Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 31 n° 259

Posts Tagged ‘coerenza’

Governo: Serve maggiore responsabilità e coerenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 17 dicembre 2018

In questi anni è mancata una vera e propria direzione e questo ha generato delle forme di schizofrenia politica che hanno creato gravi danni al Paese. Anche in questi giorni, con dichiarazioni che da una parte si richiamano alla linea dura con l’Europa e dall’altra cambiano la sostanza iniziale di provvedimenti come “quota 100” e il “reddito di cittadinanza”, non si sta facendo altro che alimentare un caos che spesso si traduce in un unico ma fondamentale dato: lo spread. Quest’ultimo indicatore non è, come spesso viene definito, un numero della sola finanza, ma un elemento che incide con forza sugli investimenti, e di conseguenza sul lavoro e sulla vita dei lavoratori. A complicare un quadro non proprio lineare c’è anche l’opposizione dell’esecutivo alla modernizzazione delle infrastrutture e quindi la consequenziale difficoltà a creare nuove opportunità di lavoro. L’Italia di oggi, invece, ha bisogno di prospettive ed occasioni e non di chiudersi dentro un fortino che al suo interno ha anche molto poco da difendere.
Come Soggetto Giuridico siamo assolutamente convinti dell’esigenza di investire sul lavoro e sui lavoratori piuttosto che, come invece sta avvenendo, giocare con le paure dei cittadini attraverso la ricerca di capri espiatori che facciano dimenticare tutte le responsabilità della politica.La situazione del Paese è onestamente difficile e dobbiamo prenderci tutti le nostre responsabilità, noi come organizzazione della rappresentanza sindacale che deve agire responsabilmente e il governo come colui che detiene un potere esecutivo che deve dimostrare di saper amministrate con lungimiranza, serietà e trasparenza.

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Fratelli d’Italia: Una politica di coerenza nel nome della continuità

Posted by fidest press agency su lunedì, 4 giugno 2018

“Se Fratelli d’Italia è un ottovolante Forza Italia è un brucomela: noi voliamo alto e le polemiche le lasciamo all’on. Napoli che oggi definisce incoerente Fratelli d’Italia. Consigliamo a Osvaldo Napoli di guardare in casa propria prima di puntare il dito verso un movimento che non ha mai inciuciato con la sinistra e Renzi come ha fatto Forza Italia. E non ci riferiamo solo al patto del Nazareno che per l’Italia ha prodotto risultati nefasti ma anche ad accordi ben più recenti, come quello sulla legge elettorale che ha gettato questa Nazione del caos totale. Lezioni di coerenza non le accettiamo da nessuno: siamo sempre stati dalla stessa parte, difendendo spesso in solitudine i valori di quel centrodestra che continua a essere maggioritario come sentimento tra i cittadini. E oggi come ieri, come detto sempre da Giorgia Meloni, abbiamo solo un capo a cui dare conto: il popolo italiano e continueremo a fare i suoi interessi, consentendo con la nostra astensione a un governo politico di iniziare a lavorare dopo una empasse voluta da chi ha appoggiato il rosatellum e votando di volta in volta i provvedimenti che considereremo utili per questa nazione. Ma comprendo che questa coerenza non sia di facile comprensione per chi in questi anni si è distinto per essere stata spesso la stampella del PD: scendano dalle giostre e riprendano a fare politiche per la gente, come FdI”. Lo dichiarano i deputati di Fratelli d’Italia Augusta Montaruli e Salvatore Deidda.

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Dura lex sed lex

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 marzo 2013

Se non vogliamo andare molto lontani nel tempo e ci limitiamo alla storia italiana di questi ultimi anni dobbiamo riconoscere che avrebbe avuto un diverso corso se chi è stato eletto in una lista fosse rimasto coerente con il suo mandato elettorale. Tralasciamo, per carità di patria, i volta gabbana a pagamento. Mi riferisco a chi ha affermato di averlo fatto per libera scelta, per un caso di coscienza, ecc. Sono persone che meriterebbero apprezzamento se fossero stati conseguenti dimettendosi dalla carica assunta per volontà popolare. Costoro hanno, invece, disatteso il mandato ricevuto perché chi li ha votati lo ha fatto aderendo a un progetto politico di cui ne facevano parte e si ponevano come fedeli interpreti. La stessa costituzione che rispetta chi può cambiare opinione dovrebbe aggiungere che lo stesso parlamentare dovrebbe ripresentarsi al suo elettorato e farsi giudicare dallo stesso per le sue mutate idee su quello che è stato il suo partito o movimento che sia. Questa è coerenza e mi pare che anche in altri ambiti della vita da quella civile a quella economica se un manager esce dalla linea guida aziendale è rimosso, se non licenziato. A tutto questo dovremmo aggiungervi il noto vizietto tipicamente italiano e che un politico di lunga militanza aveva così riassunto: se due italiani scendono in politica avremmo di certo due nuovi partiti e tre correnti. E allora che i facciano pure i due partiti e relative correnti, ma vadano a farli altrove. (Riccardo Alfonso fidest@gmail.com)

