fatti da tutti i paesi dell’UE, così come la coerenza delle misure nazionali, verso l’obiettivo UE per la neutralità climatica entro il 2050.Data l’importanza della consulenza scientifica indipendente, e sulla base di una proposta del Parlamento, sarà istituito un Comitato consultivo scientifico europeo sul cambiamento climatico per monitorare i progressi e valutare se la politica europea è coerente con questi obiettivi.

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LGIM torna a fare pressione sulle aziende perché siano più responsabili sul clima

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Londra. Legal & General Investment Management (LGIM), uno dei più grandi asset manager al mondo, ha pubblicato oggi il suo report annuale denominato “Climate Impact Pledge”, rivelando che disinvestirà da quattro nuove società che non hanno attuato azioni sufficienti per affrontare i rischi legati al cambiamento climatico. Lanciato nel 2018, questo è il primo Climate Impact Pledge con l’approccio rafforzato di LGIM annunciato lo scorso anno, che ha visto l’asset manager impegnarsi per espandere le sue attività di engagement verso 1.000 aziende a livello globale in 15 settori chiave per il contrasto al cambiamento climatico, responsabili di oltre il 50% delle emissioni di gas serra da parte di imprese quotate. Le aziende che falliranno nel raggiungere gli standard minimi saranno soggette a sanzioni esercitate tramite il diritto di voto di LGIM nei loro board, così come a possibili disinvestimenti da fondi di LGIM per un valore di circa 67 miliardi di euro, inclusi quelli appartenenti alla gamma Future World, e da tutti i default fund quali L&G Workplace Pensions e L&G MasterTrust.Quest’anno, LGIM disinvestirà da Industrial and Commercial Bank of China, AIG, PPL Corporation e China Mengniu Dairy, che non sono state in grado di rispondere in maniera soddisfacente all’engagement e/o hanno violato le limitazioni su impiego di carbone, disclosure sulle emissioni e deforestazione. Queste società si aggiungono a China Construction Bank, MetLife, Japan Post, KEPCO, ExxonMobil, Rosneft, Sysco, Hormel e Loblaw, che rimangono nella lista di esclusione di LGIM e devono ancora intraprendere azioni concrete per essere riammesse.LGIM è inoltre lieta di annunciare che il retailer statunitense del settore alimentare, Kroger, in precedenza inserito nella lista di esclusione, sarà reintegrato in fondi rilevanti a seguito dei miglioramenti nelle sue politiche sulla deforestazione e nella disclosure, così come per i suoi sforzi nel promuovere prodotti a base vegetale meno inquinanti. Kroger si affianca alla casa automobilistica Subaru e alla compagnia petrolifera Occidental Petroleum che sono state anche loro reintegrate negli anni passati.

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Il clima: Una grande sfida da vincere

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

Roma, 7 giugno 2021 – ore 15.00 (Evento online sulla piattaforma Zoom). Intervengono: Grammenos Mastrojeni, Vice Segretario Generale dell’Unione per il Mediterraneo, e Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia. Modera: Claudia De Stefanis, Responsabile della Comunicazione, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Simone Romano, Coordinatore Nazionale del MSOI (Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale), svolge il ruolo di facilitatore.L’evento è consultabile sulla piattaforma CoFE, cuore pulsante della Conferenza sul Futuro dell’Europa, che si propone il rilancio della solidarietà europea e permette la raccolta, la diffusione e la condivisione di contenuti e proposte che possono essere presentati durante i lavori della Conferenza.La SIOI, nel suo ruolo di HUB Centro di Documentazione europea, promuove l’utilizzo della Piattaforma multilingue e interattiva CoFE e realizza iniziative ufficiali ed eventi pubblici.

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Webinar “Agire per il clima: l’Agenda 2030 a scuola”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

