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Posts Tagged ‘codacons’

Codacons su allarme dati app AllertaLOM

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 maggio 2020

Lombardia: secondo i dati raccolti da AllertaLOM, l’app della Regione Lombardia per il tracciamento del contagio, sarebbero 45.500 le persone che attualmente si spostano in Lombardia a rischio Covid. Dalle risposte fornite dai 1.200.000 lombardi che hanno scaricato l’app, si riscontra che 320mila si muovono per lavoro. Tra questi, 19.500 (6,5%) soffrono di almeno due sintomi, e 7.500 (2,5%) di almeno tre. Totale: 27mila. I dati sono stati ricavati dai questionari compilati dai cittadini lombardi, in cui viene chiesto, tra l’altro, se si sono notati alcuni sintomi che vengono correlati al Covid nelle ultime due settimane: ad esempio una congiuntivite, un raffreddore, dolori muscolari, senso di stanchezza, diarrea o tosse, anche un solo episodio.
Allarmante la stima ricavata dai dati: si tratta di un numero elevatissimo di persone senza sintomi gravi, magari avuti per pochissimo, che continuano a recarsi sul luogo di lavoro: molti, per esempio, hanno contattato le autorità sanitarie e non sono più stati richiamati; altri ancora hanno avuto esperienza dei sintomi per un solo giorno e in maniera tenue. Sono perciò utenti attualmente senza l’obbligo della quarantena liberi di muoversi e, purtroppo, di infettare e di infettarsi.
Ancora più allarmante il dato per la città meneghina, se si considera che dal report risulta che “Milano è il maggiore attrattore degli spostamenti lavorativi (oltre il 20 per cento)”. Il Presidente dell’Associazione Marco Donzelli: “Dati allarmanti. Regione Lombardia ragioni su intervento mirato per le zone più esposte: più tamponi e misure di isolamento sociale per chi dichiara di avere sintomi. Riorganizzare i mezzi di trasporto. Ricaduta avrebbe conseguenze drammatiche sull’intero Paese. Chiediamo, inoltre al Prefetto di imporre controlli più incisivi al fine di tutelare la sicurezza pubblica.”

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Codacons su ATM e Trenord distanze di sicurezza

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

Milano. Con la Fase 2 ormai alle porte in Lombardia, si avvicina il momento della ripartenza, con il grosso nodo dei trasporti pubblici.Treni, metropolitane ed autobus stanno preparando le contromisure per evitare la diffusione del Coronavirus, ma come un fulmine a ciel sereno si legge oggi dalle parole di Attilio Fontana, Governatore della Regione Lombardia, che ATM e Trenord non sono in grado di assicurare le distanze sui mezzi.Codacons: “Impensabile pensare di ripartire con migliaia di persone che si muoveranno a Milano ed in tutta la Lombardia sui mezzi di trasporto pubblico senza le necessarie garanzie. – afferma il Presidente del Codacons, Marco Donzelli. O ATM e Trenord garantiranno il distanziamento sociale sui mezzi oppure dovranno mettere a disposizione dei trasportati guanti, mascherine e gel disinfettante prima di poter accedere sui mezzi, oltre a controllare, necessariamente, il numero di persone massimo che possono accedere sul mezzo.In caso contrario i trasporti pubblici devono rimanere chiusi, altrimenti saranno ritenuti responsabili se qualcuno contrae il contagio all’interno del mezzo di trasporto.
Invieremo diffida ad ATM, Trenord ed al Comune di Milano e presenteremo un esposto alla Procura della Repubblica a tutela della salute della collettività.”

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Codacons su aiuti economici ad autonomi e lavoratori stagionali