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Rimozione direttore del Secolo

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“Nell’esprimere la mia solidarietà di donna, di giornalista e di parlamentare europea del Pd a Flavia Perina per la sua ruvida rimozione dal ruolo di direttore del Secolo, mi chiedo se l’arroganza e la miopia politica possono giungere al punto di misconoscere i meriti di professionalità e onestà intellettuale di una giornalista e di una politica che sta dando un importante contributo di credibilità e di coerenza ad una destra che dice di ispirarsi al valore della libertà. Desidero sottolineare, da una posizione politica diversa, il valore dell’impegno comune con Flavia Perina nella manifestazione del 13 febbraio per la dignità delle donne e la cultura della legalità. Forse questo valori sono scandalosi per il Pdl”. Lo ha dichiarato l’europarlamentare del PD Silvia Costa.

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Profughi: a Roma non c’è posto

Posted by fidest press agency su giovedì, 24 marzo 2011

“L’Unione Europea la pianti di dare lezioni di etica e solidarietà dai ponti blindati delle portaerei o comodamente seduta nei palazzi di governo.  La faccia finita con le contraddizioni e dimostri lealtà e coerenza. Il governo Berlusconi, che pure ha attuato la più vasta ed efficace politica contro l’immigrazione clandestina mai realizzata nel nostro Paese, non può e non deve sottomettersi a questa arrogante presa in giro”, lo dichiara in una nota Fabrizio Santori, presidente della Commissione sicurezza di Roma Capitale, preoccupato dalla prospettiva che a Roma possano essere ospitati i profughi provenienti dalla Libia. “E’ a dir poco sconcertante, se non addirittura penoso nella sua gravità, dover solo immaginare che a Roma si possano ospitare i profughi libici, per magari accoglierli anche con maggior cura di quanto non si fece per le migliaia di  italiani cacciati brutalmente dal Gheddafi negli anni Settanta. Roma non ha più spazi per gli stranieri, l’Europa deve intervenire subito distribuendo i profughi nei vari Paesi, ma soprattutto varando normative che consentano i respingimenti dei clandestini alle frontiere e di rimpatriare anche i cittadini comunitari che delinquono. L’Unione Europea non si limiti a pretendere le basi per far operare i propri aerei da battaglia. Siamo forse i servi d’Europa? Siamo forse quelli che si devono assumere i rischi del terrorismo islamico e delle rappresaglie in casa mentre gli altri volano nei nostri cieli inebriati dall’odore del petrolio libico? Basta con il giochetto del ‘quel che è tuo è mio e quello che è mio è mio’, è tempo di agire con serietà e porre rimedio tutti insieme al problema dell’immigrazione”, conclude Santori.

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Fallimento politico di ex-magistrati

