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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 321

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X anniversario della Convenzione sulle Munizioni Cluster

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 dicembre 2018

La nona edizione del Worldwide Investments in Cluster Munitions Report viene lanciata in occasione del X anniversario dell’apertura alla firma, avvenuta ad Oslo il 3 dicembre 2008, della Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) che mette al bando queste armi indiscriminate. La messa al bando delle munizioni cluster ha giocato un ruolo fondamentale nella riduzione degli investimenti in questi ordigni. Secondo il Report lanciato oggi infatti il livello internazionale di investimenti finanziari in bombe cluster, rispetto all’anno 2017, è diminuito da 31 miliardi di dollari americani a 9 miliardi, presentando una riduzione pari al 344%.La riduzione vertiginosa è dovuta in parte anche al fermo della produzione e nell’invio di munizioni cluster da parte di due aziende produttrici basate negli Stati Uniti: Textron ed Orbital ATK. Secondo il Report la maggior parte degli istituti che investono nella produzione degli ordigni banditi dalla CCM sono situate in paesi che ancora non hanno firmato la Convenzione di messa al bando.Per il Worldwide Investment in Cluster Munitions Report ci sono 88 istituti finanziari che nel complesso investono circa un totale di 9 miliardi di dollari americani in 7 aziende produttrici di munizioni cluster. Si tratta circa della metà di investitori riportati nel 2017, quando il report ne dichiarava 151.Il Report evidenzia come oltre alla diminuzione di investimenti, sia aumentato il numero delle istituzioni finanziarie che esplicitamente escludono dai propri investimenti i produttori di munizioni cluster, secondo i dati presenti nel Report infatti si è passati dalle 84 istituzioni finanziarie nel 2017 alle 110 del 2018.
Si registra un aumento anche dei paesi che ritengono che investire nella produzione di munizioni cluster sia proibito dalla Convenzione di messa il bando, portando da 38 a 46 i paesi che considerano questo tipo di investimento una forma di assistenza alla produzione, la cui proibizione è chiaramente espressa dalla CCM. All’interno del Report viene dedicata particolare attenzione alle seguenti sette aziende produttrici di munizioni cluster presenti in 4 paesi: China Aerospace Science and Industry (Cina); Norinco (Cina); Hanwha (Corea del Sud); Poongsan (Corea del Sud); LigNex1(Corea del Sud); Avibras (Brasile); Bharat Dynamics Limited (India).

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Piano strategico nazionale per la banda larga

Posted by fidest press agency su giovedì, 7 Mag 2015

ranucci“Il piano strategico nazionale per la banda larga è un fatto nuovo ed importante. Fino ad oggi l’Unione Europea ce ne contestava l’assenza, lamentando la mancanza di una visione di strategia nazionale. E’ chiaro che siamo davanti ad un piano ambizioso e sfidante e vorrei sottolineare soprattutto come il piano dimostri che, messe insieme risorse e strumenti sia pubbliche che private, creano una in sintonia costruttiva che abbandona infruttuose contrapposizioni e dimostra nel contempo la possibilità di sinergie convenienti per tutti”. Queste le parole del senatore del Partito democratico Raffaele Ranucci, primo firmatario della mozione passata oggi in Senato sul nuovo piano strategico per la banda larga. “La suddivisione in diversi cluster – ha continuato Ranucci – suddivide i territori dando la possibilità al servizio di arrivare anche nelle cosiddette aree a totale fallimento di mercato oltre che nei centri urbani più importanti. E questa equità di servizio per tutti i cittadini è un’ottima notizia oltre che un segno di modernità necessario. Il fondo che prevede 5 miliardi di euro dal 2017, potrà essere attivato attraverso un ruolo di garanzia della Bei, che metterà in campo nuovi strumenti come il credito d’imposta, i voucer e i fondi di garanzia. È infine molto significativa da parte del governo l’adozione di un piano di alfabetizzazione digitale che contemporaneamente istruisca all’utilizzo della rete quelle fasce di cittadinanza che ancora ne necessitano. Nell’accoglimento della mozione – ha concluso il senatore del Pd – oggi vediamo la politica industriale del governo, il ruolo dell’Authority ed il ruolo del mercato stesso, tutti insieme per lo sviluppo del Paese e per il suo tornare competitivo”.

