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Codici: con la legge di Bilancio 2022 a rischio il diritto all’accesso alla giustizia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 novembre 2021

L’associazione Codici interviene in merito alla bozza del testo della legge di Bilancio 2022. L’attenzione è rivolta in particolare all’articolo 192, che rischia di minare il diritto all’accesso alla giustizia.“L’articolo 192 – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – punta a vietare l’iscrizione a ruolo delle cause il cui contributo unificato non sia in regola. Una norma che, se approvata, metterebbe seriamente a rischio la tutela del diritto all’accesso alla giustizia, introducendo di fatto un sistema classista in base al quale può adire il Giudice solamente chi possa permettersi di anticipare spese che in alcuni casi, come il ricorso al Tar ovvero per cause civili di particolare valore ed importanza, possono raggiungere anche cifre a tre zeri. Attenzione, non è un dettaglio. Il diritto alla giustizia non può essere considerato alla stregua di un qualsiasi servizio a pagamento, proprio in considerazione della fondamentale funzione che esso è deputato a svolgere, vitale ai fini del funzionamento di ogni società civile. Sono tanti i cittadini in difficoltà e con l’introduzione delle modifiche previste dall’articolo 192 si sarà ottenuto l’unico risultato di incentivare il ricorso alla ‘giustizia fai-da-te’, essendo divenuto per molti impossibile ottenere la tutela delle proprie ragioni in un’aula di tribunale. Si tratta di un rischio gravissimo e concreto, sol se si consideri che l’attuale sistema di quantificazione dell’importo dovuto a titolo di contributo unificato per l’avvio di un giudizio prevede una serie di scaglioni di importo crescente in relazione al valore della causa. In sostanza: più la causa è importante, minori saranno le possibilità di potersi permettere il suo avvio. È per questo che siamo fortemente contrari a questa norma e ci auguriamo che nella fase emendatoria venga eliminato l’articolo 192, così lasciando in piedi il sistema attuale in cui la regolarità del contributo unificato non è condizione per l’avvio di un giudizio”.

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Codici: le morti senza onore del Pio Albergo Trivulzio

Posted by fidest press agency su martedì, 26 ottobre 2021

Un altro colpo di spugna e il forte timore che non sia l’ultimo. Così l’associazione Codici commenta la richiesta di archiviazione formulata dalla Procura di Milano per l’inchiesta sul Pio Albergo Trivulzio in merito alla gestione dell’emergenza Covid nella struttura, dove nei primi mesi del 2020 si registrarono numerosi decessi tra gli anziani ricoverati.“Solo pochi giorni fa commentavamo con amarezza l’archiviazione disposta dal Gip del Tribunale di Asti per il focolaio esploso lo scorso anno nella Rsa I Glicini di Bra, dove si contarono decine di contagi e decessi – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e quindi non possiamo dirci sorpresi da questa decisione della Procura di Milano, che purtroppo conferma una linea a nostro avviso ingiusta e sbagliata, che ci amareggia profondamente. È un ulteriore colpo duro e doloroso per i parenti degli anziani ospiti, che chiedevano verità e giustizia per quella che è stata all’epoca ribattezzata come la strage delle Rsa, visto l’alto numero di decessi, e che oggi invece viene messa da parte come un effetto collaterale del Covid per cui nessuno è colpevole. È per questo che parliamo di morti senza onore, perché in un colpo solo vengono cancellati gli allarmi dell’epoca, nella fase più acuta e drammatica dell’emergenza, quando si denunciavano la scarsa assistenza ai pazienti e le carenze organizzative di strutture impreparate, il caos generale che regnava e le sue tragiche conseguenze. Il Covid non può essere un alibi. Le responsabilità a nostro avviso ci sono e bisogna rispettare le vittime ed i familiari che le piangono, che chiedevano giustizia e assistono ora invece ad un’operazione di immunità generale”.

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Codici: allucinante la sentenza del Tar sulle bollette a 28 giorni

