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Posts Tagged ‘cocaina’

Metilfenidato per curare dipendenza da cocaina

Posted by fidest press agency su domenica, 1 agosto 2010

Il metilfenidato (Ritalin) ha ottenuto buoni risultati in uno studio coordinato dallo psichiatra Chian-shan Ray Li, dell’università di Yale (Usa) e pubblicato su Pnas, nel trattamento della dipendenza da cocaina. I ricercatori statunitensi hanno somministrato il medicinale o un placebo a un gruppo di volontari con problemi di dipendenza dalla sostanza e, successivamente, è stato loro chiesto di svolgere alcuni compiti al computer, studiati per testare il controllo degli impulsi. Quelli che avevano utilizzato il metilfenidato hanno dimostrato maggiori capacità di controllo rispetto al gruppo di controllo. Secondo lo psichiatra, il farmaco migliora le possibilità di inibire gli impulsi nei cocainomani e potrebbe quindi rappresentare una nuova terapia, in particolare nelle persone in cui la dipendenza dalla droga e legata ad una perdita di controllo. (fonte farmacista33)

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Coca e trans per il consigliere del Pdl Zaccai

Posted by fidest press agency su venerdì, 2 luglio 2010

L’opinione pubblica è attonita di fronte al recente episodio che ha coinvolto il consigliere del Pdl della Provincia di Roma, Pier Paolo Zaccai, ricoverato in stato confusionale presso l’ospedale Grassi di Ostia, dopo aver partecipato a un festa a base di cocaina e sesso, in presenza di alcune transessuali. A testimoniare sull’accaduto è proprio una delle partecipanti alla serata, secondo quanto riferito alle forze dell’ordine.
In merito alla vicenda si è espresso il presidente dell’Italia dei Diritti, Antonello De Pierro: “È un fatto assolutamente increscioso, che ripropone una tema già noto di cui si parla tanto, ma che nessuno si prende la briga di affrontare seriamente. Mi riferisco ovviamente al problema legato all’uso di cocaina da parte dei politici e dei rappresentanti delle istituzioni in genere, che sta dilagando a macchia d’olio.” E le idee del numero uno del movimento a tutela dei diritti dei cittadini sono molto chiare in proposito, in quanto da sempre si muove affinché il test antidroga diventi obbligatorio. De Pierro prosegue nel suo ragionamento: “Non voglio entrare più di tanto nel merito di quel che è accaduto a Zaccai, anche perché è un caso che è emerso fortuitamente, ma se consideriamo che il 50 % dei cittadini romani di sesso maschile sono clienti di transessuali e prostitute, non è difficile immaginare lo scenario che si delineerebbe nell’individuare tutti i frequentatori nel panorama politico e istituzionale. I nostri informatori ci segnalano nomi altisonanti e di spicco tra i politici e i vip, clienti assidui del sesso mercenario, sia maschile che femminile. Ma non è su questo che noi vogliamo puntare l’indice. Certo, ci colpisce non poco il falso perbenismo di alcuni, gli stessi che riempiono i siti con foto assieme al papa o con la famiglia dando così una parvenza di comportamento impeccabile. Ciononostante – continua De Pierro –, le frequentazioni private del singolo cittadino sia esso un politico o meno, appartengono alla sua sfera intima e nessuno può arrogarsi il diritto di andare a esprimere giudizi in merito, a maggior ragione se a tali comportamenti privati, corrisponde un esemplare impegno nell’espletamento dei compiti istituzionali. Non vorrei però che alcuni personaggi con vocazione moralista e inquisitrice puntassero il dito verso il comportamento sessuale facendo passare in secondo piano quello che è invece il lato grave della vicenda, ossia l’uso di cocaina che, come sembrerebbe dalle cronache, lo stesso Zaccai abbia ammesso. Questo invece è un fatto molto grave – ribadisce a gran voce De Pierro – perché non è ammissibile che chi rappresenta le istituzioni soprattutto per mandato elettorale, sia un esempio così sbagliato, sia per quanto riguarda l’uso personale sia per quel che concerne l’eventuale acquisto della polvere bianca e quindi direttamente o indirettamente, il fatto di foraggiare l’attività criminale. Per quanto detto confermiamo la nostra proposta sopportata da una ferma volontà di prevedere test obbligatori antidroga per i politici e altra categorie professionali che hanno un importante ruolo sociale”.

