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Posts Tagged ‘clima’

Ambiente, clima, biodiversità. Estinzioni senza colpe

Posted by fidest press agency su domenica, 24 luglio 2022

Immaginate l’urlo di terrore dei dinosauri quando un asteroide si abbatté sulla Terra provocandone l’estinzione. La nube sollevata dall’impatto oscurò il cielo, diminuì i raggi solari e provocò un inverno lungo decenni. Quando la nube si dissolse definitivamente tre quarti delle specie viventi si erano estinte. Questo lo scenario della catastrofe che sconvolse la Terra 66 milioni di anni fa. Eppure, la vita tornò. Non c’erano più i dinosauri ma altri essere viventi. Il nostro Pianeta ha avuto, in precedenza, altri quattro eventi catastrofici tra i 444 e i 200 milioni di anni fa che hanno provocato estinzioni di massa. Tutto ciò può essere inserito nella storia evolutiva della Terra, considerato che nel tempo è scomparso il 99% dei quattro miliardi di specie presenti nel nostro Mondo. Tre degli eventi catastrofici hanno causato il raffreddamento e due il riscaldamento globale. Sono eventi che vanno inseriti nell’arco temporale di centinaia di milioni di anni che hanno determinato la fine di una specie e la nascita di altre vite. Oltre agli eventi naturali, anche gli esseri umani hanno avuto un impatto sull’ambiente e non solo dai processi di industrializzazione che si sono succeduti dal 1700 in poi. L’idea che l’uomo vivesse in equilibrio con l’ambiente circostante non corrisponde alle valutazione di quanto accaduto, infatti, c’è una sovrapposizione temporale tra l’arrivo dell’uomo e l’estinzione della megafauna – 178 dei più grandi mammiferi – dovuta alla caccia. Nell’8.000 a.C. c’erano 5 milioni di persone nel Mondo che hanno ucciso centinaia di specie che non avremo mai più. L’espansione dell’agricoltura è stata uno dei maggiori impatti dell’umanità sull’ambiente. Nel corso del tempo l’uso del suolo è stato modificato. Secoli fa la maggior parte della Terra era selvaggia: foreste e praterie dominavano il paesaggio. Oggi, la metà dei terreni abitabili è utilizzata per l’agricoltura, il che ha diminuito la biodiversità ma ha permesso di produrre cibo più che sufficiente per tutti, anche se mal distribuito. L’utilizzo della tecnologia ha consentito di aumentare la resa delle coltivazioni: a livello globale, per produrre la stessa quantità di colture del 1961, abbiamo bisogno solo del 30% dei terreni agricoli, il che consente di ripristinare gli ambienti precedenti (“Our World in Data”). Anno 2100. New York, Amburgo, Hong Kong, Londra, Cairo, Copenhagen e Roma sono invase dall’acqua. Da quando lo strato di ghiaccio artico e antartico si è sciolto, il mare ha sommerso la Danimarca, i Paesi Bassi, il Belgio e il Bangladesh. Nelle latitudini temperate il clima è diventato tropicale, nelle Prealpi crescono pini e cipressi, più a sud il clima è saheliano. E’ lo scenario temuto del cambiamento climatico cui concorre l’effetto serra, quando i valori di emissione dei gas sono eccessivi, provocando il riscaldamento globale. Non tutto è dovuto all’impronta umana, considerato che anche gli ambienti naturali – vulcani, paludi, sedimenti oceanici – contribuiscono a tale effetto. Possiamo intervenire per la nostra parte. (Articolo pubblicato sul quotidiano LaRagione del 21 luglio 2022) Primo Mastrantoni, Aduc http://www.aduc.it

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Quando si parla di lotta al cambiamento climatico, non si può non menzionare il ruolo determinante delle singole città

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 aprile 2022

Secondo Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico, i centri urbani sono responsabili dell’80% del consumo energetico e delle emissioni.Dati non di poco conto visto che influenzano significativamente la salute delle persone e quello dell’intero pianeta, ma la soluzione può arrivare dalle stesse città se si attua un cambiamento di rotta che vuole il ripensamento dell’urbe in ottica sostenibile. Ed è proprio qui che s’inserisce il ruolo dei GreenHero che proprio nelle grandi città vivono e lavorano.Ad inquinare maggiormente sono le megalopoli cinesi ma anche Mosca, Istanbul, Tokyo e New York. A metterlo in evidenza è una elaborazione di Ener2Crowd, basata sui dati della ricerca “Keeping Track of Greenhouse Gas Emission Reduction Progress and Targets in 167 Cities Worldwide” condotta da Ting Wei, Junliang Wu e Shaoqing Chen, ricercatori della School of Environmental Science and Engineering della Sun Yat-sen University in Cina.«La città italiana più inquinante in assoluto è Torino, settima in Europa ed al 52mo posto del ranking mondiale, con 23 milioni di tonnellate di Co2 equivalenti immesse in atmosfera ogni anno» puntualizzano gli analisti di Ener2Crowd.com, la prima piattaforma italiana di lending crowdfunding ambientale ed energetico.E proprio a partire dalle grandi città, il nuovo modello di finanza etica di Ener2Crowd permetterà di ridurre l’inquinamento, grazie all’appetito degli investitori per i prodotti finanziari in grado di combattere il climate change che garantiscono comunque un ottimo ritorno economico.Nelle grandi città italiane, inoltre, risiedono la maggior parte dei GreenHero: i maggiori investitori della piattaforma Ener2Crowd si trovano infatti a Roma, Milano, Napoli e Torino, dove oggi questa forma di investimento è una realtà all’ordine del giorno.La città più inquinante del Continente Europeo rimane Mosca —al settimo posto del ranking mondiale— con 112 milioni di tonnellate di Co2 equivalenti immesse in atmosfera ogni anno, seguita da Istanbul —al quattordicesimo posto del ranking mondiale— con 72,9 milioni di tonnellate di Co2 e da Francoforte con 46 milioni di tonnellate di Co2. E seguono sul podio europeo San Pietroburgo (43 Mt Co2 eq.) Atene (39 Mt Co2 eq.), Berlino (28 Mt Co2 eq.) e Torino (23 Mt Co2 eq.) che è appunto settima in Europa ed al 52mo posto del ranking mondiale.Lo studio trova riscontro anche nei dati del Parlamento Europeo, secondo il quale all’interno dell’Ue le grandi città sono responsabili di emissioni di CO2 in una misura che arriva fino all’80% del totale. L’idea di Ener2Crowd.com è quella di convincere quella massa critica di risparmiatori che da sempre puntano sugli investimenti più sicuri possibili —che una volta erano gli immobili ed i titoli di Stato— oggi in fuga dai prodotti finanziari dai rendimenti irrisori e non più solidi come un tempo.