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 aprile 2020

“Per le parti c’è la parte di fondo perduto, che lo scorso mese è stata di 600 euro e questa volta dovrebbe essere aumentata a 700-800. Si stanno cercando le risorse ad hoc per ripartire al meglio, anche se questa volta nella seconda tornata che si vadano a garantire queste risorse a quelli meno ricchi “. Lo ha detto il vice ministro dello sviluppo Stefano Buffagni a “Notizie oggi” su Canale Italia 83. “Chi ha una dichiarazione dei redditi molto alta non credo che ne abbia totalmente bisogno nel breve”, ha aggiunto. Tuttavia si tratta di aiuti che non bastano a tutelare gli autonomi. Molte scadenze contributive e fiscali permangono nonostante l’attività lavorativa pressoché ferma, in più occorre far fronte alle spese quotidiane: affitto, bollette e spese per generi alimentari. Già aiuto di 600 euro – per chi l’ha ricevuto – si è rivelato del tutto inadeguato per chi abita nella grandi città come Roma o Milano, dove con la somma si è riusciti a malapena a pagare l’affitto per una stanza. Il presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli: “Viviamo un momento particolare che sta mettendo in serie difficoltà le famiglie italiane. Per i dipendenti sono state stabilite CIG in deroga, ma per gli autonomi gli aiuti sono insufficienti ”. Per tali motivi il Codacons ha inviato una lettera al Viceministro Buffagni, chiedendo interventi e aiuti economici più adeguati per gli autonomi, prevedendo la sospensione dei versamenti degli oneri contributivi per il 2020 e l’aumento degli aiuti economici a 1.000 euro per autonomi e lavoratori stagionali.

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Coronavirus: ricorso al Tar per illegittimità del comitato che deve decidere la fase 2

Posted by fidest press agency su martedì, 21 aprile 2020

Il Codacons presenta un ricorso d’urgenza al Tar del Lazio contro il comitato di esperti che dovrà decidere circa la fase 2 dell’emergenza coronavirus. Come noto col Decreto del 10 aprile scorso il Presidente del Consiglio dei Ministri ha istituito un Comitato di esperti in materia economica e sociale (guidato dal top manager Vittorio Colao, già membro di una lobby a tutela delle multinazionali) con il compito di elaborare e proporre misure necessarie per fronteggiare l’emergenza epidemiologica COVID-19, nonché per la ripresa graduale nei diversi settori – spiega il Codacons – Di tale task force fanno parte soggetti provenienti dal mondo dell’economia, della psicologia, della statistica, e dei vari ambiti sociali ma, in modo del tutto assurdo, dal comitato in questione sono stati esclusi proprio i soggetti più di tutti interessati dalle decisioni che saranno assunte: i cittadini.
Eppure il punto di vista del dei consumatori e degli utenti nelle scelte di Governo è da tempo ritenuto fondamentale per dare completezza ai provvedimenti da adottarsi, ancor più nel caso della “Fase 2” dell’emergenza coronavirus, considerato che i cittadini sono i destinatari finali “delle attività sociali, culturali, economiche e produttive” che il Governo intende riaprire istituendo il Comitato di esperti.Il decreto del Governo che ha escluso i cittadini dalla task force viola in modo palese il principio dell’agire amministrativo, discendente dal principio di imparzialità di cui all’art. 97 della Costituzione, secondo cui l’Amministrazione procedente deve prendere in considerazione, ai fini dell’emissione di un dato provvedimento, tutti gli interessi che insistono sulla vicenda in ordine alla quale provvedere. Ma ad essere violate sono anche le disposizioni comunitarie, come la Convenzione di Aarhus, ratificata in Italia con L. n. 108/2001, che specifica come i cittadini debbano avere accesso alle informazioni ed essere ammessi a partecipare ai processi decisionali, atteso che tale partecipazione migliora la qualità delle decisioni e ne rafforza l’efficacia. Per tali motivi il Codacons deposita formale ricorso d’urgenza al Tar del Lazio, col quale si chiede ai giudici l’immediata ammissione nel Comitato di esperti di un rappresentante dei cittadini proposto dall’associazione dei consumatori, e in subordine disporre la sospensione dei provvedimenti gravati ai fini del riesame anche mediante nomina di un commissario ad acta.

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Codacons su strage nelle RSA lombarde

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 aprile 2020

Lombardia: qualcuno la ha chiamata la “strage silenziosa” quella che sta avvenendo nelle RSA di tutta la Lombardia; secondo un articolo apparso su Repubblica intitolato “Coronavirus, focolai nelle case di riposo il picco in Lombardia” sarebbe rimasto ucciso un ospite su dieci. Dati allarmanti, che hanno origine dalla decisione intrapresa dalla giunta regionale lombarda, la numero XI/2906 che chiedeva, tra le altre cose, alle Agenzie di tutela della salute (Ats) regionali di individuare strutture Rsa per accogliere pazienti positivi al Covid-19 “a bassa intensità assistenziale”, ovvero che non necessitano di cure particolari. Decisione così definita da Luca Degani (Presidente dell’associazione della case di riposo Uneba Lombardia): “È stato come accendere un cerino in un pagliaio”; decisione definita “Folle” perché, ha spiegato Degani stesso in un’intervista rilasciata a “Wired”, in caso di inserimento di pazienti Covid in questo tipo di strutture, viste le condizioni degli ospiti che accolgono, “non li si espone al contagio, ma alla morte”.Codacons: “è arrivato il momento che si faccia chiarezza, ci sono troppi aspetti oscuri che devono essere ancora spiegati e che necessitano di risposte, perché in quelle RSA c’erano delle persone, persone che sono state esposte ad un enorme rischio – afferma il Presidente del Codacons Marco Donzelli – necessario che se saranno accertate delle responsabilità qualcuno ne risponda.”

