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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Posts Tagged ‘codici’

Codici e Aeci: diffida per Unicredit su AssiMutu

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Mutuo casa e polizza vita, un binomio che ha creato non pochi problemi ad alcuni consumatori negli ultimi anni e che rischia di causarne altri nel prossimo futuro. Parliamo di AssiMutuo, un prodotto proposto dalla Abbey National Italia, che nel frattempo ha lasciato il mercato italiano cedendo i contratti a Unicredit. Si tratta di un combinato tra un mutuo ed un prodotto assicurativo della Commercial Union, che intanto è diventata Aviva, contenente a sua volta una copertura caso morte del debitore ed una componente di investimento. Un tema delicato, su cui le associazioni dei consumatori Codici ed Aeci intervengono con forza per tutelare i risparmiatori. “Il prodotto è stato proposto alla fine degli anni ’90 e nel 2000 – affermano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ed Ivan Marinelli, Presidente di Aeci – ma trattandosi di un mutuo, che richiede quindi tempi lunghi, le criticità sono emerse negli ultimi anni, con richieste di pagamento di decine di migliaia di euro che rappresentano un’assoluta ingiustizia nei confronti dei risparmiatori. Abbiamo deciso di intervenire per segnalare il pericolo e fornire assistenza ai consumatori, ed abbiamo anche inviato una diffida a Unicredit affinché metta fine a questa situazione”. Ma qual è il meccanismo di questo prodotto che sta creando così tanti problemi? “Alla fine del piano di ammortamento – spiega Marcello Padovani, avvocato di Codici – il mutuo e la polizza prevedono un conguaglio, che nelle intenzioni di chi ha preso in prestito le somme pare debba essere un importo in più da ricevere dall’assicurazione. Oggi, al termine del piano di ammortamento, molti si vedono invece recapitare dalla banca richieste anche di 30mila euro per saldare il capitale residuo, che non risulta coperto dal contratto di assicurazione”. In soccorso dei consumatori è arrivata una sentenza spartiacque del Tribunale di Roma: Unicredit non ha il diritto di chiedere ai clienti un versamento a titolo di differenza tra quanto versato dall’assicurazione in occasione della liquidazione della polizza assicurativa e quanto dovuto per la quota del mutuo stipulato, perché è l’assicurazione che deve effettuare il conguaglio.

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Codici: il caso Bprimes finisce alla Consob

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

“Abbiamo presentato una denuncia alla Consob – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – affinché venga fatta piena luce su questo nuovo caso di trading online pieno di ombre. Stiamo raccogliendo le segnalazioni dei clienti, di chi ha investito denaro dietro la promessa di facili guadagni ma non è mai riuscito ad incassare nemmeno un euro. Per attirarli i broker a volte ricorrono anche a fantomatici personaggi famosi diventati ricchi con questo genere di investimenti. Una pubblicità scorretta e ingannevole, perché sono casi del tutto inventati. Bisogna fare molta attenzione, diffidare di chi assicura guadagni immediati a fronte di esborsi irrisori, perché il rischio di ritrovarsi vittima di una truffa è molto alto”.L’associazione Codici ha attivato i suoi legali per fornire assistenza ai risparmiatori che hanno fatto un investimento con Bprimes ed hanno visto andare in fumo i propri soldi.

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Codici: le finanziarie devono rimborsare i clienti Dentix

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

Altolà dell’associazione Codici alle società finanziarie a cui si sono rivolti i clienti Dentix. Parliamo dell’azienda odontoiatrica spagnola che, finito il lockdown, non ha riaperto le oltre 50 cliniche presenti in Italia. Centinaia i consumatori lasciati senza cure e, in alcuni casi, con un finanziamento da pagare. Ed è su questo che si concentra l’intervento dell’associazione, che minaccia la segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per le società Agos e Fiditalia.“Abbiamo avviato una campagna di assistenza – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – per aiutare i consumatori che hanno prenotato e pagato un intervento che, con la mancata riapertura delle cliniche, non è stato più effettuato. La nostra azione non è rivolta, però, solo a Dentix, ma riguarda anche le società finanziarie. È a loro che diciamo di non frapporre ostacoli al rimborso degli utenti, richiedendo ad esempio perizie odontoiatriche. Ci riferiamo in particolare ad Agos e Fiditalia, che siamo pronti a segnalare all’Agcm per il comportamento che stanno tenendo. Il diritto al blocco dei pagamenti e la restituzione delle somme sono automatici. La chiusura delle cliniche del gruppo spagnolo non può essere addebitata ai consumatori. I clienti devono essere rimborsati oppure devono poter completare il lavoro presso un altro professionista. È quello che chiediamo con la campagna di assistenza avviata in tutta Italia, che, ripetiamo, è rivolta anche alle finanziarie”.