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Clima di fine secolo e agricoltura “eroica”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 febbraio 2022

Pubblicata su «Nature Food» la ricerca dal titolo “Future climate-zone shifts are threatening steep-slope agriculture”, coordinata dal Professor Paolo Tarolli del Dipartimento di Territorio e Sistemi Agro-Forestali dell’Università di Padova, in cui si mostra quale sarà l’impatto del cambiamento climatico sulle aree agricole a forte pendenza alla fine del secolo. Lo studio è basato sulla proiezione delle zone climatiche attuali (1980-2016) a fine secolo (2071-2100) secondo lo scenario di concentrazione di gas serra RCP8.5, ovvero senza l’adozione di iniziative a favore della protezione del clima e, pertanto, con crescita delle emissioni ai ritmi attuali. Sono stati utilizzati dati satellitari e territoriali open-access, analizzati tramite la piattaforma online Google Earth Engine, in modo che la metodologia possa essere replicata non solo da scienziati, ma anche da operatori del settore agricolo ed enti per la gestione del territorio.I sistemi agricoli in aree a forte pendenza, sebbene rappresentino una frazione ridotta della superficie agricola globale, sono di grande rilevanza per diversi aspetti. La loro importanza agronomica, così come il valore storico e culturale che li contraddistingue, sono ampiamente riconosciuti dalle Nazioni Unite e protetti con iniziative come i siti patrimonio dell’umanità UNESCO e patrimonio agricolo globale GIAHS (FAO). Le coltivazioni in pendenza sono soprattutto concentrate in Messico, Italia, Etiopia e Cina: si tratta di colture di altissima “specializzazione”. Tra gli esempi si possono citare le aree terrazzate Honghe Hani nella provincia cinese dello Yunnan, gestite dalle minoranze Hani da oltre 1300 anni, le quali producono 48 varietà di riso, dando vita ad un habitat ideale anche per l’allevamento di bovini, anatre e pesci, in un’ottica di economia circolare, oppure, in Italia, la viticoltura eroica sulle colline del Prosecco e del Soave.Sul totale, l’agricoltura in forte pendenza si trova principalmente in zone climatiche temperate (46%) e fredde (28%): insieme, esse ospitano quasi tre quarti di questi paesaggi. Le coltivazioni in aree in pendenza delle regioni tropicali sono pari al 17%, nelle aride al 9% e in quelle polari arrivano all’1%, coprendo insieme il restante quarto del totale. Il cambiamento climatico rappresenterà una seria minaccia per tutta l’agricoltura e i sistemi rurali, con un impatto su raccolti e prezzi alimentari. In particolare, esso provocherà una variazione nell’estensione delle aree climatiche globali, con ripercussioni significative sui versanti agricoli in forte pendenza. Fonte: https://rdcu.be/cGZ1M

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Un patto sociale per il clima in difesa di lavoro e diseguaglianze

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 febbraio 2022

“Più che un Patto Costituzionale, citato dal Sindaco di Milano Sala nella sua intervista odierna, crediamo che l’Italia in questo momento abbia la necessità di un Patto Sociale per il Clima che difenda i diritti, il lavoro e contrasti le diseguaglianze sociali. Europa Verde che sta registrando una forte crescita di consensi, anche nei sondaggi, è impegnata a costruire, in previsione anche delle prossime elezioni politiche, una lista che parli alle forze progressiste e alle migliori intelligenze del mondo ecologista, sociale, del volontariato e delle imprese impegnate nella green economy, per costruire un’aggregazione ecologista, progressista e civica che punti ad ottenere un importante risultato elettorale.” Cosí i co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli e Eleonora Ev, che proseguono:”Questa proposta verrà lanciata in una Conferenza Programmatica, che si svolgerà a marzo, che è il frutto della nostra esigenza di collaborare, di dialogare, di lavorare insieme, che abbiamo concretizzato anche con i nostri deputati alla Camera, che hanno deciso di aderire a Europa Verde. Ma per noi è chiaro che non si può arrivare a chiedere una sospensione democratica del nostro Paese proponendo ancora una volta un governo di tecnici, un governo che rappresenta un vero e proprio ostacolo alla realizzazione di una transizione ecologica che sia anche giusta dal punto di vista sociale.” “Abbiamo un ministro dei Trasporti – proseguono gli ecologisti – che ancora propone il Ponte sullo Stretto di Messina, spendendo oltre 50 milioni euro in nuovi progetti di fattibilitá, un ministro per la Pubblica Amministrazione che fa guerra all’innovazione, e che è arrivato al punto di offendere i lavoratori e le lavoratrici che praticano lo smart working. E che dire del ministro Patuanelli, che nei giorni scorsi ha mandato il suo Piano strategico nazionale sull’agricoltura, che è un elogio funebre sulla transizione ecologica? Per non parlare del ministro Cingolani che invece di tassare gli extra profitti delle grandi aziende dell’Energia, che solo nel 2021 ammontano a 4 miliardi euro, preferisce tassare le energie rinnovabili.” “Per questo non siamo d’accordo con chi sta pensando a stabilizzare questo quadro politico anche oltre il 2023. Noi di Europa Verde crediamo che debba esserci una prospettiva che riporti al centro la politica, il cambiamento, e la modernizzazione per portare a compimento quella transizione ecologica assolutamente necessaria per creare nuovi posti di lavoro e un futuro possibile e migliore.” Concludono Bonelli e Evi. By Gianfranco Mascia Ufficio Stampa Europa Verde