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Codacons su invasione di latte cinese

Posted by fidest press agency su martedì, 6 agosto 2019

Parte la battaglia sul prezzo del latte pagato dall’industria agli allevatori italiani. Il Codacons ha presentato infatti un esposto all’Antitrust contro Italatte per aver ridotto con decisione unilaterale e retroattiva il prezzo del latte pagato ai piccoli allevatori.Con lettera del 2 maggio 2019 inviata alle Cooperative e alle Organizzazioni professionali della Lombardia, Italatte ha disposto in via unilaterale e retroattiva la modifica del contratto di somministrazione del latte, senza alcun contraddittorio con le parti direttamente interessate, adducendo ragioni di urgenza che avrebbero legittimato l’imposizione di una riduzione del prezzo del latte a partire dal mese di aprile 2019 attraverso la previsione che «nella fattura del latte conferito nel mese di aprile inseriremo un prezzo di 400€/1000 litri salvo conguaglio» – spiega il Codacons – Pertanto, dal prezzo definito nell’accordo quadro e nei singoli contratti di somministrazione, pari a 41,57 centesimi al litro, Italatte ha arbitrariamente sottratto ben 15,70 euro ogni 1000 litri. Allo stesso modo, per il mese di maggio, la riduzione del prezzo del latte a 40 centesimi al litro ha determinato un differenziale rispetto al corrispettivo pattuito nell’accordo quadro, pari a 1,19 centesimi al litro, pari a 11,90 ogni 1000 litri. Ancora, per il mese di giugno, le imprese conferenti della Lombardia si sono viste decurtare la somma di 12,10 euro.“La modifica unilaterale delle condizioni di fornitura del latte, imponendo retroattivamente una riduzione del prezzo a 40 centesimi al litro, si è tradotta nella imposizione di una condizione ingiustificatamente gravosa a danno delle imprese, sulle quali è stato illegittimamente trasferito un rischio ingiustificato, tenuto conto dei precedenti accordi raggiunti con Italatte e con gli impegni da quest’ultima presi – scrive il Codacons nell’esposto – Un comportamento che viola in modo palese l’articolo 4 del DM n. 199 del 2012 che inserisce nelle condotte commerciali sleali anche il mancato rispetto dei principi di buone prassi vietando espressamente le pratiche sleali aventi ad oggetto «il trasferimento di un rischio ingiustificato o sproporzionato all’altra parte»”.
Una situazione che danneggia anche i consumatori, attraverso un aumento massiccio ed incontrollato delle importazioni dall’estero di latte e di prodotti semi-lavorati che si traduce in un inganno sulla provenienza della materia prima.
Il Codacons scende dunque in campo a tutela di migliaia di piccoli allevatori della Lombardia che rischiano di essere messi in ginocchio dalla riduzione del prezzo del latte, e con un esposto all’Antitrust ha denunciato il significativo squilibrio di potere contrattuale a tutto vantaggio di Italatte chiedendo di aprire apposita istruttoria sul caso e di elevare la sanzione massima prevista dalla legge nei confronti dell’azienda.La questione potrebbe inoltre finire sul tavolo della Procura della Repubblica di Milano nel caso in cui Italatte non rispetterà l’impegno di pagare i conguagli agli allevatori. Il Codacons è pronto infatti ad una denuncia contro la società per la possibile fattispecie di truffa aggravata.