Posted by fidest press agency su giovedì, 3 febbraio 2011

“Ancora altri attacchi: ma stavolta arrivano dalla Sen. Finocchiaro, già candidata – con risultati deludenti – alla presidenza della Regione Sicilia che, eletta comunque deputato regionale, ha abbandonato i siciliani per la politica nazionale e abbracciato oggi, lei  leader del PD, la politica del suo acerrimo avversario Lombardo. Nel frattempo, risalta per scarsa consistenza e coerenza un PD siciliano capeggiato dalla stessa Finocchiaro, la quale, pur avendo prodotto, in 20 anni di politica, pochi risultati, ritiene però conveniente attaccare Scilipoti e Razzi come se fossero politici di scarso peso: perché invece non spiega agli italiani di quanto riportato dai quotidiani sull’affidamento di un consistente appalto della Sanità di Catania, senza gara pubblica, al di lei marito?”. Così l’On. Scilipoti, in relazione alle agenzie di stampa che riportano dichiarazioni della senatrice PD. “E, con riferimento ad altre agenzie di stampa, credevo e credo in uno Stato democratico, con regole necessarie, ma non con abusi di potere. E’ aberrante – continua Scilipoti – leggere notizie come quella di oggi in merito alla perquisizione fatta al quotidiano Il Giornale e alla giornalista Greco da parte della Procura di Milano, per gli articoli sul PM Bocassini. Siamo in uno Stato di Polizia, dove i giudici sovvertono il potere dello Stato? La politica dovrebbe unitariamente alzare i toni e riformare questo “potere”. Prosegue l’On. Scilipoti: “All’apertura dell’anno giudiziario, un togato ha detto che il loro peccato originale è l’essere indipendenti. Anche il giornalista è indipendente e libero, (pur se qualcuno mal utilizza la penna), ma non per questo, se, a giusto motivo, rivela casi in merito a magistrati, debba essere perquisito e si debbano compiere anche perquisizioni corporali. Il Movimento di Responsabilità Nazionale, nella persona dell’On. Scilipoti, segretario politico, chiede chiarezza in merito. Non sarà, questa – conclude l’On. Scilipoti – la fase preparatoria per qualche magistrato che si vuole candidare al Parlamento?” (Dott. Giuseppe Cuschera)

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Fiducia: Gli scrupoli dell’ultima ora

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 dicembre 2010

Editoriale. La circostanza più sorprendente di queste ore è data dai tanti scrupoli che si fanno taluni parlamentari che pur militando da anni in formazioni politiche avverse all’attuale maggioranza, o ne hanno ravvisata la pericolosità per una conduzione fallimentare della vita pubblica, sentono ora il bisogno di mettere da parte il giudizio critico in nome di un supposto interesse nazionale. Perché non sono stati coerenti sino in fondo e non hanno rassegnato le dimissioni da parlamentare? Lo dovevano per coerenza ed onestà intellettuale. Per tutti, ovviamente, vi può essere un ripensamento ma non si può, per questo, coinvolgere gli elettori che votandolo a suo tempo hanno con lui sentito forte il richiamo del dissenso da lui espresso per una certa causa e per certe leadership. Diverso ci appare il giudizio dei parlamentari che hanno creato una nuova formazione denominata Fli e che è guidata da Gianfranco Fini. Costoro non negano la loro appartenenza all’area di centro-destra ma dicono, semplicemente, che chi li guida non è più il garante di una linea politica da loro sottoscritta. In effetti il Pdl è il partito che ha inteso aggregare due movimenti: Forza Italia di Berlusconi e Destra Nazionale di Fini. I due sono poi diventati i cofondatori del nascente Pdl. Si disse allora con pari dignità e ruolo politico. A questo punto se uno dei due afferma che l’altro ha tradito le attese è giusto e corretto che rompa il patto di unità e riprenda il cammino autonomamente. Lo deve per rispettare il mandato ricevuto che non esclude la vigilanza e la coerenza ai valori per i quali hanno professato il loro impegno parlamentare. Se il tam tam mediatico vuole confondere le idee cercando di alzare la voce e creare confusioni tutto questo dovrebbe forse lasciare interdetto l’uomo della strada ma non chi per anni ha militato in un partito, ha una preparazione specifica e conosce la politica dal di dentro. E allora non meravigliamoci se taluni parlamentari per il loro volta gabbana sono stati messi alla berlina o difesi ad oltranza. Per loro, per quanto si voglia difenderli, resta un giudizio severo perché le scelte fatte all’ultima ora non sono credibili. Questo è quanto ed è giusto che sia detto. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Pompei: La coerenza del ministro Bondi

Posted by fidest press agency su sabato, 13 novembre 2010

“Se non c’è stata coerenza da parte del Ministro Sandro Bondi riguardo al caso Pompei gliela affermato prima alla Camera e ieri al Senato sulla necessità di nuove assunzioni per far fronte alle emergenze delle aree archeologiche e delle sovrintendenze in tutta Italia: almeno 80 gli archeologi necessari”. E’ quanto afferma l’ANA- Associazione Nazionale Archeologi che chiede al Ministro di avviare la procedura delle assunzioni, assorbendo prima l’elenco di idonei all’ultimo concorso del Ministero per i Beni Culturali e bandendo poi altri concorsi. “Auspichiamo”, conclude la nota dell’Ana, ” che Bondi nell’ottica delle nuove assunzioni riesca a scongiurare l’ulteriore taglio al personale del Ministero previsto entro la fine del 2010: un taglio del 10% che indebolendo sempre più l’organico qualificato avrebbe serie ripercussioni sul patrimonio archeologico del nostro paese”.