Parma. Mercoledì 26 maggio, alle 17 su piattaforma Teams, si svolgerà il webinar “Agire per il clima: l’Agenda 2030 a scuola” che sarà tenuto da Antonella Bachiorri, coordinatrice del CIREA-Laboratorio di Ricerca Interdisciplinare per l’Educazione Ambientale alla Sostenibilità del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma. Il webinar, rivolto a docenti di tutte le discipline, educatori e tutti gli interessati, rientra nell’iniziativa “All4Climate Italy 2021 – Una staffetta per il clima”, calendario di appuntamenti legati al tema dei cambiamenti climatici e agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, sostenuto e coordinato dal Ministero della Transizione Ecologica, in vista della 26ma Conferenza delle Parti (COP26) della Convenzione delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC), che si terrà a Glasgow a novembre.La Staffetta per il clima comprende 24 eventi, disseminati in 14 regioni italiane, consistenti in momenti formativi, tavole rotonde, convegni, contest, mostre, dibattiti e incontri per la presentazione di progetti pilota/buone pratiche/casi studio in materia di educazione ai cambiamenti climatici. A simboleggiare l’unione e la collaborazione dei membri di questa iniziativa nazionale, tutti gli eventi collaboreranno per passarsi un testimone, seppur virtuale, che accompagnerà l’inizio di ogni tappa.La staffetta è iniziata il 18 marzo in Sicilia e si concluderà con un evento nazionale in ottobre.La tappa in Emilia-Romagna passa per il CIREA dell’Università di Parma. L’obiettivo 13 dell’Agenda 2030 dell’ONU relativo ai cambiamenti climatici e le principali opportunità che offre dal punto di vista didattico verranno discussi durante il webinar di Antonella Bachiorri.L’evento sarà trasmesso dal sito web del CIREA.

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La gestione del rischio legato al cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

A cura di Chris Wagstaff, Responsabile pensioni ed educazione all’investimento di Columbia Threadneedle Investments. Istituita dall’ONU nel 1970, l’Earth Day, ossia la Giornata Mondiale della Terra, che si è celebrata il 22 aprile scorso. Earth Day è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente, con l’obiettivo di sensibilizzare tutta la popolazione mondiale (governi, cittadini, opinione pubblica) sulla salvaguardia del pianeta. Il tema dell’edizione di quest’anno è Restore Our Earth. Il programma prevede una tre giorni di iniziative ed eventi virtuali a sostegno del clima e della sostenibilità ambientale, a cui si potrà partecipare in streaming su piattaforme e canali social di earthday.org. L’attenzione nei confronti dei temi della sostenibilità è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni, con il fenomeno del cambiamento climatico prima e con la pandemia globale ora, in un susseguirsi di profondi cambiamenti socio-economici.Capire a che punto del processo di costruzione del portafoglio vanno inglobate le considerazioni sulla gestione del rischio legato al cambiamento climatico e se queste debbano costituire input primari o secondari. In molti casi, la gestione del rischio legato al cambiamento climatico è parte integrante della selezione dei gestori ma probabilmente secondaria rispetto a fattori quali il tasso di rendimento richiesto, i parametri di rischio, la diversificazione e la liquidità nel determinare l’asset allocation strategica, che possono incidere in maniera significativa sul profilo di rischio/rendimento, sulla diversificazione e sulle caratteristiche di liquidità del portafoglio.L’Accordo di Parigi fissa un obiettivo di lunghissimo termine a cui ambire, ma i proprietari di attivi guarderanno inevitabilmente al proprio gruppo dei pari per un primo confronto di base e per monitorare in corso d’opera i parametri climatici prescelti. Perché tale raffronto funzioni, tutte le parti in gioco dovranno aumentare il livello di trasparenza e fissare traguardi intermedi realistici. In particolare, le emissioni Scope 3 hanno una definizione vaga, sono per lo più stimate e soggette al rischio del doppio conteggio, inoltre il modo in cui i fornitori di dati raccolgono le informazioni varia enormemente in quanto ognuno utilizza metodologie diverse e adotta una visione differente dello stesso fattore. Malgrado queste limitazioni, gli investitori stanno utilizzando i dati a disposizione (principalmente di Ambito 1 e 2 ma anche di Ambito 3, spesso dopo aver apportato qualche correzione discrezionale) per decidere quali sono le società che si stanno impegnando per potenziare le proprie credenziali di sostenibilità e usare questi dati per monitorarne i progressi nel corso del tempo.Poiché molti fornitori di dati ESG offrono coperture difformi, adottano metodologie non standardizzate e formulano valutazioni ESG soggettive, misurare i fattori ESG in maniera uniforme è estremamente difficile. Fortunatamente, i gestori patrimoniali con ottime credenziali sul fronte dell’amministrazione responsabile e del profilo ESG stanno lavorando a soluzioni all’avanguardia e ad hoc che, nel tempo, consentiranno di offrire ai proprietari di attivi dati più accurati con cui prendere decisioni ancora più informate.Di fatto, l’aumento degli standard di rendicontazione e trasparenza consente di valutare e quantificare in maniera più efficiente i rischi e le opportunità legati al clima in relazione a ciascuna impresa, il che, a sua volta, conduce a titoli con quotazioni più accurate, a mercati finanziari più efficienti sul fronte dei prezzi e ad un’allocazione più efficiente del capitale. Fortunatamente, la direzione intrapresa dalle aziende è quella che conduce alla divulgazione integrale dei rischi climatici associati alle loro attività in maniera più standardizzata e omogenea.I rischi di transizione e fisici analizzati dai gestori patrimoniali vengono comunicati ai proprietari di attivi, molti dei quali stanno già analizzando questi rischi in maniera autonoma comunicando l’intensità di carbonio dei propri portafogli (rispetto a benchmark adeguati) ai loro sottoscrittori o beneficiari.Le esposizioni del portafoglio a questi rischi vengono tipicamente riportati sotto forma di impronta di carbonio. La TCFD raccomanda ai proprietari di attivi di comunicare l’intensità di carbonio media ponderata dei loro portafogli (per ogni titolo in portafoglio) sulla base delle emissioni di Ambito 1 e 2 (quelle che esulano dal controllo dell’organizzazione) ed espresse in tonnellate di CO2 equivalenti (tonnellate di emissioni di CO2)/fatturato in milioni di USD). Tuttavia, nei rapporti preparati per i titolari di attivi, e in particolare per i portafogli azionari, molti gestori forniscono parametri supplementari, come le emissioni di carbonio (tonnellate di emissioni di CO2/milioni di USD investiti) e le emissioni di carbonio totali (tonnellate di emissioni di CO2). Ad integrazione di questa analisi del rischio – benché si tratti di un’area ancora sperimentale, e fermi restando i tre limiti appena discussi – i gestori e i proprietari di attivi stanno cercando di potenziare la gestione del rischio legato al cambiamento climatico sviluppando indicatori basati sul Value-at-Risk (VaR) delle esposizioni climatiche del portafoglio al fine di stimare le perdite potenziali in un dato scenario climatico. (abstract by http://www.columbiathreadneedle.it)