Posted by fidest press agency su giovedì, 15 luglio 2021

Oltre al danno, la beffa. Come se non bastasse l’ingiustizia delle bollette a 28 giorni, ora ci si mette anche il Tar con una sentenza duramente criticata dall’associazione Codici, pronta a dare nuovamente battaglia per tutelare i consumatori. Il riferimento è alla decisione adottata dal Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio di annullare la multa da 228 milioni di euro inflitta nel gennaio 2020 dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato a Fastweb, Tim, Vodafone e WindTre per un’intesa anticoncorrenziale relativa al repricing effettuato nel ritorno alla fatturazione mensile. Il Tar ha quindi accolto i ricorsi proposti dalle compagnie telefoniche per contestare il provvedimento con cui nell’aprile 2018 l’Autorità confermò le misure cautelari provvisorie adottate il mese prima, fino ad arrivare al provvedimento del gennaio 2020 con cui fu accertata l’intesa restrittiva e furono inflitte le sanzioni.“Proprio in questi giorni in cui la riforma della giustizia è al centro del dibattito politico – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – arriva questa sentenza del Tar che dimostra che il problema non è la costituzione di parte civile delle associazioni, estromesse dai Tribunali con una decisione sconsiderata dalla Commissione Lattanzi, ma garantire ai cittadini la possibilità di far valere i propri diritti in aula. Perché poi ci troviamo di fronte a vicende scandalose come questa delle bollette a 28 giorni, dove l’Autorità accerta un’irregolarità, sanziona le compagnie scorrette e dopo anni di battaglia per ottenere i giusti e doverosi rimborsi per gli utenti che succede? Che oltre al danno arriva la beffa, perché il Tar pensa bene di tutelare le compagnie telefoniche. Una sentenza allucinante, che naturalmente non siamo intenzionati a subire passivamente, ma contrasteremo con forza per tutelare i consumatori, che non meritano questo ulteriore torto”.

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Codici: impugneremo il provvedimento che prevede la sospensione per gli operatori sanitari non vaccinati

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 giugno 2021

Un attacco alla libertà di scelta, imponendo vaccini che non hanno seguito i classici iter di sperimentazione. Questo il giudizio dell’associazione Codici in merito all’indicazione impartita dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, sulla scia di quanto disposto dal Ministero della Salute, a tutti gli ordini territoriali, tenuti, in caso di accertamento da parte dell’azienda sanitaria competente di operatori sanitari e medici non vaccinati, a provvedere alla sospensione ex lege finché non avranno effettuato la vaccinazione antiCovid19. “Impugneremo il provvedimento – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – in quanto lo riteniamo un atto gravissimo. Prima di tutto, perché lede la libertà di scelta dell’individuo, che deve essere garantita sempre e comunque. La pandemia ha avuto, e continua ad avere, un impatto eccezionale, ma questo non può mettere in discussione diritti imprescindibili. Altro aspetto da tenere in considerazione, e che ci spinge ad impugnare il provvedimento in questione, riguarda l’iter che hanno sostenuto i vari vaccini per arrivare all’approvazione finale. Non sono stati testati seguendo i percorsi classici e questo certamente non è un dettaglio. Non passa giorno senza che vengano registrati eventi avversi, con famiglie che piangono la morte improvvisa di un proprio caro e, giustamente, chiedono di sapere la verità, perché non si conoscono le cause del decesso, soprattutto in quei casi, e non sono pochi, in cui la persona vaccinata non aveva patologie pregresse. Per queste regioni, contestiamo la decisione di sospendere gli operatori sanitari non vaccinati ed abbiamo deciso di impugnare il provvedimento”.

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Codici: i controlli dei Nas nelle Rsa dimostrano la gravità della situazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 Maggio 2021

È un quadro allarmante e sconfortante quello che emerge dalle verifiche effettuate dai Carabinieri del Nas nelle Rsa, culminate nella sospensione o chiusura di 6 strutture. Nel rivolgere un plauso ai militari dell’arma per il lavoro svolto, l’associazione Codici sottolinea la gravità del bilancio dei controlli. “La campagna condotta dai Carabinieri del Nas d’intesa con il Ministero della Salute – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ha prodotto numeri molto preoccupanti. Su 572 strutture sanitarie e socio-assistenziali controllate, 141 hanno presentato irregolarità. E non parliamo di dettagli, ma di inosservanza delle misure di contenimento alla diffusione del Covid19 riconducibili alla mancata attuazione di protocolli per la prevenzione antivirus, delle operazioni di sanificazione ed uso di dispositivi di protezione individuale da parte degli operatori. Purtroppo, una realtà più diffusa di quanto si possa immaginare – prosegue Giacomelli – e lo diciamo in base alla nostra esperienza, ovvero ai casi che stiamo seguendo su tutto il territorio nazionale, dove siamo impegnati a fornire assistenza legale ai parenti degli anziani ospiti di queste strutture. Abbiamo presentato esposti alle Procure competenti, abbiamo chiamato in causa le aziende sanitarie territoriali e lo stiamo continuando a fare perché le segnalazioni continuano ad arrivare, così come continuano a verificarsi contagi e decessi. I controlli dei Nas sono un’ulteriore spinta ad andare avanti, anche perché emergono nuove irregolarità, come la mancata vaccinazione degli operatori sanitari, con tutte le conseguenze facilmente immaginabili. A tutto questo si aggiungono casi di abbandono di anziani, sovraffollamento, mancanza di trattamenti riabilitativi e personale privo di abilitazione professionali. Ribadiamo il plauso ai Carabinieri del Nas per le verifiche condotte – conclude il Segretario Nazionale di Codici –, ma al tempo stesso rinnoviamo l’invito a tenere altissima la guardia e, rivolgendoci ai parenti degli anziani ospiti, a segnalare situazioni poco chiare per quanto riguarda le misure anticontagio e l’assistenza ai propri cari. Nonostante il passare dei mesi, la situazione delle Rsa sul fronte Covid19 continua ad essere estremamente delicata”. Sono tanti i casi di cui si sta occupando Codici, al fianco dei parenti per fare chiarezza, per ottenere giustizia.