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Codici: Banca Popolare di Bari gioca al ribasso

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

L’associazione Codici ha inviato una diffida alla Banca Popolare di Bari in seguito alla segnalazione ricevuta da diversi suoi assististi. L’istituto si è infatti reso protagonista di un comportamento grave e scorretto legato, al crac ed al risarcimento dei risparmiatori che hanno visto andare in fumo l’investimento consigliato da Bpb, prospettato come sicuro e che invece si è rivelato un clamoroso azzardo.“In queste settimane – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – dalla banca hanno contattato alcuni nostri assistiti senza avvisarci e questa è la prima scorrettezza. La seconda riguarda il fatto che gli è stata offerta una transazione di circa 2,50 euro per azione, a fronte di un pagamento originale di circa 8 euro. Dunque, non solo hanno scavalcato un’associazione impegnata a tutelare risparmiatori che hanno scoperto di essere stati ingannati dal proprio istituto, ma giocano anche al ribasso. Tutto questo è inaccettabile. Abbiamo inviato una diffida a Bpb, intimando di interrompere questa procedura e di contattare prima l’associazione. Purtroppo, dobbiamo registrare l’ennesimo triste capitolo di una vicenda che coinvolge 70mila risparmiatori, spinti ad investire in azioni prospettate come sicure, e che poi invece hanno subito una svalutazione di oltre il 70%, senza essere informati in maniera adeguata sui rischi a cui andavano incontro. Chiediamo alla Banca Popolare di Bari un comportamento corretto, è arrivato il momento di risarcire veramente i risparmiatori”.L’associazione Codici ha avviato un’azione collettiva per tutelare i risparmiatori Bpb.

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Codici: mutui e finanziamenti, spuntano gli “interessi Covid”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

Da Napoli l’ennesima ingiustizia ai danni dei consumatori. Una storia a cui è difficile credere, ma che purtroppo è avvenuta e, cosa ancora peggiore, non è nemmeno un caso isolato. Si è verificata a Napoli, protagonisti una signora, che si è poi rivolta all’associazione Codici, e Ubi Banca.“La nostra assistita – spiega Giuseppe Ambrosio, Segretario di Codici Campania – aveva chiesto ed ottenuto la sospensione di tre rate del mutuo sulla prima casa. Parliamo di un importo di circa 400 euro mensili, una cifra non indifferente in questo periodo così difficile per una persona rimasta senza lavoro a causa della pandemia. Incredibilmente, la signora si è vista applicare da Ubi Banca un addebito di quasi 370 euro come “interessi di sospensione”. Praticamente è come se invece di tre rate, gliene avessero sospese soltanto due. Quanto accaduto è molto grave, senza appigli normativi a nostro avviso, ed ai limiti dell’immoralità date le circostanze. Effettueremo la segnalazione all’organo di vigilanza di Banca d’Italia. Purtroppo, è una prassi più diffusa di quanto si possa immaginare. Al riguardo, invitiamo i consumatori a non subire passivamente simili scorrettezze da parte di banche e società finanziarie, ma a segnalarle, perché esistono dei diritti che non possono e non devono essere violati”.
Gli sportelli Codici in Campania hanno ricevute diverse altre segnalazioni di comportamenti analoghi da parte di banche e finanziarie, anche se con addebiti minori, che non arrivano allo sproposito di quanto chiesto da Ubi.Codici ha attivato un servizio di assistenza speciale ai consumatori per problematiche legate all’emergenza Coronavirus, come la sospensione delle rate di mutui, prestiti o all’erogazione di nuovi finanziamenti, questioni finite recentemente sotto la lente d’ingrandimento dell’Antitrust.

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Codici: pochi controlli, tanta confusione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 maggio 2020

C’è chi grida vittoria, ma in realtà se l’inizio della Fase 2 non è stato un totale fallimento è soltanto perché in pochi hanno scelto di muoversi con i mezzi pubblici. È il giudizio di Codici sui primi giorni dopo la fine del lockdown, segnati comunque da disagi e situazioni pericolose che l’associazione intende segnalare all’Autorità di Regolazione dei Trasporti per tutelare i viaggiatori. “La paura del contagio è ancora forte – afferma il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli – ed unita al timore di dover fare i conti con possibili disservizi, ha spinto molte persone a spostarsi con i propri mezzi. Questo, però, non significa che sia tutto regolare, anzi. Se per i treni la situazione sembra sotto controllo, visto che molti circolano con pochissime persone a bordo, sugli autobus si registrano situazioni pericolose. Ci riferiamo soprattutto agli assembramenti, sia sui mezzi, tra chi viaggia in piedi e chi occupa i pochi posti a sedere disponibili, sia alle fermate, al momento di salire o scendere. Tutto ciò è aggravato dalla mancanza di controlli. Sono state disposte delle regole per garantire la sicurezza, ma non c’è chi le verifica e questo ci preoccupa, soprattutto in questa fase in cui le novità introdotte non sono ancora chiare”.