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AssembraMenti: Clima, lavoro, inclusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Il 10 e 11 aprile, tramite ZOOM, si apre il sipario su “AssembraMenti – Clima, lavoro, inclusione”, organizzata da Rinascimento Green in Emilia Romagna, coordinata da Mattia Santori con il patrocinio della Regione e il supporto della European Climate Foundation. L’iniziativa di democrazia dal basso permetterà a cittadine e cittadini emiliano-romagnoli di parlare di clima, transizione ecologica e dei bisogni della loro terra, individuati a seguito del questionario che ha coinvolto diverse centinaia di persone. Un’assemblea che si svolgerà nell’arco di due giornate, con momenti di formazione, alla presenza di esperti e facilitatori che parleranno dei temi emersi dalla cittadinanza, e altri momenti di discussione con “focus” sulle tematiche più specifiche. L’obiettivo è quello di elaborare proposte concrete, interloquendo con esperti e con rappresentanti politici bipartisan, e, in seguito, trasformarle in proposte di legge o in provvedimenti dedicati. Erano previsti 150 posti ma in brevissimo tempo le richieste di adesione sono state più del doppio, infatti gli organizzatori stanno ripianificando l’evento in modo da poter accogliere più persone possibile. Ai partecipanti, che lavoreranno divisi in gruppi di 10/15 persone, è richiesto di formulare delle proposte in merito ad argomenti specifici e tenendo conto di quelli che sono i principi dell’organizzazione. Alla fine verranno votate le proposte più interessanti che, nei giorni seguenti verranno simbolicamente consegnate alla Presidete dell’Assemblea Legislativa Emma Petittie alla Vice Presidente Elly Schlein. La stessa Schlein farà un intervento anche nel primo giorno dell’evento durante l’incontro formativo guidato dal giornalista Marco Merola, autore del documentario Adaptation il quale, nella sezione che riguarda l’italia si concentra proprio sull’Emilia Romagna. http://www.rinascimentogreen.it/

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Bill Gates: Clima. Come evitare un disastro