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Codici: i miliardi bruciati da Alitalia

Posted by fidest press agency su domenica, 16 Maggio 2021

A volte i numeri valgono più di molte parole. È il caso, secondo l’associazione Codici, di quelli di Alitalia, snocciolati in un report di Mediobanca, che ha calcolato quanti soldi pubblici ha ricevuto la compagnia aerea dallo Stato.“Il bilancio è catastrofico – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, parliamo di un pozzo senza fondo, di una situazione peggiore di qualsiasi fallimento. Nel decreto Rilancio di maggio erano stati stanziati 3 miliardi per la costituzione della newco Ita. Soldi bruciati nell’arco di un solo anno, con la spesa totale sostenuta dallo Stato italiano in 47 anni che raggiunge la cifra allucinante di circa 13 miliardi. Uno scandalo, che in un momento come questo caso assume i contorni dell’affronto per un Paese ridotto in ginocchio dall’emergenza Covid19. Adesso dovrebbero essere stanziati circa 100 milioni per garantire l’operatività di Alitalia mentre le negoziazioni con l’Europa per la nascita di Ita vanno avanti. Se la paragoniamo ai numeri del passato, anche recente, è una cifra che sembra una paghetta settimanale. È arrivato il momento di tirare una linea. Non è possibile continuare a mettere le mani nelle tasche degli italiani per tenere in piedi la compagnia aerea”.

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Codici e Aeci: ennesimo procedimento dell’Antitrust contro Sixthcontinent

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 marzo 2021

Nuovo, ennesimo intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato nei confronti di Sixthcontinent. Dimostrando un’ostinazione non indifferente nell’ignorare da una parte i richiami e le sanzioni dell’Autorità, dall’altra le richieste dei consumatori e delle associazioni Codici ed Aeci impegnate a tutelarli, la società è riuscita nell’impresa di finire, ancora una volta, sotto la lente dell’Antitrust. L’Autorità ha avviato un procedimento per l’eventuale irrogazione di una sanzione per non aver ottemperato alla delibera dell’agosto scorso. All’epoca l’Agcm aveva accertato rilevanti violazioni del Codice del Consumo, nello specifico riferite a condotte ingannevoli ed aggressive, disponendo una multa di 4 milioni di euro. Nel gennaio scorso è stata inflitta un’altra sanzione, questa volta di 1 milione di euro, in quanto la società aveva violato il provvedimento cautelare dell’Autorità che disponeva la sospensione provvisoria delle attività per bloccare gli account dei consumatori, in assenza di rimborso.Dalle segnalazioni ricevute dall’Autorità, la società starebbe continuando ad impedire il download delle shopping card acquistate e pagate dagli utenti, e ad ostacolare la fruizione delle carte e delle utilità maturate sulla piattaforma. Non solo. Non sarebbero state ancora ripristinate le condizioni contrattuali di attivazione e fruizione secondo i termini vigenti al momento dell’acquisto da parte dei consumatori e non sarebbero stati rimborsati gli importi corrisposti dagli utenti per l’acquisto delle shopping card e delle varie offerte proposte sulla piattaforma, tutto ciò con il persistente obbligo per gli utenti di effettuare ogni mese almeno un acquisto per non perdere i soldi presenti nel portafoglio virtuale, senza tuttavia dare seguito all’effettiva consegna e attivazione delle carte acquistate e pagate.
Come detto, le segnalazioni dei consumatori continuano, così come le adesioni alla class action, che sono ancora aperte. Sul sito internet di Codici (www.codici.org) ed Aeci (www.euroconsumatori.eu) sono disponibili i moduli per partecipare all’iniziativa.

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Codici: chiarezza e rimborsi per le mascherine U-Mask