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U.S.A.: Effetti e dipendenza dalla cocaina

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 gennaio 2010

Quando si parla dell’abuso della cocaina e della sua dipendenza è importante capire alcuni elementi che fanno parte  della storia delle cocaina in America, precedentemente trattati anche negli articoli sulla storia dell’uso di droga in America. Si è stimato che da tre a quattro milioni di persone in America facciano uso cronico di cocaina. L’uso cronico denota un utilizzo continuo e un forte desiderio per la droga. Nel National Household Survey del 1997, un sondaggio che stima lo sviluppo dell’uso della droga in America, si è scoperto che nel paese vi erano al tempo 600.000 consumatori di crack. La cifra sembrava essere rimasta intorno allo stesso livello dagli anni ottanta. Fin dai suoi primi usi nel 1800, esiste la credenza dominante che la cocaina sia una droga che crea non dipendenza, perché non dà i sintomi tradizionali dell’astinenza che si osservano invece con gli oppiacei. È vero che la cocaina non crea gli stessi estremi sintomi durante la sua astinenza, ma possiede proprietà assuefanti di tipo psicologico molto elevate. La cocaina è raramente usata da sola, ma fa normalmente parte di una situazione di abuso comprendente più sostanze combinate insieme, la più comune delle quali è l’alcol. Dato che l’uso continuo della cocaina provoca nervosismo e paranoia, questa è spesso combinata con dei sedativi, come Valium, Ativan e perfino eroina.  Fra gli adolescenti, si è scoperto essere popolare l’uso di cocaina in combinazione con alcol o marijuana.
La cocaina è un alcaloide naturale normalmente estratto dalle foglie della pianta della coca, nativa delle montagne delle Ande del Perù e della Bolivia. Dati gli enormi profitti provenienti dalla sua vendita, la cocaina viene ora coltivata in Colombia, Argentina, Brasile, Messico, Indie Occidentali e Ecuador. Almeno fin dal sesto secolo, gli Indios del Perù masticavano le foglie della coca per ricavarne gli effetti mentali che permettevano loro di sopportare meglio le conseguenze di freddo, fame e fatica. Quando le foglie della coca vennero introdotte in Europa, i tedeschi impararono a produrre il suo alcaloide, la cocaina. Come molti sanno, la Coca-Cola era originariamente un elisir fatto di foglie di coca e caffeina le cui vendite crearono i capitali con cui fu fondata l’odierna compagnia omonima.  La Coca-Cola fu forzata a rimuovere il contenuto di cocaina dalla sua bevanda dalla legge Harrison sui narcotici del 1914, pur continuando a usare la caffeina, nella speranza di non perdere così quella parte di pubblico che la beveva perché dipendente dalla cocaina. Oggi, la cocaina arriva negli USA principalmente dal Sud America dove viene convertita in cocaina idrocloride ed esportata con una purezza del 95%. Dopo essere passata attraverso diversi distributori, arriva sulle strade degli Stati Uniti con una purezza che varia da 0 al 95%. I distributori intermedi la diluiscono o la tagliano per aumentare i loro profitti, usando zucchero o altre droghe che agiscono come la cocaina, quali la procaina o la lidocaina. A volte, è stata anche venduta senza contenere nessuna traccia di cocaina, bensì con caffeina, anfetamina, e PCP aggiunti al suo posto per simularne gli effetti. Il dato importante da ricordare circa la cocaina è che essa crea un’elevata dipendenza.

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Studio Multicentrico PCS sui consumatori di cocaina