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

Le soluzioni di oggi, le sfide di domani Collana i Fari, trad. Andrea Silvestri, pp. 400, 22 euro. E’ l’evento editoriale dell’anno. Il libro più atteso dai media di tutto il pianeta. Pubblicazione in contemporanea mondiale il 16 febbraio in oltre 35 paesi.“Per prevenire i peggiori effetti dei cambiamenti climatici, dobbiamo arrivare a zero emissioni di gas serra. Questo problema è urgente e il dibattito è complesso, ma credo che possiamo unirci per inventare nuove tecnologie, implementare quelle che abbiamo ed evitare una catastrofe.” Bill Gates “Difficilmente un libro potrebbe essere più attuale e urgente, essendo oramai chiaro che anche la pandemia che ci allarma dipende in gran parte dal nostro rapporto con il pianeta Terra e dai cambiamenti climatici. Il libro, ne sono certa, sarà un contributo inevitabile alla discussione su questo tema che verrà percepito in modo radicalmente nuovo.” Elisabetta Sgarbi, Publisher La nave di Teseo In questo saggio documentato e autorevole, Bill Gates presenta un programma concreto e realizzabile per azzerare le emissioni di gas serra in tempo per evitare un disastro climatico. Bill Gates ha passato gli ultimi dieci anni a studiare le cause e gli effetti del cambiamento climatico. Avvalendosi della consulenza di fisici, chimici, biologi, ingegneri, esperti di science politiche e finanza, ha individuato i passi necessari per evitare un disastro ambientale sul nostro pianeta. In questo libro, Gates non solo spiega perché dobbiamo mirare ad azzerare le emissioni di gas serra, ma presenta anche le soluzioni per raggiungere questo obiettivo vitale, offrendo una visione chiara delle sfide che ci attendono. Forte della sua esperienza di innovatore capace di imporre idee rivoluzionarie, Gates ci introduce alle tecnologie che già oggi aiutano a ridurre le emissioni, mostra dove e in che modo possono diventare più efficienti, indica in quali settori sono necessari progressi immediati, racconta le storie di chi sta lavorando alle prossime, essenziali, scoperte. L’autore presenta un programma preciso per arrivare alle emissioni zero, suggerendo non soltanto le politiche che dovrebbero adottare le amministrazioni, ma anche quello che possiamo fare come cittadini per responsabilizzare su questa missione cruciale i governi, le imprese, e noi stessi. Bill Gates lo dice apertamente: azzerare le emissioni non sarà semplice, ma seguendo le proposte di questo libro, finalmente è un obiettivo alla nostra portata.“Non riesco a pensare a un libro più urgente, pertinente e necessario di questo, in cui Bill Gates mette il suo straordinario talento per l’innovazione e la sua capacità di ragionamento a servizio della crisi più urgente per l’umanità.” Anne Collins, Direttore editoriale Knopf Bill Gates è sempre stato un risolutore di problemi e ora sta affrontando il problema più grande del mondo: i cambiamenti climatici. Il libro non solo rende chiara la situazione in cui ci troviamo, ma è prescrittivo piuttosto che tendenzioso: ci sono, assicura, potenziali soluzioni realistiche e convenienti.” Robert Gottlieb, Editor BILL GATES è un tecnologo, imprenditore e filantropo. Nel 1975 ha fondato Microsoft con il suo amico d’infanzia Paul Allen.

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Rientro degli Stati Uniti negli Accordi di Parigi sul clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2021

Il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden avvierà ufficialmente il processo per il rientro degli Stati Uniti negli Accordi di Parigi sul clima. La decisione dà inizio a una nuova cruciale era per la diplomazia climatica globale, con gli Stati Uniti chiamati a compensare il loro impatto storico sul clima e a rimediare agli ultimi quattro anni di espansione dei combustibili fossili sotto Trump. Confermando alcune indiscrezioni riportate dalla stampa negli ultimi giorni, Biden inoltre revocherà i permessi federali per Keystone XL, sistema di oledotti tra il Canada e gli Stati Uniti, il cui completamento era stato bloccato da Obama, per poi essere riavviato da Trump. «Rientrare negli Accordi di Parigi sul clima è una decisione inevitabile per il Presidente Biden. Siamo felici che l’annuncio arrivi al primo giorno in carica», commenta Janet Redman, direttrice delle campagne per il clima di Greenpeace USA. «Visto che tutto il mondo si appresta a raggiungere emissioni nette zero entro il 2050, gli Stati Uniti hanno la responsabilità di andare oltre e di arrivarci molto più velocemente. Ma per l’amministrazione Biden sul clima rientrare negli Accordi di Parigi è l’inizio, non il traguardo».Per Greenpeace, Biden deve ora rimboccarsi le maniche e lavorare realmente per garantire giustizia climatica. Revocare i permessi federali per il Keystone XL è dunque un ottimo inizio. L’organizzazione ambientalista chiede al Presidente di approvare di un pacchetto coraggioso di ripresa economica in stile Green New Deal che creerebbe quasi 16 milioni di nuovi posti di lavoro. L’amministrazione Biden ha la possibilità di garantire ad altri milioni di persone l’accesso ai benefici delle tutele sindacali e all’assistenza sanitaria, con posti di lavoro che risanino il nostro clima piuttosto che inquinarlo. Greenpeace esorta Joe Biden a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, comprese le azioni esecutive e l’approvazione di nuove leggi, per evitare ulteriori devastazioni climatiche e aiutare le persone a riprendersi dalla pandemia.