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Codici: abusi inaccettabili dietro le multe per gli spostamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Supporto ai cittadini contro gli abusi degli organi accertatori. È quanto ha deciso di fornire l’associazione Codici, che prende una posizione durissima sull’operato di chi è deputato ad effettuare i controlli per quanto riguarda gli spostamenti.“Dalle verifiche finora eseguite – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – emerge l’arbitrio con cui operano gli agenti accertatori, che si stanno rendendo protagonisti di abusi, travalicando la discrezionalità. I casi che ci hanno segnalato, e che stiamo trattando, mettono in evidenza la contestazione della motivazione contenuta nell’autodichiarazione e non la sua veridicità. A Roma – riferisce l’avvocato Giacomelli – una psicologa è stata multata nonostante si stesse recando da un paziente, a Montegalda, in provincia di Vicenza, un signore invece è stato sanzionato per aver accompagnato la moglie anziana a fare la spesa. Sono storie significative del potere debordante e discrezionale degli operatori. Abbiamo deciso di intervenire per fornire il nostro supporto legale ai cittadini contro gli abusi degli organi accertatori, in particolare della Polizia Municipale”.I cittadini che sono stati fermati durante uno spostamento ed hanno subito una sanzione che ritengono ingiusta possono richiedere l’assistenza legale di Codici scrivendo a segreteria.sportello@codici.org. Si tratta dello Sportello online che l’associazione ha attivato per fornire il proprio sostegno su problematiche legate all’emergenza Coronavirus. Sono tante le segnalazioni che stanno arrivando e che riguardano vari campi. Ci sono problemi con rimborsi o cancellazioni di voli, crociere e gite scolastiche; aumenti ingiustificati sulle bollette di acqua, luce, gas ed anche telefoniche; disagi con internet a causa delle reti intasate; problemi con acquisti online; rispetto delle scadenze fiscali; rimborso delle rette di asili nido e mense scolastiche; corretta applicazione delle agevolazioni del Governo; rimborsi degli abbonamenti a palestre, piscine, centri culturali; problemi con la richiesta di recesso e rimborso di abbonamenti a pay tv; termini progetti finanziamenti agevolati; riduzione del fatturato; problemi con il pagamento degli affitti; provvidenze per lavoratori.

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Codici in azione per la soluzione dei possibili conflitti su contratti di affitto e locazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

La situazione di blocco dettata dalle norme per la prevenzione del contagio da COVID-19 sta colpendo duramente i rapporti economici e giuridici, non tutti disciplinati dal Decreto Cura Italia. Sta assumendo particolare rilevanza l’impossibilità, sia per privati che per operatori economici e professionali, di poter rispettare le obbligazioni derivanti dai contratti di locazione e di affitto.
“La causa – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – è ovviamente da far risalire all’impossibilità di poter produrre reddito derivante dalla forzata chiusura delle attività economiche. Per questo motivo stiamo valutando le
possibili azioni per la tutela delle posizioni, sia lato conduttori sia lato locatori”. Le norme introdotte dal Decreto Cura Italia hanno limitato fortemente sia la possibilità di sfratto, sia la possibilità di esperire azioni giudiziali, con una scelta normativa che l’associazione Codici condivide appieno: la situazione straordinaria determinata dal COVID-19 ed e i suoi effetti sui rapporti giuridici non possono essere affrontati semplicemente con gli ordinari strumenti messi a disposizione dall’ordinamento giuridico e tantomeno con l’avvio, almeno in questa fase, di azioni legali. L’associazione ha pertanto deciso di adottare la più ampia gamma di strumenti messi a disposizione dalle cosiddette ADR (Alternative Despute Resolution), tra cui negoziazione assistita, conciliazioni e mediazioni, per evitare e prevenire conflitti giudiziali e stimolare la soluzione bonaria e “pacifica” tra le parti. “A tal fine – afferma l’avvocato Carmine Laurenzano, legale di Codici – stiamo ponendo le parti ed i clienti di fronte alla concreta situazione determinata dal contagio COVID-19, che ha comportato in alcune situazioni una vera e propria impossibilità sopravvenuta, totale o parziale, di fare fronte alle obbligazioni, portando conduttori e locatori a reperire e concordare soluzioni di comune accordo che consentano la possibilità di proseguire il rapporto contrattuale, avendo cura di soddisfare le nuove situazioni oggettive e soggettive delle parti contrattuali. L’obiettivo dell’associazione Codici è pertanto quello di innescare fenomeni virtuosi, attuare strategie per evitarecontenziosi tra le parti contrattuali e reperire soluzioni che possano comunque consentire l’efficacia ed il mantenimento dei rapporti”.Codici ha attivato un servizio speciale di assistenza ai consumatori per problematichelegate all’emergenza Coronavirus.
http://www.codici.org

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Codici: l’emergenza Coronavirus non deve minare la tutela del paziente

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Mentre il Paese soffre e lotta per vincere la battaglia contro il Coronavirus, in Parlamento si discute del Cura Italia. Un decreto che riguarda anche la sanità, su cui si concentra l’intervento dell’associazione Codici, preoccupata per alcuni emendamenti che sono stati presentati. “In particolare – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ce n’è uno che propone di limitare la responsabilità dei medici e delle strutture sanitarie, sia pubbliche che private, alle sole condotte dolose. A nostro avviso non c’è alcun bisogno di ricorrere a questa iniziativa, perché la situazione è già emergenziale e come tale viene valutata dal giudice. Non vorremmo che dietro questo emendamento ci sia la volontà di sgravare le strutture da eventuali responsabilità. Riconosciamo il grande sforzo che stanno facendo medici e strutture, ma anche in questo momento così difficile e drammatico bisogna garantire la massima tutela del paziente e non lo si fa con emendamenti del genere. Come al solito, purtroppo, si scaricano sui cittadini le inefficienze dello Stato e della politica”.

