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Difesa: Incontro Cocer-Stato Maggiore su riordino, bene piattaforma presentata ai rappresentanti del personale

Posted by fidest press agency su venerdì, 28 ottobre 2016

riordinoSi è svolto giorni fa il previsto incontro tra il Cocer e lo Stato Maggiore della Difesa sul riordino delle carriere. Dopo il saluto e l’introduzione del Sottocapo di Stato maggiore della difesa, Generale Nordio, i tecnici dello Stato Maggiore hanno illustrato al Cocer interforze il progetto di riordino. Come rappresentanti del ruolo Sergenti accogliamo con favore il recepimento di alcune nostre istanze con particolare riferimento alla riduzione dei periodi di permanenza nei vari gradi del ruolo, all’incremento dei punti parametrali e alla problematica del personale arruolato ai sensi della legge 958.
Tuttavia rimangono ancora da chiarire alcuni aspetti del progetto relativamente alle norme transitorie, ai concorsi interni e alla salvaguardia del principio di equiordinazione tra il personale delle forze armate e quello delle forze di polizia. Con le norme transitorie ci auspichiamo, in particolare, una valorizzazione e una tutela delle anzianità di servizio del personale al fine di evitare sperequazioni di sorta e scavalcamenti all’interno del ruolo sergenti nonché dei percorsi di carriera che favoriscano una reale osmosi nel passaggio al ruolo superiore. Il Cocer ha chiesto di conoscere, inoltre, le effettive risorse allocate per il riordino e l’articolato sul quale poter lavorare per apportate eventuali modifiche in sinergia con tutte le categorie interessate e di concerto con l’Amministrazione. I delegati si riuniranno, infatti, nei prossimi giorni per stabilire obiettivi e proposte correttive da presentare all’Amministrazione della Difesa che, su input del Governo, questa volta pare abbia finalmente deciso di portare a compimento il riordino delle carriere atteso da oltre vent’anni. Lo dichiarano i delegati del Cocer Interforze Alfio Messina e Antonsergio Belfiori. (foto: riordino)

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No proroga consigli rappresentanza militari

Posted by fidest press agency su venerdì, 20 gennaio 2012

“Dal novembre del 2009, con i 6 deputati radicali, conduciamo una solitaria lotta politica per affermare i diritti dei militari ai quali, fino ad oggi, con ben due provvedimenti di proroga dei Consigli della rappresentanza militare, è stato impedito di poter liberamente esercitare il diritto di voto per il rinnovo dei medesimi Consigli.Ieri nell’ambito dell’esame del decreto milleproroghe da parte delle Commissioni riunite I^ e V^ della Camera dei deputati sono stati respinti gli emendamenti presentati da UDCpTP, IdV e PdL, tesi a prorogare fino al 31 dicembre del 2012 – per la terza volta consecutiva – il mandato dei Cocer e per questo vogliamo ringraziare i deputati del PD, della LEGA e dell’UDC che con il loro voto contrario hanno permesso una inversione di tendenza, aiutandoci ad impedire che agli oltre 350.000 cittadini in divisa, dell’Esercito, della Marina, dell’Aeronautica, dell’Arma dei carabinieri e della Guardia di finanza fosse nuovamente impedito quellfondamentale momento di confronto democratico che attendono da due anni.Accogliamo con favore la dura presa di posizione del Cocer della Guardia di Finanza che schierandosi apertamente contro l’ennesima violenza del “diritto” e dei “diritti” ha dimostrato di saper degnamente rappresentare il personale del Corpo. Adesso però la mobilitazione dovrà continuare, perché il pericolo che vi siano nuovi attentati ai diritti e al diritto non può essere escluso e per questo motivo invitiamo tutti i cittadini militari a farsi promotori e attori del cambiamento che è appena iniziato.” Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia (Pdm)

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Militari: cercasi “specificità”

Posted by fidest press agency su lunedì, 7 marzo 2011

Mi vedo costretto a tornare sull’argomento specificità militare. La norma di legge non trova applicazione, ovvero dalla sua approvazione nulla a cambiato al funzionamento della Rappresentanza Militare e questo è davvero incredibile!!! La LEGGE 4 novembre 2010, n. 183 è regolarmente munita del sigillo dello Stato e inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana. L’assenza di una specifica delega non può limitare l’applicazione di un “veste negoziale” del COCER sancita appunto dalla Legge. Urge adeguare, in ossequio della Legge 4 novembre 2010, n. 183, il Decreto Legislativo 12 maggio 1995, n. 195 e tutte le normative che disciplinano il funzionamento della Rappresentanza Militare ovvero disciplinare il ruolo negoziale del COCER che per Legge dovrebbe sedere di diritto alla contrattazione collettiva su tutte le materie relative al rapporto di lavoro del personale militare. Ricordo a me stesso le dichiarazioni entusiastiche del Senatore Gasparri all’indomani dell’approvazione, alla Camera dei Deputati, della specificità: “Una svolta di importanza storica quella sancita oggi alla Camera. E’ stata approvata la specificita’ delle forze dell’ordine e armate ed e’ stato riconosciuto il ruolo negoziale dei Cocer in sede di rinnovo dei contratti…….”. Al senatore Maurizio Gasparri rivolgo il mio appello affinché venga data attuazione e concretezza alla Legge ovvero che questa “svolta di importanza storica” non resti uno sterile proclama politico!!! (Luca Tartaglione delegato Cocer)

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I militari italiani “sotto attacco”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 marzo 2011

Il cocer a.m. comunica: “ Se il fronte dell’afghanistan continua a mietere vittime, sul fronte interno l’attacco che il governo sta perpetrando nei confronti delle ff.aa. non desta meno preoccupazione. l’accanimento della politica nei confronti dei militari, senza precedenti storici, e’ un atto difficilmente qualificabile che si sta perpretando nei confronti di chi, preposto alla difesa, non ha all’interno adeguati mezzi di difesa. Se la politica ha l’intento di scardinare l’ordinamento delle ff.aa. rendendolo del tutto omogeneo ai rimanenti comparti del pubblico impiego, allora il personale militare chiede di avere i medesimi mezzi di tutela al pari di tutti i lavoratori. a questo punto si chiede alla politica di essere conseguenziale accogliendo le richieste che sono necessaria conseguenza di tale atteggiamento. Se il vuoto di tutela e’ occasione per incidere sulla condizione di chi, per legge, non ha voce per protestare, allora e’ giunto il momento per porre sul tavolo le seguenti rivendicazioni del personale dell’arma azzurra: consentire che il personale militare possa dotarsi di proprie rappresentanze sindacali per la tutela dei diritti come nel rimanente pubblico impiego;
1. provvedere all’estensione a favore del personale militare di tutti i diritti spettanti ai lavoratori del pubblico impiego (mobilità, giurisdizione, part time, flessibilita’, incompatibilita’);
2. prevedere la regolamentazione di forme legittime e democratiche di protesta e manifestazione del personale militare.Se la politica dovesse continuare a ritenere che l’accezione di specificita’ del comparto e’ qualla sin ad ora intesa e dimostrata con le continue vessazioni nei confronti del personale rappresentato, da ora in poi, l’accoglimento delle citate rivendicazioni saranno condizione imprescindibile per ogni utile proseguo di ogni trattativa  rientrante nelle competenze di questo consiglio, consapevoli che il personale militare si ricorderà nelle “opportune sedi” del trattamento ricevuto da questo governo”.