Posted by fidest press agency su venerdì, 5 febbraio 2021

L’associazione Codici ha lanciato una class action per tutelare i consumatori che hanno acquistato le mascherine U-Mask. Un prodotto in voga, utilizzato da rappresentanti istituzionali, personaggi famosi e sportivi, finito sotto la lente della Procura di Milano per le reali capacità tecniche e sulla scrivania dell’Antitrust.“Stiamo ricevendo tante segnalazioni da parte dei consumatori – aggiunge Manfredi Zammataro, Segretario di Codici Sicilia –, c’è preoccupazione per l’inchiesta della Procura ed anche per l’intervento dei Nas di Trento, che hanno sequestrato il laboratorio analisi di Bolzano dove sono stati effettuati i testi sulla capacità di filtrazione delle mascherine. C’è anche rabbia, perché parliamo di prodotti non proprio economici, visto che le mascherine costano circa 30 euro ed un filtro circa 15 euro. Cifre che vanno moltiplicate, perché molti hanno ordinato più di una mascherina e si arriva anche ad acquisti di alcune centinaia di euro. Diversi consumatori – aggiunge Zammataro – stanno chiedendo il rimborso all’azienda, che però si rifiuta di riconoscerlo a chi ha aperto la confezione. Sinceramente lo troviamo assurdo oltre che ingiusto, perché è normale che quando si fa un acquisto online, una volta che si riceve il prodotto poi si apre la confezione per vedere com’è, per provarlo. La politica aziendale non rispetta il Codice del Consumo e questo è uno dei motivi alla base della class action che abbiamo avviato. L’altro punto è la reale capacità delle mascherine. Le informazioni sono poco chiare, i consumatori hanno diritto di sapere cosa stanno acquistando, a maggior ragione in un caso come questo in cui di mezzo c’è la salute”.La class action promossa da Codici per il rimborso e l’eventuale risarcimento dei consumatori va avanti. Sul sito internet http://www.codici.org è disponibile il modulo di adesione. Per chiarimenti o assistenza è possibile contattare l’associazione telefonando al numero 06.55.71.996

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Codici: vishing, la truffa del consenso rubato

Posted by fidest press agency su sabato, 23 gennaio 2021

Anche una semplice comunicazione di servizio può trasformarsi in una truffa. È il vishing, acronimo di voice phishing, un raggiro che avviene telefonicamente. L’associazione Codici mette in guardia i consumatori attraverso un caso che vuole essere anche un richiamo alla responsabilità per le banche.“Stiamo seguendo la disavventura di un consumatore – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – che è stato prima vittima di vishing e poi dell’atteggiamento scorretto della propria banca. Tutto nasce da un SMS con cui l’istituto gli comunica un tentativo fraudolento di accesso all’home banking. Passano pochi minuti e riceve una telefonata dal numero verde riconducibile alla banca da parte di un soggetto che si qualifica come operatore della stessa e lo informa dei tentativi di accesso non autorizzato sul suo account, per bloccare i quali avrebbe dovuto comunicare i codici di sicurezza che avrebbe ricevuto tramite SMS. Nel frattempo, un’email informa il nostro assistito di una serie di transazioni per un importo complessivo di circa 3mila euro. Fatta la denuncia ai Carabinieri, dopo 6 mesi arriva finalmente la risposta della banca alla richiesta di riaccredito. Con stupore e rammarico, il consumatore legge il rifiuto dell’istituto, che sostiene di non avere responsabilità. Un ‘no’ scorretto e inaccettabile. La banca, infatti, avrebbe dovuto verificare la sicurezza del numero verde intorno a cui ruota la truffa. L’Arbitro Bancario Finanziario, in un caso analogo – sottolinea Giacomelli – si è espresso a favore del risparmiatore coinvolto, stabilendo che deve essere rimborsato. Più in generale, la Corte di Cassazione stabilisce poi che la banca è tenuta a risarcire il cliente se il prelievo non è riconducibile alla sua volontà e deve adottare misure idonee a verificare l’effettiva riconducibilità al cliente delle operazioni effettuate con strumenti elettronici. È quello che chiediamo all’istituto del nostro assistito, pronti all’azione legale per tutelarlo. Con l’occasione, invitiamo i consumatori a prestare la massima attenzione quando si ricevono telefonate da chi si presenta come un operatore della banca. È importante non comunicare dati sensibili. Nel caso di dubbi, si può chiedere un numero di telefono fisso rintracciabile da ricontattare, oltre alla qualifica dell’operatore. E poi è bene denunciare subito l’accaduto alle forze dell’ordine”.

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Codici: chiediamo trasparenza sul costo dei vaccini contro il Covid19