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Tassonomia dell’UE: atto delegato complementare “Clima”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 febbraio 2022

Il collegio dei commissari ha raggiunto un accordo politico sul testo, che sarà formalmente adottato non appena sarà stato tradotto in tutte le lingue dell’UE. La Commissione europea ha presentato oggi un atto delegato complementare “Clima” della tassonomia, che riguarda determinate attività del settore del gas e del nucleare alla luce degli obiettivi di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Il collegio dei commissari ha raggiunto un accordo politico sul testo, che sarà formalmente adottato non appena sarà stato tradotto in tutte le lingue dell’UE. Perché l’UE possa raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 servono ingenti investimenti privati. La tassonomia dell’UE è intesa a guidare gli investimenti privati verso le attività necessarie a tal fine. La classificazione della tassonomia non determina se una data tecnologia rientrerà o meno nel mix energetico degli Stati membri, ma ha lo scopo di presentare tutte le soluzioni possibili per accelerare la transizione e aiutarci a realizzare gli obiettivi climatici. Tenuto conto dei pareri scientifici e dello stato attuale della tecnologia, la Commissione ritiene che gli investimenti privati nel settore del gas e del nucleare possano svolgere un ruolo nella transizione. Le attività selezionate in questi due settori sono in linea con gli obiettivi climatici e ambientali dell’UE e ci consentiranno di abbandonare più rapidamente attività più inquinanti, come la produzione di carbone, a favore delle fonti rinnovabili di energia, che saranno la base principale di un futuro a impatto climatico zero. Il Green Deal europeo è la strategia di crescita che l’Europa ha adottato per migliorare il benessere e la salute dei cittadini, diventare a impatto climatico zero entro il 2050 e proteggere, conservare e migliorare il proprio capitale naturale e la biodiversità. La tassonomia dell’UE ha lo scopo di contribuire a migliorare i flussi monetari verso attività sostenibili in tutta l’Unione europea. Permettere agli investitori di riorientare gli investimenti verso tecnologie e imprese più sostenibili sarà fondamentale per rendere l’Europa climaticamente neutra entro il 2050.

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Clima e tutela delle aree costiere del Mezzogiorno

Posted by fidest press agency su lunedì, 22 novembre 2021

L’impatto dei cambiamenti climatici in Italia potrebbe essere più severo del previsto e richiede già da ora un piano per tutelare le aree a rischio, concentrate nel Mezzogiorno e lungo le coste – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Se a livello politico la Cop26 si è chiusa con pochi progressi, la discussione innescata dal vertice ha portato nuova luce sul futuro che ci attende e sui principali cambiamenti in vista per il nostro Paese. Ne è un esempio il rapporto commissionato dal governo all’Università Ca’ Foscari di Venezia. Secondo gli studiosi dell’ateneo veneziano, sono diversi i possibili scenari per il nostro Paese, ma in ogni caso a subire i maggiori danni sarebbe il Sud. Le regioni più vulnerabili sono in particolare Sicilia, Sardegna e Calabria – continua Tiso. Tra gli effetti più preoccupanti dell’aumento delle temperature ci sono la siccità e l’innalzamento dei livelli dei mari. Quest’ultimo fenomeno potrebbe innescare flussi di migrazione interna e mettere a rischio città come Venezia.Non sappiamo con esattezza quale scenario si realizzerà, ma conosciamo già quali sono i settori e le aree più a rischio. È quindi possibile agire sin da ora per prepararci al meglio a convivere con il clima che verrà. L’agricoltura del Mezzogiorno, per esempio, deve essere messa nelle condizioni di affrontare la scarsità di piogge anche grazie a investimenti per migliorare le infrastrutture idriche. Oltre alle misure specifiche, è poi necessario accelerare la transizione verso un sistema produttivo sostenibile, a partire dall’agricoltura e dalle fonti di energia. A poco servirebbe infatti intraprendere una corsa per riparare i danni dei cambiamenti climatici senza agire sulle loro cause.

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Stato dell’UE: lotta a COVID-19, ripresa, clima e politica estera

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 settembre 2021

La Presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha iniziato il suo secondo discorso sullo Stato dell’Unione europea sottolineando che, durante più grande crisi sanitaria globale da un secolo, la più profonda crisi economica globale da decenni e la più grave crisi planetaria di tutti i tempi, “abbiamo scelto di andare avanti insieme. Come una sola Europa. E possiamo esserne fieri”. Ha sottolineato poi che l’Europa è tra i leader mondiali per tasso di vaccinazione, pur avendo condiviso la metà della sua produzione di vaccini col resto del mondo. Ora la priorità è quella di accelerare la vaccinazione globale, continuare gli sforzi in Europa e prepararsi bene per le future pandemie.Guardando al futuro, ha notato che “il digitale è la questione che fa la differenza” e ha annunciato una nuova legge europea sui microchip per mettere insieme le capacità di ricerca, progettazione e di test dell’Europa e coordinare gli investimenti europei e nazionali. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, von der Leyen ha chiarito che “poiché è causato dall’uomo, noi possiamo fare qualcosa”. Ha poi sottolineato che, con il Green Deal, l’UE è stata la prima grande economia mondiale a presentare una legislazione completa in questo settore e ha promesso di raddoppiare i finanziamenti esterni per la biodiversità ai paesi in via di sviluppo, impegnandosi a stanziare altri 4 miliardi di euro per la finanza sostenibile fino al 2027. Parlando di politica estera e di sicurezza, la Presidente ha chiesto una politica europea di difesa informatica e un nuovo atto europeo di resilienza informatica, e ha infine annunciato un Vertice sulla difesa europea da tenersi sotto la Presidenza francese del Consiglio UE.