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La tattica del “ buono” e del “cattivo

Posted by fidest press agency su lunedì, 28 febbraio 2011

emblem of the Italian Republic

Image via Wikipedia

”L’agenzia Ansa ha battuto la notizia che il presidente del Consiglio, parlando con i rappresentanti del Cocer dei carabinieri e di interforze, ha assicurato il massimo del suo “personale impegno” per sanare “gli incredibili effetti penalizzanti dell’ultima finanziaria sul personale del Comparto Difesa e sicurezza”. Ma  è stata uno notizia che si è “spenta” di lì a qualche ora dopo la dichiarazione del ministro dell’Economia Tremonti che ha espresso la sua contrarietà a questa ipotesi. Conclusione? Nulla di fatto. Siamo alla logica dei pifferi di montagna: andarono per suonare e furono suonati. E’ una tecnica che il Presidente del Consiglio pare abbia sposato nelle sue esternazioni pubbliche partecipando a convegni o ad incontri dichiarando le cose che i presenti si attendono da lui salvo farsele rimangiare dal “ministro competente”. E’ un giochetto che permette di non alienarsi, nell’immediato, le simpatie dei convenuti e al tempo stesso, d’indicare il “cattivo” di turno. E’ una mossa che qualche “maligno” sostiene gli permetta di scoraggiare le possibili simpatie per quello che taluni commentatori politici indicano come il suo successore. Ma alla lunga il gioco non varrà la candela in quanto come fanno osservare al Cocer (dichiarazione rilasciata all’Ansa) “’Se questa è la verità lo sapremo fra poche ore o giorni, al massimo al prossimo Consiglio dei Ministri. Questa volta però non ci si potra’ limitare a denunciare solo un atteggiamento persecutorio; il giudizio sara’ politico e durissimo perchè non potremo che prendere atto che una persona impone la sua volonta’ non solo a tutti i ministri interessati ma anche allo stesso Presidente del Consiglio e questo sarebbe incredibile. Ma chi decide?’.(servizio Fidest http://www.fidest.it)

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Milleproroghe: prorogata rappresentanza militari

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

Nella seduta dell’Assemblea della Camera dei deputati di ieri, venerdì 25 febbraio, il deputato radicale Maurizio Turco, cofondatore del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm), intervenendo in merito alla proroga del mandato dei Cocer e riferendosi alla delibera n. 391 del 22 febbraio 2011, che ha per oggetto “Sfiducia al CoCeR dei carabinieri” ha affermato che «Tale delibera è stata adottata dal consiglio di base di rappresentanza del comando legione carabinieri Veneto. Il Cobar dice: da otto mesi ad oggi vi sono state promesse, impegni e ordini del giorno, ma il tutto è stato puntualmente disatteso. Non so se il Governo ha capito: i carabinieri mandano a dire che, da otto mesi, avete disatteso tutte le vostre promesse nei provvedimenti adottati, compreso l’attuale «milleproroghe», che, come ciliegina sulla torta, concede l’ulteriore proroga all’attuale mandato, evidentemente considerato dalla controparte come un ottimo interlocutore. I carabinieri di base hanno capito che quelli che voi avete ormai ridotto a dei satrapi (i satrapi del CoCeR) sono d’accordo con voi, contro gli interessi legittimi della base dei carabinieri, ed è per questo che deliberano di far conoscere al personale la più sentita sfiducia per l’operato posto in essere dal CoCeR, in particolare negli ultimi due anni, quelli in cui voi li avete prorogati. Avete prorogato proprio coloro che oggi sono riusciti a farsi eleggere grazie ad un ricorso! Ecco perché oggi, da qui, noi vogliamo mandare un messaggio alle rappresentanze militari di base: siamo a disposizione per tutti i ricorsi possibili e immaginabili, in qualsiasi sede, a qualsiasi titolo, anche personale, contro chi oggi sta violentemente cancellando il diritto costituzionale alla democratizzazione delle Forze armate e alla lotta per la sindacalizzazione, anche della rappresentanze militare e, in particolare, dei carabinieri».Ieri abbiamo appreso con soddisfazione della contrarietà formulata dal Partito Democratico alla proroga della proroga del mandato dei Cocer delle rappresentanze militari dopo che, in passato, in occasione del precedente provvedimento del novembre del 2009 che ne aveva fissato il termine al 30 luglio 2011, non si era espresso.  Il Governo da parte sua ha accolto il nostro ordine del Giorno che lo impegna, oltre a non concedere ulteriori proroghe ai Cocer, «a porre in essere ogni utile azione che consenta di procedere al rinnovo degli organismi della rappresentanza militare entro e non oltre il 30 luglio 2011.». Adesso ci aspettiamo che l’impegno che il Governo ha assunto davanti alla Camera dei deputati sia attuato nel più breve tempo possibile affinché ai cittadini militari sia restituito quel diritto che i “satrapi del Cocer” gli hanno voluto sottrarre.”

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Contrarietà Pd alla proroga Cocer

Posted by fidest press agency su sabato, 26 febbraio 2011

“Apprendiamo con soddisfazione della contrarietà formulata dal Partito Democratico alla proroga della proroga del mandato dei Cocer delle rappresentanze militari dopo che, in passato, in occasione del precedente provvedimento del novembre del 2009 che ne aveva fissato il termine al 30 luglio 2011, non si era espresso.” Lo afferma il segretario del Partito per la tutela dei Diritti dei Militari e Forze di polizia.