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Codici: rincari ingiustificati e truffe, raffica di segnalazioni a Agcm e Gdf

Posted by fidest press agency su domenica, 29 marzo 2020

“Stiamo ricevendo numerose segnalazioni relative a speculazioni sulla vendita di prodotti, non solo le ormai famose mascherine, sempre più care ed introvabili, ma anche beni di prima necessità, tra cui i generi alimentari”. È quanto dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli, che fa il punto sul servizio di assistenza ai consumatori avviato dall’associazione per tutelarli in questo difficile momento di emergenza.“Abbiamo attivato uno Sportello online per poter continuare a fornire il nostro aiuto ai consumatori – spiega l’avvocato Giacomelli – e purtroppo stiamo registrando un invio incessante di segnalazioni relative a rincari ingiustificati, soprattutto nel settore e-commerce. Invitiamo i cittadini a prestare la massima attenzione, perché non si tratta soltanto di singoli utenti che mettono in vendita prodotti a prezzi esagerati, ma abbiamo anche casi di società. Il nostro consiglio è quello di verificare sempre l’affidabilità del venditore, il prezzo del prodotto e in caso di anomalie di segnalarcelo, così da poter allertare le autorità, come stiamo facendo ormai da diverse settimane. Attenzione anche ai messaggi promozionali che si ricevono via SMS o WhatsApp, perché spesso si tratta di truffe, quindi non bisogna rispondere e tantomeno chiamare eventuali numeri che vengono forniti”.I consumatori possono inviare le loro segnalazioni a segreteria.sportello@codici.org, dove sono arrivate anche email su aumenti spropositati dei prezzi di beni di prima necessità. Emblematico il caso registrato in Sicilia. “Diversi cittadini – afferma l’avvocato Vincenzo Maltese, Dirigente di Codici Sicilia e Presidente dell’Osservatorio per la Legalità – ci hanno contattato per denunciare i rincari soprattutto di frutta e verdura, ma anche di carne e pesce. Dopo aver accertato attraverso alcuni colleghi che tali pratiche sarebbero state segnalate e poste in essere da esercizi commerciali in altre città italiane, abbiamo inoltrato una segnalazione all’Antitrust al fine di procedere con l’avvio di un’istruttoria. In questo momento che vede in grande difficoltà tante famiglie, alle prese con bollette di luce, acqua e gas che arrivano lo stesso nonostante l’emergenza, con rate di prestiti personali non sospesi, come i mutui ipotecari, rivolgiamo un invito alla Polizia Municipale ad aumentare i controlli e soprattutto ai commercianti a non approfittare del delicato momento di necessità correlato alle limitazioni di transito”.

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Codici: riaprire il Forlanini si può e si deve

Posted by fidest press agency su giovedì, 19 marzo 2020

L’associazione Codici condivide e rilancia l’appello per la riapertura dell’ospedale Forlanini di Roma. Un’ipotesi caldeggiata anche dall’ex primario in pensione Massimo Martelli. Un parere importante, che arriva da un esperto e che dimostra che l’operazione è fattibile e necessaria.“Sarebbe una risposta importante all’emergenza – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ed una soluzione valida a livello logistico, considerando la vicinanza allo Spallanzani. Prima di diventare un rifugio per senzatetto e tossici, il Forlanini era un’eccellenza della sanità laziale. Alcune parti sono abbandonate, è vero, ma altre possono essere riqualificate. Non ci interessano le polemiche politiche, questo è il momento dei fatti e siamo convinti che quella del Forlanini sia un’opportunità da sfruttare”.Anche perché la situazione nel Lazio è a rischio. Lo dimostra l’allarme che arriva dalla Ciociaria. “Il modello che ha funzionato contro questa malattia – afferma l’avvocato Giammarco Florenzani, Segretario di Codici Frosinone – è il modello Veneto, che è quello usato dalla Corea Del Sud. Pur essendo zona focolaio, oggi il Veneto riscontra meno di 100 decessi. Ha puntato sulla prevenzione facendo i tamponi a tutti i casi a rischio ed in questo modo non solo è riuscito ad isolare la malattia, ma ha anche salvato vite poiché non si possono lasciare malati a casa per molti giorni con la febbre a 40, senza cure e solo con la Tachipirina. È una responsabilità gravissima verso i malati. Il costo di un tampone è di 30 euro. Investire oggi sulla prevenzione significa evitare non solo maggiori decessi, ma anche che tanti vadano in terapia intensiva con maggiori costi e stress per il sistema ospedaliero. Per questo chiediamo alle Asl ed alla Regione Lazio di effettuare i tamponi subito a tutti i casi a rischio. Nella nostra provincia i tamponi sono pochissimi, ma crediamo che 30 euro sia un costo sostenibile, una spesa fattibile e necessaria vista l’emergenza”.