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Clima: Agricoltura in sofferenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 21 luglio 2021

Gli eventi climatici che in queste settimane stanno provocando danni all’agricoltura italiana ed europea confermano una volta di più che è necessario accelerare l’azione di contrasto al riscaldamento globale – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. Un’ulteriore spinta in questa direzione proviene dall’Unione europea, che ha chiesto all’Italia di tagliare le emissioni del 43% entro il 2030. Un incremento del 10% rispetto al 33% fissato in precedenza. L’alternarsi di siccità e inondazioni a cui ci stiamo a poco a poco abituando provoca danni rilevanti – continua Tiso. Nel complesso si stima che in un decennio i cambiamenti climatici abbiano fatto perdere oltre 14 miliardi all’agricoltura, non solo per il calo della produzione agricola, ma anche per i danni alle infrastrutture nelle campagne provocati da allagamenti e frane. Inoltre, secondo lo European Severe Weather Database (Eswd), nel 2021 si contano in Italia già 426 eventi estremi. Alla luce di questo scenario, preoccupa la mancanza di ambizione della nuova Pac, che ha rivisto al ribasso gli impegni in tema di agricoltura biologica e sostenibilità. Dalla stessa Europa si levano voci che chiedono un cambiamento delle politiche ambientali. La Corte dei conti europei ha di recente esaminato le pratiche per la mitigazione dei cambiamenti climatici dell’Ue. La valutazione non lascia spazio a interpretazioni: sebbene nel periodo 2014-2020 siano stati investiti oltre 100 miliardi per la lotta ai cambiamenti climatici, le emissioni di gas serra non sono diminuite dal lontano 2010. Si tratta di un bilancio fallimentare che richiede un cambio di passo all’Unione e ai Paesi membri.

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Clima, Rotta: “Fit for 55 lo sforzo più grande di sempre dell’Europa per la transizione verde”

Posted by fidest press agency su sabato, 17 luglio 2021

“Con il pacchetto Fit for 55 si realizza lo sforzo legislativo più significativo che l’Europa abbia finora compiuto per accelerare la transizione verde. Il percorso definito dalle Istituzioni comunitarie è indispensabile per mettere l’Unione Europea nelle condizioni di centrare l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra del 55% entro il 2030 come previsto dalla Legge Clima. L’Europa è stato il primo continente a dichiararsi climaticamente neutrale entro il 2050. E con questo pacchetto si mette in campo una roadmap concreta per raggiungere questo obiettivo, decisivo per il futuro dell’umanità. Ritengo molto importante che alle misure per ridurre le emissioni di CO2, come la carbon tax, si accompagneranno (grazie al Fondo sociale per il clima) interventi per alleviare e mitigare gli impatti sociali che deriveranno da queste profonde e radicali trasformazioni, a partire da misure per il sostegno temporaneo del reddito o investimenti volti a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Sostenibilità ambientale e sociale non possono essere separate. Riusciremo a realizzare i nostri obiettivi solo se la transizione sarà equa e socialmente sostenibile”. Lo afferma Alessia Rotta, presidente della commissione Ambiente della Camera.

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Clima: Rotta, Italia ha carte in regole per ruolo primo piano obiettivi Ue

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2021

“Il Consiglio Ue ha concluso la procedura di adozione della norma che fissa nella legislazione europea l’obiettivo della neutralità climatica dell’Ue entro il 2050. L’Italia ha le carte in regola per giocare un ruolo di primo piano nel cammino che porterà l’Europa verso questo obiettivo”. Lo ha detto la presidente della commissione Ambiente alla Camera, Alessia Rotta.“L’Europa vuole essere il primo continente al mondo libero da CO2 entro il 2050 – ricorda Rotta – L’intento è anche quello di incoraggiare gli altri partner internazionali a fare lo stesso. Uno dei settori trainanti sarà quello dello sviluppo delle energie alternative, come l’eolico e il solare. Più di molti altri Paesi europei, l’Italia offre un terreno favorevole alle fonti green, per questo vanta una tradizione consolidata di ricerca e applicazione. E gli investimenti legati al Recovery daranno un nuovo impulso al Paese per percorrere questa strada nelle prime file”.“Certo – conclude Rotta – servirà uno sforzo collettivo. Come l’Europa si è dimostrata solidale con il Recovery, adesso è chiamata a confermarsi tale in questa nuova sfida ambientale, investendo in tecnologia e armonizzando gli interventi di politica industriale e in ricerca. Dovrà essere un impegno non solo delle istituzioni, ma anche delle imprese, delle associazioni, così come dei singoli cittadini, soprattutto giovani”.