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Milleproroghe: proroga rappresentanza miitare?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 16 febbraio 2011

“Tra gli emendamenti approvati dalle Commissioni 1° e 5° vi è il 1/7000 a firma del senatore Malan che dispone la proroga anche dei mandato dei Consigli delle rappresentanze militari fino al 30 aprile 2012. Se questo emendamento dovesse essere recepito nel maxi emendamento sul quale il Governo ha chiesto l’ennesimo voto di fiducia  i militari riceverebbero l’ennesimo schiaffo da parte di una parte politica sempre più attenta alle questioni personali di un manipolo di  delegati  dei Cocer che rappresentano e curano solamente gli interessi personali e non quelli del personale. Verso questi Cocer i militari di tutte le caserme d’Italia hanno rivolto dure critiche etichettandoli come uno strumento inutile, prono e silente,  capace di gridare – come dimostrano i recenti comunicati stampa – solo quando sono messi in discussione i suoi privilegi e gli intreressi economici personali. Una nuova proroga degli attuali Cocer,  oltre che ingiustificata e ingiustificabile apparirebbe come l’ennesimo schiaffo in faccia dato dalla politica ai militari. Non è bastato tagliargli gli stipendi e bloccargli le indennità,  adesso ai militari gli si vuole togliere pure il diritto di voto. Per scongiurare la terribile evenienza di una nuova proroga dei Cocer, i cui effetti sarebbero disastrosi  per la tenuta democratica delle stesse Forze armate, e per  evidenziare la totale mancanza del carattere d’urgenza e di una credibile motivazione che possano giustificare un simile atto di arroganza, dopo aver scritto al Presidente della Repubblica lo scorso 23 dicembre e avrer rivolto il medesimo appello  ai Presidenti delle Commissioni del Senato e a tutti i loro membri, sono ancora fiducioso che il diritto di 400.000 cittadini militari sarà tutelato da tutti i senatori.  Sono certo che il completo rinnovo dei membri dei Consigli della rappresentanza militare consentirà ai cittadinio in divisa di riacquistare un po di quella fiducia nel Governo che ormai da troppo tempo hanno perso.” Lo dichiara Luca Marco Comellini, Segretario del Partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm)

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Rappresentanza militare: niente proroga?

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 febbraio 2011

“Le elezioni per il rinnovo della rappresentanza militare sembra vicina se non altro per l’agitazione con la quale rappresentanti in carica all’improvviso attaccano il Governo al quale hanno piatito ed ottenuto la proroga, con il resto della rappresentanza silente e incassante il beneficio. Il PDM non ha propri candidati alla rappresentanza ma sin d’ora suggerisce, a chi vota, di escludere chi ha chiesto, giustificato o accettato passivamente la proroga. Non intendiamo fare politica nelle forze armate e continueremo a batterci per la sindacalizzazione perché non intendiamo inutilmente esporre servitori dello Stato alla violenza burocratica, psicologica o fisica di traditori della Repubblica. L’invito alla magistratura militare ed ordinaria è di procedere nelle  inchieste già aperte. E di aprire quelle che sulla base delle interrogazioni parlamentari hanno profili di interesse.” E’ quanto dichiara Michele Fornicola del Partito per la tutela dei Diritti di Militari e Forze di polizia.

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Scissione all’interno del Co.Ce.R. Esercito?

Posted by fidest press agency su venerdì, 4 febbraio 2011

I comparti difesa e sicurezza costituiscono, per definizione, i gangli vitali del sistema paese sia in Italia sia altrove. Questo significa che l’attenzione dei media e di riflesso dell’opinione pubblica è molto elevata. Questa premessa è d’obbligo perché esiste in Italia un particolare feeling che lega il mondo militare con la gente. In altri termini gli italiani hanno sempre amato e rispettato le forze armate e tenuto in grande stima il loro spirito di servizio, la loro dedizione e quella forma di disciplina che li induce spesso a tacere anche quando uno sfogo non solo è naturale ma anche legittimo. Ora con la cessazione della ferma obbligatoria e il passaggio a quella volontaria ciò che cambia non è certo la considerazione popolare ma la misura del rapporto interno sul piano strettamente “lavorativo” che per ciascun addetto significa avere dei contrappesi come possono essere i sindacati. I vertici delle forze armate e, in questo caso anche dei carabinieri e della guardia di finanza, hanno pensato che non sono maturi i tempi per introdurre il ruolo dei sindacati ma che qualcosa di alternativo andava fatto ideando una rappresentanza il cui acronimo è C.O.C.E.R. Ora questo organismo sembra, per taluni, andato in tilt. La critica maggiore è che è poco autonomo e, di conseguenza, non libero nel giudicare certe scelte politiche, economiche e comportamentali che vanno dalla guida politica a quella amministrativa e burocratica della linea di comando. Questo si percepisce attraverso molti segnali che sarebbero da improvvidi non rilevarli poiché dovrebbero preoccupare più se non espressi che spiattellati senza timori. Il fuoco sotto la cenere è più insidioso della fiamma vivida. Questa si vede e si può controllare, l’altra è subdola.
Ma scendiamo nei dettagli per ciò che è dato di sapere. Il tema ricorrente è la mancanza di risorse. Da ciò si fa ricadere la diversa applicazione trasformando dei professionisti, altamente preparati, in addetti ai vettovagliamenti, alla guardiania, alla manovalanza, alla pulizia delle aree comuni e via di questo passo. E’ questo il senso da dare ad una circolare diramata dallo Stato maggiore dell’Esercito lo scorso 3 febbraio e che riguarda, tra l’altro, i reduci dalle zone di combattimento nei vari teatri esteri, e taluni di essi hanno anche famiglia. Ma potrebbe pure essere accettato qualche sacrificio se non prendessimo atto dei tanti sprechi come si evince dal libro “Caro Armato” di Massimo Paolicelli e Francesco Vignarca per Altreconomia edizioni. Da loro sappiamo, ad esempio, che nonostante la crisi nel 2010 le spese militari hanno superato i 23 miliardi di euro e che il numero dei “comandanti” – 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali- supera quello dei “comandati”. Potremmo ironicamente affermare che in Italia abbiamo un esercito di “generali” e di “colonnelli” mentre a farne le spese sono, manco a dirlo, le fasce più basse che oltre ad essere mal retribuite sono i primi a pagare in termini di vite umane (36 morti solo in Afghanistan). Queste cose, è bene dirlo, non sono un segreto militare. Lo dobbiamo oltre alle battaglie condotte da alcuni rappresentanti del C.O.C.E.R. come Girolamo Foti prima con una sua dichiarazione sul Venerdì di Repubblica e poi in occasione dell’audizione in commissione difesa al Senato che lo vide lasciare l’aula delle audizioni parlamentari in seguito ad un acceso battibecco con il Presidente della commissione difesa Sen. Cantoni (PDL) e il Senatore Torra (Lega Nord). Vi fu poi una interrogazione parlamentare al Ministro La Russa dell’Italia dei Valori, primo firmatario l’On. Paladini, che denunciava il sottoimpiego dei militari e ancora dopo una risposta poco esaustiva del Capo di Stato Maggiore Gen. C.A. Valotto che riportava la problematica all’attenzione del Capo di Stato Maggiore Difesa, il CMCS Bitti scriveva al Ministro della Difesa On. Ignazio La Russa cercando di richiamare la sua attenzione sullo stesso tema. E il ministro, manco a dirlo, fece orecchio da mercante. L’impegno dei due delegati alla fine ha aperto una breccia alle titubanze di altri delegati come Filippo Scicchitano e Davide Salma e di quasi tutti quelli della categoria C, presentando un documento unitario in merito all’applicazione del nuovo ruolo previsto per legge e dalla circolare di Persomil ai volontari in servizio permanente. Mi chiedo, a questo punto,  come potrà gestire questa probabile crisi, l’attuale  presidente del cocer   Gen.c.a. Domenico Rossi  trovandosi  tra due fuochi:  dar conto  e ragione alle richieste della base e dar conto e ragione ai massimi vertici militari?
Ma il disagio non si può smentire o sottacere. C’è e va compreso. E occorre, a mio avviso, evitare di esasperare le tensioni valutando pacatamente, ma con spirito costruttivo, le legittime aspettative di coloro che rappresentano non un interesse personale ma, semmai, lo inquadrano in quello di una categoria, il ruolo dei graduati, che costituisce l’asse portante della struttura militare e che si attende non privilegi ma giusti e adeguati riconoscimenti. In questo senso vanno i siti http://www.graduati.net allestito da Foti, da Bitti e da altri e graduati.net che in mezza giornata ha superato i mille visitatori. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Nessuna proroga per i Cocer