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Codici al Governo: misure economiche urgenti per il Coronavirus

Posted by fidest press agency su giovedì, 12 marzo 2020

Questa emergenza avrà un rilevante costo sociale ed economico per le famiglie e per le imprese. In una situazione di crisi emergenziale è importante guardare al futuro e non scaricare su un solo soggetto il peso della crisi, salvaguardando inutilmente altri soggetti economici. Lo squilibrio economico-sociale che si determinerebbe sarebbe comunque un ulteriore grave danno all’economia del Paese.L’associazione Codici propone al Governo una serie di misure per distribuire il peso delle perdite, che inevitabilmente ci saranno, su tutti i soggetti economici, cercando di alleggerire la posizione di ognuno. Tra i soggetti economici che non vanno depressi economicamente vi sono le famiglie/consumatori. Agire solo su questa classe significa deprimere ulteriormente l’economia. Un’economia che, senza dubbio, avrà una svolta verso la domanda interna diversamente da qualche mese fa, quando era orientata verso l’estero. Quindi il consumatore diventa un perno del rilancio economico assieme alla necessaria crescita della spesa pubblica. Garantire l’economia delle famiglie è un passo essenziale. In conseguenza della situazione, il problema più grande sarà la crisi di liquidità che colpirà nelle prossime settimane, che comporterà l’adozione di misure a breve e medio termine.“La nostra proposta nel breve termine – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – è semplice e chiara: prevedere la sospensione volontaria delle scadenze economiche previste a marzo, aprile e maggio con possibilità di dilazionare la rata di un anno senza alcun calcolo di interessi, nonché inibire all’Agenzia delle Riscossioni le esecuzioni forzose soprattutto sui conti correnti bancari. Lo scopo è molto semplice: famiglie e imprese avranno una forte contrazione del reddito e le scadenze in corso rischiano di mandare il sistema in sovraindebitamento per la crescita del debito a fronte di una riduzione della capacità reddituale. La sospensione senza interessi permette all’impresa di recuperare un capitale già remunerato, perdendo solo l’interesse legale di pochi mesi. Un peso più che sostenibile considerando che nelle previsioni di bilancio questo surplus economico non era previsto e quindi l’impresa è in grado di poter rinunciare. Ma di quali sospensioni parliamo: tasse, rate di mutui, utenze essenziali. Vi sono anche altre ipotesi su cui lavorare. Sul fronte degli affitti, prevedere degli ulteriori sgravi economici per chi in questi tre mesi non ha la possibilità di pagare a causa dello stop del lavoro. Così come ridurre le quote da pagare per servizi di cui non si usufruisce come ad esempio le mense e le rette scolastiche, sempre facendo incentivo sulla leva fiscale di agevolazione e sgravi. Insomma un sostegno generalizzato e volontario per chi ne vuole usufruire alle famiglie e alle imprese, per evitare che la situazione di inevitabile crisi comporti derive drammatiche ed irrecuperabili per tutti. Siamo consapevoli che questo provocherà un aumento della spesa pubblica, ma in una situazione di emergenza si risponde con l’emergenza”.

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Codici: il Governo scarica sui cittadini i danni del Coronavirus

Posted by fidest press agency su domenica, 8 marzo 2020

L’associazione Codici boccia il decreto legge adottato dal Governo lunedì scorso per l’emergenza Coronavirus nella parte relativa a viaggi e gite scolastiche.“Purtroppo – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – abbiamo constatato che il Governo è capace soltanto di scaricare i danni sui cittadini. Nello specifico, è intervenuto esclusivamente in favore degli operatori turistici, ai quali è stata affidata la decisione finale sui rimborsi senza lasciare scelta ai cittadini, in palese contrasto con quanto previsto dal Codice del Turismo e dal Codice Civile”.“I viaggiatori – afferma l’avvocato Stefano Gallotta, Responsabile del Settore Trasporti e Turismo di Codici – avevano già gli strumenti per far valere i propri diritti ed ottenere i rimborsi. Con questo decreto legge, invece, a decidere ora è esclusivamente il professionista, il quale, come stabilito dai commi 2, 5, 6, 7 e 9 dell’articolo 28 relativo al rimborso titoli di viaggio e pacchetti turistici, può scegliere di non rimborsare le somme e di sostituirle con l’emissione di voucher da utilizzare entro un anno dall’emissione. Questo vale persino per le gite scolastiche, quindi le famiglie che hanno versato importi in acconto oppure a saldo per le gite poi annullate dal decreto governativo del 23 febbraio scorso non hanno più alcuna certezza di avere indietro il proprio denaro, certezza che nasceva dalle previsioni del Codice del Turismo e del Codice Civile. Che li vogliano o meno, dovranno accettare i voucher al posto del danaro inutilmente speso”.Contestando il decreto del Governo, l’associazione Codici ribadisce il suo impegno per tutelare chi ha prenotato un viaggio o una gita scolastica. Per informazioni ed assistenza è possibile telefonare al numero 06.55.71.996

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Codici su deragliamento treno a Lodi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 febbraio 2020