Posted by fidest press agency su martedì, 8 dicembre 2020

“Da alcune settimane – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – l’attenzione generale si sta soffermando su due aspetti della pandemia. Da una parte i numeri dei contagi e dei decessi, dall’altra l’andamento della corsa al vaccino. Una gara all’annuncio da parte delle società, accompagnata dal conto delle dosi e dalle previsioni sulla loro distribuzione. In questo continuo, frenetico aggiornamento, manca però un elemento a nostro avviso fondamentale: quanto pagheremo per i vaccini. I calcoli non mancano, così come le indiscrezioni, ma si fa fatica ad avere dati certi. Ad esempio, per il vaccino Pfizer/BionTech si parla di quasi 5 miliardi di euro per 300 milioni di dosi, prezzo che sarebbe stato ottenuto grazie ad un prestito di 100 milioni di euro della Banca Europea per gli Investimenti a BionTech ed agli oltre 300 milioni di euro stanziati dal Ministero tedesco per la ricerca. Per il vaccino CureVac, invece, i miliardi dovrebbero essere circa 4, per oltre 400 milioni di dosi. C’è poi il vaccino Moderna, che dovrebbe vendere le dosi ad un prezzo compreso tra 21 e 31 euro per unità. Questo uso obbligatorio del condizionale non ci piace – prosegue Giacomelli – e ci preoccupa anche, soprattutto se lo uniamo alla riservatezza degli accordi ed al fatto che non siano chiari i patti sulla responsabilità per i costi legali nel caso in cui le persone vaccinate dovessero sviluppare effetti collaterali imprevisti. Chiediamo trasparenza. Quali sono i prezzi concordati tra UE e società? Per quanto tempo questi prezzi rimarranno validi? Sono stati presi accordi su eventuali modifiche future? E se il vaccino immesso sul mercato dovesse registrare un problema, chi paga? Riteniamo che queste siano domande lecite e che le risposte siano doverose, visto che parliamo di soldi pubblici. In un contesto così delicato e complicato come quello creato dall’emergenza Covid19 – sottolinea il Segretario Nazionale di Codici – la trasparenza è imprescindibile. Abbiamo visto finora che danni hanno prodotto la confusione e la mancanza di notizie certe. L’opacità non fa altro che alimentare dubbi e paure, ed è proprio quello di cui non abbiamo bisogno. Per questo – conclude Giacomelli – chiediamo la pubblicazione dei documenti riguardanti gli accordi sui prezzi e la responsabilità in caso di effetti imprevisti dei vaccini. I cittadini hanno il diritto di sapere e le autorità hanno il dovere di informare”.

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Codici: malati Covid abbandonati a casa senza indicazioni e cure

Posted by fidest press agency su martedì, 10 novembre 2020

Un’organizzazione disastrosa e scandalosa. È il giudizio dell’associazione Codici in merito alla gestione dell’emergenza Coronavirus, nello specifico per quanto riguarda l’assistenza domiciliare ai positivi. Emblematico quanto sta accadendo a Roma.“L’assistenza domiciliare alle persone positive al Covid19 è inesistente – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – i malati sono abbandonati a casa. Stiamo ricevendo tante segnalazioni, siamo scandalizzati. Vogliamo citare quanto si sta verificando a Roma. Ci contattano persone che sono positive da giorni, con tanto di tampone a certificarlo, che lamentano il fatto che nessun medico gli ha prescritto una terapia. Sono costrette a fare tutto da sole, a prescriversi autonomamente il cortisone e l’antibiotico. È allucinante. Nonostante la segnalazione alla Asl, c’è chi non è stato mai ricontattato, nessun medico andrà a visitarlo per verificare le sue condizioni, se ad esempio ha un principio di polmonite. I medici di base che dovrebbero visitare i propri pazienti non vanno a casa – prosegue Giacomelli – la sorveglianza domiciliare della Asl risponde con messaggi automatici, nonostante venga specificata la propria positività al Covid19. Tutto questo è inaccettabile. Non è questione di risorse, ma di organizzazione, penosa. In questi giorni a Roma si contano decine di ambulanze ferme al Pronto Soccorso e questa è la conseguenza inevitabile di non fare prevenzione a casa, di abbandonare a loro stessi i malati, che, senza un consulto medico, alla fine sono costretti ad andare in ospedale. La situazione è gravissima – conclude il Segretario Nazionale di Codici – abbiamo deciso di presentare un esposto alla Procura perché quanto sta accadendo non è tollerabile, il diritto alla salute dei cittadini è calpestato”. Codici invita a segnalare episodi di mancata assistenza da parte delle aziende sanitarie e dei medici a persone positive al Covid19.

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Codici e Aeci: diffida per Unicredit su AssiMutu

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2020

Mutuo casa e polizza vita, un binomio che ha creato non pochi problemi ad alcuni consumatori negli ultimi anni e che rischia di causarne altri nel prossimo futuro. Parliamo di AssiMutuo, un prodotto proposto dalla Abbey National Italia, che nel frattempo ha lasciato il mercato italiano cedendo i contratti a Unicredit. Si tratta di un combinato tra un mutuo ed un prodotto assicurativo della Commercial Union, che intanto è diventata Aviva, contenente a sua volta una copertura caso morte del debitore ed una componente di investimento. Un tema delicato, su cui le associazioni dei consumatori Codici ed Aeci intervengono con forza per tutelare i risparmiatori. “Il prodotto è stato proposto alla fine degli anni ’90 e nel 2000 – affermano Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici, ed Ivan Marinelli, Presidente di Aeci – ma trattandosi di un mutuo, che richiede quindi tempi lunghi, le criticità sono emerse negli ultimi anni, con richieste di pagamento di decine di migliaia di euro che rappresentano un’assoluta ingiustizia nei confronti dei risparmiatori. Abbiamo deciso di intervenire per segnalare il pericolo e fornire assistenza ai consumatori, ed abbiamo anche inviato una diffida a Unicredit affinché metta fine a questa situazione”. Ma qual è il meccanismo di questo prodotto che sta creando così tanti problemi? “Alla fine del piano di ammortamento – spiega Marcello Padovani, avvocato di Codici – il mutuo e la polizza prevedono un conguaglio, che nelle intenzioni di chi ha preso in prestito le somme pare debba essere un importo in più da ricevere dall’assicurazione. Oggi, al termine del piano di ammortamento, molti si vedono invece recapitare dalla banca richieste anche di 30mila euro per saldare il capitale residuo, che non risulta coperto dal contratto di assicurazione”. In soccorso dei consumatori è arrivata una sentenza spartiacque del Tribunale di Roma: Unicredit non ha il diritto di chiedere ai clienti un versamento a titolo di differenza tra quanto versato dall’assicurazione in occasione della liquidazione della polizza assicurativa e quanto dovuto per la quota del mutuo stipulato, perché è l’assicurazione che deve effettuare il conguaglio.