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Fini richiamato alla coerenza

Posted by fidest press agency su martedì, 2 novembre 2010

Antonio di Pietro in un suo articolo scrive a proposito di Fini: “sono passati più di due mesi da quando Gianfranco Fini, a Mirabello, si è scatenato contro i “tagli lineari indiscriminati” fatti da Berlusconi ed ha sollevato la questione morale. Poi, non contento, ha chiesto il rispetto della Costituzione e delle istituzioni dello Stato e infine, sul garantismo, ha spiegato che “mai e poi mai può essere considerato una sorta d’impunità permanente”. Tante voci si sono levate per sottolineare la rottura e la nuova scelta di campo del Presidente della Camera. Più prosaicamente io avevo chiesto che alle parole seguissero poi fatti concreti. Non mi sbagliavo. Perchè in questi mesi tante parole sono state ancora spese da Fini, ma di azioni coerenti con quanto detto, niente. I finiani hanno votato il Lodo Alfano retroattivo per Berlusconi, hanno espresso voto contrario all’autorizzazione a procedere per l’ex ministro del Pdl Pietro Lunardi, hanno sostenuto tutti i provvedimenti di Gelmini e Tremonti con i tagli alla scuola pubblica e all’Università, hanno sostenuto Berlusconi nella demolizione di ogni regola del diritto, nelle iniziative contro la libertà d’informazione e per la censura della Rete e nelle sue esternazioni volte a limitare l’indipendenza della Magistratura. Anche l’altro ieri Fini ha proseguito nella sua enunciazione di principi, pure condivisibili, al punto che, a volte, si ha il dubbio che li abbia copiati dal programma dell’Italia dei Valori. C’è ancora chi gli crede? Visto che siamo al capolinea della democrazia, credo che sia necessario consentire a chi vuole scendere di poterlo fare. E l’occasione, l’ultima ormai, Fini ed i finiani l’avranno alla riapertura del Parlamento, quando nel prossimo question time, sollecitato dall’Italia dei Valori, interpelleremo il ministro dell’Interno Maroni in merito alla telefonata arrivata alla questura di Milano da parte di Palazzo Chigi con riferimento alla ragazza minorenne Ruby. Vogliamo sapere se vi sia stato da parte del presidente del Consiglio, o di persone da lui incaricate, un vero e proprio abuso della sua funzione governativa, aggravato dall’aver fornito alla Questura false informazioni circa le generalità della ragazza stessa. Se le risposte non ci convinceranno, presenteremo una mozione di sfiducia nei confronti di Berlusconi. Per farlo avremo bisogno della firma di altri parlamentari: in quest’occasione peseremo le parole pronunciate anche l’altro ieri da Fini. Se lui ed il suo gruppo si tireranno indietro, dimostreranno, ancora una volta, la loro incoerenza. Se invece ci sarà la sfiducia, l’Italia dei Valori, dopo la caduta di Berlusconi, darà la disponibilità ad un eventuale governo tecnico, che abbia come primo e unico obiettivo quello di ridare la parola ai cittadini con una nuova legge elettorale. Insomma, l’importante è che il nuovo esecutivo non sia la solita furbata da prima Repubblica”.

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Incontro nuovo A.D. Unicredit – Falcri Confsal

Posted by fidest press agency su mercoledì, 6 ottobre 2010

Dichiarazione stampa del Segretario Generale della Falcri Confsal Aleardo Pelacchi dopo l’incontro con il nuovo A.D. di Unicredit, Federico Ghizzoni: “Nella giornata odierna il Segretario Generale della Falcri Confsal, Aleardo Pelacchi, ed il Segretario Nazionale di riferimento del gruppo Unicredit, Angelo Peretti, hanno incontrato il nuovo Amministratore Delegato di Unicredit, Federico Ghizzoni”. “Abbiamo preso atto con piacere, soggiunge -Aleardo Pelacchi, – che il gruppo Unicredit intende procedere nella linea della continuità, secondo indicazioni programmatiche fortemente focalizzate sulla vicinanza al territorio ed al suo tessuto sociale ed economico. Il nostro auspicio è che, anche in presenza del piano di esodi in discussione, si possano e si vogliano creare nuove opportunità occupazionali a servizio del territorio e della sua clientela, in coerenza con le linee strategiche del progetto One4C, riconfermate dal nuovo Amministratore Delegato”.