A pochi giorni di distanza dalla celebrazione in ricordo delle 3 vittime e degli oltre 40 feriti del deragliamento di Pioltello avvenuto il 25/01/2018, un altro terribile incidente si è verificato stamane attorno alle 5:30 sulla linea alta velocità, all’altezza di Casalpusterlengo (Lodi): il treno Frecciarossa AV 9595, partito dalla stazione di Milano Centrale alle 5:10, è deragliato. La motrice del convoglio, dopo essere sviata da binari, sarebbe uscita completamente dalla sede finendo prima contro un carrello su un binario parallelo e poi contro una palazzina delle ferrovie, dove ha terminato la sua corsa; durante il deragliamento il resto del convoglio ha invece proseguito, con la seconda carrozza che infine si sarebbe ribaltata.Le cause sono ancora da accertare, ma il bilancio definitivo dell’incidente fatto dal capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, conferma la morte dei due macchinisti, due feriti ricoverati in “codice giallo” e 25 “codice verde”. L’unico ferito in condizioni più gravi è un pulitore delle ferrovie, che fortunatamente non sarebbe comunque in pericolo di vita.Secondo i primi rilievi sulla linea, proprio dove è sviato il treno, era in corso un intervento di manutenzione affidato da Rfi ad una ditta specializzata. Sono in corso accertamenti per verificare l’eventuale connessione tra l’incidente e i lavori stessi.
“Poteva essere l’ennesima strage – dichiara Davide Zanon, Segretario regionale di CODICI Lombardia – ma fortunatamente il convoglio era semivuoto. Vogliamo innanzitutto esprimere estremo cordoglio per le vittime ed un pensiero per tutti coloro che sono ricoverati in attesa delle dovute cure. Detto ciò non possiamo non ricordare a tutti i viaggiatori che si trovavano su quel treno che quanto accaduto ha delle ripercussioni in merito alla responsabilità, che esulano dall’accertamento dei fatti”.
CODICI ricorda che i viaggiatori coinvolti hanno l’obbligo di contestare IMMEDIATAMENTE il danno a seconda delle circostanze in cui lo stesso è avvenuto (a bordo o in stazione) al personale addetto al controllo. L’associazione Immaginiamo che la situazione in quei momenti sia stata abbastanza caotica per non dire peggio, per cui abbiamo attivato sin da subito il nostro ufficio legale e abbiamo messo a disposizione un modello per tutti coloro che erano trasportati su quel treno e hanno subito danni di varia natura, sia fisici che morali, per attivare un’azione di classe che consentirà di riunire tutti coloro i quali hanno diritto ad un risarcimento in un’unica azione legale. (fonte: Ufficio stampa CODICI Lombardia)

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Codici: stiamo assistendo crocieristi bloccati a Civitavecchia

Posted by fidest press agency su domenica, 2 febbraio 2020

La conferma dei primi due casi in Italia di Coronavirus inevitabilmente fa crescere la paura per il contagio. Una preoccupazione che ieri si è diffusa tra i passeggeri della nave da crociera bloccata per ore a Civitavecchia per due casi sospetti, risultati poi negativi. È da lì, dalla Costa Smeralda all’ancora nel porto laziale, che sono arrivate le richieste di assistenza all’associazione Codici da parte di alcuni passeggeri.“Di fronte all’emergenza internazionale dichiarata dall’Oms – afferma il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – i disagi patiti dai crocieristi possono sembrare poca cosa. Riteniamo, però, che anche queste situazioni meritino attenzione. Immaginiamo la preoccupazione e lo stress di chi per ore è rimasto bloccato su quella nave a Civitavecchia, in attesa di notizie positive. Anche loro hanno il diritto di essere tutelati – sottolinea l’avvocato Giacomelli – e per questo ci auguriamo comprensione e collaborazione da parte di Costa”.“Siamo stati contattati da alcuni passeggeri della Costa Smeralda – dichiara Stefano Gallotta, Responsabile del Settore Turismo e Trasporti di Codici – la sosta forzata nel porto di Civitavecchia ha creato disagi, oltre a provocare forti preoccupazioni. La tappa di La Spezia è stata cancellata, la nave è diretta a Savona per riprendere il suo programma di crociere. C’è, però, chi vuole interrompere la vacanza, chi ha perso voli e coincidenze a causa del lungo stop a Civitavecchia. È chiaro che questa non è più la crociera che i consumatori avevano sognato ed acquistato. Il Codice del Turismo è chiaro – spiega l’avvocato Gallotta – nei cosiddetti casi di vacanza rovinata ai viaggiatori spetta il rimborso. Ci auguriamo che i diritti dei viaggiatori vengano riconosciuti e ci aspettiamo disponibilità e comprensione da parte di Costa e di tutte le altre compagnie, nel caso dovessero verificarsi altre situazioni analoghe. Per una volta, considerando il contesto generale, evitiamo spiacevoli contrapposizioni”.L’associazione Codici ha attivato il numero WhatsApp 338.4804415, a cui è possibile scrivere per chiedere informazioni e ricevere assistenza.