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Codacons su Antitrust multa finanziarie auto

Posted by fidest press agency su venerdì, 11 gennaio 2019

A far scattare l’inchiesta è stato il pentimento della Mercedes che nel 2017 ha deciso di consegnare al’ Antitrust 145 documenti ove si evidenziava l’esistenza di accordi tra una decina di finanziarie delle case automobilistiche mirati a stabilire i prezzi e i costi dei finanziamenti a danno dei consumatori.Giusta la sanzione da parte dell’Antitrust che ha riconosciuto il cartello anticoncorrenza, elevando una multa da 678 milioni di euro a case automobilistiche e società finanziarie.
Le società coinvolte sono Banca PSA Italia, Banque PSA Finance, Santander Consumer Bank, BMW Bank, BMW AG, Daimler AG, Mercedes Benz Financial Services Italia, FCA Bank, FCA Italy, CA Consumer Finance, FCE Bank, Ford Motor Company, General Motor Financial Italia, General Motors Company, RCI Banque, Renault, Toyota Financial Services, Toyota Motor Corporation, Volkswagen Bank, Volkswagen, nonché le associazioni di categoria Assofin ed Assilea.L’attuazione di un’intesa complessa e continuata che ha portato per anni allo scambio di informazioni sensibili relative a quantità e prezzi attuali e futuri, ha determinato una riduzione della concorrenza tra operatori con effetti diretti per i consumatori – spiega il Codacons – Il cartello avrebbe quindi tenuto elevati i costi dei finanziamenti concessi agli automobilisti che acquistavano una automobile a rate, impedendo di godere dei tariffe più vantaggiose garantite in caso di una correttezza concorrenza tra operatori.“Chiediamo che ora tutti gli utenti che tra il 2003 e il 2017 abbiano contratto finanziamenti per acquisto di auto tramite le società sanzionate dall’Antitrust siano rimborsati delle maggiori somme pagate a causa dell’intesa anticoncorrenziale messa in atto da case automobilistiche e società finanziarie – afferma il Codacons – In tal senso tutti gli interessati possono inviare il loro contratto con una mail all’indirizzo info@codaconslombardia.it per ottenere informazioni e assistenza”.

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Campidoglio: archiviato da Corte dei Conti esposto Codacons su albero di Natale

Posted by fidest press agency su lunedì, 19 marzo 2018

“È stato archiviato dalla Corte dei Conti l’esposto dell’associazione di consumatori Codacons sull’albero di Natale allestito da Roma Capitale in Piazza Venezia. Il massimo organo di controllo della spesa della Pubblica Amministrazione, dopo aver acquisito dal Dipartimento di Tutela Ambientale tutti gli atti e una relazione dettagliata sulle procedure, non ha rilevato alcuna irregolarità.Voglio esprimere soddisfazione per questa notizia che ribadisce, ancora una volta, la correttezza di questa Amministrazione nella gestione dei soldi dei cittadini e voglio ringraziare la dirigente Rosalba Matassa, insieme a tutto il personale del Servizio Giardini, per il grande lavoro che hanno svolto e che stanno svolgendo. Nel 2017 sono state espletate 28 gare pubbliche nel settore del verde di cui 16 per forniture e 12 per servizi. Tutto nella massima trasparenza e correttezza. Si tratta di un cambio di rotta che i cittadini della Capitale si aspettavano dopo le gravi vicende giudiziarie che hanno coinvolto la manutenzione del verde di Roma nel recente passato.Il nostro Spelacchio, diventato idolo di grandi e piccini, anche a causa di una campagna denigratoria senza precedenti, esce a testa alta anche da questa vicenda. Presto tornerà a Roma, come promesso, trasformato in una casetta di legno dedicata alle mamme e a i loro bambini” così in una nota, Pinuccia Montanari, Assessora alla Sostenibilità Ambientale di Roma Capitale.

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Codacons su sanità farmaco epatite C

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 settembre 2016

epatite C ospedale cardarelliIl Codacons ha presentato un esposto alla Corte dei Conti sul controverso caso del farmaco contro l’epatite C “Sofosbuvir”. Come noto la vicenda è stata al centro di numerose proteste, sfociate in interrogazioni parlamentari al Ministero della salute, ma della questione sembra non si riesca a venirne a capo.In Italia un ciclo completo di cura con il Sofosbuvir varia dai 40 ai 45mila euro – spiega l’associazione nell’esposto – Un costo che non ha eguali nel mondo: basti pensare che in Egitto la stessa cura costa circa 800 euro: questo perché il Ministero della salute egiziano è riuscito a stipulare un accordo con la casa farmaceutica produttrice del farmaco. Il prezzo del medicinale in questione appare inoltre abnorme rispetto al costo di produzione dello stesso, che non supererebbe i 300 euro.Nonostante da più parti siano arrivate richieste di interventi per abbassare il prezzo del farmaco contro l’epatite C, malattia che coinvolge circa 800mila italiani, da Ministero e Aifa non sono giunte adeguate risposte, e oggi la situazione è la seguente: da un lato un immenso spreco di risorse pubbliche e un enorme arricchimento per l’azienda farmaceutica produttrice del Sofosbuvir, considerato che la cura per i casi più gravi è interamente a carico del SSN. Dall’altro una violazione del diritto alla salute per chi, non rientrando nei casi in cui il farmaco è a carico dello Stato, è costretto ad acquistarlo privatamente con costi proibitivi.Per tale motivo il Codacons si è rivolto alla Corte dei Conti, chiedendo di aprire una indagine urgente allo scopo di verificare eventuali sprechi di risorse pubbliche a danno della collettività, e ripercussioni negative per l’Erario, e le connesse responsabilità di Aifa e del Ministero della salute.