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Bombe a grappolo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 23 novembre 2011

Bombs away! FILE PHOTO -- A B-1B Lancer unleas...

Image via Wikipedia

Ginevra Ora Basta Cluster: azione globale di protesta contro l’uso di bombe a grappolo . L’Italia faccia la sua parte nella necessaria presa di posizione e provvedimenti da parte degli Stati nel CCW. I Governi dovrebbero supportare la Convenzione sulle Munizioni a Grappolo creata nel 2008 e non focalizzare la loro attenzione sulla creazione di una nuova legge internazionale volta a disciplinare diversamente l’uso di questi ordigni. E’ quanto dichiara la CMC a due settimane dall’inizio di una negoziazione iniziata dalle Nazioni Unite a Ginevra.
I rappresentanti diplomatici di circa 100 Paesi si incontreranno a Ginevra dal 14 al 25 novembre 2011 per la Quarta Conferenza di revisione della Convenzione sulle Armi Convenzionali (CCW) in seno alla quale il primo punto di discussione sarà concludere una negoziazione su un nuovo protocollo che potrà permettere l’uso, la produzione , il commercio o lo stoccaggio di munizioni a grappolo. I rappresentanti delle Campagne nazionali e internazionali a supporto della Convenzione sulle munizioni a grappolo stanno concentrando la loro azione di pressione sui Governi affinché questi sostengano la Convenzione già esistente (che ricordiamo conta 111 firme e 66 ratifiche) e blocchino la creazione di una nuova legge da parte della CCW. La CMC e il movimento globale Avaaz che agisce via web hanno raccolto mezzo milione di firme tra la società civile invitando I cittadini a sostenere la protezione dei civili e contrastare l’azione della CCW.
Dei 119 paesi che hanno preso parte alla CCW , 76 hanno anche firmato la Convenzione sulle munizioni a grappolo, e quindi sono già vincolati da questa. Nonostante questo supportano la creazione del nuovo protocollo, come ad esempio Francia, Germania, Australia e Regno Unito. Il nuovo protocollo della CCW mette in pericolo quanto sancito dalla Convenzione, in quanto proporrà eccezioni, scappatoie, differimenti rispetto a quanto previsto dalla Convenzione in merito alla messa al bando, ai tempi di distruzione degli stock e alle modalità di bonifica.Nella fattispecie il nuovo protocollo proporrà:
• Un’eccezione che permetta l’uso continuato di munizioni a grappolo prodotte dopo il 1 gennaio 1980. In altre parole, il protocollo vieta solo munizioni a grappolo vecchie di più di 30 anni, e quindi di improbabile utilizzo odierno.
• una deroga che consenta l’utilizzo di munizioni a grappolo con un tasso di fallimento dell’ 1per cento o meno. Tassi di fallimento reale di munizioni a grappolo in situazioni di combattimento sono di gran lunga superiori ai tassi di fallimento dichiarati sulla base dei test condotti. L’M85 di fabbricazione israeliana utilizzata in Libano nel 2006, ad esempio, è dichiarata con tasso di fallimento inferiore all’1%, ma i dati provenienti dal campo dimostrano che il tasso di fallimento e quindi di inesplosione al suolo è stato superiore al 10%
• una deroga che permetta l’uso di munizioni a grappolo con sistemi di auto-distruzione. E’ stato rilevato però che anche le munizioni fabbricate con questo meccanismo lasciano molte sub-munizioni inesplose che costituiscono ugualmente un pericolo per i civili e inquinano i territori, contrariamente a quanto dichiarato dalle aziende produttrici.
• Un periodo di dilazione di 12 anni che consentirà agli Stati di continuare a utilizzare munizioni a grappolo che poi saranno vietate dal protocollo stesso. Il protocollo afferma di voler affrontare con “urgenza” il pericolo umanitario causato dalle munizioni a grappolo, ma di fatto consentirà agli Stati di rinviare lo stop all’utilizzo per almeno 12 anni, durante i quali gli Stati potranno tranquillamente e impunemente continuare ad utilizzare munizioni a grappolo, delle quali però si riconoscono gli inaccettabili danni umanitari.
La CMC, che ha seguito queste negoziazioni sin dall’inizio, parteciperà con una delegazione di esperti alle trattative per tutta la durata dei lavori della Conferenza di Revisione.