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Legge UE sul clima: approvato l’accordo sulla neutralità climatica entro il 2050

Posted by fidest press agency su sabato, 26 giugno 2021

La nuova legge UE sul clima trasforma l’impegno politico del Green Deal europeo per la neutralità climatica UE entro il 2050 in obbligo vincolante.La normativa aumenta l’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030 dal 40% al 55%. Con il contributo delle rimozioni con l’uso del suolo dovrebbe salire al 57%.Il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul clima, concordata informalmente con gli Stati membri in aprile, con 442 voti favorevoli, 203 contrari e 51 astensioni. Questa decisione darà ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità di cui hanno bisogno per pianificare per la transizione decisa con il Green Deal europeo. Dopo il 2050, l’UE punterà a emissioni negative.La nuova legge europea sul clima aumenta l’obiettivo dell’UE per la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG) entro il 2030, dal 40% ad almeno il 55%, rispetto ai livelli del 1990. Inoltre, un’imminente proposta della Commissione sul regolamento LULUCF per regolare le emissioni e le rimozioni di gas serra dall’uso del suolo (dal cambiamento di uso del suolo e dalla silvicoltura), aumenterà i pozzi di carbonio dell’UE e quindi aumenterà de facto l’obiettivo dell’UE per il 2030 al 57%.La Commissione presenterà una proposta per un obiettivo per il 2040 al più tardi sei mesi dopo la prima revisione globale nel 2023 prevista dall’Accordo di Parigi. In linea con la proposta del Parlamento, la Commissione pubblicherà la quantità massima di emissioni di gas serra che l’UE può emettere fino al 2050 senza mettere in pericolo gli impegni dell’UE nell’ambito dell’accordo. Questo cosiddetto “bilancio di gas serra” sarà uno dei criteri per definire l’obiettivo rivisto dell’UE per il 2040.Entro il 30 settembre 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà i progressi collettivi fatti da tutti i paesi dell’UE, così come la coerenza delle misure nazionali, verso l’obiettivo UE per la neutralità climatica entro il 2050.Data l’importanza della consulenza scientifica indipendente, e sulla base di una proposta del Parlamento, sarà istituito un Comitato consultivo scientifico europeo sul cambiamento climatico per monitorare i progressi e valutare se la politica europea è coerente con questi obiettivi.

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LGIM torna a fare pressione sulle aziende perché siano più responsabili sul clima

Posted by fidest press agency su sabato, 19 giugno 2021

Londra. Legal & General Investment Management (LGIM), uno dei più grandi asset manager al mondo, ha pubblicato oggi il suo report annuale denominato “Climate Impact Pledge”, rivelando che disinvestirà da quattro nuove società che non hanno attuato azioni sufficienti per affrontare i rischi legati al cambiamento climatico. Lanciato nel 2018, questo è il primo Climate Impact Pledge con l’approccio rafforzato di LGIM annunciato lo scorso anno, che ha visto l’asset manager impegnarsi per espandere le sue attività di engagement verso 1.000 aziende a livello globale in 15 settori chiave per il contrasto al cambiamento climatico, responsabili di oltre il 50% delle emissioni di gas serra da parte di imprese quotate. Le aziende che falliranno nel raggiungere gli standard minimi saranno soggette a sanzioni esercitate tramite il diritto di voto di LGIM nei loro board, così come a possibili disinvestimenti da fondi di LGIM per un valore di circa 67 miliardi di euro, inclusi quelli appartenenti alla gamma Future World, e da tutti i default fund quali L&G Workplace Pensions e L&G MasterTrust.Quest’anno, LGIM disinvestirà da Industrial and Commercial Bank of China, AIG, PPL Corporation e China Mengniu Dairy, che non sono state in grado di rispondere in maniera soddisfacente all’engagement e/o hanno violato le limitazioni su impiego di carbone, disclosure sulle emissioni e deforestazione. Queste società si aggiungono a China Construction Bank, MetLife, Japan Post, KEPCO, ExxonMobil, Rosneft, Sysco, Hormel e Loblaw, che rimangono nella lista di esclusione di LGIM e devono ancora intraprendere azioni concrete per essere riammesse.LGIM è inoltre lieta di annunciare che il retailer statunitense del settore alimentare, Kroger, in precedenza inserito nella lista di esclusione, sarà reintegrato in fondi rilevanti a seguito dei miglioramenti nelle sue politiche sulla deforestazione e nella disclosure, così come per i suoi sforzi nel promuovere prodotti a base vegetale meno inquinanti. Kroger si affianca alla casa automobilistica Subaru e alla compagnia petrolifera Occidental Petroleum che sono state anche loro reintegrate negli anni passati.

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Il clima: Una grande sfida da vincere

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 Maggio 2021

Roma, 7 giugno 2021 – ore 15.00 (Evento online sulla piattaforma Zoom). Intervengono: Grammenos Mastrojeni, Vice Segretario Generale dell’Unione per il Mediterraneo, e Giuseppe Onufrio, Direttore Esecutivo di Greenpeace Italia. Modera: Claudia De Stefanis, Responsabile della Comunicazione, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea. Simone Romano, Coordinatore Nazionale del MSOI (Movimento Studentesco per l’Organizzazione Internazionale), svolge il ruolo di facilitatore.L’evento è consultabile sulla piattaforma CoFE, cuore pulsante della Conferenza sul Futuro dell’Europa, che si propone il rilancio della solidarietà europea e permette la raccolta, la diffusione e la condivisione di contenuti e proposte che possono essere presentati durante i lavori della Conferenza.La SIOI, nel suo ruolo di HUB Centro di Documentazione europea, promuove l’utilizzo della Piattaforma multilingue e interattiva CoFE e realizza iniziative ufficiali ed eventi pubblici.