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 dicembre 2010

“Voglio esprimere la mia profonda gratitudine al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che non concedendo la proroga della proroga dei mandati dei Consigli della rappresentanza militare ha dimostrato di aver ascoltato l’appello che lo scorso 23 dicembre gli ho voluto rivolgere affinché non  fossero lesi ancora una volta i diritti dei militari. Voglio anche ringraziare tutti quei “Cittadini in divisa” che in questi giorni hanno sostenuto questa battaglia e li invito a continuate a manifestare civilmente il loro dissenso verso ogni forma di arroganza di illegalità e negazione dei diritti, primo fra tutti quello di poter avere un vero sindacato al pari di quelli della Polizia di Stato.” – Lo dichiara Luca Marco Comellini, segretario del partito per la tutela dei diritti di militari e forze di polizia (Pdm) – “Mi riferisco alla proroga dle mandato dei Consigli delle rapprresentanze militari, i Cocer , Coir e Cobar – prosegue Comellini – inserita “furtivamente” all’interno del decreto milleproroghe con una motivazione a dir poco ridicola e chiaramente sintomo di una volonta tesa a negare ogni diritto democratico all’interno della compagine militare. Quella che ieri non è stata concessa sarebbe stata la seconda proroga consecutiva che avrebbe nuovamente sottratto ai cittadini militari il diritto di eleggere liberamente i loro rappresentanti, nell’attesa di un vero sindacato. Le rappresentanze militari infatti sono solo degli organismi proni ai vertici militari e politici che le utilizzano per giustificare, con falsi consensi, i devastanti provvedimenti che questo governo ha rivolto verso le forze armate. Il testo del decreto tuttavia assegna la responsabilità di negare ai militari il diritto di rappresentanza al Presidente del Consiglio dei ministri che potrà emanare un apposito DPCM per prorogare questo mandato dei Cocer fino al 31/12/2011. Adesso – conclude Comellini – mi auguro che il Presidente Berlusconi non commetta l’errore di cedere alle richieste di proroga che solo i delegati cocer, rappresentanti solo degli “interessi personali” e non di quelli del personale, gli rivolgeranno nei prossimi giorni per continuare ad essere complici di un vertice militare cieco e sordo e di un ministro che non tollerano la democrazia all’interno delle Forze armate. I militari chiedono con forza gli stessi diritti sindacali di cui gode da 30 anni la Polizia di Stato.”

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Il Coisp per scioglimento Cocer carabinieri

Posted by fidest press agency su martedì, 14 dicembre 2010

“Perdura purtroppo l’atteggiamento burla del “nostro” Governo nei confronti delle Forze dell’Ordine e noi del Coisp, insieme agli altri colleghi di altri Sindacati di Polizia, da tempo lo denunciamo. Chi ci segue, sa che la nostra battaglia è fondata dalla legittimità di chi ci delega e dalla buona coscienza nel difendere gli interessi di tutta la categoria, Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri, Penitenziari, dinanzi le faine della politica. Ma la cosa che ci procura ancora più sdegno è sicuramente l’atteggiamento ormai dichiarato delle stampelline del Ministro dell’Interno (e di quello della Difesa) di questa pseudo rappresentanza di Operatori in armi che è il Co.ce.R. dei Carabinieri, sempre pronto a difendere gli interessi governativi e poco incline, ci risulta dai fatti, a cogliere il malessere dei Carabinieri. A costoro, ai Professionisti in divisa come noi, abbiamo sempre rivolto la nostra stima e la nostra fratellanza, difendendo con le armi della dialettica e della pressione sindacale, coloro i quali ancora oggi vengono puniti per aver espresso la propria opinione. Ed è a costoro che ci rivolgiamo affinché prendano coscienza del “nulla” che li rappresenta e dei danni che provoca una simile organizzazione”. Così molto duramente Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – sfoga la sua amarezza nei confronti del Co.Ce.R. dei Carabinieri che in occasione della recente farsa relativa alle vicende dell’art. 9 comma 1 della Finanziaria appena licenziata dalla Camera – che ha previsto l’ulteriore danno alle Forze di Polizia con il blocco delle retribuzioni per tre anni e con la fissazione di un tetto di reddito che non deve essere sforato – hanno davvero superato il limite della decenza. “Della serie ti tocca lavorare in straordinario eccedente alle discariche, in ordine pubblico alla Scala, in full time per cercare vittime e mostri ma se superi nel 2011 il tetto fissato da Governo e dai Cocer nel 2010, devi restituire il maltolto! “ Ci risiamo – continua Maccari – in qualsiasi altro Paese così detto democratico, un Governo che maltratta gli uomini e le donne che garantiscono la Sicurezza dei cittadini non sarebbe durato un giorno di più, ma in Italia  – lo vediamo bene tutti – ci sono “poteri e volontà” protesi a nascondere il malcontento del personale in divisa che si insinuano nelle fila della rappresentanza e tendono a minarne la legittimità. Basta e ora di finirla! – conclude Maccari – Chiediamo con forza lo scioglimento immediato del Cocer dei Carabinieri per la loro manifestata incapacità a rappresentare l’Arma e auspichiamo che l’attesa sindacalizzazione dell’Arma dei Carabinieri possa avvenire nel più breve tempo possibile. Diciamo basta agli abusivi della rappresentanza che solo enormi danni hanno prodotto durante le continue lotte dei Sindacati di Polizia, osteggiandosi e frapponendosi a discapito dell’interesse del personale delle Forze dell’Ordine.”