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La “coerenza” di Vittorio Feltri

Posted by fidest press agency su sabato, 18 settembre 2010

La campagna denigratoria  (a torto o a ragione, non importa) scatenata da Feltri contro Fini, è solo una clava che il cavaliere utilizza per punire chiunque si dovesse permettere di osare il dissenso sul pensiero unico imposto a tutti. Feltri è l’esempio più eclatante.  L’11 agosto del 1990, infatti, in occasione dell’approvazione della legge Mammì  (più nota come “decreto Berlusconi”) così scriveva su L’Europeo:
“Per quattordici anni, diconsi quattordici anni, la Fininvest ha scippato vari privilegi, complici i partiti: la Dc, il Pri, il Psdi, il Pli e il Pci con la loro stolida inerzia; e il Psi con il suo attivismo, cui si deve tra l’altro la perla denominata ‘decreto Berlusconi’, cioè la scappatoia che consente all’intestatario di fare provvisoriamente i propri comodi in attesa che possa farseli definitivamente. Decreto elaborato in fretta e furia nel 1984 ad opera di Bettino Craxi in persona, decreto in sospetta posizione di fuorigioco costituzionale, decreto che perfino in una repubblica delle banane avrebbe suscitato scandalo e sarebbe stato cancellato dalla magistratura, in un soprassalto di dignità, e che invece in Italia è ancora spudoratamente in vigore senza che i suoi genitori siano morti suicidi per la vergogna”. Quindi, pochi giorni dopo, in occasione della rapina della Mondadori, sempre su L’Europeo, aggiungeva. “Il dottor Silvio di Milano 2, l’amico antennuto del Garofano, pretende tre emittenti, pubblicità pressoché illimitata, la Mondadori, un quotidiano e alcuni periodici. Poca roba. Perché non dargli anche un paio di stazioni radiofoniche, il bollettino dei naviganti e la Gazzetta ufficiale, così almeno le leggi se le fa sul bancone della tipografia?”.
E’ ovvio che non si può concedere il beneficio della coerenza ad un simile personaggio, molto simile a quel Bossi che su La Padania  con una serie di documentati articoli, chiedeva all’attuale suo imperatore: “Berlusconi, sei mafioso ? Rispondi”. (Rosario Amico Roxas)

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COISP: “Governo maestro di “coerenza”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 25 agosto 2010

“Vogliamo proporre l’istituzione di un riconoscimento speciale per l’invenzione che ha fatto il Pdl: principi e motti che puoi tirare fuori all’occorrenza e che sono validi solo quando vuoi tu! Straordinario!  Ancora una volta sceglie l’ironia Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, il Sindacato Indipendente di Polizia, intervenendo a commento delle ultime notizie che riempiono le cronache dando il resoconto dell’attività di governo del Paese, ed in particolare alla crisi interna alla maggioranza, ed alla reazione che i berlusconiani hanno avuto alla proposta dei finiani di varare un nuovo Governo con una coalizione più ampia che comprenda i partiti di Fini, Casini e Rutelli e i moderati del Pd. La risposta è arrivata per bocca del capogruppo del Pdl alla Camera, Fabrizio Cicchetto il quale, inorridito, ha bollato la proposta come inaccettabile, sottolineando che: “è in ballo il mantenimento del patto fatto con gli elettori che nel 2008 votarono una precisa maggioranza della quale facevano parte anche i finiani di oggi”.  “Non siamo qui a esporre il nostro intervento su questioni di alleanze politiche – aggiunge Maccari -, ma solo a rilevare l’inevitabile, l’ineluttabile, la drammatica realtà che riguarda tutti, i cittadini e gli Appartenenti alle Forze dell’Ordine: Berlusconi ed i suoi si ricordano del valore della coerenza, dell’impegno assunto, della parola data, delle promesse fatte, dei programmi sbandierati solo ed unicamente quando gli conviene, calpestando poi ripetutamente, ignobilmente e senza alcuna vergogna il valore di quelle stesse cose quando tocca a loro tenervi fede. “C’è solo un piccolo problema – conclude il Segretario del Sindacato Indipendente di Polizia -, che gli italiani potrebbero rendersi conto che i giochi, così, non sono molto equi e soprattutto la conclusione non gli conviene affatto… Ma, sicuramente, la nuova portentosa scoperta del ‘principio che si rivolta come un calzino’ servirà a tenerli buoni ancora a lungo!”.

