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Niente più code al Pronto Soccorso, con CODICE VERDE

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 aprile 2019

Milano. Lunghe ed estenuanti code al Pronto Soccorso? Non più, grazie a Codice Verde, il primo e unico poliambulatorio di Milano organizzato come un Pronto Soccorso privato, dedicato esclusivamente ai codici bianco e verde.Secondo il Triage, ovvero la procedura internazionale che consente di suddividere i soggetti in base alla gravità delle lesioni riportate e del loro quadro clinico, i codici di colore bianco e verde comprendono quei casi potenzialmente invalidanti ma di minore urgenza che possono essere trattati dal medico di base o da uno specialista.Nato da un’intuizione del Dottor Carlo Zampori, medico specializzato in Chirurgia d’urgenza e Pronto Soccorso, e dalla determinazione di Angela Masserini, Codice Verde propone un modello sanitario innovativo che permette di mettere subito tutti i pazienti al centro dell’attenzione e delle cure e, allo stesso tempo, di contribuire a snellire le affollate liste di attesa nei P.S. pubblici. Stando alle ultime statistiche, infatti, le richieste di aiuto per casi non gravi a Milano in un anno sfiorano il 91% del totale, con punte, per lo più di lunedì, di oltre 67mila codici bianco e verde.
Con Codice Verde, il Triage, ovvero la procedura per la corretta definizione della patologia e la sua gravità, viene eseguito telefonicamente, così da poter indirizzare il paziente verso il giusto specialista, e con un appuntamento in tempi brevissimi.
Con Codice Verde, è possibile ottenere le migliori cure nel minor tempo possibile, offrire al paziente un supporto fin dalla prima telefonata, una visita approfondita con lo specialista più idoneo, ed eventualmente organizzare un intervento ambulatoriale in tutta sicurezza se necessario, seguito dai relativi controlli medici.Tutti i medici e gli specialisti di Codice Verde parlano perfettamente l’Inglese, così da poter svolgere le consulenze in lingua straniera. Gli addetti al triage parlano anche tedesco, spagnolo e francese.In una città sempre più cosmopolita, che accoglie turisti, studenti stranieri e lavoratori dall’estero, Codice Verde offre un servizio essenziale.
«Durante il Salone del Mobile e le fiere, capita spesso che qualche espositore si ferisca accidentalmente o accusi qualche malessere. E spesso, dopo aver aspettato alcune ore in ospedale, ci contatti», racconta il direttore sanitario Carlo Zampori. «Sono innumerevoli le visite ortopediche per traumi da incidente, le dermatiti curate, le coliche addominali che trattiamo e molte altre patologie che costringerebbero gli stranieri, così come gli italiani, a faticose ricerche di un medico prontamente disponibile. La soluzione? Codice Verde»Codice Verde risponde al numero 0258319874 dal lunedì al venerdì, 9-19. Si trova in Via Carlo Crivelli 15/A, Milano. http://www.codiceverde.it

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SCUOLA – Assunzioni, stanotte parte la lotteria della fase B: per mettere in ruolo 10mila precari su 16mila sono state rispolverate le “code” illegittime