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La “culla” della scienza per la vita

Posted by fidest press agency su domenica, 10 aprile 2011

Il Canton Ticino diventa la “culla” della scienza per la vita. Con il recente avvio del Cardiocentro Cluster for Life Sciences, Lugano pone le basi per essere un punto di riferimento internazionale nella ricerca applicata e nelle terapie cellulari. «Le cellule staminali rappresentano il vero futuro della medicina; siamo infatti convinti che tra cinque anni le terapie cellulari daranno un contributo importantissimo nella cura di particolari malattie», afferma Gianni Soldati, responsabile del Cardiocentro Cluster for Life Sciences e direttore scientifico della Swiss Stem Cell Bank -SSCB- la banca svizzera delle cellule staminali. Il Cardiocentro Cluster nasce dall’esperienza maturata in ambito scientifico da diversi soggetti: dal Cardiocentro Ticino alla SSCB, leader nel bancaggio delle staminali cordonali, dall’Università della Svizzera italiana alla Scuola Universitaria Professionale della Svizzera italiana (SUPSI) al Laboratorio di Diagnostica Molecolare che è stato sviluppato all’interno del Cardiocentro stesso. «La creazione del Cluster è stata un’iniziativa naturale -continua Soldati-. Era necessario strutturare le attività che si concentravano su di un unico ambito: le terapie cellulari sull’uomo. Nel luglio 2004, primi in Svizzera, siamo partiti con un intervento pionieristico: un trapianto di cellule staminali nel miocardio di un paziente colpito da infarto. Adesso vogliamo dare corpo ad una serie di progetti che ruotano sempre attorno alle cellule staminali». Nel cantiere del Cluster c’è l’avvio di una banca per la conservazione delle staminali da tessuto adiposo, dove invece si conservano staminali da sangue del cordone ombelicale. «Si passerà direttamente dal prelievo alla conservazione attraverso una serie di passaggi che permetteranno di selezionale queste cellule per i futuri impieghi», precisa Soldati. Tra i progetti in corso c’è “Stagra”, progetto per la costruzione di un dispositivo di trattamento del tessuto adiposo per l’estrazione di cellule staminali mesenchimali. Spiega il direttore scientifico di SSCB: «Lo scopo di questo progetto è quello di sviluppare una macchina automatizzata ad alta efficienza che separi e concentri le cellule staminali adulte provenienti dal tessuto adiposo di un paziente per poterle reinfondere nel medesimo paziente o con finalità di stoccaggio autologo». SSCB, in collaborazione con la Supsi, sta inoltre sviluppando anche il progetto “Tenociti” per permettere la differenziazione di cellule staminali mesenchimali in tenociti, ovvero le cellule che compongono i tendini e che dovrebbero permettere una loro ricostruzione. «Parliamo di un sistema di attuazione controllata che permetta di generare una particolare tensione si di un Patch composto da particolare fibre polimeriche biocompatibili», continua Soldati preannunciando che presto «si arriverà all’edificazione dello Swiss Stem Cell Institute che sarà lo stabile dove tutti questi progetti potranno avere una continuità fisica oltre che intellettuale».«Siamo orgogliosi di aver contribuito alla nascita del Cardiocentro Cluster sia per l’importanza che questo gruppo avrà nella ricerca applicata, sia perché abbiamo potuto portare la nostra esperienza maturata nelle staminali cordonali al servizio della scienza», osserva Paolo Martinelli, direttore generale di SSCB. «Sviluppare il tema delle staminali è fondamentale non solo per il mondo scientifico e medico, ma anche per quei genitori che hanno voluto affidare a noi il sangue cordonale del loro figlio. Una scelta per la vita che oggi si coniuga con il cluster della scienza per la vita».SSCB – Swiss Stem Cell Bank: Attiva dal 2005, SSCB è la prima struttura svizzera che ha proposto un servizio di conservazione privata delle cellule staminali interamente svolto sul territorio svizzero. È tra le prime sei criobanche in Europa e abbina l’attività di bancaggio con un’azione continua di ricerca scientifica nell’ambito delle cellule staminali. La struttura, che opera nel rispetto dei protocolli operativi di Swissmedic (l’ente federale svizzero di controllo sulla qualità e la sicurezza in ambito sanitario), ha adeguato il proprio sistema di qualità agli standard internazionali Netcord. La sede è a Lugano, nel Canton Ticino. Informazioni: 0800.122.788 http://www.stembank.ch