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 dicembre 2009

Roma 4 Dicembre, a, alle ore 10,00 – 13,30, presso la Sala Teatro Santo Spirito, Borgo Santo Spirito 3  si tiene un conferenza sull’indagine, finanziata dal Dipartimento Nazionale Politiche Antidroga, e che è stata coordinata da Raimondo Maria Pavarin dell’Osservatorio Epidemiologico Metropolitano Dipendenze Patologiche ASL di Bologna, a cui hanno aderito strutture pubbliche (SERT) e della rete del privato sociale FICT. E’ stata effettuata in 59 città, che coprono il territorio di 28 province e 9 regioni, in cui sono stati intervistati complessivamente 14.585 soggetti (43.2% femmine, 5.1% stranieri, età media 26.2 anni, reddito medio mensile di 812 euro) in vari contesti (sulla strada, scuole, luoghi di divertimento, enti pubblici e privati, luoghi di aggregazione, altro..).  Tra i soggetti intervistati casualmente nel territorio si evince che il 49% ha usato almeno una volta nella vita marijuana, il 42.3% hashish, il 20.5% cocaina, il 12.9% popper, l’11.8% ecstasy, il 10.3% funghi allucinogeni, il 7.5% lsd, il 7.1% oppio, il 6.1% speed, il 4.9% ketamina, il 4.7% salvia divinorum, il 3.8% psicofarmaci, il 3.5% eroina, il 3.1% benzodiazepine, il 3% crack. Per quanto riguarda l’uso recente: il 34.5% ha usato nell’ultimo anno o mese marijuana, il 30.5% hashish, l’11.7% cocaina, il 5.1% ecstasy, il 3% oppio, il 3% funghi allucinogeni, il 2.9% popper, il 2.4% ketamina, il 2.3% speed, il 2.1% lsd, l’1.9% psicofarmaci, l’1.4% benzodiazepine, l’1.4% crack. L’età di primo uso è più bassa per alcol (15 anni), cannabinoidi (16.2 anni) e popper (16.4 anni) e più elevata per psicofarmaci (22.5 anni) e benzodiazepine (22.8 anni). L’età dei soggetti con uso recente segue lo stesso andamento, ma sembra leggermente più elevata per chi usa psicofarmaci, benzodiazepine e cannabinoidi. Tra tutti gli intervistati si nota un’alta prevalenza di comportamenti pericolosi: il 42.% ha guidato almeno una volta dopo aver usato alcolici, il 38% ha usato almeno una volta nel corso della stessa serata alcol e stupefacenti, il 23% ha guidato almeno una volta dopo aver usato stupefacenti, il 20% ha usato almeno una volta diversi tipi di sostanze stupefacenti nel corso della stessa serata, il 20% ha guidato almeno una volta dopo aver usato sia alcol che stupefacenti. Interessanti i risultati sui significati attribuiti all’uso di sostanze psicoattive. Un soggetto su quattro ha avuto un uso recente di cocaina per favorire effetti prestazionali, il 15% per divertimento, il 12% per provare, l’11% per stare in compagnia, l’11% per il piacere provocato dalla sostanza, l’8% per curiosità, il 5% per sballare o per “stare bene”, il 4% per uscire o per passare la serata, il 4% per socializzare o per essere più disinibiti, il 4% per il piacere dell’effetto, il 3% per sentirsi più sicuri, il 3% perché era accessibile, il 3% la usa in discoteca, il 3% per lavorare o per moda o per aumentare l’euforia, il 2% per aumentare l’eccitazione. Nello specifico, si sono evidenziati i dati che riguardano l’uso di cocaina. Gli intervistati sono complessivamente 3899, tra questi: il 92% ha usato almeno una volta nella vita alcolici, l’83% marijuana, l’82.5% hashish, il 50% ecstasy, il 45% popper, il 36% LSD, il 30% eroina o funghi allucinogeni o speed. Solo il 2.8% ha usato la cocaina come prima sostanza illegale, il 10% dopo un’altra sostanza, la metà dopo almeno tre, il 34% dopo almeno sei.

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Droga, bilancio 2008 sulle tossicodipendenze