Posted by fidest press agency su mercoledì, 2 settembre 2015

scuola-digitale-casnati-como-800x500_cChi ha creato questo cervellotico meccanismo – che porterà all’assunzione di 1 docente su 5 che ha presentato domanda lontano dalla sua provincia, non 1 su 10 come va dicendo il ministro Giannini – ha messo su un vero ricatto: chi non accetta è fuori delle graduatorie. Anche se abita a Caltanissetta e la “ruota della fortuna” lo ha spedito a Cuneo. E quel posto perso si trasformerà pure in supplenza annuale, alimentando ancora precariato.Anief reputa assurdo tale modo di procedere. Il Miur ha infatti riattivato il meccanismo, già pluribocciato dai giudici, delle collocazioni in ‘coda’: solo la prima provincia di preferenza del precario aspirante al ruolo viene considerata dall’algoritmo ministeriale utile all’inserimento ‘a pettine’; in tutte le altre 99 province, i candidati al ruolo vengono relegati in fondo alle graduatorie. Inoltre, l’amministrazione ha omesso di pubblicare quelle derivanti delle preferenze espresse dei precari. Costringendoli a presentare le domande on line, senza gli elementi necessari per capire se e dove valeva la pena chiedere l’assunzione con priorità.
Marcello Pacifico (presidente Anief): saranno in migliaia i docenti che verranno collocati on line in province inaspettatamente lontane. E che chiederanno spiegazioni ai giudici, con il nostro patrocinio. Stanotte, subito dopo la mezzanotte, inizia la lotteria delle assunzioni, con circa 60mila docenti precari coinvolti nella fase B del piano di immissioni in ruolo della riforma e relativa collocazione sui futuri albi territoriali gestiti dai presidi: come indicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 agosto, saranno però solo in 16mila (in realtà 10mila, uno ogni sei) a ricevere la proposta di assunzione “alle ore 00.01 del giorno 2 settembre 2015 attraverso il sistema informativo Istanze OnLine raggiungibile mediante apposito link sul sito http://www.istruzione.it”.
“I docenti destinatari – recitano le disposizioni ufficiali – accettano espressamente la proposta di assunzione entro le ore 24.00 del giorno 11 settembre 2015, esclusivamente avvalendosi delle apposite funzioni disponibili nel citato sistema informativo. Si ricorda che in caso di mancata accettazione, nei termini e con le modalità predetti, i docenti destinatari non possono ricevere ulteriori proposte di assunzione a tempo indeterminato ai sensi del piano di assunzioni di cui all’articolo 1, comma 98, della citata legge”. Chi ha creato questo cervellotico meccanismo – che porterà all’assunzione di 1 docente su 5, che ha presentato domanda, lontano dalla sua provincia e non 1 su 10 come ha detto in queste ultime ore il ministro Giannini – ha messo su un vero ricatto: perché coloro “che non accettano la proposta di assunzione eventualmente effettuata nella citata fase b), non partecipano alle fasi successive del piano di assunzioni e sono definitivamente espunti dalle graduatorie di merito e ad esaurimento in cui sono iscritti”. Per l’amministrazione scolastica, in pratica, un precario che ha fatto domanda deve obbligatoriamente accettare la sede prescelta dall’algoritmo predisposto dal Miur, anche se abita a Caltanissetta e la “ruota della fortuna” lo ha spedito a Cuneo: in caso contrario può dire addio all’insegnamento, almeno da raggiungere attraverso tramite le attuali graduatorie. E il posto lasciato libero, ancora una volta contraddicendo gli auspici del Governo sulla fine del precariato, non potrà essere nemmeno recuperato: andrà a supplenza annuale sino al 31 agosto 2016.
Su questo modo di procedere monta, a ragione, la polemica: Anief lo ritiene, al di là delle buone intenzioni espressi in più occasioni dal Governo, anche anti-funzionale alla Buona Scuola: un terzo delle assunzioni di questa tornata rimarranno infatti scoperte, per via delle graduatorie di merito e delle GaE esaurite, quindi senza più aspiranti. I numeri sono evidenti: andranno perduti ben 3.671 posti di sostegno – su infanzia, primaria e media – a fronte di 8.797 messi a bando; lo stesso destino riguarda diverse altre cattedre su materia comune, in particolare le 1.500 di matematica alle medie (la classe di concorso A059). Sono assunzioni che, è il caso proprio di dirlo, gridano vendetta: perché negli ultimi anni sono stati specializzati coi Tfa nelle università 12.840 insegnanti di sostegno e abilitati altri 11.163 docenti nelle materie scientifiche, di cui 2.759 proprio per la A059 (oltre agli abilitati Pas, Scienze della formazione primaria e all’estero): tutti, però, sono stati lasciati illegittimamente fuori dalle GaE e dal piano straordinario di assunzioni.
“E che dire delle circa 10mila assunzioni che si effettueranno totalmente al buio e per questo esposte più che mai ai ricorsi in tribunale?”, chiede Marcello Pacifico, presidente Anief. “La prima grave incongruenza è che il Miur ha rispolverato il meccanismo, già pluribocciato dai giudici della Consulta, delle collocazioni ‘coda’: solo la prima provincia di preferenza del precario aspirante al ruolo viene infatti considerata dal cervellone elettronico come utile all’inserimento ‘a pettine’; in tutte le altre 99 province, a seguire, i candidati al ruolo vengono relegati in fondo alle graduatorie, anche se hanno 100 o 200 punti in più. E questo è assurdo”.“Ma l’altissimo grado di incertezza che regna su queste assunzioni – con la sede di servizio che si svelerà tra il 12 il 14 settembre – ha anche un’altra motivazione. Il ministero dell’Istruzione ha infatti messo a disposizione dei precari solo il numero di domande pervenute e le province espresse, dimenticando un dato fondamentale: la pubblicazione delle graduatorie derivanti delle stesse preferenze espresse. Costringendo a presentare la domanda senza gli elementi necessari per capire se e dove valeva la pena chiedere l’assunzione con priorità. A questo punto – conclude Pacifico – pensiamo che saranno in migliaia quelli che verranno collocati in province inaspettatamente lontane. E che, dopo aver deciso all’ultimo momento se accettare o meno, a ridosso del prossimo 11 settembre, chiederanno spiegazioni ai giudici. Con il nostro patrocinio”.