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Contratto per il personale militare

Posted by fidest press agency su domenica, 3 ottobre 2010

A cura del T .Col. Guido Bottacchiari Torno e questa volta a titolo personale. Ci torno innanzitutto per ringraziare e non in modo ironico, il Ministro della Funzione Pubblica On.le Renato Brunetta che nonostante il carattere spigoloso ha il pregio di non sottrarsi al confronto e di assumersi piena responsabilità nel dire e nello scrivere. Egli infatti nel trasmettere l’ipotesi di accordo sindacale e gli schemi di concertazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per la successiva procedura di approvazione dei DPR di recepimento, ha dedicato una cartella del suo scritto alle obiezioni del Co.Ce.R. A.M. e quindi si presume prezioso tempo ed energie. La mia controreplica prende quindi le mosse da questo positivo giudizio sull’operato postumo alla concertazione del Ministro BRUNETTA, seppur nel merito di quello che è successo nel corso delle trattative  continuo a rimanere delle mie idee (che poi sono in sintonia con quelle degli altri componenti del Co.Ce.R. AM), sia rispetto alla scarsità di fondi a disposizione, per l’iniquità del contratto nonché rispetto al “ruolo concesso” ai Co.Ce.R. nel corso della contrattazione. Per chiarezza ed in sintesi il documento a base della “procedura di dissenso” del Co.Ce.R. AM rimarcava due aspetti generali:
1)  un mancato intervento normativo idoneo a correggere gli impatti della pesantissima manovra finanziaria (DL. 78/2010 convertito in L. 122/2010) per ciò che concerne gli istituti giuridico-economici del trattamento economico dei militari (tetto retributivo, assegno funzionale, indennità omogeneizzazione stipendiale, indennità operative) toccati (bloccati) dalla manovra, nonché per quelli relativi al trattamento previdenziale (passaggio da TFS a TFR) senza che si sia avviata la previdenza complementare nè chiariti dubbi sul metodo di calcolo del TFS al 31.12.2010 sia sulle voci retributive da porre a base del calcolo TFR dal 01.01.2011;
2) un differente trattamento retributivo sulla parte stipendi+indennità fisse tra operatori del medesimo comparto Difesa e Sicurezza a scapito dei militari (minori aumenti) in presenza di medesimo grado e funzioni e anche (con riguardo ai CC) status militare, oltre a minori risorse disponibili per il Fondo di Efficienza dei militari rispetto alle consistenze organiche.
Oltre a ciò  il Co.Ce.R. AM lamentava un inadeguato e differente trattamento riservato al tavolo concertativo ai Co.Ce.R. rispetto ai Sindacati delle varie Forze di Polizia quasi a significare una subalternità dei primi rispetto ai secondi, fatto che rinforza la richiesta di  un Sindacato anche per i militari. Peraltro il Consiglio A.M. nello specifico ha anche da lamentare una squilibrata composizione nella delegazione ufficiale dello Stato Maggiore Difesa in cui era assente la componente Aeronautica. Allegate poi al documento di dissenso venivano riportate le istanze particolari delle singole categorie rappresentate che non avevano trovato possibilità di discussione ed esame sul tavolo concertativo nonostante l’espressa richiesta del Consiglio Centrale di Rappresentanza dell’A.M..
Il Ministro Brunetta risponde con il suo scritto del 23 settembre solo in parte alle questioni poste dal Co.Ce.R. A.M..
Egli derubrica la prima richiesta (rimozione con norma dell’impatto retributivo e previdenziale della manovra L. 122/2010) a questione che “esula totalmente dall’ambito di competenza materiale attribuito per espressa disposizione di legge alle procedure negoziali, “tanto che in alcun modo tali questioni avrebbero potuto essere affrontate nei predetti accordi sindacali/concertativi”. Grazie Signor Ministro per la “lectio magistralis”, ma mi pare che sul tavolo si sia trattato, eccome, della faccenda.  A tal punto che, se non è un falso, c’è un documento a latere del contratto (scherzosamente e forse in maniera irriverente definito “un impegno ad impegnarsi affinchè gli impegni siano mantenuti”) con cui la delegazione di parte pubblica si fa nuovamente carico delle questioni normative ed economiche del personale del Comparto colpite dalla recente manovra finanziaria. (A proposito il documento è firmato da tutte le Amministrazioni tranne che dal SSS al Tesoro On.le Giuseppe VEGAS…. chissà perché?) Ma se l’argomento era, come dice il Sig. Ministro, fuori dalle “competenze materiali” del tavolo come si è materializzato questo documento? Come è giunto in quel luogo e su quel tavolo in quei giorni? Qualcuno non la racconta giusta e quel qualcuno non sono io!!.  La differenza sta nei fatti:
il Co.Ce.R. A.M. chiedeva in via pre-giudiziale (prima della firma) una norma! che recepisse gli O.d.G. approvati in Parlamento, altri (Sindacati e restanti rappresentanti dei Co.Ce.R.) si sono accontentati di una ulteriore promessa del Governo (l’impegno ad impegnarsi). Trattasi evidentemente di volontà diverse.
Legittimo che il Governo la pensi diversamente ma è bene che si sappia come al momento stanno le cose perché il 01 gennaio 2011 è vicino e con esso l’impatto della manovra sugli stipendi dei militari. Non si facciano poi lezioni su cosa può essere recepito sugli schemi di concertazione economica perché dopo quattro anni di mandato e tre concertazioni è abbastanza chiaro!  Se poi in “punto di diritto” il Sig. Ministro vuole spiegare cosa può prevedere in termini di contenuti un accordo economico potremmo insieme guardare cosa è avvenuto nelle passate concertazioni economiche ove il divieto di toccare “profili normativi” non mi pare sia stato così dogmaticamente osservato. Peraltro forse dimentica il Signor Ministro che probabilmente per i prossimi 4/5 anni nulla potremmo concertare né economicamente né normativamente e che pertanto le richieste del Co.Ce.R. A.M. non erano pretestuose ma basate su elementi contingenti (blocco procedure negoziali triennio 2010/2012), mai verificatasi in passato, tali da far propendere, a parere del sottoscritto, per una minor rigidità sull’argomento. Sul secondo aspetto evidenziato dal Co.Ce.R. A.M. (differenze stipendiali tra operatori del Comparto) il Ministro BRUNETTA, invece conferma (e come potrebbe diversamente?) che “le risorse finanziarie a monte sono individuate dalle leggi finanziarie in misura percentuale eguale per tutti gli operatori del Comparto”, salvo poi attribuirle in misura diversa “… ciò ha determinato per le Forze Armate, minori risorse disponibili per gli incrementi degli altri istituti contrattuali, tra i quali le indennità fisse”. Siamo così di fronte a due grosse novità:
a) il principio di “equiordinazione” tra il personale del Comparto Difesa e Sicurezza richiamato anche in varie sentenze della Suprema Corte Costituzionale è stato gravemente compromesso!!;
b.    l’unitarietà del Comparto Difesa e Sicurezza è stata minata attribuendo alla componente Sicurezza più risorse e più potere contrattuale sia alle Amministrazioni che ai Sindacati.
Ciò  credo potrà comportare una accelerazione di riflessioni da parte di tutti (Politica-istituzioni rappresentanze sindacali e Co.Ce.R.).  Sarà  inevitabile  ad esempio interrogarsi sul numero, sul ruolo, sullo status, sulle competenze, sugli organici delle molteplici Forze di Polizia e non solo su quello delle Forze Armate già soggette a ristrutturazione nel corso di questi ultimi dieci anni e nonostante ciò chiamate talvolta a svolgere compiti in supplenza/ausilio delle prime.
Ma su questo tema il Consiglio Centrale dell’AM si riserva a breve una analisi a mente fredda, ma con il “cuore caldo”. In conclusione mi pare chiaro che il Governo attraverso il Capo delegazione/Ministro FF.PP. On.le Brunetta ha spinto per un accordo contrattuale/concertativo in tempi stretti e che, con il benestare della quasi totalità degli attori (Amministrazioni, Sindacati ed altri Co.Ce.R.), è riuscito nell’intento. Per il Co.Ce.R. A.M., che ha valutato attentamente anche le ragioni di chi ha firmato il contratto, invece i punti oscuri che il Governo deve ancora chiarire circa le penalizzazioni della manovra finanziaria, erano preminenti rispetto ad un accordo frettoloso, di basso profilo e sperequante. Ora non rimane che attendere le azioni del Governo circa i “rinnovati” impegni assunti sperando che da due affermazioni non derivi una negazione. (con qualche taglio per ragioni di spazio e su intercalari non ritenuti essenziali per una soddisfacente lettura del testo)