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Codici: il caso Bprimes finisce alla Consob

Posted by fidest press agency su venerdì, 18 settembre 2020

“Abbiamo presentato una denuncia alla Consob – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – affinché venga fatta piena luce su questo nuovo caso di trading online pieno di ombre. Stiamo raccogliendo le segnalazioni dei clienti, di chi ha investito denaro dietro la promessa di facili guadagni ma non è mai riuscito ad incassare nemmeno un euro. Per attirarli i broker a volte ricorrono anche a fantomatici personaggi famosi diventati ricchi con questo genere di investimenti. Una pubblicità scorretta e ingannevole, perché sono casi del tutto inventati. Bisogna fare molta attenzione, diffidare di chi assicura guadagni immediati a fronte di esborsi irrisori, perché il rischio di ritrovarsi vittima di una truffa è molto alto”.L’associazione Codici ha attivato i suoi legali per fornire assistenza ai risparmiatori che hanno fatto un investimento con Bprimes ed hanno visto andare in fumo i propri soldi.

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Codici: le finanziarie devono rimborsare i clienti Dentix

Posted by fidest press agency su sabato, 5 settembre 2020

Altolà dell’associazione Codici alle società finanziarie a cui si sono rivolti i clienti Dentix. Parliamo dell’azienda odontoiatrica spagnola che, finito il lockdown, non ha riaperto le oltre 50 cliniche presenti in Italia. Centinaia i consumatori lasciati senza cure e, in alcuni casi, con un finanziamento da pagare. Ed è su questo che si concentra l’intervento dell’associazione, che minaccia la segnalazione all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per le società Agos e Fiditalia.“Abbiamo avviato una campagna di assistenza – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – per aiutare i consumatori che hanno prenotato e pagato un intervento che, con la mancata riapertura delle cliniche, non è stato più effettuato. La nostra azione non è rivolta, però, solo a Dentix, ma riguarda anche le società finanziarie. È a loro che diciamo di non frapporre ostacoli al rimborso degli utenti, richiedendo ad esempio perizie odontoiatriche. Ci riferiamo in particolare ad Agos e Fiditalia, che siamo pronti a segnalare all’Agcm per il comportamento che stanno tenendo. Il diritto al blocco dei pagamenti e la restituzione delle somme sono automatici. La chiusura delle cliniche del gruppo spagnolo non può essere addebitata ai consumatori. I clienti devono essere rimborsati oppure devono poter completare il lavoro presso un altro professionista. È quello che chiediamo con la campagna di assistenza avviata in tutta Italia, che, ripetiamo, è rivolta anche alle finanziarie”.

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Codici: Banca Popolare di Bari gioca al ribasso

Posted by fidest press agency su sabato, 29 agosto 2020

L’associazione Codici ha inviato una diffida alla Banca Popolare di Bari in seguito alla segnalazione ricevuta da diversi suoi assististi. L’istituto si è infatti reso protagonista di un comportamento grave e scorretto legato, al crac ed al risarcimento dei risparmiatori che hanno visto andare in fumo l’investimento consigliato da Bpb, prospettato come sicuro e che invece si è rivelato un clamoroso azzardo.“In queste settimane – dichiara Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – dalla banca hanno contattato alcuni nostri assistiti senza avvisarci e questa è la prima scorrettezza. La seconda riguarda il fatto che gli è stata offerta una transazione di circa 2,50 euro per azione, a fronte di un pagamento originale di circa 8 euro. Dunque, non solo hanno scavalcato un’associazione impegnata a tutelare risparmiatori che hanno scoperto di essere stati ingannati dal proprio istituto, ma giocano anche al ribasso. Tutto questo è inaccettabile. Abbiamo inviato una diffida a Bpb, intimando di interrompere questa procedura e di contattare prima l’associazione. Purtroppo, dobbiamo registrare l’ennesimo triste capitolo di una vicenda che coinvolge 70mila risparmiatori, spinti ad investire in azioni prospettate come sicure, e che poi invece hanno subito una svalutazione di oltre il 70%, senza essere informati in maniera adeguata sui rischi a cui andavano incontro. Chiediamo alla Banca Popolare di Bari un comportamento corretto, è arrivato il momento di risarcire veramente i risparmiatori”.L’associazione Codici ha avviato un’azione collettiva per tutelare i risparmiatori Bpb.