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Codacons su deflazione

Posted by fidest press agency su domenica, 14 agosto 2016

istatIl rallentamento della deflazione al -0,1% a luglio è frutto unicamente del caro-vacanze, ossia dell’incremento stagionale di prezzi e del tariffe nel settore dei trasporti e dei viaggi.Lo afferma il Codacons, che spegne ogni entusiasmo sulla frenata della deflazione, dopo i numeri forniti oggi dall’Istat.“Nei mesi estivi crescono i prezzi dei biglietti aerei, marittimi ferroviari, le tariffe di stabilimenti, campeggi, alberghi e strutture ricettive, e più in generale tutto il comparto turistico adatta i listini all’alta stagione e applica ritocchi rispetto all’anno precedente – spiega il presidente Marco Maria Donzelli – Questo porta a falsare i dati sull’inflazione, che appaiono in miglioramento. La verità è che sul fronte dei prezzi in Italia continua l’emergenza, dovuta principalmente alla mancata ripartenza dei consumi. Di questo passo si preannuncia un autunno “nero” per l’economia italiana, soprattutto sul fronte delle vendite, delle imprese e dell’industria, perché tutti gli indicatori registrano segno negativo e dal Governo non arriva alcun segnale di cambiamento” – conclude Donzelli.

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Il Codacons chiede l’estensione del divieto di fumo anche sulle spiagge nazionali

Posted by fidest press agency su domenica, 7 agosto 2016

sigaretteLe nuove normative hanno già esteso il divieto di fumo in auto, in sosta o in movimento, ed in presenza di donne in stato di gravidanza e in alcuni casi anche all’aperto, nelle “pertinenze esterne delle strutture universitarie ospedaliere, presidi ospedalieri e IRCCS pediatrici e alle pertinenze esterne dei reparti di ginecologia e ostetricia, neonatologia e pediatria delle strutture universitarie ospedaliere e dei presidi ospedalieri e degli IRCCS”. Per il Codacons i tempi sono maturi per seguire l’esempio di alcune amministrazioni locali che già sono intervenute sul punto estendendo il divieto di fumo anche sulle spiagge, dove ricerche scientifiche (svolte da ricercatori dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano) che hanno condotto le loro ricerche sulla spiaggia di Bibione (Venezia) – prima località balneare italiana ad avere bandito, nel 2014, il fumo sulla battigia hanno avuto risultati sono tanto significativi quanto incredibili, ovvero: in certe condizioni, l’inquinamento generato dalle sigarette fumate sotto gli ombrelloni può superare quello che si registra in una zona ad elevato traffico di auto.Più precisamente è stato rilevato che sottovento ai fumatori, alla distanza di circa 10 metri, con una velocità media del vento di 2,7 m/sec, si generano picchi molto elevati di inquinamento (250 ng/mc), che si verificano contemporaneamente alla percezione olfattiva.“Tanto è stato fatto negli ultimi anni per mettere pienamente a conoscenza dei fumatori i rischi ai quali vanno incontro con il fumo di sigaretta, ma troppo poco invece è stato fatto per quanto riguarda ai danni prodotti dal fumo passivo. Le ricerche dimostrano quali catastrofici danni possono essere prodotti dal fumo passivo, e le spiagge si rivelano essere un luogo in cui i livelli superano quelli di allerta – così il Presidente del Codacons, Marco Maria Donzelli – chiediamo che su tutto il territorio nazionale venga esteso il divieto di fumo nelle spiagge, la salute dei cittadini non può passare in secondo piano rispetto a niente.”