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Rappresentanza militare

Posted by fidest press agency su domenica, 11 luglio 2010

Chi ha avuto a che fare o vive concretamente la realtà del comparto difesa sa bene quali sono gli aggettivi che qualificano meglio l’attuale strumento di rappresentanza militare: insignificante ed obsoleto. Tenendo conto di ciò, è quindi molto facile criticare l’operato del Co.Ce.R. Non è mia intenzione difendere a spada tratta il suo operato; le comunicazioni ufficiali avvengono con mezzi ufficiali. Ma il fatto che io sia membro dell’organo incriminato è giusto che renda conto della mia condotta personalmente, cercando di evidenziare come, all’interno dell’istituzione, sussistono anche posizioni diverse da quella emergente e più palese. Per prima cosa, c’è da dire che sono al primo mandato, e la mia condotta si inserisce quindi all’interno di una prassi inveterata, e come tale difficile da scardinare; in secondo luogo, appartengo al ruolo più debole delle forze armate, escluso e sconosciuto ai media, all’opinione pubblica, ai parlamenti: all’inizio del mio mandato ci credevano dei ragazzini visto che ci chiamano volontari. Per risolvere questa lacuna ho aperto personalmente il sito http://www.facebook.com/l/42982QjN1A2 rf0hOO8ybB08YkmA ;www.girolamofoti.com, interamente dedicato alla truppa; per lo stesso fine, a titolo gratuito, ho assunto la conduzione di un telegiornale sulle tematiche del comparto; ho denunciato attraverso il settimanale “il venerdì di repubblica ” il sottoimpiego dei militari, ho incontrato parlamentari e trasmesso loro documenti che interessano il ruolo che rappresento, ho sempre sostenuto che il riordino delle carriere sia una grossa balla utile a scopi propagandistici, in commissione difesa al Senato ho abbandonato l’aula perchè non potevo accettare interventi a mio avviso denigratori di alcuni politici, e per il clima poco democratico; di risposta mi etichettavano come “populista”, “comunista” , ” polemico”, “politicante”, altri uscivano fuori con pettegolezzi sulla mia persona; va anche detto che la visibilità così ottenuta ha raccolto l’attenzione non proprio amica del gruppo di parlamentari radicali in seno al Partito Democratico, e solo per aver denunciato attraverso un agenzia di stampa gli sprechi della casta a cui seguivano i tagli alla difesa, il precariato delle forze armate , “Ho subito addirittura un interrogazione parlamentare”. Ho criticato il governo per le sue manovre finanziare, per aver disatteso le promesse fatte in campagna elettorale, quando si attaccava il governo Prodi, dimostratosi alla fine l’unico ad aver irrogato un aumento sostanzioso. Il forse prosaico elenco è quello che è noto a tutti, perchè emerso a mezzo stampa; c’è poi tutto il lavoro invisibile di ogni mia azione a a tutela del personale, ma non voglio ne gloriarmi ne dilungarmi.Ora tutti si accorgono, troppo tardi, del massacro sociale messo in atto dall’attuale governo. Eravamo in pochi a gridare allarme, mentre le critiche verso il CoCeR si sprecavano, perchè incolpare un organo debole è più facile che accusare direttamente il ministro e il governo. A mio avviso, il Co.Ce.R sta facendo quello che può fare, ivi compresa la conferenza; le critiche mi sembrano solo una sterile guerra tra poveri, mentre il malessere aumenta. Spero solo che questa situazione trovi un giorno, quello delle elezioni, le sue giuste conseguenze, negando il voto a chi ci mette le mani nel portafoglio, mentre gode ancora di ingiustificati privilegi. Invito anche ad un sincero mea culpa, ricordandosi ognuno a chi ha dato il voto alle recenti amministrative. (Girolamo Foti Delegato Nazionale del Co.Ce.R Esercito)
Ma chi è Girolamo Foti? potremmo dire di lui chiosando quanto E J. K. Whoddle Kerr  ha scritto per altri:  ”Forte perché libero. Libero perché sincero, con sé, con gli altri, tutti gli altri. Quelli a cui ha tolto e quelli a cui ha dato. Sopravvalutato da alcuni e sottovalutato da altri. Ma mai banale, mai insapore, mai incolore.”

