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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 229

Posts Tagged ‘cobas’

Sciopero generale dei trasporti di 4 ore proclamato oggi dall’ Unione Sindacale di Base

Posted by fidest press agency su venerdì, 17 maggio 2019

Una mobiliatazione a tutela e per garantire il reale esercizio del diritto di sciopero e le continue interpretazioni restrittive operate dalla commissione nazionale di garanzia; contro le privatizzazioni e per la nazionalizzazione delle imprese di trasporto; per la salute sicurezza delle operazioni a tutela di lavoratori e utenti, basta omicidi; contro il sistema degli appalti indiscriminati e per la reinternalizzazione delle attività; per la definizione di una reale politica dei trasporti in Italia e per l’avvio dei tavoli sulla riforma dei settori; per ottenere politiche contrattuali realmente nazionali e esigibili per tutti i lavoratori che impediscano il dumping salariale e dei diritti; per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario; per la piena occupazione e contro la precarietà;
Fra le città in cui si è scioperato di mattina, a Trieste dove i lavoratori hanno dato vita ad un presidio davanti alla sede della società, Trieste Trasporti, sono rientrati negli impianti il 60% delle vetture; a Bologna ha incrociato le braccia il 50% dei lavoratori del servizio urbano su gomma. Rientrati negli impinti circa il 50% dei mezzi della Trentino Trasporti, ampia l’adesione nella SAD di Bolzano. A Ferrara è il 75% del servizio a fermarsi, circa il 20% l’adesione dei lavoratori del trasporto su ferro della regione Emilia Romagna.
A Napoli i lavoratori hanno dato vita ad un flaschmob davanti al palazzo San Giacomo; l’adesione del 70% del personale ha costretto alla chiusura di 3 linee funicolari su 4, nel servizio su gomma è circa il 40% dei lavoratori delle società ANM e CTT ad incrociare le braccia. Oltre il 30% l’adesione allo sciopero nelle città di Mestre e Venezia. A Gorizia l’adesione allo sciopero è stata del 60%. Oltre il 30% delle vetture in turno della società ATAC di Roma sono rientrate negli impianti mentre, nella società privata Roma TPL, ha aderito il 60% del personale comandato in servizio e le linee della metropolitana hanno subito rallentamenti. A singhiozzo le linee extraurbane della regione Sicilia; numerosi i turni soppressi nelle linee regionali della Calabria.Ma la giornata di mobilitazione continua; in molte altre città lo sciopero si è attivato nelle ore pomeridiane e serali, come a Milano e Torino, Modena e molte altre dalle 18.00 alle 22.00.
Questo primo bilancio consegna all’USB un chiaro mandato da parte dei lavoratori, che non hanno alcuna intenzione di rimanere a guardare lo smantellamento del servizio pubblico, la precarizzazione della loro vita, la continua aggressione ai propri diritti compreso l’esercizio del diritto di sciopero.

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Lavoro domenicale e festivo infrasettimanale

Posted by fidest press agency su giovedì, 13 settembre 2018

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, a Bari per visitare la Fiera del Levante, conferma che entro l’anno, sarà approvata la legge che impone lo stop nei fine settimana e nei festivi ai centri commerciali, con delle turnazioni e l’orario che non sarà più liberalizzato, come fatto dal governo Monti. Occorre, per il ministro, ricominciare a disciplinare orari di apertura e chiusura.
«Ha ragione Di Maio quando dice che quella liberalizzazione sta infatti distruggendo le famiglie italiane – dichiara Francesco Iacovone, dell’esecutivo nazionale Cobas – ma è altrettanto vero che non ha portato alcun valore aggiunto all’occupazione. Le associazioni datoriali e dei consumatori brandiscono lo spauracchio dei licenziamenti per mettere pressione al Governo e paura ai lavoratori, ma sanno bene di mentire. Dal decreto monti in avanti le crisi occupazionali si sono moltiplicate e i licenziamenti sono all’ordine del giorno e i salari alla fame.»«Ora ci auspichiamo un iter parlamentare veloce – prosegue il rappresentante Cobas – che lasci inalterati i cardini del provvedimento, sarebbe una boccata d’ossigeno per i piccoli commercianti e soprattutto per i lavoratori, che in queste ore stanno inondando la rete di esplosioni di entusiasmo che testimoniano quanto disagio il lavoro domenicale e festivo provoca alle loro esistenze.»«Esprimiamo enorme soddisfazione per le ultime dichiarazioni di Luigi Di Maio, sarebbe il coronamento di una lunga lotta contro tutto e contro tutti, mentre i sindacati confederali firmavano l’obbligatorietà a questo scempio sul contratto nazionale. Abbiamo manifestato davanti al Parlamento nella passata legislatura e incontrato Michele Dell’Orco. Abbiamo portato questa lotta nei luoghi di lavoro. Abbiamo strappato la promessa al Ministro di Maio e incontrato il Sottosegretario Cominardi, rimettendo al centro del dibattito pubblico di questo Paese la vertenza.», conclude Iacovone.