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Caro scuola: Possibili rimedi

Posted by fidest press agency su sabato, 6 agosto 2016

Anche quest’anno le famiglie italiane dovranno fare i conti con il caro-scuola. I veri aumenti dei listini per il corredo scolastico, tuttavia, scatteranno dopo Ferragosto, quando cioè molti negozi riapriranno i battenti o aggiorneranno gli scaffali con zaini, astucci, diari e tutto il materiale utile agli studenti. Lo denuncia oggi il Codacons, che ricorda come il caro-scuola possa raggiungere quota 1.100 euro a studente nel nostro paese.Anche supermercati e ipermercati nelle prossime settimane metteranno in commercio nuovi prodotti griffati, con loghi di cartoni animati o serie tv vicine ai giovani, e cambieranno i prezzi dei beni oggetto del corredo che, come sempre, aumenteranno all’avvicinarsi dell’apertura delle scuole.“Un vero e proprio salasso attende tra agosto e settembre le famiglie italiane – afferma il Presidente Marco Maria Donzelli – Basti pensare che tra corredo e libri di testo la spesa complessiva può raggiungere e superare i 1.100 euro a studente, una vera e propria stangata per le tasche degli italiani, complice lo sforamento dei tetti sui testi scolastici”.Tuttavia anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente e abbattere i costi del 40% seguendo alcuni consigli utili diffusi dal Codacons:
• Non inseguite le mode. In questi giorni tutte le televisioni stanno bombardando i vostri figli con pubblicità mirate agli acquisti necessari per la scuola. Allontanateli dalla TV e non fatevi condizionare dal mercato pubblicitario. Non inseguendo le mode, per il corredo potreste spendere il 40% in meno, acquistando prodotti di identica qualità. Basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose.
• Supermercato? Nei supermercati si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria. Andate con la lista dettagliata della spesa e obbligatevi a rispettarla. In questo periodo alcune catene di supermercati vendono i prodotti scolastici addirittura a prezzi stracciati: sono i cosiddetti prodotti “civetta”. Vengono venduti beni addirittura sottocosto, contando sul fatto che comunque finirete per acquistare anche tutto il resto. Approfittatene, acquistando solo i prodotti civetta! Poi cambiate supermercato!
• Rinviate gli acquisti. Abbiamo la pessima abitudine di acquistare subito tutto quello che servirà nel corso dell’anno. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, aspettando, si risparmia.
• Aspettate i professori. Per le cose più tecniche (dal compasso ai dizionari), poi, è bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti.
• Offerte promozionali e kit a prezzo fisso. Ben vengano! Possono essere convenienti. Se non sono frutto di un accordo con le associazioni di consumatori, che fanno da garante, confrontate comunque i prezzi e controllate la qualità del prodotto, specie per lo zaino (per il quale sconsigliamo in ogni caso l’acquisto, dando la preferenza al trolley).

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Codacons su banche Atlante 2

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

Le casse previdenziali devono mettere la parola fine all’intervento nel fondo Atlante 2 e dire un definitivo “no” al Governo, salvando così i risparmi di centinaia di migliaia di professionisti.Lo afferma il Codacons che, coadiuvato dal senatore Vincenzo Gibiino di Forza Italia, ha avviato una battaglia contro il ricorso alle casse di previdenza per salvare Monte dei Paschi di Siena.“Le casse previdenziali non possono più tergiversare e devono chiudere la questione senza mettere nemmeno un euro nel fondo Atlante 2 – spiega il presidente Marco Maria Donzelli – Non esiste ragione al mondo perché i professionisti italiani debbano essere chiamati a salvare la cattiva gestione delle banche attraverso i propri risparmi. Sarebbe una scelta masochista da parte delle casse e un danno economico per una moltitudine di soggetti”. Se le casse di previdenza non faranno marcia indietro definitivo su Atlante 2, il Codacons avvierà una azione collettiva per conto dei professionisti italiani, volto a bloccare qualsiasi trasferimento di fondi dalle casse pensionistiche alle banche. Intanto a partire da domani tutti i professionisti iscritti alle casse previdenziali possono scaricare dal sito http://www.codacons.it la diffida da mandare alla propria cassa e al Ministero dell’economia per bloccare l’intervento nel fondo Atlante 2.