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Codici: delusi dal Patto per la Salute

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 dicembre 2019

L’Associazione Codici esprime forti perplessità in merito al nuovo Patto per la Salute. “Ci sono tanti impegni e belle intenzioni, ma al momento per quanto ci riguarda prevale il timore che siano soltanto parole”, il commento del Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli. “Nei punti principali del Patto – aggiunge l’avvocato Giacomelli – non c’è traccia di criticità importanti come liste di attesa ed intramoenia, non si parla della riforma della Legge Gelli, che sta determinando la crisi delle aziende sanitarie. Vedremo nei prossimi mesi come si tradurrà nel concreto il Patto per la Salute – conclude il Segretario Nazionale di Codici – per ora il nostro giudizio non può che essere negativo, non c’è l’inversione di rotta auspicata”.

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Codici: sempre meno affari e più problemi nell’e-commerce

Posted by fidest press agency su mercoledì, 4 dicembre 2019

Lo dimostra il caso Girada, società sanzionata dall’Antitrust con una multa di 250 mila euro ed oggetto di un nuovo procedimento. Sotto accusa un’offerta commerciale di beni a prezzi particolarmente scontati alla quale però non corrisponde l’acquisto del bene, ma una mera prenotazione: per acquisire il prodotto il consumatore deve attendere che altri effettuino un analogo “acquisto”. Inoltre, l’ottenimento e la consegna del bene sono resi estremamente aleatori, non essendo noti i meccanismi di scorrimento della lista ed i tempi di attesa. L’Autorità contesta anche il mancato riconoscimento del diritto di recesso ed il mancato rimborso di quanto versato. “Abbiamo avviato un’azione di classe per chiedere il risarcimento dei consumatori – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – a fronte di offerte all’apparenza imperdibili c’è infatti un sistema di vendita che in realtà è poco chiaro e presenta diversi ostacoli per quanto riguarda recesso e rimborso”.Un meccanismo analogo è stato portato avanti da Oobs, azienda per la quale l’Antitrust ha disposto la sospensione dell’attività di vendita online. L’Associazione Codici ha avviato un’azione di classe per tutelare i consumatori. Stesso obiettivo per le iniziative intraprese nei confronti di altri tre siti di e-commerce finiti sotto la lente dell’Autorità. Sono legati a Tecnotrade, Hp Group e Tiger Group, sanzionate con multe rispettivamente di 65 mila euro, 200 mila euro e 250 mila euro perché offrivano online prodotti che non erano disponibili, non procedevano a consegnare ai consumatori la merce acquistata, né restituivano le somme versate nonostante i reiterati reclami e gli annullamenti degli ordini. Sul sito http://www.codici.org sono disponibili i mandati di adesione alle azioni di classe. I consumatori che hanno avuto difficoltà nel ricevere il prodotto o nell’ottenere il rimborso possono richiedere assistenza al numero 06.5571996.

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Codici: Servizi Sociali e affidi, un sistema da rifondare

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

Non c’è più tempo da perdere, il sistema di gestione dei Servizi Sociali e degli affidi dei minori deve essere rifondato. È il giudizio dell’Associazione Codici alla luce dell’ennesimo episodio, riportato dal Giornale di Brescia, che dimostra quanto sia sbagliato e pericoloso il metodo con cui viene deciso il destino di tanti bambini. I protagonisti del caso ripreso dalla stampa sono una coppia di genitori separati e due figli in parte contesi. Uno di loro, un ragazzo di 14 anni, è stato allontanato dalla famiglia ed è stato costretto a vivere in comunità per circa quattro mesi. Questo perché i Servizi Sociali nel novembre 2018 avevano stabilito per il papà la sospensione della capacità genitoriale, salvo cambiare idea pochi giorni fa, decidendo che il figlio deve essere collocato da lui in via esclusiva. “Nel giro di un anno – sottolinea il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – siamo passati da un parere di condanna ad uno di riabilitazione. Ci chiediamo come sia possibile una condotta del genere, costata un periodo in comunità ad un ragazzo di 14 anni con tutte le sofferenze e le difficoltà che possiamo immaginare e che avranno sicuramente coinvolto anche i genitori. Eppure, nonostante l’eco di Bibbiano sia ancora fortissima – osserva l’avvocato Giacomelli – i Servizi Sociali continuano a godere di un potere enorme. Alla luce delle scelte spesso sbagliate che sono state adottate nel corso degli anni e che a volte, come nel caso del papà bresciano, finiscono sulle cronache nazionali, riteniamo che sia arrivato il momento di mettere mano al sistema di gestione degli affidi, partendo dalla base. Nei giorni scorsi alla Camera sono state approvate tre mozioni che impegnano il Governo a promuovere tutte le iniziative, anche normative, utili a garantire la tutela dei minorenni e determinare livelli essenziali delle prestazioni per gli interventi su famiglie di origine, affidatari e strutture di accoglienza. Facendo una sintesi delle varie mozioni, apprezziamo in particolare la richiesta di: garantire che la permanenza fuori famiglia rispetti i principi di appropriatezza e temporaneità, per il periodo strettamente necessario ed attraverso programmi di sostegno, affinché la famiglia possa recuperare le proprie competenze di cura; adottare iniziative per escludere la sindrome dell’alienazione parentale come elemento su cui fondare scelte di allontanamento del minore dai contesti familiari; assicurare che eventuali problemi economici non siano da ostacolo all’esercizio del diritto del minore alla propria famiglia e disporre interventi di aiuto; predisporre iniziative normative affinché nella valutazione dei casi e nella presa in carico del minore e della sua famiglia vi sia la più ampia collegialità multiprofessionale possibile con la presenza di educatore, psicologo/neuropsichiatra ed assistente sociale; evitare conflitti di interessi tra le diverse professionalità dei Servizi Sociali coinvolte nei procedimento di affido; verificare il pieno rispetto degli standard minimi che le strutture devono garantire. Ci auguriamo che l’approvazione di queste mozioni sia solo l’inizio di una vera, profonda ed articolata riforma di un settore che in questi anni ha provocato tante vittime innocenti, bambini sottratti ingiustamente all’affetto dei propri cari che chissà per quanti anni porteranno dentro di loro le sofferenze patite”.