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Webinar “Agire per il clima: l’Agenda 2030 a scuola”

Posted by fidest press agency su martedì, 25 Maggio 2021

Parma. Mercoledì 26 maggio, alle 17 su piattaforma Teams, si svolgerà il webinar “Agire per il clima: l’Agenda 2030 a scuola” che sarà tenuto da Antonella Bachiorri, coordinatrice del CIREA-Laboratorio di Ricerca Interdisciplinare per l’Educazione Ambientale alla Sostenibilità del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale dell’Università di Parma. Il webinar, rivolto a docenti di tutte le discipline, educatori e tutti gli interessati, rientra nell’iniziativa “All4Climate Italy 2021 – Una staffetta per il clima”, calendario di appuntamenti legati al tema dei cambiamenti climatici e agli obiettivi dell’Accordo di Parigi, sostenuto e coordinato dal Ministero della Transizione Ecologica, in vista della 26ma Conferenza delle Parti (COP26) della Convenzione delle Nazioni Unite sul Cambiamento Climatico (UNFCCC), che si terrà a Glasgow a novembre.La Staffetta per il clima comprende 24 eventi, disseminati in 14 regioni italiane, consistenti in momenti formativi, tavole rotonde, convegni, contest, mostre, dibattiti e incontri per la presentazione di progetti pilota/buone pratiche/casi studio in materia di educazione ai cambiamenti climatici. A simboleggiare l’unione e la collaborazione dei membri di questa iniziativa nazionale, tutti gli eventi collaboreranno per passarsi un testimone, seppur virtuale, che accompagnerà l’inizio di ogni tappa.La staffetta è iniziata il 18 marzo in Sicilia e si concluderà con un evento nazionale in ottobre.La tappa in Emilia-Romagna passa per il CIREA dell’Università di Parma. L’obiettivo 13 dell’Agenda 2030 dell’ONU relativo ai cambiamenti climatici e le principali opportunità che offre dal punto di vista didattico verranno discussi durante il webinar di Antonella Bachiorri.L’evento sarà trasmesso dal sito web del CIREA.

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La gestione del rischio legato al cambiamento climatico

Posted by fidest press agency su sabato, 24 aprile 2021

A cura di Chris Wagstaff, Responsabile pensioni ed educazione all’investimento di Columbia Threadneedle Investments. Istituita dall’ONU nel 1970, l’Earth Day, ossia la Giornata Mondiale della Terra, che si è celebrata il 22 aprile scorso. Earth Day è il nome usato per indicare il giorno in cui si celebra l’ambiente, con l’obiettivo di sensibilizzare tutta la popolazione mondiale (governi, cittadini, opinione pubblica) sulla salvaguardia del pianeta. Il tema dell’edizione di quest’anno è Restore Our Earth. Il programma prevede una tre giorni di iniziative ed eventi virtuali a sostegno del clima e della sostenibilità ambientale, a cui si potrà partecipare in streaming su piattaforme e canali social di earthday.org. L’attenzione nei confronti dei temi della sostenibilità è cresciuta in maniera esponenziale negli ultimi anni, con il fenomeno del cambiamento climatico prima e con la pandemia globale ora, in un susseguirsi di profondi cambiamenti socio-economici.Capire a che punto del processo di costruzione del portafoglio vanno inglobate le considerazioni sulla gestione del rischio legato al cambiamento climatico e se queste debbano costituire input primari o secondari. In molti casi, la gestione del rischio legato al cambiamento climatico è parte integrante della selezione dei gestori ma probabilmente secondaria rispetto a fattori quali il tasso di rendimento richiesto, i parametri di rischio, la diversificazione e la liquidità nel determinare l’asset allocation strategica, che possono incidere in maniera significativa sul profilo di rischio/rendimento, sulla diversificazione e sulle caratteristiche di liquidità del portafoglio.L’Accordo di Parigi fissa un obiettivo di lunghissimo termine a cui ambire, ma i proprietari di attivi guarderanno inevitabilmente al proprio gruppo dei pari per un primo confronto di base e per monitorare in corso d’opera i parametri climatici prescelti. Perché tale raffronto funzioni, tutte le parti in gioco dovranno aumentare il livello di trasparenza e fissare traguardi intermedi realistici. In particolare, le emissioni Scope 3 hanno una definizione vaga, sono per lo più stimate e soggette al rischio del doppio conteggio, inoltre il modo in cui i fornitori di dati raccolgono le informazioni varia enormemente in quanto ognuno utilizza metodologie diverse e adotta una visione differente dello stesso fattore. Malgrado queste limitazioni, gli investitori stanno utilizzando i dati a disposizione (principalmente di Ambito 1 e 2 ma anche di Ambito 3, spesso dopo aver apportato qualche correzione discrezionale) per decidere quali sono le società che si stanno impegnando per potenziare le proprie credenziali di sostenibilità e usare questi dati per monitorarne i progressi nel corso del tempo.Poiché molti fornitori di dati ESG offrono coperture difformi, adottano metodologie non standardizzate e formulano valutazioni ESG soggettive, misurare i fattori ESG in maniera uniforme è estremamente difficile. Fortunatamente, i gestori patrimoniali con ottime credenziali sul fronte dell’amministrazione responsabile e del profilo ESG stanno lavorando a soluzioni all’avanguardia e ad hoc che, nel tempo, consentiranno di offrire ai proprietari di attivi dati più accurati con cui prendere decisioni ancora più informate.Di fatto, l’aumento degli standard di rendicontazione e trasparenza consente di valutare e quantificare in maniera più efficiente i rischi e le opportunità legati al clima in relazione a ciascuna impresa, il che, a sua volta, conduce a titoli con quotazioni più accurate, a mercati finanziari più efficienti sul fronte dei prezzi e ad un’allocazione più efficiente del capitale. Fortunatamente, la direzione intrapresa dalle aziende è quella che conduce alla divulgazione integrale dei rischi climatici associati alle loro attività in maniera più standardizzata e omogenea.I rischi di transizione e fisici analizzati dai gestori patrimoniali vengono comunicati ai proprietari di attivi, molti dei quali stanno già analizzando questi rischi in maniera autonoma comunicando l’intensità di carbonio dei propri portafogli (rispetto a benchmark adeguati) ai loro sottoscrittori o beneficiari.Le esposizioni del portafoglio a questi rischi vengono tipicamente riportati sotto forma di impronta di carbonio. La TCFD raccomanda ai proprietari di attivi di comunicare l’intensità di carbonio media ponderata dei loro portafogli (per ogni titolo in portafoglio) sulla base delle emissioni di Ambito 1 e 2 (quelle che esulano dal controllo dell’organizzazione) ed espresse in tonnellate di CO2 equivalenti (tonnellate di emissioni di CO2)/fatturato in milioni di USD). Tuttavia, nei rapporti preparati per i titolari di attivi, e in particolare per i portafogli azionari, molti gestori forniscono parametri supplementari, come le emissioni di carbonio (tonnellate di emissioni di CO2/milioni di USD investiti) e le emissioni di carbonio totali (tonnellate di emissioni di CO2). Ad integrazione di questa analisi del rischio – benché si tratti di un’area ancora sperimentale, e fermi restando i tre limiti appena discussi – i gestori e i proprietari di attivi stanno cercando di potenziare la gestione del rischio legato al cambiamento climatico sviluppando indicatori basati sul Value-at-Risk (VaR) delle esposizioni climatiche del portafoglio al fine di stimare le perdite potenziali in un dato scenario climatico. (abstract by http://www.columbiathreadneedle.it)