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Codacons su controlli asilo nido

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 agosto 2016

“Si stanno pericolosamente moltiplicando i casi di cronaca che vedono maestre arrestate con l’accusa di violenze a danno dei bambini – spiega il presidente Codacons, Marco Maria Donzelli – Da tempo la nostra associazione chiede di installare sistemi di videosorveglianza negli asili che, nel rispetto della privacy, possano vigilare sull’operato del personale scolastico portando alla luce casi di maltrattamenti o di comportamenti scorretti e fungere da deterrente. Non si tratta di rendere le aule un “grande fratello”, ma di introdurre controlli che vadano nell’unica direzione di tutelare i minori. Si rende necessario anche modificare le modalità con le quali si ottengono le autorizzazioni per lavorare con i bambini, prevedendo maggiori controlli e test psico attitudinali. I fanciulli sono piccoli e inermi e vanno tutelati attraverso ogni mezzo a nostra disposizione” – conclude Donzelli.

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Codacons su banche e casse previdenziali MPS

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2016

monte dei paschi di sienaL’intervento delle casse previdenziali nel fondo Atlante 2 rappresenta una illecita intromissione del Governo nelle tasche dei cittadini e, come tale, sarà denunciato in Procura e impugnato al Tar del Lazio. Lo afferma il Codacons, bocciando senza mezzi termini l’indicazione dell’Associazione degli Enti previdenziali privati (Adepp) che ha deliberato di sostenere l’iniziativa Atlante 2 per salvare Monte dei Paschi.“Ancora una volta si ricorre ai soldi dei cittadini per salvare le banche, una decisione folle contro la quale ci opporremo in ogni sede – afferma il Presidente Marco Maria Donzelli – In sostanza il Governo prende i soldi dalle casse pensionistiche private, andando a pescare presso i professionisti che hanno versato negli anni contributi per garantirsi una serena vecchiaia. Un atto a nostro avviso illegittimo, che abbiamo deciso di denunciare alla Procura della Repubblica di Roma alla luce della possibile fattispecie di appropriazione indebita: al contempo abbiamo diffidato il premier Renzi e il Ministro dell’Economia Padoan a non toccare nemmeno un centesimo dei soldi dei lavoratori”.Il Codacons ha deciso inoltre di promuovere un ricorso collettivo al Tar del Lazio contro i provvedimenti governativi salva-banche che incideranno sulle casse previdenziali

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Codacons su spending review acquisti P.A.

Posted by fidest press agency su giovedì, 28 luglio 2016

ministero interniUn risparmio da 1 miliardo di euro nell’acquisto di autovetture di pubblica sicurezza, energia elettrica, fotocopiatrici, pc portatili, aghi e siringhe, che tuttavia appare ancora insufficiente a colmare gli immensi sprechi della P.A. Lo afferma il Codacons, commentando la pubblicazione del decreto del Mef in Gazzetta ufficiale, con i prezzi benchmark per 34 convenzioni Consip a cui la pubblica amministrazione si dovrà attenere.Si tratta di un piccolo passo verso il miglioramento della spesa ma ancora non basta. I risparmi che la novità dovrebbe garantire sono ancora lontani dal coprire i 30 miliardi di euro di sprechi negli acquisti pubblici fatti registrare ogni anno dalla Pubblica Amministrazione.“Dalla benzina ai computer, passando per telefonini e carta, gli enti pubblici centrali e locali sono riusciti finora ad eludere con facilità le convenzioni e acquistano a prezzi ben superiori rispetto a quelli stabiliti dalla Consip – denuncia il Presidente Marco Maria Donzelli – In base ai conti elaborati dal Codacons su dati del Tesoro, gli enti pubblici arrivano a spendere il 13,6% in più per i carburanti, il 25,8% in più per un personal computer, il 22,6% in più per la telefonia, il 38% in più per una fotocopiatrice, fino ad arrivare al 68,2% in più di spesa per una stampante”.“La strada per ridurre gli sprechi è ancora molto lunga: occorre tagliare gli sperperi in tutti gli acquisti pubblici e azzerare i 30 miliardi di euro sprecati ogni anno, soldi che vengono ingiustamente sottratti alla collettività” – conclude Donzelli.