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La rappresentanza militare si presenta alla stampa

Posted by fidest press agency su martedì, 6 luglio 2010

Roma 6 luglio 2010 alle ore 11.00 via Marsala 104 Il Presidente del Cocer interforze generale di corpo d’armata Domenico Rossi, affiancato dai componenti del consiglio di rappresentanza di esercito, marina, aeronautica, carabinieri, guardia di finanza ha tenuto una affollata conferenza stampa dove ha rappresentato agli inviati dei media la “forte preoccupazione del comparto difesa e sicurezza per l’andamento della manovra economica, ora all’esame della competente commissione bilancio, che, così com’è strutturata, mette “in discussione i meccanismi che assicurano il funzionamento del comparto e si rende inaccettabile.” Qui, precisa il generale, non si tratta di difendere un interesse particolare, nonostante la riconosciuta specificità sancita per legge proprio da questo governo, ma quello generale del Paese. Lo è allorché il cittadino chiama un servizio d’emergenza e si sente rispondere che non c’è possibilità d’immediato intervento perché gli operatori hanno già esaurito il plafond o che nei prossimi tre anni verrebbero impiegati nelle missioni estere solo coloro che vi hanno preso parte nel 2010, mentre per gli altri non vi sarebbe capienza facendo saltare le indispensabili rotazioni. D’altra parte i responsabili della rappresentanza militare hanno già a più riprese esposto le loro ragioni con i massimi esponenti del Pdl, dell’Unione di Centro, e del Partito Democratico  e li hanno trovati concordi nel sostenere le loro ragioni così come lo è stato da parte del vertice politico del Dicastero della Difesa. Ciò non di meno, fatte salve alcune parziali e limitate varianti, non vi sono stati atti conseguenti in linea con le assicurazioni date. Ora proprio per conciliare da una parte il grave disagio esistente tra gli addetti ai lavori e l’imperativo di rimanere all’interno di modi e forme di legge, nell’esternare la propria contrarietà, si fa ricorso ad una conferenza stampa affinché l’opinione pubblica conosca la situazione e lo stesso presidente del Consiglio possa farsene carico, in ultima analisi. Ma è un messaggio rivolto anche a chi indossa una divisa e porta le stellette perché se è legittima la protesta va anche sottolineato che il servizio svolto è a favore dei cittadini. Questo comporta dei rischi durante la sua operatività e lo rende soggetto a limitazioni della libertà individuale. Al cospetto di questo duplice ruolo di servitore dello stato a difesa delle istituzioni, della libertà, dei diritti e della sicurezza e di lavoratore dotato di una specifica  formazione professionale appare evidente che la modifica della manovra finanziaria in corso di definitiva approvazione e che il governo sembra voglia chiedere la fiducia bloccando all’origine ogni emendamento migliorativo, diventa iniqua e sperequativa per il personale e incide negativamente sulla funzionalità e quindi sul servizio in termini di sicurezza da dare al cittadino. (Precedente qui qui )

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Cocer interforze: conferenza stampa

Posted by fidest press agency su lunedì, 5 luglio 2010

Roma 6 luglio 2010 alle ore 11.00 via Marsala 104 il Cocer interforze terrà, autorizzato dal ministro La Russa, una conferenza stampa del generale di corpo d’armata Domenico Rossi Presidente del Cocer interforze. Il consiglio centrale di rappresentanza di esercito, marina, aeronautica, carabinieri, guardia di finanza convocato in sede permanente per l’esame della manovra finanziaria pur prendendo atto  della presentazione di vari emendamenti di interesse non può al momento che continuare ad esprimere un giudizio fortemente negativo sugli effetti della manovra stessa sulla funzionalità e sugli operatori del comparto difesa e sicurezza. Un giudizio negativo che non varia anche dopo avere preso atto della presentazione di una proposta della tassazione della tredicesima per  potere sovvenzionare  gli aumenti stipendiali derivanti dalle  promozioni al grado superiore, anche per la difficoltà di un esame globale delle effettive varianti che il governo vuole apportare al fine di una dovuta informazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica. (seguito. qui)

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Solidarietà del Coisp al Cocer della Guardia di Finanza

Posted by fidest press agency su domenica, 21 febbraio 2010

Il Coisp, sindacato di polizia ha emesso il seguente comunicato: “Quando andiamo dicendo in ogni dove che pretendiamo prima di tutto rispetto in virtù del ruolo che ricopriamo, spesso le controparti tentano di farci passare per paranoici, isterici ed egocentrici. Ma chi si assume l’onere di rappresentare e difendere i colleghi sa bene quale sia il primo problema con cui ci si scontra: è la grettezza di chi non vuole riconoscere il valore del traguardo straordinario che abbiamo raggiunto affermando la necessità delle rappresentanze sindacali; l’arroganza di chi pensa di poter ignorare le legittime istanze di coloro i quali quotidianamente operano al servizio dello Stato; la superbia di chi crede possibile tenere tutto celato sotto una coltre di prepotenza e di finta superiorità, che qualche volta si traduce nel far finta che l’interlocutore sindacale non esista, nel ridicolizzarlo, nel mentirgli spudoratamente, e qualche altra si manifesta con la volontà di imporgli il silenzio o di sottometterlo. Conosciamo bene ciò che descriviamo, ed è per questo che a pieno titolo possiamo e vogliamo manifestare tutta la solidarietà e la vicinanza ai membri del Cocer della Guardia di Finanza, che si sono trovati nella gradevolissima situazione nella quale tutti noi, di volta in volta, incappiamo”. “Il COCER – prosegue il comunciato del Coisp – ha fortemente stigmatizzato “l’approccio ed il tono con il quale il Presidente della Commissione Difesa ha inteso gestire l’audizione su una materia così delicata”, descrivendo “un clima surreale, tipico di una caserma degli anni trenta, connotato da una inusuale rigidità che ha privato, peraltro, i singoli commissari della facoltà di porre domande su tematiche di rilevante importanza…, che da anni rimangono colpevolmente irrisolte”. “Il Presidente della Commissione Difesa – è spiegato ancora nella nota – ha più volte tolto la parola ad alcuni delegati Cocer pretendendo la rettifica di talune dichiarazioni e senza il diritto di replica instaurando, di fatto, un clima conflittuale che lo ha portato persino a porre un veto sulla futura presenza in Commissione di un delegato Cocer che, amareggiato per le modalità dell’incontro, aveva lasciato l’aula”. “I fatti denunciati sono veramente molto gravi, e rispecchiano una realtà distante anni luce da quella che dovrebbe connotare un Paese democratico, consapevole del valore della propria storia, delle proprie tradizioni e della propria cultura. Sì – incalza il leader del Coisp – perché gli atteggiamenti di certa politica sono certamente più consoni ad un Paese schiacciato sotto il peso di qualche nostalgico capetto che tutto governa, tutto controlla, di tutto dispone”.  “E no – conclude la nota del Coisp -, è bene chiarire che non basteranno gli insulti, non basteranno le prepotenze, né la dissimulata indifferenza. E’ bene che la politica sappia che per ogni rappresentante sindacale che si tenta di far tacere, altri cento ne riprenderanno ed amplificheranno la voce. E’ bene chiarire che non sopporteremo più gli affronti e le angherie, ai quali da oggi risponderemo con azioni sempre più determinate e, se saremo costretti, usando i medesimi linguaggi”.