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Regione Salento? Perplessità

Posted by fidest press agency su sabato, 14 agosto 2010

Regione Salento? Un doppione per giustificare inefficienza e creare nuove clientele Negli ultimi tempi e’ stata ripresentata l’iniziativa di creare la Regione Salento. Tranne qualche isolato caso di coerenza, la proposta esce fuori solo quando a governare la Regione e’ un presidente non salentino. Il nuovo ente locale dovrebbe comprendere le province di Lecce, Brindisi e Taranto. A dire dei promotori le differenze socio-culturali tra le tre Province ed il resto della Regione sono tali che solamente la creazione di questa nuova istituzione potrebbe dare effettivo slancio a quei territori. Non s’ignora il dibattito che mette le radici in tempi lontani – gia’ nell’assemblea costituente s’avanzarono proposte in tal senso – tuttavia una visione pragmatica della situazione attuale porta a concludere che al di la’ di sbiaditi campanilismi, la proposta appare anacronistica e dannosa. Chi paga? I cittadini e il buon diritto, ovviamente: – creare ex novo la struttura di un ente che non esiste non e’ cosa da poco; – la tempistica non certo breve –visto  e considerato che per la creazione sarebbe necessaria una legge costituzionale– non gioverebbe alla risoluzione di problemi che chiedono risposte immediate. I tempi biblici della sanita’, la gestione degli enti locali, le tasse locali che aumentano mentre diminuisce la qualita’ dei servizi: tutti problemi che, evidentemente, devono trovare soluzione nell’immediato; – considerato come sono gestiti dai partiti gli enti locali, la nuova regione servirebbe solo a creare una piu’ vasta clientela per gli attuali predatori del diritto e della buona amministrazione. L’impressione e’ che l’adesione di certa classe dirigente a questa iniziativa sia dettata piu’ dalla volonta’ di scaricare la propria ininfluenza ed inefficienza su altre istituzioni che da quella di impegnarsi in azioni utili al benessere pubblico: uno scaricabarile tipicamente italiano. Una politica di ampio respiro guarda ai problemi cercando soluzioni efficaci, immediate ed economiche, non lasciandosi andare a costosissime retoriche autonomiste buone solo a dare visibilita’ ed aumentare il proprio potere clientelare. (Alessandro Gallucci, delegato Aduc-Lecce)

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Regione Lombardia: la coerenza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 28 luglio 2010

Dichiarazione di Marco Cappato, del Comitato nazionale di Radicali italiani: “Mentre a Roma la sinistra ufficiale fa la voce grossa sulla cosiddetta “P3”, con Rosy Bindi che chiede commissioni di inchiesta e l’Italia dei Valori che dà battaglia in nome della “questione morale”, a Milano gli stessi partiti zitti zitti ratificano senza batter ciglio il quarto mandato a Roberto Formigoni, nonostante la legge preveda il limite di due mandati consecutivi a suffragio universale diretto. Infatti, questa mattina il Consiglio Regionale ha approvato all’unanimità la risoluzione della Giunta delle Elezioni che propone la convalida di tutti i Consiglieri Regionali “non sussistendo, in termini di diritto e di fatto situazioni di ineleggibilità o incompatibilità”. Nessun voto contrario, nessun astenuto, nessuno ha detto una parola su una situazione di oggettivo pericolo per le istituzioni democratiche, come ben dimostrato dall’arroganza con la quale Roberto Formigoni ha nei giorni scorsi pubblicamente accusato i giudici della Corte d’appello di Milano di aver commesso un reato gravissimo contro di lui. Proprio quei giudici insultati al telefono da Lombardi e Martino, gli interlocutori di Formigoni per fare pressione contro il ricorso radicale sulle firme per le regionali. Il voto di stamane è la dimostrazione che la cosiddetta “questione morale” è in realtà innanzitutto una questione politica, che investe tutto questo regime a destra e a sinistra.