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Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Bologna. L’Università di Parma è tra i 55 firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna: un progetto di rilancio e sviluppo della Regione fondato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per creare lavoro di qualità, accompagnare la comunità regionale nella transizione ecologica, contrastare le diseguaglianze e ridurre le distanze fra le persone.«Abbiamo aderito con convinzione a questa alleanza condividendone, anzitutto, lo spirito di fondo – commenta il Rettore Paolo Andrei – e il fatto che, in un momento così difficile per tutti, si abbia il dovere di “rilanciare” la progettazione e la costruzione del nostro futuro con un disegno di ampio respiro e di medio-lungo termine. Sono convinto che questa sia la strada giusta, proprio perché il filo conduttore del patto che abbiamo condiviso è incentrato sulla necessità di porre al centro della nostra attenzione la stretta correlazione esistente tra sviluppo, qualità del lavoro, dignità delle persone e salvaguardia dell’ambiente. Particolarmente importante, infine, il fatto che l’invito della Regione a “fare sistema” sia stato raccolto da molte realtà, perché è così che non solo si affrontano in modo vincente le emergenze ma, soprattutto, si progettano le azioni future. L’Università di Parma è pronta a fare la sua parte».

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Clima, Rotta: “Indispensabile intervenire sul climate change”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

“I ricercatori dell’Università di Padova hanno scoperto che anche le Orchidee Alpine sono una specie a rischio a causa del riscaldamento globale e dell’attività antropica. In uno studio pubblicato sulla sulla rivista internazionale “Nature Communications” hanno rilevato che si stanno spostando sempre più in alto alla ricerca sia di temperature più rigide indispensabili alla propria sopravvivenza sia di habitat più accoglienti. Quindi anche questo studio mostra, se mai ve ne fosse ulteriore bisogno, che il riscaldamento globale sta bussando alle nostre porte e che va finalmente assunto come problema prioritario da affrontare, non solo da parte degli accademici, ma della politica e delle istituzioni. Per questo motivo sarà importante avviare in Commissione Ambiente una indagine conoscitiva sul Climate Change e le conseguenze che questi cambiamenti stanno producendo sul nostro ecosistema” così la Presidente della Commissione Ambiente della Camera Alessia Rotta sul rischio di scomparsa delle Orchidee Alpine.

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Legge UE sul clima: aumentare obiettivo di riduzione emissioni per il 2030 al 60%

Posted by fidest press agency su lunedì, 12 ottobre 2020

Bruxrelles. Il Parlamento europeo chiede che tutti i Paesi UE diventino climaticamente neutri entro il 2050 e vuole obiettivi ambiziosi per il 2030 e il 2040, in una votazione sulla Legge UE sul clima. Giovedì, il Parlamento ha adottato il suo mandato negoziale sulla legge europea sul clima con 392 voti favorevoli, 161 contrari e 142 astensioni. La nuova legge mira a trasformare le promesse politiche, secondo cui l’UE raggiungerà la neutralità climatica entro il 2050, in un obbligo vincolante e a fornire ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità di cui hanno bisogno per pianificare la trasformazione.I deputati insistono sul fatto che sia l’UE che tutti i singoli Stati membri devono diventare neutri sotto il profilo delle emissioni di carbonio entro il 2050 e che in seguito l’UE dovrà raggiungere l’obiettivo di “emissioni negative”. Chiedono inoltre finanziamenti sufficienti per raggiungere questi obiettivi.Entro il 31 maggio 2023 la Commissione deve proporre, mediante procedura legislativa ordinaria, una tabella di marcia a livello UE su come raggiungere la neutralità entro il 2050, per limitare l’aumento della temperatura globale, in conformità con l’accordo di Parigi. La tabella dovrà essere rivista dopo ogni bilancio a livello globale.I deputati vogliono anche istituire un Consiglio europeo per i cambiamenti climatici (ECCC) come organismo scientifico indipendente per valutare i progressi compiuti in tale direzione. L’attuale obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030 è del 40% rispetto al 1990. Nella sua proposta modificata di legge sul clima dell’UE, la Commissione europea ha proposto di aumentare questo obiettivo ad “almeno il 55%”, rispetto ai livelli registrati nel 1990. Oggi i deputati hanno alzato ulteriormente la posta, chiedendo una riduzione delle emissioni del 60% nel 2030, aggiungendo che gli obiettivi nazionali devono essere aumentati in modo equo ed efficiente in termini di costi. Vogliono anche che la Commissione proponga un obiettivo intermedio per il 2040, previa valutazione d’impatto, per garantire che l’UE sia sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo nel 2050.Infine, i deputati chiedono che l’UE e gli Stati membri eliminino gradualmente tutte le sovvenzioni dirette e indirette ai combustibili fossili entro il 31 dicembre 2025, e sottolineano la necessità di continuare gli sforzi per combattere la povertà energetica.

