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Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 344

Posts Tagged ‘codice penale’

Riforma codice penale

Posted by fidest press agency su sabato, 17 giugno 2017

ignazio la russa“Il governo ha preferito mettere la fiducia su questo provvedimento pur avendo una maggioranza bulgara definita incostituzionale dalla Consulta, strozza il dibattito – e lo dico a quell’unico ascoltatore vista l’assenza dell’Esecutivo- impedendo alla Camera di discutere. Avremmo voluto incidere su alcune norme. In particolare troviamo inaccettabili gli elementi perdonistici perché si ampliano tutte le misure alternative, vere e proprie misure svuota carceri, attraverso cui si lasciano sole le forze dell’ordine a combattere la criminalità, e obbliga i giudici ad applicare una legge che riconosce mille vie di fuga per i criminali. Questo disegno di legge è una vera istigazione a delinquere perché non dà certezza della pena e quindi incoraggia i criminali. Va in direzione esattamente opposta a quella che chiedono i cittadini esattamente come noi. E cioè chi sbaglia paghi e resti in carcere a scontare la pena. Per queste ragioni Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale voterà contro”. È quanto ha dichiarato il deputato di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Ignazio La Russa intervenendo in aula sulla fiducia al ddl penale.

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Giustizia: Riforma del codice penale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 Mag 2017

corte europea giustizia“Secondo nostra Carta tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge e hanno diritto a un giusto processo la cui durata deve essere ragionevole. Per queste ragioni riscontriamo un tasso di incostituzionalità piuttosto elevato nel provvedimento in discussione che, come tutti i provvedimenti in materia di giustizia posti all’attenzione del Parlamento nel corso di questa legislatura, è il prodotto di spinte ideologiche ancora troppo radicate in certa sinistra”. Lo ha detto l’onorevole di Forza Italia, Gabriella Giammanco, intervenendo nell’Aula di Montecitorio nel corso della discussione generale sul pdl di modifica del codice penale.
Nello specifico l’esponente azzurra ha evidenziato come “riformare due importanti settori come l’ordinamento penitenziario e la disciplina in materia di intercettazioni telefoniche con lo strumento della delega al governo non sembra rappresentare il modus operandi più adatto a procedere. La discrezionalità del governo, in questi casi – ha proseguito -, risulterebbe particolarmente accentuata rispetto all’esigenza di rimodulazione di discipline caratterizzate da un estremo grado di delicatezza e per questo necessiterebbe di ulteriori elaborazioni e riflessioni in un’ottica di maggiore condivisione e collaborazione istituzionale”.Per quanto riguarda le intercettazioni, ha sottolineato Giammanco, “Forza Italia ha proposto un emendamento che risponde alla fondamentale esigenza di garantire la funzione difensiva e quindi conseguente non conoscibilità del contenuto delle comunicazioni fra l’assistito e il proprio difensore, dovendosi pertanto garantire, al di là dei divieti di verbalizzazione e dei rimedi sanzionatori della inutilizzabilità, l’originaria interdizione dell’ascolto e la esclusione di ogni possibile filtro volto alla ricognizione dei relativi contenuti da parte della Polizia Giudiziaria e del Pubblico Ministero. Sotto tale aspetto, ci auguriamo che esso possa essere accolto”.Pertanto, secondo Giammanco “l’Aula dovrebbe riesaminare nuovamente il testo, nell’ottica della più ampia promozione del dibattito parlamentare tra le varie forze politiche. La speranza, insomma – ha concluso – , è non finire travolti da voto di fiducia che chiuderebbe la partita, mettendo fine a qualsiasi dibattito”.

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Lo stigma e il codice penale

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 novembre 2010

La difesa di Ghedini, nei confronti del suo datore di lavoro, sfiora la banalità, ma nuota dentro l’ignoranza; dice, infatti Ghedini, che le ultime informazioni sul cavaliere non contengono elementi di natura penale, e tanto basta; non tiene in nessun conto lo “stigma” che viene pronunciato nei confronti del cavaliere e del suo spregiudicato comportamento, che sfiora anche l’illecito penale quando impegna le forze dell’ordine a farsi scorta delle escort che allietano le serate del premier.
Lo stigma in sociologia è quel segno distintivo che precisa la disapprovazione sociale, morale, etica, di buon gusto, di savoir faire, nei confronti di una persona che si allontana dalle regole non scritte, ma vissute e radicate nelle cultura di un popolo, con l’aggravante di volerle elevare a nuova norma comportamentale, menandone vanto e orgoglio. La stigma coinvolge il codice morale e non il codice penale. La caratteristica del leader è quella di influenzare con il suo comportamento, ritenuto degno e meritevole di imitazione, con grave rischio  che può sfociare nello sconvolgimento dell’etica comune. C’è da attribuire una responsabilità anche alle alte gerarchie della Chiesa, che dell’etica e della morale dovrebbe farsi paladina senza se e senza ma; ma così non è e non è stato se un principe della Chiesa ha suggerito la “contestualizzazione” di una bestemmia pronunciata in pubblico, cadendo peraltro in quel medesimo relativismo che a parole ritengono di dover combattere in nome e per conto di talune verità che non ritengono opportuno discutere. (Rosario Amico Roxas)

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