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Senato: indagine conoscitiva sulla vita militare

Posted by fidest press agency su domenica, 14 febbraio 2010

Il rappresentante del Cocer Girolamo Foti in un comunicato appalesa di aver partecipato insieme agli altri componenti ad una audizione al senato presso la quarta commissione presieduta dal sen. Cantoni per esprimere un parere nell’ambito dell’indagine conoscitiva promossa dall’organo parlamentare sulla condizione del personale militare. Vi facevano parte il presidente gen. C.a. Domenico Rossi, il luogo tenente Congedi e il caporal maggiore capo Bitti Leonardo. Per la circostanza i rappresentanti del Cocer hanno presentato un documento di 35 pagine elaborato collegialmente e dopo un impegno durato alcuni mesi per ritrarre un quadro completo della situazione e delle attese del personale militare… Nel tratteggiare alcuni aspetti i membri del Cocer non si sottraggono ad un giudizio critico sulle condizioni di vita nei reparti, sul posto di lavoro, la sicurezza ambientale, operativa (riferimenti sulla torretta dei veicoli lince), welfare, mobility menager, riconoscimenti di policy regionale dei poli ospedalieri, defiscalizzazione di parte del trattamento economico, convenzioni e protocolli d’intesa, trasporto pubblico urbano ed extraurbano gratuito allo stesso modo delle forze di polizia, la specificità, fringe benefit, incremento degli organismi di protezione sociale, alloggi di servizio, una politica di prevenzione del fenomeno del mobbing tra superiore e inferiore, il sottoimpiego dei volontari di truppa in ruoli di manovalanza e la richiesta che il governo faccia una direttiva di impiego dei volontari per riconoscere la professionalità, analisi dettagliata della situazione delle strutture e condizioni di vita di studio degli allievi, trattamento giuridico economico previdenziale e assicurativo, cassa dei vsp, trattamento economico e giuridico, tutela del delegato, riforma della rappresentanza, riordino delle carriere per ufficiali, sottufficiali,e volontari in servizio permanente (in particolare i vsp hanno scritto che tale riordino deve essere uguale per tutte le forze armate e forze di polizia ad ordinamento civile e militare, e che si tenga conto sia dell’anzianità nonché della legge 958, e sopratutto che venga unificato il ruolo sergenti e volontari in servizio permanente in quanto solo in questa maniera si ottiene una progressione di carriera). Si è inoltre rimarcata la necessità che i volontari in ferma breve e prefissata rimangano nella forza armata, e, novità di questo documento, la dislocazione dei reparti militari al sud sotto un profilo operativo per il cambiamento degli scenari geopolitici e l’instaurarsi di aree (Iraq, Libano) o situazioni di crisi (sbarchi clandestini, traffico di droga, problemi di sicurezza interna nel contrasto della criminalità organizzata) che indicano con chiarezza il sud come l’area di maggiore attinenza o minaccia. Da ultimo, in questo periodo di crisi economica, si potrebbe offrire l’opportunità, per molto personale, di ritornare vicino ai luoghi di origine con il risultato che una parte delle esigenze, verrebbe, automaticamente, assorbita dallo stesso personale senza farne carico all’amministrazione. Una esposizione particolarmente corposa ma che ad avviso di Foti non ha trovato piena rispondenza da parte dei membri della commissione senatoriale. Ma ciò che ha spinto Foti ad abbandonare l’aula è stato il diniego del Presidente della Commissione di consentirgli il diritto di replica ad alcune argomentazioni formulate da un senatore leghista e ritenute inesatte. In pratica questa audizione ha convinto il Foti che si è al cospetto di una classe politica che non riesce a comprendere sino in fondo i problemi che i militari, nella loro quotidianità, devono affrontare e per i quali è necessario e urgente un valido sostegno normativo ed economico. Ora i 370mila del comparto difesa e sicurezza sono avvisati. Vi è la necessità che ciascuno di essi si faccia carico di questa realtà e che sappiano farsi parte diligente nel rappresentare ai politici, di riferimento, questo disagio e trarne da essi l’impegno, nell’esercizio del proprio mandato, di soddisfarne le legittime aspettative. (servizio Fidest)

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Tredicesima mensilità volontari esercito

Posted by fidest press agency su venerdì, 25 dicembre 2009

La Direzione Generale ha finalmente riconosciuto il diritto della 13^ mensilità al personale volontario trattenuto/raffermato. Restano da definire importi ,decorrenze ed altri aspetti tecnici,ma la questione principale era il riconoscimento del diritto e questo c’è stato. Il risultato è il prodotto della incisiva azione prodotta in tal senso dal COCER che ha avuto su questo il pieno consenso dello Stato maggiore dell’Esercito. Un particolare ringraziamento va al Gen.C.A. Domenico Rossi (Presidente del Co.Ce.R) per il suo personale impegno.

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Solidarietà a Berlusconi

Posted by fidest press agency su lunedì, 14 dicembre 2009

Lettera al direttore. Luca Tartaglione delegato Nazionale del Co.Ce.R ci scrive: “Esprimo sdegno e disprezzo per l’autore dell’ignobile atto di violenza accorso al Premier On. Silvio Berlusconi. Sono particolarmente vicino al Premier che, come me, vittima di persecuzioni accusatorie. Al Presidente Berlusconi i miei migliori auguri di pronta guarigione, perché possa trascorrere un sereno Natale nella propria dimora e soprattutto perché possa riprendere quanto prima e pienamente il “timone” del nostro paese affidatogli dal popolo sovrano”.

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