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Lavoro domenicale e festivo: la proposta di Legge è ottima

Posted by fidest press agency su lunedì, 10 settembre 2018

Il Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, durante un incontro con i Cobas, aveva confermato quanto promesso in campagna elettorale e dichiarato l’intenzione di convocare un tavolo per rivedere la legge sulle liberalizzazioni. Al tavolo il sottosegretario Cominardi aveva confermato le intenzioni e la proposta di Legge è arrivata puntuale, chiara nelle intenzioni e soddisfacente per i lavoratori del commercio, che l’hanno salutata in rete come una vera e propria manna dal cielo.«Ho letto la proposta di Legge sul lavoro domenicale e festivo. Ottima – dichiara Francesco Iacovone, dell’esecutivo nazionale Cobas – certo se fosse stato un decreto Legge sarebbe stato più veloce, ma se il Parlamento non la snatura abbiamo vinto noi. E di brutto! Resterebbero in piedi le 4 domeniche di dicembre e altre 4 a scelta nel corso di tutto il resto dell’anno. La deroga alle località turistiche è prevista soltanto per le piccole attività commerciali.»«Ora ci auspichiamo un iter parlamentare veloce – prosegue il rappresentante Cobas – che lasci inalterati i cardini del provvedimento, sarebbe una boccata d’ossigeno per i piccoli commercianti e soprattutto per i lavoratori, che in queste ore stanno inondando la rete di esplosioni di entusiasmo che testimoniano quanto disagio il lavoro domenicale e festivo provoca alle loro esistenze.»«Il disegno di legge, composto di due soli articoli, di fatto abroga i due articoli che hanno liberalizzato le aperture dei negozi e in particolare l’articolo 31 del cosiddetto “Salva Italia” varato dal governo Monti, che aveva introdotto su questo fronte la massima autonomia da parte degli esercizi commerciali, promettendo miracoli che si sono trasformati in crisi occupazionali a scapito di chi lavora nel commercio. Proseguiremo questa battaglia per la dignità e seguiremo da vicino i lavori parlamentari, affinché anche gli addetti del commercio possano ritornare a condurre una vita normale.», conclude Iacovone.

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Il re nudo ovvero “in rabbia veritas”

Posted by fidest press agency su domenica, 22 aprile 2018

Colto sulla via di Casacalenda, in Molise, da un lapsus freudiano Berlusconi rivela la sua reale natura. In altri termini il lapsus ha costituito un modo attraverso il quale ha dato sfogo ai suoi pensieri, che altrimenti sarebbero stati “bloccati” dalla censure. In questo modo le sue “filippiche” dovrebbero far riflettere seriamente i tanti che ancora subiscono la suggestione delle favole mediatiche. Sappiamo che il suo massimo disprezzo è per i lavoratori più umili, quelli, per intenderci, che puliscono le toilette di Mediaset. E la protesta delle “donne che le pulizie le fanno davvero” sono un segno evidente di questo disagio esistenziale messo a nudo dal suo esternalizzatore. In proposito il Movimento Cenerentola ci informa che le donne di pulizia il prossimo otto maggio manifesteranno davanti alla Camera dei Deputati partendo proprio da quell’appalto e lo fanno con dignità pur subendo proprio dentro il palazzo del “Potere” “come negli uffici, nelle scuole, negli ospedali, nei supermercati e nei centri commerciali” un trattamento salariale sempre più basso e con orari impossibili. E a rincarare la dose ci pensa Francesco Iacovone, dell’Esecutivo Nazionale Cobas, informandoci che proprio dentro le sedi parlamentari alcune lavoratrici addette alle pulizie hanno salari intorno alle 400 euro al mese. Un altro  grave lapus di Berlusconi è stato quello di spregiare il voto di quanti, e sono milioni di italiani, lo hanno abbandonato. In questo caso è mancata la sensibilità di chi, pur avendo un’opinione diversa, sa rispettare quella altrui. E questa è una lezione magistrale di democrazia che non ha saputo riconoscere. (Riccardo Alfonso)