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Codici: mutui e finanziamenti, spuntano gli “interessi Covid”

Posted by fidest press agency su sabato, 20 giugno 2020

Da Napoli l’ennesima ingiustizia ai danni dei consumatori. Una storia a cui è difficile credere, ma che purtroppo è avvenuta e, cosa ancora peggiore, non è nemmeno un caso isolato. Si è verificata a Napoli, protagonisti una signora, che si è poi rivolta all’associazione Codici, e Ubi Banca.“La nostra assistita – spiega Giuseppe Ambrosio, Segretario di Codici Campania – aveva chiesto ed ottenuto la sospensione di tre rate del mutuo sulla prima casa. Parliamo di un importo di circa 400 euro mensili, una cifra non indifferente in questo periodo così difficile per una persona rimasta senza lavoro a causa della pandemia. Incredibilmente, la signora si è vista applicare da Ubi Banca un addebito di quasi 370 euro come “interessi di sospensione”. Praticamente è come se invece di tre rate, gliene avessero sospese soltanto due. Quanto accaduto è molto grave, senza appigli normativi a nostro avviso, ed ai limiti dell’immoralità date le circostanze. Effettueremo la segnalazione all’organo di vigilanza di Banca d’Italia. Purtroppo, è una prassi più diffusa di quanto si possa immaginare. Al riguardo, invitiamo i consumatori a non subire passivamente simili scorrettezze da parte di banche e società finanziarie, ma a segnalarle, perché esistono dei diritti che non possono e non devono essere violati”.
Gli sportelli Codici in Campania hanno ricevute diverse altre segnalazioni di comportamenti analoghi da parte di banche e finanziarie, anche se con addebiti minori, che non arrivano allo sproposito di quanto chiesto da Ubi.Codici ha attivato un servizio di assistenza speciale ai consumatori per problematiche legate all’emergenza Coronavirus, come la sospensione delle rate di mutui, prestiti o all’erogazione di nuovi finanziamenti, questioni finite recentemente sotto la lente d’ingrandimento dell’Antitrust.

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Codici: pochi controlli, tanta confusione

Posted by fidest press agency su domenica, 10 Maggio 2020

C’è chi grida vittoria, ma in realtà se l’inizio della Fase 2 non è stato un totale fallimento è soltanto perché in pochi hanno scelto di muoversi con i mezzi pubblici. È il giudizio di Codici sui primi giorni dopo la fine del lockdown, segnati comunque da disagi e situazioni pericolose che l’associazione intende segnalare all’Autorità di Regolazione dei Trasporti per tutelare i viaggiatori. “La paura del contagio è ancora forte – afferma il Segretario Nazionale di Codici, Ivano Giacomelli – ed unita al timore di dover fare i conti con possibili disservizi, ha spinto molte persone a spostarsi con i propri mezzi. Questo, però, non significa che sia tutto regolare, anzi. Se per i treni la situazione sembra sotto controllo, visto che molti circolano con pochissime persone a bordo, sugli autobus si registrano situazioni pericolose. Ci riferiamo soprattutto agli assembramenti, sia sui mezzi, tra chi viaggia in piedi e chi occupa i pochi posti a sedere disponibili, sia alle fermate, al momento di salire o scendere. Tutto ciò è aggravato dalla mancanza di controlli. Sono state disposte delle regole per garantire la sicurezza, ma non c’è chi le verifica e questo ci preoccupa, soprattutto in questa fase in cui le novità introdotte non sono ancora chiare”.

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Codici: abusi inaccettabili dietro le multe per gli spostamenti