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Allarme clima: entro questo secolo +5°C e -8% del PIL

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 settembre 2020

Nonostante gli sforzi già profusi nell’efficientamento dell’illuminazione, dei sistemi di riscaldamento e nella produzione di acqua calda, le emissioni di CO2 dovute agi consumi degli edifici sono cresciute del +7% dal 2010 ad oggi. Nelle grandi città si sono registrati maggiori consumi per il raffrescamento (+33%) e per l’uso di elettrodomestici (+18%). A lanciare l’allarme è Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding energetico.A contribuire pesantemente alla situazione «emissioni climalteranti» è dunque il patrimonio edilizio Italiano. «Il 60% del quale ha più di 45 anni ed è stato progettato senza alcuna considerazione alle tematiche energetiche ed ambientali» avvertono gli analisti di Ener2Crowd.com.La media dei consumi è di circa 160-230 kWh/mq per una spesa energetica totale di circa 2.500 euro annui ogni 100 metri quadrati, contro i 400 euro annui di consumo delle abitazioni della stessa metratura che rispondono agli ultimi standard energetici.Ciò crea un divario enorme con il resto dell’Europa —in particolare quella del Nord)— dove la riqualificazione energetica è già molto avanti a livello civile e residenziale, con un forte coinvolgimento dei cittadini, dei proprietari e dei gestori, dove da decenni si prevedono sviluppi urbanistici in cui il tema centrale è il rapporto tra la natura, l’uomo e le sue attività sociali e produttive, e dove l’energia da fonti rinnovabili è già da tempo preferita da tutti.Il Superbonus 110% è dunque un grande «Piano Marshall» per l’economia e per l’ambiente del nostro Paese. È un’opportunità che si fonda su un meccanismo incentivante garantito dallo Stato, che Ener2Crowd.com sta trasformando in un’occasione accessibile a tutti per la creazione di benefici diretti attraverso il crowdfunding, oltre a quelli collegati al risparmio in bolletta ed all’ambiente.Ogni euro investito nel crowdfunding energetico, —e più in particolare nel Superbonus 110%— attiva un meccanismo che è in grado di riportare circa 2 euro nelle casse dello Stato, tra gettito IVA e tassazione utile.Per una famiglia tipo —che la statistica ci dice possedere un appartamento con dimensioni pari a 117 metri quadrati— un investimento di circa 3.500 euro nell’operazione di riqualificazione energetica è in grado di produrre benefici economici diretti (tra risparmio è rendimento) pari a 2.700 euro al primo anno tra risparmi in bolletta e rendimento ottenuto tramite Ener2Crowd.com, oltre all’immediata restituzione del capitale dopo i 12 mesi.I primi investimenti finanziari sui progetti edilizi coperti da ecobonus, sismabonus e superbonus 110% sono promossi proprio da Ener2Crowd.com in collaboratione con «Ecobonus in Rete» —una neonata rti di imprese guidate da «Fenice Invest»— ed hanno per oggetto 30 ville situate in provincia di Forlì, Ravenna e Rimini, per un tetto complessivo di spese in conto capitale di 2.700.000.