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Vocazioni liberali a senso alternato

Posted by fidest press agency su sabato, 24 luglio 2010

Il Ministro Carfagna si accalora nel criticare la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato non rispettoso di diversi articoli della Costituzione l’obbligo di carcerazione preventiva in caso di indagine per violenza sessuale. Il vertice odierno del Popolo della Libertà dovrebbe semplicemente interrogarsi sul come si concilino le asserite vocazioni liberali del governo con la volontà di un Ministro di obbligare  alla carcerazione preventiva solo perché sospettati di violenza sessuale, obbligo che di fatto configura l’eliminazione del principio della prova di colpevolezza. Un po’ di coerenza non guasterebbe. (la Federazione dei Liberali)

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Avere il coraggio delle decisioni da assumere

Posted by fidest press agency su sabato, 29 maggio 2010

Editoriale fidest. Tutta l’opposizione, anche se l’Udc fa delle distinzioni e si dichiara “attendista”, è concorde nel ritenere che la “stangata” governativa ha un solo scopo quello di tutelare le ricchezze private e di penalizzare le “povertà” degli italiani. D’altra parte allo scorno si aggiunge la beffa se si pensa che abbiamo ascoltato in tutte le salse le dichiarazioni sul fatto che non saranno messe le mani nelle tasche degli italiani. Tutti noi, invece, sappiamo bene, che se si tagliano le risorse agli enti locali questi sono costretti ad attingere i necessari proventi dalle tasche dei cittadini con l’aumento delle imposte e dei servizi. Se è questa la situazione e lo è, anche se gli effetti non sono tangibili da subito ma li avvertiremo, di certo, tra qualche mese, ragione avrebbe voluto che si dimostrasse con i fatti che chi ci governa incominciasse a tagliare i rami secchi prima di prendersela con la gente. E sappiamo molto bene che per anni abbiamo tollerato gli appalti taroccati, la corruzione, l’evasione fiscale, gli stipendi, i compensi milionari (in euro) ai cosiddetti esperti e consulenti, le spese per la politica, il lavoro nero con la conseguente evasione dei contributi previdenziali e assistenziali e che questi minori introiti, nel complesso, hanno raggiunto la sbalorditiva cifra di ben 400 miliardi di euro. Avremmo potuto, solo con un terzo di questa somma, coprire le nostre spese e ridotto il deficit pubblico come ci chiede con insistenza l’U.E. Perché non accade tutto ciò? Per il semplice motivo che ci “bagnano il pane” un po’ tutti dai politici agli industriali, dai vari comitati di affari alle professioni lobbizzate. Quelli che sono tagliati fuori dal “lauto pasto” sono proprio i milioni di lavoratori dipendenti, pensionati, famiglie monoreddito, precari, disoccupati: ovvero i tre quarti della popolazione nazionale, ma, guarda caso, non contano perché eleggono non chi li sostiene ma chi è pronto a remare contro, perché la “plebe” in tutti i tempi della storia ha solo un obbligo: quello di chinare la testa davanti al padrone di turno. E allora voi dell’opposizione che protestate per questa ennesima gabella e gridate allo scandalo siate conseguenti: dimostrate di essere dalla parte dei più deboli e dimettetevi in massa, se il governo non cambia rotta, dalle vostre cariche pubbliche. Date un segnale forte per restituire credibilità e rispetto alla persona umana, siate coerenti con le vostre proteste. (Riccardo Alfonso http://www.fidest.it)

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Coerenza delle politiche per lo sviluppo

Posted by fidest press agency su martedì, 16 febbraio 2010

Roma 25 Febbraio 2010 dalle ore 14:00 alle ore 18:00 Sala delle Colonne – Camera dei Deputati Via Poli 19, A che punto è l’Italia? Obiettivi, Strategie, Strumenti. Interverranno esperti nazionali ed internazionali tra cui: David Roodman, Ricercatore, Center for Global Develoment, Washington –  Romain Philippe, Coordinatore della Task Force su Policy Coherence for Development di CONCORD  – Raian Divanbeigi, Ricercatore, Università di Firenze.