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Traffico ferragostano

Posted by fidest press agency su sabato, 13 agosto 2011

The Passante di Mestre.

Image via Wikipedia

Esodi meno massicci durante l’estate e partenze distribuite diversamente rispetto al passato. La conferma del cambiamento di abitudini degli italiani viene dal traffico che quest’estate, rispetto agli anni scorsi, ha fatto registrare i primi incrementi già dal mese di giugno, “alleggerendo” così i week end tradizionalmente caratterizzati dal bollino nero. Nel mese di agosto di quest’anno, infatti, tutti i fine settimana sono stati ad elevatissimo flusso di transiti, ma senza le file chilometriche che si erano verificate negli anni precedenti. Anche il week end di Ferragosto rientra in questo quadro: l’incremento dei flussi è iniziato fin da ieri (venerdì 12 agosto) ed è proseguito durante tutta la notte. Alle due, la barriera di Trieste Lisert, il punto più “transitato” della rete autostradale di Autovie Venete: venerdì 12 agosto, i transiti sono stati 27 mila 263 (erano 20 mila 677 nel 2010), con un incremento del 31, 85%, mentre sabato 13 agosto, nella fascia oraria compresa tra mezzanotte e le sei del mattino l’incremento segnalato, rispetto all’anno precedente, era del 42,60%. Da questa sorta di “porta” verso la Dalmazia, infatti, passano la maggior parte dei veicoli che percorrono il Passante di Mestre. Inevitabili i rallentamenti e le code a tratti, anche se ben più pesante si presentava la situazione in Slovenia dove, al confine con la Croazia, alle 8 del mattino le attese erano superiori alle due ore. Tutta la A4, da Venezia in direzione Trieste, si presentava molto trafficata con 6 chilometri di coda alle sei del mattino, causati da un incidente accaduto fra San Stino e Portogruaro in direzione Trieste. Superlavoro per il personale di Autovie Venete e per la Polstrada, impegnati a mantenere il più possibile fluido il flusso. Una collaborazione rodata e molto efficace, determinante per la sicurezza. Soprattutto nelle situazioni di congestione, infatti, anche un piccolo tamponamento – che normalmente provocherebbe sono rallentamenti – diventa un elemento di forte turbativa della circolazione. In questi casi, oltre al tempestivo intervento della Polstrada, diventa fondamentale l’arrivo rapidissimo dei soccorsi meccanici per lo spostamento dei mezzi incidentati. Una volta che gli incolonnamenti si sono formati, però, il loro riassorbimento è molto difficile, perché il flusso di veicoli in arrivo sullo stesso tratto autostradale naturalmente non si ferma. Alle 10 e 30 di sabato mattina, sempre sulla A4, in direzione Trieste, la coda era di 6 chilometri.