Posted by fidest press agency su sabato, 18 aprile 2020

Supporto ai cittadini contro gli abusi degli organi accertatori. È quanto ha deciso di fornire l’associazione Codici, che prende una posizione durissima sull’operato di chi è deputato ad effettuare i controlli per quanto riguarda gli spostamenti.“Dalle verifiche finora eseguite – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – emerge l’arbitrio con cui operano gli agenti accertatori, che si stanno rendendo protagonisti di abusi, travalicando la discrezionalità. I casi che ci hanno segnalato, e che stiamo trattando, mettono in evidenza la contestazione della motivazione contenuta nell’autodichiarazione e non la sua veridicità. A Roma – riferisce l’avvocato Giacomelli – una psicologa è stata multata nonostante si stesse recando da un paziente, a Montegalda, in provincia di Vicenza, un signore invece è stato sanzionato per aver accompagnato la moglie anziana a fare la spesa. Sono storie significative del potere debordante e discrezionale degli operatori. Abbiamo deciso di intervenire per fornire il nostro supporto legale ai cittadini contro gli abusi degli organi accertatori, in particolare della Polizia Municipale”.I cittadini che sono stati fermati durante uno spostamento ed hanno subito una sanzione che ritengono ingiusta possono richiedere l’assistenza legale di Codici scrivendo a segreteria.sportello@codici.org. Si tratta dello Sportello online che l’associazione ha attivato per fornire il proprio sostegno su problematiche legate all’emergenza Coronavirus. Sono tante le segnalazioni che stanno arrivando e che riguardano vari campi. Ci sono problemi con rimborsi o cancellazioni di voli, crociere e gite scolastiche; aumenti ingiustificati sulle bollette di acqua, luce, gas ed anche telefoniche; disagi con internet a causa delle reti intasate; problemi con acquisti online; rispetto delle scadenze fiscali; rimborso delle rette di asili nido e mense scolastiche; corretta applicazione delle agevolazioni del Governo; rimborsi degli abbonamenti a palestre, piscine, centri culturali; problemi con la richiesta di recesso e rimborso di abbonamenti a pay tv; termini progetti finanziamenti agevolati; riduzione del fatturato; problemi con il pagamento degli affitti; provvidenze per lavoratori.

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Codici in azione per la soluzione dei possibili conflitti su contratti di affitto e locazioni

Posted by fidest press agency su venerdì, 10 aprile 2020

La situazione di blocco dettata dalle norme per la prevenzione del contagio da COVID-19 sta colpendo duramente i rapporti economici e giuridici, non tutti disciplinati dal Decreto Cura Italia. Sta assumendo particolare rilevanza l’impossibilità, sia per privati che per operatori economici e professionali, di poter rispettare le obbligazioni derivanti dai contratti di locazione e di affitto.
“La causa – dichiara l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – è ovviamente da far risalire all’impossibilità di poter produrre reddito derivante dalla forzata chiusura delle attività economiche. Per questo motivo stiamo valutando le
possibili azioni per la tutela delle posizioni, sia lato conduttori sia lato locatori”. Le norme introdotte dal Decreto Cura Italia hanno limitato fortemente sia la possibilità di sfratto, sia la possibilità di esperire azioni giudiziali, con una scelta normativa che l’associazione Codici condivide appieno: la situazione straordinaria determinata dal COVID-19 ed e i suoi effetti sui rapporti giuridici non possono essere affrontati semplicemente con gli ordinari strumenti messi a disposizione dall’ordinamento giuridico e tantomeno con l’avvio, almeno in questa fase, di azioni legali. L’associazione ha pertanto deciso di adottare la più ampia gamma di strumenti messi a disposizione dalle cosiddette ADR (Alternative Despute Resolution), tra cui negoziazione assistita, conciliazioni e mediazioni, per evitare e prevenire conflitti giudiziali e stimolare la soluzione bonaria e “pacifica” tra le parti. “A tal fine – afferma l’avvocato Carmine Laurenzano, legale di Codici – stiamo ponendo le parti ed i clienti di fronte alla concreta situazione determinata dal contagio COVID-19, che ha comportato in alcune situazioni una vera e propria impossibilità sopravvenuta, totale o parziale, di fare fronte alle obbligazioni, portando conduttori e locatori a reperire e concordare soluzioni di comune accordo che consentano la possibilità di proseguire il rapporto contrattuale, avendo cura di soddisfare le nuove situazioni oggettive e soggettive delle parti contrattuali. L’obiettivo dell’associazione Codici è pertanto quello di innescare fenomeni virtuosi, attuare strategie per evitarecontenziosi tra le parti contrattuali e reperire soluzioni che possano comunque consentire l’efficacia ed il mantenimento dei rapporti”.Codici ha attivato un servizio speciale di assistenza ai consumatori per problematichelegate all’emergenza Coronavirus.
http://www.codici.org

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Codici: l’emergenza Coronavirus non deve minare la tutela del paziente

Posted by fidest press agency su domenica, 5 aprile 2020

Mentre il Paese soffre e lotta per vincere la battaglia contro il Coronavirus, in Parlamento si discute del Cura Italia. Un decreto che riguarda anche la sanità, su cui si concentra l’intervento dell’associazione Codici, preoccupata per alcuni emendamenti che sono stati presentati. “In particolare – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – ce n’è uno che propone di limitare la responsabilità dei medici e delle strutture sanitarie, sia pubbliche che private, alle sole condotte dolose. A nostro avviso non c’è alcun bisogno di ricorrere a questa iniziativa, perché la situazione è già emergenziale e come tale viene valutata dal giudice. Non vorremmo che dietro questo emendamento ci sia la volontà di sgravare le strutture da eventuali responsabilità. Riconosciamo il grande sforzo che stanno facendo medici e strutture, ma anche in questo momento così difficile e drammatico bisogna garantire la massima tutela del paziente e non lo si fa con emendamenti del genere. Come al solito, purtroppo, si scaricano sui cittadini le inefficienze dello Stato e della politica”.

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