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Kyoto Club: destinare il 30% del Recovery Fund a progetti legati al clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

L’Associazione, rappresentata dal Vicepresidente Francesco Ferrante, ha illustrato le azioni che secondo Kyoto Club dovrebbero essere intraprese per tenere fede agli impegni presi con l’Accordo di Parigi e per portare a compimento quel processo di transizione da un sistema basato sulle energie fossili a uno incentrato su un’economia verde, rinnovabili e circolare. Obiettivo: tagliare drasticamente le emissioni entro il 2030 per diventare poi “neutrali” a livello climatico entro il 2050. Come ci chiede l’Europa.
Energia. Tra le proposte principali Kyoto Club chiede una revisione della Piano Nazionale Italiano per l’Energia e il Clima (PNIEC) per un’Italia 100% rinnovabile, insieme alla realizzazione di un Piano straordinario per l’efficienza energetica e la digitalizzazione.
Mobilità. È necessario, secondo l’Associazione ecologista, puntare sul trasporto pubblico locale, elettrificare il parco degli autobus entro il 2030, ed in generale, rafforzare il comparto della mobilità elettrica.
Chimica verde e bioeconomia circolare. Serve implementare l’infrastruttura del rifiuto organico, su cui l’Italia ha un primato e serve un’iniziativa a tutela dei nostri suoli verso il consumo zero e per la difesa della fertilità. Anche in Italia, come anche in altre parti d’Europa nelle regioni industrializzate, la perdita in fertilità è ormai allarmante.
Infine, Kyoto Club ha esposto una serie di azioni virtuose che, a detta dell’Associazione, dovranno essere intraprese per la decarbonizzazione dell’economia, seguite da una lista nera di provvedimenti “negativi” che il governo e il parlamento devono evitare di adottare.
Tra i primi: destinare il 30% delle risorse di Next Generation EU a progetti legati al clima, e circa un terzo di questi al Sud Italia; prolungare l’Ecobonus; puntare sulla produzione dell’idrogeno verde e non blu; la trasformazione dei petrolchimici in bioraffinerie; il contrasto al dissesto idrogeologico.Tra gli esempi “negativi”: il decreto semplificazioni che non semplifica; la mancata attenzione al recepimento della Direttiva sulla plastica monouso; l’assenza di una Strategia di ristrutturazione dell’edilizia pubblica; benefici fiscali per ristrutturazioni materiali da fonti fossili o incentivi per auto fossili; investimenti per il potenziamento autostradale; la costruzione del Ponte o Tunnel sullo Stretto di Messina.

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Clima: Uso criminale del territorio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 29 luglio 2020

“Il temporale che sin dalle prime ore dell’alba si sta abbattendo su Milano e Bergamo, provocando l’esondazione del Seveso e numerosi allagamenti, dimostra una volta di più che c’è un’emergenza trascurata e da affrontare al più presto: quella climatica. E mentre i giornali continuano a parlare di ‘maltempo’ come se gli eventi meteorologici estremi fossero la norma, l’ISPRA certifica che, nel 2019, il consumo di suolo, nella sola Milano, ha raggiunto il 58,19% del totale e la Lombardia, con +642 ettari di consumo suolo rispetto all’anno precedente, si conferma la seconda regione in questa drammatica classifica, certificando un uso criminale del territorio”.Così, in una nota, Elena Grandi e Matteo Badiali, co-portavoce dei Verdi e esponenti di Europa Verde, che proseguono: “Il consumo di suolo, in Italia, cresce a velocità elevate, una media che è ben lontana dal raggiungimento degli obiettivi europei e in Europa non sanno neanche tradurre la parola ‘abusivismo’ che in Italia viene incentivato con il reiterato tentativo di emanare dei Condoni edilizi. E mentre l’accoppiata dissesto idrogeologico unito ai fenomeni meteorologici estremi causa danni incalcolabili, qualcuno pensa che la crisi economica dovuta alla crisi sanitaria di Covid possa essere superata con nuovo cemento. Non possiamo, dunque, che ribadire la nostra contrarietà a questo uso sconsiderato delle risorse che arriveranno dall’Europa, – concludono Grandi e Badiali, – ed esortare il Governo ad attuare invece politiche rivolte alla conversione ecologica, al recupero delle volumetrie esistenti, all’innovazione, alle giovani generazioni”.