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Codici: amalgama dentale a base di mercurio, un pericolo da scongiurare

Posted by fidest press agency su sabato, 23 novembre 2019

L’Associazione Codici ha depositato presso il Ministero della Salute un’istanza di accesso alle informazioni ambientali in riferimento alle misure amministrative adottate sull’amalgama dentale a base di mercurio. Un tema molto discusso, ma su cui c’è poca chiarezza per quanto riguarda i rischi per la salute che corrono i pazienti in caso di rimozione. Il mercurio, infatti, è altamente tossico per l’organismo umano. “Con l’entrata in vigore del regolamento UE 2017/852 – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – dal gennaio 2019 è stato imposto l’utilizzo dell’amalgama dentale solo in forma incapsulata predosata, vietando l’uso di mercurio in forma libera. Alla luce di questa novità normativa e delle conseguenze per la salute dei consumatori, in alcuni casi ignari dei rischi che possono correre, abbiamo ritenuto doveroso chiedere al Ministero della Salute quali misure amministrative ha adottato per tutelare i pazienti. Il mercurio potrebbe essere metabolizzato a livello della mucosa nasale o dell’apparato bronco-polmonare e la sostanza può diffondersi nell’organismo anche attraverso la dentina, ovvero l’elemento interno al dente, e la polpa dentaria. Anche la corrosione dovuta all’usura delle otturazioni può causare un’ingestione del mercurio. In ultimo è da menzionare l’azione di un batterio presente all’interno del cavo orale, lo Streptococcus mutans, capace di convertire il mercurio in metil-mercurio, sostanza ancora più nociva in grado di rompere le membrane cellulari. La liberazione dei vapori nocivi di questo metallo risulta pericolosa anche per il dentista che sta operando. Oggi il rischio viene evitato grazie ad un sofisticato macchinario necessario alla preparazione del mercurio, che viene triturato in modo da renderlo incapace di liberare tali vapori. Bisogna poi aggiungere che alcuni studi scientifici approfonditi hanno stabilito una relazione tra la tossicità del mercurio e l’insorgere di alcune patologie come artrite, depressione, disabilità nell’apprendimento, Alzheimer, autismo e schizofrenia. Alla luce di un quadro così complesso e delicato – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – ci sembra doveroso un intervento da parte del Ministero per fare chiarezza, rassicurando pazienti e operatori”.

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Codici: caos seggiolini antiabbandono

Posted by fidest press agency su domenica, 10 novembre 2019

È entrato in vigore oggi l’obbligo di montare sulle auto i dispositivi antiabbandono per i seggiolini. Si tratta degli ormai famosi sistemi di allarme, previsti per bambini fino a 4 anni e studiati per evitare di dimenticarseli in auto, come purtroppo accaduto in alcuni casi finiti sulle cronache nazionali per il tragico epilogo. Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 23 ottobre, il regolamento è entrato in vigore dopo 15 giorni. Un periodo troppo limitato secondo l’Associazione Codici, che lancia un invito alla tolleranza nei confronti dei consumatori.“Molti cittadini sono stati colti di sorpresa – dichiara il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – fino a pochi giorni fa sui giornali si leggevano notizie contrastanti, c’era chi parlava di un’entrata in vigore del regolamento a marzo 2020. Inoltre non è ancora chiaro come accedere all’incentivo di 30 euro per l’acquisto del dispositivo e nemmeno quali modelli rispettano i requisiti previsti. Non parliamo di dettagli. I prezzi superano i 50 euro e, come purtroppo spesso accade in questi casi, sono anche lievitati per approfittare della situazione. Una spesa non indifferente, anche perché magari alcune famiglie avranno bisogno di due dispositivi, per installarne uno su una seconda auto. Salato è anche il prezzo delle multe, che vanno da 81 a 326 euro, con la decurtazione di 5 punti dalla patente. Alla luce di questa situazione caotica – conclude il Segretario Nazionale di Codici Ivano Giacomelli – chiediamo di sospendere le sanzioni fino a quando non sarà fatta piena chiarezza, informando adeguatamente i consumatori sulla nuova normativa, sui modelli omologati e sulle modalità per accedere all’incentivo”.

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