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Rilanciare l’unità dei lavoratori della scuola

Posted by fidest press agency su venerdì, 26 gennaio 2018

scuolaL’adesione anche dei Cobas allo sciopero del 23 febbraio, già indetto da USB e Cub, segna l’inizio della ricomposizione di un fronte sindacale, l’unico che ad oggi può ancora contrastare la legge 107 e le politiche scolastiche ad essa collegate.Indetto dagli altri sindacati sull’onda delle recenti mobilitazioni legate alla vicenda dei diplomati magistrali, lo sciopero del 23 febbraio per noi dell’USB non può ridursi solo alla rivendicazione, pur sacrosanta, di un lavoro stabile per i diplomati magistrali, ma deve necessariamente abbracciare tutte le complesse e pesanti questioni che gravano sul mondo della scuola, il contratto, la mobilità, le stabilizzazioni, di cui la vicenda dei diplomati magistrali è una parte.L’USB proclama lo sciopero per protestare contro la deriva delle trattative per il rinnovo del contratto che vede Cgil, Cisl, Uil, Gilda e Snals ancora una volta pronti, nonostante le smentite ufficiali, a sottoscrivere un contratto che rappresenta un grave arretramento dal punto di vista del salario e dei diritti; contro le prossime operazioni di mobilità, regolate anche quest’anno dallo stesso contratto integrativo dell’anno scorso, quando migliaia di lavoratori sono rimasti bloccati là dove la 107 li aveva spediti; per ribadire la necessità di un piano di assunzioni che garantisca la giusta stabilità a chi a qualunque titolo è già entrato in ruolo e a tutti i lavoratori con 36 mesi di servizio.La scuola e i lavoratori sono oggi al centro di un attacco profondo e su più fronti ed è perciò necessario allargare e generalizzare la protesta e la mobilitazione. Il 23 febbraio non deve essere il punto di arrivo delle proteste di una parte di lavoratori, ma il punto di partenza di una stagione di agitazioni di tutti i lavoratori della scuola, che attraversando la campagna elettorale per le elezioni politiche giunga fino al rinnovo delle RSU.Contratto, mobilità e stabilizzazioni sono oggi i temi caldi della scuola, su questi temi l’USB proclama lo sciopero e su questi temi riteniamo che debbano convergere gli sforzi di tutti i sindacati indipendenti e conflittuali. La sovraesposizione mediatica della vicenda dei DM, mancando di un raccordo con i temi generali della scuola, ha di fatto oscurato il dibattito sul contratto, ad esclusivo vantaggio del governo e dei sindacati complici.Siamo certi che l’Anief non intende partecipare ad azioni di occultamento delle manovre che si stanno svolgendo sul rinnovo del contratto, perciò rilanciamo l’invito a ritirare lo sciopero degli scrutini, perché è una protesta parziale che non unisce i lavoratori, distoglie l’attenzione dai problemi generali e rischia di interferire con lo sciopero del 23 febbraio, sciopero che coinvolge già un fronte ampio di organizzazioni sindacali e movimenti autorganizzati.