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2009

Diminuisce il consumo di cocaina ed eroina nei giovani al di sotto dei 20 anni, ma cresce quello di cannabis: questo è solo uno dei dati illustrati il 30 giugno 2009 dal sottosegretario Carlo Giovanardi nel corso della conferenza stampa di presentazione del rapporto 2008 sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. Per quanto riguarda i dati relativi alla popolazione al di sopra dei venti anni, vi è un generale aumento del consumo di tutte e tre le sostanze. Da rilevare una crescente tendenza al policonsumo, a cui spesso si associa il consumo di alcol. Più in generale è stato stimato che i soggetti tra i 15 e i 64 anni con bisogno di trattamento siano circa 385.000, contro i 174.000 effettivamente in cura presso i Ser.T. (Servizi Pubblici per le Tossicodipendenze del Sistema Sanitario Nazionale). L’Umbria, le Province autonome di Trento e Bolzano, la Basilicata e la Calabria sono le regioni con maggiori assuntori di eroina in trattamento; Lombardia, Molise e Sicilia sono quelle con più alta percentuale di consumatori di cocaina. Rispetto ai trattamenti preoccupa il fatto che sia molto ampio, 12-14 anni, il lasso di tempo che intercorre tra il primo momento di utilizzo della sostanza e quello in cui i soggetti accedono ai servizi per chiedere aiuto. Cala il numero di morti per overdose: da 589 (nel 2007) si è passati a 502 (del 2008), con una diminuzione del 14,7%. Quanto allo spaccio di sostanze stupefacenti, cresce il numero di minori in carcere: dal 2007 al 2008 i minori arrestati per spaccio sono aumentati del 38% e uno su due è straniero. Da sottolineare, infine, l’aumento della vendita di sostanze stupefacenti tramite Internet.

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Rapporto Onu sulle droghe illegali

Posted by fidest press agency su sabato, 27 giugno 2009

E’ stato pubblicato il rapporto Onu sulle droghe illegali nel mondo. Lo specifico ufficio (Unodc) presieduto per tradizione da un italiano (Antonio Maria Costa, quello in carica) grazie al fatto che il nostro Paese e’ fra i maggiori finanziatori di questo organismo, ha fatto il quadro del disastro che le droghe illegali provocano nel mondo. Un bilancio altanelante nel tempo, che ogni anno ha sue caratteristiche con la particolarita’ di essere simile a quello di qualche anno precedente e che, molto probabilmente, sara’ altrettanto simile a quello degli anni a venire. Quest’anno ci dicono che i mercati di eroina, cocaina e marijuana ristagnano mentre quello delle droghe sintetiche e’ in aumento nei Paesi in via di sviluppo. Con tanto di medaglia all’Iran per essere il Paese che attua i maggiori sequestri di oppio, all’Afghanistan per essere il maggiore produttore di questa sostanza, cosi’ come la Colombia per la cocaina. I mercati mondiali piu’ grandi sono quelli della marijuana (Nord America, Oceania e Europa occidentale), della cocaina (Nord America e qualche parte dell’Europa occidentale) e dell’eroina (Sud-Est Asiatico e Europa occidentale). Meno chiari i dati sulle droghe sintetiche, che dilagano un po’ dovunque con produzione essenzialmente nel sud-est asiatico. La mappa di una sconfitta che il presidente Unodc portera’ al G8 di Trieste il prossimo 27 giugno,  riconoscendo che i controlli hanno generato un illecito mercato nero di proporzioni macro-economico che utilizza violenza e corruzione. Tuttavia, per Costa legalizzare la droga per eliminare questa minaccia sarebbe “un errore storico”. “Le droghe illegali costituiscono un pericolo per la salute. Ecco perche’ la droga e’, e deve rimanere, controllata”. E’ evidente che il nostro Costa, pur di mantenere le posizioni che ha, e’ disposto a mettersi la benda sugli occhi e non vede che i danni della illegalita’ delle sostanze sono maggiori rispetto ai danni delle sostanze in se’. Non solo, ma, per esempio, non considera il confronto in corso in Paesi come lo Stato della California, dove la legalizzazione della marijuana, oltre che un vantaggio per le questioni di ordine pubblico, e’ considerata un vantaggio per la quantita’ di introiti fiscali che porterebbe, tali da sanare i bilanci in rosso. Ma Costa e l’Unodc sono altra cosa rispetto al governatore Arnold Schwarzenegger. Ma sono molto simili, per esempio, a quei governanti e politici italiani che, pur sostenendo pubblicamente la loro contrarieta’ a qualunque forma di legalizzazione e riduzione del danno, sono ogni tanto “beccati” a far uso di droghe illegali… che sono gli stessi politici che finanziano l’Unodc. Negli scandali goderecci in corso, degli italiani che contano e ci governano, molto probabilmente arrivera’ anche la cocaina… sara’ come per la prostituzione di cui tutti sanno gia’ tutto: i potenti la praticano e per tutti gli altri e’ vietato e si va in galera? Non ce ne stupiremmo. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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