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AssembraMenti: Clima, lavoro, inclusione

Posted by fidest press agency su venerdì, 9 aprile 2021

Il 10 e 11 aprile, tramite ZOOM, si apre il sipario su “AssembraMenti – Clima, lavoro, inclusione”, organizzata da Rinascimento Green in Emilia Romagna, coordinata da Mattia Santori con il patrocinio della Regione e il supporto della European Climate Foundation. L’iniziativa di democrazia dal basso permetterà a cittadine e cittadini emiliano-romagnoli di parlare di clima, transizione ecologica e dei bisogni della loro terra, individuati a seguito del questionario che ha coinvolto diverse centinaia di persone. Un’assemblea che si svolgerà nell’arco di due giornate, con momenti di formazione, alla presenza di esperti e facilitatori che parleranno dei temi emersi dalla cittadinanza, e altri momenti di discussione con “focus” sulle tematiche più specifiche. L’obiettivo è quello di elaborare proposte concrete, interloquendo con esperti e con rappresentanti politici bipartisan, e, in seguito, trasformarle in proposte di legge o in provvedimenti dedicati. Erano previsti 150 posti ma in brevissimo tempo le richieste di adesione sono state più del doppio, infatti gli organizzatori stanno ripianificando l’evento in modo da poter accogliere più persone possibile. Ai partecipanti, che lavoreranno divisi in gruppi di 10/15 persone, è richiesto di formulare delle proposte in merito ad argomenti specifici e tenendo conto di quelli che sono i principi dell’organizzazione. Alla fine verranno votate le proposte più interessanti che, nei giorni seguenti verranno simbolicamente consegnate alla Presidete dell’Assemblea Legislativa Emma Petittie alla Vice Presidente Elly Schlein. La stessa Schlein farà un intervento anche nel primo giorno dell’evento durante l’incontro formativo guidato dal giornalista Marco Merola, autore del documentario Adaptation il quale, nella sezione che riguarda l’italia si concentra proprio sull’Emilia Romagna. http://www.rinascimentogreen.it/

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Bill Gates: Clima. Come evitare un disastro

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2021

Le soluzioni di oggi, le sfide di domani Collana i Fari, trad. Andrea Silvestri, pp. 400, 22 euro. E’ l’evento editoriale dell’anno. Il libro più atteso dai media di tutto il pianeta. Pubblicazione in contemporanea mondiale il 16 febbraio in oltre 35 paesi.“Per prevenire i peggiori effetti dei cambiamenti climatici, dobbiamo arrivare a zero emissioni di gas serra. Questo problema è urgente e il dibattito è complesso, ma credo che possiamo unirci per inventare nuove tecnologie, implementare quelle che abbiamo ed evitare una catastrofe.” Bill Gates “Difficilmente un libro potrebbe essere più attuale e urgente, essendo oramai chiaro che anche la pandemia che ci allarma dipende in gran parte dal nostro rapporto con il pianeta Terra e dai cambiamenti climatici. Il libro, ne sono certa, sarà un contributo inevitabile alla discussione su questo tema che verrà percepito in modo radicalmente nuovo.” Elisabetta Sgarbi, Publisher La nave di Teseo In questo saggio documentato e autorevole, Bill Gates presenta un programma concreto e realizzabile per azzerare le emissioni di gas serra in tempo per evitare un disastro climatico. Bill Gates ha passato gli ultimi dieci anni a studiare le cause e gli effetti del cambiamento climatico. Avvalendosi della consulenza di fisici, chimici, biologi, ingegneri, esperti di science politiche e finanza, ha individuato i passi necessari per evitare un disastro ambientale sul nostro pianeta. In questo libro, Gates non solo spiega perché dobbiamo mirare ad azzerare le emissioni di gas serra, ma presenta anche le soluzioni per raggiungere questo obiettivo vitale, offrendo una visione chiara delle sfide che ci attendono. Forte della sua esperienza di innovatore capace di imporre idee rivoluzionarie, Gates ci introduce alle tecnologie che già oggi aiutano a ridurre le emissioni, mostra dove e in che modo possono diventare più efficienti, indica in quali settori sono necessari progressi immediati, racconta le storie di chi sta lavorando alle prossime, essenziali, scoperte. L’autore presenta un programma preciso per arrivare alle emissioni zero, suggerendo non soltanto le politiche che dovrebbero adottare le amministrazioni, ma anche quello che possiamo fare come cittadini per responsabilizzare su questa missione cruciale i governi, le imprese, e noi stessi. Bill Gates lo dice apertamente: azzerare le emissioni non sarà semplice, ma seguendo le proposte di questo libro, finalmente è un obiettivo alla nostra portata.“Non riesco a pensare a un libro più urgente, pertinente e necessario di questo, in cui Bill Gates mette il suo straordinario talento per l’innovazione e la sua capacità di ragionamento a servizio della crisi più urgente per l’umanità.” Anne Collins, Direttore editoriale Knopf Bill Gates è sempre stato un risolutore di problemi e ora sta affrontando il problema più grande del mondo: i cambiamenti climatici. Il libro non solo rende chiara la situazione in cui ci troviamo, ma è prescrittivo piuttosto che tendenzioso: ci sono, assicura, potenziali soluzioni realistiche e convenienti.” Robert Gottlieb, Editor BILL GATES è un tecnologo, imprenditore e filantropo. Nel 1975 ha fondato Microsoft con il suo amico d’infanzia Paul Allen.