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Golpe di Cgil-Cisl-Uil e Confindustria

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 giugno 2011

Pomigliano d’Arco 1° luglio sala Orologio – h 10 si terrà un’assemblea per dibattere l’accordo siglato dai sindacati della triplice con la Confindustria. “E’ un vero e proprio patto da “sindacalismo giallo” – è detto in un comunicato del Sindacato dei Lavoratori Autorganizzati Intercategoriale S.L.A.I. cobas – quello tra sindacati confederali e confindustria che in nome delle comuni responsabilità di fronte alla crisi punta ad un nuovo patto-sociale per l’assalto normativo, democratico e politico di ogni diritto fondamentale dei lavoratori e dei cittadini: con quest’accordo accettano e rilanciano la filosofia del “piano-schiavistico di Marchionne” che dalle fabbriche della Fiat intendono allargare in ogni luogo di lavoro sia privato che pubblico per estenderlo all’intera società. Ciò è reso ancora più grave dall’insita accettazione di sostanza delle “politiche anticrisi” che preparano una durissima e classista manovra economica fatta di tagli progressivi per circa 50 miliardi di euro da sottrarre a salari, pensioni e spese sociali per trasferirli ai business finanziari e delle privatizzazioni: in tutto questo l’intero sindacalismo confederale sceglie di cancellare ogni residua e minima possibilità, finanche per i propri iscritti, di contare qualcosa all’interno delle dinamiche di rappresentanza e contrattazione ma pretendendo, nello stesso tempo, la validità erga omnes degli accordi derogativi di ogni norma e diritto a tutela dei lavoratori stessi. Altro che “il vento cambia”: nonostante le ripetute batoste elettorali e referendarie del governo Berlusconi la sostanza delle politiche concertative e trasversali dell’intero quadro politico di centro destra e centro sinistra permangono ed evidenziano , per chi ancora ci credeva, l’impossibilità al “cambiamento col voto” di uno strutturato sistema bipolare in cui entrambi gli schieramenti – e le collegate organizzazioni sociali – si adoperano con ogni mezzo affinché non ci sia alcuna discontinuità con le nefaste politiche antioperaie ed antipopolari in atto da decenni a discapito dei lavoratori e dei collegati settori sociali”.

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Roma: Manifestazione e la circolazione nel caos

Posted by fidest press agency su martedì, 22 dicembre 2009

Roma 22 dicembre. I lavoratori della Fiat e dell’indotto, che da Termini Imerese, Pomigliano, Cassino, Arese, e dalla Sevel di Adessa sono giunti in Piazza di Monte Citorio mentre a Palazzo Chigi è in corso il confronto fra vertici Fiat ed organizzazioni sindacali, hanno fatto sentire la loro presenza ed hanno messo in ginocchio il traffico della Capitale che già intenso per le festività natalizie è andato letteralmente in tilt costringendo i romani a lunghissime attese sui bus e in auto. Sul fronte del lavoro va registrata una spaccatura tra i confederali Cisl Cgil e Uil e i RdB, Slai Cobas e Sdl Intercategoriale. Questi ultimi non hanno accettato il piano Marchionne e i toni tra le parti restano duri. Dichiara Vittorio Gramillo, dello Slai Cobas di Pomigliano “Quella di Marchionne, che mantiene inalterato il suo piano, è una grave provocazione”. “E’ incredibile che Cgil Cisl Uil accettino di rimanere al tavolo mentre tutta la piazza grida vergogna”. E soggiunge: “RdB, Slai Cobas e Sdl continueranno a mantenere alta la mobilitazione unitaria e già dai prossimi giorni rilanceranno le iniziative per difendere i diritti dei lavoratori Fiat contro gli interessi delle elite imprenditoriali e sindacali”.

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Cobas: Contro piano Marchionne

Posted by fidest press agency su giovedì, 17 dicembre 2009

Roma  22 dicembre manifestazione nazionale a Roma in occasione dell’incontro Fiat-governo-sindacati collaborazionisti. L’iniziativa è stata promossa da: Slai Cobas coordinamento nazionale, Rdb Federazione Nazionale, SdL Intercategoriale. Secondo Slai Cobas, Rdb e SdL è ora di rilanciare l’iniziativa dentro e fuori le fabbriche Fiat, per la difesa dei livelli occupazionali in Fiat ed indotto; per la difesa dell’insieme delle aziende  pubbliche e private colpite  dagli effetti antisociali della crisi economica; per respingere il gravissimo attacco ai diritti sindacali dei lavoratori.

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