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Si ai vaccini, no ai regali in favore della lobby del farmaco

Posted by fidest press agency su sabato, 23 luglio 2016

IMG_0250Lo afferma il Codacons, commentando le dichiarazioni odierne del Ministro della salute, Beatrice Lorenzin.“Il problema non è certo rappresentato dai vaccini, ma dal business che ruota attorno a tale settore – spiega il presidente Marco Maria Donzelli – L’industria farmaceutica guadagna infatti fior di quattrini grazie alla prassi tutta italiana di somministrare il vaccino pediatrico in soluzione esavalente, laddove la legge prevede l’obbligatorietà solo per 4 vaccini”.Nello specifico il D.M. 7 aprile 1999 riconosce come obbligatori l’antidifterite, l’antitetanica, l’antipoliomelite e l’antiepatite virale B. Tuttavia nelle Asl, anziché informare correttamente i genitori in merito alla disciplina legislativa sui vaccini, viene fornito ed iniettato ai piccoli un vaccino esavalente che contiene anche due vaccini facoltativi ossia pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo b. Tale pratica comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del SSN pari a 114 milioni di euro all’anno a vantaggio delle multinazionali dei farmaci.“E’ qui che il Ministero della salute e l’Aifa devono intervenire, obbligando le aziende farmaceutiche a realizzare prodotti che contengano solo i 4 vaccini previsti dalla legge, vietando l’esavalente che rappresenta uno spreco immane per la collettività e un regalo enorme per la lobby del farmaco” – conclude Donzelli.Il Codacons si mette infine a disposizione di quei medici che intendano contestare il provvedimento della Federazione degli Ordine dei medici che prevede la radiazione per chi sconsiglia il vaccino, per le dovute azioni legali da intraprendere.

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Codacons su appalti Expo

Posted by fidest press agency su venerdì, 8 luglio 2016

expo-2015-milanoUndici persone sono state arrestate stamani nell’ambito di un’inchiesta della Dda di Milano con al centro reati tributari, riciclaggio e associazione per delinquere con l’aggravante della finalità mafiosa. Agli arrestati erano riconducibili alcune aziende a cui erano stati affidati appalti per l’Expo.Al centro dell’inchiesta c’è il consorzio di cooperative Dominus Scarl specializzato nell’allestimento di stand, che ha lavorato per la Fiera di Milano dalla quale ha ricevuto in subappalto l’incarico di realizzare alcuni padiglioni per Expo tra cui quello della Francia e e Guinea equatoriale.
Il Codacons in quanto Associazione, difenderà gli interessi degli utenti, interessi che devono essere tutelati a fronte degli illeciti compiuti.Le società coinvolte ricorrevano a un sistema di fatture false per creare fondi neri. Il denaro era poi riciclato in Sicilia dove gli indagati avevano legami con la famiglia di Cosa nostra di Pietraperzia (Enna). Il Gico della guardia di finanza ha effettuato un sequestro preventivo per circa cinque milioni di euro.Nell’ambito dell’operazione è stato intercettato anche un camion partito dalla Lombardia e diretto in Sicilia con dentro, ben nascosti, 400 mila euro in contanti. Il tir era guidato da Pace.
Il Codacons presenterà costituzione di parte civile nel procedimento penale, in quanto portatore di interessi superindividuali e collettivi di tutti i consumatori/utenti/contribuenti.

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Rivelazioni Codacons sul traffico romano

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2009

“«Piatto ricco mi ci ficco», dice un proverbio, quindi da ultimo anche questa risorsa in difesa dei consumatori si butta sull’argomento del giorno scoprendo la cosiddetta acqua calda senza entrare troppo nello specifico della metodica di ricerca. Occorrerebbe vedere se ci sia stata in passato coerenza di comportamenti”. Queste le parole di Vittorio Marinelli, responsabile per il Lazio dell’Italia dei Diritti, circa il dato rilasciato da uno studio del Codacons sul traffico capitolino, secondo il quale ogni cittadino perde 11 giorni l’anno per andare al lavoro in macchina. Nella fattispecie, in orario di punta, partendo dalla zona sud di Roma sono necessarie 2 ore per raggiungere la parte opposta. Lo stesso tempo impiegato da un treno per giungere a Bologna, Napoli o Firenze. “Questa associazione, – aggiunge l’esponente del movimento presieduto da Antonello De Pierro – che insieme alle altre gestisce diverse decine di milioni l’anno di contributi dello Stato, è sempre in prima fila nel protestare contro gli aumenti della benzina. A noi sembra invece che una delle poche cose che si faccia bene a tassare sia proprio il carburante. Bisognerebbe quindi vedere se abbiano mai fatto politica in favore dei mezzi di trasporto non inquinanti come la bicicletta. Nel panorama confederativo in cui in Italia tutti sguazzano – conclude Marinelli – l’uniformità di parere e’ purtroppo un optional”.

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