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Cristiani perseguitati

Posted by fidest press agency su giovedì, 14 gennaio 2010

“E’ bene ricordare che ogni giorno in aree critiche come alcune paesi islamici centinaia di cristiani sono oggetto di  terribili persecuzioni nonostante molti di questi tra laici e religiosi si attivino quotidianamente per il bene della popolazione e per portare un sorriso ai bambini che soffrono. Lo ha dichiarato Aldo Di Biagio, Responsabile Italiani nel Mondo del PdL. “Questo piccolo mondo spesso viene lasciato a latere delle grandi notizie e delle vicende politiche internazionali, ma sfortunatamente se ne comincia a parlare solo quando qualcuno di essi cade vittima di qualche gesto estremo, come dimostra l’ondata di violenza di questi giorni. Bisogna avere il coraggio e la forza di difendere questa gente, molti dei quali cittadini europei, ed invitare i paesi dell’UE a farsi carico di un atto di rispetto e di coerenza nei confronti della loro storia e soprattutto nei confronti della società e della cultura europea. Di Biagio ha continuato: “plaudo all’intervento del Ministro Frattini, uno dei pochi referenti di governo europei che ha inteso gettare luce sull’esigenza da parte dell’UE di difendere le comunità cristiane, e di salvaguardare e proteggere la loro opera come interesse dell’intera Europa e mi auguro che questo suo appello possa essere raccolto dagli altri leader europei”. “Bisogna ritornare a riscoprire la forza delle nostre radici – conclude – e soprattutto guardare con ammirazione e rispetto ai tanti che sotto il simbolo della croce aiutano il prossimo e sostengono la ricostruzione di comunità e di realtà devastate da guerra e fame. Non bisogna inquadrare questo come solo spirito confessionale, ma inquadrarlo come chiara espressione della nostra cultura, della nostra storia e del sentire comune del popolo europeo”.

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Marrazzo “sotto ricatto?”

Posted by fidest press agency su sabato, 24 ottobre 2009

Il governatore del Lazio Marrazzo è al centro di un episodio che presenta diversi lati oscuri. “Questa vicenda – afferma il consigliere comunale del Pdl Raffaele Rocca –  sta assumendo dei contorni veramente preoccupanti pertanto, mi auguro che gli organi inquirenti possano svolgere con serenità il loro lavoro al fine di fare la massima chiarezza. Certo, a leggere le dichiarazioni di tanti esponenti del centro sinistra che oggi si indignano e gridano allo scandalo, mi interrogo sulla coerenza di queste persone che fino a ieri hanno gioito e speculato sulla violazione della privacy che ha visto coinvolte persone a loro non gradite. C’è però un passaggio che mi preoccupa particolarmente nella parole di Marrazzo, ossia quando parla di imbarbarimento della lotta politica, a cosa allude? Sa qualcosa? Conosce i manovratori? Non si può gettare un’ombra così pesante sulla classe politica, quindi chiarisca il suo pensiero altrimenti si astenga dal gridare alla cospirazione. Spero solo che si torni presto a parlare di politica, perchè noi vogliamo che Marrazzo venga giudicato dai cittadini laziali per la sua incapacità amministrativa e non per fatti riguardanti la sua persona che poco ci interessano, ma sappiamo che forse è un sogno pretendere la stessa cosa dai nostri avversari politici”.

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Accesso al lavoro qualificato

Posted by fidest press agency su sabato, 26 settembre 2009

Roma. Parte la campagna di comunicazione informativa relativa al progetto EDA – Educazione permanente degli Adulti – organizzato dal Dipartimento XIV dell’Assessorato alle Attività Produttive, Lavoro e Litorale. Il progetto si articola attraverso una serie di corsi presso i Centri di Formazione Professionale del Comune di Roma in attuazione del Programma di apprendimento permanente del Parlamento Europeo e in coerenza con le linee di indirizzo della Regione Lazio.  L’obiettivo del progetto è svolgere, attraverso enti decentrati e radicati sul territorio, attività di formazione professionale privilegiando gli aspetti dell’apprendimento, facilitando l’accesso al mondo del lavoro con un sistema che risponda efficacemente alle esigenze professionali degli adulti, con una particolare attenzione alla dimensione locale e territoriale. Il sistema EDA è costituito da una rete di 8 Comitati Locali, attivi su tutto il territorio cittadino, presieduti da rappresentanti dei Municipi di riferimento, con il compito di coordinare i soggetti che svolgono le attività rivolte all’Educazione degli Adulti. La struttura così articolata gestirà una banca dati sulle offerte formative e promuoverà uno Sportello Municipale ad hoc. Il coordinamento generale del sistema EDA è curato dal XIV Dipartimento – Politiche del Lavoro e dei Piani di Formazione Permanente degli Adulti.

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