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Agricoltura protezione ambiente e lotta ai cambiamenti climatici

Posted by fidest press agency su martedì, 28 luglio 2020

L’agricoltura esce dal Consiglio Ue sul bilancio con una rinnovata responsabilità in tema di protezione dell’ambiente e lotta ai cambiamenti climatici – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. L’accordo raggiunto dai leader europei ha infatti confermato le risorse per i pagamenti diretti della Pac, stabilendo inoltre che il 40% dei fondi della politica agricola comune dovrà contribuire a raggiungere gli obiettivi climatici dell’Unione.Per gli agricoltori europei queste decisioni si traducono in una vera e propria investitura, che assegna loro un ruolo da protagonisti nel contrasto ai cambiamenti climatici e nella tutela delle risorse naturali – continua Tiso. Anche perché lo stesso Consiglio ha sancito una sostanziale riduzione delle risorse destinate al Programma ambientale Life e alla ricerca, concentrando dunque nel settore primario gli sforzi per realizzare il Green New Deal. Tagliare i traguardi stabiliti dalle strategie europee ‘Farm to Fork’ e ‘Biodiversità 2030’ è ora possibile, a patto che i governi lavorino nella stessa direzione e siano disposti ad abbandonare modelli di sviluppo ormai superati.Si apre adesso una fase delicata, in cui l’Italia e gli altri Stati membri devono dimostrare di saper investire le risorse a disposizione per promuovere un’agricoltura sostenibile, proteggere il territorio, l’acqua, il suolo e gli ecosistemi a beneficio di tutti, evitando utilizzi distorti dei fondi. Nei prossimi mesi seguiremo da vicino gli sviluppi della nuova politica agricola europea, cercando di offrire un contributo costruttivo e augurandoci che il nostro Paese esca vincente dalla prova più importante: quella dei fatti.

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Coronavirus. La vita e le malattie continuano anche in clima di emergenza

Posted by fidest press agency su sabato, 14 marzo 2020

E’ una sorta di messaggio che speriamo possa arrivare anche a chi di dovere. Gli ospedali e il sistema sanitario, messi a dura prova dall’emergenza in corso, continuano ad essere tali: un servizio per la salute pubblica. Sistema sanitario che in questo momento registra una massiccia mobilitazione per il Covid-19, ma che continua ad essere uno dei più importanti servizi pubblici erogati.
Giusti e anche troppo pochi gli inviti fatti a non recarsi in ospedale quando si crede di avere i sintomi da coronavirus. Giusti anche in considerazione che, prima di questa emergenza, i pronto soccorso, mediamente, erano diventati il luogo di accoglienza (anche psicologico) di tutti i sintomi dell’essere umano, favorito dal fatto che spesso guardie mediche e medici di famiglia (anche per non assumersi responsabilità), oltre a dire di prendersi un’aspirina la prima cosa che facevano era consigliare di recarsi al pronto soccorso (nostre fantasie estremiste? Chiunque conosca un qualche addetto ospedaliero che opera in un pronto soccorso, provi a fargli una domanda su questa nostra osservazione….). In questo invito a chiedere maggiore spazio per l’emergenza in corso, occorre quindi essere attenti, per la psiche degli esseri umani, ad effetti del tipo (estremizzando): “lei ha solo il cancro, non ci intasi che abbiamo l’emergenza coronavirus”… che è un “estremizzando” fino ad un certo punto visto che in alcuni casi sono state anche sospese le terapie chemio, ovviamente ritenendole rimandabili. Effetto sulla psiche che può portare qualcuno a non chiedere il supporto sanitario ospedaliero quando invece ne avrebbe bisogno.
Certamente questa emergenza sta anche avendo riflessi su alcuni comportamenti leggeri di guardie mediche e medici di famiglia, responsabilizzandoli maggiormente e che, non a caso, oggi sono anche loro in prima fila. Ma il problema che abbiamo evidenziato con l’esempio del cancro crediamo che esista.
E’ bene ricordare che il Servizio sanitario esiste e lavora come più di prima: i tendoni che vediamo crescono vicino agli ospedali, le realizzazioni di presidi provvisori in strutture trasformate alla bisogna, etc sono solo la punta di iceberg della mobilitazione in corso. L’emergenza c’è e va considerata con tutta la sua determinante importanza, ma al primo posto c’è e deve rimanere sempre la salute dell’individuo. Che, non solo può avere il cancro anche in questo periodo ma, per esempio, anche un dolore all’appendice che se non considerato in tempo e a modo può portare a conseguenze più pericolose per l’individuo e più impegnative per la struttura sanitaria… a svantaggio quindi dei malati e degli ospedali, nonché delle finanze pubbliche.
Ci rendiamo conto della difficoltà di far sì che un messaggio del genere possa essere recepito nella sua giustezza, in modo che non si sottovaluti l’emergenza in corso. Ma crediamo siano fattibili campagne pubblicitarie ad hoc, che diano il giusto equilibrio alle capacità e disponibilità delle nostre strutture sanitarie. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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