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Distruggere le munizioni cluster

Posted by fidest press agency su sabato, 31 luglio 2010

Dal 1 agosto 2010 gli obblighi della Convenzione, firmata da 107 Paesi e ratificata da 37, diverranno vincolanti a tutti gli effetti per gli Stati che vi hanno aderito, ciò significa che dovranno distruggere gli stock di munizioni cluster entro 8 anni, identificare e bonificare entro 10 anni le zone inquinate da cluster, assistere le comunità affette da cluster bombs e le vittime in modo da realizzarne una piena inclusione  nella società nel rispetto dei diritti umani fondamentali. A circa 100 giorni dal Primo Meeting degli State Parte alla CCM, che si terrà in Laos nel mese di novembre, l’Italia ancora non ha dato seguito alla dichiarazione rilasciata durante la cerimonia di apertura alla firma della Convenzione di una rapida ratifica. Questo significa che il nostro Paese potrà partecipare solo in qualità di osservatore. Attualmente non risultano motivi oggettivamente comprensibili in grado di giustificare la mancata ratifica, l’unico impedimento è riscontrabile in una richiesta di impegno di budget pari a 160 milioni di euro per il ripristino di armamenti “strategici” in sostituzione delle munizioni cluster dismesse.  In oltre 70 paesi nel mondo sono previste iniziative programmate dalle organizzazioni della rete internazionale Cluster Munition Coalition (CMC) per celebrare il particolare valore simbolico di questa giornata che segnerà per sempre la messa al bando effettiva delle bombe cluster con le relative conseguenze per le popolazioni civili.
“Il Parlamento europeo ha recentemente votato la risoluzione  sull’entrata in vigore della Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) che invita tutti gli Stati membri a firmare e ratificare la CCM come materia d’urgenza prima della fine del 2010 – dichiara Santina Bianchini Presidente della Campagna Italiana contro le mine – speriamo che questo ulteriore segnale positivo sia raccolto dal nostro Paese e dal governo, inoltre con più di 60 mila adesioni alla petizione Stop Cluster attivata dalla Campagna Italiana contro le mine  la società civile chiede che l’Italia ratifichi senza ulteriori rinvii”.  (Giuseppe Schiavello)

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Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM)

Posted by fidest press agency su sabato, 10 luglio 2010

Il Parlamento Europeo ha approvato la risoluzione sull’entrata in vigore della Convenzione sulle Munizioni Cluster (CCM) ed il ruolo dell’Unione Europea, dotando così la Convenzione di un nuovo e forte strumento per la sua applicazione ed universalizzazione. La Risoluzione, risultato del confluire delle mozioni presentate dai 4 gruppi Verts/ALE; PPE; S&D; ALDE; GUE/NGL in un unico documento richiama gli Stati membri a : promuovere la Convenzione tra gli Stati che non vi hanno ancora aderito; implementare la Convenzione e fornire assistenza agli altri Stati affinché possano procedere all’implementazione; non sostenere un protocollo sulle munizioni cluster all’interno della Convenzione sulle Armi Convenzionali (CCW) che sarebbe incompatibile con la Convenzione sulle Munizioni Cluster;  partecipare al Primo Meeting degli Stati Parte, che sarà ospitato in Lao PDR nel mese di novembre 2010. L’Italia non è tra i 37 paesi che hanno ratificato la Convenzione, e per questo motivo viene nominata al punto 2 della Risoluzione unitamente a Bulgaria, Cipro, Lituania, Olanda, Portogallo, Repubblica Ceca, Svezia ed Ungheria. Ai paesi citati viene richiesto dal Parlamento Europeo di trattare il tema della ratifica come una questione di emergenza e di adempiere al loro impegno entro la fine del 2010.

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