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Code per lavori sulla A4

Posted by fidest press agency su sabato, 9 aprile 2011

Durante un week end quasi estivo. “Purtroppo sì – conferma il direttore operativo di Autovie Venete Enrico Razzini –  ma i lavori devono essere fatti e sottolineo “devono” per questioni di sicurezza”.  “Capiamo i disagi degli automobilisti – aggiunge  – ma spero che anche loro capiscano che se apriamo un cantiere durante un week end, non lo facciamo certo per dare fastidio, ma perchè – evidentemente – non era possibile fare altrimenti. Lavorare il sabato e la domenica, è il caso di ricordarlo, non fa piacere a nessuno.”  “In questi mesi – prosegue Razzini – stiamo intervenendo in diversi punti della rete autostradale, a cominciare dalla barriera di Trieste Lisert,  pianificando i lavori al meglio nell’unico periodo utile, quello primaverile, quando le condizioni metereologiche lo consentono. Il tutto per garantire, durante l’estate, una circolazione quanto più sicura possibile”. Il tratto autostradale dove da venerdì sera è attivo il cantiere, sulla A57 in direzione Trieste fra il Terraglio e l’allacciamento con la A27, presenta una serie di criticità sul manto stradale (si manifestano spesso alla fine della stagione fredda) che hanno richiesto un intervento tempestivo. Proprio le insolite, alte temperature registrate nei giorni scorsi, infatti, hanno contribuito a deteriorare ulteriormente l’asfalto, rendendo necessario intervenire immediatamente.  Inoltre si tratta di lavori che vanno eseguiti a ciclo continuo (fresatura, preparazione per nuovo manto e riasfaltatura) e non possono essere interrotti. Perché fra venerdì e sabato? Perché durante la settimana il transito di mezzi pesanti non lo consente: troppo pericoloso e rischio tamponamenti troppo elevato. Perché non di notte? Perché il lavoro richiede minimo 24 ore per essere portato a termine correttamente. Perché proprio adesso? Perché è l’ultimo week end utile: il prossimo, l’autostrada dovrà essere chiusa per consentire a Veneto Strade l’abbattimento di un ponte, in località Quarto D’Altino, mentre quello successivo è Pasqua, il 7 maggio è prevista la visita del Papa in Veneto e Friuli Venezia Giulia e  poi, i fine settimana seguenti,  presenteranno un flusso di traffico in crescendo: dunque quello attuale era l’unico utilizzabile.

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Autovie venete:code e traffico rallentato

Posted by fidest press agency su sabato, 28 agosto 2010

Week end fotocopia di quello precedente, per quanto riguarda il traffico sulla rete autostradale di Autovie Venete. Traffico intensissimo, come da previsioni, a partire dal mattino (durante la notte la circolazione è sempre stata fluida) con incolonnamenti sulla A23 in direzione Venezia a cominciare dalle 8 e 30;  alle 11,00 la coda era di 17 chilometri. Dal nodo di Palmanova (alla confluenza fra A23 e A4) verso San Giorgio di Nogaro l’incolonnamento si estendeva per cinque chilometri. Code in entrata al Lisert, sempre alle 11,00 di circa 4 chilometri, code a tratti in entrata a Latisana e a San Stino. Durante la notte non ci sono stati incidenti di rilievo e anche il principio di incendio sviluppatosi su un autoarticolato che trasportava bancali di piastrelle, accaduto ieri sera verso le venti tra il bivio A4-A57 e San Donà di Piave in direzione Trieste che aveva causato incolonnamenti, si è risolto rapidamente. Numerose le richieste di intervento per guasti meccanici che caratterizzano le giornate di controesodo, più del doppio rispetto alla media.

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Romani in coda

Posted by fidest press agency su venerdì, 6 marzo 2009

Secondo quanto emerso da un’indagine condotta dall’Aci, i romani trascorrono più di 500 ore l’anno all’interno delle proprie automobili per gli spostamenti urbani, la cui durata media è di circa 60 minuti, per la metà persi in code e rallentamenti. Una perdita di tempo che ogni anno costa agli italiani oltre 40 miliardi di euro. “E’ impensabile che i cittadini romani debbano perdere mediamente più di 20 giorni l’anno in traffico ed attese estenuanti solo per recarsi sul posto di lavoro o per accompagnare i figli a scuola”, ha dichiarato Roberto Soldà, Segretario romano dell’Italia dei Valori. “L’amministrazione – continua il rappresentante del partito di Di Pietro – deve mettere tutta l’attenzione possibile in questo vero e proprio problema sociale, aumentando i nodi di scambio per far sì che l’automobile venga utilizzata il meno possibile e che tutti possano usufruire di un trasporto pubblico capillare, dalla periferia al centro e viceversa. Il traffico – conclude Soldà – non solo ci costa in termini di tempo e di denaro, ma anche in termini di salute, dacché porta livelli di inquinamento che solo le piogge incessanti degli ultimi mesi hanno mantenuto nei limiti consentiti”.

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