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Rientro degli Stati Uniti negli Accordi di Parigi sul clima

Posted by fidest press agency su venerdì, 22 gennaio 2021

Il nuovo presidente degli Stati Uniti Joe Biden avvierà ufficialmente il processo per il rientro degli Stati Uniti negli Accordi di Parigi sul clima. La decisione dà inizio a una nuova cruciale era per la diplomazia climatica globale, con gli Stati Uniti chiamati a compensare il loro impatto storico sul clima e a rimediare agli ultimi quattro anni di espansione dei combustibili fossili sotto Trump. Confermando alcune indiscrezioni riportate dalla stampa negli ultimi giorni, Biden inoltre revocherà i permessi federali per Keystone XL, sistema di oledotti tra il Canada e gli Stati Uniti, il cui completamento era stato bloccato da Obama, per poi essere riavviato da Trump. «Rientrare negli Accordi di Parigi sul clima è una decisione inevitabile per il Presidente Biden. Siamo felici che l’annuncio arrivi al primo giorno in carica», commenta Janet Redman, direttrice delle campagne per il clima di Greenpeace USA. «Visto che tutto il mondo si appresta a raggiungere emissioni nette zero entro il 2050, gli Stati Uniti hanno la responsabilità di andare oltre e di arrivarci molto più velocemente. Ma per l’amministrazione Biden sul clima rientrare negli Accordi di Parigi è l’inizio, non il traguardo».Per Greenpeace, Biden deve ora rimboccarsi le maniche e lavorare realmente per garantire giustizia climatica. Revocare i permessi federali per il Keystone XL è dunque un ottimo inizio. L’organizzazione ambientalista chiede al Presidente di approvare di un pacchetto coraggioso di ripresa economica in stile Green New Deal che creerebbe quasi 16 milioni di nuovi posti di lavoro. L’amministrazione Biden ha la possibilità di garantire ad altri milioni di persone l’accesso ai benefici delle tutele sindacali e all’assistenza sanitaria, con posti di lavoro che risanino il nostro clima piuttosto che inquinarlo. Greenpeace esorta Joe Biden a utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione, comprese le azioni esecutive e l’approvazione di nuove leggi, per evitare ulteriori devastazioni climatiche e aiutare le persone a riprendersi dalla pandemia.

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Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna

Posted by fidest press agency su domenica, 20 dicembre 2020

Bologna. L’Università di Parma è tra i 55 firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima della Regione Emilia-Romagna: un progetto di rilancio e sviluppo della Regione fondato sulla sostenibilità ambientale, sociale ed economica, per creare lavoro di qualità, accompagnare la comunità regionale nella transizione ecologica, contrastare le diseguaglianze e ridurre le distanze fra le persone.«Abbiamo aderito con convinzione a questa alleanza condividendone, anzitutto, lo spirito di fondo – commenta il Rettore Paolo Andrei – e il fatto che, in un momento così difficile per tutti, si abbia il dovere di “rilanciare” la progettazione e la costruzione del nostro futuro con un disegno di ampio respiro e di medio-lungo termine. Sono convinto che questa sia la strada giusta, proprio perché il filo conduttore del patto che abbiamo condiviso è incentrato sulla necessità di porre al centro della nostra attenzione la stretta correlazione esistente tra sviluppo, qualità del lavoro, dignità delle persone e salvaguardia dell’ambiente. Particolarmente importante, infine, il fatto che l’invito della Regione a “fare sistema” sia stato raccolto da molte realtà, perché è così che non solo si affrontano in modo vincente le emergenze ma, soprattutto, si progettano le azioni future. L’Università di Parma è pronta a fare la sua parte».

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Clima, Rotta: “Indispensabile intervenire sul climate change”

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 novembre 2020

“I ricercatori dell’Università di Padova hanno scoperto che anche le Orchidee Alpine sono una specie a rischio a causa del riscaldamento globale e dell’attività antropica. In uno studio pubblicato sulla sulla rivista internazionale “Nature Communications” hanno rilevato che si stanno spostando sempre più in alto alla ricerca sia di temperature più rigide indispensabili alla propria sopravvivenza sia di habitat più accoglienti. Quindi anche questo studio mostra, se mai ve ne fosse ulteriore bisogno, che il riscaldamento globale sta bussando alle nostre porte e che va finalmente assunto come problema prioritario da affrontare, non solo da parte degli accademici, ma della politica e delle istituzioni. Per questo motivo sarà importante avviare in Commissione Ambiente una indagine conoscitiva sul Climate Change e le conseguenze che questi cambiamenti stanno producendo sul nostro ecosistema” così la Presidente della Commissione Ambiente della Camera Alessia Rotta sul rischio di scomparsa delle Orchidee Alpine.

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